Il tumore al testicolo è sempre più diffuso


Scarsa l’adesione degli uomini ai programmi di prevenzione

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Un’incidenza in aumento del 2% all’anno. Si tratta del tumore del testicolo, che vede l’incremento più rilevante nel Veneto.
Il problema principale è la scarsa propensione maschile ai controlli, a differenza delle donne, molto più sensibili sull’argomento.
Lo confermano anche i dati presentati dalla Fondazione Foresta di Padova ottenuti incrociando le informazioni dell’Airtum (Associazione italiana registri tumori) con quelli provenienti da altri centri di raccolta del Nord Europa.
Gli ultimi dati italiani riportano una continua crescita di tumori testicolari, con 2.400 nuovi casi l’anno in Italia.
La prevalenza del Veneto nelle nuove diagnosi ha probabilmente a che fare con un maggior tasso di inquinamento da Pfas nella regione del Nord Est.
“Quali siano le cause di questa tendenza non è ancora dimostrato, ma è innegabile una relazione tra le alterazioni della funzione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | tumore, testicolo, prevenzione,

Ringiovanire il sangue grazie al cordone ombelicale

La scoperta apre nuove strade per la ricerca sull’invecchiamento

Uno studio GITMO (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo), coordinato da Corrado Tarella, Direttore della Divisione di Ematologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e Professore all’ Università degli Studi di Milano, rivela che il trapianto di midollo con cellule di cordone ombelicale fa ringiovanire le cellule del sangue.

La ricerca, appena pubblicata sulla rivista Biology of Blood and Marrow Transplantation, riguarda in particolare i telomeri, strutture del DNA che hanno il compito di proteggere i nostri cromosomi, e quindi il nostro DNA, dai danni esterni e dal deterioramento. La lunghezza del telomero indica proprio il grado di giovinezza delle nostre cellule.

Emicrania con aura, scoperta una mutazione genetica

Origine genetica per questa forma di mal di testa

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La causa dell’emicrania con aura sarebbe una mutazione genetica. Lo rivela uno studio apparso su Neuron e firmato da ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università di Barcellona.

L’emicrania con aura è preceduta da alcuni sintomi neurologici che coinvolgono la vista, in particolare la comparsa di flash. A questo si accompagna spesso anche una riduzione parziale del campo visivo, come quando si osserva qualcosa con un cannocchiale.

A causare questi fenomeni è l’irritabilità elettrica dei neuroni sensoriali, controllata dai canali ionici TRESK e TREK. Sono proteine che attivano o disattivano i neuroni e possono essere alla base di un’irritabilità pronunciata.

Ci sarebbe infatti in alcuni casi una mutazione genetica a carico del gene che codifica il canale ionico TRESK.

Malattia di Huntington, nuovi approcci terapeutici

Patologia da affrontare in maniera sistematica

Biomarcatori per il monitoraggio della terapia, modelli terapeutici innovativi e il ruolo dei pazienti all’interno del processo di ricerca.

Sono tre i messaggi chiave emersi al termine della 14° Conferenza Annuale organizzata dalla CHDI Foundation sulla malattia di Huntington.

La malattia di Huntington è una rara malattia neurodegenerativa più diffusa di quanto si immagini. Infatti, in Europa e negli USA, la frequenza è stimata in 10-14 casi per 100.000 abitanti. Nel nostro Paese, la frequenza, anche se sottostimata, si aggira intorno agli 11 casi per 100.000 persone. Quindi, calcoliamo di avere circa 6.000-6.500 persone malate solo in Italia, ma trattandosi di una malattia genetica dominante, le persone a rischio di ereditare la mutazione salgono a 30.000-40.000.

Trucco, i tester sono pericolosi per la salute

A rischio le donne che si sottopongono con frequenza alle prove di trucco

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Potrebbe sembrare un’azione del tutto priva di conseguenze, e invece l’abitudine che molte donne hanno di provare i vari tipi di trucco grazie ai tester presenti nelle profumerie o nei centri commerciali porta con sé una certa percentuale di rischio.

A sostenerlo è una ricerca a firma della professoressa Elizabeth Brooks, docente di scienze biologiche presso il Jefferson Medical College di Philadelphia, negli Stati Uniti, che sottolinea la possibile e anzi probabile presenza di diverse forme di batteri nei tester usati dai rivenditori di cosmetici.

Lo studio è durato due anni e ha analizzato la quantità di virus e batteri all’interno di negozi, supermercati, grandi magazzini e centri commerciali statunitensi. Dai risultati emerge che nella maggior parte dei casi i tester sono contaminati da specie diverse di batteri, fra i quali streptococchi, stafilococchi ed Escherichia coli.

La tecnica Ozaki per ricreare la valvola aortica malata

Senza applicare protesi e senza pericolo di rigetto

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Si può sostituire la valvola aortica malata senza ricorrere a protesi artificiali e senza il rischio di rigetto. È possibile grazie alla tecnica Ozaki, che crea una valvola ex novo ritagliando “su misura” il pericardio.

La tecnica è stata ideata dallo specialista giapponese Shigeyuki Ozaki, ed è ora applicata anche in Italia ad esempio presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola e la sua Unità Operativa di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare coordinata dal Dott. Alberto Albertini.

La tecnica è indicata per i casi di bicuspidia aortica, vale a dire quando la valvola presenta due cuspidi invece di tre. Si tratta di una malformazione che colpisce circa il 3 per cento della popolazione. La caratteristica non implica necessariamente un difetto di funzionamento, ma può associarsi a un deterioramento più rapido rispetto a una condizione di normalità.

Antibiotici in gravidanza, rischio di malattie intestinali

Nei bambini esposti durante la gestazione il rischio è molto più alto

Uno studio svedese recentemente pubblicato sulla rivista Gut della British Society of Gastroenterology potrebbe aggiungere un nuovo tassello al quadro delle nostre conoscenze, in particolare sulla relazione tra malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory bowel disease, IBD) e microbiota.

L’équipe di ricercatori ha investigato il rischio di sviluppo di very-early onset Ibd – ovvero le malattie infiammatorie croniche la cui diagnosi viene fatta prima dei 6 anni di età – in più di 800 mila bambini svedesi nati fra il 2006 e il 2016 ed esposti a terapia antibiotica durante la gravidanza o in età neonatale.

La cuffia che riduce le infezioni nei pacemaker

Rilascia antibiotici che eradicano le infezioni dovute all’intervento

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Per abbattere il tasso di infezioni postoperatorie dopo un intervento di impianto di pacemaker o defibrillatori miniaturizzati, i ricercatori di Usa Medtronic hanno ideato una cuffia che avvolge i dispositivi.

La cuffia rilascia antibiotici in maniera regolare, e i dati indicano la riduzione anche del 90% delle infezioni associate all’intervento. I risultati sono apparsi sul New England Journal of Medicine.

La sperimentazione ha coinvolto 256 ospedali e 776 cardiologi in giro per il mondo, per un totale di 7000 pazienti divisi in due sottogruppi.

Nel primo i dispositivi erano stati impiantati con modalità tradizionali, nel secondo con la protesi avvolta dalla membrana TyRx, prodotta da Usa Medtronic. La cuffia rilascia gli antibiotici rifampicina e minociclina per alcuni giorni prima di essere riassorbita dall’organismo.