Tumore a prostata, rene e vescica: dove operarsi?


I centri migliori per volumi di interventi

Sono tumori che colpiscono soprattutto la popolazione maschile. La neoplasia alla prostata – ghiandola delle dimensioni di una noce posizionata di fronte al retto e presente solo negli uomini – rappresenta ben il 18% di tutti i tumori diagnosticati nel maschio. Si stima che a soffrirne sia circa il 70% degli ultraottantenni.
Meno diffuso è il carcinoma al rene (che rappresenta circa il 2% di tutte le neoplasie): si presenta con una frequenza doppia nel sesso maschile rispetto a quello femminile e le probabilità di svilupparlo cresce con l’avanzare dell’età. Il picco massimo d’insorgenza è intorno ai 60 anni. La neoplasia alla vescica, invece (che rappresenta il 3% di tutti i tumori), colpisce tre volte di più gli uomini rispetto alle donne ed è più comune tra i 60 e i 70 anni.
Contro il tumore al rene e alla vescica ad oggi non esistono programmi di screening o metodi scientificamente …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumore, prostata, rene, vescica,

Lettini solari vietati ai minorenni


Rischio tumore per le lampade solari

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Lampade e lettini solari rappresentano un rischio per la possibile insorgenza di un melanoma. A confermarlo è anche lo specialista Paolo Ascierto, che evidenzia ancora una volta i pericoli legati all’esposizione a forti concentrazioni di raggi UV in brevi lassi di tempo.
“Uno studio dell’Oms ha dimostrato che coloro che si sono esposti a lampade abbronzanti al di sotto dei trent’anni hanno un rischio di sviluppare un melanoma del 75%. Per questo in Italia le lampade sono vietate ai minorenni, ma non è che a 18 anni e un giorno il rischio diminuisce. Questo resta e va fatta attenzione”.
In realtà, ora anche negli Stati Uniti i lettini solari sono vietati a chi ha meno di 18 anni. La decisione è stata presa dalla Food and Drug Administration e ricalca quelle assunte da diverse autorità sanitarie europee negli scorsi anni, prima fra tutte il ministero della Salute italiano.
Secondo la …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | sole, pelle, tumori,

La vitamina B12 per invecchiare bene


Riduce l’affaticamento e regola sistema nervoso e immunitario

Scelte alimentari corrette, insieme a uno stile di vita sano, sono alla base di una vita in salute, così come la corretta assunzione di alcune vitamine importanti per un adeguato funzionamento del nostro organismo. Fra queste la vitamina B12.
Coinvolta in numerosi processi metabolici, è tra le vitamine essenziali per la nostra salute a tutte le età: contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale funzionamento del sistema nervoso e immunitario. Inoltre, studi dei ricercatori del Nestlé Institute of Health Sciences (NIHS), del Nestlé Research Center (NRC) di Singapore e della National University di Singapore sembrano indicare come una carenza di questa vitamina possa influenzare negativamente il naturale processo di invecchiamento. È come dire che, se non è proprio un elisir di giovinezza, sicuramente ha un compito importante nel traghettarci nel miglior modo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | vitamina, B12, invecchiamento,

Bere acqua ha effetti sul tuo umore?

Se pensi che bere acqua serva solo a idratare il tuo corpo allora farai bene a leggere questo articolo.

Probabilmente sarai sempre stato bombardato dalle raccomandazioni di medici, nutrizionisti, e chi più ne ha più ne metta, circa l’importanza di bere molto, almeno 2 litri di liquidi al giorno. Per iniziare, non ingannare te stesso pensando che tutte le bevande sono uguali. Molte di esse come la limonata, la soda, i succhi di frutta ecc. non solo non hanno lo stesso potere idratante dell’acqua, ma incidono anche negativamente sul tuo peso, poiché contenenti zuccheri e altro. Leggi anche Perché bere acqua risolve qualsiasi problema

Ma l’acqua non serve solo a reidratarsi. Secondo un nuovo studio realizzato dall’ Human Performance Laboratory dell’Università del Connecticut, anche una lieve disidratazione può alterare il tuo livello di energia e l’umore.
25 donne e 26 uomini sono stati sottoposti a una serie di test finalizzati a misurare aspetti come la concentrazione, il tempo di reazione, l’apprendimento, il ragionamento e la memoria. Ebbene, il risultato è stato sorprendente: la disidratazione è in grado di causare nelle donne affaticamento, mal di testa, difficoltà a concentrarsi e la sensazione che i compiti da eseguire siano più impegnativi, mentre gli uomini avrebbero riscontrato difficoltà con la memoria, stanchezza, ansia, e cambiamenti di umore (anche se non così sostanziali come quelli visti tra le donne). Leggi anche 5 sintomi di disidratazione a cui non hai mai fatto caso

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Quindi, se ti senti sempre stanco, stressato, e così demotivato da fare scelte alimentari sbagliate e saltare la palestra, prova a chiederti se una mancanza di liquidi può esserne la causa.
E se non sei abituato a bere, ecco un trucco che fa al tuo caso. Dividi la giornata in quattro blocchi di tempo

1) dal momento in cui ti alzi fino a metà mattina

2) da metà mattina a pranzo

3) da pranzo a metà pomeriggio e

4) da metà pomeriggio a cena e imponiti di bere almeno 1/2 litro di acqua durante ogni blocco.

Del resto, nulla è davvero difficile se lo si divide in tanti piccoli pezzettini.



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La pancetta dipende dal microbiota


Relazione fra batteri e dieta seguita

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Non basta la dieta seguita per spiegare l’esistenza o meno della famigerata pancetta. Secondo uno studio pubblicato su Nature Genetics, infatti, ci sarebbe una stretta relazione fra regime alimentare seguito, microbiota intestinale e molecole rilasciate dai batteri stessi in risposta al cibo consumato.
Lo studio, condotto da ricercatori del King’s College di Londra, è firmato da Cristina Menni, che spiega: “La nostra ricerca – che per la prima volta ha analizzato le sostanze chimiche prodotte dai batteri nell’intestino, i cosiddetti metaboliti misurabili nei campioni fecali dei pazienti – ha consentito di identificare quali di queste molecole in particolare si associano ad accumulo di grasso sulla pancia”.
Il team ha individuato la miscela di molecole prodotte dai batteri intestinali di 500 coppie di gemelli. In tal modo, è stata costruita una banca dati enorme di tutte queste …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | pancetta, microbiota, batteri,

Scoperto il “regista” che dà vita all’embrione


Organizza il processo di sviluppo delle cellule indifferenziate

Per dar vita a un embrione c’è bisogno di un regista, una sorta di coordinatore dei lavori. Lo ha scoperto un team della Rockefeller University di New York, che ha pubblicato su Nature i dettagli dell’indagine diretta da Ali Brivanlou.
Per giungere alla scoperta, i ricercatori si sono serviti di cellule staminali embrionali posizionate su una piccolissima impalcatura. Le cellule sono state fatte crescere e indotte a organizzarsi con l’aiuto di fattori di crescita finché non ha preso il via la catena di eventi durante la quale una staffetta di proteine ha cominciato a organizzarle in maniera precisa e ordinata.
Ha preso così forma una gastrula, ovvero lo stadio primitivo dello sviluppo nel quale l’embrione si organizza in una struttura sferica formata da tre strati concentrici chiamati foglietti embrionali, i quali danno origine agli organi, alla placenta e a tutte le strutture …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | embrione, cellule, sviluppo,

Quanto la mia statura influisce sulla mia capacità di perdere peso?

Mettiamo da parte le invidiatissime modelle e tutte le fortunate dalle gambe infinite, perchè è stato confermato da medici e studiosi che la capacità di perdere peso può essere inficiata dalla statura.

Secondo la rivista americana Shape.com, la ragione è piuttosto semplice: più massa muscolare si ha, più velocemente funziona il metabolismo, e le persone alte ne hanno di più semplicemente perchè sono nate così. La massa magra, infatti, ha un forte impatto sul metabolismo determinando quante calorie brucia il corpo a riposo. Di conseguenza, più muscoli hai, più alto sarà il tuo metabolismo e più potrai mangiare.

Inoltre, a parità di fattori (età, livello di attività, ormoni, peso iniziale, schemi di sonno ) le persone basse impiegano più tempo per perdere peso: sarà più facile perdere 5 kg per una persona avente un peso iniziale di 100kg piuttosto che per una persona bassa da 60kg. Questo è lo stesso motivo per cui è più difficile perdere 5kg all’inizio del percorso di dieta rispetto agli ultimi 5kg che mancano per raggiungere il proprio obiettivo.

Quanto la mia altezza influisce sulla mia capacità di perdere peso?

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Zucchine tonde ripiene di miglio

Un piatto adatto a tutte le occasioni: primo o secondo, da portare in ufficio e mangiare caldo o freddo. Abbiamo parlato molte volte delle proprietà delle zucchine e del miglio, un ottimo cereale, energetico, povero di grassi, ricco in fibre, ferro e fosforo.
Come tutti i nostri piatti, anche questo si presenta molto economico: 300g di miglio costano circa 2/3 euro cosi come anche le zucchine.

Cosa serveCOSA SERVE (per 3 persone)

 200 gr di Miglio biologico
4 Zucchine tonde medie
Mezza cipolla
1 Cucchiaio di Curcuma
Una decina di Mandorle q.b.
Una quindicina di Pinoli q.b.
Una decina di Foglie di Basilico fresco
Pan Grattato (se serve)
Olio di oliva q.b.
Sale q.b.

Come si preparaCOME SI PREPARA 

 Lavare bene il miglio finché l’acqua non sarà diventata limpida. Far tostare il miglio in una padella per qualche minuto, aggiungere l’acqua, il sale e far bollire per 15/20 minuti. Nel frattempo lavare bene le zucchine e cuocerle  per 7 minuti in acqua bollente salata. Scolarle, tagliare la calotta e svuotarne l’interno con un cucchiaino o uno scavino. Salare l’interno delle zucchine e le loro calottine e metterle per una decina di minuti a testa in giù in modo da sgocciolarle. Preparare il ripieno delle zucchine: frullare la polpa delle zucchine con mandorle e pinoli. In una padella far rosolare la cipolla in un po’ di olio e aggiungere le zucchine frullate.
Controllare il miglio, spegnere il fuoco e lasciarlo riposare per 10 minuti, aggiungere un po’ di olio e mescolare delicatamente con una forchetta. Nella padella, versare il miglio, aggiungere il ripieno, 1 cucchiaio di curcuma e cuocere a fuoco lento per un 5/6 minuti amalgamando bene il tutto. A fine cottura unire le foglie di basilico accuratamente spezzettate e il pan grattato per asciugare un po’ il composto (se il miglio è già compatto, evitare questo passaggio). Aggiustare di sale. Riempire le zucchine, posarvi sopra il loro cappellino, foderare una pirofila di carta forno, adagiarvi le zucchine e cuocere per 40/50 minuti a forno preriscaldato a 200°. Servire a temperatura ambiente.
È avanzato il ripieno? Conservalo in frigo in un contenitore di vetro e usalo per polpette o per riempire altre verdure.

A cura di Monica Demonte

© Sani per Scelta

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Nuovo farmaco per 3 malattie reumatiche


Sperimentazione condotta presso il Bambino Gesù

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Un nuovo farmaco efficace per 3 malattie autoinfiammatorie, un gruppo di malattie rare recentemente scoperte e caratterizzate da episodi ricorrenti di febbre e di infiammazione.
La sua efficacia è stata valutata all’interno di una sperimentazione clinica a livello mondiale coordinata dai medici della Reumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine.
Le tre malattie coinvolte nel trial sono la febbre mediterranea familiare (FMF), il deficit di mevalonato chinasi (MKD) e la sindrome periodica associata al recettore 1 del fattore di necrosi tumorale (TRAPS). La FMF è la più diffusa delle tre, nasce geneticamente in Medio Oriente ed è ben nota all’interno del bacino del mediterraneo. Le altre due sono malattie molto rare, recentemente definite. Tutte e tre sono genetiche, causate dalle …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | febbre, canakinumab, dolore,

Invecchiamento attivo e di qualità col progetto “Chi ha gambe ha testa”

Il tema del “successful ageing” è ormai centrale all’interno della comunità scientifica. Ma come garantire un invecchiamento sicuro e di qualità? Ecco il progetto “Chi ha gambe ha testa”, ideato da ATS Bergamo e promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni.

Grazie ai progressi della medicina, la vita è più lunga. La nuova sfida dei ricercatori, adesso, è garantire alle persone un invecchiamento di qualità, all’insegna non solo della salute fisica, ma anche di quella cognitiva. È per questo motivo che nasce il progetto “Chi ha gambe ha testa”, promosso dall’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Il progetto consiste nell’organizzazione di strategie per stimolare il benessere generale della persona attraverso la prevenzione del decadimento cognitivo. Per farlo, è stato ideato un percorso all’interno del parco dell’ospedale, della lunghezza di 1 km, lungo il quale si trovano delle “tappe”. Presso queste postazioni, i pazienti possono cimentarsi in giochi di memoria ideati dai neurologi, come associare numeri a parole, ripetere in ordine alfabetico i nomi degli animali, elencare tutte le parole che vengono in mente che iniziano con una certa lettera, trovare le differenze tra due immagini. “In questo modo – spiega Giuliana Rocca, direttrice UOC Promozione della salute del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Bergamo – si stimola la memoria, si allenano concentrazione e ragionamento, mantenendo in allerta le strategie di apprendimento attivate dal cervello.” Senza dimenticare che l’allenamento cognitivo è accompagnato da quello fisico, dato che il percorso motiva i pazienti a svolgere un po’ di movimento quotidiano, il che è estremamente importante se si pensa che tra i benefici dell’attività fisica c’è anche quello di allontanare il rischio di demenze e, in generale, il decadimento cognitivo. Inoltre, immergendosi tra faggi, querce, magnolie e fauna locale, tutti i 5 sensi vengono continuamente risvegliati dai numerosi stimoli esterni, il che favorisce la sensazione di benessere generale. Infine, questo progetto punta anche a sviluppare la socialità, altro elemento chiave per un invecchiamento più sereno e di qualità.