Covid-19, prevedere il decorso analizzando il sangue

Studio italo-inglese mette a punto un nuovo approccio

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L’infezione da virus Sars-Cov-2 può essere asintomatica, oppure causare la malattia denominata Covid-19, le cui manifestazioni cliniche sono estremamente eterogenee: da una patologia respiratoria lieve a un quadro clinico grave, in alcuni casi fatale.
Analizzando il sangue dei pazienti si possono però ottenere previsioni sul decorso della malattia. Lo studio “Covid-Ip”, condotto da un team internazionale guidato da Adrian Hayday del King’s College London e del Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione di Francesca Di Rosa dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm), pubblicato su Nature Medicine, ha identificato alcune alterazioni immunologiche che potranno essere sfruttate per identificare mediante un esame del sangue i pazienti destinati ad aggravarsi.
Un punto di forza dello studio è l’uso di un test per …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Il coronavirus nei bambini

Incidenza, sintomi e modalità di trasmissione fra i più piccoli

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Come noto, sono relativamente pochi nel mondo i casi di Covid-19 nella fascia d’età 0-17 anni in rapporto a ciò che si verifica fra gli adulti. Bambini e ragazzi rappresentano ad esempio il 22% della popolazione statunitense, ma soltanto il 7,3% di tutti i casi di Covid-19 riguarda questa fascia d’età.
Peraltro, l’incidenza di infezioni da Sars-CoV-2 nei bambini è molto incerta, dal momento che la priorità nell’effettuare i test è stata data agli adulti e a chi in genere mostrava sintomi, mentre spesso i bambini risultano asintomatici o quasi. A confermarlo sono i tassi di ospedalizzazione dei bambini, significativamente più bassi di quelli degli adulti.

Sintomi e gravità di Covid-19 fra i bambini

Il periodo di incubazione di Sars-CoV-2 sembra lo stesso per bambini e adulti, fra i 2 e i 14 giorni con una media di 6 giorni. Fra i sintomi principali sperimentati dai più …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Dislessia, scoperte le aree del cervello coinvolte

Individuati i correlati anatomici della dislessia fonologica e superficiale

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La dislessia fonologica e la dislessia superficiale sono localizzate in precise aree del cervello, che un gruppo di ricerca italiano è riuscito a identificare grazie a test neuropsicologici somministrati in tempo reale durante interventi di awake surgery per la rimozione di tumori cerebrali.

Il lavoro, pubblicato su Human Brain Mapping, una delle più rinomate riviste mondiali di neuroimaging che si occupa della ricerca e della localizzazione delle funzioni cerebrali, nasce dalla collaborazione tra l’IRCCS Medea, la SOC Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata di Udine e l’Università di Milano-Bicocca.

Coronavirus, la strada dei nanoanticorpi

Bloccano l’infezione impedendo al virus di entrare nelle cellule

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Per sconfiggere il nuovo coronavirus bisogna rimpicciolirsi. Uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma pubblicato su Nature Communications rivela la possibile efficacia di un approccio basato su nanoanticorpi.

Stando alle prime sperimentazioni, i nanoanticorpi sembrano in grado di bloccare l’infezione da Sars-CoV-2, impedendo al virus di entrare nelle cellule umane. I nanoanticorpi sono frammenti di anticorpi presenti negli organismi dei camelidi (la famiglia di animali di cui fanno parte cammelli e lama) e in alcuni tipi di pesci cartilaginei come gli squali.

In fase di test, i ricercatori hanno iniettato in un alpaca (un altro camelide dall’aspetto simile a una capra) la proteina Spike, quella usata dal coronavirus per entrare nelle cellule umane. Dopo 60 giorni, i campioni di sangue dell’animale hanno mostrato una forte risposta immunitaria contro questa proteina.

Un derivato del colesterolo blocca Sars-CoV-2

Implicazioni importanti nella terapia di Covid-19

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La molecola 27-idrossicolesterolo (27OHC) è presente nel nostro corpo come fisiologico prodotto del metabolismo ossidativo del colesterolo.

In colture cellulari infettate con il SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19, il 27OHC è risultato essere un forte inibitore della replicazione virale. La rilevanza di tale evidenza scientifica è ulteriormente sottolineata dalla contemporanea osservazione di un vistoso calo di questa molecola con proprietà antivirali nel sangue dei pazienti COVID-19.

La doppia scoperta, in pubblicazione online sulla rivista scientifica Redox Biology, è il risultato di una cooperazione multidisciplinare tutta italiana, tra Panoxyvir, una start-up innovativa e spin-off accademica dell’Università di Torino, coordinatrice del lavoro, il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste.