Cardiomiopatia dilatativa, efficace anakinra

Ricercatori italiani studiano l’utilizzo del farmaco per la malattia

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I medici e i ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno attestato l’efficacia del farmaco anakinra nel trattamento di un paziente con cardiomiopatia dilatativa. La relazione sul caso clinico, pubblicata su Annals of Internal Medicine, apre la strada a futuri studi sull’impiego di questo farmaco per diverse malattie infiammatorie.

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia del cuore al momento senza trattamento risolutivo caratterizzata dall’incapacità del muscolo cardiaco di pompare il sangue nel resto dell’organismo in modo efficace. Era già noto che in presenza di questa malattia le cellule del sistema immunitario dell’organismo producono interleuchina-1 (IL-1), una molecola in grado di danneggiare le cellule cardiache e ridurre drasticamente la loro capacità di contrarsi.

Sclerodermia, scoperta nuova molecola responsabile

Il ruolo di HMGB1 nello sviluppo della malattia autoimmune

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La sclerodermia è una malattia autoimmune invalidante, difficile da diagnosticare e orfana di una cura efficace. Uno studio pubblicato oggi su Science Translational Medicine identifica per la prima volta il ruolo chiave di una singola molecola nel coordinare l’aggressione del sistema immunitario verso i tessuti dell’organismo.

La molecola, chiamata HMGB1, viene rilasciata nel sangue dalle piastrine, modifica il metabolismo e la funzione di alcune cellule del sistema immunitario, portando al danno cronico dei piccoli vasi e alla fibrosi. Questo meccanismo potrebbe diventare – se studi futuri lo confermeranno – il primo target terapeutico per combattere la malattia. A firmare la scoperta è un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, guidati da Angelo Manfredi, a capo dell’unità di Autoimmunità e infiammazione vascolare.

Hyper-Th17 syndrome, scoperta nuova malattia

Ricercatori italiani segnalano una nuova fragilità del sistema immunitario

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I ricercatori del Centro di Ricerca Pediatrico Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università di Milano, in collaborazione con il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School, hanno scoperto una nuova malattia, che hanno denominato hyper-Th17 syndrome.

La malattia colpisce i soggetti portatori di una mutazione di P2X7R, un recettore purinergico attivato in corso di danno tissutale e risposta immunitaria.

I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista internazionale Journal of Clinical Investigation, una delle più prestigiose in ambito di medicina sperimentale con applicazione clinica.

Carenza di proteine: 5 segnali che non dovresti ignorare

In generare, ma soprattutto per chi si allena, le proteine sono un macronutrients indispensabile. Il loro apporto per la crescita e riparazione muscolare è indiscusso, così come lo è per la salute di capelli, unghie e pelle Come spesso accade, non è così immediato capire se la quantità di proteine che ingerisci nell’arco della giornata sia sufficiente per il tuo specifico fabbisogno. Soprattutto se non sei abituata a leggere le informazioni nutrizionali degli alimenti e se non hai il supporto di un esperto.

Tuttavia ci sono dei segnali che possono indicarti una carenza di proteine, che possono essere eventualmente indicativi del fatto che non ne stai assumendo abbastanza

Mancanza di progressi rispetto all’allenamento che esegui

Sappiamo quanto ci tieni ai tuoi allenamenti per mantenere il tono muscolare o eventualmente aumentarlo, e l’assenza di progresso è una delle principali cause di abbandono di allenamento e palestre. E per quanto lato frutta e verdura siano in cima alla lista delle tue priorità alimentari, se non vedi i progressi sperati, potrebbe essere che non mangi abbastanza proteine. Leggi anche Menu per i muscoli: 4 macronutrienti per la massa muscolare

Le ferite guariscono più lentamente e spesso ti fai male

La lenta cicatrizzazione delle ferite può essere determinata da una carenza di proteine nella dieta. Di certo la cosa può essere imputata anche alle vitamine, mi siccome siamo certe che su frutta e verdura sei più ferrata che sulle proteine, potresti per esempio provare ad inserire proteine magre ad ogni pasto. Altro segnale di carenza di proteine, può essere il fatto che spesso ti fai male.Gli atleti che non consumano abbastanza proteine sono a più alto rischio di lesioni proprio perché le proteine sono un nutriente essenziale per promuovere la guarigione e la riparazione.

Spesso ti senti poco bene

 Le proteine supportano un sistema immunitario in grado di difenderti da attacchi di batteri e virus. Se non assumi abbastanza proteine potresti essere soggetta ad ammalarti più spesso.

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Perdita di tono muscolare

L’eccesso di cardio di certo non supporta lo sviluppo muscolare, e se sei appassionata delle attività di questo tipo di conviene controllare le quantità di proteine assunte. Il muscolo ha bisogno di proteine per ripararsi e crescere dopo una sessione di allenamento, quindi se lo stai perdendo, è un segnale che non stai mangiando abbastanza proteine nella tua dieta.

Spesso, quando ciò accade, noterai anche che la tua composizione corporea potrebbe modificarsi: ciò è causato da un rallentamento del metabolismo. Meno muscoli hai, meno calorie ha bisogno per funzionare. Leggi anche 7 consigli per mantenere il tono muscolare anche quando non ti alleni

Perdita di capelli

Sebbene molti fattori possano contribuire alla perdita di capelli, la carenza di proteine può essere una di queste. Ciò è dovuto al fatto che i capelli, la pelle e le unghie non sono la priorità del corpo in tempi di carenza.

Il corpo si preoccupa della sopravvivenza e i capelli non sono necessari per questo scopo. Ciò può comportare una perdita di capelli più del normale quando fai la doccia, e potresti notare che anche le tue unghie diventano fragili. Leggi anche Come proteggere i capelli ed evitare che si spezzino durante l’allenamento

Cerca di includere una fonte proteica ad ogni pasto e di monitorare la quantità di proteine che mangi in modo da sapere se stai colpendo i tuoi numeri target su base giornaliera. Ci sono un sacco di app gratuite che rendono questo facile e senza problemi. Non affidarti troppo a nessuna singola fonte di proteine, prova a modificarle in modo tale da ricevere l’intero spettro di aminoacidi e anche tutte le vitamine e i minerali che li accompagnano in supporto ad una dieta variata ed equilibrata.

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Leucemia infantile causata da igiene eccessiva?

Sorprendente ipotesi di un gruppo di ricerca inglese

Troppa igiene fa male. Spesso il concetto è stato portato avanti da ricercatori alle prese soprattutto con malattie autoimmuni, ovvero quelle caratterizzate da un malfunzionamento del sistema immunitario, che comincia ad aggredire gli organi e i tessuti che dovrebbe difendere.

Un team dell’Institute of Cancer Research di Londra diretto da Mel Greaves ipotizza invece addirittura la possibile insorgenza di leucemia infantile a causa di un’attenzione esagerata nei confronti dell’igiene: “La maggior parte dei casi di leucemia infantile è probabilmente prevenibile evitando che i bambini, nel primo anno di vita, siano eccessivamente protetti dal punto di vista igienico”.

La ricerca si è concentrata sulla leucemia linfoblastica acuta, malattia che colpisce un bambino su 2000, mostrando l’esistenza di un nesso fra eccessiva igiene e rischio di insorgenza della malattia.

Il donatore che ha salvato 2 milioni di bambini

Nel suo sangue un anticorpo che cura l’eritroblastosi fetale

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È andato in “pensione” James Harrison, l’uomo che con il suo sangue speciale ha contribuito a salvare oltre 2 milioni di bambini in tutto il mondo. Harrison, un uomo australiano di 81 anni, ha iniziato a donare sangue fin da giovanissimo.

L’uomo era riuscito a sopravvivere a un delicato intervento chirurgico che aveva richiesto l’infusione di ben 13 litri di sangue. L’analisi del sangue dell’uomo aveva fatto scoprire ai medici nel 1967 la presenza di un rarissimo anticorpo in grado di prevenire l’eritroblastosi fetale, una condizione ematologica per cui se una donna ha Rh negativo e il bambino che porta in grembo è Rh positivo, il sistema immunitario materno si attiva e attacca le cellule del feto, causando nei casi più gravi l’aborto spontaneo.

Sclerosi multipla, trapianto di staminali efficace

Terapia Stems sperimentata su 3 pazienti

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La terapia Stems per il trattamento della sclerosi multipla progressiva riduce l’infiammazione causata dalla malattia. A dimostrarlo è uno studio dell’Ospedale San Raffaele pubblicato su The Journal of Clinical Investigation a firma del prof. Gianvito Martino e del suo team.
La terapia si basa sul trapianto di cellule staminali nel cervello dei pazienti affetti dalla malattia neurodegenerativa. I primi 3 pazienti hanno completato con successo il primo ciclo del trattamento a basso dosaggio di staminali neurali. Gli scienziati hanno osservato la capacità della proteina TGF-β2 di interferire con l’attivazione aberrante del sistema immunitario che si verifica con la malattia.

La proteina viene rilasciata dalle staminali ed è in grado di modificare il comportamento di alcune cellule del sistema immunitario da pro ad anti-infiammatorio.

Calvizie sconfitta da un farmaco contro l’osteoporosi

Effetto collaterale positivo della molecola WAY-316606

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A volte i farmaci mostrano effetti positivi non previsti in fase di sperimentazione. È il caso di WAY-316606, medicinale sviluppato per il trattamento dell’osteoporosi che avrebbe un effetto benefico anche per la calvizie.

A scoprirlo è stato un gruppo di scienziati dell’Università di Manchester guidato da Nathan Hawkshaw. La molecola è stata sperimentata su follicoli piliferi donati da oltre 40 pazienti che si erano sottoposti a trapianto di capelli.

Il farmaco avrebbe la capacità di inibire la proteina SFRP1, che di norma agisce come un potente freno molecolare per la crescita di peli corporei.

L’assunto di partenza della ricerca è il comportamento della ciclosporina A, farmaco utilizzato negli anni ‘80 per sopprimere il sistema immunitario nelle persone che subiscono trapianti e in quelle che soffrono di malattie autoimmuni.

La dieta contro l’influenza

La frutta come arma di difesa

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L’epidemia influenzale è in calo, ma tanti sono ancora gli italiani costretti a letto. Per contrastare l’influenza è necessario nutrirsi in maniera corretta, arricchendo la nostra alimentazione con ricche dosi di vitamina C per combattere il raffreddore e stimolare il sistema immunitario. Proponiamo una dieta che serva anche a riscoprire la frutta di questo periodo, con i suoi sapori, i suoi aromi, i suoi profumi.

L’alimentazione da seguire deve essere leggera, digeribile e, allo stesso tempo, nutriente – dice Pietro Migliaccio, nutrizionista e Presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione (S.I.S.A) – Ecco perché, con la collaborazione delle dietiste Silvana Nascimben e Eugenia Cilla, abbiamo messo a punto un regime alimentare pensato per i primi tre giorni d’influenza, ovvero quelli che maggiormente fanno soffrire e durante i quali più fastidiosi sono i sintomi.

Leucemia in remissione grazie a nuova tecnica

Variante italiana di un approccio sperimentato negli Stati Uniti

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Una nuova tecnica adottata dagli scienziati del Bambino Gesù di Roma consente a un bambino di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta e ai suoi cari di continuare a sperare nella guarigione.

Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. È quello che hanno fatto i medici e i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma con un bambino refrattario alle terapie convenzionali. Si tratta del primo paziente italiano curato con questo approccio rivoluzionario all’interno di uno studio accademico, promosso dal Ministero della Salute, Regione Lazio e AIRC. A un mese dall’infusione delle cellule riprogrammate nei laboratori del Bambino Gesù, il piccolo paziente sta bene ed è stato dimesso: nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche.