Bpco, meno riacutizzazioni grazie alla triplice terapia


Più vantaggiosa rispetto alla duplice e alla monoterapia

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Una metanalisi apparsa sul British Medical Journal evidenzia la maggiore efficacia della terapia tripla per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva rispetto alla duplice e alla monoterapia.
La terapia tripla è associata a un’incidenza inferiore di riacutizzazioni moderate o gravi sebbene non sia priva di rischi.
«La tripla terapia con LAMA, beta-2 agonisti a lunga azione (LABA) e corticosteroidi inalatori (ICS) viene comunemente usata nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva. Alcune metanalisi precedenti hanno dimostrato che la terapia tripla con l’utilizzo di più inalatori può migliorare il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) e lo stato di salute, ma le prove per quanto riguarda l’efficacia della terapia tripla rispetto alla terapia doppia nella prevenzione delle riacutizzazioni non sono ben documentate», spiega Yayuan Zheng, della Guangdong Medical …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | bpco, riacutizzazioni, combinazione,

Ictus, meglio rivaroxaban di warfarin

Studio di real life evidenzia la maggiore efficacia del primo farmaco

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Nuovi dati dimostrano la superiorità di rivaroxaban su warfarin nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare (FANV).

Lo studio, presentato da Bayer e Janssen in occasione del Congresso dell’American Heart Association (AHA), ha utilizzato i dati di un database assicurativo-sanitario statunitense relativi a oltre 20.000 soggetti che hanno avviato una terapia con rivaroxaban o warfarin entro 30 giorni dalla prima diagnosi di Fibrillazione Atriale non-valvolare.

La Fibrillazione Atriale è una patologia che, secondo le stime, colpisce 33,5 milioni di persone nel mondo ed è associata a un aumento di cinque volte del rischio di ictus registrandone circa il 15-20% dei casi. Per la prevenzione di ictus in soggetti con Fibrillazione Atriale non-valvolare, le attuali Linee Guida raccomandano l’uso di terapia anticoagulante orale.

L’aspirina contro il cancro al colon

L’acido acetilsalicilico riduce le probabilità di metastasi

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Il nesso fra assunzione di acido acetilsalicilico (Asa) e riduzione del rischio di cancro del colon è dimostrato da una serie di studi. Tuttavia, come ricorda una nota dell’Agenzia italiana del farmaco, «non è stata autorizzata alcuna nuova indicazione terapeutica per l’acido acetilsalicilico».

«Sebbene dalla letteratura scientifica emerga che l’incidenza di carcinoma del colon-retto nei pazienti già in terapia con aspirina per patologie cardiovascolari, dopo anni di utilizzo, possa essere ridotta – continua l’Aifa – l’effetto preventivo dell’acido acetilsalicilico non è invece noto nella popolazione non in trattamento per la prevenzione cardiovascolare».

Diversi sono gli studi che hanno approfondito l’argomento. Fra questi, una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da un team della University of California di San Diego.

Fibrillazione atriale postoperatoria, serve colchicina

Riduce i sintomi e previene l’ictus

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In molti casi, i pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico finiscono per sviluppare una forma postoperatoria di fibrillazione atriale (POAF).

In caso di POAF si registra un aumento dei costi sanitari, degli episodi di ictus e di mortalità. Una metanalisi recente ha verificato il ruolo di colchicina nella prevenzione della fibrillazione atriale dopo un intervento di cardiochirurgia o l’isolamento delle vene polmonari.

L’analisi dimostra che la somministrazione periprocedurale di colchicina può prevenire l’insorgenza ex novo o ricorrente di fibrillazione atriale.

“La colchicina è ormai un trattamento riconosciuto per il trattamento e la prevenzione della pericardite acuta e ricorrente, approvato in Italia dall’Aprile 2017”, ha ricordato il Dr. Massimo Imazio, cardiologo presso AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Diabete e parodontite, un nesso

La miglior prevenzione oggi si fa dal dentista

Esiste una correlazione diretta tra salute orale e diabete: il rischio di sviluppare il diabete è superiore del 20-30% per chi soffre di problemi parodontali, chi è affetto da diabete è 1,5 volte più esposto al rischio di disturbi gengivali.

La buona notizia è che una buona salute orale nelle persone diabetiche può contribuire a ridurre i livelli glicemici. Questo è solo uno dei potenziali collegamenti rivelati dalla “Campagna parodontologia e diabete” che SUNSTAR e la Federazione europea di Parodontologia (EFP) lanciano in occasione della Giornata mondiale del diabete.

Circa l’80% delle persone sopra i 30 anni presenta una qualche forma di disturbo gengivale (gengivite in forma lieve e parodontite in forma grave). Significa quindi che 750 milioni di persone nel mondo soffrono di problemi gengivali.

Aspirina, meno tumori nei pazienti cardiopatici

I benefici cardio-oncologici del farmaco

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L’acido acetilsalicilico riduce in maniera significativa il rischio di ammalarsi di tumore nel paziente ad alto rischio cardiovascolare.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), l’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente questo beneficio preventivo aggiuntivo del farmaco nei pazienti trattati per la prevenzione cardiovascolare.

Un importante risultato dimostrato da due meta analisi: la prima ha considerato 4 studi che hanno arruolato 14.033 pazienti trattati con acido acetilsalicilico per la prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria.

Tumore al seno, un decalogo per la prevenzione

I consigli dell’esperto senologo

In Italia il tumore al seno colpisce ogni anno più di 50.000 donne e circa 500 uomini. Il trend dell’incidenza sulla popolazione residente nel nostro paese mostra un incremento di poco meno di un punto percentuale tra il 2013 e il 2017, ma con una mortalità che decresce di più del doppio (-2,2%).

Le donne presentano un tasso di guarigione maggiore e a 5 anni dalla diagnosi guariscano in quasi il 90% dei casi.

Lo screening che effettuano le Agenzie Socio Sanitarie Territoriali è un ottimo punto di partenza per lavorare sulla nostra prevenzione, ma purtroppo in molti casi non è sufficiente.

Diabete e pressione alta, pochi controlli

Scarsa percezione dei rischi fra i diabetici

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Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta.

Normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è un’appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta. Questo è l’allarme che viene lanciato dalla SIIA, Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa.

Un diabetico di tipo 2 – dichiara Claudio Ferri, Presidente della SIIA – deve controllare non solo la glicemia, ma anche la pressione arteriosa.

Dieta ricca di grassi aumenta il rischio di tumore al seno

Pericolo maggiore del 24%

Una dieta troppo ricca di grassi aumenta fino al 24% il rischio di recidiva del tumore della mammella. È dimostrato il ruolo degli stili di vita sani nella cosiddetta prevenzione terziaria, che mira a evitare il ritorno della malattia.

Bastano 150 minuti di attività fisica a settimana (ad esempio camminata veloce o giardinaggio) per ridurre del 25% la mortalità per tumore della mammella nelle pazienti che hanno già ricevuto la diagnosi rispetto alle sedentarie. E ingrassare di 5 Kg può incrementare fino al 13% la mortalità per la neoplasia. Attenzione anche al fumo di sigaretta.

Le donne che hanno abbandonato questa pericolosa abitudine ma che in passato hanno fumato da 20 a 35 sigarette presentano un rischio di ricomparsa di carcinoma della mammella del 22%, del 37% per le fumatrici di più di 35 sigarette e, addirittura, del 41% per coloro che non hanno mai smesso.

Influenza, i falsi miti e le mosse anti-virali

6 convinzioni da sfatare e i suggerimenti utili

Anche quest’anno con l’inizio della stagione autunnale è in agguato la prima ondata di influenza. E i dati non lasciano dubbi sul fatto che questa patologia non vada affatto sottovalutata.

L’influenza, che nella scorsa stagione ha colpito 8,6 milioni di contagiati contro i 5 milioni e 441 mila dell’anno precedente, nei mesi invernali 2018-2019 contagerà almeno 5 milioni di persone e altrettante saranno debilitate da sindromi parainfluenzali.

La profilassi è fondamentale per tutelare le persone più fragili e gli anziani dai rischi dell’influenza, ha spiegato Aladar Bruno Ianes, Direttore Medico di Korian Italia, azienda leader nell’offerta di servizi per l’invecchiamento di qualità.

Anche se il vaccino non garantisce una copertura totale, attenua notevolmente i sintomi della malattia e previene il rischio di complicanze.