Salgono i contagi, ancora in calo i ricoveri

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

Varie_14317.jpg

Sono 12.074 i nuovi casi di contagio accertati nelle ultime 24 ore, mentre i tamponi sono 294.411, di conseguenza il tasso di positività è del 4,1%.

I morti sono 369 in un giorno, per un totale di 94.540 vittime da inizio pandemia.

I ricoveri totali sono 18.274, 189 meno di ieri, mentre le terapie intensive scendono di 31, arrivando a 2.043.

Sono 3.146.842 le somministrazioni di vaccini effettuate finora. Il 5,2% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid e 1.298.844 persone hanno completato il loro percorso vaccinale. L’Rt nazionale torna a sfiorare 1, fermandosi a 0,95 nell’ultima rilevazione.

Tumore del polmone, efficace trastuzumab

Sopravvivenza aumentata grazie all’anticorpo

Tumore al polmone_4487.jpg

Il farmaco sperimentale trastuzumab deruxtecan si è dimostrato efficace nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) avanzato o metastatico.

Lo evidenziano i risultati di uno studio presentato nel corso della Conferenza mondiale sul cancro al polmone ospitata dall’Associazione internazionale per lo studio del cancro al polmone (Iaslc).

L’endpoint primario della risposta obiettiva (Orr) confermata da una revisione centrale indipendente è stato del 24,5% (12/49) per i pazienti altamente pre-trattati affetti da Nsclc metastatico e iper-espressione di Her2 (definito come Ihc3+ o Ihc2+) trattato con trastuzumab deruxtecan (6,4 mg/kg) (n = 49), al cutoff dei dati del 30 maggio 2020.

Vaccino di AstraZeneca inefficace su variante sudafricana

Il livello di protezione è soltanto del 10 per cento

Varie_14321.jpg

Una pessima notizia quella emersa da alcuni studi condotti in Sudafrica sull’effetto protettivo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca sulla variante individuata nel paese e nota nel mondo come sudafricana.

Stando ai dati, anticipati da alcuni media britannici, su questa variante il vaccino dei ricercatori di Oxford avrebbe un’efficacia bassissima, pari al 10%, sui casi di contagio lieve e moderato. Sono assenti i dati sui casi più gravi.

Uno studio della University of Texas di Galveston afferma invece l’efficacia del vaccino di Pfizer/BioNTech sulla stessa variante, sebbene i dati si riferiscano a soli 20 soggetti vaccinati.

Anche per questo, un team di ricercatori della Oxford University ha ipotizzato un curioso tentativo: somministrare un mix di vaccini per aumentare la risposta anticorpale.

Tumori del fegato trascurati a causa di Covid-19

La prima ondata ha modificato screening e procedure di diagnosi

Tumore al fegato_5359.jpg

La pandemia da Covid-19, e in particolar modo la prima ondata del virus, ha stravolto moltissimi aspetti della salute: dalle diagnosi precoci, ai percorsi di cura, fino alla possibilità di proseguire i controlli in sicurezza per i pazienti cronici.

Tutti aspetti che in generale hanno peggiorato l’assistenza a tanti malati a livello globale e in particolare hanno rischiato di comprometterla per chi ha un tumore del fegato: a dimostrarlo è lo studio CERO-19, ideato dal Barcelona Clinic Liver Cancer – Hospital Clinic di Barcellona e dal Policlinico di Milano, e appena presentato al summit internazionale della società europea per lo studio del fegato (EASL).

Lo studio ha coinvolto 76 centri di tutto il mondo (Europa, Nord America, Sud America, Africa e Asia) con alta specializzazione per le patologie epatiche.

Cancro del colon, utile il test immunochimico fecale

Favorisce la diagnosi precoce grazie alla sua semplicità

Colon_5323.jpg

Intervenire il prima possibile in caso di cancro al colon è fondamentale. Tuttavia, spesso le persone tendono a rimandare gli screening perché invasivi e fastidiosi. Uno studio pubblicato sul British Journal of Cancer segnala l’efficacia del test immunochimico fecale (Fit), che favorisce la diagnosi precoce salvando così tante vite.

«I nostri risultati sono entusiasmanti: abbiamo mostrato che questo test semplice ed economico si è comportato eccezionalmente bene in un gruppo di pazienti con sintomi a basso rischio, indicandoci in maniera veloce e accurata chi dovesse essere indirizzato a ulteriori indagini», spiega Sarah Bailey, della University of Exeter Medical School, che ha diretto lo studio.

Nuovo anticorpo ad ampio spettro per il coronavirus

Resisterebbe meglio alle mutazioni in atto

Tumore alla tiroide_7055.jpg

Un anticorpo ad ampio spettro contro la famiglia dei coronavirus è in fase di sviluppo da parte dell’azienda Adagio Therapeutics, che annuncia su Science i risultati dei primi test.

L’anticorpo, denominato per il momento ADG-2, non si limiterebbe a colpire Sars-CoV-2 e le sue varianti, ma sarebbe efficace anche nei confronti degli altri coronavirus che in futuro potrebbero effettuare il tanto temuto salto di specie e minacciare di nuovo l’umanità.

L’anticorpo è stato selezionato e ingegnerizzato sulla base degli anticorpi prodotti naturalmente da un paziente sopravvissuto alla Sars nel 2003. I test in vitro e su modello murino “dimostrano che l’anticorpo ha una capacità neutralizzante nei confronti di SarsCoV2 che è paragonabile o addirittura superiore a quello degli altri anticorpi attualmente in via di sviluppo per Covid-19.

Aumentano i contagi, calano i ricoveri

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

Varie_14317.jpg

Nell’ultimo bollettino si registra un nuovo balzo in avanti dei contagi. Sono 15.204 i nuovi positivi: si supera così la quota di 2 milioni e mezzo dall’inizio della pandemia. Il numero dei tamponi, fra antigenici e molecolari, è di 293.770, il che produce un tasso di positività del 5,2%.

I decessi sono 467, per un totale di 86.889 vittime. I ricoveri scendono di nuovo, sono 21.161 (-194) mentre le terapie intensive scendono a 2.352 (-20).
Sono 1.575.258 le somministrazioni di vaccini effettuate finora. Il 2,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid e 270.269 persone hanno completato il proprio percorso vaccinale con la seconda dose.

Dopo il ritardo nelle consegne della scorsa settimana, Pfizer ha ricominciato a consegnare le dosi stabilite e la campagna vaccinale ha ripreso il proprio ritmo.

Tasso di positività in calo, ma ancora tanti morti

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

Varie_14317.jpg

I nuovi contagi sono 10.593, mentre i tamponi, tra molecolari e antigenici, 257.034. Ne scaturisce un tasso di positività al 4,1%.

I decessi sono 541, per un totale di 86.422.

I ricoveri scendono di nuovo, sono 21.355 (-69) mentre le terapie intensive risalgono a 2.372 (-49).

Sono 1.490.821 le somministrazioni di vaccini effettuate finora. Il 2,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid.

Tuttavia, il ritardo nelle consegne annunciato da Pfizer ha rallentato la campagna negli ultimi giorni, e alcune Regioni hanno deciso di utilizzare le dosi rimaste solo per completare l’immunizzazione con la seconda dose a chi ha ricevuto la prima 3 settimane fa.

Da questa settiman Pfizer ha assicurato che le consegne riprenderanno secondo il programma.

Covid, rischio miocardite

Segni di infiammazione miocardica in alcuni pazienti guariti

Superare l’infezione da Sars-CoV-2 potrebbe non essere sufficiente per ritenersi fuori pericolo. Uno studio pubblicato su Jama Cardiology evidenzia il rischio di miocardite in una percentuale di pazienti ricoverati in precedenza per Covid-19.

La ricerca dell’Ospedale universitario di Francoforte realizzata su 100 pazienti segnala che nel 78% dei casi una risonanza magnetica cardiaca ha dimostrato la presenza di segni di infiammazione miocardica associata a un aumento della troponina T.

«Due terzi dei pazienti infettati dal virus erano rimasti a casa, mentre i più gravi erano stati ricoverati in ospedale. Nessuno aveva una storia pregressa di insufficienza cardiaca o cardiomiopatia», spiega la coautrice Valentina Püntmann.

Lombalgia, efficace tanezumab

L’anticorpo va somministrato ogni due mesi

Mal di schiena_7648.jpg

Sono buoni di dati sull’efficacia di tanezumab per la cura della lombalgia cronica. Uno studio firmato da John Markman, ricercatore dello University of Rochester Medical Center, dimostra la capacità dell’anticorpo monoclonale di inibire l’attività nervosa e dare sollievo ai pazienti affetti da lombalgia cronica.

«Questo è il primo studio che mostra sollievo a lungo termine per la lombalgia cronica con una singola dose di tanezumab somministrato sottocute una volta ogni due mesi. Tale dimostrazione di efficacia è un importante passo avanti nella ricerca globale per sviluppare trattamenti non oppiacei per il dolore cronico».

Tanezumab è un inibitore del fattore di crescita nervosa (Ngf), proteina legata in alcuni casi a un mal di schiena più intenso e cronico.