Mio buon Natale, te lo ricordi com’eri prima?

Quest’anno, l’abbiamo capito, il Natale sarà diverso per tutti. Se da un lato qualcuno ha già iniziato da settimane a decorare la casa per infondersi di atmosfera natalizia e rallegrare un po’ gli animi, dall’altro ci sono persone che saranno costrette a passare le feste lontane dai propri cari, a causa delle restrizioni sugli spostamenti o gli arrivi dall’estero. 

A cura di Valeria Baruzzo

In ogni caso, che si faccia parte del primo o del secondo gruppo, siamo tutti stimolati a riflettere su cosa significhi il Natale per noi. Nella maggior parte dei casi, le festività natalizie corrispondono esattamente a quello che siamo invitati a evitare quest’anno: assembramenti, abbracci, baci, carezze, rimpatriate, viaggi. Insomma, calore umano che nella vita di tutti i giorni non abbiamo tempo di alimentare perchè, correndo in modo frenetico, ci dimentichiamo di dedicare parole e pensieri a chi vogliamo più bene. Invece, a Natale ci riscattiamo un po’ tutti, che sia con un regalo ben pensato o con un semplice biglietto di auguri, una telefonata o una cena insieme a persone che non rivediamo da tanto (una mangiata più o una meno non fa differenza e lo sappiamo benissimo). Poi, ci sono anche i Grinch della situazione, che invece saranno ben contenti di evitare inutili rimpatriate familiari in cui si parla sempre delle stesse cose, si sente il solito “ma i figli, a quando?”, “la laurea quando arriva?”, “la fidanzata quest’anno l’hai trovata?”, “uh, come sei ingrassata!”, il tutto sfoderando il più falso dei sorrisi mentre si ringrazia per regali imbarazzanti che verranno rivenduti su internet il giorno dopo. Natale è un po’ entrambe le cose, forse. Un po’ magico e un po’ stressante. Ma in nessun caso dovrebbe essere solitudine.

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Nuove linee guida per tornare a fare sport

Tengono conto dell’evoluzione della pandemia

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In tempi di Covid è necessario calibrare ogni attività per cercare di contrastare la diffusione del virus. Per questo, gli esperti dell’American Academy of Pediatrics hanno pensato a un aggiornamento delle linee guida sullo sport.

«Per prima cosa l’AAP invita tutti gli idonei a vaccinarsi contro Covid-19 appena possibile», esordisce Susannah Briskin, professore associato di pediatria alla Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, nonché autrice principale della guida AAP, spiegando che il documento si applica a bambini e adolescenti che partecipano e/o ritornano all’attività fisica.

«Milioni di ragazzi dai 12 anni in su sono stati vaccinati, con un’efficacia duratura e quasi completa a fronte di un rischio incredibilmente basso, al punto che il rapporto rischio-beneficio in tutto lo spettro di età favorisce fortemente il vaccino».

Covid, disturbi psico-neurologici fra i giovani

Studio italiano evidenzia problemi cognitivi e comportamentali

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Uno studio presentato nel corso del Congresso dell’Accademia europea di neurologia evidenzia la presenza di problemi cognitivi e comportamentali nei pazienti più giovani colpiti da Covid-19.

«Il nostro studio ha confermato che esiste un’associazione tra Covid-19 e significativi problemi cognitivi e comportamentali e tali problemi persistono diversi mesi dopo la remissione della malattia.

Una scoperta particolarmente allarmante sono le modifiche alla funzione esecutiva che abbiamo riscontrato. Questi sintomi hanno colpito tre pazienti su quattro in età lavorativa», spiega Massimo Filippi, dell’Istituto scientifico e dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che ha diretto il lavoro.

Tasso in salita, salgono di poco i ricoveri

Tutta Italia in zona bianca ma bisogna stare attenti o si torna indietro

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Sono 888 i nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2. I decessi sono 13, per un totale di 127.788 dall’inizio dell’epidemia.

Nella giornata di ieri sono stati effettuati 73.571 tamponi, il che produce un tasso di positività dell’1,2%. Tornano a salire, seppur di poco, i ricoveri, arrivando a 1.149, 15 in più in un giorno, mentre le terapie intensive scendono di 2 a 158.

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state inoculate 57.860.027 dosi, mentre 24.015.200 persone hanno ormai completato il percorso e risultano protette dal virus.

In termini percentuali, il 59,3% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre il 44,5% ha completato il ciclo vaccinale.

Il peso del diabete sui reni

Novità terapeutiche e nuove linee guida

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La malattia renale cronica in corso di diabete è un tema di grande rilievo epidemiologico del quale è necessario aumentare la consapevolezza nella popolazione generale e nei soggetti con diabete.

Dati aggiornati al 2019 mostrano un aumento progressivo nelle ultime tre decadi dell’insufficienza renale terminale negli Stati Uniti e tutti i paesi industrializzati.

Il diabete è una malattia in aumento esponenziale e si presume che nel 2045 ci saranno 629 milioni di persone al mondo con diabete diagnosticato, e almeno altri 200 milioni di diabetici non diagnosticati.

Il diabete è, insieme all’ipertensione, la principale causa di insufficienza renale terminale e la prognosi dei pazienti diabetici in dialisi è peggiore di quella di molte neoplasie.

L’intelligenza artificiale può aiutare la fertilità

La selezione di embrioni normali ha un alto tasso di precisione

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Lo sviluppo e l’introduzione delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) ha dimostrato, negli ultimi anni, un grande potenziale per eliminare alcune inefficienze ancora presenti in diverse fasi dei trattamenti di riproduzione assistita, incluso il miglioramento di alcuni processi dei laboratori di fecondazione in vitro (IVF) e, più specificamente, della selezione degli embrioni.

A tal proposito, IVI ha realizzato uno studio approfondito sull’applicazione dell’IA alla selezione degli embrioni che annovera la più ampia casistica combinata della storia scientifica al momento, con l’analisi di 25.000 embrioni e 4.000 pazienti.

Grazie a questo studio, IVI ha rivoluzionato il settore dell’embriologia, mettendo a disposizione delle sue cliniche diverse tecniche, che permettono di offrire una selezione universale, standardizzata e automatizzata degli embrioni.

Antidepressivi, come e quando interrompere il trattamento

Ancora non è chiaro quale sia l’approccio migliore

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È ancora oggetto di discussione il metodo migliore per interrompere l’assunzione di farmaci antidepressivi. Una revisione della Cochrane Library ha cercato di capire quale sia l’approccio da seguire.

«Le linee guida in genere raccomandano di assumere antidepressivi fino a 6-12 mesi dopo il miglioramento, o fino a 2 anni nelle persone a rischio di ricaduta, ma molti assumono antidepressivi per periodi più lunghi, e fino alla metà delle persone in tale situazione non ha una chiara ragione medica per continuare a prenderli», afferma Ellen Van Leeuwen, dell’Università di Ghent, in Belgio, autrice principale dello studio.

L’utilizzo a lungo termine degli antidepressivi può associarsi a disturbi del sonno, aumento di peso, disfunzione sessuale, emorragie e problemi gastrointestinali.

I sintomi a lungo termine di Covid-19

Effetti sulla qualità di vita del paziente

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I sintomi legati a Covid-19 non spariscono immediatamente con la negativizzazione. In molti casi persistono oltre la fase acuta dell’infezione, intaccando le funzionalità e la qualità di vita del paziente colpito.

Lo ha confermato una metanalisi pubblicata su Jama Network Open da un team della Stanford University coordinato da Tahmina Nasserie, che spiega:

«L’infezione da Covid-19 è stata associata a sintomi a lungo termine, ma la frequenza, la varietà e la gravità di queste complicanze non sono ancora ben note. Molti esperti hanno proposto piani per il controllo della pandemia che si basano principalmente sui tassi di mortalità tra gli anziani senza considerare la morbilità a lungo termine tra gli individui di tutte le età, mentre stime affidabili di tale morbilità sono importanti per la cura del paziente, la prognosi e lo sviluppo della politica di sanità pubblica».