Pembrolizumab efficace contro il melanoma

Il farmaco mostra risultati promettenti

Melanoma_13192.jpg

Pembrolizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato anti-PD1, riduce del 43% il rischio di recidiva dopo resezione chirurgica del tumore nei pazienti con melanoma, una neoplasia dei tessuti cutanei e del rivestimento della pelle che nel 2017 nel nostro Paese ha fatto registrare 14mila nuove diagnosi.

MSD e l’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC) hanno annunciato che lo studio di fase 3 EORTC1325/KEYNOTE-054 con pembrolizumab, somministrato in monoterapia nei pazienti operati per un melanoma ad alto rischio stadio III, ha raggiunto l’endpoint primario di sopravvivenza libera da recidiva (RFS).

L’olio di camelina riduce il colesterolo

Livelli totali e di Ldl abbattuti

Arteriosclerosi_14188.jpg

L’olio ricavato dalla camelina, pianta delle Brassicacee nota come “falso lino”, avrebbe un effetto protettivo nei confronti del colesterolo. Secondo i dati di uno studio apparso su Molecular Nutrition & Food Research a firma di ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale, l’olio di camelina avrebbe la capacità di ridurre i livelli di colesterolo totale e di colesterolo Ldl.

La ricerca ha analizzato le associazioni fra olio di camelina, pesce grasso e pesce magro con il metabolismo dei lipidi e del glucosio. Allo studio hanno preso parte 79 persone fra i 43 e i 72 anni che mostravano una concentrazione ridotta di glucosio a digiuno.

I volontari hanno consumato pesce grasso o magro per 4 volte alla settimana, oppure hanno assunto una dose giornaliera di 30 ml di olio di camelina per 12 settimane. Gli effetti più evidenti sono stati quelli prodotti da quest’ultimo.

La doppia mastectomia non serve

La mutazione “Jolie” non è una condanna a morte

Tumore mammario_12020.jpg

Anche se si è portatrici di un’alterazione del gene Brca, come Angelina Jolie, le probabilità di sopravvivenza a un cancro sono le stesse di una paziente priva di Dna mutato.

A dirlo è uno studio dell’Università di Southampton pubblicato su Lancet Oncology, che segnala anche come la mastectomia dopo la diagnosi non incida favorevolmente sulla speranza di sopravvivenza.

La mutazione Brca, che in ogni caso aumenta fino a 8 volte il rischio di cancro, è balzata agli onori delle cronache anche per la scelta dell’attrice di farsi asportare preventivamente entrambi i seni.

Lo studio inglese ha analizzato i dati di 2733 donne fra i 18 e i 40 anni che avevano ricevuto una diagnosi di tumore al seno. Nel 12 per cento dei casi, le donne mostravano un’alterazione del gene.

Cancro alla prostata, utile l’indice di salute prostatica

Può evitare il ricorso a biopsie inutili

Tumore alla prostata_8671.jpg

Gli urologi beneficiano dei dati ricavati dall’indice di salute prostatica (phi). Il parametro è determinante per capire se esista o meno la necessità di prescrivere una biopsia.

A dirlo è una ricerca pubblicata su Prostate Cancer and Prostatic Diseases da un team della Carolina Urology Partners di Huntersville guidato da Jay White, che spiega: «Nel nostro studio, l’uso del test ha influenzato il piano di gestione del medico nel 73% dei casi, e l’effetto più comune è stato quello di evitare una biopsia».

Il test phi non è altro che la combinazione dei risultati di tre immunodosaggi, il Psa totale, il Psa libero e il p2Psa.

Nel corso dello studio sono stati messi a confronto 506 uomini che hanno effettuato il test phi e altri 683 di controllo che non lo hanno fatto.

Bisfenolo A, limiti più stringenti

Livelli azzerati per gli alimenti per bambini

Varie_1383.jpg

Nuovi livelli di contaminazione da rispettare per il bisfenolo A. Lo ha deciso la Commissione Ambiente del Parlamento europeo, riducendo i limiti di migrazione della sostanza da 0,6 mg a 0,05 per chilo di cibo e annullandoli completamente per gli alimenti per neonati.

Il bisfenolo A è da tempo al centro delle attenzioni dei ricercatori, in particolare per via dei possibili effetti negativi sul corpo. Il composto può alterare la normale fisiologia dell’organismo, con conseguenze sul sistema endocrino e riproduttivo, ma anche sul sistema nervoso, immunitario, metabolico e sull’apparato cardiovascolare.

A partire dal 2006, l’Efsa – Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – ha iniziato gli studi sull’esposizione umana alla sostanza, che secondo le stime si attesta per il momento al di sotto della soglia ritenuta sicura, ovvero 4 microgrammi di Bpa per chilo di peso corporeo.

Nuovo farmaco contro l’obesità

Combinazione di due molecole si rivela efficace

Varie_4490.jpg

Secondo i nutrizionisti e i dietologi, durante le festività gli italiani ingrassano fino a 5 kg. Purtroppo non solo in questo periodo si sente la necessità di ritornare in forma, l’obesità è un problema medico e sanitario molto diffuso in Italia.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’obesità come una vera e propria malattia. L’obesità è una condizione cronica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo in misura tale da influenzare negativamente sullo stato di salute e sulla aspettativa di vita”, dichiara il Professor Fabrizio Muratori, Presidente SIO.

Diarrea del viaggiatore, la terapia migliore

Come gestire il malessere in viaggio

Viaggi_5007.jpg

Si parte per una vacanza sognata magari per mesi e ci si ritrova in una camera d’albergo ad assecondare i bisogni del proprio intestino. La diarrea del viaggiatore è uno dei disturbi che più minano la qualità di vita in particolari momenti. Per questo è necessario adottare una gestione il più possibile corretta della malattia.

Chiunque si metta in viaggio verso paesi in via di sviluppo dovrebbe portare con sé loperamide e un antibiotico.

Se la meta è il Sud-Est asiatico, l’antibiotico dovrà essere l’azitromicina, mentre nelle altre zone può essere utilizzata anche la rifaximina.

Le raccomandazioni indicano la semplice idratazione e la gestione dei sintomi con loperamide se la malattia non incide sul viaggio.

Il cancro delle ovaie ha origine nelle tube di Falloppio


Passano anni prima che la lesione evolva in neoplasia

Tumore utero_3994.jpg

Una lesione alle tube di Falloppio può determinare, a distanza di anni, l’insorgenza del cancro delle ovaie. A scoprirlo è stato un team di ricercatori del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center e del Dana-Farber Center, con uno studio pubblicato su Nature Communication.
«Questi risultati hanno implicazioni significative per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento della malattia», scrivono i ricercatori.
Il team ha analizzato i campioni di tessuto neoplastico di 9 pazienti affetti da carcinoma ovarico sieroso di alto grado (HGSOC), sottotipo del cancro più diffuso con il 75% dei casi complessivi. Nella maggior parte dei casi, le alterazioni genetiche osservate nei campioni erano presenti anche nelle lesioni che si erano formate anni prima nelle tube di Falloppio.
«La scoperta è importante perché potrebbe potenzialmente consentire un riscontro precoce della malattia», spiega …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ovaie, cancro, Falloppio,

Menopausa, la terapia ormonale allevia soltanto i sintomi

Non ha valore preventivo nei confronti di malattie croniche

Menopausa_2586.jpg

Il senso dell’assunzione della terapia ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa sta nella riduzione dei sintomi della condizione e non nelle presunte capacità preventive di malattie croniche.

Lo ha stabilito un documento pubblicato sul Journal of American Medical Association da esperti della US Preventive Services Task Force (USPSTF), che sconsigliano l’utilizzo dell’associazione estroprogestinica in post-menopausa o degli estrogeni nelle donne isterectomizzate in post-menopausa per la prevenzione di cardiopatie, ictus o demenza.

David Grossman, direttore dell’USPSTF, segnala addirittura il rischio di un effetto opposto: Nelle donne in menopausa l’uso della terapia ormonale per prevenire patologie croniche può provocare danni anche gravi.

Nell’urina scoperti biomarcatori dell’obesità infantile

La presenza dei Vocs consente diagnosi precoci

L’elevata prevalenza di sovrappeso e obesità infantile costituisce un problema di sanità pubblica a livello mondiale. L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio di malattie croniche e, in età pediatrica, si associa a una più precoce insorgenza di patologie dell’età adulta come diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa e iperlipidemie.

Tuttavia, i meccanismi metabolici con cui l’adiposità precoce può indurre tali malattie cronico-degenerative non sono ancora del tutto chiari. A tal riguardo, un significativo contributo arriva dall’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) di Avellino con un lavoro pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature.