Chirurgia del pancreas, mortalità alta in molti ospedali

Bassi livelli di esperienza nella maggior parte degli ospedali

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Uno studio appena pubblicato sul British Journal of Surgery e condotto dal dottor Gianpaolo Balzano, chirurgo del Pancreas Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha analizzato i dati sulla mortalità operatoria per gli interventi di resezione pancreatica eseguiti in Italia nel triennio 2014-2016.

Secondo questi numeri, forniti dal Ministero della Salute in forma anonima, dei 395 ospedali italiani censiti ben 300 (il 77% delle strutture) ha realizzato in media solo 3 operazioni al pancreas all’anno. Un numero troppo basso, considerando che la chirurgia pancreatica è la più complessa della chirurgia addominale.

Il risultato è che la mortalità media sul territorio nazionale è il 6.2%, ma il dato varia da un 3% nei centri più eccellenti e a maggior volume, fino a oltre il 25% in altri ospedali, con risultati disastrosi per i pazienti che si rivolgono a questi ultimi.

Coronavirus, è possibile essere immuni anche senza anticorpi

Studio evidenzia la possibile immunità di soggetti asintomatici

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Anche se non sviluppano gli anticorpi ricercati dalle analisi sierologiche, molte persone risultano immuni al nuovo coronavirus. Come è possibile?

Secondo uno studio del Karolinska Institutet ciò si spiegherebbe con l’immunità mediata da cellule T. In sostanza, molte persone ammalate in modo lieve o addirittura asintomatiche non sviluppano gli anticorpi che segnalano l’avvenuta infezione, ma grazie a un altro tipo di risposta del sistema immunitario risultano comunque immuni a una reinfezione.

I linfociti T sono globuli bianchi specializzati nel riconoscimento delle cellule infette da virus e rappresentano una parte fondamentale del sistema immunitario. Stando ai dati, quasi il doppio delle persone ha sviluppato immunità delle cellule T rispetto a quelle scovate con i test sierologici.

Scoperta la ragione di cisti e tumori renali

Grazie allo studio di una rara malattia genetica

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Presso l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli il team di Andrea Ballabio ha descritto sulle pagine di Nature come il meccanismo responsabile di una rara malattia genetica offra una chiave per la comprensione di un meccanismo che porta alla formazione di cisti e tumori a carico di particolari organi, primo fra tutti il rene.

Sostenuto da Fondazione Telethon, da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e dalla Regione Campania, lo studio ha visto la partecipazione dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) e dell’Istituto di biologia cellulare dell’Università di Innsbruck.

Nuova tecnica di editing genetico

Per migliorarne efficienza e precisione

In uno studio pubblicato Nature Biotechnology, un gruppo di ricercatori dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget), guidati da Luigi Naldini, ha mostrato come superare una delle più importanti barriere all’applicazione dell’editing genetico alle cellule staminali ematopoietiche, che al contempo rappresentano un bersaglio fondamentale per la cura di gravi malattie genetiche, come le immunodeficienze primitive.

Forte della decennale esperienza nel campo, i ricercatori dell’SR-Tiget stanno lavorando per rendere l’editing genetico un approccio terapeutico sempre più sicuro e efficace. «Il nostro è un risultato importante nel percorso verso l’applicazione clinica in malattie in cui la terapia genica “tradizionale” non è indicata, perché quello da correggere è un gene “delicato”, coinvolto per esempio nella regolazione della crescita cellulare.

Un altro virus dalla Cina

Scoperto un ceppo virale simile all’H1N1 che causò la pandemia del 2009

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Arrivano ancora brutte notizie dalla Cina. Un gruppo di scienziati dell’Università di Pechino e di Shandong ha scovato un nuovo virus potenzialmente pandemico. Si tratta di una ricombinazione della variante H1N1 – quella che causò una pandemia nel 2009 – e un altro ceppo un tempo prevalente trovato nei maiali.

Il virus è stato descritto sulle pagine della rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, e individuato da George Gao e Jinhua Liu nell’ambito di un ampio programma di sorveglianza voluto dall’Organizzazione mondiale della sanità allo scopo di bloccare precocemente il rischio di nuove pandemie.

Oltre che nei maiali, il virus è stato trovato anche nel 10% di un campione di 300 persone che lavorano negli allevamenti. Ciò dimostra la capacità del virus di aggredire l’uomo, anche se gli manca per il momento quella di trasmettersi da uomo a uomo.

Cancro alla prostata, Cyberknife per terapie più efficaci

Ottimi i risultati con il sistema robotizzato

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In sole 4 sedute radiochirurgiche il trattamento del tumore alla prostata è concluso. Grazie alla potenza del Cybeknife ciascuna seduta dura pochi minuti, e la terapia si svolge a giorni alterni per cui in una settimana si conclude il ciclo.

Inoltre, la possibilità di tracciare in real time, durante l’irradiazione, la posizione della prostata attraverso una sequenza ravvicinata di radiografie, offre livelli di precisione millimetrici, che salvaguardano i tessuti sani circostanti. In Italia sono 37.000 sono i nuovi casi di tumore della prostata nel 2019. Negli uomini in fascia d’età tra i 50 e i 69 anni e negli ultrasettantenni è la neoplasia più frequente e rappresenta il 20% di tutti i tumori.

Presso la Radioterapia del Regina Elena di Roma è in piena attività il Cyberknife di ultima generazione.

Così il cervello ci aiuta a capire le azioni degli altri

Il ruolo della corteccia cerebrale nella comprensione del comportamento altrui

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Nella maggior parte delle interazioni sociali ci basiamo sull’osservazione delle azioni degli altri per capire cosa vogliono fare. Al tempo stesso, non possiamo aspettare di osservare tutto il movimento per capire le intenzioni che lo hanno indotto, ma dobbiamo raffigurarci in anticipo ciò che gli altri stanno per fare in modo che l’interazione possa essere fluida.

Nella comprensione del comportamento altrui un ruolo determinante è dato dal coinvolgimento di una via dorsale che, dalla corteccia visiva e tramite la corteccia parietale, porta a creare una rappresentazione delle azioni degli altri nel sistema motorio dell’osservatore.

Recenti studi, però, hanno dimostrato che per comprendere le azioni altrui utilizziamo anche aspettative legate al contesto in cui le azioni si verificano, come l’ambiente o gli oggetti utilizzabili.

Coronavirus nel nord Italia già a dicembre

Studio sulle acque reflue svela la presenza precoce del virus

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Nelle acque di scarico di Milano e Torino c’erano già tracce del virus SARS-CoV-2 a dicembre 2019.

Lo ha scoperto uno studio in via di pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità realizzato attraverso l’analisi di acque di scarico raccolte in tempi antecedenti al manifestarsi della COVID-19 in Italia.

I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del nord Italia sono stati utilizzati come ‘spia’ della circolazione del virus nella popolazione.

“Dal 2007 con il mio gruppo portiamo avanti attività di ricerca in virologia ambientale e raccogliamo e analizziamo campioni di acque reflue prelevati all’ingresso di impianti di depurazione”, spiega Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute del Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.