Uno smartwatch per fare l’Ecg

Il dispositivo è sensibile al 94%

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Un elettrocardiogramma al polso. Secondo uno studio italiano pubblicato su Jama Cardiology, infatti, gli smartwatch sarebbero in grado non solo di segnalare eventuali aritmie, ma anche di eseguire un elettrocardiogramma a nove derivazioni per la diagnosi precoce di infarto semplicemente posizionandolo sul torace del paziente.

In caso di un paziente con sintomi e indisponibilità di un elettrocardiogramma professionale, il medico o l’infermiere possono ricorrere allo smartwatch e diagnosticare così un eventuale infarto. A quel punto, se si interviene con un’angioplastica entro 90-120 minuti la mortalità si dimezza.

“Un Ecg tempestivo è fondamentale per la diagnosi di infarto, ma non sempre è prontamente disponibile in caso di sintomi sospetti; gli smartwatch, invece, sono al polso di un numero sempre più elevato di persone – spiega Carmen Spaccarotella della Divisione di Cardiologia.

Coronavirus, un inverno nero

Stime inquietanti su diffusione e letalità del virus

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Sarà un inverno lungo e duro. Uno studio degli esperti dell’Institute for Health Metrics and Evaluation presso la School of Medicine dell’Università di Washington prevede in particolare “un dicembre mortale” con picchi di 30mila decessi al giorno in tutto il mondo a causa di Sars-CoV-2.

In assenza di un vaccino e non beneficiando più delle temperature estive, i paesi dell’emisfero settentrionale dovranno far affidamento ancora e soltanto a mascherine, distanziamento e igiene personale per tentare di contenere la diffusione del nuovo coronavirus e una possibile violenta seconda ondata.

Le stime indicano un totale di decessi pari a 2,8 milioni entro il 1 gennaio (ad oggi siamo a poco più di 900mila). Scendendo nello specifico, l’Italia arriverà presumibilmente a circa 56mila decessi entro la fine dell’anno, con una media di 500 morti al giorno a dicembre.

10 decessi, continua l’aumento delle terapie intensive

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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In lieve aumento il numero dei nuovi positivi, 1.616 nelle ultime 24 ore. I casi totali sono 284.796. I decessi giornalieri sono 10, per un totale di 35.597, e le terapie intensive salgono ancora, arrivando a quota 175. In aumento il numero dei tamponi, che sfiorano le 100mila unità nelle ultime 24 ore.

Intanto, arriva la notizia della messa in commercio di un tampone ultraveloce in grado di rilevare l’eventuale positività di un soggetto nel giro di 3 minuti. Il tampone, ideato dalla Allum di Merate (Lecco) in collaborazione con l’Università del Sannio, tuttavia non ha ancora ricevuto l’approvazione del ministero della Salute, come invece viene affermato da diverse fonti.

Infarto, inutile l’antiaggregante prima della coronarografia

La somministrazione non migliora la prognosi

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Uno studio pubblicato su JACC, una delle più importanti riviste di cardiologia mondiale, ha permesso di chiarire i dubbi dei cardiologi sulla somministrazione a tappeto di farmaci antiaggreganti prima della coronarografia.

I dati dimostrano che non esiste nessun vantaggio in questa indicazione clinica. Evitare somministrazione inappropriate permette quindi di abbattere i rischi di potenziali effetti collaterali. Lo studio indipendente, autofinanziato ed approvato da AIFA dimostra che la coronarografia tempestiva eseguita per via radiale consente la migliore prognosi.

L’innovativo studio, tutto italiano, definisce un nuovo standard di trattamento della forma più frequente di infarto, quella in cui l’arteria non è completamente ostruita (NSTEMI).

Covid e bambini, perché si scatena la sindrome infiammatoria

Studio italiano scopre il meccanismo che dà il via all’infiammazione sistemica

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Scoperto il meccanismo che scatena la grave risposta infiammatoria nei bambini con COVID-19. Inizialmente confusa con la malattia di Kawasaki, questa malattia infiammatoria sistemica causata nei bambini dall’infezione da SARS-Cov2 è denominata MIS-C (Multisystem Inflammatory Syndrome in Children).

I ricercatori del Bambino Gesù sono riusciti ora a identificarne il profilo immunologico e a riconoscerne il funzionamento.

La ricerca dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, realizzata in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma, apre la strada a test specifici per la diagnosi precoce e a trattamenti mirati. I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica CELL.

COVID-19 e gravidanza: qual è la migliore prevenzione?

Igiene e attenzione ai fattori di rischio più comuni

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Il coronavirus non ha fermato le nascite in Italia e in questi mesi le future mamme, positive al SARS-CoV-2 e non, sono state messe nelle condizioni di sentirsi al sicuro e protette per vivere il lieto evento con serenità.

Eppure, sono ancora molti i dubbi e i timori delle coppie che hanno appena iniziato una gravidanza o che hanno il desiderio di “mettere in cantiere” un figlio.

A dare rassicurazioni e indicazioni per la prevenzione è la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), a partire dai dati dei lavori a cui ha contribuito il Prof. Enrico Ferrazzi, Professore ordinario di ginecologia del Policlinico di Milano-Mangiagalli, realizzato alla luce dell’esperienza lombarda e dei principali studi scientifici pubblicati in tutto il mondo. Il messaggio è univoco: l’arma per affrontare con successo la gravidanza e il parto si chiama prevenzione.

Il ruolo dei PCSK9 in caso di colesterolo alto

Gli inibitori riducono i livelli di colesterolo nei pazienti cardiopatici

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Sono ancora troppo pochi i pazienti che dopo un infarto o un ictus raggiungono i valori di colesterolo LDL raccomandati dalle Linee Guida internazionali. A richiamare l’attenzione su questo aspetto cruciale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari sono i risultati di uno studio presentato al Congresso ESC (European Society of Cardiology) e in attesa di pubblicazione sul Journal of Preventive Cardiology.

“Si tratta dello studio Da Vinci, un trial multicentrico europeo che ha coinvolto ospedali di 18 Nazioni inclusa l’Italia e che ha arruolato circa 6000 pazienti, 300 dei quali italiani – spiega Stefano De Servi, IRCCS Multimedica di Sesto San Giovanni (MI), capofila dei ricercatori italiani che vi hanno partecipato. Circa la metà dei pazienti arruolati erano in prevenzione primaria, i restanti erano in prevenzione secondaria e tutti erano in terapia ipolipemizzante”.

1210 nuovi contagi e 7 morti

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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Sale ancora il numero dei nuovi contagiati, altri 1.210 nelle ultime 24 ore. Il totale degli infettati dall’inizio dell’epidemia è dunque di 259.345 persone. I decessi sono 7, per un totale di 35.437 morti. Le terapie intensive sono 69.

Intanto, il governo ha deciso la chiusura di discoteche e locali da ballo allo scopo di contenere il progressivo aumento dei contagi fra i più giovani.
Decisa anche l’obbligatorietà della mascherina anche all’aperto fra le 18 e le 6 del mattino in prossimità di locali aperti al pubblico e in tutte le situazioni che non consentono il corretto distanziamento fra le persone.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.