La medicina estetica al tempo dei social

L’effetto selfie distorce i tratti e crea difetti inesistenti

Idee per la bellezza_14293.jpg

Generazione Y, MTV Generation, Net Generation, EchoBoomers… sono tanti i nomi della generazione dei nati tra i primi anni ‘80 e la metà degli anni ’90 – sulle date precise c’è molto disaccordo tra sociologi – ma in questi ultimi anni sembra essersi cristallizzato il termine ‘Millennial’, a sottolineare che si tratta dell’ultima generazione i cui estremi ricadono interamente nel secondo millennio dell’era cristiana.

I Millennials sono i primi ‘nativi digitali’, poiché erano bambini, tutt’al più ragazzi, durante la grande rivoluzione tecnologica che ha portato i computer dai laboratori scientifici più avanzati ai salotti di casa, e che ha trasformato i telefoni fissi in cellulari.

Per dimagrire serve l’acqua

A parità di dieta una corretta idratazione fa perdere 2 chili in più

Alimentazione_14280.jpg

Estate e “prova costume”, un binomio che può sembrare sorpassato in tempi di “lotta al bodyshaming” e in cui anche i colossi dell’abbigliamento rifiutano l’uso eccessivo di photoshop e ricorrono a modelle con una silhouette più vicina a quella delle donne reali.

Fortunatamente, però, l’attenzione al benessere e alla corretta alimentazione risulta essere ancora in auge, a maggior ragione in questo periodo dell’anno. Mangiare bene, tuttavia, non significa dimagrire: se l’obiettivo è quello di perdere i chili accumulati durante l’inverno allora è necessario assumere meno calorie di quante se ne consumano aumentando l’attività fisica oppure riducendo le calorie grazie alla dieta. Attenzione però a non lasciarsi andare a regimi alimentari squilibrati che possono avere effetti negativi sul nostro benessere e ricordiamoci di bere ogni giorno la giusta quantità di acqua.

L’attività fisica accresce le capacità olfattive

Il movimento attiva le cellule staminali neurali

Varie_448.jpg

Nel cervello adulto dei mammiferi esistono aree in cui si originano nuovi neuroni a partire da cellule staminali neurali.

Una di queste è denominata zona sottoventricolare (Svz) e rappresenta la principale fonte di nuovi neuroni del cervello dei topi adulti. Uno studio condotto dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibcn) ha individuato il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Molecular Neurobiology.

“All’interno della Svz, le cellule staminali dormienti vengono attivate da stimoli interni o esterni e cominciano un percorso di espansione e maturazione fino a diventare neuroni maturi che migrano in direzione del bulbo olfattivo, dove partecipano attivamente ai processi olfattivi”, spiega Stefano Farioli Vecchioli del Cnr-Icbn.

Le mutazioni genetiche associate all’autismo

Individuate grazie all’intelligenza artificiale

Varie_9540.jpg

Nel Dna spazzatura – quello non codificante proteine – i ricercatori della Princeton University hanno scoperto mutazioni genetiche inedite che potrebbero essere alla base dell’autismo.

La scoperta, pubblicata su Nature Genetics, è firmata da Olga Troyanskaya, che spiega: “La ricerca fornisce un quadro di riferimento che potrebbe essere utilizzato anche per scoprire le cause genetiche di altre malattie”.

Lo stesso approccio potrebbe tornare utile per altre malattie per le quali non sono ancora note le cause genetiche di base.

Gli scienziati hanno analizzato l’intero genoma di 1.790 soggetti autistici, dei loro genitori e fratelli non affetti dalla malattia.

Dall’analisi sono emerse le mutazioni genetiche collegate all’autismo in regioni del genoma che non producono proteine, per questo motivo in passato definite “Dna spazzatura”.

La glucosamina fa bene al cuore

Gli integratori riducono il rischio di malattie cardiovascolari

Per ridurre il rischio di insorgenza di una malattia cardiovascolare è auspicabile l’assunzione di integratori a base di glucosamina.

A dirlo è un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della Tulane University di New Orleans.

«La glucosamina è un integratore alimentare piuttosto popolare usato per alleviare l’artrosi e il dolore alle articolazioni. Nonostante la sua efficacia sul dolore articolare continui a essere dibattuta, stanno emergendo prove su un suo possibile ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nella riduzione della mortalità», spiega Lu Qi, che ha guidato il gruppo di studio.
Gli scienziati hanno esaminato 466.039 soggetti privi di malattia cardiovascolare che avevano completato un questionario sull’uso di integratori, inclusa la glucosamina.

Svelato un punto debole della malattia di Huntington

Studiate le dinamiche di formazione di aggregati eterogenei

Varie_4515.jpg

Gli aggregati di proteine responsabili della malattia di Huntington hanno alcuni punti deboli, che potrebbero essere sfruttati per ostacolare lo sviluppo di questa malattia.

È quanto emerge da uno studio pubblicato su Scientific Reports da un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università degli Studi di Milano coordinato da Caterina La Porta, docente di Patologia Generale della Statale, in collaborazione con la Penn University negli Stati Uniti.

La malattia di Huntington è una malattia genetica neurodegenerativa legata alla struttura di una proteina coinvolta in molti processi cellulari (indipendenti dalla malattia), chiamata huntingtina.

Allenamento femminile: 3 benefici che non puoi ignorare

Si parla spesso di allenamento femminile legato a glutei sodi, vita a clessidra, gambe a prova di minigonna, ma ci si sofferma poco sul lato serio della cosa. Chi come noi si allena da tempo, ha avuto modo di provare sulla sua pelle tutti i benefici dell’allenamento.

Che si tratti di allenamento in sala pesi, corsa sul tappeto, yoga, pilates o anche semplice camminata, i benefici in termini di salute fisica e mentale sono innegabili. Perciò se sei ancora tra coloro che non amano allenarsi o che non riescono a resistere al richiamo del divano, questo è l’articolo che fa per te.

Breve e coinciso, ti darà contezza del fatto che nell’ambito dell’allenamento femminile, ci sono 3 benefici che non puoi ignorare

Ti salva la letteralmente la vita. E se non ci credi, alza la cornetta e chiama direttamente il tuo medico. Non stiamo parlando di uno specifico allenamento, e a prescindere dalle preferenze personali eseguire regolarmente sessioni di cardio e allenamento di rinforzamento muscolare può ridurre rischio di infarto, diabete, e alcune forme di cancro. Vi ricordiamo sempre che prima di eseguire esercizi o programmi di allenamento, è necessario controllare il proprio stato di salute fisica con il vostro medico di riferimento.

Ti sentirai letteralmente meno stressato e più felice. Chi si allena lo sa perchè l’ha provato in prima persona, ma passare giornate su giornate a non allenarsi, ha degli effetti negativissimi sull’umore. E’ stato più volte dimostrato come l’allenamento migliori l’umore e diminuisca il senso d’ansia. Tra gli “effetti collaterali” dell’allenamento mostrerebbero come quanto più sei allenato tanto più sarai in grado di sopportare gli effetti negativi dello stress. E non c’è bisogno di fare gesti atletici di altissimo livello o grado di difficoltà Anche l’attività a bassa intensità ha lo stesso effetto positivo.

Rinforza letteralmente le ossa. E’ un fatto: l’allenamento permette di aumentare la densità delle ossa, supportando la prevenzione dell’osteoporosi. Le attività ad alta intensità in questo senso, aiutano in misura maggiore. Salti e corsa quindi aiuterebbero nel preservare la densità delle ossa.

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Huntington, forse trovata la cura

Ridotti i livelli della proteina tossica per i neuroni

Varie_2934.jpg

I pazienti affetti da Còrea di Huntington potrebbero smettere presto di “danzare”. Còrea deriva infatti dal greco e significa per l’appunto “danza”. La parola è stata associata al nome del medico americano che per primo descrisse la malattia per segnalarne il sintomo più evidente: una serie di disturbi del movimento che per certi versi assomigliano a una danza.
Ora la ricerca di un team dello University College of London diretto da Sarah Tabrizi sembra aver ottenuto risultati clamorosi.

I risultati sono eccezionali, spiega la senatrice a vita Elena Cattaneo intervistata dal Fatto Quotidiano. Per la prima volta una molecola sperimentale è riuscita a ridurre i livelli della proteina tossica responsabile della malattia, la huntingtina, che uccide le cellule del sistema nervoso centrale.