9 morti, terapie intensive sotto quota 70

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 9 per un totale di 34.954 morti.

I casi totali sono ora 243.061, con un aumento di 188 positivi nell’ultima giornata.

I pazienti in terapia intensiva sono scesi a 68.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di vario genere e centri commerciali.

Hiv, nuova terapia con una sola compressa

Due farmaci in uno per aumentare l’aderenza terapeutica

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Una novità importante per tutte le persone affette da virus Hiv. In Italia sarà ora disponibile un nuovo trattamento basato sulla combinazione dolutegravir/lamivudina ma in singola compressa.

Un cambiamento radicale per le persone che devono assumere farmaci per tutta la vita per tenere a bada l’infezione ed evitare che si sviluppi l’Aids.

La combinazione è disponibile per adulti e adolescenti sopra i 12 anni con peso minimo di 40 chili, nessuna resistenza nota o sospetta alla classe degli inibitori dell’integrasi, o a lamivudina. L’autorizzazione all’immissione in commercio si è basata sui dati degli studi Gemini 1 e 2, che hanno coinvolto oltre 1400 adulti con infezione da Hiv-1.

Guarito dalla leucemia grazie a un nuovo approccio

Somministrazione diversa del farmaco venetoclax

Un uomo di 35 anni affetto da leucemia mieloide acuta è risultato clinicamente guarito a due anni dal trapianto di midollo osseo. L’aspetto sorprendente è che ha conquistato questo ambito status dopo essere stato definito “refrattario alle cure”.

Il ragazzo, infatti, non rispondeva alla chemioterapia, e i medici hanno ideato un nuovo approccio terapeutico basato sull’utilizzo del farmaco venetoclax.
Il risultato è frutto del lavoro dei medici della Divisione di Ematoncologia e Trapianto di Midollo dell’Istituto Europeo di Oncologia diretta da Corrado Tarella.

Elisabetta Todisco, che ha firmato la lettera di ricerca apparsa su Leukemia & Lymphoma, commenta: “Siamo felici prima di tutto perché a più di due anni dal trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, il paziente non ha malattia residua e sta bene.

Diabete, nuovo farmaco per ridurre i rischi ai reni

L’inibitore canagliflozin riduce il rischio di progressione della malattia

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La malattia renale diabetica si sviluppa in circa il 40% dei pazienti diabetici ed è la principale causa di malattia renale cronica in tutto il mondo. Sebbene la terapia sostitutiva renale, ossia la dialisi, possa essere la conseguenza più riconoscibile della malattia renale diabetica, la maggior parte dei pazienti muore prima di iniziare la dialisi per eventi cardiovascolari spesso correlati al danno renale anche se di grado moderato.

Questo accade perché le attuali terapie oggi disponibili per la nefroprotezione (ACE-inibitori e sartani) lasciano circa il 50% dei pazienti ad alto rischio residuo di insorgenza e progressione di malattia renale diabetica.

In questo scenario così buio e incerto, potrebbe arrivare a luglio, in Italia, una nuova indicazione dell’inibitore di SGLT2 canagliflozin che è in grado di ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia renale.

Covid-19, efficace mavrilimumab

L’immunosoppressore sembra poter ridurre la mortalità

Un nuovo studio clinico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele suggerisce l’efficacia dell’anticorpo monoclonale mavrilimumab nel trattamento di pazienti COVID-19 con polmonite e iper-infiammazione sistemica in corso. I risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista Lancet Rheumatology.

A condurre la ricerca è Giacomo De Luca, reumatologo, con il coordinamento del professor Lorenzo Dagna, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele e primario dell’Unità Clinica di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare.

34.448 decessi, terapie intensive sotto quota 200

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 43 per un totale di 34.448 morti.

I casi totali sono ora 237.828, con un aumento di 329 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 163, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Contagi stabili, solo 26 i nuovi decessi

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 26 per un totale di 34.371 morti.

I casi totali sono ora 237.290, con un aumento di 303 positivi nell’ultima giornata.

Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 207, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

I falsi miti sulle mascherine e i bambini

Cinque convinzioni diffuse fra i genitori ma errate

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Nei gruppi dei vari social network spopolano bislacche teorie sulle conseguenze di un uso prolungato delle mascherine, in particolare fra i bambini. Alcuni parlano di ipossia, altri di alcalosi o di alterazione della flora intestinale.

Per fare chiarezza su questi punti, la Società italiana di pediatria ha prodotto un video rivolto alle famiglie nel quale smentisce cinque errate convinzioni.

1 – L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad alcalosi? “Falso – assicura la Sip – la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile”.

2 – L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta a ipossia? “Falso, i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno, né la morte per ipossia”.

La gravità di Covid-19 dipende anche dai geni

Il patrimonio genetico individuale influenza l’intensità dei sintomi

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Una delle caratteristiche sorprendenti di Covid-19 è l’estrema eterogeneità delle sue manifestazioni cliniche. In molti casi, com’è noto, la malattia non si manifesta affatto nonostante la positività del soggetto. In altri casi, il tutto si risolve con una semplice sintomatologia influenzale. In un numero limitato ma drammatico di casi, però, la malattia rivela tutta la propria aggressività.

I ricercatori hanno cominciato a chiedersi il perché, e un team dell’Università di Siena ha presentato al congresso della European Society of Human Genetics un lavoro sull’influenza che il Dna esercita sull’infezione da nuovo coronavirus e di conseguenza sullo sviluppo di Covid-19.

“Negli ultimi decenni gli studi di genetica sono stati applicati con profitto per indagare malattie che nascono da una singola mutazione nel nostro patrimonio genetico”, spiega professoressa Alessandra Renieri.