Grano saraceno al salmone

Il grano saraceno è ancora poco conosciuto nelle nostre tavole, forse perché il sapore particolare rende difficile trovare l’abbinamento giusto. Noi lo proponiamo questa versione, un piatto energetico e pieno di nutrienti, ottimo per recuperare le forze in una fredda giornata autunnale!

Grano saraceno: prodotto tipico delle zone montane; anche se il nome può trarre in inganno, il grano saraceno è una pianta erbacea che non appartiene alla famiglia dei cereali, ma fa parte dei legumi. Privo di glutine, è invece ricco di sali minerali (ferro, zinco, selenio), di proteine e antiossidanti.

Salmone: ricco di proteine e Omega 3, gli antiossidanti per il cuore e il cervello.

Cosa serveCosa serve (per 4 persone)

300 g di grano saraceno

100 g di salmone affumicato

Prezzemolo

Sale

Olio e.vo.

Come si preparaCome si prepara

Cuocere il grano saraceno in acqua bollente e leggermente salata. Scolare e unire il salmone affumicato a pezzetti, il prezzemolo e condire con l’olio. Servire ancora caldo!

 

A cura di Valeria Baruzzo

© Sani per Scelta

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Colazione in giallo

Gli esperti di nutrizione consigliano di non assumere frutta, specialmente se sotto forma di marmellata, e cereali durante lo stesso pasto, perché l’abbinamento può creare dei conflitti digestivi. Se però è difficile rinunciare alla più classica delle colazioni, ecco un’idea alternativa per trovare il giusto compromesso e iniziare la giornata nel migliore dei modi.

Banana: possiede vari tipi di vitamine come la pro-vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2 e PP), la vitamina C, vitamina E e vitamina B6.Sono presenti potassio, calcio, fosforo, rame e ferro(utile in caso di anemia)

Cosa serveCosa serve

Gallette di farro (o altri tipi)

Banana

Miele

Come si preparaCome si prepara

Tagliare la banana a rondelle; spalmare le gallette con il miele preferito (noi abbiamo utilizzato il particolarissimo miele di Barena, dal retrogusto leggermente salato) e adagiare 3 o 4 rondelle di banana sulla galletta. La carica giusta per iniziare la giornata è pronta!

 

A cura di Valeria Baruzzo

© Sani per Scelta

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Insalata rinfrescante

Grazie alla combinazione tra pomodori, cetrioli e cipolla rossa, questa insalata è perfetta per chi cerca un contorno leggero e rinfrescante.

Pomodori: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di acqua, sali minerali e vitamine.

Cetrioli: ricchissimi di acqua (e quindi poveri in calorie), sono molti rinfrescanti e svolgono un’azione depurativa.

Cipolla: è fonte di beta-carotene, luteina/zeaxantina e allicina. La molecola di allicina è dotata di proprietà antibatteriche, antivirali, antimicotiche, antitumorali e antidiabetiche. Sarebbe in grado di ridurre la produzione di colesterolo nel fegato e di abbassare la pressione.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

1 cetriolo grande

2-3 pomodori

¾ di cipolla rossa

Sale

Pepe

Olio e.v.o

Aceto balsamico

Come si preparaCome si prepara

 

Lavare le verdure, pelare il cetriolo (facoltativo) e tagliarlo a rondelle. Tagliare anche il pomodoro e la cipolla, quest’ultima abbastanza grossolanamente. Mescolare tutto e condire con sale, pepe, olio d’oliva e aceto balsamico a piacere.

Insalata di riso selvaggio

Per chi ha voglia di cambiare, sperimentare e provare qualcosa di diverso. Ecco una ricetta semplice e veloce per scoprire le virtù del riso selvaggio, un tipo particolare di riso originario della costa orientale americana.

Zucchine: pochissime calorie, contengono folati, potassio, manganese e vitamina A.

Pomodori: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di acqua, sali minerali e vitamine.

Riso Selvaggio: ricchissimo di fibre, che favoriscono la digestione, e di sali minerali come potassio, fosforo e magnesio.

 

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

100 g di mix di riso (selvaggio e integrale, nel nostro caso)

1 zucchina grande

1 cipolla

2 pomodori

Sale

Olio e.v.o.

Come si preparaCome si prepara

 

Cuocere il riso per circa 20 minuti in abbondante acqua salata. Tagliare la cipolla e la zucchina a mezzaluna, saltare il tutto in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale per qualche minuto, in modo tale che la zucchina rimanga croccante e conservi sia il bel colore verde, sia le proprietà nutritive. Tagliare anche il pomodoro a cubetti e aggiungerlo alle verdure. Scolare il riso e condirlo, aggiustare di sale e ultimare con altro olio di oliva.

Gamberi al limone

I gamberi al limone sono un’ottima idea per un pranzo leggero e veloce, oppure come antipasto per una cena di mare.

Gamberi: contengono poche calorie, ma sono ricchi di proteine e sali minerali (fosforo, calcio, sodio, potassio, ferro, zinco, iodio) e omega 3, gli antiossidanti per cuore e cervello.

Limone: agrume ricchissimo di proprietà antiossidanti, vitamina C, potassio. Rafforza le difese immunitarie e stimola la digestione.

Cosa serveCosa serve

 

Gamberi già puliti

Sale

Limone

Olio e.v.o

Come si preparaCome si prepara

 

Scaldare la bistecchiera e cospargerla di sale grosso; adagiare i gamberi e cuocerli per qualche minuto, finché risultano pronti. Condire con un filo d’olio, succo di limone e gustare!

Riso “al sacco”

Quando si è in vacanza, dopo un po’ di giorni di “pranzo al sacco” è facile rimanere a corto di idee e ripiegare sempre sul solito panino. Ecco un’idea alternativa, semplice e veloce da mettere nello zaino (o nella borsa da mare) prima di partire per nuove avventure vacanziere.

Riso e mais: la presenza di questi due cereali, senza glutine ma molto nutrienti, rende il piatto adatto anche ai celiaci.

Peperoni: contengono vitamina C, fibre, potassio e betacarotene.

Cosa serveCosa serve (per 4 persone)

 

250 g di riso per insalata

75 g di mais

3 peperoni

Sale

Olio e.v.o

Pepe nero

 

Come si preparaCome si prepara

 

Cuocere il riso in abbondante acqua salata, scolarlo e sciacquarlo con acqua fresca per bloccare la cottura. Tagliare i peperoni a cubetti e saltarli per un paio di minuti in una padella calda. Aggiungere tutti gli ingredienti in un recipiente (o più di uno, in modo tale che ognuno porti la sua porzione), salare, pepare, condire con un filo d’olio e via!

Spaghetti integrali con pomodorini e calamari

Quando si ha voglia di cambiare, di coccolarsi e di passare qualche minuto in più ai fornelli, perché non cogliere l’occasione di cucinare una buona spaghettata al sapore di mare? Non è solo buonissima, è anche sorprendentemente ricca di benefici per l’organismo.

Pomodori: grazie all’elevato contenuto di licopene, sono un potente antiossidante. Ricchi anche di acqua, sali minerali e vitamine.

Calamari: contengono poche calorie e grassi. Sono ricchi di sali minerali come sodio, potassio, calcio e fosforo.

Prezzemolo: questa piantina contiene moltissime sostanze antiossidanti, specialmente acido ascorbico, carotenoidi e tocoferolo. Ha anche un elevato apporto di sali minerali (calcio, ferro, rame). È utile per combattere l’alitosi.

Cosa serveCosa serve (per 4 persone)

 

350 g di spaghetti integrali

5-6 calamari già puliti

4-5 pomodori a grappolo

Aglio

Prezzemolo

Sale

Olio al peperoncino

Come si preparaCome si prepara

 

Iniziare preparando un soffritto di aglio tagliato a listarelle, facendo molta attenzione che non bruci. Nella padella, versare i calamari precedentemente puliti e tagliati a rondelle, e cuocere finché risultano morbidi ma non gommosi. Cuocere gli spaghetti integrali in abbondante acqua salata. Tagliare i pomodori a striscioline, privandoli dei semi e dell’acqua di vegetazione, aggiungerli ai calamari e scottarli per qualche minuto. Scolare la pasta, tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura, e versare nella padella con il condimento. Far saltare per un minuto a fiamma alta, in modo da amalgamare bene tutti i sapori. Ultimare la preparazione con prezzemolo e olio al peperoncino.

Risotto dell’orto estivo

Quando l’orto trabocca di zucchine e fiori di zucca, cucinare questo risotto è la maniera ideale per rendere omaggio ai doni della terra.

Zucchine: pochissime calorie, contengono folati, potassio, manganese e vitamina A.

Cosa serveCosa serve (per 4 persone)

 

350 g di riso per risotti

2 zucchine

5-6 fiori di zucca

½ cipolla

Brodo vegetale q.b.

Pepe

Sale

Olio e.v.o

Come si preparaCome si prepara

 

Tagliare la cipolla e metterla a stufare nella pentola. Aggiungere il riso, tostarlo per qualche minuto e poi aggiungere il brodo. A metà cottura del riso, aggiungere anche le zucchine tagliate a mezzaluna. Prima di mantecarlo con l’olio, unire al risotto i fiori di zucca precedentemente puliti e tagliati a striscioline. Aggiustare di sale, pepe e servire.

Frittata di zucchine e fiori di zucca

Uova sì o no, l’eterno dibattito. In realtà, le uova hanno molti più effetti benefici di quanto si pensi… e qual è il modo migliore per render loro giustizia se non con una deliziosa frittata?

Zucchine: pochissime calorie, contengono folati, potassio, manganese e vitamina A.

Uova: le uova sono una buona fonte di vitamina D, utile per l’assorbimento del calcio. Aiutano a prevenire la degenerazione maculare grazie all’alto contenuto di carotenoidi, rientrano tra gli alimenti che prevengono il cancro della mammella. Se il consumo è moderato, non hanno nessun impatto negativo sull’aumento del colesterolo.

Cosa serveCosa serve (per 4 persone)

 

8 uova

2 zucchine

4-5 fiori di zucca

½ cipolla

Sale

Pepe

Olio e.v.o

Come si preparaCome si prepara

 

Sbattere le uova energicamente e condirle col sale e pepe. In una padella, soffriggere la cipolla. Tagliare le zucchine a rondelle e unirle al composto di uova, assieme alla metà dei fiori di zucca precedentemente tagliati a striscioline. Versare tutto nella padella, coprire e cuocere per qualche minuto a fiamma moderata. A cottura quasi ultimata, girare la frittata con l’aiuto di un coperchio o di un piatto liscio e terminare la cottura. Guarnire con fiori di zucca freschi e servire.

Esami di successo? Non dipende solo dallo studio

A scuola o all’università, i risultati non dipendono solo dallo studio: anche ormoni, ghiandole e il cosiddetto “filtro affettivo” entrano in gioco quando si parla di esami e test. A dirlo  il professor Paolo E. Balboni nel libro “Le sfide di Babele”. Ecco come la biochimica può influenzare la pagella, il libretto universitario o persino l’esame di maturità.

Quante volte è capitato di studiare e studiare, presentarsi all’esame o all’interrogazione e andare completamente nel pallone. Col risultato di dover accettare un misero 18 oppure, se proprio va male, ripresentarsi all’appello successivo. Naturalmente, la qualità e l’organizzazione dello studio sono imprescindibili, ma esiste un fattore, chiamato “filtro affettivo”, in grado di mandare all’aria i nostri piani di gloria.

Come funziona il filtro affettivo

Davanti a una sfida stimolante e positiva, l’organismo rilascia neurotrasmettitori (come la noradrenalina) fondamentali per ricevere e memorizzare l’argomento di studio e per essere poi in grado di riportarlo in maniera soddisfacente al momento della prova. Tuttavia, in caso di stress negativo, ansia, paura di non riuscire, l’organismo si allarma e si prepara ad affrontare il pericolo. Infatti, l’amigdala, una ghiandola posta al centro del cervello che controlla le emozioni, specialmente quelle negative, ordina il rilascio di steroidi “difensivi”. Allo stesso tempo, però, l’ippocampo, ghiandola fondamentale per inserire le nozioni acquisite nella memoria a lungo termine, comprende che una prova scritta o un esame orale non sono pericoli reali e quindi cerca di bloccare l’iniziativa dell’amigdala. Tuttavia, per fare questo, l’ippocampo smette di occuparsi di indirizzare le nuove informazioni o di recuperare quelle esistenti nella memoria a lungo termine. Il conflitto tra le due ghiandole fa innalzare una barriera emotiva, chiamata appunto “filtro affettivo” perché filtra negativamente le nostre capacità e prestazioni.

Paura degli esami? Ecco perchè studiare all’ultimo minuto non aiuta

La lotta ghiandolare rallenta l’attività neo-frontale del cervello, quella che ospita la memoria di lavoro, e lo studente va in tilt, giungendo in alcuni casi alla totale scena muta e al tanto temuto “ci vediamo al prossimo appello/interrogazione”. Ma il filtro affettivo non va in scena esclusivamente al momento della prestazione, davanti al foglio della prova o alla commissione d’esame. Infatti, può entrare in gioco anche prima del momento dell’esame, durante la tipica studiata dell’ultimo minuto, quando l’ansia è alle stelle e la caffeina quasi supera i livelli di emoglobina nel sangue. Tutto quello che lo studente ingurgita in quelle poche ore dedicate allo studio non si traduce in acquisizione, perché il filtro affettivo impedisce che le nozioni si collochino nella memoria a lungo termine.  In altre parole, magari servirà a passare l’esame con un voto miracolosamente dignitoso, ma i contenuti appresi non verranno ricordati a lungo e tutto lo sforzo si rivelerà completamente inutile.