Togliere tonsille e adenoidi aumenta le infezioni

Studio evidenzia i rischi legati all’intervento

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Rimuovere chirurgicamente tonsille e adenoidi durante l’infanzia ha l’effetto di aumentare il rischio a lungo termine di malattie respiratorie, allergiche e infettive.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association Otorinolaringoiatria Head and Neck Surgery da un team dell’Università di Copenaghen coordinato da Jacobus Boomsma.

Il team danese ha analizzato per la prima volta gli effetti a lungo termine di tonsillectomia e adenoidectomia, prendendo in considerazione i dati di un campione costituito da 1.189.061 bambini sani nati in Danimarca fra il 1979 e il 1999. I bambini sono stati seguiti per 10 anni e fino al compimento dei 30 anni di età.

17.460 sono stati sottoposti ad adenoidectomia, 11.830 a tonsillectomia e 31.377 a entrambi gli interventi.

Un algoritmo per la procreazione assistita

Predice il metodo migliore e riduce i rischi di inefficacia

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L’utilizzo dei Big Data ha consentito a un gruppo di ricercatori di Eugin, leader europeo nella riproduzione assistita, di sviluppare un algoritmo in grado di prevedere il metodo ottimale di stimolazione ovarica per ciascuna delle donne che ricorrono a trattamenti di fecondazione in vitro.

In questo modo, il rischio di ottenere risultati indesiderati, come una bassa risposta ovarica o una iper-stimolazione ovarica, sarà ridotto. La formula creata da Eugin, che verrà applicata definitivamente alle nuove pazienti entro un anno, ha dimostrato un grado di affidabilità dell’81%.

I risultati di questa ricerca sono stati presentati al 34° congresso annuale ESHRE, la Società europea di Riproduzione Umana ed Embriologia, che si tiene a Barcellona dal 1 al 4 luglio.

Allergia al gatto, i rischi e le raccomandazioni

Causa di possibili reazioni asmatiche gravi

Di allergia al gatto si può anche morire. A testimoniarlo è la recente vicenda di una donna torinese, morta a seguito di un grave attacco d’asma mentre spazzolava il proprio gatto.

Molti giornali hanno riferito erroneamente di uno shock anafilattico. Per questo, è necessario non solo fare chiarezza sul tema dell’allergia al gatto, ma anche avere un quadro completo dei rischi e delle indicazioni da conoscere per evitare, in alcuni rari casi, delle vere e proprie tragedie senza motivazioni apparenti.

La notizia delle morti per asma o per anafilassi, riguardanti spesso soggetti di giovane età, non può esaurirsi con la semplice e fredda comunicazione di questi drammatici, rari e sfortunati eventi. Considerarle semplicemente come morti evitabili è una lettura profondamente triste e dovrebbe essere vissuta come una sconfitta – dichiara il Dott. Antonino Musarra.

La vita è più lunga se la città è green

Alle metropoli sempre più inquinate e grigie, è facile preferire città più ecosostenibili e ricche di alberi e parchi. Secondo gli studiosi, sembra che optare una città green faccia vivere più a lungo.

Abitare nelle città in cui palazzoni e cemento lasciano spazio anche ad alberi e parchi fa vivere più a lungo. A sostenerlo è una ricerca americana, che ha analizzato il tasso di mortalità femminile in diversi quartieri di varie città statunitensi. Ne è emerso che le donne risiedenti nelle città in cui c’erano più alberi avevano una speranza di vita maggiore rispetto alle donne che abitavano in zone più inquinate e cementificate. Un dato interessante, è che il tasso di mortalità per tumori alle vie respiratorie era nettamente inferiore per le abitanti delle città green. Questo è dovuto al fatto che una maggior concentrazione di alberi e piante nelle zone urbane permette di ridurre la quantità di polveri sottili e altre sostanze tossiche presenti nell’aria delle nostre città moderne. Un’aria più pulita significa meno infiammazioni a carico dell’apparato respiratorio, e quindi meno crisi di asma o di insufficienza respiratoria, meno tumori ai polmoni e meno rischi per le persone che già soffrono di malattie all’apparato respiratorio. Significa anche meno ictus e infarti, dato che l’infiammazione provocata dagli inquinanti nell’aria si diffonderebbe, attraverso il sangue, anche a cuore e cervello. Un ultimo punto a favore delle città green è la ripercussione positiva sull’umore e il benessere emotivo delle persone. Infatti, l’immersione nella natura, il silenzio dei parchi e la disconnessione dalla vita frenetica e rumorosa delle strade trafficate sono senza dubbio un’ottima “medicina” per ridurre lo stress e sentirsi subito meglio.  

Il parto in casa è rischioso?

Pro e contro secondo diverse ricerche

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Per secoli le donne non hanno avuto scelta, dovevano partorire in casa, se una casa c’era. In età moderna il parto in casa è ormai relegato nella categoria delle scelte eccentriche e da molti è visto come un rischio inutile.

A dar manforte a questa visione è uno studio pubblicato sul Journal of Medical Ethics da ricercatori della Oxford University e dell’Università di Melbourne. Secondo lo studio la scelta di partorire in casa è certamente legittima, ma è presa il più delle volte senza avere la consapevolezza dei rischi reali a cui si va incontro.

La maggior parte delle ricerche sull’argomento, secondo gli scienziati inglesi e australiani, considera soltanto il pericolo di morte del neonato, che è solo lievemente superiore a quello relativo ai parti in ospedale. Tuttavia, dovrebbe essere preso in considerazione anche il rischio di disabilità che corre il piccolo.

Disfagia, quando deglutire diventa difficile

I rischi per gli anziani

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Deglutiamo senza accorgercene almeno circa 600 volte al giorno. La deglutizione però, se compromessa, richiede la nostra massima attenzione e può rivelarsi causa di numerosi problemi.

Oltre i 50 anni di età, circa 1 persona su 10 può presentare difficoltà di deglutizione che gli esperti chiamano “disfagia”, con conseguenti effetti negativi sulla salute e sul benessere dell’individuo. Se non correttamente gestita la disfagia può determinare complicanze che possono mettere a rischio lo stato di salute della persona che ne è colpita e essere causa di ricoveri ospedalieri anche ripetuti nel tempo.

Uno studio della Johns Hopkins University ha analizzato i cambiamenti che si verificano nella capacità di deglutire quando si invecchia.

Torna l’ora legale, i rischi per la salute

Disagi emotivi, insonnia e depressione i possibili fenomeni

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Un’ora in meno di riposo, innumerevoli disagi per la salute di milioni d’italiani. Lo spostamento delle lancette un’ora avanti alle 2.00 del mattino, col il ritorno all’ora legale in programma durante la notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo, porterà, secondo gli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, oltre 9 milioni di persone a provare un aumento del senso di fatica e dell’irritabilità, la comparsa di emicrania e insonnia.

Oltre il 15% della popolazione soffrirà quindi per alcuni giorni di notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo. Ma non è finita qui: secondo la Codacons addirittura un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ora legale.

Se il cardio non fa per te, allenarsi camminando può essere un’opzione

Siamo dell’opinione che esista un allenamento per tutti i tipi di esigenze. Se proprio le sudate in palestra non sono la tua attività preferita, e sollevare pesi non ti convince, sappi che c’è una soluzione. Allenarti camminando può essere la chiave di volta, perché ti aiuta a bruciare grassi e ti espone ad un rischio minore di infortuni rispetto ad attività in cui è richiesto un livello di fitness maggiore.

Ci sono alcuni sostenitori del fatto che le attività cardio non siano le più appropriate per ottenere una figura snella. In effetti, per alcune persone, il cardio può essere in qualche modo controproducente. Secondo la nutrizionista americana Pasternak, più intenso è il cardio che fai, più calorie al minuto brucerai – tuttavia, una percentuale più alta di quelle calorie proviene da fonti non grasse. Bruceresti un numero maggiore di grassi in attività cardio meno intense. In altre parole facendo troppo cardio bruci molte calorie, ma non molto grasso. Leggi anche 5 suggerimenti fitness da non ascoltare 

Inoltre devi tenere in considerazione che aumentando l’intensità dei tuoi allenamenti cardio aumenterà anche la fame. Pasternak dice che esiste una relazione diretta tra l’intensità del cardio che fai e il tuo appetito. Più intenso è il tuo allenamento cardio, più sarai affamato dopo, il che può portare a mangiare più del normale.

Il che può avere degli effetti sulle tue scelte nutrizionali: focacinna senza glutine con tanto di succo di frutta carico di zuccheri, non sono proprio la scelta più appropriata.

Inoltre se ti costringi a fare attività che non sono nelle tue corde o semplicemente per cui non sei adeguatamente preparata, ti esponi a maggiori rischi di farti male. Secondo Pasternak, la sindrome da stress ripetitivo, le lesioni al ginocchio e le lesioni alla schiena sono tutti rischi associati a cardio estremi.

Mentre non sconsiglia necessariamente la corsa o la lezione di spin, Pasternak dice che la persona media che sta cercando di buttare giù massa grassa potrebbe essere un po’ intimidita dalla prospettiva di fare cardio intenso ogni giorno. Camminare, d’altra parte, è spesso visto come un metodo di esercizio più accessibile da parte di persone di tutti i livelli di abilità.

Pasternak, che ha studiato le abitudini alimentari dei paesi più sani del mondo, dice che mentre le diete delle persone in questi paesi sono molto diverse e camminano molto. Secondo Pasternak, l’americano medio fa 4.100 passi al giorno, mentre le persone nei paesi più sani prendono più di 10.000 passi al giorno. Per questo motivo, Pasternak offre a tutti i suoi clienti un obiettivo giornaliero che varia da 10.000 a 14.000 passi. “Le persone vogliono sapere come si formano i corpi più belli del mondo – ecco come lo faccio io, non essendo sedentario”, ha detto.

Tumore alla prostata, fondamentali i grassi

Una dieta ricca di grassi aumenta il rischio di cancro

Un regime alimentare squilibrato e ricco di grassi aumenta in maniera significativa i rischi di insorgenza del tumore della prostata. Lo dimostrano due studi pubblicati su Nature da un team della Scuola di Medicina di Harvard.

L’équipe, coordinata dall’italiano Pier Paolo Pandolfi, ha dimostrato come il rischio di progressione del tumore alla prostata sia strettamente collegato alla riduzione di due geni, Pten e Pml, la cui perdita è evidente in 7 diagnosi su 10. I due geni, in condizioni normali, inibiscono la crescita tumorale.

Topi affetti da tumori indolenti, ovvero che non progredivano, sono stati sottoposti a un cambio radicale di regime alimentare, con un maggior introito di grassi saturi. La modifica delle abitudini alimentari ha comportato la comparsa di metastasi.

Diarrea del viaggiatore, la terapia migliore

Come gestire il malessere in viaggio

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Si parte per una vacanza sognata magari per mesi e ci si ritrova in una camera d’albergo ad assecondare i bisogni del proprio intestino. La diarrea del viaggiatore è uno dei disturbi che più minano la qualità di vita in particolari momenti. Per questo è necessario adottare una gestione il più possibile corretta della malattia.

Chiunque si metta in viaggio verso paesi in via di sviluppo dovrebbe portare con sé loperamide e un antibiotico.

Se la meta è il Sud-Est asiatico, l’antibiotico dovrà essere l’azitromicina, mentre nelle altre zone può essere utilizzata anche la rifaximina.

Le raccomandazioni indicano la semplice idratazione e la gestione dei sintomi con loperamide se la malattia non incide sul viaggio. Se la malattia ha qualche effetto sul viaggio, oltre alla loperamide, il viaggiatore dovrà considerare l’ipotesi di assumere un antibiotico.

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