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Con la pioggia ed il mal tempo percepiamo di più il dolore. Lo conferma una ricerca

Una ricerca made in U.K. dimostra il legame tra condizioni climatiche, (pioggia, umidità, nebbia, bassa pressione, scirocco) e l’aggravarsi di disturbi in persone che soffrono di una qualche forma di dolore cronico.

Lo studio, coordinato dall’epidemiologo Will Dixon, ha coinvolto finora 9000 persone ed è avvenuto presso la University of Manchester nell’ambito di un progetto intitolato ‘Cloudy with a Chance of Pain’ ed è stato presentato al British Science Festival presso l’Università di Swansea.

l volontari, tramite una app, hanno scaricato sul proprio smartphone il materiale utile a creare un diario digitale della loro sintomatologia.

Al contempo la app monitorava le condizioni climatiche della zona di residenza del singolo volontario e incrociava i dati meteo giornalieri con le variazioni del dolore e delle condizioni di sofferenza, in modo da avere dati tra i cambiamenti del clima e l’acuirsi dei dolori.
Gli studiosi hanno così valutato che chi soffra di un disturbo doloroso cronico, potrebbe pianificare le proprie giornate anche in base alle previsioni meteo, considerato che alcuni sintomi si presentano anche 24 ore prima dell’arrivo della variazione delle condizioni climatiche, sulla base della variazione della pressione atmosferica.

Divorzio, parlarne giova alla salute

Dopo un divorzio, ‘raccontarsi’ fa bene. Fare chiarezza con se stessi e parlarne con chi può aiutarci ad elaborare il lutto serve alla salute perché aiuta anche a ridurre i potenziali effetti negativi dello stress a livello cardiovascolare, e allenta ogni tensione psicosomatica. E’ quanto emerge da uno studio dell’Università dell’Arizona, pubblicato su Psychosomatic Medicine: Journal of Biobehavioral Medicine.

Lo studio

Gli studiosi hanno selezionato 70 donne e 39 uomini, freschi di separazione, assegnando loro  tre tipi di esercizi di scrittura, svolti in tre diverse occasioni nell’arco di alcuni giorni.Ad un gruppo è stato chiesto di “esprimere” le proprie  emozioni, a un altro di svolgere un compito di scrittura narrativa espressiva legata al proprio vissuto di separazione e divorzio. Al terzo gruppo è stato dato invece un esercizio di scrittura neutro, a piacere. Gli indicatori delle risposte cardiovascolari del corpo allo stress sono stati confrontati prima e dopo (fino a 9 mesi successivi).

I risultati

I risultati hanno rilevato che i partecipanti a cui era stata affidata la scrittura espressiva narrativa hanno avuto una riduzione della frequenza cardiaca e un aumento della variabilità di frequenza cardiaca (HRV), il che rivela il miglior funzionamento delle reazioni del sistema nervoso parasimpatico del corpo agli stimoli, quindi minor stress, di certo inferiore a quella degli altri due gruppi. Gli studiosi spiegano che serviranno ulteriori ricerche per approfondire, anche per monitorare come saranno i risultati nei tempi medio lunghi.

Anche fumare una sola sigaretta al giorno fa male

31 Maggio 2017 – In occasione della Giornata mondiale senza Tabacco vogliamo smentire una falsa credenza che purtroppo molte persone continuano ad avere riguardo al fumo di sigaretta. 

Molti hanno l’idea del “fumo poco, una sigaretta al giorno tanto non fa male”.  Questa affermazione è scorretta, smentita anche da uno studio americano recente pubblicato su JAMA Internal Medicine. Secondo i risultati dello studio infatti anche aver fumato regolarmente per una vita intera una media di meno di una sigaretta al giorno è associato a un rischio maggiore di morte prematura rispetto a chi non ha mai fumato.
“Quando si entra nel tunnel della dipendenza si minimizzano gli effetti dannosi che il fumo comporta – spiega la dottoressa Licia Siracusano, oncologa e referente del referente del Centro antifumo di Humanitas Cancer Center -. Perché può capitare che un soggetto eviti di mangiare alimenti che potrebbero aumentare il rischio di tumore, mentre fa finta di non vedere cosa sta introducendo nel proprio organismo fumando giorno dopo giorno, anno dopo anno. Con il fumo non ci sono vie di mezzo: anche se non si è forti fumatori, si è comunque dipendenti e ci si espone a tossicità.
 
4mila SOSTANZE DANNOSE, POLONIO 910, E 100 CANCEROGENI: TUTTO IN UNA SIGARETTA
Vedere da vicino cosa contiene una sigaretta potrebbe far cambiare idea a qualche fumatore: ogni singola sigaretta è un concentrato di sostanze nocive, con almeno 100 cancerogeni, 4mila sostanze dannose che vengono rilasciate dalla combustione, nonché sostanze radioattive come il Polonio 910. Il consiglio? Non cominciare per nulla, o smettere di fumare il prima possibile.

Estate: l’unica dieta “perdi peso mangiando”

Con l’estate ormai alle porte, tanti cercano soluzioni rapide per rimettersi in forma dopo mesi di sedentarietà e stravizi alimentari. Vuoi conoscere l’unico e vero modo per perdere peso mangiando?

Principe delle diete equilibrate è la dieta mediterranea, a base di cereali, come farro, orzo, miglio, frutta, verdura, legumi, pesce, tutti cibi che sono nella nostra tradizione e facilmente reperibili. Per perdere peso e mantenerlo costante durante tutto l’anno, senza restrizioni di alcun tipo, inizia da oggi a seguire un’alimentazione equilibrata, aumentando un po’ le proteine ad ogni pasto, soprattutto pesce, legumi, uova ma anche carni magre e yogurt, riduci un po’ la quantità dei carboidrati, cioè pane, pasta anche quella integrale, e cereali di ogni tipo, e aggiungi una costante attività fisica di moderata intensità come camminare a passo svelto o correre, scegliendo l’attività fisica e l’intensità in base a quanto sei allenata; in ogni caso è consigliabile rivolgersi a un medico dello sport prima di iniziare. Naturalmente bisogna dosare e ridurre le porzioni anche in relazione ad età, stato di salute peso corporeo.

Dieta + movimento: e sei già sazia

Questo genere di dieta, insieme all’attività fisica, stimola il metabolismo e aiuta ad avere un maggior senso di sazietà rispetto all’assunzione dei carboidrati, perché consumiamo più calorie per metabolizzare le proteine. Ciò che conta è che tutto avvenga in maniera equilibrata soprattutto se si soffre di particolari patologie come obesità, diabete, dismetabolismo, nel qual caso è d’obbligo farsi consigliare da un medico specializzato in dietologia che avrà cura di creare dei percorsi che tengano conto dello stato di salute e che orienti la persona verso stili di vita più virtuosi. 

E queste accortezze valgono per le diverse fasce d’età: gli anziani, gli adolescenti o le donne in menopausa. In particolare negli anziani bisogna avere attenzione con la perdita di peso perché spesso perdono anche massa magra e questo riduce salute ed autonomia. In menopausa invece occorre sempre assicurare un adeguato apporto di calcio alla dieta

Vuoi diventare papà? Caffè e attività fisica aiutano la fertilità maschile

Pochi caffè al giorno non sono dannosi per chi ha deciso di diventare papà, anzi tre tazzine al giorno addirittura sono un aiuto naturale, come mostrano dati discussi dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) durante il simposio ‘Cucina, Salute & Benessere”. Come emerso durante il simposio, la caffeina aiuta a ridurre fino a un terzo il rischio di disfunzione erettile in chi consuma fino a tre tazzine rispetto a chi non beve caffè o ne beve una quantità superiore.

3 è il numero della fertilità, ma 9 sono gli alimenti che la aiutano

La caffeina, insieme alla dieta mediterranea, si aggiunge alle sostanze che favoriscono il benessere sessuale. Come ha dimostrato da uno studio italiano presentato da Alessandro Palmieri, presidente SIA e Professore all’Università Federico II di Napoli, la dieta mediterranea contribuisce ad aumenta dal 72 al 95% la quota di spermatozoi sani e di elevata qualità.

La dieta mediterranea per la fertilità maschile

Agrumi: vitamina C, antiossidante, e vitamina A per aumentare la motilità degli spermatozoi.    

Pomodori: licopene per migliorare la motilità degli spermatozoi.    

Ortaggi a foglia verde: vitamina C, A e acido folico, importante per produrre spermatozoi sani. Carote: beta-carotene protettivo per lo sperma.    

Fagioli: acido folico e zinco per spermatozoi sani.

Uova: zinco per impedire agli spermatozoi di agglutinarsi.    

Pesce: acidi grassi omega-3 per migliorare la qualità del seme.    

Frutta secca: zinco in quantità, ma anche coenzima Q10, antiossidante molto efficiente.    

Olio extravergine d’oliva: antiossidanti per migliorare la qualità degli spermatozoi.

CIBI NO: carni conservate, formaggi grassi e latte non scremato, bevande zuccherate, alcol, dolci.

Pigrizia in invernoCaffeina e dieta mediterranea, ma da sola non bastano

La vita sedentaria è nemica della fertilità maschile. “Una regolare attività fisica migliora la qualità dello sperma e dell’erezione ma un esercizio costante spesso prevede un impegno di tempo poco compatibile con la vita quotidiana – spiega Andrea Salonia, ideatore della pasSIApp, consigliere SIA e Professore Associato di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. – Così abbiamo pensato di utilizzare una semplice app, scaricabile gratuitamente su tutti gli smartphone, per aiutare gli uomini a monitorare la quantità di moto giornaliera attraverso la conta dei passi, con l’obiettivo di superare la soglia dei 10.000 passi al giorno pur iniziando da 1000.”

Il test della disfunzione erettile prima e dopo l’incremento dell’attività motoria, ha dimostrato che dopo soltanto tre mesi, uno su due uomini è riuscito a muoversi di più e a migliorare la propria disfunzione erettile, mentre il 16% è tornato addirittura a un’erezione normale.

Bambini e sana alimentazione: una guida per insegnare ai genitori

Agendo su una corretta ed equilibrata alimentazione è possibile promuovere la salute non solo durante l’infanzia, ma anche nelle diverse fasce di età, già a partire dal neonato che ad ogni poppata sentirà come cambia il gusto del latte materno a seconda delle caratteristiche dell’alimentazione della madre e poi stimolando il bimbo a nuovi sapori e odori e colori dei cibi in modo da abituarlo ad una alimentazione variegata, non monotona e senza carenze alimentari.
Infatti, una corretta alimentazione assicura il giusto sviluppo dell’organismo, evita carenze nutrizionali e contribuisce a modulare meglio o allontanare alcune malattie come obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.
L’imperativo è nutrirsi bene ma salvaguardando il piacere del cibo. Così è nato un ‘corso’ per insegnare ai genitori ad assumere un corretto comportamento nei confronti del cibo con lo scopo appunto di trasferire ai bambini stili di vita salutari. Perché è nei primi 3 anni di vita che il bambino instaura le proprie abitudini alimentari ed è quindi importante che impari, con l’esempio soprattutto, a come scegliere e cucinare poi nella vita adulta alimenti adeguati visto che il cibo è anche gusto e piacere.
Per questo motivo i genitori devono diventare un esempio da seguire anche in campo alimentare. 
Accanto a una dieta sana è fondamentale che bambini abbiano anche uno stile di vita il più possibile attivo. Una sana attività fisica assicura un corretto rapporto tra peso e statura, riduce stress e ansia, migliora la qualità del sonno e riduce il rischio di sviluppare obesità, malattie cardiovascolari e diabete.

nutrirsi bene mangiandoA raccontarlo sono Carlo Agostoni e Silvia Scaglioni, due pediatri della Università Statale di Milano autori del libro “Nutrirsi bene, mangiando”. Una vera e propria guida per genitori per renderli consapevoli di quali siano i fabbisogni nutrizionali ed i principi di una sana alimentazione in ogni fascia di età. “Ci si può avvicinare alla dieta con piacere e gusto – spiega Agostoni – cioè mangiare per gola e contemporaneamente rispondere alle esigenze dei nutrienti di cui abbiamo bisogno, e quindi nutrirsi. Due concetti, il primo edonistico e l’altro scientifico, che bisogna fondere per assumere un corretto comportamento nei confronti del cibo e seguire una sana alimentazione”.
Ciò che più conta, insomma, è mantenere un rapporto equilibrato tra vitamine, minerali, lipidi (cioè i grassi), carboidrati e fibre.

Fonte: ansa.it


A cura di Giovanni Cacia

© Sani per Scelta

L’articolo Bambini e sana alimentazione: una guida per insegnare ai genitori proviene da Sani per Scelta.

Muovere i piedi batte l’ormone dell’invecchiamento

Scoperto a Padova l’ormone dell’invecchiamento. La vera notizia è che i ricercatori patavini hanno anche trovato il modo per contrastarlo: l’attività fisica, motivarsi ad uscire, muovere i piedi e alzarsi dal divano, è la chiave per dominare l’ormone dell’invecchiamento.

La scoperta, messa a punto in una ricerca congiunta dell’Istituto molecolare veneto (Vimm) e dell’Università di Padova, e pubblicata su ‘Cell Metabolism’, apre sa cenari importanti per vivere una vita più sana oltre che longeva.

Era già risaputo che il deterioramento dei mitocondri, cioè delle centrali energetiche di ogni cellula, fosse legato all’invecchiamento. I team padovani di Marco Sandri e Luca Scorrano hanno scoperto che la causa è la produzione di un ormone chiamato FGF21 che li danneggia e che il deterioramento dei mitocondri si rende responsabile, a sua volta, dell’invecchiamento dell’intero organismo.

I ricercatori hanno anche scoperto che l’ormone rimane a bassi livelli se si svolge regolare attività fisica.
 “Lo studio ha evidenziato la doppia vita di FGF21 – spiega Sandri dell’Università di Padova. – Per anni si è pensato che questo ormone fosse prodotto solo dal fegato e dal grasso e che avesse un’azione benefica, migliorando il metabolismo di grassi e zuccheri. Oggi sappiamo invece che l’FGF21 è prodotto anche dai muscoli, e che i suoi valori sono elevati negli anziani sedentari e bassi in quelli attivi. Inoltre quando questo ormone è prodotto dal muscolo, esso manda un segnale di invecchiamento a tutto l’organismo.”

Quando i livelli di FGF21 nel sangue sono alti per lungo tempo, l’organismo risponde con l’invecchiamento della pelle, del fegato e dell’intestino, perdendo neuroni, e con un’infiammazione generalizzata. “Tutto questo – sottolinea Sandri – accorcia drasticamente la vita”. Bloccando la produzione di FGF21, i ricercatori son riusciti a contrastare ed arrestare molti dei segni di invecchiamento a livello di cute, fegato, intestino e cervello. 
Il prossimo traguardo del team di ricercatori sembra voler essere la preparazione di farmaci che contrastino l’invecchiamento, ma solo per per chi non è in grado di esercitare una regolare attività fisica.
 Per tutti gli altri, il farmaco esiste già e si chiama attività fisica.

Farmacia Italiana

Il cervello apprende anche dagli errori degli altri

Lo conferma una ricerca italiana pubblicata su Neuroscience. Ma attenzione: prima di rilevare l’errore, il cervello deve aver acquisito conoscenze e competenze.

Già i nostri antenati latini dicevano “Errando discitur”, sbagliando si impara, riferendosi ai propri errori. Oggi questo sembra valere anche se a sbagliare sono gli altri. Pare infatti che vedendo gli errori degli altri il cervello venga stimolato a indurre un meccanismo di correzione automatica dei nostri errori. Come se, guardando gli altri, il nostro cervello imparasse a correggere autonomamente i nostri errori. Ma è sufficiente che il nostro cervello osservi gli errori altrui?

Lo studio

Secondo lo studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, e pubblicato su Neuroscience, il cervello è in grado di correggersi solo se sa riconoscere l’errore. E per riconoscerlo, bisogna che il nostro cervello abbia registrato competenze e conoscenze: significa che, se non so fare una torta, il mio cervello non sarà in grado di rilevare l’errore in chi ne sta facendo una.

Nello specifico, le sperimentazioni hanno coinvolto 10 giudici esperti e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia, di cui 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari. Ognuno di loro ha visualizzato video nei quali veniva mostrato un pianista nell’atto del suonare. Nella metà dei casi i movimenti delle mani erano compatibili con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, no. Quando il suono non si mostrava compatibile con le immagini viste, il cervello dei pianisti registrava l’errore, mentre quello dei partecipanti “non esperti” non lo rilevava.

La ricerca ha così messo in luce che già solo osservando un movimento viene stimolata l’attività del cervello  quasi che a compiere quei movimenti fossimo stati noi stessi. Ecco perché, per gli esperti, anche la semplice visione di filmati è fondamentale per l’apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo.

“La scoperta in futuro potrebbe essere utile alla riabilitazione clinica in pazienti paralizzati e con deficit motori – spiega Alice Mado Proverbio – La stimolazione sensoriale, attraverso la visione di un video, contribuisce all’apprendimento della pratica motoria grazie all’attivazione dei neuroni specchio visuo-motori. Lo studio, inoltre, ha permesso di comprendere il meccanismo cerebrale grazie al quale si codificano, e dunque si ricordano, quali dita usare per suonare le note musicali, contribuendo così al processo di apprendimento delle abilità musicali”.

Perché gli uomini giovani preferiscono le donne “over anta”?

“Giovinezza mezza bella”, si dicevano. Vale ancora? Noi crediamo di no, e questo grazie alla seconda giovinezza delle donne, più matura, più solida e sicura, capace di conquistare uomini più giovani e potenti. Come è accaduto nella coppia presidenziale francese.

L’onore delle cronache ha portato alla ribalta il tema dell’età nella coppia grazie al rapporto tra Macron e la sua matura professoressa, oggi first lady di Francia. Azzardando un’analisi “da spiaggia” potremmo pensare che gli uomini “amino” le donne mature perché non vogliono figli a tutti i costi, danno sicurezza ed equilibrio, non vogliono matrimoni perchè “hanno già dato”, e spesso dimostrano molti meno anni della loro età anagrafica. Sarà vero?

Secondo diverse indagini condotte su uomini tra 18 e 40 anni emerge che molti di questi si sono innamorati almeno una volta di una donna più grande e che una buona percentuale ha visto concretizzarsi in un rapporto durevole questa relazione. A dirlo Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di panico (Eurodap) che fornisce un elenco delle caratteristiche delle donne mature che attraggono gli uomini più giovani:

1. consapevolezza del proprio corpo:

di solito, tengono al loro aspetto fisico, si tengono in forma, sono consapevoli del proprio corpo e della propria femminilità, senza bisogno di essere continuamente rassicurate;

2. soldi:

in genere una donna over “anta” ha maggiore disponibilità economica rispetto a una più giovane. Questo è uno degli aspetti più rassicuranti, per un giovane maschio che può costruire una relazione con una persona autonoma, sicura e consapevole;

3. maturità sessuale:

permette di costruire un rapporto più complice e diretto, senza falsi pudori;

4. sicurezza emotiva:

conoscono se stesse e non pretendono di voler modificare il partner. E per questo, la relazione può addirittura essere più semplice che con una coetanea o con una donna più giovane.