Manipolare il sistema immunitario per eliminare il cancro

I linfociti del paziente diventano più forti

Tumori_1080.jpg

Oggi è possibile manipolare il sistema immunitario per renderlo più forte nel riconoscere e aggredire il tumore. Le cellule T del paziente (linfociti T che agiscono contro la malattia) possono essere prelevate dal sangue periferico o dal tumore, cresciute in grandi quantità in laboratorio e restituite al paziente dopo averle “rinvigorite” (TIL Therapy, Tumor Infiltrating Lymphocyte), o “ingegnerizzate” in modo da riconoscere il bersaglio da eliminare (CAR-T Therapy, Chimeric Antigen Receptor T-cell).

Due strategie che rientrano nella terapia cellulare, in particolare nella cosiddetta “immunoterapia adottiva”, la frontiera più avanzata nella lotta contro il cancro, oggi applicata nei tumori del sangue e che, nei prossimi anni, sarà estesa a neoplasie solide come il melanoma, il tumore della mammella, dell’ovaio e il glioblastoma.

8 strategie per mangiare bene e sano

La dipendenza da cibo è paragonabile alla dipendenza a qualsiasi tipo di altra droga o alcol. Non si può vivere senza cibo, ma è necessario trovare un equilibrio in modo tale da mangiare bene e sano.
Ecco 8 strategie per mangiare bene e sano
 
Pianifica e attieniti al piano. Consumare la stessa tipologia di cibo settimana dopo settimana, ti aiuterà a considerare il cibo come ricompensa. Prova ad usare ad esempio un gelato come ricompensa per una giornata pesante. 
 
Non mangiare se sai che hai fretta. E’ importante sedersi a tavola e consumare il pasto con forchetta e coltello. Fare colazione, pranzo e cena al tavolo è importante per far capire al nostro cervello quando è ora di mangiare. Se mangi mentre sei di fretta per strada, finirai per dare a te stessa un messaggio sbagliato, ovvero che puoi mangiare ovunque in qualsiasi momento.
 
Cerca di non mangiare mentre sei al volante. Oltre al distrarti alla guida, il tuo corpo ovviamente considererà questo cibo come calorie, ma la tua mente no. In poche parole non mangerai con consapevolezza
Cerca di fare snack sani come frutta e verdura, circa 30 minuti prima di ogni pasto. Evitando di arrivare affamata all’ora dei pasti. 
 
Mangia in piatti più piccoli. A meno che il piatto non sia pieno, abbiamo la tendenza a sentirci presi in giro, come se non avessimo mangiato abbastanza. Così prova ad usare piatti piccoli. 
 
Individua e controlla gli eventi che ti scatenano la fame. Se sai che è molto probabile possa mangiare davanti alla televisione, non sederti sul divano con un pacco dei tuoi snack preferiti. 
 
Muoviti, muoviti, muoviti. Il movimento ti aiuta a mantenere un peso sano e può prevenire il mangiare in maniera compulsiva perché alla stessa maniera del cibo, ti fa sentire sollevata dallo stress e produce una sensazione di benessere. 

Linfoma follicolare, trattamento con CAR-T

Al San Raffaele il primo trattamento in Italia

Linfoma_8525.jpg

Per la prima volta in Italia un paziente affetto da linfoma follicolare refrattario alle terapie convenzionali è stato trattato con le cellule CAR-T anti-CD19, una terapia cellulare avanzata che si basa sull’ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente per aiutarli a riconoscere e aggredire le cellule tumorali.

Il trattamento, parte del trial clinico internazionale e multicentrico ELARA sponsorizzato da Novartis, è stato somministrato presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele – centro coordinatore dello studio in Italia – sotto la guida del dottor Andrés J. M. Ferreri, responsabile dell’Unità Linfomi, e del professor Fabio Ciceri, primario dell’Unità di Oncoematologia e Trapianto di Midollo Osseo.

Dimostrata l’azione teratogena del talidomide

Svelato il meccanismo molecolare alla base della sua azione

Varie_5843.jpg

Per la prima volta al mondo, uno studio coordinato dalla Prof.ssa Luisa Guerrini, docente di Biologia Molecolare presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, ha dimostrato che l’azione teratogena del talidomide agli arti e alle orecchie è dovuta alla degradazione della proteina p63 durante lo sviluppo embrionale.

Lo studio, realizzato in collaborazione con il Tokyo Institute of Technology e della Tokyo Medical University, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Chemical Biology.

Il talidomide è un farmaco commercializzato per la prima volta in Germania nel 1956, e successivamente in 46 Paesi ad eccezione degli USA: tra il 1957 ed il 1961 fu utilizzato per le nausee gravidiche, grazie anche a una pubblicità che sottolineava la “sicurezza” del prodotto.

Nutribiotica, la dieta amica dell’intestino

Cosa mangiare per il benessere intestinale

Diete_14302.jpg

La nutribiotica è l’alimentazione che sostiene il microbiota. Se nell’intestino ci sono pochi bifidobatteri, la dieta consigliata è ricca di alimenti come cicoria, cipolla, patate e cavoli perché contengono probiotici, sostanze non digeribili che formano il terreno di coltura idoneo a favorire la crescita di questa famiglia.

Se la carenza riguarda i lattobacilli, importanti soprattutto per l’intestino tenue, sono più adatti gli alimenti fermentati. La dieta nutribiotica comprende un elenco di alimenti per la colazione, il pranzo e la cena. Avere l’intestino a posto aiuta il miglior funzionamento del sistema immunitario. Del benessere dell’intestino abbiamo parlato con la dottoressa Carla Marzetti, microbiologa, Direttore Scientifico e fondatrice del Laboratorio Analisi Valsambro di Bologna.

Palline energetiche cioccolato mandorle e cocco

Le palline energetiche cioccolato mandorle e cocco, durano tantissimo tempo in frigo, non hanno bisogno di essere cotte (10 minuti per prepararle!) e sono la goduria suprema per il tuo snack o dessert. Si ispirano ai principi della sempre popolare tavoletta di cioccolato, ma in formato healthy! Le palline energetiche cioccolato mandorle e cocco sono una stoccata vincente per il tuo stile nutrizionale e di vita sano, in più sono senza glutine.

Palline energetiche cioccolato mandorle e cocco

Ingredienti

  • 300 gr di datteri
  • 300 gr di mandorle
  • 35 gr di polvere di cacao amaro
  • 100 gr tdi fiocchi di cocco non zuccherato
  •  1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 30 ml di latte di mandorle senza zucchero

Procedimento:

  1. Versa i fiocchi di cocco nel frullatore e mixa per romperli leggermente (circa 1 minuto).
  2. Non esagerare con il frullatore.
  3. Rimuovi i  fiocchi e metti da parte.
  4. Metti i datteri nel frullatore e mixa fino a quando sono rotti e si riuniscono in una pallina.
  5. Rompi la pallina di datteri con le mani e aggiungi le mandorle, cacao in polvere, i fiocchi di cocco.
  6. Mixa nuovamente per diversi minuti.
  7. Aggiungi l’estratto di vaniglia e il latte di mandorla.
  8. Alla fine dovrai ottenere un composto con cui realizzare una palla.
  9. Se non succede, aggiungi 1 cucchiaio in  più di latte di mandorla.
  10. Rimuovi il composto e fai 2 dozzine di palline. P
  11. assa ogni pallina nelle scaglie di cocco che avevi fatto inizialmente.
  12. Conserva in un contenitore ermetico in frigorifero.

La parodontite aumenta il rischio di ipertensione

Le cure odontoiatriche possono migliorare i valori pressori

La pressione arteriosa ha un legame con la salute dei denti. Secondo una metanalisi pubblicata su Cardiovascular Research, infatti, la parodontite sarebbe associata a un maggior rischio di soffrire di pressione alta, mentre le cure odontoiatriche potrebbero migliorare i valori pressori del sangue.
Lo studio è una revisione di 80 analisi cliniche condotte in 26 paesi ed è stato coordinato dal prof. Francesco D’Aiuto dell’Eastman Dental Institute all’University College di Londra.

Abbiamo osservato un’“associazione lineare” tra indici di malattia gengivale e pressione alta – dichiara D’Aiuto – ovvero più era grave la parodontite, maggiore risultava il rischio di ipertensione per il paziente. Questi risultati suggeriscono che i pazienti con parodontite dovrebbero ricevere informazioni riguardo il rischio.

Gravidanza, il paracetamolo causa problemi comportamentali

Nei bambini esposti nel corso della gestazione

Gravidanza_5448.jpg

Meglio evitare l’assunzione di paracetamolo in gravidanza. Uno studio pubblicato su Paediatric and Perinatal Epidemiology ha collegato lo sviluppo di problemi comportamentali e del disturbo di attenzione e iperattività al consumo in gestazione del paracetamolo.

Gli scienziati dell’Università di Bristol hanno raccolto informazioni su 14mila bambini, valutandone memoria, quoziente intellettivo, temperamento ed eventuali problemi comportamentali. Il 43% delle madri ha dichiarato di aver assunto paracetamolo nel corso del primo trimestre di gravidanza. È emersa così un’associazione fra assunzione di paracetamolo in gravidanza e problemi di iperattività e attenzione.