Il corpo si rigenera, nuova rivoluzionaria tecnica

La tecnica di medicina rigenerativa ringiovanisce le cellule

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Dite addio alle ferite, una nuova tecnica vi consentirà di rigenerare pelle sana in poco tempo. È la promessa di uno studio pubblicato su Nature dai ricercatori del Salk Institute di La Jolla, in California, che apre la via anche a nuovi trattamenti per il contrasto di ustioni, invecchiamento e tumori cutanei.

“I risultati rappresentano una prima prova di principio della possibilità di rigenerare in vivo un intero tessuto tridimensionale come la pelle, e non solo singoli tipi di cellule come fatto in passato”, spiega il coordinatore dello studio, Juan Carlos Izpisua Belmonte. “Questo potrebbe essere utile non solo a potenziare la capacità riparativa della pelle, ma anche a guidare in vivo le strategie rigenerative in varie situazioni patologiche dell’uomo, così come durante l’invecchiamento, fase in cui la riparazione del tessuto è compromessa”.

5 regole per vivere a lungo e in salute

Studio americano segnala i punti irrinunciabili

I consigli per una buona salute sono sempre gli stessi, ma 5 più di altri risultano irrinunciabili se si vuole vivere a lungo e in salute. A riunirli in una breve lista è l’American Heart Association, secondo cui seguendo 5 semplici regole si guadagnerebbero in media oltre 10 anni di vita. Eccoli tre di loro:

1) Non fumare

L’astinenza dalle sigarette è fondamentale. Il fumo è infatti direttamente o indirettamente responsabile di numerose patologie, la più nota e comune delle quali è senz’altro il cancro del polmone.

2) Seguire una dieta bilanciata

Come noto, l’approccio dietetico migliore è rappresentato dalla dieta mediterranea. Chi la segue ha un rischio inferiore di incappare in ictus, tumori, infarti e altre malattie.

3) Fare un’attività fisica

Non bisogna diventare dei patiti dello sport, basta un’attività fisica di grado moderato.

Mieloma multiplo, studio sul genoma

L’evoluzione del tumore è predeterminata

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Uno studio internazionale coordinato da due ematologi di Università Statale di Milano e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, pubblicato sulla rivista “Nature Communications”, rivela come, dall’analisi del genoma delle cellule del mieloma multiplo asintomatico, si potrà in futuro prevedere la progressione della malattia dalla sua variante silente verso forme aggressive e sintomatiche con maggiore accuratezza rispetto agli esami di laboratorio in uso.

Il mieloma multiplo è il secondo tumore delle cellule del sangue per frequenza e, al momento, non esistono cure capaci di guarire la malattia. Con l’avvento di nuovi farmaci la sopravvivenza mediana è tuttavia migliorata, da circa 3 anni nei primi anni del 2000 a 7-10 anni per i pazienti diagnosticati oggi.

Scopperto nuak2, acceleratore di crescita tumorale

Si può bloccare e fermare il tumore

Nuak2 è il nome di una proteina che permette ad una coppia di molecole sabotatrici di ‘truccare’ il motore genetico della cellula aumentando la crescita dei tumori e rendendoli più aggressivi. Praticamente la proteina favorisce l’ingresso nel nucleo delle proteine sabotatrici Yap e Taz, che si legano al Dna accendendo in maniera anomala i geni che controllano il ciclo cellulare.

Lo rivela una ricerca pubblicata su Nature Communications. condotta sui topi e in provetta dal gruppo di ricerca coordinato da Liliana Attisano all’Università di Toronto in Canada, che potrebbe aprire la strada a nuove terapie anticancro personalizzate.

I ricercatori sostengono che se si riesce a bloccare questo meccanismo si può arrestare l’avanzata del tumore, come dimostrano i primi test. I ricercatori hanno disattivato Nuak2 attraverso l’uso di farmaci o manipolazione genetica.

Le nanotecnologie per il tumore al cervello

La loro applicazione aumenta l’efficacia dei farmaci

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C’è una nuova speranza per chi è affetto da tumore cerebrale, e da glioblastoma multiforme in particolare.

Una ricerca condotta dal Laboratorio di Neuropatologia Molecolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù e la Harvard Medical School, apre infatti una nuova strada al trattamento della malattia.

Lo studio, pubblicato sulla rivista ACS Chemical Neuroscience, ha impiegato il farmaco standard per la terapia del glioblastoma: il temozolomide. L’azione di questa molecola viene purtroppo limitata dalla cosiddetta barriera ematoencefalica, che separa le cellule cerebrali dal flusso sanguigno impedendo il passaggio di molte sostanze contenute nel sangue.

Medulloblastoma, bloccare una proteina per curarlo

Nuovi sviluppi per il tumore tipico dell’età pediatrica

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Il medulloblastoma potrebbe essere curato attraverso l’inibizione della proteina citron kinase (CITK). Lo hanno scoperto i ricercatori del Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino guidati da Ferdinando Di Cunto.

Il team aveva in realtà l’obiettivo di analizzare le basi molecolari della microcefalia, una rara malattia del neurosviluppo, ma nel corso della ricerca hanno scoperto un meccanismo potenzialmente utile in caso di medulloblastoma. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi si attesta al 60 per cento. Il trattamento prevede l’asportazione chirurgica, seguita da radioterapia con possibile associazione di alte dosi di chemioterapici. Inibire CITK ferma il processo replicativo delle cellule tumorali, causandone la morte o il ridimensionamento.

Rimedi naturali per il tumore del colon

I casi in cui la fitoterapia può essere utile

C’è una gran diffusione di rimedi alternativi in rete per la cura dei tumori, ma cosa c’è di vero? In alcuni casi, le sostanze naturali possono effettivamente venire in soccorso di chi è malato o rendere meno probabile l’insorgenza della malattia.

Per quanto riguarda il tumore del colon, una delle sostanze più interessanti in tal senso è la curcuma, spezia di origine asiatica che ha dimostrato di poter migliorare l’efficacia della chemioterapia.

Merito della curcumina, agente in grado anche di proteggere gli organi e i tessuti sani dalla tossicità indotta da chemio e radioterapia.

La curcumina ha però un limite, la sua scarsa biodisponibilità, aspetto che non intacca al contrario l’azione di un’altra sostanza naturale, la silimarina, estratta dai semi del cardo mariano. Uno dei suoi componenti, la silibina, si è dimostrato un ottimo agente chemiopreventivo nella tumorogenesi.

Scopri anche rimedi naturali per mal di pancia e disfunzione erettile.

Tumore al polmone, il ruolo della proteina hMena

In un caso favorisce, nell’altro inibisce la progressione del cancro

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Nel tumore del polmone la proteina hMENA può esistere in due varianti: una svolge un’azione anti-invasiva, l’altra al contrario favorisce la progressione del tumore. In questo secondo caso la chirurgia può non essere risolutiva e la cura richiede nuovi trattamenti per limitare la diffusione delle metastasi.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Oncogene a firma di Francesca Di Modugno e del team di ricerca coordinato da Paola Nisticò della Unità di Immunologia dei Tumori e Immunoterapia dell’Istituto Regina Elena. I ricercatori hanno individuato un meccanismo con cui due varianti di hMENA svolgono rispettivamente un’azione anti-invasiva e una invece pro-invasiva in cellule tumorali del polmone.