Dimagrimento localizzato: l’errore da non fare se vuoi perderete massa grassa e aumentare quella magra

Dimagrimento localizzato: l’errore da non fare se vuoi perderete massa grassa e aumentare quella magra. A prescindere dal fatto che tu voglia dimagrire, aumentare la massa muscolare, diventare più veloce o aumentare le dimensioni del tuo lato B, non esiste la bacchetta magica per raggiungere i risultati in maniera rapida.

Quello che dovrebbero traferirti personal trainer piuttosto che istruttori di corsi e sala, è come funziona il corpo umano, come renderlo più funzionale e aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

Sembra che uno degli errori principali fatti dalle persone in generarle è ch per dimagrire e mettere più massa muscolare, è necessario focalizzarsi sul dimagrimento localizzato.

Dimagrimento localizzato: l’errore da non fare se vuoi perderete massa grassa e aumentare quella magra

La concezione sbagliata riguarda il fatto che si crede erroneamente che targettizzando con un esercizio isolato la zona interessata, automaticamente si dimagrisce in quella stessa area. Andare a martellare un singolo muscolo con un determinato esercizio può farti sentire affaticata, ma non migliore la tua condizione atletica generale, che è necessaria per perdere grasso in eccesso.

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Il dimagrimento localizzato funziona davvero? La risposta immediata è no. Se il tuo obiettivo principale è dimagrire e perdere massa grassa, il tentativo di ridurre il grasso in determinate zone del corpo, non funziona perché va a colpire i muscoli più piccoli del corpo. Non c’è nulla di male a volere braccia più definite e muscolose, ma portare le ripetizioni di triceps dips all’infinito, non ti darà i risultati sperati.

Se invece sei abbastanza allenata e non hai molta massa grassa da perdere, la riduzione localizzata può aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo di maggiore definizione.

Cosa fare quindi? Invece di ossessionarti rispetto al dimagrimento localizzato, cerca di allenare l’intero corpo. In questa maniera raggiungerai risultati migliori in termini di forza e salute. Oltre a ridurre i tempi di raggiungimento dell’obiettivo. Non focalizzarti sui muscoli piccoli, piuttosto allena tutto il corpo con esercizi composti che allenano più gruppi muscolari contemporaneamente, aumenterai il battito cardiaco durante l’allenamento, brucerai più calorie e migliorerai la capacità di coordinare movimenti.

Diabete, due farmaci aumentano il rischio di infarto

Pericolo per il cuore da sulfoniluree e insulina

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Due fra i farmaci più prescritti in caso di diabete – sulfoniluree e insulina – aumentano il rischio di eventi cardiovascolari come infarto, ictus e insufficienza cardiaca.

A dirlo è uno studio della Northwestern University di Chicago pubblicato su Jama Network Open. Allo studio hanno partecipato 132.737 pazienti che avevano da poco iniziato ad assumere una seconda terapia dopo il primo farmaco.

Matthew O’Brien che ha condotto il lavoro, spiega: “I risultati richiedono un cambio di paradigma nel trattamento del diabete”. La prescrizione di sulfoniluree e insulina è infatti molto frequente come terapia di seconda linea in pazienti che assumono metformina. Le sulfoniluree servono a stimolare la produzione di insulina da parte dell’organismo.

Il pancione da cibo? Nemmeno le fitspo riescono ad evitarlo

Ci siamo passate tutte: mangi una pizza, del fritto misto, patatine o panini farciti in varia maniera, e sembra che sei incinta. Benvenuto pancione da cibo.

Come può essere? La tua pancia era a prova di tubino super aderente fino al giorno prima! Tutto il duro lavoro in palestra ti sembra inutile quando ti trovi davanti al peggiore dei casi di gonfiore.

Onde evitare che ti deprima più del dovuto, e per dare la giusta rilevanza al “problema” ecco una carrellata di fitspo, presa direttamente da instagram che ti farà capire che nessuno è immune dal pancione da cibo: nessuno d’altronde è perfetto ed è importante capire che una buona forma fisica va ben oltre una pancia gonfia dovuta alla mancanza di sonno, piuttosto che agli ormoni o altri motivi.

Sfortunatamente le cause dietro al pancione da cibo sono da imputare a cibi poco sani (come i fritti du cui sopra) così come ad alcuni cibi che sono ritenuti sani: ad esempio i legumi possono causare gas nello stomaco così come cavolfiori e affini.

I dolcificanti artificiali sono un’altra causa di gonfiore. Visto vengono prodotti da falsi zuccheri, il tuo corpo fa fatica a digerirlo, causando l’accumulo di gas.

Cosa fare per sbarazzarsi del pancione da cibo?

Fai il pieno di liquidi. Diciamo che hai mangiato troppo la sera prima, di certo non vorrai fare il giorno dopo una classica colazione italiana con cornetto farcito e cappuccino. Piuttosto opta per un centrifugato o uno smoothie a base di ananas. Fare il pieno di liquidi ti aiuterà con la digestione.

Muoviti. Di certo sarai tentata di sdraiarti sul divano e rimanere lì ferma per tutto il giorno. Ma uscire anche solo per una breve camminata ti aiuterà a stimolare l’intestino. Fa troppo freddo per uscire? Prova qualche posizione yoga.

Le tisane sono tue amiche. Facilmente reperibili, le tisane come ad esempio quelle a base di finocchio, ti aiutano a sgonfiarti. Anche menta e camomilla rappresentano una buona scelta.

Cerca di essere regolare. Il pancione da cibo difficilmente è un qualcosa di cui preoccuparsi. Se ti senti gonfia dopo ogni pasto potresti essere semplicemente costipata. La soluzione è dunque rimanere idratata, fare esercizio con regolarità e aggiungere fibre alla tua alimentazione,

Infine, cosa fondamentale, è non farne un dramma. Il pancione da cibo viene anche alle più allenate delle fitspo.

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Ipofosfatemia legata all’X

Rachitismo raro ed ereditario purtroppo sottovalutato

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Parlare di malattie rare significa parlare di malattie che colpiscono un ristretto numero di persone, ma vuol dire anche avere a che fare con una varietà di condizioni straordinariamente grande, dato che sono più di 7.000 quelle attualmente identificate.

In un così vasto ‘universo’ di patologie, in gran parte estremamente gravi, può verificarsi che alcune di queste, non comportando esiti fatali, vengano ampiamente sottovalutate sia nell’ambito dell’immaginario pubblico, sia all’interno dell’ambiente medico. L’ipofosfatemia legata all’X (XLH), è proprio una di queste patologie, e dato che parliamo di una forma rara di rachitismo, allora la problematica diventa ancora più grande, perché alla sottovalutazione si aggiunge la scarsa conoscenza della malattia.

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento? Le ragioni scientifiche e psicologiche

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento? Esistono davvero motivi fisiologici dietro la fame eccessiva nel giorno seguente ad un intenso esercizio fisico? Ebbene non è la tua immaginazione, ma esistono davvero fattori fisiologici e psicologici che entrano in gioco in questo comportamento.

La sensazione di fame, in un soggetto sano, può essere variamente influenzata da diversi fattori, come il livello di attività fisica, gli stati emotivi, l’assunzione di determinate sostanze, le modificazioni della temperatura ambientale (il freddo, per esempio, stimola la necessità di assumere cibo, mentre il caldo tende a inibirla), lo stato di pienezza del tubo gastroenterico (viene avvertita dall’attività di recettori viscerali) ecc.

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento: le ragioni scientifiche

Il meccanismo che regola la fame è localizzato nell’ipotalamo, in particolare il NUCLEO ARCUATO (ARC) è il nucleo deputato alla regolazione del bilancio energetico. I segnali di fame (o segnali oressigeni) e quelli di sazietà (segnali anoressigeni) sono legati all’azione di numerosi mediatori; quelli principali sono leptina, insulina e grelina.

I primi due informano l’organismo inviando segnali di sazietà, mentre la grelina agisce in modo opposto, inoltre nel nucleo arcuato ci sono 2 popolazioni di neuroni che esprimono neuropeptidi coinvolti nel in questi segnali, ma ci soffermeremo principalmente sugli ormoni che regolano il metabolismo che sono leptina, insulina, grelina, adiponectina.

  • Leptina – La leptina è un ormone proteico prodotto dal tessuto adiposo e la sua concentrazione plasmatica è correlata alla quantità di adipociti ed ai livelli di insulina. La leptina agisce sui vari recettori localizzati nell’ipotalamo inviando segnali di sazietà. La sua concetrazione varia esponenzialmente in funzione della massa grassa. Le concentrazioni crescono di notte e prima dell’alba e di giorno in funzione dell’assunzione di cibo La leptina svolge un ruolo critico nella risposta adattativa alla fame. La concentrazione di leptina inoltre diminuisce dopo breve periodo di digiuno (24-72 ore), in corso di un aumento dei livelli di testosterone e di estrogeni, ed è cronicamente ridotta durante l’esercizio fisico.
  • Insulina – L’insulina, come noto, è un ormone proteico secreto da cellule appartenenti a strutture endocrine del pancreas. La sua secrezione in circolo è, in sostanza, una risposta all’assunzione di carboidrati; essa praticamente gestisce il carico glucidico dopo un pasto. L’insulina, analogamente a quanto fa la leptina nei confronti dei lipidi, fornisce un segnale di abbondanza relativo ai glucidi.
  • Grelina – Alla grelina, un ormone scoperto nel 1999, è affidato il compito di segnalare la carenza di cibo. I livelli di grelina aumentano prima dei pasti e diminuiscono dopo l’ingestione di cibo, stimola quindi l’appetito e la secrezione di GH. La stimolazione dei recettori per la grelina porta alla stimolazione del rilascio dell’ ormone della crescita, ad un aumento della fame ed alla modulazione del metabolismo glucidico e lipidico. Lavora in maniera complementare alla leptina, nei soggetti obesi si riscontrano alti livelli di leptina e bassi di grelina.
  • Adiponectina – È un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati; sembra sia in grado di incrementare il consumo dei lipidi (per le funzioni vitali) e modulare l’effetto dell’insulina.

L’esercizio fisico incide sul metabolismo e sulla composizione corporea quindi sulla ridistrubuzione delle masse magra e grassa oltre che sul profilo lipidico. Uno studio in cui sono stati presi in esame soggetti sedentari, ha voluto dimostrare come l’esercizio aerobico possa modificare i valori di leptina, grelina e obestatina (quest’ultima è un peptide di 23 amminoacidi proveniente dallo stesso gene della grelina, anche se ha un effetto opposto).

I ricercatori suddivisero un gruppo di 24 soggetti sedentari in 2 gruppi: un gruppo sperimentale (sottoposto al protocollo di allenamento) ed un gruppo di controllo. Il gruppo sperimentale era sottoposto a 3 sedute settimanali di allenamento aerobico della durata di 30 minuti, per un periodo di 16 settimane. Come previsto, già dopo 8 settimane, i risultati del gruppo sperimentale mostravano un significativo calo del peso corporeo, della percentuale di massa grassa e dei livelli di leptina. Inoltre ci furono importanti variazioni dei livelli di grelina e obestatina.

La carne rossa fa male anche al cuore

Aumenta i livelli della sostanza TMAO

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Consumare carne rossa fa storcere il naso a medici e nutrizionisti, questo si sa da tempo. Ora un nuovo studio pubblicato sullo European Heart Journal segnala il rischio per il cuore connesso con il consumo dell’alimento.

Lo studio, realizzato da scienziati della Cleveland Clinic, si è ispirato ai risultati delle ricerche di Stanley Hazen, il ricercatore che ha scoperto il meccanismo di produzione di TMAO (ossido di trimetilammina), sostanza che scaturisce dalla digestione di tre nutrienti presenti nella carne rossa, ovvero colina, lecitina e carnitina. Inoltre, Hazen aveva già supposto un coinvolgimento di TMAO nell’insorgenza di infarto e ictus.

Il nuovo studio ha esaminato 113 persone che hanno seguito una dieta ricca di carne rossa per un mese, oppure una dieta ricca di carne bianca e un’altra povera di proteine di origine animale.

Malattia di Huntington, Dna modificato per fermarla

Anche una molecola sperimentale sembra essere efficace

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Alla base dell’insorgenza della malattia di Huntington c’è la produzione della proteina huntingtina. Un team di ricercatori della University of Central Florida ha studiato il modo di fermarne la produzione attraverso l’innesto di frammenti di Dna modificati.

Su modello murino, i danni alla funzione cerebrali sono regrediti, come spiega Amber Southwell, ricercatrice principale dello studio pubblicato su Science Translational Medicine: “Per la prima volta abbiamo dimostrato che eliminando la proteina huntingtina mutata, i cambiamenti psichiatrici e dell’umore potrebbero tornare alla normalità”.

L’effetto è stato assicurato dall’iniezione nel liquido cerebrospinale di Aso, gli oligonucleotidi antisenso, cioè pezzi di Dna modificati.

Tumori delle vie biliari, spesso la diagnosi è tardiva

Difficili da individuare, ma possibili nuovi scenari terapeutici

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5000 casi all’anno, ma spesso la diagnosi è tardiva. Si tratta dei tumori delle vie biliari, ai quali è stato dedicato un convegno grazie all’organizzazione dell’Associazione Dossetti Tumori Rari.

Il primo problema posto dalla malattia è la sua sintomatologia poco chiara: “I sintomi sono poco specifici e difficili da individuare. Quando iniziano a manifestarsi febbre, dolori addominali, riduzione del peso e ittero, la malattia è spesso già avanzata”, spiega Nicola Silvestris, il direttore scientifico dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari.

5 esercizi per gli addominali che tengono alla larga il mal di schiena

Eseguire esercizi per gli addominali ha una doppia valenza: non solo scolpisce e rinforza l’addome, ma ti permette di metterti al riparo da mal di schiena principalmente in zona lombare.

La routine di allenamento consiste in 5 esercizi di stabilizzazione della parte centrale del corpo: bird dog, hollow body, front plank, side plank e back plank. Eseguendo questo workout riuscirai ad allenare la parte centrale del corpo da diverse angolazioni, a 360°.

Trattandosi inoltre di esercizi di stabilizzazione dell’addome, allenerai la parte centrare del corpo a sostenere la spina dorsale evitando movimenti che potenzialmente possono essere stressanti per la colonna vertebrale come le rotazione, flessione ed estensione.

Come eseguire l’allenamento:

Esegui ogni esercizio per 60 secondi facendo 15 secondi di pausa tra gli esercizi. Completa la routine per portare a casa il primo round. Ripeti il tutto per 3o 5 volte in totale.

5 esercizi per gli addominali che tengono alla larga il mal di schiena

1. Bird dog

2. Hollow-body hold

3. Front plank

4. Side plank

5. Back plank