21 morti, i pazienti in terapia intensiva sotto quota 80


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 21 per un totale di 34.854 morti.
I casi totali sono ora 241.419, con un aumento di 235 positivi nell’ultima giornata. I pazienti in terapia intensiva sono scesi sotto quota 80 (71).
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di vario genere e centri commerciali. Tutte le attività devono garantire un’opera costante di igienizzazione, la presenza dei liquidi disinfettanti per le mani, l’uso di mascherine e guanti. Deve essere garantita la distanza minima di sicurezza fra i clienti, che quindi verranno scaglionati all’entrata. Nei ristoranti, la distanza, di norma 1 metro, arriva a 2 metri. Non si potranno …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Coronavirus, Oms: Il peggio deve ancora arrivare

Ma l’affermazione non convince alcuni esperti

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“Il peggio deve ancora arrivare. Mi dispiace dirlo ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il coronavirus a diffondersi”.

A dichiararlo è il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La pandemia è ancora lontana dalla fine. La nuova normalità sarà convivere con il virus. Nei prossimi mesi avremo bisogno di ancora più resilienza, pazienza e generosità”.

Nel corso della prossima settimana, l’Oms invierà un team di esperti per indagare l’origine del nuovo coronavirus: «Conoscere l’origine del virus è molto, molto importante – ha sottolineato Ghebreyesus – Potremo rintracciare meglio il virus quando sapremo tutto su di lui, incluso come è iniziato. Manderemo un team la prossima settimana per prepararci per questo.

Lo smog fa male al cuore

Sotto accusa il particolato fine PM2.5

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Lo smog fa male al cuore. Lo conferma uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health da esperti della Oregon State University.

Lo studio ha coinvolto 157.436 adulti fra 35 e 70 anni in 21 paesi, monitorandone lo stato di salute dal 2003 al 2018. Nel corso del follow up sono stati registrati 3.219 decessi attribuibili a malattie cardiovascolari, e 9.152 soggetti in tutto hanno accusato un evento cardiovascolare.

I dati indicano un aumento del 5% per ogni 10 microgrammi per metro cubo in più nella concentrazione di particolato fine (PM2.5), uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. Il PM2.5 viene rilasciato ad esempio dai tubi di scarico delle auto. Ciò si traduce in un 14% di eventi cardiovascolari associati all’esposizione al particolato PM2.5.

Covid-19, tocilizumab non funziona

Benefici irrilevanti dal punto di vista statistico

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“Si è concluso anticipatamente, dopo l’arruolamento di 126 pazienti (un terzo della casistica prevista) lo studio randomizzato per valutare l’efficacia del Tocilizumab, somministrato in fase precoce, nei confronti della terapia standard in pazienti affetti da polmonite da Covid-19 di recente insorgenza che richiedevano assistenza ospedaliera, ma non procedure di ventilazione meccanica invasiva o semi-invasiva”.

Lo rende noto l’Agenzia italiana del farmaco, riferendo che “lo studio non ha mostrato alcun beneficio nei pazienti trattati né in termini di aggravamento (ingresso in terapia intensiva) né per quanto riguarda la sopravvivenza. In questa popolazione di pazienti in una fase meno avanzata di malattia lo studio può considerarsi importante e conclusivo, mentre in pazienti di maggiore gravità si attendono i risultati di altri studi tuttora in corso”.

Coronavirus, la variante europea è più contagiosa

Studio americano evidenzia la differenza rispetto al virus cinese

Un team di scienziati dello Scripps Research Institute di Jupiter, in Florida, sta per pubblicare uno studio che sottolinea la diversità del nuovo coronavirus che circola in Europa da quello che ha mosso i primi passi in Cina.

Secondo le conclusioni dei ricercatori statunitensi, il Sars-Cov-2 europeo avrebbe una mutazione che ne ha influenzato la trasmissibilità, rendendolo molto più contagioso della sua versione originale.

La mutazione è a carico del gene per la proteina Spike D614G, già evidenziata da altri gruppi di ricerca. L’alterazione ha avuto l’effetto di aumentare in maniera considerevole il numero dei picchi “funzionali” che penetrano nelle cellule sulla superficie del virus.

Hyeryun Choe, primo autore dello studio, spiega: «Il numero – o la densità – di picchi sul virus è 4 o 5 volte maggiore a causa di questa mutazione».

34.345 morti ma si svuotano le terapie intensive

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 44 per un totale di 34.345 morti.

I casi totali sono ora 236.989, con un aumento di 338 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 209, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Covid-19, la colchicina funziona

Studio evidenzia l’efficacia in chi è a rischio elevato di progressione clinica

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L’efficacia dei trattamenti nei pazienti Covid-19 dipende anche, e soprattutto, dalla precocità della loro somministrazione. Ecco perché i medici dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, per intercettare e spegnere la risposta infiammatoria scatenata dal nuovo coronavirus nelle primissime fasi della malattia, hanno deciso di intervenire sul territorio somministrando a domicilio la colchicina, una molecola con effetti antinfiammatori nota fin dall’antichità.

Lo studio, condotto da Emanuel Della Torre, ricercatore dell’Università Vita-Salute San Raffaele e immunologo presso l’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare dell’IRCCS San Raffaele, e coordinato da Moreno Tresoldi, primario dell’Unità di Medicina Generale e delle Cure Avanzate, descrive per la prima volta l’efficacia e la sicurezza del farmaco antinfiammatorio in pazienti COVID positivi.

Covid-19, gli ormoni femminili hanno un effetto protettivo

Studio italiano evidenzia il ruolo positivo degli estrogeni

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Gli estrogeni, ormoni prettamente femminili, potrebbero avere un effetto protettivo contro l’infezione da coronavirus in termini di riduzione del tasso di mortalità.

È quanto emerso da un’analisi appena pubblicata sull ’“American Journal of Obstetrics and Gynecology”, che ha riesaminato i dati epidemiologici raccolti nei primi mesi della pandemia.

Primo firmatario dello studio italiano il Professor Angelo Cagnacci, Direttore Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’IRCCS-Ospedale San Martino di Genova, nonché Presidente della Società Italiana per la Menopausa e Vicepresidente della Società Italiana della Contraccezione.

I dati epidemiologici hanno dimostrato come l’infezione da Covid-19 abbia determinato esiti più gravi e mortali negli uomini rispetto alle donne, con un rapporto di 4:1 nelle fasce d’età fino a 50 anni.

Pochi contagi, sì svuotano le terapie intensive

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 71 per un totale di 33.601 morti.

I casi totali sono ora 233.836, con un aumento di 321 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 353, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Da ormai un paio di settimane si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.

Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di vario genere e centri commerciali. Tutte le attività devono garantire un’opera costante di igienizzazione, la presenza dei liquidi disinfettanti per le mani, l’uso di mascherine e guanti.