Maratona di New York, scopri come migliorare le tue performance


Domenica 5 novembre si corre la maratona di New York. Pur con la paura per il recente attentato, i runner da tutto il mondo sono già lì. Se sei un runner non professionista, ecco i consigli per migliorare le tue performance.

Allenamenti al pomeriggio e caffè sembrano essere il segreto per aumentare prestazioni e resistenza per correre la maratona. A dirlo, uno dei massimi esperti del settore, il dottor Massimo Spattini, specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM – USA), alla Conferenza di Agemony, che si è tenuta a Roma presso la sede del CONI. “Le ricerche hanno evidenziato che i tempi di reazione presentano un picco nel tardo pomeriggio, tra le 16 e le 18, quando la temperatura corporea è più alta e per ogni grado Celsius (°C) di aumento di calore corporeo, la velocità di conduzione nervosa aumenta di 2,4 m/sec – ha spiegato il Dottor Massimo Spattini – Sui benefici del caffè, invece, oltre 14 studi raccolti in una metanalisi, cioè uno studio che li mette tutti a confronto, hanno confermato che la caffeina aumenta le prestazioni del 12% in media e ha benefici sugli sport di resistenza, con uno sforzo da 6 a 20 minuti, dove permette un ‘vantaggio’ del 6%. Inoltre stimola il cervello a un pensiero più chiaro e a una maggiore concentrazione – prosegue il medico.

Perché allenarsi al pomeriggio: cosa dice la scienza

Anche senza caffè, Allenarsi al pomeriggio aiuta ad avere migliori performance. “La mobilità articolare, la forza ‘esplosiva’ e quella ‘massimale’, intesa come la capacità del muscolo di esprimere la massima tensione possibile con una contrazione volontaria, raggiungono il livello più alto tra le ore 16 e le 18 – sottolinea l’esperto. – Anche le capacità metaboliche, come consumo di ossigeno, ventilazione polmonare, gittata sistolica e portata cardiaca raggiungono la massima efficienza nel pomeriggio. Nella stessa fascia oraria la resistenza a un lavoro ad alta intensità e la capacità di produrre lattato, sono più elevate.”

Perché il caffè aiuta la performance? La scienza risponde

La risposta è in uno studio del 2012 ( link PLoS One.) condotto su 12 uomini durante l’esercizio dello squat e della distensione su panca orizzontale al 75% del peso massimale, in momenti differenti della giornata con o senza caffeina, in esperimento in doppio cieco con placebo. Lo studio ha dimostrato che il gruppo che si era allenato al pomeriggio senza caffeina era significativamente più forte del gruppo del mattino al quale era stato somministrato il placebo, a conferma dell’impatto negativo delle prime ore del giorno sulla performance. Quando entrambi i gruppi invece hanno ricevuto la caffeina, non ci sono state differenze significative. Meccanismo spiegato in parte dal fatto che la sostanza è in grado di innescare un enzima chiamato AMPK che funziona come regolatore dell’energia a livello cellulare che a sua volta agisce sul SIRT 1, altro enzima che accelera la produzione di energia a partire dai grassi e dal glucosio. “La caffeina però non funziona sempre – avverte il dottor Spattini – Le ricerche hanno dimostrato che l’esercizio a breve termine e ad alta intensità non ne beneficia tanto quanto la prestazione di resistenza e sforzo prolungato. Nei soggetti che metabolizzano efficacemente la sostanza, la caffeina blocca i recettori dell’adenosina e diminuisce sia il dolore che il disagio dello sforzo muscolare aumentando l’intensità dell’esercizio e la resistenza. Dopo l’assunzione, la pressione sanguigna si alza, i depositi di grasso vengono mobilizzati e gli acidi grassi vengono rilasciati nel circolo sanguigno”.

E il caffè sembra anche correlato a una maggiore longevità. A suggerirlo, uno studio apparso sul New England Journal of Medicine che ha esaminato migliaia di uomini e donne: coloro che consumano caffè regolarmente, vivono più a lungo, con benefici analoghi a quelli osservati in Giappone dal consumo di the verde. “Ovviamente – sottolinea il dottor Spattini – l’ora della giornata è solo una delle variabili che concorrono alla performance: costanza, motivazione, concentrazione, riposo, alimentazione, integrazione sono altrettanti fattori che possono rendere il ritmo circadiano trascurabile. E’ vero però che in alcune specialità, se gli atleti devono gareggiare in emisferi diversi dal proprio, è previsto un allenamento specifico all’ora del luogo di destinazione per abituare l’organismo al diverso fuso orario.”


A cura di Liana Zorzi

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Roma, 2 Dicembre – La disabilità non ci fermerà: STOP AL DOLORE


Sabato 2 Dicembre in Casa di Cura Città di Roma visite, esami e test gratuiti per prevenire le disabilità motorie

I dati ONU riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità[1]sulle disabilità motorie sono allarmanti: con oltre 130milioni persone colpite da patologie all’anca, di cui circa 40 milioni di disabili gravi stimati per il 2050 a causa di malattie artrosiche che oggi colpiscono il 15% della popolazione over60, l’artrosi è definita la principale causa di disabilità tra gli adulti. In occasione della Giornata Mondiale delle Disabilità promossa dall’ONU, Anca Surgical Center promuove l’iniziativa “La disabilità non ci fermerà: STOP AL DOLORE”.

Sabato 2 dicembre, presso Casa di Cura Città di Roma, chi ha problemi e dolore a camminare, ha superato i 55 anni, pratica sport oppure ha a cuore la salute delle proprie anche e la prevenzione di disabilità motorie da artrosi o patologie dell’anca, può prenotare visite specialistiche ed esami gratuiti per la diagnosi precoce di artrosi e altre patologie dell’anca (Rx), oltre a test gratuiti per la prevenzione di patologia (ANCATest).

Roma, 2 Dicembre – Richiedere assistenza e aiuto per salire le scale, camminare, occuparsi delle faccende domestiche e trasportare pesi come le borse della spesa, rappresenta una disabilità per milioni di persone in Italia e nel Mondo. “Prevenire l’insorgenza delle patologie osteoarticolari, come l’artrosi, è possibile grazie a interventi di prevenzione primaria, cioè prima che insorgano i sintomi, e secondaria, ovvero quando è possibile rallentare la progressione della malattia – dice il dott. Nicola Santori, direttore di Anca Surgical Center –. Si tratta di strumenti efficaci per mantenere una vita attiva, sana e di qualità, il più a lungo possibile, per non farsi fermare dal dolore.”

Anca Surgical Center visite gratuite 2 Dicembre

STOP AL DOLORE

Il 2 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale delle Disabilità che si celebra il giorno successivo, Anca Surgical Center dice STOP AL DOLORE. Presso la Casa Di Cura Città Di Roma, fino a esaurimento delle disponibilità, è possibile prenotare servizi gratuiti per la prevenzione e diagnosi delle disabilità dell’anca. Tutti i servizi sono consultabili sul sito www.ancasurgicalcenter.it e www.casadicuracittadiroma.com

ANCATESTTest di prevenzione primaria delle patologie dell’anca

La prevenzione è senza dubbio lo strumento più efficace per mantenere sane le nostre articolazioni, il più a lungo possibile. Avvalendosi di particolari tecniche manuali, insieme all’esame obiettivo, ANCATEST permette di valutare lo stato di salute dell’anca. In base alla valutazione, gli esperti forniranno consigli personalizzati per la prevenzione delle patologie dell’anca.

A chi si rivolge? Uomini e donne, sportivi di qualunque età, e tutti coloro che hanno a cuore la salute delle proprie anche.

Visita specialistica + esami diagnosticiValutazione di prevenzione secondaria delle patologie dell’anca

Quando compaiono dolore e limitazioni al movimento, è importante non aspettare che si risolvano da sole. La terapia è più efficace, infatti, se la causa del dolore o della disabilità motoria viene identificata e trattata nelle sue fasi iniziali.

A chi si rivolge? Chi ha già dolore all’anca, soffre di pubalgia, dolore in regione inguinale o al gluteo che non passa con i farmaci, chi fatica a camminare, chi ha l’anca a scatto, chiunque ritenga di avere un problema all’anca, può avere una valutazione specialistica, comprensiva di Rx, l’esame più significativo in ortopedia.

Come prenotare

La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 06.5847375 oppure 393.1601600 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00. Appuntamenti fino a esaurimento disponibilità.

Durante la giornata, in Casa di Cura Città di Roma sarà attivo INFO DESK* per chi desideri conoscere le novità su materiali, tecnologie e bioingegneria con cui oggi si costruiscono le protesi d’anca. Inoltre, verrà consegnata la miniguida “L’artrosi dell’anca si può prevenire” realizzata con i consigli degli esperti di Anca Surgical Center.

*si ringrazia Smith&Nephew azienda leader nel settore medical care


Cosa è Anca Surgical Center?

A Roma, presso la Casa di Cura Città di Roma, nasce Anca Surgical Center, il primo polo chirurgico italiano superspecializzato per il trattamento delle patologie dell’anca e di tutte le cause di dolore inguinale che utilizza un innovativo approccio multidisciplinare che include ortopedici, chirurghi generali, ginecologi e urologi. Ideato e diretto dal dott. Nicola Santori, chirurgo ortopedico membro del comitato direttivo della Società Italiana dell’Anca, delegato italiano presso la European Hip Society, e responsabile della Faculty di Artroscopia dell’Anca della Società Italiana di Artroscopia, in Anca Surgical Center il paziente trova le eccellenze della diagnostica e del trattamento, non solo chirurgico ma, quando possibile, anche conservativo con trattamenti di medicina rigenerativa, speciali protocolli per gli sportivi, e informazione per la prevenzione dell’artrosi.

Sono oltre 90.000[2] le persone che ogni anno devono ricorrere all’intervento di protesi perché l’usura dell’articolazione, a causa dell’allungamento dell’aspettativa di vita, dell’attività sportiva o patologie invalidanti, ne richiede la sostituzione. Sebbene l’artrosi sia la più frequente e nota tra le patologie dell’anca, tuttavia esistono numerose altre cause di dolore[3], spesso di difficile diagnosi, che possono richiedere trattamenti mini invasivi e interventi di alta specializzazione senza però dover ricorrere alla sostituzione protesica dell’anca.

Dolore all’inguine, pubalgia? Potrebbe essere l’anca.

Giovani, under 40, sportivi amatoriali o professionisti. È questo l’identikit del paziente che più frequentemente lamenta dolore all’inguine, troppo spesso velocemente liquidato come “pubalgia”. “In realtà, sono 72 le diverse cause possibili di dolore inguinale che includono patologie dell’anca, della colonna, della parete addominale, uro-ginecologiche, reumatologiche, neurologiche ed altre – spiega il dott. Nicola Santori. – Nel giovane sportivo, per esempio, il dolore all’inguine può essere causato da conflitto femoro-acetabolare, ovvero da una malformazione dell’anca identificata negli ultimi anni come una delle cause più frequenti di dolore inguinale. Il conflitto, o impingement femoro-acetabolare, se non trattato precocemente, potrebbe portare a usura dell’anca rendendo necessario l’intervento di protesi con sostituzione dell’articolazione in giovane età. Una corretta e accurata diagnosi, insieme a una valutazione multidisciplinare – continua il direttore di Anca Surgical Center – è il primo passo per trovare la giusta soluzione per i sintomi del paziente.”

Il dolore all’anca aumenta anche il rischio di patologie metaboliche e cardiovascolari.

“Quando il dolore inguinale è dovuto all’articolazione dell’anca, viene ad essere compromesso il perno centrale della postura eretta che è peculiare della razza umana – afferma il dott. Nicola Santori. – Il paziente tende, quindi, ad assumere posture di protezione (piegato in avanti, poggiando solo un lato, zoppia, eccetera) che però tendono a sovraccaricare altre articolazioni, diffondendo così il dolore alla colonna, alle ginocchia e spesso anche all’arto sano controlaterale. Questo, insieme alla difficoltà di movimento, porta il paziente a evitare l’attività fisica e la socialità fino a limitare l’autonomia e la qualità di vita.”

In particolare negli anziani, che oggi rappresentano oltre il 22% della popolazione italiana[4], modificare lo stile di vita a causa dell’artrosi e del dolore che ne consegue, risulta spesso invalidante. “Il dolore – sottolinea il dott. Nicola Santori – comporta l’assunzione di uno stile di vita sedentario e aumenta significativamente il rischio di patologie legate all’inattività come l’obesità, le patologie metaboliche e cardiovascolari, il diabete.”

Anca Surgical Center: in caso di protesi, l’intervento è sempre più mini invasivo

Trovare una soluzione efficace e personalizzata per ogni patologia dell’anca, grazie all’esperienza e alla tecnologia diagnostica e chirurgica, in Anca Surgical Center significa guarire dal dolore, tornare a camminare, riprendere una vita attiva, guadagnare qualità di vita e salute.

“L’intervento di protesi di anca è progredito enormemente negli ultimi anni – prosegue il dott. Nicola Santori, direttore di Anca Surgical Center in Casa di Cura Città di Roma –. Sono migliorate le tecniche chirurgiche, sempre più mini invasive, gli impianti protesici, sempre più performanti e resistenti all’usura, ma anche le tecniche di risparmio di sangue e di anestesia oramai quasi esclusivamente locale e locoregionale. Un approccio diagnostico completo e competenze mediche dedicate – conclude l’esperto – consentono sia al giovane sia alla popolazione più anziana di affrontare in sicurezza l’intervento di protesi e di revisione, e di ridurre al massimo lo stress chirurgico consentendo un rapido ritorno alla vita normale”.

[1] http://www.who.int/medicines/areas/priority_medicines/Ch6_12Osteo.pdf
[2] Dati Riap (Registro italiano artro-protesi)
[3] Algodistrofia, Anca a scatto, Artrite reumatoide, Artrite settica dell’anca, Borsite Trocanterica, Condromatosi sinoviale, Conflitto femoro acetabolare, Corpi liberi intra articolari in esito a lussazione traumatica dell’anca, Coxartrosi, Displasia congenita dell’anca, Epifisiolisi, Meralgia parestesica, Morbo di Perthes, Necrosi della testa del femore, Patologie del labbro acetabolare, Psoriasi, Pubalgia, Sinovite transitoria dell’anca del bambino
[4] Istat, 2016

A cura della Redazione

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Perché dovrei allenare i muscoli della schiena?

Sappiamo che i tuoi sforzi in palestra si concentrano nella parte del bassa del corpo: gambe snelle e toniche e glutei a palloncino sono il tuo pallino fisso. Il tuo secondo pensiero invece sono gli addominali: come avere un six pack a prova di Britney per indossare quei fantastici crop top a cui non smetti di pensare? In tutto questo concentrarti sulle parti del corpo a tuo avviso più femminili, stai dimenticando forse l’importanza per la tua salute dell’allenamento dei muscoli della schiena.

Che tu sia un’atleta, una bodybuilder, o ti limiti a timbrare il cartellino 3 volte a settimana in palestra, devi sapere che allenare i muscoli della schiena, sia nella parte alta che nella parte bassa, ha dei grossissimi benefici:

  • Ti aiuta ad eliminare il rischio di infortuni e supporta lo sviluppo di moltissime funzioni del corpo.
  • Aumenta la capacità del corpo di eseguire un certo tipo di esercizi. Se ti piace allenarti in sala pesi, lo sviluppo muscolare della parte bassa della schiena ti aiuta a darti maggiore equilibrio supportando i muscoli della parte centrale del corpo. Immagina di aggiungere ulteriore peso e pressione sollevando certi carichi, non vorresti maggiore supporto?
  • Aiuta ad evitare quella postura incurvata che assumi durante le ore passate alla scrivania Provvede a dare supporto alla spina dorsale
  • Previene il mal di schiena e dolore al collo, la riduzione di flessibilità e ossigenazione muscolare.

Ovviamente non si può parlare di un corpo perfettamente allenato se s’ignora l’allenamento dei muscoli della schiena. Ecco quindi 5 suggerimenti per avere una schiena forte e allenata.

Tutti i suggerimenti dati vanno sempre relazionati alla propria condizione di salute e atletica. L’allenamento è una cosa estremamente personale.

  • Cerca di eseguire gli stacchi. Non c’è allenamento migliore per allenare i muscoli della schiena dello stacco (deadlift). Fai si che questo diventi l’esercizio fondamentale dei tuoi allenamenti
  • Esegui i pull up. Che tu sia in grado di eseguirli solo in maniera assistita o anche priva di supporto, cerca di eseguire questo esercizio nelle sue variazioni. I risultati si vedranno immediatamente.
  • Aggiungi allenamento con il vogatore o esercizi che simulino lo stesso movimento.
  • Quando si tratta di stacchi meglio tenersi bassi con le ripetizioni mentre quando si tratta di esercizi di pull si può arrivare ad un numero più alto di ripetizioni.
  • Concentrati nella costruzione di una presa forte e del sollevamento di carichi pesanti. E’ fondamentale per costruire un corpo forte e poter eseguire in maniera perforante ed efficace il tuo allenamento.

Allenamento e integratori: focus sui benefici dei BCAA

Gli amminoacidi sono i mattoncini che costituiscono le proteine, vengono riuniti come i lego dal nostro organismo a formare legami peptidici, formando quindi le proteine e fornendo energia ai nostri muscoli. Sono 20 gli aminoacidi di cui 8 vengono classificati come essenziali così chiamati perché non essendo il nostro corpo in grado di sintetizzarli è necessario introdurli con la dieta (Cibi, integratori e bevande) e sono: isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina; 10 sono gli aminoacidi classificati come non essenziali, così chiamati perché siamo in grado biosintetizzarli e sono: alanina, asparagina, acido aspartico, cisteina, glutammina, acido glutammico, glicina, prolina, serina, tirosina; mentre 2 sono classificati come semi essenziali: arginina, istidina. Degli amminoacidi essenziali, abbiamo in particolare un certo tipo chiamato amminoacidi a catena ramificata (BCAA) isoleucina, leucina, e valina, sono il fattore limitante nella capacità del corpo di costruire muscoli.

Benefici dei BCAA

Gli aminoacidi ramificati o BCAA sono Leucina, Isoleucina, Valina e sono così chiamati perché hanno una catena di carbonio che devia o si ramifica dalla principale struttura portante lineare di carbonio. Oltre che nelle attività di forza, risultano essere particolarmente importanti anche in quelle discipline rivolte più alla “resistenza”, perché, insieme al lavoro plastico (di costruzione e ricostruzione muscolare), hanno anche un ruolo molto importante nella produzione di energia durante lo sforzo muscolare, infatti, diversamente dagli altri aminoacidi, vengono catabolizzati direttamente all’interno delle fibre muscolari.

L’utilizzo di BCAA come integratori ha una funzione anabolica di stimolo alla sintesi proteica. Hanno inoltre una funzione anticatabolica inibitrice della “lesione” proteica tipica da sforzi intensi e prolungati. Questi aminoacidi non passano attraverso il fegato ma vengono metabolizzati direttamente dai muscoli (per questo motivo in terapia vengono usati per i pazienti con gravi problemi epatici). In seguito a stimoli opportuni il fegato immette in circolo i BCAA, che attraverso la circolazione arrivano ai diversi organi in cui avviene la loro utilizzazione e metabolizzazione, in particolare al tessuto muscolare.

Altra azione importante dei BCAA è la stimolazione dell’insulina in quanto per essere veicolati nel muscolo necessitano dell’azione di questo ormone sui trasportatori del glucosio. Questo ormone pancreatico quando viene stimolato da un pasto fortemente glucidico porterà ad un aumento dei recettori nel tessuto adiposo ed in quello muscolare, per cui gli zuccheri, che saranno a questo punto molto alti nel sangue, entreranno facilmente negli epatociti, miociti ed adipociti per cui sarà necessaria una produzione insulinica maggiore per ristabilire l’equilibrio glicemico. Se invece l’insulina viene stimolata dai soli BCAA, l’unico tessuto destinatario sarà il tessuto muscolare e la produzione di insulina quindi sarà minore.

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Alcuni ricercatori hanno inoltre dimostrato come i BCAA possano determinare una significativa riduzione della sensazione di fatica durante l’esercizio fisico prolungato. Ciò perché l’insorgenza della fatica sembra essere correlata all’aumento della produzione di triptofano a livello centrale e quindi un aumento della produzione di serotonina (che deriva dal triptofano), che influenza il “dolore”. La concentrazione cerebrale di triptofano dipende da vari fattori ma c’è da sottolineare che esiste una competizione con diversi aminoacidi nell’utilizzo del meccanismo di trasporto attraverso la barriera ematoencefalica e sono proprio i BCAA ad esercitare prevalentemente tale competizione. Quindi più aumenta la concentrazione di BCAA, meno triptofano riesce a raggiungere il cervello con conseguente riduzione della sensazione di fatica. Durante l’esercizio intenso si verifica una riduzione del rapporto BCAA/triptofano sia per una riduzione dei BCAA che per un incremento del triptofano libero con conseguente esaurimento muscolare. La somministrazione di BCAA potrebbe quindi essere utilizzata anche per aumentare intensità e durata degli allenamenti.

Costituiscono oltre il 20% delle proteine muscolari (ma durante l’allenamento la richiesta è notevolmente superiore, circa il 35%) rendono positivo il bilancio azotato, favorendo la sintesi proteica. Il rapporto più usato per la realizzazione di integratore è il così detto 2-1-1, questo anche se numerosi studi hanno determinato anche altri possibili rapporti tra i tre componenti. Il dosaggio medio è circa 1 g ogni 10 Kg di peso corporeo ed i momenti di assunzione sono solitamente durante la prestazione (anche se a questo scopo sembrerebbero più adatti i recenti glucogenetici) oppure 15/20 minuti dopo lo sforzo o in combo.

La leucina è il principale dei tre aminoacidi ramificati (quello che va assunto con rapporto maggiore) e riveste notevole importanza poiché maggiormente in grado di rallentare il processo di decomposizione delle proteine muscolari e promuove i processi rigenerativi, ciò significa, in parole povere, che aumenta la velocità con la quale il corpo può costruire proteine in modo da non “demolire i muscoli” più velocemente di quanto si riesca a rigenerarli. È particolarmente presente nei cibi ricchi di proteine, come pollo, tonno ed uova ma, a differenza di altri aminoacidi, la si può trovare in discrete quantità anche in cereali e legumi (non a caso, si usa parlare di piatti unici quando si parla di piatti come pasta e fagioli, riso e piselli o riso e ceci). L’isoleucina, come la leucina, è un aminoacido ramificato particolarmente presente nelle carni e nel pesce, ma anche nei legumi, nelle uova e nei latticini. La valina è un componente indispensabile della biosintesi proteica e assieme agli altri due aminoacidi ramificati svolge importanti funzioni di nutrimento dei muscoli. Può essere utilizzata dall’organismo umano per produrre energia da cibi altamente proteici o nel caso si abbia una mobilizzazione delle riserve proteiche endogene. È inoltre importante per le funzioni mentali, il coordinamento muscolare e le funzioni nervose. Fra i cibi che contengono discrete quantità di valina ricordiamo la carne di manzo, il petto di pollo, il salmone, la segale ecc.

In generale, l’integrazione con BCAA può risultare davvero utile nel preservare la massa muscolare dei soggetti che praticano attività sportive intense o prolungate nel tempo (più di un’ora) o nel caso di diete ipocaloriche o anche in casi di brevi strategie di digiuno intermittente. Se invece, l’attività fisica è blanda e si segue già un’alimentazione normocalorica con buone percentuali di proteine, si sta già assumendo la giusta quantità di BCAA e l’integrazione risulta essere inutile.

Il mio “amico” diabete

La testimonianza di chi lotta da anni con la malattia

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«Le corse in bagno e una sete continua». È la presa di contatto con il diabete per Giovanna (nome di fantasia, ndr) che ha scoperto di essere malata a 38 anni.
«Ero sempre stanca, e a volte non vedevo bene. Quando sono andata per la prima volta dal medico avevo il terrore che mi venisse diagnosticato un tumore. Le analisi, invece, hanno decretato che avevo il diabete. Non ci potevo credere, il diabete? Pensavo fosse una malattia degli anziani. Al sollievo iniziale – in fondo il diabete è “controllabile”, il cancro no, è il pensiero comune – è subentrata la rabbia per una malattia che ti condiziona pesantemente la vita, ma che tutto sommato, agli occhi di parenti e amici, non è poi così grave».
Ma non è così, e Giovanna e gli altri malati di diabete lo sanno bene. Si tratta di una malattia grave, ma che allo stesso tempo può essere tenuta sotto controllo.

Tumore al seno, il peso influenza la recidiva

Maggiori possibilità in caso di sovrappeso e obesità

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Il peso di una donna colpita da cancro al seno è determinante nel prefigurare le possibilità di una recidiva.

Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Milano, dell’Istituto Nazionale dei Tumori e dell’Istituto Jules Bordet di Bruxelles, che hanno pubblicato sullo European Journal of Cancer i risultati di uno studio sul follow-up di una sperimentazione clinica per la terapia adiuvante del tumore al seno.

Dallo studio emerge che la dinamica di recidiva tumorale è associata con l’indice di massa corporea delle pazienti misurato alla diagnosi, con un effetto sfavorevole del sovrappeso e dell’obesità.

Non trovi mai il tempo? 5 sane abitudini per essere produttiva

Se non hai mai provato l’ebrezza di svegliarti prima delle 8, sappi che ti perdi un paio di ore fondamentali per la tua produttività. Ci sono moltissime cose che puoi fare mentre gli altri dormono, ad esempio allenarti. Dovresti provare a far diventare l’allenamento mattutino una priorità, il primo passo verso la cura di s e stesse.

Ecco 5 sane abitudini per essere più produttiva durante la giornata

Parola d’ordine: Idratazione. Sia che si tratti della tazza di acqua e limone piuttosto che semplice acqua, due bicchieri appena sveglia è una buona abitudine da prendere, per iniziare ad attivare il metabolismo e darti ulteriore energia durante le tue sessioni allenamento.

Utilizza il foam roll e fai stretching. Quando sei mentalmente sveglia ma ti senti come se non avessi dormito affatto, prova a coccolare il tuo corpo con il foam roll, per aiutare a rilasciare la tensione. Trigger Point – Foam Roller

Gustati una tazza di caffè. La passione per il caffè probabilmente ti scorre nelle vene, e anche coloro che amano svegliarsi particolarmente presto la mattina per essere super produttive, utilizzo il caffè per ricevere una sferzata di energia, quando il sole sorge. Evita però di aggiungere panna o zucchero.

Aggiungi una colazione sana e nutriente. Non c’è bisogno di forzarsi a mangiare se non sei una persona che ama fare colazione. Ma le persone allenate in genere considerano la colazione parte fondamentale della loro mattinata. Che sia bilanciata ovvero che includa proteine, carboidrati e grassi buoni, ti darà una carica di energia per tutto il giorno.

Datti tempo per riflettere. Cerca di sgomberare la mente per focalizzarti sulle cose importanti da fare nel corso della giornata. L’energia che sia positiva o negativa avrà inevitabilmente un effetto sulle persone che ti circondano, quindi cerca di partire conio piede giusto. Anche se non pratichi la meditazione, dedica qualche minuto alla respirazione, 5 minuti possono bastare, magari mentre bevi la tua tazza di caffè. In questa maniera eviterai di sentirti sopraffatta dalle cose che devi fare.

 

Guida ai carboidrati: distinzioni e caratteristiche

Gli alimenti che generalmente classifichiamo come carboidrati sono pane, pasta, riso e patate. A chiunque si chieda cosa sono i carboidrati risponderà questi quattro tipi di alimenti. Ma, in realtà, i carboidrati si trovano in tantissimi altri alimenti, sono solo di tipi diversi con diversa composizione e con diversa nomenclatura. Facciamo una prima distinzione: i carboidrati prima di tutto si dividono in semplici e complessi:

I carboidrati semplici, gli zuccheri, comprendono i monosaccaridi, come il glucosio, il fruttosio, contenuto nella frutta ed il galattosio, ed i disaccaridi, di cui il saccarosio o zucchero da tavola è il più conosciuto ed è formato da glucosio+ fruttosio, poi abbiamo il maltosio (glucosio+ glucosio) ed il lattosio (galattosio+ glucosio).

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Gli zuccheri semplici sono presenti naturalmente in alcuni alimenti, come il fruttosio nella frutta appunto, ma li possiamo trovare anche in forma raffinata, utilizzati come tali (saccarosio) o incorporati in cibi e bevande (zucchero, sciroppo di glucosio a contenuto variabile di fruttosio), per aumentarne la dolcezza. Questi carboidrati sono assorbiti in maniera rapida dall’organismo, poiché essendo molecole “semplici” non necessitano di degradazione per cui non richiedono grandi attività metaboliche, e per questo motivo sono considerati Energia di pronto utilizzo. I carboidrati complessi sono invece formati da più di 2 unità di monosaccaridi, definiti perciò polisaccaridi, tutti formati da più unità di glucosio e per questo richiedono un lavoro digestivo più impegnativo per essere assorbiti.

Sono rappresentati essenzialmente dall’amido, presente soprattutto nei cereali ed i tutti i suoi derivati (pane, pasta, pizza) nei legumi secchi e nei tuberi come le patate, la manioca, la zucca o il mais, ma non solo, sono carboidrati anche le fibre alimentari, ovvero carboidrati che resistono alla digestione enzimatica intestinale, anche se una parte è fermentata dalla flora batterica intestinale e quindi assorbita, vengono perciò definiti carboidrati non disponibili o non digeribili e per questo non sono veramente importanti dal punto di vista calorico.

Le fibre si trovano in diverse forme solo nei vegetali (cellulosa, pectina, lignina, resina gommosa ecc.) quindi negli ortaggi, nei legumi freschi e nella frutta, e non essendo digeribili, hanno la funzione di facilitare il transito intestinale e il raggiungimento del senso di sazietà. La nostra dieta mediterranea rifacendosi ai LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) ci dice che il 45-60 % della nostra alimentazione dovrebbe essere composta da carboidrati prediligendo fonti alimentari amidacee a basso Indice Glicemico, di questa percentuale MENO DEL 15% dovrebbe essere composto da zuccheri semplici limitando l’uso di alimenti e bevande formulati con fruttosio e sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio.

Inoltre i LARN consigliano negli adulti un’assunzione di circa 25 g al giorno di fibra alimentare (su una dieta di almeno 2000 kcal) preferendo alimenti naturalmente ricchi in fibra alimentare quali cereali integrali, legumi, frutta e verdura.
Le percentuali ovviamente cambiano in base al soggetto, in base al risultato che si vuole ottenere ed in base alla risposta sul senso di sazietà.

Di base non sono i carboidrati che fanno ingrassare, è un eccesso degli stessi, poiché è molto facile eccedere essendo alimenti spesso disidratati e quindi “ingombrano” meno: 200 gr di pasta non saziano come 200 gr di carne e questo è un dato di fatto. Perciò dobbiamo eliminarli? NO, dobbiamo essere consapevoli di quello che mangiamo e di quanto ne mangiamo: una persona sedentaria dovrà ridurre le quantità di carboidrati ingerite durante la giornata, al contrario una persona attiva potrà aumentarli sulla base della propria attività senza ingrassare.

Inoltre, anche nelle diete chetogeniche, che di base non prevedono l’utilizzo di alimenti glucidici, seguite per brevi periodi di tempo, alimenti come la zucca, i broccoli e le verdure in generale sono concesse, in quanto è stato dimostrato come i risultati siano migliori quando vengono assunte buone quantità di fibra nella dieta giornaliera accanto a pasti a base di proteine. La giusta quantità di carboidrati varia quindi da persona a persona, ma in generale la qualità degli alimenti che ingeriamo fa la differenza. Preferiamo alimenti glucidici contenti una buona quantità di fibre alimentare come i gli alimenti integrali, poiché agiranno non solo migliorando la sensibilità insulinica, ma anche sull’assetto ormonale aiutando la leptina e gli ormoni tiroidei a funzionare correttamente.

La leptina è un ormone prodotto dal tessuto adiposo che agisce, in parole povere, sul senso di sazietà, inviando al cervello il segnale che si è sazi dopo un pasto e nei soggetti obesi con molto tessuto adiposo, si sviluppa una condizione di resistenza alla leptina. Per stimolare il funzionamento di questo ormone possiamo seguire alcune buone abitudini come iniziare a fare attività fisica (anche un solo chilo di tessuto adiposo perso, riuscirà a migliorare il funzionamento della leptina), fare piccoli pasti regolari, evitare cibi troppo zuccherati ed industriali e preferire invece alimenti con un buon contenuto di fibre e qualitativamente migliori.

Sport d’autunno, occhio ai funghi

I consigli di Assosalute per prevenire e affrontare le micosi

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L’arrivo della stagione autunnale non può e non deve essere un limite alle sane abitudini e all’esercizio fisico.
Si riscoprono e ci vengono in aiuto le palestre e le piscine. Un’ottima “frequentazione” che ci aiuta non solo a mantenerci in forma ma anche a combattere lo stress.
Ma attenzione ai funghi: ambienti chiusi e riscaldati, come palestre o piscine, uniti a spogliatoi caldi e umidi, creano le condizioni perché si sviluppino miceti (chiamati nel linguaggio comune funghi) ovvero microrganismi patogeni in grado di diffondersi su pelle, peli e unghie dando origine a infezioni dette appunto micosi.
Non fare la doccia in palestra a piedi nudi o non camminare a bordo piscina senza ciabatte sono corrette precauzioni non sufficienti da sole, quando si fa attività fisica, a mettere al sicuro dalla possibilità di sviluppare una micosi.

10 ragioni per cui è meglio avere una relazione con la palestra che con un essere umano

Avere una relazione può davvero darti delle soddisfazioni, ma può essere anche un completo disastro. A volte vuoi solo sbarazzarti di tutte quelle smancerie da essere umano, e dedicarti al tuo unico vero amore: la palestra.

Ecco 10 ragioni per cui è meglio avere una relazione con la palestra che con un essere umano.

Se proprio devi dedicare anima e corpo a qualcosa, tanto vale farlo con qualcosa che ti faccia del bene e non del male. Le relazioni portano drammi, cuori spezzati, depressione (certo anche cose piacevoli, come le coccole ad esempio) Ma dedicarsi totalmente alla palestra può solo farti bene. Hai presente quella sensazione di stress costante? Bene con la palestra svanisce. Provato!

La palestra non ti da mai buca o visualizza e non risponde. Sta sempre lì dove la lasci. Praticamente quello che si definirebbe un partner affidabile.

E non ti fa sentire in colpa se salti un allenamento o prendi una pausa.

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Ti accetta sempre per quella che sei. Capelli in disordine e totale assenza di trucco, è come ti preferisce. Ti conosce per come sei anche nei momenti peggiori e migliori.

L’unica forma di imbroglio che avviene, riguarda il conteggio di quell’ultima serie di squat.

L’endorfine rilasciate durante l’allenamento sono le migliori amiche delle ragazze.

Ti rende più intelligente. Gli studi hanno dimostrato come migliora la memoria, le capacità di apprendimento e di rimanere concentrata.

Non sei dipendente da un solo compagno di allenamento. Che è la cosa migliore per la tua condizione fisica e mentale. Alcuni studi dimostrano che mettere alla prova il tuoi corpo con diverse discipline, fa bene al cervello.

E’ tutto tranne che complicato. Vai in palestra, allenati e ti senti automaticamente meglio. La cosa piano difficile è scegliere quale outfit indossare per il tuo allenamento. Ma a questo ci pensiamo noi.

Non c’è possibilità di finire con il cuore spezzato. Se ti è mai di rompere con il tuo compagno, conosci bene la sensazione. La palestra non ti farà mai sentire in quella maniera.