Diabete, come gestire l’iperglicemia


Nuovo documento con diverse raccomandazioni

Un nuovo documento sulla gestione dell’iperglicemia è stato messo a punto dalla European Association for the Study of Diabetes (EASD) e dall’American Diabetes Association (ADA).
Il report è stato pubblicato su due riviste scientifiche, Diabetologia e Diabetes Care. Si tratta di un elenco di diverse raccomandazioni e di consigli pratici per l’attuazione.
Il report discute di alcuni comportamenti di salute, come dormire e stare seduti, e pone maggiore enfasi sui determinanti sociali della salute, incorpora i dati dei recenti studi clinici sugli esiti cardiovascolari e renali degli inibitori del cotrasportatore di sodio-glucosio-2 (SGLT2) e degli agonisti del glucagon-like peptide-1 (GLP-1) per ampliare le raccomandazioni per la protezione cardio-renale.
La metformina si conferma terapia d’elezione in prima battuta per i pazienti senza altre comorbilità.
«Affermiamo che i quattro …  (Continua) leggi la 2° pagina diabete, glicemia, sangue,

Lo sport aiuta in caso di cancro


Riduce gli effetti avversi della terapia e migliora la respirazione

L’esercizio fisico non solo è sicuro per i pazienti che si sottopongono a chemioterapia, ma è consigliato perché riduce gli effetti avversi delle terapie anti-cancro e migliora la capacità respiratoria.
«Il beneficio dell’esercizio fisico per i malati di cancro è ampiamente riconosciuto. Tuttavia, non ci sono prove sufficienti sulla tempistica ottimale dell’intervento di esercizio per migliorare il fitness cardiorespiratorio a lungo termine nei pazienti con cancro», afferma Annemiek Walenkamp, autrice senior dello studio, del Centro medico universitario di Groningen nei Paesi Bassi.
Gli scienziati olandesi hanno confrontato l’efficacia dell’esercizio fisico durante la chemioterapia con quella dell’attività svolta dopo il trattamento antitumorale. Sono stati arruolati pazienti con diagnosi di cancro al seno, al colon, ai testicoli o con linfoma non Hodgkin a cellule B destinati alla …  (Continua) leggi la 2° pagina cancro, sport, fisico,

Cancro del seno, approvato tucatinib


Riduce il rischio di morte di oltre un terzo

Un importante passo in avanti nel prolungamento della sopravvivenza delle pazienti con tumore della mammella metastatico HER2+ che hanno già ricevuto due linee di trattamento. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di una nuova terapia mirata, tucatinib, in combinazione con l’anticorpo monoclonale (trastuzumab) e chemioterapia (capecitabina) per le pazienti con tumore del seno metastatico che sovraesprimono la proteina HER2 (HER2+).
La combinazione con tucatinib riduce il rischio di morte del 34%, migliora la sopravvivenza globale e, a due anni, il 51% dei pazienti è vivo rispetto al 40% di quelli trattati con trastuzumab e capecitabina. A 2 anni la sopravvivenza globale mediana è stata di 24,7 mesi con il regime a base di tucatinib rispetto a 19,2 mesi del gruppo di controllo. Inoltre il 29% di pazienti trattati con tucatinib risulta libero da progressione …  (Continua) leggi la 2° pagina seno, cancro, tucatinib,

Covid, miocarditi rare dopo il vaccino colpiscono i giovani


Associazione notata con la seconda dose di Moderna

Un lieve aumento delle probabilità di insorgenza di miocardite è stato registrato fra i giovani sottoposti a seconda dose di Moderna, nell’ambito della vaccinazione anti-Covid.
A segnalarlo è uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal da un team della University of British Columbia (Bc) e del British Columbia Center for Disease Control di Vancouver.
“I dati – spiegano gli scienziati – supportano l’uso preferenziale del vaccino di Pfizer-BioNTech rispetto a quello di Moderna nelle persone di età compresa tra 18 e 29 anni. I tassi complessivi di miocardite per 100mila dosi di vaccino somministrate sono risultati comunque molto bassi per entrambi i prodotti”. Di conseguenza, “i benefici della vaccinazione nel ridurre la gravità di Covid-19, le ospedalizzazioni e i morti superano di gran lunga il rischio di miocardite”.
“In questo studio – spiega insieme ad altri …  (Continua) leggi la 2° pagina mRna, miocardite, vaccini,

Prematuri a rischio di problemi cognitivi ed emotivi


1 bambino su 2 mostra un rischio elevato

Circa un bambino su due nato gravemente pretermine è a rischio di sviluppare un disturbo del neurosviluppo anche lieve.
Questo lo scenario descritto dalla SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza – in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità (World Prematurity day), celebrata in più di 60 Paesi, che dal 2011 ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prematurità e della malattia nei neonati, per dare voce alle famiglie dei piccoli pazienti.
Ogni anno nel mondo 15 milioni di bambini (più di uno ogni 10 nati) nascono prematuri, ossia prima delle 37 settimane di età gestazionale. L’incidenza è in aumento in quasi tutte le nazioni: in Italia ogni anno nascono oltre 30.000 neonati prematuri, pari al 7% delle nascite (fonte Ministero della Salute).
Le difficoltà che possono insorgere con la nascita …  (Continua) leggi la 2° pagina prematuro, neurosviluppo, bambino,

Osteoporosi, efficace romosozumab


Il farmaco è rimborsabile dal Sistema sanitario nazionale

Aifa approva la rimborsabilità dell’anticorpo monoclonale romosozumab, sviluppato dalla belga Ucb in collaborazione con l’americana Amgen, per il trattamento dell’osteoporosi severa nelle donne in post-menopausa ad alto rischio di frattura. Il farmaco salva-ossa, che da un lato aumenta la formazione di nuovo tessuto osseo e dall’altro ne riduce il riassorbimento, era stato approvato a febbraio scorso dall’Agenzia del farmaco italiana ma senza rimborsabilità.
Romosozumab da una parte stimola gli osteoblasti, le cellule amiche che danno massa all’osso, mentre dall’altra inibisce le cellule nemiche che gliela tolgono, gli osteoclasti. “Rappresenta una novità assoluta in questo panorama – ha affermato Maurizio Rossini, professore ordinario di reumatologia all’Università degli Studi di Verona, direttore dell’Unità operativa di Reumatologia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata della …  (Continua) leggi la 2° pagina osteoporosi, fratture, Romosozumab,

La Crispr/Cas9 funziona anche per endovena


Primo trattamento genico somministrato direttamente in vena

Per la prima volta ha avuto successo la somministrazione per endovena di una terapia genica sperimentale per il trattamento di una cardiomiopatia amiloide correlata alla transtiretina.
La malattia rara a decorso progressivo è stata quindi trattata con una somministrazione basata sulla tecnologia Crispr/Cas9 direttamente in vena. I dati della sperimentazione sono stati presentati durante l’ultimo meeting dell’American Heart Association.
“Questa è la prima sperimentazione umana in assoluto di editing genomico in vivo – o nel corpo – e il nostro studio dimostra che è possibile e anche sicuro a breve termine”, ha detto il coordinatore della ricerca Julian D. Gillmore, dello University College London Centre for Amyloidosis.
La cardiomiopatia amiloide correlata alla transtiretina è causata dall’accumulo di una versione anomala della proteina transtiretina che si deposita nel cuore …  (Continua) leggi la 2° pagina terapia, genica, Crispr,