Olio essenziale di Nigella sativa: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

L’olio essenziale di Nigella sativa trova molteplici utilizzi quando si parla di benessere e salute. Potete infatti sfruttarlo in caso di psoriasi oppure come alleato per rendere i capelli più forti e meno tendenti alla caduta. Vanta infatti numerosi benefici e proprietà e gli usi che ne potete fare sono davvero tanti. Ma non è […]

L’articolo Olio essenziale di Nigella sativa: proprietà, benefici, usi e controindicazioni proviene da Vivere in Benessere.

Il punto debole del coronavirus


Scoperto grazie al sangue di un sopravvissuto alla Sars

Polmonite_5780.jpg

L’epidemia di Sars che colpì la Cina all’inizio del secolo potrebbe ora aiutare i ricercatori a capire come fermare il virus “gemello”, Sars-Cov-2. Uno studio realizzato dagli scienziati dello Scripps Research Institute di La Jolla in collaborazione con i colleghi dell’Università di Hong Kong ha analizzato un anticorpo ricavato dal sangue di un sopravvissuto all’epidemia di Sars, servendosene per individuare un possibile punto debole del nuovo coronavirus.
Lo studio è stato pubblicato su Science ed è il primo a mappare l’interazione di un anticorpo umano con il nuovo coronavirus a risoluzione quasi atomica. La mappatura ha rilevato un sito quasi identico su entrambi i coronavirus ai quali si lega l’anticorpo: “La conoscenza di siti conservati come questo può aiutare nella progettazione di vaccini e terapie contro Sars-CoV-2, e questi proteggerebbero anche da altri coronavirus, compresi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Sars, coronavirus, anticorpo,

Coronavirus, 15.362 morti. State a casa


Ma la curva rallenta

Varie_14317.jpg

124.632 contagi. Il numero di malati è aumentato di 4.805 unità rispetto a ieri e altri 681 morti.
Primi segnali di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
Il paese intero è zona rossa.
Numerose le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Rene: il caffè ha un ruolo protettivo

A dirlo l’Istituto per
l’Informazione Scientifica sul Caffè (ISIC), un’organizzazione internazionale
senza scopo di lucro dedicata allo studio, raccolta e divulgazione di studi e
ricerche scientifiche in tema di “caffè e salute, che ha diffuso i
risultati di un’ampia revisione di pubblicazioni scientifiche su “Dieta e
Funzione renale” (“Diet and Kidney Function: a literature review) fornendo nuove
evidenze sul consumo di caffè in relazione alla malattia renale cronica.

Sono stati presentati oggi i dati che confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale. I risultati
derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale
cronica.
Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a
literature review
”[1],
di recente pubblicata sulla rivista Current
Hypertension Report,
che ha messo in evidenza il ruolo delle principali
categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo
del caffè
, sono stati analizzati il Tehran
Lipid and Glucose Study
,studio
iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio
coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud.
Nel primosono stati confrontati i bevitori
moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta
tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio
iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e
malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state
osservate associazioni inverse
significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè
.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della
bevanda, in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di
coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono
concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande
analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno
stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta
un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di
circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce
lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto
di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività
fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente
interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Bibliografia

Gaeini Z, Bahadoran Z, Mirmiran P, Azizi F. Tea, coffee, caffeine intake and the risk of cardio-metabolic outcomes: findings from a population with low coffee and high tea consumption. Nutr Metab.2019;16:1–10

Hu EA, Selvin E, Grams ME, Steffen LM, Coresh J, Rebholz CM. Coffee consumption and incident kidney disease: results from the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study. Am J Kidney Dis. 2018;72:214–22.

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Photo credit: acekreations


[1] https://www.coffeeandhealth.org/2020/02/a-c-van-westing-et-al-2020-diet-and-kidney-function-a-literature-review-current-hypertension-reports-volume-22/

L’articolo Rene: il caffè ha un ruolo protettivo proviene da Sani per Scelta.

Coronavirus, 14.681 morti. State a casa


Ma la curva rallenta

Varie_14317.jpg

119.827 contagi. Il numero di malati è aumentato di 4.585 unità rispetto a ieri e altri 766 morti.
Primi segnali di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
Il paese intero è zona rossa.
Numerose le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

La super biopsia liquida scova 50 tumori

Anche alcuni di difficile diagnosi prima che compaiano i sintomi

Prevenzione_10329.jpg

Una vera e propria rivoluzione quella annunciata sulle pagine di Annals of Oncology da Michael Seiden, amministratore delegato dell’azienda americana US Oncology. I ricercatori dell’azienda avrebbero messo a punto un test del sangue in grado di diagnosticare ben 50 tipi diversi di cancro prima che compaiano i sintomi, fra cui 12 dei più aggressivi e difficili da diagnosticare e curare come il cancro del pancreas.

Il test utilizza l’analisi del Dna tumorale circolante nel sangue effettuata grazie all’intelligenza artificiale. Dopo essere stato sviluppato su campioni di sangue di 1500 persone con tumori non trattati e 1500 pazienti sani, il team ha testato le capacità del software su altri 650 campioni di sangue di soggetti oncologici e 610 di soggetti sani di controllo. La specificità del sistema è stata sorprendente, il 99,3%.

Il coronavirus sopravvive nell’aria per 3 ore

Esperimenti di laboratorio indicano una sopravvivenza più lunga del previsto

Non pochi minuti, ma anche 3 ore. È il risultato di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, negli Stati Uniti. I ricercatori hanno spruzzato il virus in aerosol in condizioni di laboratorio, verificandone la sopravvivenza anche per 3 ore.

La carica virale si è dimezzata nel giro di un’ora. Finora però le stime basate su altri virus indicavano la sopravvivenza in qualche minuto al massimo, pertanto il nuovo coronavirus sembra più resistente del previsto.

La distanza di sicurezza di 1,5-2 metri rimane valida perché si tratta di distanze non oltrepassabili da uno starnuto o da un colpo di tosse.

Ma in una stanza in cui resti a lungo una persona infetta, il suo respiro continua a concentrare particelle virali nell’aria.

Il coronavirus non è nato in laboratorio

Smentita l’ipotesi del virus manipolato dagli scienziati

Varie_14332.jpg

Sars-Cov-2 è frutto dell’evoluzione naturale degli altri virus della famiglia coronavirus e non di manipolazioni degli scienziati finite fuori dal loro controllo. Ad affermarlo è uno studio sui genomi del nuovo coronavirus e di virus affini pubblicato su Nature Medicine.

Kristian Andersen, ricercatore dello Scripps Research Institute di La Jolla che ha coordinato il lavoro, spiega: “Confrontando i dati genetici ad oggi disponibili per diversi tipi di coronavirus, possiamo risolutamente determinare che il Sars-Cov-2 si è originato attraverso processi naturali”.

Cade quindi l’ipotesi che ha circolato fin dai primi giorni e cara ai complottisti di tutto il mondo sull’errore umano in fase di test o addirittura sulla presunta arma biologica ideata dalle autorità cinesi.

Distinguere la demenza dai problemi psichiatrici

Nuovi criteri clinici per la diagnosi della demenza frontotemporale

Varie_6840.jpg

La demenza frontotemporale (FTD) è la seconda causa per frequenza di decadimento cognitivo prima dei 65 anni, dopo la malattia di Alzheimer.

È una patologia neurodegenerativa corticale lobare progressiva caratterizzata da disturbi psico-comportamentali quali disinibizione, apatia, alterazioni della condotta sociale, mancanza di empatia, impulsività, aggressività.

In circa il 40% dei casi vi è una ereditarietà e nel 20% dei casi è possibile identificare una mutazione genetica. Non esistono al momento terapie causali ma solo trattamenti sintomatologici.

Un aspetto assai importante dal punto di vista clinico è dato dal fatto che esiste una significativa sovrapposizione sintomatologica tra questa patologia neurodegenerativa ed i disturbi psichiatrici primari di natura non degenerativa, quali depressione, disturbo bipolare, schizofrenia.