Disfagia, quando deglutire diventa difficile

I rischi per gli anziani

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Deglutiamo senza accorgercene almeno circa 600 volte al giorno. La deglutizione però, se compromessa, richiede la nostra massima attenzione e può rivelarsi causa di numerosi problemi.

Oltre i 50 anni di età, circa 1 persona su 10 può presentare difficoltà di deglutizione che gli esperti chiamano “disfagia”, con conseguenti effetti negativi sulla salute e sul benessere dell’individuo. Se non correttamente gestita la disfagia può determinare complicanze che possono mettere a rischio lo stato di salute della persona che ne è colpita e essere causa di ricoveri ospedalieri anche ripetuti nel tempo.

Uno studio della Johns Hopkins University ha analizzato i cambiamenti che si verificano nella capacità di deglutire quando si invecchia.

Torna l’ora legale, i rischi per la salute

Disagi emotivi, insonnia e depressione i possibili fenomeni

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Un’ora in meno di riposo, innumerevoli disagi per la salute di milioni d’italiani. Lo spostamento delle lancette un’ora avanti alle 2.00 del mattino, col il ritorno all’ora legale in programma durante la notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo, porterà, secondo gli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, oltre 9 milioni di persone a provare un aumento del senso di fatica e dell’irritabilità, la comparsa di emicrania e insonnia.

Oltre il 15% della popolazione soffrirà quindi per alcuni giorni di notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo. Ma non è finita qui: secondo la Codacons addirittura un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ora legale.

Se il cardio non fa per te, allenarsi camminando può essere un’opzione

Siamo dell’opinione che esista un allenamento per tutti i tipi di esigenze. Se proprio le sudate in palestra non sono la tua attività preferita, e sollevare pesi non ti convince, sappi che c’è una soluzione. Allenarti camminando può essere la chiave di volta, perché ti aiuta a bruciare grassi e ti espone ad un rischio minore di infortuni rispetto ad attività in cui è richiesto un livello di fitness maggiore.

Ci sono alcuni sostenitori del fatto che le attività cardio non siano le più appropriate per ottenere una figura snella. In effetti, per alcune persone, il cardio può essere in qualche modo controproducente. Secondo la nutrizionista americana Pasternak, più intenso è il cardio che fai, più calorie al minuto brucerai – tuttavia, una percentuale più alta di quelle calorie proviene da fonti non grasse. Bruceresti un numero maggiore di grassi in attività cardio meno intense. In altre parole facendo troppo cardio bruci molte calorie, ma non molto grasso. Leggi anche 5 suggerimenti fitness da non ascoltare 

Inoltre devi tenere in considerazione che aumentando l’intensità dei tuoi allenamenti cardio aumenterà anche la fame. Pasternak dice che esiste una relazione diretta tra l’intensità del cardio che fai e il tuo appetito. Più intenso è il tuo allenamento cardio, più sarai affamato dopo, il che può portare a mangiare più del normale.

Il che può avere degli effetti sulle tue scelte nutrizionali: focacinna senza glutine con tanto di succo di frutta carico di zuccheri, non sono proprio la scelta più appropriata.

Inoltre se ti costringi a fare attività che non sono nelle tue corde o semplicemente per cui non sei adeguatamente preparata, ti esponi a maggiori rischi di farti male. Secondo Pasternak, la sindrome da stress ripetitivo, le lesioni al ginocchio e le lesioni alla schiena sono tutti rischi associati a cardio estremi.

Mentre non sconsiglia necessariamente la corsa o la lezione di spin, Pasternak dice che la persona media che sta cercando di buttare giù massa grassa potrebbe essere un po’ intimidita dalla prospettiva di fare cardio intenso ogni giorno. Camminare, d’altra parte, è spesso visto come un metodo di esercizio più accessibile da parte di persone di tutti i livelli di abilità.

Pasternak, che ha studiato le abitudini alimentari dei paesi più sani del mondo, dice che mentre le diete delle persone in questi paesi sono molto diverse e camminano molto. Secondo Pasternak, l’americano medio fa 4.100 passi al giorno, mentre le persone nei paesi più sani prendono più di 10.000 passi al giorno. Per questo motivo, Pasternak offre a tutti i suoi clienti un obiettivo giornaliero che varia da 10.000 a 14.000 passi. “Le persone vogliono sapere come si formano i corpi più belli del mondo – ecco come lo faccio io, non essendo sedentario”, ha detto.

Tumore alla prostata, fondamentali i grassi

Una dieta ricca di grassi aumenta il rischio di cancro

Un regime alimentare squilibrato e ricco di grassi aumenta in maniera significativa i rischi di insorgenza del tumore della prostata. Lo dimostrano due studi pubblicati su Nature da un team della Scuola di Medicina di Harvard.

L’équipe, coordinata dall’italiano Pier Paolo Pandolfi, ha dimostrato come il rischio di progressione del tumore alla prostata sia strettamente collegato alla riduzione di due geni, Pten e Pml, la cui perdita è evidente in 7 diagnosi su 10. I due geni, in condizioni normali, inibiscono la crescita tumorale.

Topi affetti da tumori indolenti, ovvero che non progredivano, sono stati sottoposti a un cambio radicale di regime alimentare, con un maggior introito di grassi saturi. La modifica delle abitudini alimentari ha comportato la comparsa di metastasi.

Diarrea del viaggiatore, la terapia migliore

Come gestire il malessere in viaggio

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Si parte per una vacanza sognata magari per mesi e ci si ritrova in una camera d’albergo ad assecondare i bisogni del proprio intestino. La diarrea del viaggiatore è uno dei disturbi che più minano la qualità di vita in particolari momenti. Per questo è necessario adottare una gestione il più possibile corretta della malattia.

Chiunque si metta in viaggio verso paesi in via di sviluppo dovrebbe portare con sé loperamide e un antibiotico.

Se la meta è il Sud-Est asiatico, l’antibiotico dovrà essere l’azitromicina, mentre nelle altre zone può essere utilizzata anche la rifaximina.

Le raccomandazioni indicano la semplice idratazione e la gestione dei sintomi con loperamide se la malattia non incide sul viaggio. Se la malattia ha qualche effetto sul viaggio, oltre alla loperamide, il viaggiatore dovrà considerare l’ipotesi di assumere un antibiotico.

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Rischi per l’udito con i botti di Capodanno

L’esplosione di petardi può provocare invalidità non solo a occhi e mani

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Nonostante le ordinanze che molti Comuni stanno emanando in questi giorni per vietare l’utilizzo dei botti di Capodanno, è presumibile che pochi si sottrarranno a una tradizione che sembra ormai entrata nel Dna degli italiani.

Come ogni anno, peraltro, arrivano puntuali le raccomandazioni del personale medico che si troverà come sempre a dover far fronte alle altrettanto consuete corse al pronto soccorso della notte di San Silvestro. Si sente spesso parlare, in primo luogo, di danni invalidanti agli arti superiori, direttamente coinvolti nell’esplosione, o agli occhi. Tuttavia, il prof. Gaetano Paludetti, direttore del dipartimento di otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli di Roma, mette in guardia da un altro rischio, quello della perdita parziale o totale dell’udito a causa della potenza dell’esplosione e della vicinanza con l’oggetto.

Gravidanza e malattie croniche intestinali

Ci sono rischi, ma la terapia salva la vita anche al feto

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La Colite Ulcerosa (CU) e la malattia di Crohn (MdC) sono patologie croniche intestinali caratterizzate da un’alternanza di differenti fasi. Queste malattie intestinali necessitano in modo continuativo di terapia medica e, in alcuni casi, i più severi, di terapia chirurgica. Il picco di incidenza delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) si verifica in età giovanile e coincide quindi, in circa il 25% di tutti i pazienti, con il periodo riproduttivo. A volte queste possono avere serie ripercussioni per la salute della gestante e del feto stesso. Ma la terapia abbatte i rischi.

L’attività di malattia, al concepimento o durante la gestazione, è in grado di influenzare negativamente l’esito della gravidanza.

La solitudine indebolisce il sistema immunitario

Modificherebbe l’attività dei geni preposti alla nostra difesa

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Fa’ di te stesso un’isola. Mai suggerimento letterario fu più pericoloso. Una ricerca realizzata da psichiatri e cardiologi tedeschi ha rivelato gli effetti negativi della solitudine sulla nostra salute.

I medici hanno studiato oltre 15mila persone fra i 35 e i 74 anni seguendole per 5 anni, nel corso dei quali è stato tenuto sotto controllo il livello di salute psicofisica e l’intensità delle relazioni sociali.

La solitudine crea significativi rischi in termini di salute mentale, sia per quanto riguarda la depressione, sia per quanto concerne il livello di ansia. La solitudine aumenta anche la probabilità di essere fumatori, un classico indicatore di uno stile di vita sbagliato.