La crema solare non basta mai

Se ne usa troppo poca e le scottature diventano inevitabili

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L’utilizzo delle creme solari in spiaggia è ormai divenuto per fortuna una routine per quasi tutti. Ciononostante, se ne usa troppo poca, almeno secondo uno studio del King’s College di Londra pubblicato su Acta Dermato-Venereologica.

La quantità minima indispensabile per fornire il giusto fattore di protezione alla pelle è di 2 milligrammi per centimetro quadrato, limite non sempre rispettato dalle persone.

Applicare un quantitativo inferiore si tradurrebbe, infatti, in una protezione del 40% rispetto a quella prevista. Peraltro, i ricercatori hanno fatto il calcolo prendendo in considerazione le creme maggiormente efficaci, quelle con fattore di protezione 50.

I ricercatori britannici hanno fatto abbronzare alcuni volontari dalla pelle chiara per 5 giorni consecutivi. Con una biopsia hanno scoperto un danno al Dna nelle aree che non avevano ricevuto un’adeguata protezione.

Tre regole d’oro per addominali perfetti

La postura corretta per evitare dolori e mal di schiena

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Il fascino degli addominali scolpiti non rischia mai di tramontare. Per ottenerli, tuttavia, è necessaria una massiccia dose di costanza e determinazione, dal momento che sono fra i muscoli più difficili da sviluppare, trovandosi in uno dei punti del corpo in cui più facilmente si accumula il grasso.

Innanzitutto, c’è da sgombrare il campo da ipotesi stravaganti e potenzialmente pericolose, come l’assunzione di pillole miracolose o la scelta di regimi alimentari particolarmente rigidi, che privano l’organismo dei componenti nutrizionali necessari.

Detto questo, ognuno di noi possiede i muscoli addominali, anche se nella maggior parte dei casi non sono visibili. Il problema principale, pertanto, è sciogliere il grasso superfluo che fa da velo ai nostri addominali.

Obesità da adolescenti e rischio di cirrosi

Aumenta anche il rischio di tumore del fegato

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Sta destando scalpore nella comunità scientifica uno studio appena pubblicato sulla rivista Gut che dimostra come l’obesità nell’adolescente rappresenti un importante fattore di rischio per cirrosi epatica e tumore del fegato.

Lo studio è stato condotto su 1,2 milioni di giovani maschi svedesi dell’età compresa tra 17 e 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati erano stati raccolti nei registri nazionali al momento della chiamata al servizio militare tra il 1969 ed il 1996, quando in quegli anni il servizio di leva era obbligatorio per cui tutti i ragazzi, eccetto una modesta percentuale del 2-3 per cento, erano stati registrati.

La Società Italiana di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva (Sige) è fortemente impegnata nella ricerca di base e nella ricerca clinica sulle malattie epatiche causate dal sovrappeso e dalla obesità.

10 regole per evitare intossicazioni alimentari

Vademecum per scongiurare le tossinfezioni in vacanza

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Con l’innalzarsi delle temperature, tipico dei mesi estivi, aumenta anche la percentuale di tossinfezioni alimentari, legata molto spesso al consumo di piatti freddi e a una cattiva conservazione e igiene dei prodotti.

A questo proposito l’ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ricorda alcune regole da osservare per non incorrere in malattie e intossicazioni dovute al consumo di alimenti contenenti sostanze tossiche o batteri, come nel recente caso di prodotti surgelati richiamati in Europa a causa di contaminazione da listeria.

Le malattie dovute ai cibi contaminati costituiscono forse uno dei problemi di salute pubblica più diffuso nel mondo contemporaneo – dichiara Barbara Paolini, vicesegretario ADI.

Melanoma, efficace dabrafenib-trametinib

L’associazione riceve il parere positivo del Chmp

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I pazienti affetti da melanoma avranno presto a disposizione una nuova opzione terapeutica. Si tratta della combinazione fra Tafinlar (dabrafenib) e Mekinist (trametinib) che ha ricevuto il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) per il trattamento adiuvante di pazienti adulti con melanoma in stadio III con una mutazione BRAF V600 in seguito a completa resezione.

La raccomandazione del CHMP si basa sui risultati dello studio COMBI-AD, che sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM).

I pazienti ai quali è stato diagnosticato un melanoma presentano un rischio più elevato di recidiva dopo la resezione chirurgica. Lo studio COMBI-AD ha rilevato una riduzione statisticamente significativa del 53% del rischio di recidiva o di morte nei pazienti trattati.

Pegfilgrastim per la neutropenia indotta dalla chemio

In fase di approvazione il nuovo farmaco di Accord

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Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) ha espresso un parere positivo per Pelgraz di Accord (pegfilgrastim), il biosimilare del fattore stimolante le colonie di granulociti pegilato (G-CSF) in Europa.

Una volta approvato, Pelgraz potrebbe diventare il primo biosimilare di pegfilgrastim commerciabile in Europa indicato per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza della neutropenia febbrile nei pazienti adulti sottoposti a chemioterapia citotossica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera le terapie con G-CSF essenziali per il loro impatto sulla neutropenia febbrile, sui ritardi nella somministrazione della chemioterapia e sulle dosi dei farmaci chemioterapici somministrati (dose density).

Rimedi naturali per il tumore del colon

I casi in cui la fitoterapia può essere utile

C’è una gran diffusione di rimedi alternativi in rete per la cura dei tumori, ma cosa c’è di vero? In alcuni casi, le sostanze naturali possono effettivamente venire in soccorso di chi è malato o rendere meno probabile l’insorgenza della malattia.

Per quanto riguarda il tumore del colon, una delle sostanze più interessanti in tal senso è la curcuma, spezia di origine asiatica che ha dimostrato di poter migliorare l’efficacia della chemioterapia.

Merito della curcumina, agente in grado anche di proteggere gli organi e i tessuti sani dalla tossicità indotta da chemio e radioterapia.

La curcumina ha però un limite, la sua scarsa biodisponibilità, aspetto che non intacca al contrario l’azione di un’altra sostanza naturale, la silimarina, estratta dai semi del cardo mariano. Uno dei suoi componenti, la silibina, si è dimostrato un ottimo agente chemiopreventivo nella tumorogenesi.

Scopri anche rimedi naturali per mal di pancia e disfunzione erettile.

Diabete, canagliflozin sicuro per chi ha problemi ai reni

L’antidiabetico è indicato per i pazienti con malattia renale cronica

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Il farmaco canagliflozin si rivela efficace e sicuro per i pazienti diabetici affetti anche da malattia renale cronica.

A testimoniarlo sono i risultati dello studio di fase III CREDENCE, interrotto anticipatamente poiché la sperimentazione ha soddisfatto i criteri prestabiliti per gli endpoint compositi primari.

CREDENCE è la prima sperimentazione specifica riguardante outcomes renali in pazienti affetti da diabete di tipo 2 e MRC volta a esaminare l’efficacia e la sicurezza di canagliflozin, rispetto al placebo, quando viene somministrato in aggiunta alla terapia standard. La sperimentazione ha determinato l’efficacia e la sicurezza valutando il rischio e la riduzione del tempo prima dell’inizio della terapia dialitica o del trapianto di rene, il raddoppio della creatinina sierica, la morte renale o cardiovascolare.

Schizofrenia, un gene influenza l’efficacia dei farmaci

Un’alterazione di Dysbindin aumenta la risposta ai trattamenti

L’efficacia dei trattamenti farmacologici per la schizofrenia è influenzata dalla variazione di un gene. La scoperta è stata fatta nel corso di uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Nature Communications, a cui ha preso parte anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Il gene in questione si chiama Dysbindin e, stando a quanto hanno rilevato gli autori della ricerca, i pazienti che rispondono in modo adeguato agli psicofarmaci più comuni sono le persone portatrici di una sua variazione. La scoperta permetterà di progettare test biologici per una medicina personalizzata e di precisione in ambito psichiatrico.

Lo studio si è svolto su un un campione di pazienti (300 in totale) con schizofrenia in età adulta, su adolescenti ai primi esordi della malattia, e dell’analisi di tessuti cerebrali post-mortem.

Gli effetti del caldo su gambe e muscoli

I consigli di Assosalute per affrontare il caldo in città

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Le ferie estive per la maggior parte degli italiani non sono ancora arrivate ma, a quanto pare, non si può dire lo stesso del gran caldo. Le alte temperature se “affrontate” in città possono rivelarsi ancora più pericolose per il nostro organismo che non può fare affidamento su una rigenerante immersione al mare o sull’aria fresca di montagna.

La prima cosa a cui prestare attenzione sono le nostre gambe, infatti con il caldo la microcircolazione delle zone periferiche fatica e causa le gambe gonfie, disturbo a cui sono soggette in particolare le donne. Attenzione anche alla pelle, anche se passeggiamo per la città ricordiamoci che è la prima esposizione al sole della stagione, per cui senza un’adeguata protezione potremmo ritrovarci con qualche spiacevole scottatura o eritema, spiega il Dottor Ovidio Brignoli, Vice Presidente SIMG.