Covid, perché la variante inglese è diventata dominante

Nel sistema immunitario la chiave per capire il successo della variante Alpha

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In pochi mesi, la variante inglese – catalogata qualche giorno fa “Alpha” dall’Oms – ha conquistato la scena diventando dominante sia negli Stati Uniti che in Europa. Ma cosa ha determinato questo rapido successo?

Un team di ricercatori inglesi se lo è domandato in una ricerca che ha indagato i meccanismi biologici alla base della diffusione del virus. Secondo i ricercatori, la variante Alpha ha la capacità di aggirare la prima linea di difesa del sistema immunitario, guadagnando tempo per diffondersi nell’organismo.

“Siamo rimasti molto colpiti da quanto emerso dallo studio – ha spiegato commentando la ricerca al ‘New York Times’, Maudry Laurent-Rolle, fisico e virologo della Yale School of Medicine – Per ‘funzionare’ i virus devono riuscire a superare la barriera del sistema immunitario. Se riescono a farlo diventano più forti e quindi più pericolosi”.

Potrebbe arrivare un altro coronavirus?

Studio svela le aree da cui potrebbe emergere il nuovo rischio per la salute

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Espansione delle aree coltivate, insediamenti umani, allevamenti intensivi e frammentazione delle foreste. Sono solo alcuni dei cambiamenti globali nell’uso del suolo, non sostenibili dal punto vista ambientale, avvenuti negli ultimi anni. Cambiamenti che stanno creando degli “hotspot”, ovvero delle zone in cui si sviluppano condizioni favorevoli per la trasmissione dei coronavirus dagli animali selvatici all’uomo.

È quanto emerge da uno studio appena pubblicato su Nature Food e firmato da un team di ricercatori composto da Maria Cristina Rulli e Nikolas Galli del Politecnico di Milano, Paolo D’Odorico della University of California at Berkeley (Stati Uniti) e David Hayman della Massey University (Nuova Zelanda).

Vaccino anti-Covid, quale legame con gli eventi trombotici?

Studio esamina la causalità fra eventi trombotici e somministrazione del vaccino

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Un nuovo studio indagherà il presunto rapporto fra somministrazione dei vaccini anti-Covid e casi di trombosi. A realizzarlo saranno gli scienziati del Centro Cardiologico Monzino e dell’Università degli Studi di Milano, che daranno il via al primo studio clinico in Italia che accerterà tale connessione.

Lo studio TREASURE (ThRombotic risk aftEr AStrazeneca and pfizeR vaccinEs), ha infatti l’obiettivo di valutare l’eventuale variazione dell’attivazione piastrinica – il meccanismo all’origine delle trombosi – indotta dalla somministrazione sia dei vaccini a mRNA, come Pfizer e Moderna, che di quelli a vettore virale, come AstraZeneca e Johnson & Johnson.

Il piano d’azione è trovare 200 milanesi interessati a partecipare alla ricerca, sottoponendosi a un semplice prelievo di sangue prima e dopo la vaccinazione.

Aumento di peso in gravidanza, come gestirlo

Fra gli 11 e i 16 kg il giusto incremento di peso in media

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Quando si scopre di aspettare un bambino sono tante le domande a cui si cerca di dare risposta e non solo relative a come sarà il neonato o a come prepararsi ad accoglierlo. Uno dei dubbi più diffusi fra le donne in gravidanza è: quanto è giusto che aumenti il mio peso nei prossimi 9 mesi? Cosa devo o non devo mangiare per gestirlo al meglio?

Al fine di inquadrare delle linee guida utili a tutte le future mamme, Gemma Fabozzi, embriologa clinica e nutrizionista del centro B-Woman di Roma, condivide i suoi consigli per un aumento di peso graduale ed equilibrato.

Durante la gravidanza, i bisogni fisiologici e i fabbisogni nutritivi della donna cambiano molto rispetto alla vita di tutti i giorni, al fine di permettere al feto di crescere sano e forte e preparare la mamma al parto e all’allattamento. L’alimentazione diventa quindi un fattore di primaria importanza in questo delicato periodo.

Covid, il vaccino 2.0 di Moderna

L’intelligenza artificiale per precedere le mosse del virus

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I ricercatori sapevano che Sars-CoV-2 non l’avrebbe data vinta facilmente e avrebbe tentato in ogni modo di sfuggire al controllo dei vaccini prodotti.

Ecco allora un fiorire di varianti dai nomi più esotici – indiana, nigeriana, brasiliana – che hanno l’obiettivo di aggirare la risposta immunitaria indotta dal vaccino e dagli anticorpi stessi dei pazienti malati e poi guariti.

Ma gli scienziati di Moderna hanno messo in campo un sistema per correggere in corsa il vaccino e restare così al passo con le mutazioni del virus.

Lo hanno fatto utilizzando l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico. I candidati vaccini sono testati su pseudovirus creati sulla base di mutazioni della proteina Spike.

Sclerosi multipla, scoperto nuovo marcatore

Il recettore GPR17 è una spia precoce di danno infiammatorio

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La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa cronica di origine autoimmune che colpisce prevalentemente i giovani adulti e in misura maggiore le donne, con sintomi variabili, tra cui stanchezza, dolore o spasmi, difficoltà motorie, perdita della sensibilità agli arti e disturbi visivi.

Questi sintomi, spesso molto invalidanti, sono legati alla presenza di lesioni cerebrali o spinali in cui si verificano fenomeni infiammatori che portano alla progressiva perdita di mielina, la struttura isolante che permette ai neuroni di trasmettere impulsi nervosi in modo veloce ed efficace.

Nel tentativo di riparare le lesioni, alcune cellule progenitrici neuronali, chiamate precursori degli oligodendrociti (OPC) proliferano e differenziano, al fine di generare nuovi oligodendrociti, le cellule cioè in grado di produrre mielina.

La faccia da Covid

Mascherina e convivenza col virus fanno invecchiare il viso

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Un viso può invecchiare anche di 5 anni in soli 6 mesi di pandemia con accentuazione di borse, occhiaie, rughe, pelle avvizzita, sguardo spento.

Il fenomeno in Gran Bretagna è stato ribattezzato ‘Covid face’ (‘Faccia da Covid’) e a parlarne è stato anche il ‘Times’, che ha riportato in un articolo la tesi avallata dagli scienziati. Il virus, dunque, sembra aver cambiato la nostra fisionomia, rendendoci persino più ‘vecchi’.

Per aiutare a restituire un aspetto più sano al viso, i dermatologi della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili) hanno quindi messo a punto un vademecum per favorire la difficile convivenza tra le temperature in aumento e le mascherine, tra la voglia di ‘respirare’ e gli obblighi ancora imposti dalla pandemia di Sars-CoV-2.