Come sostituire la pasta: ecco le varie alternative ipocaloriche

Come sostituire la pasta? Sono in molte le persone che pensano che sia unica, impossibile da sostituire ma…non è così! Ci sono una serie di altre alternative che risultano comunque sazianti e nutrienti in maniera ancor più genuina, che è possibile condire a piacimento. Per variare il menù e non mangiare pasta tutti i giorni, soprattutto se si sta provando a perdere peso, ci sono una miriade di alternative ipocaloriche. Vediamo insieme tutti i sostituti della pasta.

Come sostituire la pasta: cereali alternativi

Ci sono una serie di cereali che risultano essere una valida alternativa. Salutari e versatili, nelle diete ipocaloriche i cereali che elencheremo di seguito risultano perfetti per essere conditi in maniera salutare. L’ideale è scegliere i prodotti biologici e integrali. Vediamo ora la lista di alimenti utili per sostituire la pasta.

Riso

La prima alternativa che viene sicuramente in mente è il riso. Cereale estremamente diffuso, esso esiste in diverse tipologie oltre quella classica bianca. Riso venere, riso integrale, riso rosso: tutti questi fanno bene alla salute a aiutano a depurare l’intestino dalle tossine. Leggi anche Ricetta crema di riso con kiwi e cioccolato

Avena

L’avena è un cereale ricco di fibre che aiuta a contrastare il colesterolo e tiene a bada i livelli di glicemiaRicetta Facile e Veloce: cestini di avena, burro di arachidi e cioccolato

Quinoa

Nota per le sue proprietà, la quinoia garantisce un alto apposto di calcio, ferro, fosforo, magnesio e proteine; essa risulta così il sostituto ideale per la pasta. Leggi anche Pranzo caldo per gli ultimi freddi: quinoa, stracchino, noci e pistacchi

Segale

Ricca di polisaccaridi, la segale ha il grande pregio – utile a chi segue una dieta – di essere estremamente saziante. La ragione? Trattiene tanta acqua grazie ai polisaccaridi e quindi garantisce l’arrivo del senso di sazietà prima.

Farro

Ricco di vitamine del gruppo B, il farro è ideale non solo per chi segue una dieta ipocalorica; adatto anche per coloro che vogliono integrare la carenza di questo tipo di vitamine grazie agli alimenti e non ricorrendo all’assunzione di integratori specifici.

Miglio

Indicatissimo per le donne in generale, il miglio è ricchissimo di ferro. Perfetto in generale per chi soffre di anemia, i suoi benefici sono visibili anche a livello di capelli e di pelle.

Orzo

Anche l’orzo è ideale per sostituire la pasta e creare primi piatti gustosi che è possibile condire in vario modo. Tra i benefici del farro troviamo l’alto contenuto di calcio, ferro, fosforo e proteine.

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Alimenti poveri di grassi: cosa preferire per mantenersi in forma

I grassi, benché visti sempre con occhio negativo, hanno in realtà delle funzioni importantissime per l’organismo. Non a caso, i nutrizionisti consigliano di non abolirli mai del tutto dall’alimentazione e di non scendere al di sotto di una determinata soglia. Quindi sì agli alimenti poveri di grassi, ma nella giusta misura. L’equilibrio è da preferire, sia quando ci si vuole mantenere in forma che se si ha qualche chilo di troppo da smaltire. I grassi, infatti, non sono i soli responsabili di obesità e malattie cardiovascolari e non devono essere del tutto demonizzati, visto che sono importanti per il funzionamento del nostro corpo.

I grassi: facciamo chiarezza

I grassi di origine vegetale ed animale agiscono sia a livello strutturale che metabolico. Una loro drastica riduzione potrebbe avere notevoli conseguenze: pelle secca e squamosa, eczemi cutanei, irritazioni, eritemi generalizzati, evacuazioni frequenti, capelli ispidi e radi, carenza di piastrine nel sangue. I grassi, infatti, sono una riserva energetica, ma sono anche elementi nutrizionali dalle molteplici funzioni positive:

  • sono antiossidanti;
  • fungono da regolatori ormonali:
  • formano la mielina, che protegge i nervi;
  • mantengono la pelle elastica;
  • agiscono come isolante termico;

Non è vero che i grassi fanno male a prescindere, sono nutrienti fondamentali. Ma è vero anche che un loro eccessivo consumo e una esagerata presenza nell’alimentazione possono essere negativi. Le quote di grassi indicate dai Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti per la popolazione italiana (LARN) corrispondono al 30% della porzione energetica totale nei ragazzi e al 25% negli adulti.

A fare la differenza è anche la distinzione tra grassi saturi e insaturi, che hanno diversa composizione  e dunque diverse conseguenze sull’organismo. Mentre i primi tendono a far accrescere i livelli di colesterolo nel sangue e possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, i secondi hanno un migliore impatto sul colesterolo. Sono grassi saturi i grassi di origine animale (burro, panna), mentre sono insaturi i grassi di origine vegetale.

Quali sono gli alimenti poveri di grassi

  • Carni bianche: pollo, coniglio, tacchino
  • Crostacei
  • Latticini: ricotta, yogurt, latte (totalmente o parzialmente scremato)
  • Legumi: fagioli, piselli, lenticchie
  • Cereali
  • Riso
  • Frutta: lampone, mirtillo, mandarino, mela, pera, avocado
  • Frutta secca
  • Verdura: carciofi, cicoria, cavolfiore, zucca, lattuga, spinaci, finocchi

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Sport per scaricare lo stress: quando l’attività fisica fa bene all’umore

L’attività fisica non è consigliata solo per i suoi noti e inconfutabili benefici sul fisico, soprattutto quando viene combinata a un’equilibrata e sana alimentazione. Lo sport è parte integrante di un percorso di dimagrimento, ma dovrebbe in realtà far parte della quotidianità di tutti, perché estremamente importante, in particolar modo quando si ha una vita piuttosto sedentaria. E ritagliarsi qualche momento da destinare all’attività fisica fa bene anche sull’umore. Quando ci si allena infatti, si rilasciano ormoni che generano un senso di benessere. E i benefici interessano anche la sfera dell’umore e dell’autostima. Dunque ecco una carrellata di sport per scaricare lo stress.

Sport per scaricare lo stress

La vita quotidiana, il lavoro, la famiglia, i problemi che ogni giorno incombono, mettono inevitabilmente a repentaglio l’umore. Capita di sentirsi tristi, abbattuti, demoralizzati e in ritmi frenetici di oggi non aiutano, anzi, fanno sì che si accumuli sempre più stress. Un modo sano per sfogare queste tensioni e scaricare le negatività è certamente lo sport. Ci sono diverse alternative, tutta valide, per migliorare il proprio umore. In particolare alcune sono state ritenute ideali per agire su questo fronte e, ovviamente, in parallelo migliorare anche la forma fisica.

Ecco dunque alcuni sport per scaricare lo stress.

Boxe

Nell’immaginario collettivo la boxe è senza dubbio l’attività scarica-tensione per eccellenza. Quale metodo migliore per sfogare stress e frustrazione se non un pugno o un calcio ben assestati? Meglio non improvvisarsi campioni olimpionici, ma preferire un’adeguata visita medica prima di intraprendere il percorso.

Yoga

Tranquillità, certo, ma non crediate che lo Yoga sia una passeggiata! Anche se gli esercizi, prevalentemente di postura e respirazione, puntano al raggiungimento di uno stato mentale più rilassato, è un’attività comunque difficile e da prendere molto sul serio.

Pilates

Il Pilates è un metodo di allenamento pensato per favorire l’elasticità delle articolazioni e la fluidità dei movimenti. Il Pilates incoraggia l’uso della mente per controllare i muscoli e anche per questo è molto indicato per chi è molto sotto stress.

Corsa

In spiaggia o al parco, correre è uno dei modi migliori per rilasciare endorfine (le molecole del benessere) e alleviare le tensioni accumulate. Inoltre, la corsa tiene sotto controllo gli zuccheri nel sangue migliorando la circolazione sanguigna. Come ogni attività fisica che si rispetti ha le sue regole e le sue tempistiche, quindi mai improvvisarsi maratoneti se non si ha un’adeguata formazione e non si è abituati. Meglio cominciare gradualmente e muniti del giusto abbigliamento, dopo aver chiesto il parere del medico.

Nuoto

L’acqua è un elemento che per molti ha un effetto calmante: in acqua ci sentiamo liberi, riusciamo a svuotare la mente e a sentirci leggeri, in pace col mondo. Il nuoto è un’attività che ci consigliano sin da bambini perché completa e molto benefica: protegge la salute del cuore, migliora l’attività dei polmoni, sviluppa la resistenza e la forza muscolare. E oltre a tutto questo, migliora anche l’umore.

Un nuovo gene della calvizie

Scoperto da ricercatori cinesi

Un team di ricercatori cinesi ha pubblicato su Faseb Journal la scoperta di un nuovo gene collegato alla comparsa della calvizie. Lo studio, condotto sui maiali, dimostra che una mutazione nel gene che codifica per una proteina chiamata Map2 può essere un componente essenziale del fenotipo glabro.

Gli scienziati della China Agricultural University hanno scoperto che una particolare mutazione del gene Map2 ha causato la riduzione della densità del follicolo pilifero nello stadio embrionale.

“Per quanto ne sappiamo, riteniamo che questa sia la prima volta che Map2 viene associato alla morfogenesi del follicolo pilifero”, ha affermato Xiangdong Ding, ricercatore del Dipartimento di Allevamento e genetica degli animali della Cau a Pechino.

In un albero il segreto della longevità

Identificato un tipo di Rna inedito

Una specie particolare di pino – il Pinus longaeva – contiene al suo interno il segreto della longevità. In questo albero, che può vivere fino a 5mila anni, i ricercatori hanno individuato un tipo di Rna intermedio fra quello degli organismi complessi, come l’uomo, e quello dei microrganismi unicellulari.

Un anello mancante che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel rallentare l’invecchiamento grazie al supporto della telomerasi, enzima che usa proprio frammenti di Rna per allungare i telomeri.

Col passare degli anni i telomeri si accorciano in seguito a un lungo processo di divisioni cellulari. Le specie animali più longeve, ad esempio lo squalo della Groenlandia, possono vivere qualche centinaio di anni. Nulla in confronto con il Pinus longaeva.

Ginnastica dolce: fa dimagrire o no?

La ginnastica dolce fa dimagrire? Non tutti amano sport e allenamenti intensi come il kick boxing o la sala pesi. Che fare in questi casi? Si può optare per esercizi fisici più blandi, la cosiddetta ginnastica dolce appunto. Aiuta a mantenersi in forma, migliora l’umore, rafforza i muscoli: la ginnastica dolce, insomma, fornisce tutti i benefici dell’attività fisica. Vediamo insieme se, fra tutte queste cose, è utile anche per dimagrire.

Cos’è la ginnastica dolce

Prima di capire se fa dimagrire o meno vediamo di capire cosa si intende quando si parla di ginnastica dolce. Si tratta di una serie di esercizi che, come dice il nome, sono stati ideati per essere svolti in maniera dolce e che non affaticano il fisico oltre certi limiti. A cosa serve la ginnastica dolce? Permette di migliorare lo stato generale dei muscoli senza sottoporli a uno stress eccessivo.

Gli esercizi ginnastica dolce sono leggeri, lenti e semplici ma mirati per stimolare determinate parti del corpo. Oltre a migliorare lo stato dei muscoli la ginnastica dolce va anche a favorire calma e concentrazione oltre che una maggiore presa di coscienza del proprio corpo. La muscolatura si fa, oltre che più forte, anche più flessibile. Chi può fare ginnastica dolce? Visto il basso impatto che ha sul fisico è un’attività che tutti possono praticare serenamente. La sola che da fare è trovare gli esercizi giusti a seconda delle proprie esigenze fisiche e delle proprie possibilità.

La ginnastica dolce fa dimagrire?

Ed eccoci giunti alla domanda che tutti si fanno: essendo un’attività così leggera la ginnastica dolce torna utile quando si parla di dimagrire? La risposta è si, se praticata nel modo giusto e soprattutto se integrata anche con attività cardiovascolare. I benefici ginnastica dolce sono tanti e, tra questi, possiamo sicuramente includere anche il fatto che favorisce il dimagrimento. Si tratta di un’attività che, volendo, può essere anche propedeutica per sforzi maggiori e sport più intensi. Tra gli altri benefici della ginnastica dolce sicuramente troviamo anche il suo potere rilassante, il fatto che aiuta i muscoli a stendersi e allungarsi, la tonificazione dei muscoli e il miglioramento dell’agilità.

Progeria, dalle molecole antisenso un nuovo approccio

Possibile terapia contro l’invecchiamento precoce

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Nei telomeri, le protezioni alle estremità dei cromosomi che prevengono l’erosione del resto del materiale genetico, rimane traccia del tempo che passa.

È fisiologico che i telomeri si accorcino progressivamente con la replicazione del Dna della cellula associato alla sua proliferazione o che si danneggino nel tempo anche in assenza di proliferazione.

L’accorciamento eccessivo e il danno ai telomeri costituiscono una minaccia alla stabilità del nostro Dna e la cellula reagisce attivando un allarme molecolare che blocca la proliferazione della cellula danneggiata inducendo la sua senescenza, una forma di invecchiamento cellulare.

La cellula senescente perde per sempre la sua capacità di proliferare e di svolgere efficientemente le sue funzioni, e questo impedisce ai tessuti di rigenerarsi.

Dieta LCHF, basso apporto di carboidrati e più grassi: ma non è per tutti

La dieta LCHF si fonda su due principi, descritti proprio nell’acronimo: è un piano alimentare sano e non estremo né particolarmente restrittivo, che punta su un basso apporto di carboidrati (5-10%) e in proporzione più grassi (60-70%). Questo, per mantenere in salute l’organismo, per migliorare le proprie condizioni fisiche e perdere peso.

Dieta LCHF nel dettaglio

Questa dieta è molto equilibrata, perché non esclude grosse tipologie o grandi categoria di alimenti, ma semplicemente punta a mangiare meno carboidrati e una proporzione maggiore di grassi, controllando l’ingestione di zuccheri e amidi.

Si perde peso mangiando, insomma, quasi tutto. Troppo bello per essere vero? No, c’è la scienza a supporto di questo metodo. Quando si evitano gli zuccheri e gli amidi, infatti, il livello di zuccheri nel sangue si stabilizza e i livelli di insulina, l’ormone che causa l’accumulo di grassi, si abbassa. In questo modo, i grassi vengono bruciati e aumenta il senso di sazietà.

Per i diabetici, il discorso è un po’ diverso e serve qualche accortezza in più, soprattutto se si assumono medicinali specifici. Evitando i carboidrati (responsabili dell’aumento del tasso di zuccheri nel sangue) diminuisce il bisogno di medicine utili proprio a diminuire quel tasso di zuccheri. Quindi la dose di insulina va regolata e modificata, perché continuare a prendere quella che si assumeva prima dell’inizio della dieta potrebbe causare ipoglicemia (un valore di zuccheri nel sangue troppo basso). Quindi, necessariamente per seguire questa dieta servono l’aiuto di un medico e frequenti analisi della glicemia.

Dieta LCHF: cosa mangiare e consigli

La dieta LCHF include nel suo programma alimentare:

  • carne: possibilmente biologica o allevata al pascolo, qualsiasi tipo, incluso manzo, maiale, cacciagione;
  • pesce e crostacei come salmone, sgombro, aringa, ma evitando le impanature;
  • uova, preferibilmente biologiche, sia bollite che in frittata;
  • grassi naturali, burro, panna, ma anche olio di cocco e l’olio d’oliva;
  • tutte le verdure, ma preferibilmente quelle che non crescono sotto terra: cavolfiore, broccoli, cavolo e cavoletti di Bruxelles, asparagi, zucchine, melanzane, olive, spinaci, funghi, cetrioli, avocado, cipolle, peperoni, pomodori;
  • panna acida, yogurt greco e formaggi .

I consigli preziosi da seguire sono:

  • evitare cibi amidacei come pane, pasta, riso e patate;
  • mangiare solo quando si ha fame e fino a sazietà;
  • bere molta acqua;
  • evitare alcolici;
  • mangiare la frutta solo ogni tanto, perché ricca di zuccheri.

Plant Paradox, elimina frutta e verdura: è una dieta affidabile o solo una moda?

Non è raro imbattersi, soprattutto in rete, in diete davvero strane. E approfondendo l’argomento, in effetti molte diete, anche gettonate, famose e seguite da molte persone nel mondo, sono comunque oggetto di non poche perplessità da parte degli esperti. Alcune dei regimi più famosi sono anche abbastanza estremi e propongono piani alimentari drastici. Per questo, il consiglio è sempre informarsi e soprattutto affidarsi a medici competenti in materia, che possano guidare al meglio nel percorso di dimagrimento. Un esempio è la Plant Paradox: scopriamola nel dettaglio.

Plant Paradox: che cos’è?

Questa dieta è stata messa a punto dal dott. Steven Gundry, che ha scritto anche un libro in merito per esporne i principi. In breve tempo è diventata molto popolare negli Stati Uniti grazie non solo a questa pubblicazione, ma anche a Kelly Clarkson. La cantante e attrice ha detto di aver perso parecchi chili e di aver risolto i suoi problemi di salute affidandosi a questa dieta.

Il principio di base è, come suggerisce la parola stessa, un “paradox”, ovvero un paradosso. Non tutti i cibi da sempre considerati sani fanno bene, anzi, alcuni possono nuocere alla salute. Per questo, la Plant Paradox elimina del tutto dall’alimentazione il glutine e le lectine.

Cibi ammessi e non ammessi nella Plant Paradox

Le lectine sono proteine a detta del dott. Gundry potenzialmente pericolose e causa di stati infiammatori nell’organismo e di malattie croniche. Perché? Perché costringendo i carboidrati a raggrupparsi e a legarsi ad alcune cellule del corpo, impedirebbero ad alcune di queste di comunicare tra loro, generando diverse reazioni tipo nausea, dissenteria, vomito. Questa teoria del dott. Gundry non ha studi scientifici a dimostrazione.

Tra l’altro, la lectina produce anche dei benefici, perché gli alimenti che la contengono sono anche ricchissimi di fibre, la cui mancanza può portare a costipazione. Inoltre, è un macronutriente necessario per lo sviluppo di ossa, muscoli, pelle e sangue. Senza dimenticare che frutta e verdura sono estremamente importanti perché apportano nutrienti essenziali come minerali e antiossidanti.

Nello specifico, le lectine si trovano in moltissime verdure e tipi di frutta, soprattutto nelle solanacee (patate, melanzane, pomodori, bacche di goji, peperoni). Il dimagrimento a cui porta questa dieta è probabilmente la conseguenza del fatto che si eliminano dalla dieta moltissimi cibi: legumi (fagioli, lenticchie e piselli), frutta secca, verdure (pomodori, cetrioli, melanzane, piselli, fagiolini, patate, zucchine, zucca), frutta (banane mature, melone), cereali (avena, quinoa, riso, mais, orzo, bulgur).

La stimolazione magnetica elimina la dipendenza da cocaina

Mini-scosse efficaci per cancellare il desiderio della sostanza

Una sorta di reset delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi che sottendono alla dipendenza da cocaina. È quello che promette di fare la stimolazione magnetica transcranica sperimentata da un gruppo di ricercatori guidato da Fabrizio Fanella, direttore sanitario del Centro La Promessa di Roma.

“La stimolazione magnetica transcranica si è rivelata efficace contro la dipendenza da questa sostanza, come dimostrano i risultati preliminari di uno studio condotto su 100 cocainomani”, spiega Fanella che collabora con scienziati dell’Università di Chieti e con il Nida (National Institute for Drug Abuse).

“Si tratta di un approccio che, a livello clinico, nel nostro centro usiamo anche per la dipendenza da altre sostanze: eroina, farmaci, alcol, ma anche per il gioco d’azzardo e l’alimentazione compulsiva”, aggiunge Fanella.