Un gene predispone alla dipendenza da alcol

ADH1B regola la velocità di assorbimento dell’alcol

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Un team di ricercatori americani ha scoperto l’esistenza di un gene che potrebbe predisporre alla dipendenza dall’alcol. Il suo nome è ADH1B e avrebbe la funzione di regolare l’assorbimento dell’alcol da parte dell’organismo.

In chi soffre di alcolismo, però, il gene è modificato e consente di assumere grandi quantità di alcol.

Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, è firmato dagli scienziati del consorzio Psychiatric Genomics Consortium diretto da Arpana Agrawal della Washington University School of Medicine a St. Louis.

Allo studio hanno partecipato quasi 15mila alcolisti e quasi 38mila soggetti privi di dipendenza che hanno formato il gruppo di controllo. Il gene ADH1B trasforma l’alcol in acetaldeide, sostanza che produce nel corpo effetti sgradevoli allo scopo di dissuaderci dall’assumere ancora alcol.

Sindrome di Brugada, scoperta sui fattori di rischio

3 casi su 4 legati a un’anomalia del muscolo cardiaco

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Grazie a uno studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma si è scoperto che nel 75% dei casi di sindrome di Brugada, alla base delle aritmie cardiache tipiche della patologia, c’è un’anomalia del muscolo cardiaco stesso e uno stato infiammatorio anomalo.

La scoperta permetterà di predire quali dei pazienti con la sindrome sono a rischio di aritmie e di morte cardiaca improvvisa, soprattutto in soggetti giovani altrimenti considerati completamente sani.

La ricerca è stata pubblicata sulla più importante rivista cardiologica mondiale, il Journal of the American College of Cardiology, e coordinata dal professor Antonio Oliva, dell’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica, UOC Medicina Legale, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Evolocumab efficace contro il colesterolo

Gli effetti a lungo termine dell’inibitore PCSK9

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Il farmaco evolocumab si è rivelato efficace nel contrasto all’ipercolesterolemia. Lo confermano i risultati presentati da Amgen nel corso del recente Congresso dell’American Heart Association (AHA), nel corso del quale sono stati discussi i dati finali dello studio OSLER-1 (Open-Label Study of Long-TERm Evaluation Against LDL-C, “studio in aperto sulla valutazione a lungo termine contro il LDL-C”).

I risultati presentati dimostrano che un trattamento a lungo termine con evolocumab è stato associato a significative e consolidate riduzioni del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C), senza alcun aumento dei tassi complessivi di eventi avversi nel tempo e senza anticorpi neutralizzanti.

Raffreddore: cipolla no, zinco sì

L’ortaggio non ha alcun effetto preventivo

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Posizionare una cipolla sul comodino prima di dormire avrà solo l’effetto di farvi sembrare un po’ eccentrici. L’ortaggio infatti non ha alcun potere preventivo nei confronti del raffreddore, al contrario di quanto sostengono molti.

A smentirlo sono gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità: “Le cipolle sono spesso usate come rimedio naturale contro tosse e raffreddore. Si pensa infatti che posizionando accanto ai lettini dei bambini delle fette di cipolla, queste sarebbero in grado di attirare i microbi. Il falso mito, così come riportato in rete, risalirebbe ai primi anni del 1900 quando un medico avrebbe incontrato una famiglia di contadini sfuggita all’influenza per aver posizionato cipolle aperte nella propria dimora, e sostenendo come ogni fetta avesse intrappolato in sé virus e batteri.

Insalata “frigo-vuoto”

A volte, la vita da single o da studente fuori casa si ripercuote tristemente in un frigo vuoto o con poche cose apparentemente impossibili da combinare insieme. Eppure, bastano un paio di uova (da cuocere sode, peraltro, quindi una dote culinaria che si dà più o meno per assodata da tutti), della lattuga e magari dei semi di girasole comprati tanto tempo addietro e rimasti in fondo alla dispensa, per organizzare al volo un pasto sano, nutriente e salvavita.

Uova: le uova sono una buona fonte di vitamina D, utile per l’assorbimento del calcio. Aiutano a prevenire la degenerazione maculare grazie all’alto contenuto di carotenoidi, rientrano tra gli alimenti che prevengono il cancro della mammella. Se il consumo è moderato, non hanno nessun impatto negativo sull’aumento del colesterolo.

Semi di girasole: ricchi di vitamine e sali minerali, oltre che grassi “buoni” omega 3.

Cosa serveCosa serve (per 2 persone)

 

1 cespo di lattuga

1 cetriolo

2 pomodori

4 uova

Semi di girasole

Sale

Olio extravergine di oliva

Come si preparaCome si prepara

 

Bollire le uova e, una volta raffreddate, sgusciarle e tagliarle a fettine. Aggiungere la lattuga precedentemente lavata, i pomodori e il cetriolo a fette. Completare con semi di girasole e condimento a base di sale e olio extravergine di oliva.

Il segreto per un viso giovane? Il laser

La tecnologia migliore contro rughe e peli

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“Come fa quell’attrice ad essere sempre così perfetta? Quale sarà il suo segreto”? Chissà quante volte ci siamo fatti queste domande, magari proprio mentre guardavamo l’ultimo divo di Hollywood al cinema, in televisione, o semplicemente in una fotografia.

Un volto luminoso, levigato, ed una pelle invidiabile, sempre liscia e perfetta. È così che siamo abituati a vedere le celebrità. E spesso, proprio per imitarle e avere un viso sempre in ordine, le proviamo di tutte: dal trucco, alle creme anti-age, dalle maschere purificanti, ai rimedi più drastici per nascondere vere e proprie imperfezioni. D’altronde è un fatto ormai appurato: chi presenta inestetismi più o meno significativi al volto, o in altre parti “sensibili” del corpo, nell’88% dei casi sviluppa anche forti disturbi emotivi, che hanno ripercussioni sia sul lavoro (78% dei casi) sia nel privato (77%).