Numeri in calo, ma ancora quasi 700 morti

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Risalgono sopra quota 20.000 i nuovi casi di contagio registrati giornalmente, per la precisione 20.709, per un totale di 1.641.610 dall’inizio della pandemia.
I decessi calano a 684, raggiungendo un totale di 57.405 vittime.

Per effetto dell’aumento dei tamponi – oggi 207.143 – il tasso di positività continua a scendere e si attesta al 10%, il limite esatto con il quale l’epidemia viene ritenuta sotto controllo.

Continua ad alleggerirsi la pressione sul sistema sanitario: i ricoverati sono 32.454 (357 in meno rispetto a ieri), mentre i pazienti in terapia intensiva sono ora 3.616, con un calo di 47 da ieri. I posti occupati in terapia intensiva rimangono sopra alla soglia critica del 40% (41%), anche se in calo.

L’Rt nazionale è all’1,08%, con molte Regioni ormai stabilmente sotto tale quota.

Epatite C, confermata l’efficacia dei nuovi farmaci

Eccellente la risposta anche nei pazienti più fragili

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La disponibilità dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA), che permettono di eradicare il virus dell’Epatite C in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali, ha reso possibile il raggiungimento dell’eliminazione di questa patologia entro il 2030 come prefissato dall’OMS.

Tuttavia, la pandemia di Covid-19 ha rallentato notevolmente i trattamenti, inserendosi in un contesto già complicato dalla difficoltà di identificare i pazienti affetti dal virus, spesso non consapevoli, il cosiddetto “sommerso”.

Questi temi sono al centro del progetto MOON di AbbVie: una serie di webinar in questi mesi autunnali per mettere a confronto infettivologi, epatologi ed internisti, affinché facciano rete per trovare efficaci strategie. Un’occasione per mettere a confronto specialisti di diverse branche e di diverse aree geografiche.

Ancora 800 morti, ma i ricoverati calano

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Sono 29.003 i nuovi casi di positività registrati nell’ultima giornata, per un totale che arriva a 1.509.875. Il numero dei tamponi torna a crescere, attestandosi a 232.711, il che produce un tasso di positività del 12,5%, in leggero rialzo rispetto a ieri.

Il numero dei decessi risale a 822, per un totale di 52.850.

Per il terzo giorno consecutivo cala il numero totale dei ricoverati, che ora sono 34.038 (-275). Per la prima volta dopo settimane calano anche le terapie intensive, seppur di sole 2 unità, portando il totale a 3.846.

Dal 6 novembre fino ad almeno il 3 dicembre entra in vigore un nuovo Dpcm che suddivide in 3 fasce le regioni italiane, a seconda del livello di diffusione del contagio.

Dipendenze, una speranza dalla fotobiomodulazione

Cambia l’oggetto della dipendenza ma gli effetti sono comunque traumatici

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C’è chi lo fa per sfuggire da un malessere, per dimenticare, distrarsi, chi inizia per mera curiosità o per sentirsi parte di un gruppo, e anche chi lo fa quasi per scherzo, come se fosse qualcosa da cui è semplice tornare indietro. E poi si finisce nel baratro. La maggior parte delle persone, col tempo, perde tutto: amicizia, amore, lavoro, famiglia. Se stessi.

In Italia e nel mondo i numeri sulle dipendenze non sono affatto leggeri: alcol, droga, fumo, gioco d’azzardo ogni anno stravolgono la vita di milioni di persone e la fotografia attuale restituisce previsioni future ancora più drammatiche, un po’ per l’abbassamento dell’età degli utenti, un po’ per gli effetti della pandemia, intessuta da preoccupazioni, solitudine, abuso di Internet.

Ricetta fit al forno: focaccine di fave

Una ricetta fit al forno, che non sia dolce, nè tanto meno scontata e banale, non è proprio semplicissima da trovare. Essendo inverno e il gelo alle porte, sicuramente vogliamo inserire i legumi nella nostra alimentazione. Stasera, dunque, vi stupiremo con effetti speciali, utilizzando un ingrediente forse poco preso in considerazione dalle fitness lover: le fave.

Benefici e proprietà delle fave la star della nostra ricetta fit al forno

Le fave sono tra i legumi più proteici, per 100 gr di fave abbiamo circa 8 gr di proteine. Ricchissime di ferro e vitamina C, sono anche ricche di fibre supportando il buon funzionamento dell’intestino. Inoltre svolgono funzione diuretica.

Ricetta fit al forno: focaccine di fave

  • 200 gr di fave già cotte
  • 2 albumi
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 2 cucchiai di crusca d’avena
  • rosmarino

Come procedere 

  • Far cuocere le fave con uno spicchietto d’aglio
  • Una volta cotte le fave, frullarle
  • Aggiungere al composto gli albumi, il parmigiano la crusca di avena
  • Con un cucchiaio formare delle piccole schiacciati con l’impasto ottenuto
  • Cospargere di rosmarino
  • Ricoprire una teglia di carta forno e poggiare le focaccine
  • Cuocere in forno a 200° in forno non ventilato per circa 15 minuti
  • Vi raccomandiamo sempre di dare un’occhiata alle focaccine
  • Sfornare quando sono leggermente dorate.

Come Mangiare le focaccine di fave?

Ovviamente la ricetta può essere replicata con qualsiasi altra tipologia di legume: lenticchie e ceci sono da prediligere. La consistenza delle focaccine, è tale da permetterti non solo altro tipo di condimento, come ad esempio pomodorini freschi e un filo di olio di oliva, ma anche una farcitura con un po’ di mozzarella (per un piatto un po’ piu calorico)

Un vaccino più efficace per il colera

Ricercatori fanno luce su un meccanismo di protezione inedito

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In tempi di pandemia da Sars-CoV-2 sembrerebbe superfluo concentrare le proprie attenzioni su un’altra infezione che pare appartenere al passato. Il colera, tuttavia, uccide quasi 100.000 persone all’anno, sebbene l’infezione sia ormai un lontano ricordo per l’Occidente.

Uno studio del Massachusetts General Hospital pubblicato su mBio svela un meccanismo inedito che potrebbe aiutare nella messa a punto di un vaccino più efficace per la malattia. Il colera è una tossinfezione dell’intestino tenue provocata dal batterio Vibrio cholerae, causando grave diarrea e disidratazione.

Dopo essere arrivato nell’intestino, il batterio libera una tossina che induce le cellule intestinali a secernere enormi quantità di liquido, portando alla fine alla morte per disidratazione e shock se il paziente non viene trattato.

Schizofrenia negli adolescenti, approvato lurasidone

Primo antipsicotico atipico per il trattamento della malattia

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È stato approvato dall’Ema il farmaco lurasidone per il trattamento della schizofrenia adolescenziale nei pazienti a partire dai 13 anni. Lurasidone, sviluppato da Angelini Pharma e Sunovion Pharmaceutical Europe, diventa così il primo antipsicotico di seconda generazione a essere approvato in pazienti schizofrenici a partire dai 13 anni.

Oltre alla nuova indicazione, a lurasidone è stato concesso anche un anno aggiuntivo di protezione commerciale. Lurasidone è stato approvato per la prima volta in Europa nel 2013 per il trattamento di pazienti adulti (a partire dai 18 anni) affetti da schizofrenia.

Questa approvazione rappresenta un traguardo importante non solo per Angelini Pharma, ma anche per tutti gli adolescenti europei che soffrono di schizofrenia e lottano per far fronte ai loro sintomi, ha affermato Pierluigi Antonelli, CEO di Angelini Pharma.