Il donatore che ha salvato 2 milioni di bambini

Nel suo sangue un anticorpo che cura l’eritroblastosi fetale

Varie_13524.jpg

È andato in “pensione” James Harrison, l’uomo che con il suo sangue speciale ha contribuito a salvare oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo. Harrison, un uomo australiano di 81 anni, ha iniziato a donare sangue fin da giovanissimo.

L’uomo era riuscito a sopravvivere a un delicato intervento chirurgico che aveva richiesto l’infusione di ben 13 litri di sangue. L’analisi del sangue dell’uomo aveva fatto scoprire ai medici nel 1967 la presenza di un rarissimo anticorpo in grado di prevenire l’eritroblastosi fetale, una condizione ematologica per cui se una donna ha Rh negativo e il bambino che porta in grembo è Rh positivo, il sistema immunitario materno si attiva e attacca le cellule del feto, causando nei casi più gravi l’aborto spontaneo.

Sclerosi multipla, trapianto di staminali efficace

Terapia Stems sperimentata su 3 pazienti

Sclerosi multipla_5629.jpg

La terapia Stems per il trattamento della sclerosi multipla progressiva riduce l’infiammazione causata dalla malattia. A dimostrarlo è uno studio dell’Ospedale San Raffaele pubblicato su The Journal of Clinical Investigation a firma del prof. Gianvito Martino e del suo team.
La terapia si basa sul trapianto di cellule staminali nel cervello dei pazienti affetti dalla malattia neurodegenerativa. I primi 3 pazienti hanno completato con successo il primo ciclo del trattamento a basso dosaggio di staminali neurali. Gli scienziati hanno osservato la capacità della proteina TGF-β2 di interferire con l’attivazione aberrante del sistema immunitario che si verifica con la malattia.

La proteina viene rilasciata dalle staminali ed è in grado di modificare il comportamento di alcune cellule del sistema immunitario da pro ad anti-infiammatorio.

Calvizie sconfitta da un farmaco contro l’osteoporosi

Effetto collaterale positivo della molecola WAY-316606

Capelli_14213.jpg

A volte i farmaci mostrano effetti positivi non previsti in fase di sperimentazione. È il caso di WAY-316606, medicinale sviluppato per il trattamento dell’osteoporosi che avrebbe un effetto benefico anche per la calvizie.

A scoprirlo è stato un gruppo di scienziati dell’Università di Manchester guidato da Nathan Hawkshaw. La molecola è stata sperimentata su follicoli piliferi donati da oltre 40 pazienti che si erano sottoposti a trapianto di capelli.

Il farmaco avrebbe la capacità di inibire la proteina SFRP1, che di norma agisce come un potente freno molecolare per la crescita di peli corporei.

L’assunto di partenza della ricerca è il comportamento della ciclosporina A, farmaco utilizzato negli anni ‘80 per sopprimere il sistema immunitario nelle persone che subiscono trapianti e in quelle che soffrono di malattie autoimmuni.

La dieta contro l’influenza

La frutta come arma di difesa

Diete_9581.jpg

L’epidemia influenzale è in calo, ma tanti sono ancora gli italiani costretti a letto. Per contrastare l’influenza è necessario nutrirsi in maniera corretta, arricchendo la nostra alimentazione con ricche dosi di vitamina C per combattere il raffreddore e stimolare il sistema immunitario. Proponiamo una dieta che serva anche a riscoprire la frutta di questo periodo, con i suoi sapori, i suoi aromi, i suoi profumi.

L’alimentazione da seguire deve essere leggera, digeribile e, allo stesso tempo, nutriente – dice Pietro Migliaccio, nutrizionista e Presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione (S.I.S.A) – Ecco perché, con la collaborazione delle dietiste Silvana Nascimben e Eugenia Cilla, abbiamo messo a punto un regime alimentare pensato per i primi tre giorni d’influenza, ovvero quelli che maggiormente fanno soffrire e durante i quali più fastidiosi sono i sintomi.

Leucemia in remissione grazie a nuova tecnica

Variante italiana di un approccio sperimentato negli Stati Uniti

Leucemia_4499.jpg

Una nuova tecnica adottata dagli scienziati del Bambino Gesù di Roma consente a un bambino di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta e ai suoi cari di continuare a sperare nella guarigione.

Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. È quello che hanno fatto i medici e i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma con un bambino refrattario alle terapie convenzionali. Si tratta del primo paziente italiano curato con questo approccio rivoluzionario all’interno di uno studio accademico, promosso dal Ministero della Salute, Regione Lazio e AIRC. A un mese dall’infusione delle cellule riprogrammate nei laboratori del Bambino Gesù, il piccolo paziente sta bene ed è stato dimesso: nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche.

Sclerosi multipla, coinvolto il colesterolo

I cristalli di colesterolo ostacolano la rigenerazione nervosa

Una ricerca tedesca svela il ruolo del colesterolo nei processi che conducono all’insorgenza della sclerosi multipla.

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale nella quale il sistema immunitario aggredisce la guaina mielinica che avvolge le fibre nervose.

La rigenerazione della guaina è un prerequisito necessario affinché i pazienti evitino delle recidive. Tuttavia, la capacità dell’organismo di rigenerare la mielina si riduce con il passare degli anni.

Un team della Technical University of Munich guidato dal prof. Mikael Simons ha pubblicato una possibile spiegazione del fenomeno sulla rivista Science.

Il grasso derivato dalla mielina, non eliminato abbastanza rapidamente dai fagociti, può innescare un’infiammazione cronica che impedisce la rigenerazione nervosa.

Creata la proteina che accelera la rigenerazione dei tessuti

Modificata in laboratorio, HMGB1 è fondamentale per la guarigione

A seguito di un danno in un tessuto, sia l’infiammazione – a opera del sistema immunitario – che la successiva rigenerazione sono processi fondamentali per la guarigione.

In uno studio pubblicato su The Journal of Experimental Medicine, un gruppo di ricercatori ha identificato in HMGB1 la proteina chiave nel governare entrambi i processi. I ricercatori hanno poi modificato HMGB1 in laboratorio, creandone una versione che agisce solo in chiave rigenerativa (3S-HMGB1). La nuova proteina si è dimostrata capace di accelerare il processo di ricostruzione del tessuto in topi che presentavano un danno muscolare o epatico. La ricerca è stata svolta presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – una delle 18 strutture d’eccellenza del Gruppo ospedaliero San Donato – in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Nuova terapia genica con staminali

Speranza per la cura delle malattie neurodegenerative

In molte malattie neurodegenerative le cellule del sistema immunitario che hanno il compito di difendere il sistema nervoso centrale – dette microglia – giocano un ruolo fondamentale.

Uno studio pubblicato su Science Advances dimostra per la prima volta, seppure in via sperimentale, l’efficacia di una tecnica di trapianto e terapia genica che si basa sul trapianto di cellule staminali del sangue direttamente nei ventricoli cerebrali per poter dare origine a una progenie cellulare simile alla microglia, capace di svolgere un’azione terapeutica in tempi rapidi.

La ricerca è stata svolta presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) dell’Ospedale San Raffaele e il Boston Children’s Hospital/Dana Farber Cancer Institute di Harvard.

Un’infezione materna provoca deficit neuronale nel nascituro

Scoperto nuovo meccanismo che provoca problemi neurologici

Varie_818.jpg

Un’infezione materna può provocare problemi neurologici al nascituro. A scoprire uno dei meccanismi biologici coinvolti è un team dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e dell’ospedale Humanitas di Milano.

Il lavoro è stato pubblicato su Biological Psychiatry. “È nota ormai da tempo l’associazione tra le infezioni materne durante la gravidanza e difetti del neurosviluppo del nascituro, ma i meccanismi molecolari che sono alla base di questo processo non sono ancora chiari. Nel nostro studio effettuato su modelli murini, utilizzando un agente (PolyI:C) che mima un’infezione virale, abbiamo dimostrato che una singola attivazione del sistema immunitario materno, nelle prime fasi della gravidanza, rende la prole più suscettibile all’insorgenza di crisi epilettiche”, spiega Michela Matteoli.

Scopri di più!

Vaccino influenzale adiuvato, efficace sugli over 65

Nuovi risultati sulla profilassi “potenziata”

Influenza_2794.jpg

Nuovi risultati evidenziano l’efficacia del vaccino influenzale adiuvato sugli anziani oltre i 65 anni. I dati provengono dal primo rapporto italiano di Health Technology Assessment (HTA) presentati in occasione del 50° Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).

Lo studio, condotto da un pool di esperti provenienti da quattro prestigiose università Italiane, fornisce una valutazione a 360 gradi di tutte le implicazioni cliniche, economiche, organizzative, etiche e sociali che la scelta del vaccino influenzale può comportare per il Sistema Sanitario Nazionale e Regionale.