Nuova tecnica per il ringiovanimento ovarico

Gravidanza in paziente con insufficienza ovarica prematura

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Si calcola che 1 donna su 100, di età inferiore ai 40 anni, presenti insufficienza ovarica prematura. Tale cessazione prematura dell’attività ovarica è uno dei peggiori quadri per quel che concerne le prospettive di procreazione, dato che in questi casi non è neppure presente il ciclo mestruale.

Oggi, la pubblicazione di uno studio condotto dalle dottoresse Sonia Herraiz, ricercatrice della Fondazione IVI-IIS La Fe e Nuria Pellicer, ginecologa dell’Ospedale La Fe di Valencia, fa ben sperare chi è affetto da insufficienza ovarica.

Il procedimento è alternativo alla somministrazione di cellule staminali, pratica abituale nelle fasi precedenti del presente studio, e lavora invece sul favorire l’afflusso delle cellule stesse verso le ovaie in modo che possano esercitarvi gli effetti positivi.

8 morti, i pazienti in terapia intensiva sotto quota 80

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 8 per un totale di 34.869 morti.

I casi totali sono ora 241.819, con un aumento di 208 positivi nell’ultima giornata. I pazienti in terapia intensiva sono scesi sotto quota 80 (72).

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti. Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali.

Leucemia, meglio anche la radioterapia

Più efficace della sola chemioterapia in fase di pre-trapianto

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Radioterapia superiore alla sola chemioterapia nel regime di condizionamento di preparazione al trapianto di midollo osseo nei bambini affetti da leucemia linfoblastica acuta.

A dimostrarlo è uno studio internazionale condotto in 17 Paesi sparsi nei 5 continenti, per il quale è stato fondamentale il contributo dei centri di trapianto pediatrici affiliati ad AIEOP (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica), tra i 75 che vi hanno partecipato in totale.

I risultati sono stati presentati nel corso dell’ultimo congresso dell’EHA (European Hematology Association), svoltosi nei giorni scorsi in modalità digitale, al quale si sono collegati ricercatori di ogni parte del mondo per condividere i più avanzati successi della ricerca nel campo delle malattie ematologiche.

23 morti, 93 i pazienti in terapia intensiva

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 23 per un totale di 34.767 morti.
I casi totali sono ora 240.578, con un aumento di 142 positivi nell’ultima giornata. I pazienti in terapia intensiva rimangono sotto quota 100 (93).
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Da ormai un paio di settimane si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.

Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di vario genere e centri commerciali. Tutte le attività devono garantire un’opera costante di igienizzazione, la presenza dei liquidi disinfettanti per le mani, l’uso di mascherine e guanti. Deve essere garantita la distanza minima di sicurezza fra i clienti, che quindi verranno scaglionati all’entrata.

Solo 8 morti, terapie intensive sotto quota 100

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Numeri di contagi e decessi in netto calo, ma l’attenzione deve rimanere alta.
I decessi della giornata sono 8 per un totale di 34.716 morti.

I casi totali sono ora 240.136, con un aumento di 175 positivi nell’ultima giornata. I pazienti in terapia intensiva scendono sotto quota 100 (97) per la prima volta dopo mesi.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Da ormai un paio di settimane si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.

e novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di vario genere e centri commerciali. Tutte le attività devono garantire un’opera costante di igienizzazione, la presenza dei liquidi disinfettanti per le mani, l’uso di mascherine e guanti.

Covid-19, mortalità più alta per chi ha un cancro al polmone

Accesso alle terapie intensive inferiore alla media

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Durante la pandemia, i pazienti colpiti da tumore al polmone hanno avuto meno accesso alle terapie intensive (8,3%) rispetto agli altri pazienti oncologici (26%) e la mortalità è stata molto più elevata (35% rispetto al 13%). A rivelarlo sono i risultati preliminari del primo studio internazionale sugli effetti del coronavirus nei pazienti con tumore toracico, pubblicato in questi giorni su Lancet Oncology.

Lo studio è stato coordinato da Marina Chiara Garassino, Responsabile dell’Oncologia Toracica presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e presidente di Women For Oncology Italy insieme a Leora Horn del Vanderbilt-Ingram Cancer Center di Nashville, USA.

Contagi in calo, terapie intensive sotto quota 200

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 34 per un totale di 34.405 morti.

I casi totali sono ora 237.500, con un aumento di 210 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 177, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese.

Amivantamab per il tumore del polmone

Indicato per il carcinoma non a piccole cellule EGFR mutato

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Il farmaco sperimentale amivantamab sta ottenendo buoni risultati nel trial di fase 1 CHRYSALIS, che lo valuta per il trattamento dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato EGFR mutato con inserzione dell’esone 20.

Amivantamab è un anticorpo bispecifico per EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico) e MET, che agisce sulle mutazioni attivanti e di resistenza di EGFR e sulla via di attivazione di MET.

Lo studio CHRYSALIS ha valutato l’efficacia utilizzando il tasso di risposta globale (overall response rate – ORR) secondo i criteri RECIST v1.1 (criteri di valutazione di risposta nei tumori solidi), la durata della risposta e il profilo di sicurezza di amivantamab, che sono stati alla base della designazione come “breakthrough therapy” concessa dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA) all’inizio di quest’anno.