Il coronavirus non è così nuovo

Potrebbe essere in circolazione da decenni

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Meno nuovo di quanto sembri. Quello che chiamiamo comunemente nuovo coronavirus – Sars-Cov-2 è il nome scelto dai ricercatori – sarebbe in realtà più vecchio della stessa Sars, che ha spaventato il mondo all’inizio del secolo.

Secondo una ricerca condotta da infettivologi del Regno Unito, degli Stati Uniti e dell’Australia il virus potrebbe aver già effettuato il salto dall’animale all’uomo molto tempo prima di essere rilevato a Wuhan alla fine dello scorso anno.

Sars-Cov-2 sembra infatti in possesso di una mutazione unica che non è stata riscontrata negli animali sospettati di aver avviato il contagio, una mutazione che quindi si è verificata nel corso di ripetute infezioni a scapito di piccoli gruppi di esseri umani.

Coronavirus, un vademecum psicologico

Come evitare che la paura si trasformi in panico

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La paura è un’emozione potente e utile. È stata selezionata dall’evoluzione della specie umana per permettere di prevenire i pericoli ed è quindi funzionale a evitarli.

La paura funziona bene se è proporzionata ai pericoli. Così è stato fino a quando gli uomini avevano esperienza diretta dei pericoli e decidevano volontariamente se affrontarli oppure no.

Oggi molti pericoli non dipendono dalle nostre esperienze. Ne veniamo a conoscenza perché sono descritti dai media e sono ingigantiti dai messaggi che circolano sulla rete. Succede così che la paura diventi eccessiva rispetto ai rischi oggettivi derivanti dalla frequenza dei pericoli. In questi casi la paura si trasforma in panico e finisce per danneggiarci.

Ricetta torta di mele energetica fatta in casa dalla nutrizionista

In questi giorni così particolari, trascorsi in casa in quarantena forzata, molte di voi si staranno riscoprendo appassionate alla cucina. Vuoi solo per passare il tempo, vuoi per provare novità ai fornelli, sembra che la prossima edizione di Masterchef sarà sovraffollata.

La ricetta torta di mele energetica fatta in casa, è una ricetta classica, rivisitata ideale per la tua colazione o anche per una gustosissima merenda energetica.

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Ingredienti ricetta torta di mele light fatta in casa 

  • 200 gr di farina tipo 1
  • 80 gr di zucchero
  • 80 ml di olio di semi
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito
  • 2 mele
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • Succo di mezzo limone
  • 1 cucchiaino di zucchero integrale

 

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Come procedere

  • Taglia le mele a spicchi sottili e mettile in una ciotola
  • Aggiungi alle mele tagliate il succo di limone, la cannella e lo zucchero integrale
  • Da questo passaggio dovresti ottenere un succo da mettere da parte
  • Travasa il composto in una ciotola più ampia, mettendo da parte le mele
  • Aggiungi olio, latte e il succo ottenuto dalla macerazione delle mele mentre continui a mescolare il tutto
  • Aggiungo la farina e il lievito
  • Disponi le mele a raggiera ed informa a 170° per circa 40 minuti

 

 

 

Pandemia, epidemia, focolaio. Un glossario contro il panico

Secondo l’Oms lo stato pandemico è inevitabile

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Il coronavirus non si può più fermare. Inquietante a prima vista l’affermazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, ma analizziamo il senso di questa affermazione.

Per l’Oms ci troviamo nella fase 5, quella definita di “allerta pandemica”, quella cioè nella quale si attua la risposta di contenimento. Gli infetti vengono isolati, e i loro contatti tracciati e messi in quarantena.

Ma, come è evidente dagli ultimi bollettini, ciò non impedisce al virus di diffondersi, serve soltanto a rallentarne la progressione.

«Stiamo già passando alla fase successiva di “mitigazione”, ossia quella di riduzione del danno visto che non è più possibile bloccare la diffusione del virus», spiega infatti Walter Ricciardi, rappresentante italiano nell’Executive Board dell’Oms e consulente del ministero della Sanità Roberto Speranza.

Colite e Crohn, vedolizumab sottocutaneo

Nuova formulazione per la terapia di mantenimento

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Il Comitato per i prodotti medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dato parere positivo riguardo all’approvazione di una formulazione sottocutanea (SC) di Vedolizumab.

Il farmaco, prodotto da Takeda, possiede un meccanismo selettivo a livello intestinale per l’utilizzo come terapia di mantenimento negli adulti con colite ulcerosa (UC) o malattia di Crohn (CD) da moderatamente a gravemente attiva. Takeda ha intenzione di rendere disponibile Vedolizumab per la somministrazione sottocutanea sia in siringa che in penna pre-riempita.
Il parere del CHMP sarà ora esaminato dalla Commissione Europea.

La dieta proteica danneggia i reni

Anche in soggetti con funzionalità renale normale

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Le diete proteiche hanno sempre molto successo fra chi vuole perdere i chili di troppo. Sono facili da seguire, assicurano un livello di sazietà adeguato e una veloce perdita di grasso. Inoltre, abbinate a un’attività fisica specifica, stimolano la crescita della massa muscolare.

Tuttavia, le diete proteiche hanno anche dei limiti, uno dei quali viene riaffermato da uno studio olandese e uno coreano, entrambi pubblicati su Nephrology Dialysis Transplantation, ovvero i potenziali danni ai reni.

I ricercatori del Leiden University Medical Center, guidati da Kevin Esmeijer, hanno raccolto i dati alimentari di 4.837 pazienti di età compresa fra 60 e 80 anni con una storia di infarto miocardico.

La terapia sperimentale per il coronavirus

Basata su un cocktail di antivirali

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L’infezione da Covid-19, il nuovo coronavirus che si sta diffondendo negli ultimi giorni nel nostro paese, non ha al momento terapie specifiche. Tuttavia, mentre si sta tentando di mettere a punto un vaccino, esiste anche la possibilità di terapie sperimentali che mostrano una certa efficacia.

Nei casi privi di complicazioni, il virus viene trattato come una normale influenza, mentre con l’aggravarsi delle condizioni i sanitari adottano in primo luogo il supporto meccanico alla respirazione.

La stessa Organizzazione mondiale della sanità ha però suggerito la somministrazione di una terapia antivirale sperimentale, la stessa in uso presso l’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma.

50.000 in isolamento. 11 comuni in quarantena

Lombardia e Veneto duramente colpiti

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Alla fine l’incubo ha preso forma.

In totale siamo a 78 nuovi casi accertati. Annullati eventi sportivi in Lombardia e Veneto.

Rinviate le tre gare di serie A Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo e Verona-Cagliari. E da domani chiuse le università per una settimana. Divieto di entrata e uscita controllato dalle forze dell’ordine a Vò Euganeo, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. Sospese gite scolastiche.

Durissimo attacco di Roberto Burioni “ai virologi della domenica”. Ora in un video avvisa i politici: “Non bisogna prendere questa cosa alla carlona, alcune declamazioni tranquillizzanti di certi politici erano sbagliate”.
L’unico modo per bloccare questo virus è mettere in quarantena gli infetti e i cinesi in arrivo dal Paese focolaio.

Coronavirus, Covid-19 sbarca in Italia

Contagiato cittadino italiano mai stato in Cina

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Alla fine l’incubo ha preso forma. C’è un caso di coronavirus in Italia. Non è il primo, ma a preoccupare sono i dettagli inediti del contagio. È un uomo di 38 anni, italiano, che non è mai stato in Cina. Nonostante fosse in buona salute, le sue condizioni ora appaiono gravi, tanto da essere ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale di Codogno in prognosi riservata.

Le autorità sanitarie stanno cercando di stabilire in che modo l’uomo ha contratto il virus. Da quanto si sa, l’uomo è andato a cena alla fine di gennaio con un amico che tornava dalla Cina, anche se il periodo di incubazione non coinciderebbe.

I primi test confermerebbero la positività al virus anche della moglie incinta e di un amico.

La minaccia del coronavirus nota già da 5 anni

Nel 2015 creato un virus in laboratorio che aveva dimostrato la sua pericolosità

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La minaccia rappresentata dal nuovo coronavirus era già nota agli scienziati. Uno studio aveva ipotizzato il salto di specie di infezioni simili a Sars e Mers che circolavano fra i rinolofi maggiori, ovvero i pipistrelli ferro di cavallo.

Per realizzare l’esperimento i ricercatori dell’Università della North Carolina di Chapel Hill si sono serviti di un clone del virus della Sars per generare e caratterizzare un virus chimerico che esprimesse le proteine superficiali del coronavirus SHC014 su modello murino. Praticamente hanno creato un virus in laboratorio e poi hanno visto quanto era pericoloso.

I dati indicano che il virus così realizzato può utilizzare efficacemente diversi recettori ortologhi ACE2, replicarsi in cellule delle vie aeree nell’uomo e diffondersi in vitro in concentrazioni equivalenti a quelle dei ceppi epidemici di Sars.