Rivaroxaban per la coronaropatia


Riduce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori

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Il farmaco rivaroxaban di Janssen potrebbe presto essere disponibile anche per i pazienti affetti da coronaropatia (CAD) e/o arteriopatia periferica (PAD).
La domanda presentata all’Fda si basa sui risultati dello studio di Fase III COMPASS e riguarda due nuove indicazioni: riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori come ictus, infarto del miocardio e mortalità per cause cardiovascolari in pazienti con coronaropatia (CAD) e/o arteriopatia periferica (PAD) cronica e riduzione del rischio di ischemia acuta agli arti in pazienti con arteriopatia periferica.
“La presentazione di questa domanda rappresenta un importante passo avanti per affrontare gli effetti spesso devastanti delle coronaropatie e arteriopatie periferiche” – ha dichiarato Joerg Moeller, Responsabile Sviluppo e Membro del Consiglio Direttivo della Divisione Pharmaceuticals di Bayer AG – “Se verrà approvata, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronaropatia, rivaroxaban, cuore,

MOVEMEN, la prevenzione dei tumori inizia a Novembre


Si chiama #MOVEMEN la campagna che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – LILT Milano lancia a novembre: un invito agli uomini affinché inizino ad occuparsi un po’ di più anche della loro salute.

Movemen

Sensibilizzare gli uomini sull’importanza di sottoporsi a controlli per arrivare prima nella lotta contro il cancro alla prostata è l’obiettivo di MOVEMEN. Diverse le iniziative negli Spazi Prevenzione LILT a Milano, Cernusco sul Naviglio, Monza, Novate Milanese e Sesto San Giovanni che è possibile prenotare, fino ad esaurimento dei posti disponibili, al sito www.legatumori.mi.it, tra cui seminari, visite gratuite, corsi di cucina salutare e molte altre attività. “Il cancro alla prostata è infatti la neoplasia più frequente tra gli uomini – sottolinea il presidente di LILT Milano, prof. Marco Alloisio –. Secondo i dati del rapporto Aiom/Airtum i numeri del cancro in Italia 2017 quest’anno sono attesi 34.800 casi, contro i 34.400 del 2016. Un dato significativo è però l’aumento della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, arrivata nel 2017 al 91% contro l’88,6% del 2016. La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali anche contro il tumore alla prostata e il nostro consiglio è di sottoporsi comunque a visite e controlli periodici non solo in presenza di sintomi.

Come Lilt Milano, continua il prof. Alloisio, metteremo a disposizione visite urologiche gratuite per tutto il mese di novembre nei nostri Spazi Prevenzione. Il mio appello agli uomini è quello di telefonare per prenotare un appuntamento”.


A cura di Irene Butta
© Sani per Scelta

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La felicità dei bambini passa dal cibo

Un’alimentazione sana migliora autostima e umore

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Maggiore autostima, umore migliore e meno problemi emotivi per i bambini che seguono un’alimentazione sana ed equilibrata. Lo fanno notare i ricercatori dell’Università di Goteborg, che hanno pubblicato su BMC Public Health gli esiti di uno studio sull’argomento.
Louise Arvidsson, coordinatrice dello studio, commenta: “Nei bambini tra i 2 e 9 anni abbiamo visto che c’è un legame tra il rispetto di una dieta sana e un miglior benessere psicologico, con meno problemi emotivi, migliori relazioni con gli altri bambini e più autostima”.

I dati sono relativi a un campione di 7.600 bambini fra i 2 e i 9 anni provenienti da 8 paesi europei, fra cui l’Italia. I medici hanno chiesto ai genitori di rispondere a domande sulle abitudini alimentari dei propri figli e di valutare la loro relazione con gli stessi.

Nuovo test per la tubercolosi

Basta esaminare le urine dei pazienti malati

Identificare e misurare i componenti del batterio responsabile della tubercolosi direttamente dalle urine dei pazienti malati. È questo il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.

Lo studio è frutto di una collaborazione internazionale fra l’Istituto Superiore di Sanità, la George Mason University e altre istituzioni in USA, Australia, Perù e UK.

Il lavoro dimostra che è possibile misurare nelle urine dei pazienti affetti da Tubercolosi (TBC) alcuni dei componenti strutturali o secretori del Mycobacterium tuberculosis (Mtb), il batterio responsabile della TBC, con elevata sensibilità e specificità grazie a delle innovative nanoparticelle. Un risultato che riduce i tempi di diagnosi, migliora la precisione, riduce l’invasività delle analisi.

Calvizie, perché i capelli cadono e cosa si può fare

Problema che affligge la maggior parte degli uomini e molte donne

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Un colpo di spazzola davanti allo specchio e l’amara sorpresa. Due, tre capelli se ne sono andati, insieme probabilmente a un pezzetto della nostra autostima.

Ma perché la caduta dei capelli è così frequente, tanto da portare spesso a una condizione di conclamata calvizie?

Innanzitutto, è bene sapere che ogni capello percorre un ciclo vitale ben definito e diviso in tre fasi: la prima di crescita, la seconda di riposo e la terza caratterizzata dalla caduta. È quindi del tutto normale che i capelli cadano. In alcuni (tanti) casi, però, il numero di capelli caduti durante il giorno diventa significativo. Perché?

Per vari fattori, fra i quali il sesso a cui si appartiene è il più evidente: le donne, infatti, beneficiano in questo caso di un vantaggio rispetto agli uomini che, nell’80% dei casi, sperimenteranno nel corso della vita il fenomeno dell’alopecia.

Tumore al seno, ecco Ribociclib

Per il trattamento di prima linea del carcinoma mammario HR+/HER2-

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Nuovi risultati dimostrano l’efficacia di ribociclib per il tumore del seno.
Lo studio di fase III MONALEESA-7, condotto in donne in pre- o peri-menopausa con carcinoma mammario metastatico o in fase avanzata con recettori ormonali positivi, negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano (HR+/HER2-), ha dimostrato che Kisqali (ribociclib) – in associazione con un inibitore dell’aromatasi o tamoxifene e goserelin come terapia endocrina iniziale – prolunga in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression-free survival) rispetto alla sola terapia endocrina e goserelin. I dati sono stati presentati in forma orale al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2017.

Nuova cura per l’Huntington

Il farmaco potrebbe essere efficace anche per Alzheimer e Parkinson

C’è una nuova speranza per tutti i malati di Huntington, e forse non solo per quelli. Un farmaco sperimentale si è rivelato in grado di rallentare la progressione della Corea di Huntington, una malattia genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione muscolare conducendo al declino cognitivo.

In teoria, lo stesso farmaco – iniettato direttamente nel fluido spinale – potrebbe avere effetto anche sul morbo di Parkinson e sul morbo di Alzheimer.

La procedura sperimentale è stata messa a punto da un team del Leonard Wolfson Experimental Neurology Centre di Londra. Al trial hanno partecipato 46 soggetti in fase iniziale di Huntington. I dati emersi indicano che il farmaco è sicuro e ben tollerato e in grado di ridurre i livelli di huntingtina, la proteina responsabile dell’eliminazione delle cellule cerebrali nella malattia.

Il brodo di pollo è come una medicina

Ha un effetto antinfiammatorio utile contro le infezioni

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La saggezza popolare talvolta si accorda con i risultati della scienza. È il caso del brodo di pollo, tradizionale “terapia” casalinga delle nonne il cui effetto benefico sull’organismo viene ora certificato da una ricerca del Nebraska Medical Center di Omaha pubblicata su Chest.
Durante le analisi, i ricercatori americani hanno osservato una riduzione nel movimento dei neutrofili grazie all’assunzione di brodo di pollo. I neutrofili sono quei globuli bianchi incaricati di contrastare le infezioni. La loro riduzione suggerisce l’idea che il brodo di pollo riesca a ridurre l’infiammazione e di conseguenza ridimensionare la portata del loro intervento.

Scopri mal di pancia rimedi farmaci e naturali.

Tumori del tratto digerente, ecco le ultime terapie

Terapie vincenti, ma l’arma vincente è la prevenzione

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I farmaci a bersaglio molecolare nelle patologie oncologiche dell’apparato digerente sono entrati in una nuova era e, almeno per alcuni bersagli, soprattutto per il fegato, alcuni nuovi farmaci hanno dimostrato la loro efficacia.

Nel caso dell’epatocarcinoma ad esempio per molti anni abbiamo avuto a disposizione un unico farmaco, il sorafenib, che ha dimostrato sicuramente una discreta efficacia nella malattia in fase avanzata ma che induceva effetti collaterali talvolta poco tollerabili da parte dei pazienti e con il quale si otteneva una risposta clinica solo in una parte di malati trattati. Il tutto aggravato dalla mancanza di un test che ci facesse individuare a priori i pazienti che si sarebbero giovati della terapia. Oggi abbiamo delle novità importanti nel trattamento di questo tumore del fegato.

Il declino mentale causato da obesità e diabete

Ma i danni si possono prevenire

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L’obesità e il diabete di tipo 2 (malattie metaboliche caratterizzate da una ridotta sensibilità degli organi all’insulina, detta anche insulino-resistenza) sono una minaccia per la salute del cervello.

Le due condizioni, infatti, causano deficit cognitivi, alterando il funzionamento di un ‘interruttore’ chiave per apprendimento e memoria, il recettore per il glutammato “GluA1” che, esposto sui neuroni, serve loro per comunicare.

L’insulino-resistenza manda in tilt questo interruttore attraverso una specifica modifica chimica detta “palmitoilazione”, ovvero l’aggiunta di acido palmitico, che si accumula nel cervello quando si adotta una dieta troppo ricca di grassi saturi, al recettore stesso impedendone il funzionamento. Eliminando queste improprie modifiche chimiche, i deficit cognitivi causati da obesità e diabete si possono cancellare.

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