Retinopatia, nuovo collirio ricavato da un batterio

Studio italiano ricava un farmaco da una proteina batterica

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Sfruttare l’Escherichia Coli per mettere a punto un nuovo collirio in grado di ridurre i sintomi della retinopatia. È la conclusione di una ricerca realizzata da scienziati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Università di Bologna.

«La somministrazione locale di un collirio contenente una soluzione con il fattore citotossico necrotizzante 1 (CNF1) di Escherichia Coli ha migliorato le prestazioni visive in un modello animale di retinopatia ipertensiva», afferma Andrea Matteucci, primo autore del lavoro pubblicato su Neuroscience.

CNF1 agisce come antinfiammatorio, modulando l’attività della proteina Rac1 nella retina e migliorando quindi la funzionalità visiva. La proteina Rac1 fa parte delle Rho GTPasi, piccole proteine regolatorie coinvolte in processi infiammatori e nella risposta allo stress ossidativo a livello vascolare.

6 suggerimenti per ottenere risultati veloci in palestra

Non c’è miglior modo di ottenere risultati veloci in palestra, che quello di eseguire un allenamento con i pesi, possibilmente ad alta intensità. Sempre nel rispetto di quelle che sono le tue possibilità fisiche e indicazioni del medico. Ovviamente non basta farne uno, ma serve un vero e proprio programma di allenamento. Quindi ti invitiamo ad abbandonare qualsiasi forma di ritrosia tu possa mai avere verso questa disciplina, nel caso ancora non ti ci fossi approcciata, e a provare a massimizzare i risultati seguendo questi 6 suggerimenti.

6 suggerimenti per ottenere risultati veloci in palestra

Prova il thruster con il bilanciere. Non c’è strategia migliore per tonificarsi con i pesi di individuare quegli esercizi che mettono alla prova diversi muscoli del corpo contemporaneamente. Dal nostro punto di vista il thruster con il bilanciere, assolve perfettamente alla funzione. Si tratta di un movimento avanzato, e per renderlo più semplice puoi provare ad utilizzare il kettlebell oppure dei manubri. Per la scelta del peso, ti consigliamo di utilizzare un peso che ti permetta di eseguire l’esercizio in forma corretta.

Cerca di allenarti sempre durante la settima. Soprattutto se  fai un lavoro particolarmente statico, che ti tiene incollata allo schermo tutto il giorno, allenarti con i pesi ti aiuterà a risvegliare quelle parti del corpo che rimangono inattive durante il giorno. Per i glutei in particolare l’esercizio anti-seduta è l’hip thrust.

Allenati sempre con intenzione. Sappiamo che la palestra è un luogo in cui ti capita di chiacchierare con persone con cui condividi la stessa passione, tuttavia l’allenamento con i pesi richiede concentrazione e intenzione. Se ad esempio riesci a fare il massimo delle ripetizioni con molta facilità, aumenta il peso. E viceversa se non riesci ad arrivare alla fine delle ripetizioni, diminuisci il peso. Ma evita assolutamente di lasciare a metà l’allenamento.

Dai il massimo sugli esercizi che coinvolgono i gruppi muscolari più grandi. Fortunatamente per te, i glutei rientrano in questa categoria. Allena quindi i glutei con squat, allenamenti ad alta intensità, ripetute e qualsiasi esercizio che ti permetta di rendere il tuo latoB di marmo.

Non eseguire mai due allenamenti con i pesi in giorni consecutivi. O se proprio devi, cerca di non allenare mai lo stesso gruppo muscolare.

Gli allenamenti a circuito sono tuoi amici. Eseguire un allenamento a circuito da 3 a 5 volte, magari utilizzando gli stessi esercizi che normalmente fai in sala, ti permette di bruciare più calorie. Questo ovviamente se il circuito prevede pochissimo tempo di pausa tra un esercizio e l’altro. A volte anche pari a zero.

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

 

Malattia di Huntington, esiste anche la forma pediatrica

Più aggressiva ma più rara

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La malattia di Huntington, sebbene si presenti comunemente negli adulti, può fare il suo esordio anche in età addirittura infantile.

In alcuni di questi casi la patologia può avere delle caratteristiche diverse da quelle che assume nell’adulto e un decorso più aggressivo. In queste circostanze, sarebbe bene definirla ‘forma pediatrica’ piuttosto che ‘giovanile’, termine coniato in un passato in cui le forme erano distinte solo in base all’aspetto clinico e all’età di esordio.

Keto-tella: la ricetta della Nutella per la dieta chetogenica con solo due grammi di carboidrati

Se i dolci, non rovinassero tutto lo sforzo che fai in palestra,  probabilmente la credenza della tua cucina ne sarebbe piena. Comunque, fortunatamente al mondi esistono persone, che trovano il modo di raggirare il problema. Come è successo sul “social” Reddit, poco conosciuto in Italia, dal pubblico di utenti creativi che propongono soluzioni sorprendenti ai più disparati problemi. Non ultimi quelli legati alla dieta, al fitness e all’alimentazione.

E’ proprio da Reddit che arriva la ricetta  della Nutella chetogenica, che contiene solo due grammi di carboidrati. Ovviamente la ricetta è made in USA, e la rivista Shape l’ha scovata e pubblicata.  L’ideatore della ricetta è l’utente su reddit @BlahBlahBerry con il supporto @d_to_the_c

Come rigorosamente riportato sull’etichetta delle informazioni nutrizionali, la Nutella contiene circa 57 grammi di carboidrati, di cui 56 zuccheri, per 100gr. Va da se che proprio non riusciresti ad inserirla all’interno del tuo piano nutrizionale strutturato per seguire un’alimentazione chetogenica. E a prescindere da tutto il tuo nutrizionista non farebbe di certo i salti di gioia a vederti affondare il cucchiaio in un vasetto di gustosissima Nutella.

Ricetta Della Keto-tella, la Nutella Chetogenica

L’utente che ha iniziato la conversazione su Reddit si chiama @BlahBlahBerry. L’idea è arrivata nel momento in cui seguiva appunto una dieta chetogenica, ed essendo un’amante del burro di arachidi si preoccupava sempre del contenuto di carboidrati contenuto in quest’ultimo.

La soluzione adottata fu quella di aggiungere olio di cocco per diluire il numero di carboidrati.

Ingredienti Keto-tella: ricetta della Nutella chetogenica

  • 1 cucchiaio di burro di arachidi
  • 1 cucchiaio di olio di cocco
  • 1/4 di cucchiaino di cacao in polvere amaro
  • Dolcificante (che abbia la minor quantità

Come procedere

  • Inserire il burro di arachidi e l’olio di cocco in una ciotola e farla riscaldare a bagnomaria.
  • Una volta sciolti gli ingredienti farla raffreddare e mescolare per amalgamare il tutto
  • Aggiungere il cacao in polvere e il dolcificante, e unire il tutto.
  • Lasciare riposare, e successivamente gustarla utilizzandola come topping

In realtà il burro di arachidi, non è concesso nella dieta chetogenica, in quanto la maggior parte dei prodotti più comunemente reperibili contengono una gran quantità di carboidrati. Per tanto il suggerimento in questo caso è quello di trovare un burro di arachidi naturale. Oppure di prepararlo in casa.

Inoltre considerando che un cucchiaio di olio di cocco e un cucchiaio di burro di arachidi arrivano a superare le 200 calorie, devi prestare molta attenzione alle porzioni.

Coloro che hanno partecipato alla discussione e hanno provato la ricetta della Nutella per la dieta chetogenica hanno assicurato che il sapore è pari a quello della Nutella. Non ci resta che provare, dunque e fare i salti di gioia nel caso sia stata scoperto il sostituto della Nutella per la dieta chetogenica.

Allenamento total body in 30 minuti per dimagrire e tonificare il corpo

Questo allenamento total body è stato pensato per essere eseguito in palestra o all’aria aperta. L’idea è quella di allenare ogni parte del corpo per dimagrire, tonificare e rendere il tuo corpo più atletico, migliorando anche la forza.

Come sempre, prima di eseguire qualsiasi tipo di allenamento, effettua tutti i dovuti controlli per verificare di essere in grado di eseguirlo.

Di cosa hai bisogno

  • Acqua
  • Kettlebell (scegli un peso che ti permetta di eseguire gli esercizi in forma corretta, ma se la tua condizione fisica e capacità di allenamento te lo permette utilizza un kettlebell da 16kg)
  • Timer: cerca di eseguire l’allenamento in 30 minuti

Allenamento total body in 30 minuti per dimagrire e tonificare il corpo

Inizia l’allenamento 2 km di corsa. Se non puoi correre all’aperto esegui l’allenamento in palestra, utilizzando un tapis roulant.

100 Air squat

Air Squat

80 Sit Up Butterfly

60 Push Up

40 Walking lunges

20 Kettlebell Thurster

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Malattie intestinali, un test ne predice la gravità

Basato sull’analisi di 17 geni

Il decorso di una malattia infiammatoria intestinale (IBD) può essere previsto grazie all’analisi di 17 geni, facilitando così la preparazione di una terapia personalizzata.

Lo rivela uno studio apparso su Gut e firmato da Kenneth Smith e dai suoi colleghi della University of Cambridge.

«Il test è ugualmente preciso e affidabile in tutti i pazienti con IBD, a condizione che abbiano dato prova di malattia attiva e siano gestiti con una terapia minima. Non abbiamo identificato altri fattori correlati al paziente che possano influenzare l’efficacia del test», afferma Smith, autore senior dello studio.

Nuovo farmaco contro il linfoma

Testata l’efficacia di una molecola sperimentale

Un farmaco antitumorale sperimentale dimostra la sua sicurezza e i primi segni di efficacia nel trattamento dei linfomi primitivi del sistema nervoso centrale.

Si tratta di tumori del sangue altamente aggressivi che rimangono confinati all’interno del cervello e che oggi mancano di una terapia efficace.

Sono questi i risultati di uno studio pilota chiamato INGRID e condotto su 12 pazienti all’IRCCS Ospedale San Raffaele, coordinato da Andrés José María Ferreri, a capo dell’unità di ricerca clinica Linfomi, e pubblicato sulle pagine della prestigiosa rivista Blood.

Un test veloce per scoprire la parodontite

Alcune sostanze segnalano la malattia prima della comparsa dei sintomi

Esistono sostanze specifiche nel sangue e nella saliva che possono segnalare la presenza della parodontite. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Clinica Chimica Acta, International Journal of Clinical Chemistry da ricercatori anglo-cinesi.

Secondo gli scienziati del Joint International Research Centre of Translational and Clinical Research di Pechino e del King’s College di Londra, è possibile mettere a punto un test del sangue e della saliva che riveli la presenza di proteine specifiche che indicano la futura insorgenza della parodontite.

Gli esperti hanno confrontato campioni di saliva e di fluido crevicolare – liquido particolare che si trova nel colletto gengivale, ovvero dove i denti aderiscono alle gengive – e sangue di pazienti con gengivite, pazienti con parodontite cronica e individui sani di controllo.