Dieta vegetariana, come soddisfare i bisogni nutrizionali


Si può rinunciare alla carne, ma con le dovute accortezze

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I vegetariani in Italia sono giunti al 7% della popolazione, mentre i vegani si attestano allo 0,9%. Sono i dati emersi dal rapporto Eurispes 2018, che confermano una tendenza in atto da anni.
La definizione di dieta vegetariana può comprendere differenti regimi alimentari: c’è chi non mangia carne bianca o rossa, o consuma solo pesce, uova e/o latte e derivati, nessun alimento di origine animale mai (e in questo caso si parla di dieta vegana), o una volta ogni tanto, e altri ancora.
Per sapere però se l’alimentazione che seguiamo è salutare occorre che i nutrienti contenuti negli alimenti soddisfino fabbisogni nutrizionali. In molti casi le diete particolarmente restrittive di alimenti di origine animale portano a carenze nutritive di importanti nutrienti quali proteine, vitamina B12 e ferro.
Per questo gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano (OGP) hanno indagato sulle …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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La crononutrizione, sapere quando mangiare è fondamentale


Le tempistiche influenzano la risposta del metabolismo

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Forse il problema non è “quanto” ma “quando”. Parliamo del mangiare e della nostra continua lotta contro l’aumento di peso. Mangiare un bel piatto di pasta a pranzo ha effetti diversi rispetto al consumo della stessa identica portata a cena.
Ciò che cambia è infatti la risposta del nostro metabolismo, che sembra prediligere un apporto maggiore di nutrienti durante la prima fase della giornata.
È il principio alla base della crononutrizione, regime alimentare che sottolinea l’esigenza di sincronizzare i pasti con il proprio orologio interno.
Su Diabetic Medicine è stata recentemente pubblicata un’analisi incentrata su soggetti colpiti da diabete di tipo 2. Quelli che facevano colazione tardi mostravano maggiori possibilità di avere un indice di massa corporea più elevato rispetto a chi ha invece l’abitudine di far colazione al mattino presto. Tutto ciò a parità di calorie assunte, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Un test salivare segnala il rischio di cancro alla prostata


Studio inglese annuncia lo sviluppo del nuovo esame

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L’esame della saliva potrebbe rivelarsi molto utile per la diagnosi del cancro alla prostata. Lo rivela uno studio apparso su Nature Genetics a firma di ricercatori dell’Institute for Cancer Research di Londra.
L’analisi coinvolgerà 300 pazienti di 3 diversi ospedali londinesi e si concentrerà sulla ricerca dei geni ad alto rischio presenti, secondo le stime, in 1 uomo su 100.
Allo stato attuale, l’esame più utilizzato è quello del Psa, un valore tuttavia non sempre traducibile in un rischio concreto di cancro dal momento che i falsi positivi sono all’ordine del giorno.
I ricercatori hanno dapprima analizzato il genoma di 140mila uomini, identificando 63 nuove alterazioni suscettibili di aumentare il rischio di cancro alla prostata, poi le hanno combinate con altre 100 varianti già collegate alla neoplasia.
“Esaminando il codice genetico di migliaia di uomini in profondità, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Infarto, le donne sotto i 60 rischiano il doppio


Probabilità di decesso raddoppiate rispetto agli uomini

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Morire per le conseguenze di un infarto è un evento molto più probabile fra le donne con meno di 60 anni rispetto ai coetanei uomini.
A stabilirlo è una ricerca dell’Università di Bologna pubblicata su Jama Internal Medicine che sottolinea la necessità di tenere in considerazione il sesso del paziente nell’approccio terapeutico.
Che le donne rischiassero più degli uomini in caso di infarto era cosa nota da tempo. Ricerche precedenti avevano spiegato il fenomeno con una disparità di trattamento ospedaliero a sfavore delle donne dovuta principalmente all’incapacità di riconoscere sintomi diversi rispetto a quelli che si manifestano fra gli uomini.
Invece del classico dolore toracico, le donne mostrano più facilmente nausea, vomito, fiato corto, dolore alla schiena, al collo o alla mascella.
Se la difficoltà a riconoscere i sintomi è senz’altro vera, tuttavia non è sufficiente a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | infarto, donne, rischio,

Un’analisi del sangue predice il parto pretermine


Individuati i biomarcatori necessari per la diagnosi

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Basterà un esame del sangue per conoscere il rischio concreto di parto pretermine in caso di gravidanza. Lo annunciano i risultati di una ricerca pubblicata su Science e firmata da scienziati dell’organizzazione no profit americana March of Dimes.
Oltre a quantificare il rischio di parto prematuro, l’analisi permetterà di stimare l’età gestazionale del feto con un’accuratezza paragonabile a quella degli ultrasuoni, ma con un costo molto inferiore.
“Questa eccitante ricerca all’avanguardia dimostra perché stiamo investendo in nuovi modi per migliorare la salute di mamme e bambini, soprattutto per affrontare la crisi legata alla nascita prematura in tutto il mondo”, afferma Stacey D. Stewart, presidente di March of Dimes. “Ad oggi – ricorda Stewart – nessun test sul mercato può prevedere in modo affidabile quali mamme avranno un parto prematuro”.
Lo studio è stato coordinato da …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | sangue, analisi, parto,

Il giusto riposo


Fondamentale dormire il numero di ore adeguato

La salute dipende anche da quanto dormiamo. Uno studio pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society segnala la necessità di dormire il numero giusto di ore per evitare un rischio di demenza e di morte prematura.
L’analisi ha coinvolto 1.517 soggetti seguiti per 10 anni: 294 hanno sviluppato una forma di demenza e 292 sono morti. Dopo aver tenuto conto di altri fattori come l’età, il genere, è emerso che il tasso di mortalità e di demenza è maggiore se il soggetto dorme meno di 5 o più di 10 ore al giorno.
I ricercatori hanno anche scoperto che l’attività fisica riesce a contrastare l’effetto negativo della mancanza di sonno. “Dato l’effetto benefico dell’attività fisica sui problemi legati al poco sonno, questi risultati indicano che non solo fare attenzione alla durata del sonno, ma anche modificare lo stile di vita può costituire una strategia efficace per prevenire …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cervello, sonno, cellule,

Tumore tenosinoviale a cellule giganti, ecco pexidartinib


Ridotte le dimensioni del cancro rispetto al placebo

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Pexidartinib, somministrato per via orale, riduce significativamente le dimensioni del tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT) rispetto al placebo.
All’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology in corso a Chicago, Daiichi Sankyo ha presentato i risultati di ENLIVEN, lo studio di Fase III che ha arruolato pazienti con tumore tenosinoviale a cellule giganti per i quali la chirurgia avrebbe comportato un potenziale peggioramento della funzionalità o una morbilità severa.
Pexidartinib è una piccola molecola sperimentale, innovativa, ed è un potente inibitore del recettore del cosiddetto ‘fattore stimolante le colonie-1‘ (CSF-1), una proteina che svolge un ruolo chiave nel processo di proliferazione di cellule anomale nella membrana sinoviale che sono responsabili di TGCT.
Sulla base di una lettura centralizzata delle immagini della risonanza magnetica secondo i …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumori, pexidartinib, tenosinoviale,

Tumore del rene, efficace pembrolizumab


Positiva anche la combinazione con axitinib

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È efficace l’immunoterapia nei pazienti colpiti da tumore del rene metastatico mai trattati in precedenza. Lo dimostrano i risultati di un’analisi ad interim dalla Coorte A dello studio di fase II KEYNOTE-427 su 110 pazienti, presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che ha valutato pembrolizumab, terapia immunoterapica anti-PD-1, nel trattamento di prima linea del carcinoma renale a cellule chiare (RCC) metastatico.
I dati ad interim mostrano un tasso di risposta globale (ORR) del 38,2% nei pazienti che hanno ricevuto pembrolizumab in monoterapia in prima linea, endpoint primario dello studio.
In un’analisi esplorativa prespecificata di sottogruppo, basata sullo stato di PD-L1, la risposta globale era pari al 50% nei pazienti i cui tumori esprimevano PD-L1 (CPS ≥ 1). In un’analisi esplorativa prespecificata di sottogruppo, basata sulle …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | rene, tumore, axitinib,

Melanoma, nivolumab migliora la sopravvivenza


La terapia immuno-oncologica si dimostra efficace

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Nuovi risultati su nivolumab dimostrano che la terapia contro il melanoma aumenta la sopravvivenza rispetto a ipilimumab.
A presentare i dati dello studio di fase III CheckMate -238 è la casa farmaceutica Bristol-Myers Squibb.
Nei risultati aggiornati dello studio, nivolumab ha continuato a mostrare una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) – endpoint primario dello studio – statisticamente più lunga, pari al 62,6%, vs 50,2% con ipilimumab (HR 0,66; p < 0,0001) a un follow-up minimo di 24 mesi in tutti i sottogruppi chiave, inclusi gli stadi di malattia e lo stato di mutazione BRAF.
Nessun nuovo dato di sicurezza è emerso dall’analisi a 24 mesi. Come precedentemente riportato nell’analisi a 18 mesi, nivolumab ha dimostrato un tasso significativamente più basso di eventi avversi che hanno portato alla sospensione del trattamento (9,7% nel braccio con nivolumab vs 42,6% nel gruppo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | melanoma, nivolumab, tumore,

L’importanza di struccarsi prima di dormire


Una donna ha rischiato la vista per non aver mai rimosso il mascara

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Prima di mettersi a letto, le donne che si truccano devono necessariamente togliersi il trucco dal viso se non vogliono incorrere in possibili e gravi problemi di salute.
A ricordarlo è il caso di Theresa Lynch, una donna di 50 anni che vive in Australia e che per metà della propria vita è andata a dormire senza mai togliere il trucco della giornata appena trascorsa.
La conseguenza? La signora Lynch ha quasi perso la vista e all’interno delle palpebre si sono creati dei grumi neri solidi.
Il caso della donna è descritto sulle pagine di Ophthalmology. Theresa ha contattato un medico per una serie di sintomi, fra i quali irritazione oculare e bruciore sempre più frequenti.
L’oculista si è accorto subito delle strane protuberanze calcificate – tecnicamente concrezioni – che si trovavano sotto le palpebre della donna. Dal momento che i grumi rappresentavano un rischio per la vista …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | trucco, struccarsi, palpebre,