La lidocaina ostacola le metastasi del cancro al seno

L’anestetico impedisce alle cellule cancerogene di diffondersi

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Un anestetico comunemente utilizzato, la lidocaina, sembrerebbe in grado di inibire la capacità delle cellule cancerogene del tumore al seno di diffondersi in altri tessuti e quindi provocare metastasi.

È una scoperta frutto del lavoro di un gruppo di ricerca dell’Università della Svizzera italiana in collaborazione con l’Ospedale regionale Bellinzona e Valli.

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Anaesthesia, si è basato su ricerche epidemiologiche precedenti che avevano segnalato un possibile legame fra l’anestesia e la riduzione dell’incidenza di recidive tumorali.

In passato, si era pensato che a determinare il fenomeno fosse la riduzione dello stress operatorio o l’effetto inibitorio diretto di certi anestetici.

Troponina utile a ridurre gli stress test cardiaci

Il dosaggio ad alta sensibilità riduce costi sanitari e radiazioni

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Servirsi del dosaggio della troponina può contribuire a ridurre il numero di stress test cardiaci. Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team della Emory University School of Medicine guidato da Muhammad Hammadah, che spiega: «Molti pazienti con malattia coronarica vengono regolarmente sottoposti a stress test».

L’esame consente di studiare il comportamento del muscolo cardiaco o le variazioni dei parametri emodinamici valvolari durante l’aumento del carico di lavoro, consentendo di diagnosticare e gestire la malattia coronarica (CAD).
Di contro, il test è molto costoso e presuppone l’esposizione a radiazioni.
«Il dosaggio della troponina cardiaca I (hs-cTnI) ad alta sensibilità rileva concentrazioni sostanzialmente inferiori a quelle rilevate dal test convenzionale permettendo di stratificare i pazienti con CAD», spiegano i ricercatori.

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra

Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra. Massa grassa e massa muscolare sono strettamente correlate tra loro. Nulla esiste nel nostro corpo per caso. Ma andiamo un po’ più nel dettaglio.

Esistono due tipologie di fibre muscolari: veloci e lente. Quelle lente controllano la resistenza e vengono utilizzate per attività come la corsa di lunga distanza o attività come la Zumba. Le fibre muscolari veloci sono utilizzate nei movimenti veloci come gli squat jump piuttosto che gli sprint. Richiedono di un maggior lasso di tempo per recuperare. A differenza della tipologia lenta, aumentano di dimensioni man mano che si rinforzano, quindi allenarle è cruciale per la definizione muscolare.

Per quanto riguarda il grasso corporeo la situazione è più complessa. Esiste il grasso bianco (viscerale e sottocutaneo) e quello bruno. Per capirci il grasso subcutaneo è il grasso che riesci a pizzicare intorno al girovita o l’interno coscia, e ha un suo ben preciso motivo di esistere: è la tua più grande riserva di energia, ti aiuta a regolare la temperatura corporea e proteggere gli organi interni. E’ difficile sbarazzarsene.

Il grasso viscerale si nasconde al di sotto di quello subcutaneo nella midsection. Il suo scopo è quello di proteggere gli organi come fegato e intestino. Ma troppo di questo grasso aumenta le infiammazioni e rischi collegati ad esse.

In fine il grasso bruno, quello di cui hai più bisogno: ti aiuta a bruciare calorie invece di conservarle. L’allenamento ti aiuta in questo senso permettendo al grasso bruno di produrre un ormone chiamato irisina, che lo attiva.

Il collegamento tra massa grassa e massa muscolare è come accade per le macchine, i muscoli necessitano di energia per muoversi. E il grasso è una delle migliori fonti in questo senso. Ci sono 9 calorie in 1 gr di grasso.

Tuttavia il corpo umano non risponde esattamente a criteri matematici, e decide autonomamente la fonte da cui ricavare energia: quando esegui allenamenti a bassa intensità il corpo fa rifornimento dalle riserve di grasso in eccesso. Quando invece aumenti l’intensità degli allenamenti e richiedi maggiori quantità di energia, il tuo corpo inizia a richiedere calorie dai carboidrati, che vengono trasformati in energia, appunto, più velocemente.

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Grasso in eccesso: come eliminarlo e aumentare la massa magra con l’allenamento

Hai mai sentito parlare della “fat burning zone”? Si verifica quando ti stai allenando al  50-65% della tua massima intensità, che si pensa sia esattamente quando il tuo corpo inizia a bruciare energia proveniente dai carboidrati. Aumentare l’intensità può quindi portare ad una maggiore perdita di grasso in eccesso. Bruciando più calorie durante l’allenamento, il corpo avrà la necessitò di  utilizzare le riserve di grasso per il recupero muscolare.

In ogni caso l’intensità  dell’allenamento è solo parte dell’equazione. Ci sono 6 strategie da mettere in pratica per aumentare la massa magra e sbarazzarsi del grasso in eccesso:

  • Allenati presto la mattina e subito dopo fai colazione
  • Dormi di più, terrai a bada il cortisone l’ormone dello stress.
  • Allenati per 1 ora tre volte a settima
  • Aumenta l’intensità del tuo allenamento gradualmente
  • Diminuisci l’intensità quando il tuo corpo lo richiede
  • Non saltare lo spuntino dopo l’allenamento

Bellezza, addio a occhiaie e piccole rughe

I segreti per avere uno sguardo sempre giovane

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Gli occhi sono lo specchio dell’anima. E non solo. Lo sguardo riflette anche stili di vita, età e stato d’animo. Mantenere lo sguardo giovane è quindi importante. Da oggi lo si può fare senza dover ricorrere alla chirurgia.

Trattamenti specifici e tecniche avanzate permettono di intervenire in una zona particolarmente delicata del volto, in assoluta sicurezza e senza dover ricorrere a lunghi periodi di convalescenza.

Se ben curato e mantenuto, il distretto superiore del viso conferisce a tutto il volto un aspetto decisamente più giovanile. La medicina estetica offre soluzioni differenti ai diversi problemi che questa area può presentare: sono trattamenti a bassissimo impatto che garantiscono risultati significativi.

Stile di vita, età, stress incidono in modo diverso sulla zona degli occhi.

Lo stress mina la salute

Impatto diverso su uomini e donne

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Lo stress non fa sconti a nessuno. 9 persone su 10 sono colpite da una qualche forma ansiosa e la loro salute, in alcuni casi, ne è compromessa. A dirlo è uno studio dell’Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico (Eurodap) effettuata su un campione di 1000 persone. Secondo i dati, soltanto 100 persone hanno un livello di stress nella norma che gli consente di approcciarsi al quotidiano con una certa serenità.

Delle altre 900 persone, il 40 per cento ha un livello di stress eccessivo che va oltre la propria capacità psico-fisica di riparare i danni che provoca.

Una persona può essere stressata a vari livelli. Nel caso sia sottoposta a stress per un breve periodo non è grave, ma nella maggior parte dei casi lo stress è prolungato. È molto importante per un soggetto stressato verificare il proprio livello di stress per poi curare le malattie che ne conseguono.

Gambe toniche e glutei a palloncino con i kettlebell – Video

A seconda di quali siano i tuoi obiettivi, aggiungere carichi quando devi allenare gambe e glutei porta solo vantaggi. In generale aggiungere del peso ti permette di diventare più forte oltre al fatto di rendere l’esercizio più difficile, permettendoti di migliorare con il tempo.

Così come per gli altri esercizi mantenere una forma corretta, permette uno sviluppo muscolare efficace e ti tiene lontana dagli infortuni.

NB: prima di eseguire qualsiasi tipo di allenamento, assicurati di essere nelle condizioni fisiche di poterlo eseguire.

Ecco un video tutorial per gambe toniche e glutei a palloncino con il kettlebell

Singe leg deadlift

  • Piedi divaricati a misura bacino, ginocchia leggermente piegate, solleva leggermente una gamba dal pavimento.
  • Mantieni una posizione neutrale della schiena, e piegati in avanti con un movimento a cerniera, e fai si che il petto sia parallelo al pavimento
  • Fai una breve pausa, strizza i glutei e porta il bacino in avanti per ritornare nella posizione di partenza.

Swing

  • Per eseguire correttamente l’esercizio è necessario attivare il muscolo grande dorsale, portando indietro le spalle e facendo dondolare il kettlebell in mezzo alle gambe.
  • Ovviamente non mandare in ipertensione la parte posteriore delle ginocchia, ma in ogni caso dovresti stendere le ginocchia completamente, facendo leva sulla contrazione dei quadricipiti.
  • Se non pieghi le ginocchia nella fase di swing, durante il quale il peso e tra le gambe leggermente indietro rispetto al corpo, rischi di porre stress inutile e dannoso sui femorali e sui lombari. Piegare le ginocchia ti permette di caricare in maniera corretta i fianchi.
  • Portare indietro il peso, tenendolo quanto più vicino all’inguine, per facilitare il movimento cerniera/deadlift evitando di eseguire uno squat.

Squat

  • Con un movimento rapido e controllato solleva il kettlebell ad altezza petto.
  • Impugnalo con entrambe le mani e una volta posizionata correttamente esegui lo squat
  • Come per l’esecuzione di qualsiasi allenamento con pesi rimani concentrata sul movimento e cerca di non sbilanciarti in avanti.
  • Fai attenzione alla forma

Reverse lunge

  • Con i piedi uniti porta il kettlebell davanti al petto.
  • Una volta raggiunta la posizione porta indietro in affondo la gamba destra.
  • Rimani concentrata sul movimento durante tutta l’esecuzione
  • Riporta la gamba destra in avanti, ritornando in posizione dei partenza.
  • Ripeti il movimento con la gamba sinistra


Obesi dentro, quando il grasso è nel fegato

Accumuli ematici ed epatici anche in soggetti magri

Anche i magri rischiano i danni prodotti da una condizione di obesità. Com’è possibile? Per via del fatto che alcuni soggetti, apparentemente senza problemi di linea, hanno in realtà un metabolismo simile a quello di chi è in sovrappeso, con depositi di grasso nel sangue o nel fegato.

A lanciare l’allarme sono gli esperti della Società italiana di medicina interna (Simi) il cui presidente, Franco Perticone, spiega: “I ‘magri metabolicamente obesi’ possono nascondere gli stessi problemi di quelli con soprappeso”. Il riferimento è soprattutto alla steatoepatite non alcolica (Nash), disturbo pericoloso che può condurre alla cirrosi o al tumore del fegato.

“Diversi fattori – prosegue Perticone – influenzano questa condizione: dalla genetica allo stress, dalla mancanza di movimento all’eccesso di carboidrati, che aumentano l’insulino-resistenza”.

Eseguire plank ogni giorno per un mese ti cambia letteralmente la “vita”

Ci sono alcuni esercizi a corpo libero,  facili da inserire in una routine di allenamento o anche da eseguire ovunque ti trovi. Tra questi esercizi troviamo sicuramente il plank. Ti sembrerà strano ma senza “apparente” sforzo questo esercizio ti aiuta a rinforzare la parte centrale del corpo e a darti sollievo dai dolori da mal di schiena.

Se ancora non sei abituata ad eseguirlo prova a porti come obiettivo quello di eseguire plank ogni giorno per un mese, e vedrai che benefici e risultati saranno assolutamente sorprendenti.

NB: prima di iniziare l’allenamento, assicurati con un esperto di poterlo eseguire.

Ricoda, durante l’esecuzione dell’esercizio, di attivare il muscolo trasverso dell’addome, responsabile delle pancia piatta e della stabilizzazione della parte centrale del corpo inclusa la schiena.

Inoltre eseguire plank è un’ottima maniera dare sollievo  alla zona lombare dallo stress, e mettere alla prova femorali, glutei e quadricipiti.

Quello che puoi fare dunque è eseguire plank ogni giorno per un mese per 5 minuti. I 5 minuti possono essere suddivisi a seconda della tua capacità di eseguire l’esercizio in forma corretta, e tutte le variazioni del caso sono ben accette.

Come eseguire plank

  • La posizione di partenza è supina, con il corpo sollevato facendo leva sulla punta dei piedi e sugli avambracci.
  • Nell’esecuzione è importante contrarre gli addominali, tenere il bacino basso in linea con le spalle e non sforzare schiena e collo.
  • È essenziale che il viso sia rivolto verso il basso e la testa sia perfettamente in linea con la colonna vertebrale onde evitare dolori al collo.
  • Mantenere la posizione più a lungo possibile, ma senza sforzare: se i muscoli iniziano a tremare, smettere subito.

Variazione: Plank a braccia tese con sollevamento alternato gambe

  • Esercizio tra i più avanzati del metodo Pilates.
  • Nella posizione da flessioni si riducono al minimo le superfici su cui si supporta il peso.
  • Inspirate in fase statica , espirate e sollevate una gamba indietro, non spostate il peso corporeo da un lato all’altro ma mantenete la forza al centro attivando bene l’addome.
  • Eseguire 10 ripetizioni per tre volte, intervallati con 30” di recupero.

In conclusione: ti invitiamo ad accettare la sfida perchè lo scopo finale non è quello di avere gli addominali a tartaruga, bensì raggiungere uno stato di benessere generale, uscire dalla tua zona di comfort, con il bonus di braccia più forti e schiena non più dolorante.

La posizione del gatto: riscaldamento e stretching per la schiena

La posizione del gatto o marjariasana è una delle posizioni più praticate nello yoga e non solo. Anche chi si allena in sala pesi piuttosto che eseguire esercizi di allenamento funzionale, conosce questo movimenti per riscaldare o allungare i muscoli della schiena una volta terminato il workout. Questa posizione comporta incredibili benefici permettendoti di migliorare in termini di flessibilità sulla schiena in generale, la colonna vertebrale il collo e le spalle. 

Utilizzando la terminologia yoga, per ricapitolare, questo asana è:

  • una posizione base di facile esecuzione
  • efficace per migliorare la postura
  • un asana di riscaldamento
  • una posizione di compensazione o riposo nel corso della pratica yoga.

Benefici della posizione

In realtà il termine marjariasana si riferisce solo alla posizione statica, con la schiena all’insù, mentre la versione dinamica della posizione viene chiamata “posizione del gatto e della mucca” (Bitilasana).

La posizione del gatto rende flessibile la colonna vertebrale, previene l’insorgenza di dolori alla schiena, alle spalle e al collo. Infine, la coordinazione del movimento con il respiro aiuta a calmare la mente e ridurre lo stress. Leggi anche Rilassa la mente e allunga la schiena con il Ponte

Questo movimento dinamico ha effetti benefici anche sull’apparato digerente e sugli organi riproduttivi. In generale, la posizione è utile per regolarizzare il ciclo mestruale e ad alleviare i crampi durante il periodo mestruale; inoltre, è ottima per le donne incinte (fino ai tre mesi). L’aumento di peso che avviene durante la gravidanza, può causare dolore alla parte bassa della schiena e la posizione del gatto aiuta a rafforzare i muscoli lombari e ad allungare delicatamente la colonna vertebrale. Leggi anche Alleviare i dolori ai lombari e lombalgia a casa e in ufficio 

Esecuzione

NB:  Prima di eseguire qualsiasi movimento, ti ricordiamo di verificare di essere in una condizione fisica tale da poterlo eseguire 

Solitamente per la posizione del gatto si ripetono un minimo di 3 cicli di esecuzione.

  1. La posizione di partenza è in ginocchio con le mani a terra.
  2. Posizionare le ginocchia alla larghezza dei fianchi, le braccia perpendicolari alle spalle e la testa in linea con la colonna vertebrale.
  3. Inspirare profondamente e distendere lentamente la colonna; contemporaneamente sollevare la testa guardando verso l’alto.
  4. Nella fase di espirazione, contrarre i muscoli addominali verso la colonna. Rivolgere il coccige verso il basso e contrarre leggermente i glutei.
  5. Per accentuare i benefici dell’asana alzare al massimo la parte alta della schiena.

Questo esercizio contribuisce al rinforzo dei muscoli addominali. Utile per la prevenzione del mal di schiena.

 

Stressati perché affamati

Un calo di glucosio rende più probabili i comportamenti negativi

Lo stress dipende anche da ciò che mangiamo, o meglio non mangiamo. Secondo uno studio pubblicato su Psychopharmacology da un team dell’Università di Guelph, umore e fame sarebbero strettamente collegati.
Un deficit di glucosio, probabile ad esempio quando si segue una dieta ipocalorica, può influire sulle emozioni e sul comportamento.

L’analisi è stata realizzata su modello murino. Gli scienziati hanno scoperto che la somministrazione di un bloccante del glucosio si associava a un picco nei livelli di cortisolo e a segni più evidenti di comportamenti legati al cattivo umore.

La somministrazione di un antidepressivo comune ha eliminato i comportamenti negativi.

Quando le persone pensano agli stati d’animo negativi e allo stress, pensano ai fattori psicologici, non necessariamente ai fattori metabolici.