Un test per capire come smettere di fumare


Analizzando il metabolismo della nicotina nell’organismo

Bisogna capire in che modo l’organismo metabolizza la nicotina per scegliere il metodo migliore allo scopo di smettere di fumare. Lo rivela uno studio effettuato su oltre cento fumatori che svela come il rischio di dipendenza dal fumo sia minore per i soggetti con un metabolismo della nicotina più rapido.
Lo studio è firmato da ricercatori dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa ed è stato presentato in occasione del XIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pneumologia (SIP) a Venezia.
La ricerca prefigura future strategie su misura per l’astinenza da fumo grazie all’adozione di semplici test che verifichino la velocità di smaltimento della nicotina da parte dell’organismo. Per i fumatori che hanno un metabolismo lento, pertanto, è preferibile un sistema che assicuri dosi costanti di nicotina, attraverso un cerotto ad esempio, per tenere a bada il desiderio e facilitare …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | fumo, sigarette, test,

Figli di due mamme


Ricercatori fanno nascere topi con Dna di due donne

Fra qualche decina di anni è probabile che gli uomini non serviranno più per la riproduzione. Una storica ricerca dell’Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, pubblicata su Cell Stem Cell, ha fatto nascere per la prima volta dei topolini sani sfruttando esclusivamente Dna femminile.
I topi sono cresciuti e a loro volta hanno avuto figli sani e fecondi. Gli scienziati, guidati da Qi Zhou, hanno eliminato sequenze chiave del Dna da cellule staminali embrionali (aploidi) prelevate da topi femmina, fondendole poi con una cellula uovo per fecondarle.
Per farlo, gli scienziati hanno dovuto mettere mano a complesse tecniche di editing genetico, affinché in pratica le cellule riuscissero a mimare il comportamento degli spermatozoi.
Dei 210 embrioni prodotti, soltanto 29 hanno dato vita a dei topolini, che a loro volta hanno originato prole feconda che si è riprodotta in maniera naturale. …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | dna, embrioni, cellule,

I nuovi contraccettivi prevengono il cancro ovarico


Minor rischio di insorgenza grazie a dosi inferiori di ormoni

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Il calo di estrogeni e progestinici nei nuovi contraccettivi orali combinati ha l’effetto di ridurre il rischio di cancro alle ovaie. Lo stabilisce uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della University of Aberdeen.
Lisa Iversen, coordinatrice della ricerca, spiega: «Ricerche precedenti hanno mostrato un rischio ridotto di carcinoma ovarico nelle donne che assumevano contraccettivi orali combinati, ma la maggior parte delle prove si riferiva all’uso di prodotti già sul mercato da tempo, contenenti più alti livelli di estrogeni e progestinici più datati. I nostri risultati mostrano che questo vale anche per i nuovi farmaci, e che l’effetto positivo si rafforza con periodi di utilizzo più lunghi e persiste per diversi anni dopo l’interruzione, fornendo un’importante rassicurazione per le donne».
I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 2 milioni di donne …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ovaie, cancro, estrogeni,

Impotenza, questione di Dna


Area del genoma associata all’aumento del rischio del disturbo

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Essere impotenti potrebbe avere a che fare con il proprio destino genetico. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Pnas da un team del Kaiser Permanente, secondo cui esiste un’area del genoma associata a un aumento del rischio di sviluppare disfunzione erettile.
La malattia è legata a una serie di cause di natura vascolare, psicologica e ormonale, ma in alcuni casi gli uomini sottoposti alle terapie standard volte a rimuovere gli ostacoli riconosciuti non sembrano beneficiare degli interventi messi in atto.
Lo studio segnala il fatto che in almeno un terzo dei casi la motivazione va ricercata nei geni, e nello specifico nell’area vicina al gene Sim1.
“È la prova a lungo ricercata che esiste una componente genetica della malattia”, afferma l’autore principale dello studio, Eric Jorgenson, della divisione di ricerca Kaiser Permanente Northern California. “Si tratta di una scoperta …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | impotenza, Dna, genoma,

Diabete, basta punture


I migliori device per la gestione continua del diabete

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Basta punture al polpastrello per controllare la glicemia, stop alle tante iniezioni. Theras Group, l’azienda italiana leader nel campo delle tecnologie d’avanguardia e nella ricerca, in partnership con Insulet Inc. e Dexcom Inc., presenta quanto c’è di più avanzato e nuovo nel trattamento del diabete in occasione del convegno annuale dell’EASD di Berlino.
“Uno dei problemi più sentiti nella gestione del diabete sta nell’obbligo di sottoporsi a continue punture e iniezioni – spiega Antonio Ceriello, Direttore dell’IRCCS Multimedica, Milano, presidente del Gruppo di studio “Diabetes and Cardiovascular Deseases” dell’EASD. “Oggi grazie ai sistemi di microinfusione continua è possibile ovviare al disagio di iniettarsi l’insulina più volte al giorno e grazie alla tecnologia del monitoraggio continuo, si può avere sotto controllo in tempo reale la propria glicemia senza ricorrere a continue …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, insulina, glicemia,

La dieta che fa bene al cuore


Riduce i grassi del sangue e il rischio cardiovascolare

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C’è una dieta che il cuore predilige. La cosiddetta “lipemia postprandiale”, cioè l’insieme delle modifiche della concentrazione e della composizione delle lipoproteine (HDL, LDL, VLDL) che si verificano dopo l’assunzione di un pasto, è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, largamente influenzato dalle abitudini alimentari.
Negli ultimi anni, diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che il consumo di alimenti ricchi in polifenoli, un gruppo molto ampio ed eterogeneo di composti bioattivi naturali presenti in alimenti e bevande (frutta, verdura, olio, vino, tè, caffè, prodotti a base di cacao) si associa a una riduzione dei fattori di rischio legati alle malattie cardiovascolari e delle stesse malattie cardiovascolari.
“Il nostro gruppo di ricerca – spiega Giuseppe Della Pepa, Università Federico II di Napoli – ha recentemente dimostrato come una dieta ricca in …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | dieta, cuore, grassi, polifenoli,

Sla senza più segreti


Ricerca italiana svela i meccanismi di insorgenza della malattia

La sclerosi laterale amiotrofica diventa sempre meno misteriosa grazie a una ricerca dell’Università La Sapienza di Roma pubblicata su Communications Biology.
Lo studio, coordinato da Giuseppe Antonacci dell’Istituto Italiano di Tecnologia, si basa su una tecnica di microscopia ottica ad altissimo contrasto che ha consentito di osservare strutture di dimensioni finora inaccessibili.
I ricercatori hanno quindi potuto assistere con chiarezza ai meccanismi innescati dalla proteina Fus, associata all’insorgenza della malattia. In presenza di una mutazione della proteina, le strutture cellulari si irrigidiscono e diventano più viscose. Ciò spiega il motivo per cui si formano nei motoneuroni quegli aggregati tossici responsabili della loro morte.
Grazie alla scoperta si aprono “importanti orizzonti sul fronte della ricerca sulla Sla, con informazioni fondamentali sui meccanismi patologici …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Sla, motoneuroni, Fus,

Duchenne, identificato un nuovo meccanismo


Alcuni farmaci sembrano frenare il decorso della distrofia

La distrofia muscolare di Duchenne è la più frequente patologia muscolare su base ereditaria. Ad esserne colpiti sono principalmente i bambini maschi.
L’esordio è precoce e, oltre ai muscoli scheletrici, sono colpiti molti altri organi come cuore, polmoni e cervello. Ancora oggi contro tale patologia non è disponibile una cura. Una nuova speranza arriva dai laboratori di ricerca dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Icb) di Pozzuoli guidati da Vincenzo Di Marzo, dove si è scoperto come in un modello animale sia possibile rallentare significativamente il decorso della malattia e recuperare le funzioni motorie perdute mediante i farmaci in grado di regolare la funzione dei cannabinoidi prodotti dal nostro stesso organismo. Lo studio è pubblicato su Nature Communications.
“Con i nostri ricercatori siamo da anni impegnati a studiare il sempre …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Duchenne, distrofia, farmaci,

Organi con stampa 3D per terapie personalizzate


Al via sperimentazione per la creazione di organi modello

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Organi-modello specifici del paziente, in vitro, realizzati con bio-stampa tridimensionale (3D Bio-printing), in grado di sperimentare terapie innovative e su misura, senza ricorrere a test farmacologici sugli animali o a indagini invasive su pazienti affetti da mutazioni genetiche.
A metterli a punto un team di ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn), Campus biomedico di Roma e Fondazione Giovanni Paolo II (Fgps) di Campobasso. La ricerca, pubblicata su Scientific Report, costituisce il primo step verso la generazione di organi in piastra sia per sostituire i test sugli animali sia per l’affidabilità dei risultati della medicina personalizzata.
“Fino a oggi”, spiega Roberto Rizzi, ricercatore Cnr-Ibcn e coordinatore dei lavori, “la sperimentazione animale ha generato la maggior parte delle informazioni sulla …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | organi, terapia, stampa,

Tre nuovi geni implicati nelle malattie neurodegenerative

Individuati attraverso uno studio sul lievito di birra

Uno studio interdisciplinare effettuato su lievito di birra Saccharomyces cerevisiae (S. cerevisiae) ha condotto alla scoperta di tre geni che portano l’informazione genetica necessaria alla fabbricazione di altrettante proteine, la cui mancanza o difetto potrebbe essere la causa di malattie neurodegenerative nell’uomo. Alla ricerca, che ha utilizzato come strumento d’indagine il Tellurito di potassio, un composto la cui tossicità è collegata a malattie quali l’Alzheimer e il Parkinson, hanno partecipato tra l’altro ricercatori dell’Istituto di bioscienze e biorisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbr) e del gruppo di ricerca dell’Università del Salento diretto da Pietro Alifano. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.