100 passi al minuto, la velocità giusta per camminare

Un’andatura che garantisce benefici all’organismo

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Di certo camminare fa bene, medici e ricercatori ce lo ripetono in continuazione. Ma a che velocità andare? Uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ha voluto indagare questo aspetto fornendo un’indicazione precisa per l’andatura migliore da adottare.

Lo studio ha preso in esame diverse ricerche precedenti condotte su centinaia di uomini e donne con oltre 18 anni e indici di massa corporea diversi.

La conclusione è che l’andatura di una persona non deve scendere sotto i 100 passi al minuto. Per avere un’idea della propria andatura sarà sufficiente contare i passi fatti in 10 secondi e moltiplicarli per 6. Se si fanno 17 passi ogni 10 secondi si è sulla strada giusta.

«In genere, nella vita di tutti i giorni, camminiamo a velocità ben inferiori», spiega Roberto Bottinelli, ordinario di Medicina dello sport in ateneo.

Fagoterapia, virus alleati per sconfiggere i batteri

Nuova arma contro l’antibiotico-resistenza

I fagi potrebbero essere, in un futuro prossimo, neanche tanto lontano, le nuove e potenti armi in grado di contrastare le principali minacce umane in fatto di infezioni batteriche. I fagi, infatti, sono virus capaci di infettare i batteri sino a distruggerli. E se in passato sono stati utili a combattere colera e, addirittura, la peste bubbonica, recenti studi sembrano sottolinearne l’importanza applicati a malattie quali infezioni osteoarticolari e dissenterie.

“È una situazione complessa perché in Europa sono presenti dei vincoli, dettati dalle regolamentazioni nazionali ed europee, che rendono difficili ad oggi l’impiego della fagoterapia”, spiega Mario Corbellino, Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Fatebenefratelli – Sacco, Milano autore dello studio presentato a Palermo.

Appuntamento al bar: cosa bere di poco calorico da mattina a sera

Cosa bere al bar di poco calorico? Spesso e volentieri ti ritrovi a dover dire no o in difficoltà se, durante una dieta, ti domandano di uscire. Cosa esco a fare se non posso bere, e se prendessi solo un caffè, se non ci fosse nulla di poco calorico? Queste sono tante delle domande che frullano in testa a chi, dovendo seguire un regime alimentare corretto, pensa che uscire comporti per forza assumere calorie extra. Niente di più sbagliato! Esistono sicuramente una serie di cosa da bere al bar con poche calorie a qualsiasi orario!

Cosa bere al bar di poco calorico? Ecco una serie di alternative

Vediamo insieme cosa bere al bar di poco calorico a seconda del momento della giornata e, ovviamente, dei gusti!

Cosa bere al bar al posto del caffè?

Partiamo dal presupposto che non è il caffè il problema. A livello calorico, infatti, se non zuccherato non va ad incidere significativamente nel bilancio calorie. Il problema a livello calorico si registra quando si bevono le varianti (cappuccino, caffè macchiato) o se si zucchera ognuno degli espressi che si bevono nel corso della giornata. A quante calorie corrisponde una bustina di zucchero bianco o di canna? 30 kcal. Il classico cucchiaino, invece, apporta circa 20 kcal. Cosa preferire nell’ambito delle bevande con caffeina per evitare di dover zuccherare eccessivamente? Il caffè al ginseng, ancor meglio il caffè d’orzo (ancor meno calorico del primo).

Cosa bere al bar di poco calorico durante il giorno

Partiamo subito con le bevande gassate, presenti in tutti i bar. L’ideale, se proprio si deve optare per questa tipologia di drink, è puntare sulle versioni light e senza zucchero. In linea di massima questa tipologia di bibita sarebbe da evitare poiché contiene moltissimi zuccheri e agisce creando dipendenza. Le bevande gassate non solo non dissetano ma rischiano anche di creare dipendenza. E i succhi di frutta? Si è portati a pensare che, essendoci una base di frutta, il succo sia tendenzialmente sano ma la verità è che quelli confezionati sono pieni di zuccheri e ad alto contenuto calorico.

L’alternativa sana? Il centrifugato! Ce ne sono moltissime tipologie a base diversa (sedano, carote, arancia, mele, ananas, cetrioli) a seconda dei locali nei quali ci si trova. Oltre a non essere dannosi per la dieta sono anche utili per depurare l’organismo. Lo stesso discorso vale per le spremute d’arancia. E quando è inverno è ci si vuole scaldare con una bella cioccolata calda accompagnata da biscotti? Una goduria, certo, ma non un bene per la dieta. In questo caso è bene sostituirla con un tè caldo o con una tisana senza zuccherarli beneficiando così delle tante virtù di queste bevande ed evitando di assumere calorie a vuoto. Sono molti i bar che offrono opportunità in questo senso con moltissimi gusti di tè e tisane.

Cosa bere al bar di poco calorico la sera

E quando cala la notte e si comincia a puntare su aperitivi, drink, vino, birre, superalcolici di ogni genere? In questo caso si può fare uno strappo alla regola ma bisogna essere ligi con le quantità. Un bicchiere di birra o un calice di vino vanno bene, ma deve finire lì se non si vuole compromettere la dieta. Le regole d’oro quando si bevono alcolici? Non farlo a stomaco vuoto, poiché tendono a gonfiare la pancia, e non per dissetarsi, perché fanno tutto fuorché quello. E se proprio si vuole bere un cocktail? Ecco la lista dei meno calorici: Spritz Aperol, Bellini, Margarita, Gin Tonic, Margarita.

Artrite e diabete, arriva la doppia cura

Le due malattie si possono curare insieme con lo stesso farmaco

Una piccola grande rivoluzione quella che riguarda circa 55mila pazienti italiani affetti sia da artrite reumatoide che da diabete. Uno studio italiano dimostra la possibilità di utilizzare un solo farmaco per trattare le due condizioni.

Lo studio, pubblicato su Plos Medicine, è stato condotto da Roberto Giacomelli, direttore della Divisione di Reumatologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche Applicate dell’Università de L’Aquila.

Il farmaco disattiva la molecola interleuchina-1, migliorando allo stesso tempo i sintomi dell’artrite e i livelli di glicemia.

Le due malattie condividono infatti alcuni meccanismi molecolari, facilitando così la cura di entrambe.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che si associa spesso ad altre malattie come problemi cardiovascolari, infezioni, tumori, disturbi polmonari e neuropsichiatrici.

Quali sono i migliori sport contro l’ansia?

Sport contro ansia: spesso e volentieri abbiamo varie esigenze quando ci approcciamo all’attività fisica. C’è chi lo fa per scaricare lo stress, chi per perdere peso, chi per tonificare i muscoli e ci sono anche persone che desiderano trovare il perfetto sport per combattere l’ansia. Sono molte le ricerche che confermano il ruolo dello sport nell’ambito della salute mentale e della riduzione dei sintomi che vengono associati alla depressione. Del resto è noto a tutti che fare regolarmente attività fisica fa stare meglio corpo, anime e mente poiché – tra gli altri vantaggi – si stimola anche la produzione di endorfine, le molecole del benessere. Vediamo allora quali sono i migliori sport contro l’ansia.

Sport contro ansia: quali sono i migliori per combatterne i sintomi

Quali sono i migliori sport contro ansia? Sicuramente fare sport all’aperto aiuta a sentirsi più sereni, soprattutto per coloro che hanno la fortuna di abitare in montagna o in campagna e hanno a disposizione grandi spazi verdi. Considerato che di sport utili contro l’ansia ce ne sono un bel po’, come vedremo a breve, come si fa a scegliere? Sicuramente è necessario optare per uno sport che diverta, in modo da praticarlo costantemente con piacere, ed è bene evitare tutte le competizioni se lo scopo è quello di rilassarsi e stare bene. Vediamo allora una lista degli sport migliori contro l’ansia.

Stancarsi rilassa: gli sport cardio

Stancarsi aiuta a rilassarsi: questo è il principio che spinge a scegliere gli sport cardio per ridurre l’ansia. Via libera a corsa, bibicletta, ginnastica aerobica, camminata veloce o salto con la corda. Tutto torna utile in questo senso poiché il sistema cardiovascolare lavora e i muscoli si stancano con un rilascio modesto di endorfine. Questa tipologia di sport è indicata soprattutto per le persone che hanno bisogno di sfogo e che pensano troppo, coloro che accumulano nervosismo insomma. Il risultato migliore si ottiene se, facendo cardio, ci si concentra su una playlist.

Sport meditativi per calmare la mente

Ci sono tanti sport che comportano meditazione: arti marziali, yoga, tai-chi-chuan. Occorre solo scegliere la modalità più giusta per esercitare il vostro fisico e lasciarsi andare ai numerosi benefici che queste attività garantiscono contro la depressione. In che modo gli sport meditativi agiscono scacciando l’ansia? Innanzitutto si lavora sulla respirazione, si migliorano postura e gestione dell’ansia grazie all’abbassamento dei livelli di cortisolo, del battito cardiaco e della pressione. La meditazione aiuta anche a cambiare prospettiva rispetto ai propri problemi poiché è un lavoro di concentrazione. Perfetti per chi cerca motivazione o soffre di tensioni muscolari legate allo stress.

Sport d’acqua per lavorare intensamente rilassandosi

Gli sport d’acqua sono perfetti non solo per rimanere in forma ma anche perché favoriscono il rilassamento dei muscoli di tutto il corpo. Via libera al nuoto, l’hydrobike e l’acquagym, dunque. Il massaggio corporeo praticato dall’acqua rilassa il corpo e il benessere va a influire anche sulla mente grazie alla maggior produzione di serotonina. Gli sport d’acqua sono ideali per chi soffre di ansia ed è sempre teso, ha problemi di insonnia e di fame nervosa.

Che cos’è la chetosi e i legami con la dieta chetogenica: cosa c’è da sapere

Che cos’è la chetosi? Che ruolo ha nel processo di dimagrimento? Quanto è utile per perdere peso e per mantenere nel tempo i risultati acquisiti? Facciamo un po’ di chiarezza in materia.

Che cos’è la chetosi

La chetosi è un processo strettamente collegato a quello della perdita di peso. Il nostro corpo attua questo meccanismo per bruciare i grassi del tessuto adiposo e alimentare l’organismo: si consuma massa grassa senza intaccare la massa magra.

Quando si segue un’alimentazione a basso apporto di carboidrati, il corpo risponde fisiologicamente dal punto di vista metabolico mettendo in circolo una maggiore quantità di corpi chetonici o chetoni (beta-idrossibutirrato, acetoacetato e acetone). Questi vengono sintetizzati nel fegato mediante la beta-ossidazione degli acidi grassi che si rendono disponibili nella circolazione sanguigna grazie alla loro liberazione dai depositi di grasso del tessuto adiposo. Sono questi, ovviamente, i responsabili del sovrappeso o nel peggiore dei casi dell’obesità. Gli acidi grassi vengono utilizzati dall’organismo per produrre energia al posto del glucosio. In questo modo l’organismo è come obbligato a utilizzarli come fonte energetica alternativa ai carboidrati. Si favorisce in questo modo una rapida eliminazione del peso in eccesso.

Dieta chetogenica e chetosi

La dieta chetogenica è un regime alimentare che riduce in modo drastico i carboidrati, aumentando di contro le proteine. Lo scopo principale di questo sbilanciamento delle proporzioni dei macronutrienti serve a spingere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte di energia, al posto dei carboidrati. Non è un regime semplice da seguire, perché non accetta sgarri, altrimenti anche assumendo pochi carboidrati in più di quelli previsti il corpo torna a utilizzare gli zuccheri, bloccando la chetosi.

Benché porti a una rapida perdita di peso, non mancano gli effetti collaterali, anche se scompaiono nell’arco di pochi giorni. In particolare posso presentarsi mal di testa, nausea, vomito, senso di affaticamento, insonnia, stitichezza. Utili per ritrovare il benessere sono liquidi e minerali.

La pillola aumenta il rischio di depressione

Nuova avvertenza sui contraccettivi ormonali

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Gli esperti dell’Agenzia italiana del farmaco mettono in guardia da un nuovo possibile effetto collaterale legato all’assunzione di contraccettivi ormonali.

Secondo una nota delle aziende produttrici di tali farmaci, resa pubblica in accordo con Aifa, i contraccettivi ormonali possono causare depressione e di conseguenza aumentare anche il rischio di comportamenti suicidari.

Per questo, è stato deciso un aggiornamento delle informazioni sul
prodotto con una nuova avvertenza.

“Le pazienti – ricorda la nota – devono essere informate sulla necessità di contattare il proprio medico in caso di cambiamenti d’umore e sintomi depressivi, anche se questi si verificano poco dopo l’inizio del trattamento”.

Dieta Flexitariana: fino a 4 kg in due settimane con la dieta ecosostenibile

Cos’è la dieta flextariana? Si tratta di un regime che promuove un cambiamento nelle abitudini alimentari che non ha solo il vantaggio di far perdere peso ma anche quello di virare verso un’alimentazione che rispetta maggiormente l’ambiente. Questa dieta è stata scelta anche da molte celebrities. Vediamo quali sono le direttive della dieta flextariana che ha anche il vantaggio di prevedere poche rinunce, e quali i benefici per il corpo oltre la perdita di peso.

Cos’è la dieta flexitariana?

Su quali principi si basa la dieta flextariana? Si parte da una base precisa: sostenibilità per il pianeta corrisponde a sostenibilità per l’organismo. La dieta flexitariana non permette solo di perdere peso ma anche di mangiare in un modo che non vada a danneggiare l’ambiente. Ma che cos’è la dieta flexitariana, in effetti? Altro non è che la versione americana della nostra dieta mediterranea, come riporta Giornalettismo, che ha consultato Luana Romeo, consigliere nazionale Andid. La dottoressa ha parlato di questo regime alimentare spiegando come funziona:

Si tratta di una dieta basata su frutta, verdura, cereali ma anche carne, pesce uniti al piacere del consumo occasionale anche dei cibi preferiti.

La dieta flexitariana, come sostiene la dottoressa, è molto semplice da seguire perché non comporta delle vere e proprie rinunce ma solo qualche sforzo. Questo regime alimentare permette di consumare tutto in quantità ragionevoli e, proprio perché flessibile, è sostenibile nel lungo periodo. La vera chiave è questa: non fare una dieta ma imparare a mangiare in maniera corretta per tutta la vita. Con i dovuti sgarri, certo. La dottoressa ha comunque evidenziato che la dieta flexitariana è, ancora, “uno stile alimentare non supportato da evidenze scientifiche. Ad oggi difatti non esistano studi in letteratura a supporto della sua efficacia sulla perdita di peso né sul miglioramento dello stato di salute”.

Come funziona la dieta flexitariana?

La dieta flexitariana è basata su una serie di principi tra i quali il consumo controllato della carne; proprio qui risiede l’ecosostenibilità di questo regime alimentare, che condanna l’eccesiva assunzione di proteine animali a discapito sia dell’ambiente che della salute del corpo umano. Oltre a ridurre la carne bisogna prestare attenzione alle dosi di quello che si mangia, che devono essere controllate. Nella fase iniziale di questa dieta il consumo di carne non deve superare i 700 g settimanali fino a scalare a soli 250 g quando ci si stabilizza.

La dieta, creata dalla nutrizionista statunitense Dawn Jackson Blatner, viene utilizzata da moltissime star tra le quali Meghan Markle, Gwyneth Paltrow e Paul Mc Cartney, che hanno dato un parere positivo. Come funziona la dieta flexitariana? Vediamo i principali punti di questo regime alimentare:

  • apporto calorico di 1.500 kcal al giorno così distribuite: 300 kcal a colazione, 400 kcal a pranzo, 150 kcal per due spuntini (mattina e pomeriggio) e 500 kcal a cena;
  • prevede un sistema alimentare di attacco che dura due settimane con frutta e verdura come principali alimenti e riduzione dei carboidrati;
  • il comfort food non è bandito poiché sono permessi cioccolato e vino in maniera equilibrata;
  • dopo le prime due settimane si passa al regime di mantenimento con porzioni simili a quelle dei primi quindici giorni di dieta, ovvero: 40% di alimenti vegetali, 40% tra legumi , cereali integrali e semi e 20% di alimenti di origine animale.

Dieta flexitariana: quali sono i benefici?

Perché scegliere la dieta flexitariana? Vediamo insieme i benefici dieta flexitariana punto per punto così da avere le idee chiare su questo regime alimentare:

  • perdita di peso (3 o 4 kg);
  • capelli più luminosi e pelle più elastica;
  • mangiare meno carne ha effetti positivi sull’organismo, in particolare per il colesterolo e il sistema cardiocircolatorio;
  • regime alimentare ecosostenibile;
  • si impara a mangiare sano senza scioccare l’organismo;
  • il regime alimentare che si impara a conoscere può essere mantenuto per tutta la vita.

Insalata di lenticchie con radicchio e zucca

L’inverno si sa chiama i legumi, ed in particolare fagioli e lenticchie. Sebbene si tendano a gustare più facilmente sottoforma di zuppa, oggi proviamo una ricetta che vede i legumi protagonisti sottoforma di insalata. Mi piace esplorare nuove ricette e idee come l’ insalata di lenticchie con radicchio  e zucca.  Questa ricetta è semplice, saporite, priva di glutine e se ben inpiattata di grande effetto. La leggerezza dell’insalata e l’amaro del radicchio mette in risalto la dolcezza della zucca arrosto, portando equilibrio al pasto. Può essere considerata, tranquillamente, un piatto unico.

Ingredienti insalata di lenticchie con radicchio e zucca

  • Zucca a piacere (leggi anche Zucca, cibo autunnale per eccellenza: benefici, proprietà e come cucinarla)
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 2 tazze di radicchio
  • 1 tazza di lenticchie
  • 2 1/2 tazze di acqua
  • Sale e pepe a piacere

Come preparare l’insalata di lenticchie con radicchio e zucca

  1. Preriscalda il forno a 200 ° C.
  2. Taglia la  zucca a metà, scava i semi e taglia la zucca a spicchi con una mandolina.
  3. Poni su una teglia foderata con carta forno.
  4. Condisci la zucca con olio d’oliva e cospargi di sale e pepe.
  5. Arrostisci la zucca per 15 a 20 minuti.
  6. In un pentolino, porta i legumi a ebollizione dopo che lo avrai riempito di acqua e un pizzico di sale.
  7. Copri con un coperchio e riduci la fiamma e fai cuocere a fuoco lento.
  8. Lascia cuocere 25-35 minuti, fino a quando le lenticchie sono morbide, ma ancora mantengono la loro forma.
  9. Scola l’acqua in eccesso, se necessario.
  10. In una ciotola, unisci il radicchio e lenticchie cotte. Condisci con un po’ di olio.
  11. Trasferisci i legumi in un piatto. Ricoprilo con radicchio e zucca. Servire caldo.

Tumori neuroendocrini, 7 anni per una diagnosi

Italia leader nel trattamento multidisciplinare

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Sono rari e “silenziosi”, perché solo nel 20% dei casi mostrano sintomi specifici. Le conseguenze possono essere gravi, perché per due terzi dei pazienti colpiti dai tumori neuroendocrini (NET, Neuro-endocrine Tumors) i ritardi nella diagnosi arrivano fino a 7 anni.

In Italia, ogni 12 mesi, sono stimati circa 2.700 casi di queste neoplasie, classificate come rare perché interessano meno di 6 persone ogni 100mila abitanti. Il nostro Paese è al vertice in Europa per numero di centri certificati dalla Società Europea dei tumori neuroendocrini (ENETS, European Neuroendocrine Tumor Society): sono 8 e uno dei criteri indispensabili per ottenere il riconoscimento è la soglia minima di casi da trattare ogni anno, pari a 80. A queste patologie eterogenee e difficili da individuare e gestire è stato dedicato un media tutorial a Milano.