Covid, per quanto si rimane contagiosi?


Le ultime scoperte sui tempi per superare l’infezione

Quanto tempo è necessario per superare il periodo di contagiosità da Covid-19? È la domanda chiave che di volta in volta ritorna a popolare il dibattito pubblico intorno alla pandemia.
Stando agli ultimi risultati scientifici, le persone rimarrebbero infettive anche nella seconda settimana dopo la comparsa dei primi sintomi. Una ricerca pubblicata per il momento su medRxiv afferma che un quarto delle persone che hanno contratto Omicron potrebbe continuare a essere contagioso dopo 8 giorni.
Un dato che va molto al di là dei 5 giorni raccomandati come tempo di isolamento dai Cdc americani, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.
“Non ci sono dati per supportare 5 giorni o qualcosa di inferiore a 10 giorni di isolamento”, osserva Amy Barczak, specialista in malattie infettive del Massachusetts General Hospital di Boston.
“Se una persona sia contagiosa o meno, in …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, contagioso, Omicron,

Più fai sport meno rischi di morire


Andare oltre la quantità raccomandata riduce la mortalità

Uno studio apparso su Circulation mostra che i soggetti che praticano da 2 a 4 volte la quantità di attività fisica raccomandata mostrano una mortalità significativamente ridotta rispetto alla media.
Le raccomandazioni dell’American Heart Association prevedono 150 minuti alla settimana di esercizio aerobico di intensità moderata o 75 minuti di esercizio ad alta intensità.
«Il potenziale impatto dell’attività fisica sulla salute è grande, ma non è chiaro se
impegnarsi in livelli di attività fisica prolungata, vigorosa o di intensità moderata al di sopra di quanto raccomandato abbia benefici aggiuntivi o effetti dannosi sulla salute cardiovascolare», spiega Dong Hoon Lee, della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, primo nome dello studio.
Per fare chiarezza, i ricercatori hanno esaminato i dati sulla mortalità e le cartelle cliniche di oltre 100.000 adulti raccolti …  (Continua) leggi la 2° pagina sport, cardiovascolare, morire,

Una pelle giovane prima, durante e dopo le vacanze


Il percorso per affrontare l’esposizione al sole

Prima, durante e dopo. In estate è importante prendersi cura della propria pelle per mantenerla giovane, compatta e luminosa. Il sole è infatti tra i peggiori nemici: i raggi UV accelerano il processo di invecchiamento, svuotandola e accentuando le piccole rughe, oltre a provocare in alcuni casi l’insorgenza di macchie.
In estate si utilizzano le creme solari, che alla sera devono essere eliminate per bene dalla cute. Si può fare con un olio detergente da applicare sulla pelle umida, prima di risciacquare con acqua corrente.
Utile anche uno scrub almeno una o due volte alla settimana. In caso di arrossamenti ci si può immergere in una vasca di acqua tiepida con due-tre cucchiai di farina di avena ad azione calmante e lenitiva.
«Una buona beauty routine per il proprio viso non dovrebbe mai mancare, in particolar modo in estate quando si è più soggetti a restare per tempi prolungati …  (Continua) leggi la 2° pagina cura, pelle, estate,

Immunoterapia e antirigetto per il cancro del rene


In caso di trapianto riducono il rischio di rigetto ed eliminano il cancro

Un nuovo studio pubblicato su Lancet Oncology dimostra che l’utilizzo dell’immunoterapia insieme ai farmaci antirigetto riduce il rischio di rigetto ed elimina il cancro nei pazienti con cancro del rene sottoposti a trapianto.
«La maggior parte dei pazienti sottoposti a trapianto di rene con cancro interrompe o riduce la terapia immunosoppressiva prima di iniziare il trattamento con un inibitore del checkpoint immunitario, e circa il 40% di questi pazienti svilupperà un rigetto dell’allotrapianto. Non è del tutto chiaro se l’eliminazione dell’immunosoppressione, l’inibizione del checkpoint immunitario o entrambe siano alla base del rigetto d’organo», spiega Robert Carroll del Royal Adelaide Hospital e della University of South Australia, autore principale del lavoro.
Gli scienziati hanno realizzato uno studio multicentrico su 17 persone sottoposte a trapianto di rene dai 18 anni in …  (Continua) leggi la 2° pagina rene, cancro, immunoterapia,

La vitamina B6 contro ansia e depressione


Alte dosi della sostanza possono aiutare

Delicato è l’equilibrio fra neuroni eccitatori e inibitori nel cervello. Alcune condizioni neuropsichiatriche e i disturbi dell’umore più comuni sono legati proprio a un’alterazione di questo equilibrio.
Uno studio pubblicato su Human Psychopharmacology Clinical and Experimental ha esaminato l’utilizzo delle vitamine B6, che aumentano la produzione di GABA, sostanza chimica che blocca gli impulsi fra le cellule nervose nel cervello.
Allo studio hanno partecipato oltre 300 soggetti assegnati in maniera casuale ad assumere una volta al giorno integratori di vitamina B6 o B12 al di sopra dell’assunzione giornaliera raccomandata (circa 50 volte la dose giornaliera raccomandata) o un placebo.
I dati indicano che la vitamina B12 ha avuto uno scarso effetto rispetto al placebo, mentre la vitamina B6 ha mostrato una differenza statisticamente significativa. L’integrazione di vitamina B6 ha …  (Continua) leggi la 2° pagina ansia, vitamina, neuroni,

Alti i decessi, calano contagi e ricoveri


Forse già raggiunto il picco di Omicron 5

I nuovi casi sono 54.088.
I decessi sono 244, portando il totale a 171.882.
I tamponi sono 281.658, per un tasso di positività del 19,2%, in calo rispetto al 20,1% di ieri.
I ricoverati sono 10.768 (-143), mentre le terapie intensive sono 400 (-6), con 38 nuovi ingressi.
Scende l’incidenza settimanale dei casi di Covid-19 a livello nazionale: 977 ogni 100.000 abitanti, contro 1.158 ogni 100.000 abitanti della settimana precedente. Scende anche l’indice di trasmissione Rt: nel periodo 29 giugno-12 luglio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,23.
I vaccinati sono 48.663.615, il 90,1% dei cittadini sopra i 12 anni, mentre il 91,5% ha avuto almeno la prima dose. Oltre 39 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose.
I bambini immunizzati con la prima dose sono al momento 1.398.989, il 38,3% della fascia 5-11 anni.
In totale, sono state …  (Continua) leggi la 2° pagina coronavirus, infezione, sintomi,

Long Covid nei bambini, i sintomi che lo predicono


La quantità dei sintomi è correlata con il rischio del disturbo

Dei bambini che finiscono al pronto soccorso con Covid il 6% mostra sintomi di Long Covid 90 giorni dopo. È il risultato di uno studio apparso su Jama Network Open che associa alcuni parametri alla probabilità di insorgenza della sindrome: un ricovero iniziale di almeno 48 ore, 4 o più sintomi presenti al momento della visita e un’età pari o superiore a 14 anni.
«I primi rapporti sull’argomento stimavano che dal 25% al 58% dei bambini avesse manifestato il Long Covid tre mesi dopo la malattia acuta, e che l’insorgenza non fosse associata alla gravità della malattia», spiega Stephen Freedman della Cumming School of Medicine presso l’Università di Calgary, in Canada, autore senior dello studio. «Tuttavia uno studio successivo, che includeva principalmente bambini non ricoverati in ospedale e positivi a SARS-CoV-2, ha riportato che solo il 4% era sintomatico 28 giorni dopo essere stato …  (Continua) leggi la 2° pagina bambini, Covid, sintomi,

Usa un misuratore di glicemia: semplificati la vita!


Strumento fondamentale per tenere a bada il diabete

Nel mondo sono circa 422 milioni le persone che soffrono di diabete, la patologia cronica causata dall’iperglicemia – una quantità superiore al normale di glucosio nel sangue – e legata alla funzione dell’insulina. Questo ormone prodotto dal pancreas mantiene il controllo della glicemia ma se l’organismo non ne produce le quantità adatte è necessario ricorrere a iniezioni di insulina esterne.
Ma quando si può intervenire? Questa è la domanda alla quale hanno dovuto spesso rispondere i più di 3,5 milioni di italiani che soffrono di diabete. A maggior ragione perché il numero di diabetici in Italia è cresciuto del 60% dal 2000 al 2019, così che sempre più persone si trovano a dover monitorare in maniera costante la glicemia.
E com’è possibile stabilire con certezza il livello di glucosio nel sangue? Per molti che soffrono di iperglicemia e diabete, il controllo della glicemia è …  (Continua) leggi la 2° pagina diabete, glicemia, misuratore,

La dieta mediterranea fa bene anche dopo un infarto


Utile anche in fase di prevenzione secondaria

L’efficacia della dieta mediterranea va oltre il suo aspetto preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari. Una nuova ricerca ne segnala l’utilità anche nei soggetti già colpiti da infarto e che vogliono ridurre il rischio di una nuova crisi. Si parla in questo caso di prevenzione secondaria.
Quindi via libera a frutta, verdura, cereali integrali, pesce, poca carne e poche uova, qualche dolce ogni tanto e nessun alcolico.
Lo studio pubblicato su The Lancet da un team del Reina Sofia Hospital University di Cordoba ha coinvolto 1.002 pazienti, in quasi il 90 per cento dei casi uomini con età media poco inferiore a 60 anni e diagnosi di malattia coronarica.
I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo ha seguito una dieta di tipo mediterraneo, il secondo un regime alimentare a basso contenuto di grassi. L’obiettivo dello studio era quello di confrontare le …  (Continua) leggi la 2° pagina dieta, mediterranea, infarto,

Hikikomori, possibili marcatori nel sangue


Studio giapponese rivela l’esistenza di marker specifici

I giovani che soffrono di hikikomori – termine giapponese che significa “stare in disparte” e che indica il fenomeno del ritiro sociale fra gli adolescenti – potrebbero essere individuati con un’analisi del sangue.
Secondo un gruppo di ricerca dell’Università di Kyushu di Fukuoka, infatti, si potrebbe arrivare a una diagnosi in tempi relativamente brevi e non, come adesso, aspettare mesi che la situazione finisca per degenerare.
Nell’ateneo giapponese è attiva una clinica ambulatoriale dedicata proprio al fenomeno dell’hikikomori. Per molti anni si è pensato che il fenomeno riguardasse soltanto i giovani del Giappone, dove in effetti colpisce quasi 1 milione di persone. Diversi sociologi avevano suggerito un nesso di causa ed effetto con la cultura del Sol Levante, caratterizzata da una pressione sociale significativa per le prestazioni scolastiche e lavorative.
Tuttavia, la …  (Continua) leggi la 2° pagina Hikikomori, personalit, ritiro,