Mieloma multiplo, nesso con la flora batterica intestinale

I batteri dell’intestino influenzano l’evoluzione della malattia

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Attraverso la loro interazione con il sistema immunitario, alcune specie di batteri che vivono nell’intestino sono in grado di influenzare la progressione del mieloma multiplo che invade il midollo osseo causando dolore, anemia e fragilità ossea.

A firmare la scoperta, per ora in gran parte limitata al modello animale della malattia, è il gruppo di Matteo Bellone dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

I risultati dello studio sostenuto da AIRC, appena pubblicati su Nature Communications, sono tra i primi a tracciare una linea di influenza diretta tra il microbiota intestinale e un tumore che ha sede in un altro organo, dimostrando la capacità di questi batteri di interagire a livello sistemico con tutto l’organismo.

Hiv, c’è un vaccino per i bambini

Parte la sperimentazione guidata da ricercatori italiani

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Partirà nel 2019, in 3 diversi continenti, la seconda sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l’HIV, sviluppato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma.

L’Ospedale della Santa Sede, infatti, capofila del progetto internazionale di ricerca EPIICAL, ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano che consentirà di testare il vaccino terapeutico su un’ampia coorte di bambini, distribuita in 3 Paesi: Italia, Thailandia e Sudafrica. Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS, si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV.

Protesi al seno, rischio di linfomi

Aumentano le segnalazioni legate all’innesto di protesi

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Il rischio di linfoma a larghe cellule anaplastico, raro tipo di tumore del sistema immunitario, sembra crescere a causa dell’innesto di una protesi al seno.

A suggerirlo è l’aumento delle segnalazioni evidenziato da un rapporto della Fda americana. In base ai dati, dal 2011 sono stati segnalati 414 casi e 9 decessi.

Nella metà dei casi, gli episodi si sono verificati entro 8-9 anni dall’impianto. Il tumore si sviluppa nelle capsule di tessuto cicatriziale che si formano intorno all’impianto. La buona notizia è che questo tipo di cancro è normalmente trattabile con la semplice rimozione e difficilmente dà conseguenze gravi, anche se nei casi peggiori servono anche chemio e radio.

Insalata di rape e formaggio di capra

Le rape fanno bene, si sa, ma non sono molte le persone che vanno oltre alle apparenze di questa radice un po’ bitorzoluta e dal sapore particolare. Tuttavia, questa insalata è così buona che potrà convincere anche le persone più scettiche a diventare amanti della rapa (o barbabietola, che dir si voglia).

Rape: ricche di antiossidanti, vitamine (B1, B2, B3 e B6) utili a rafforzare il sistema immunitario, il sistema digestivo e ad attivare il metabolismo cellulare. Grazie all’elevata percentuale di acqua, sono perfette per combattere la ritenzione idrica.

Formaggio di capra: generalmente più magro e digeribile rispetto a quello vaccino, contiene anche più principi attivi che aiutano a velocizzare il metabolismo.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

1 cespo di lattuga

2 cetrioli

1 rapa rossa

100 g di formaggio di capra

Sale

Olio extravergine di oliva

Come si preparaCome si prepara

 

Lavare la lattuga e il cetriolo, per poi affettarlo sottilmente e versare tutto in una terrina. Affettare anche la rapa precedentemente sbollentata, il formaggio e condire con sale e olio. I cracker di segale o delle fette di pane integrale sono perfetti come accompagnamento.

Sclerosi multipla, scoperta una molecola chiave

Identificata una possibile causa scatenante

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L’origine della sclerosi multipla è da sempre oggetto di studio fra i ricercatori. La scoperta dei reali meccanismi che ne sono alla base renderebbe molto più semplice trovare una cura per la malattia.

Per questo, il risultato che viene dalla Svizzera appare fondamentale. I ricercatori dell’Ospedale universitario di Zurigo hanno identificato una molecola che potrebbe rappresentare una delle cause scatenanti della sclerosi multipla.

Roland Martin e Mireia Sospedra hanno analizzato i linfociti T, cellule del sistema immunitario, di un paziente deceduto e affetto da sclerosi multipla. Testando 200 frammenti di proteine per capire quali provocassero la reazione dei linfociti T, gli scienziati hanno individuato alla fine due frammenti responsabili delle maggiori reazioni.

L’insulina “arrugginita” rivela il diabete di tipo 1

Nuovo esame del sangue predice la malattia

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Il diabete tipo 1 è una patologia autoimmune in cui il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule del pancreas che producono insulina, creando infiammazione e distruggendole determinando così il deficit assoluto di questo ormone.

Sostanze tossiche come i radicali dell’ossigeno rilasciate durante l’infiammazione possono legarsi all’insulina, modificarne la struttura e renderla dissimile dall’insulina normalmente prodotta, innescando così una risposta contro queste forme “modificate” di insulina.

Infatti, la maggior parte (oltre l’80 per cento) dei pazienti con diabete tipo 1 presenta anticorpi circolanti contro l’insulina ‘ossidata’; tali anticorpi sono già presenti anche vari anni prima dello sviluppo del diabete.

Come si rigenerano le staminali del sangue

Ricerca svela i meccanismi grazie alla terapia genica

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Bastano poche settimane, a seguito di un trapianto di midollo, perché l’intero tessuto sanguigno, comprensivo di un sistema immunitario funzionante, si rigeneri.

Comprendere come avviene questo processo permetterebbe di migliorare efficacia e sicurezza dei trapianti, con implicazioni per il trattamento di moltissime patologie diffuse, dai tumori alle malattie autoimmuni. Attraverso le analisi di follow-up dei primi bambini trattati con terapia genica per la sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS) – una malattia genetica rara del sistema immunitario – un gruppo di ricercatori dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget), guidati dal professor Alessandro Aiuti, vice-direttore SR-Tiget, insieme a Luca Biasco, oggi all’Harvard Medical School di Boston.

Cardiomiopatia dilatativa, efficace anakinra

Ricercatori italiani studiano l’utilizzo del farmaco per la malattia

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I medici e i ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno attestato l’efficacia del farmaco anakinra nel trattamento di un paziente con cardiomiopatia dilatativa. La relazione sul caso clinico, pubblicata su Annals of Internal Medicine, apre la strada a futuri studi sull’impiego di questo farmaco per diverse malattie infiammatorie.

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia del cuore al momento senza trattamento risolutivo caratterizzata dall’incapacità del muscolo cardiaco di pompare il sangue nel resto dell’organismo in modo efficace. Era già noto che in presenza di questa malattia le cellule del sistema immunitario dell’organismo producono interleuchina-1 (IL-1), una molecola in grado di danneggiare le cellule cardiache e ridurre drasticamente la loro capacità di contrarsi.

Sclerodermia, scoperta nuova molecola responsabile

Il ruolo di HMGB1 nello sviluppo della malattia autoimmune

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La sclerodermia è una malattia autoimmune invalidante, difficile da diagnosticare e orfana di una cura efficace. Uno studio pubblicato oggi su Science Translational Medicine identifica per la prima volta il ruolo chiave di una singola molecola nel coordinare l’aggressione del sistema immunitario verso i tessuti dell’organismo.

La molecola, chiamata HMGB1, viene rilasciata nel sangue dalle piastrine, modifica il metabolismo e la funzione di alcune cellule del sistema immunitario, portando al danno cronico dei piccoli vasi e alla fibrosi. Questo meccanismo potrebbe diventare – se studi futuri lo confermeranno – il primo target terapeutico per combattere la malattia. A firmare la scoperta è un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, guidati da Angelo Manfredi, a capo dell’unità di Autoimmunità e infiammazione vascolare.

Hyper-Th17 syndrome, scoperta nuova malattia

Ricercatori italiani segnalano una nuova fragilità del sistema immunitario

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I ricercatori del Centro di Ricerca Pediatrico Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università di Milano, in collaborazione con il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School, hanno scoperto una nuova malattia, che hanno denominato hyper-Th17 syndrome.

La malattia colpisce i soggetti portatori di una mutazione di P2X7R, un recettore purinergico attivato in corso di danno tissutale e risposta immunitaria.

I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista internazionale Journal of Clinical Investigation, una delle più prestigiose in ambito di medicina sperimentale con applicazione clinica.