Le conseguenze a lungo termine di Covid-19

A quattro mesi dalle dimissioni molti mostrano ancora problemi

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Molti pazienti colpiti da Covid non riescono a uscire completamente dall’incubo. Uno studio italiano pubblicato su Jama Network Open rivela infatti che a 4 mesi dalle dimissioni ospedaliere molti soggetti accusano ancora problemi respiratori, fisici e psicologici.
«Sebbene esistano molti dati sulle manifestazioni cliniche, il decorso, il tasso di mortalità dei casi e i fattori di rischio associati alla mortalità in Covid-19, le sequele respiratorie e funzionali a lungo termine nei sopravvissuti sono sconosciute», spiega Mattia Bellan, dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara, primo autore del lavoro.
Gli scienziati italiani hanno valutato le conseguenze a lungo termine della malattia in 238 pazienti, testando la prevalenza di anomalie della funzione polmonare, la compromissione della funzione fisica e gli effetti …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, Covid, sintomi,

Mamme in forma: allenamento in gravidanza e post parto con Claudia

Mamme in forma è la community di Claudia mamma di tre splendidi bimbi, istruttrice di pilate ed esperta di allenamento in gravidanza e post parto. Scopriamo di più sulla sua fantastica community!

Ciao Claudia, grazie mille per aver accettato il nostro invito, per rompere il ghiaccio ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori?

Ciao e grazie per questa opportunità!!
Innanzitutto sono una mamma di tre bimbi Elia, Gioele ed Anita!! Prima di diventare mamma sono stata una pallavolista professionista. Oggi sono un’istruttrice di Pilates Classico e ho uno studio a Fabriano nella città in cui vivo e, nel 2013, è nato il progetto Mamme in Forma nella versione OFFLINE.
Lo sport, la pallavolo ha forgiato il mio MINDSET ed è per questo che affronto tutto come fosse una partita e mi pongo degli obiettivi che mi aiutino a migliorare proprio come quando giocavo e il mio allenatore mi faceva notare i miei difetti e mi invitava a superarli.
Se penso al mio passato mi sento veramente fortunata e guardo sempre al futuro sentendomi grata.
Ad oggi mi spiace solo che i miei bimbi non abbiano visto la mamma sportiva, grintosa che saltava come un grillo in mezzo al campo, che urlava come una matta e non mollava mai!!!
Per loro sono la loro mamma che fa pilates e si occupa delle mamme 🙂

Di cosa si occupa mamme in forma? 

Mamme in forma si occupa del benessere delle mamme durante la gravidanza e nel post parto.
In questi anni dopo aver tenuto tante lezioni di fitness e pilates con tantissime donne in gravidanza e nel post parto, mi sono resa conto che tutto questo aveva dei “limiti”. Una neo mamma spesso non ha il tempo o la possibilità di seguire un corso “dal vivo”.
Nasce così l’idea di creare la scuola online di Mamme in forma, che grazie alle video lezioni permette di allenarsi da soli o con il bimbo in qualsiasi momento della giornata.
Tanti video o tutorial si trovano in rete ma ciò che offre la scuola on line di Mamme in forma è un percorso strutturato che può seguire la mamma da quando scopre di essere incinta fino alla nascita del bimbo e, dall’immediato dopo-parto fino a quando il bambino sarà più grande e potrà essere parte integrante della lezione.
La mamma può fare i corsi direttamente da casa sua o da qualsiasi altro posto ma soprattutto in qualsiasi momento della giornata.

Cosa ti ha spinto a creare la community mamme in forma?

Per avere un confronto e mantenere alta la motivazione Mamme in Forma ha creato una community Facebook che conta quasi 12000 mamme, dove confrontarsi, fare amicizie legate al periodo meraviglioso che si sta vivendo, dando e chiedendo consigli.
Uno spazio dove condividere i dubbi e le esperienze, ma anche le piccole e grandi soddisfazioni e vittorie sia riguardo la forma fisica e sia il ruolo di mamma.
Per questo la community e il gruppo può essere l’amico” motivatore.
Nella community condivido consigli e pratiche da fare in gravidanza e nel post. Spesso le mamme mi fanno anche domande molto specifiche, che vanno oltre il mio campo e ovviamente mi avvalgo di esperti con i quali facciamo delle live all’interno del gruppo.

 

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Un post condiviso da Claudia Mazzoni (@_claudiamazzoni_)

Durante la gravidanza ci si può allenare fino al nono mese o è consigliabile fermarsi prima? Che tipologia di esercizi consigli?

La gravidanza, si sa, è uno dei momenti più belli e desiderati di ogni donna, ma spesso anche quella che crea più ansie. Mille domande e paure sul nuovo nascituro, sulla sua salute ma anche qualche domanda sul fatto se si riuscirà o meno a ritrovare la forma fisica dopo.
Ci sono ancora molti falsi miti da sfatare quando si tratta di attività motoria in gravidanza.
Spesso le giovani mamme tendono a concepire questo periodo di gestazione come un momento di fragilità e quasi di malattia. A meno che non ci siano gravidanze a rischio o problemi specifici, in realtà la gravidanza è il momento in cui la donna è più sana e più forte e l’attività motoria è più che mai fondamentale per mantenere il tono muscolare e una corretta postura, al fine di prevenire problemi muscolo scheletrici di vario tipo.
Consigliate sono le attività che mantengano il corpo in movimento e insegnino a respirare correttamente, poiché un fisico allenato sopporterà meglio le difficoltà del travaglio, del parto e del post partum.

Dal punto di vista psicologico continuare, anche durante la gravidanza, a prendersi cura di se stesse, aiuta la donna ad accettare meglio il grande cambiamento fisico che avverrà nei nove mesi e dopo la nascita del bambino.
Fra le varie tecniche il Metodo Pilates rappresenta una ginnastica ideale per la gestante in gravidanza ma anche nel post parto.
Durante i nove mesi di gestazione il corpo continua a cambiare e gli esercizi che si possono fare al quarto mese non saranno gli stessi che si potranno fare all’ottavo.
Ogni donna e ogni gravidanza è diversa ,ma il primo trimestre è sicuramente il momento più delicato della gravidanza e si dovrà aspettare l’ok del medico per iniziare.
Se si sta bene si può fare attività fino al giorno prima di partorire o finchè la mamma se la sente. E’ importante ascoltare tutti i segnali che il corpo ci manda!!!

Benefici di un movimento adeguato e frequente 

– Migliora la qualità del movimento, del respiro e del livello di percezione del corpo, incrementando il pensiero positivo.
– Riduce disturbi fisici quali mal di schiena, crampi, eccessivo aumento di peso, respiro corto
– Riduce l’insonnia e lo stato d’ansia della mamma offrendo un buon radicamento psico-fisico ed emozionale
– Migliora la circolazione sanguigna e respiratoria
– Aumenta il tono muscolare migliorando la gestione del travaglio
– Non induce il travaglio
– Riduce il rischio del diabete gestazionale
– Aiuta la donna ad assumere le posizione idonee a se stessa durante il parto
– Recuperare prima la forma nel post parto

In una lezione in gravidanza, sia che il suo obiettivo sia la tonificazione, o la resistenza o la forza o la respirazione, non deve mai mancare la mobilità del bacino e il rinforzo della schiena e del core.
Bisogna cercare di cambiare spesso posizione e cercare di creare una fluidità nella lezione da in piedi a distese o viceversa da sedute fino a portarle in piedi.
Nelle lezioni non mancano mai esercizi in quadrupedia come il CAT STRETCH, e il rinforzo del p.pelvico e trasverso dell’addome con la softball tra le ginocchia. Da Seduta sulla swissball esercizi di mobilità del bacino. Tra l’altro ottima durante il travaglio.

Continua a leggere la seconda parte di questa fantastica intervista!

 

Mio buon Natale, te lo ricordi com’eri prima?

Quest’anno, l’abbiamo capito, il Natale sarà diverso per tutti. Se da un lato qualcuno ha già iniziato da settimane a decorare la casa per infondersi di atmosfera natalizia e rallegrare un po’ gli animi, dall’altro ci sono persone che saranno costrette a passare le feste lontane dai propri cari, a causa delle restrizioni sugli spostamenti o gli arrivi dall’estero. 

A cura di Valeria Baruzzo

In ogni caso, che si faccia parte del primo o del secondo gruppo, siamo tutti stimolati a riflettere su cosa significhi il Natale per noi. Nella maggior parte dei casi, le festività natalizie corrispondono esattamente a quello che siamo invitati a evitare quest’anno: assembramenti, abbracci, baci, carezze, rimpatriate, viaggi. Insomma, calore umano che nella vita di tutti i giorni non abbiamo tempo di alimentare perchè, correndo in modo frenetico, ci dimentichiamo di dedicare parole e pensieri a chi vogliamo più bene. Invece, a Natale ci riscattiamo un po’ tutti, che sia con un regalo ben pensato o con un semplice biglietto di auguri, una telefonata o una cena insieme a persone che non rivediamo da tanto (una mangiata più o una meno non fa differenza e lo sappiamo benissimo). Poi, ci sono anche i Grinch della situazione, che invece saranno ben contenti di evitare inutili rimpatriate familiari in cui si parla sempre delle stesse cose, si sente il solito “ma i figli, a quando?”, “la laurea quando arriva?”, “la fidanzata quest’anno l’hai trovata?”, “uh, come sei ingrassata!”, il tutto sfoderando il più falso dei sorrisi mentre si ringrazia per regali imbarazzanti che verranno rivenduti su internet il giorno dopo. Natale è un po’ entrambe le cose, forse. Un po’ magico e un po’ stressante. Ma in nessun caso dovrebbe essere solitudine.

© Sani per Scelta

Photo by Annie Spratton Unsplash

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Disturbo ossessivo-compulsivo, efficace la stimolazione

Il trattamento riduce i comportamenti compulsivi

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Il disturbo ossessivo-compulsivo concede poche opzioni terapeutiche a chi ne soffre e ai medici che devono intervenire. Tanto più importanti risultano quindi gli esiti di uno studio pubblicato su Nature Medicine da un team della Boston University.

Gli scienziati americani propongono l’utilizzo di una stimolazione a bassa frequenza che intervenga sulle reti cerebrali che controllano l’apprendimento e il comportamento di scelta della ricompensa. Ne scaturisce una riduzione dei comportamenti compulsivi nelle persone per un periodo che dura fino a 3 mesi.

Robert Reinhart, uno degli autori, spiega: «Questi risultati evidenziano il potenziale delle terapie non invasive e personalizzate basate sui circuiti cerebrali per il trattamento del comportamento ossessivo-compulsivo e dei disturbi correlati».

Cancro della vescica e del seno, aspirina efficace

L’uso del farmaco a basso dosaggio migliora la sopravvivenza

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L’assunzione di aspirina a basso dosaggio sembra ridurre la mortalità in caso di cancro alla vescica o al seno. Lo dice uno studio pubblicato su
Jama Network Open da un team del National Cancer Institute guidato da Holli Loomans-Kropp, che spiega: «Anche se la ricerca precedente si è concentrata maggiormente sui tumori gastrointestinali, la nostra analisi estende i vantaggi associati all’uso dell’aspirina ad altri tumori, come quelli della vescica e del seno».

I ricercatori hanno valutato i dati relativi a 139.896 pazienti con almeno 65 anni, identificando 32.580 tumori incidenti; nel 5,4% dei casi il cancro era localizzato nella vescica e nel 14% dei casi nella mammella. Per altri organi le percentuali erano assai inferiori.

Calano i decessi, l’Rt sfiora 1

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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Sono 11.068 i nuovi casi di contagio accertati nelle ultime 24 ore, mentre i tamponi sono 205.642, di conseguenza il tasso di positività è del 5,4%.

I morti sono 221 in un giorno, per un totale di 93.577 vittime da inizio pandemia.

I ricoveri totali sono 18.449, 51 meno di ieri, mentre le terapie intensive salgono di 23, arrivando a 2.085.

Sono 2.986.864 le somministrazioni di vaccini effettuate finora. Il 4,8% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid e 1.281.768 persone hanno completato il loro percorso vaccinale.

L’Rt nazionale torna a sfiorare 1, fermandosi a 0,95 nell’ultima rilevazione.

Vaccino Covid per i pazienti oncologici

Le risposte alle domande più frequenti

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Gli esperti di AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica – rispondono alle domande più frequenti che riguardano la vaccinazione anti Sars-CoV-2 per i pazienti oncologici sottoposti o che devono sottoporsi a trattamento radioterapico.

– È possibile proporre la vaccinazione anti SARS-CoV-2 in pazienti affetti da tumore che devono effettuare un trattamento radioterapico?

Per le conoscenze attuali, ai pazienti oncologici che devono effettuare un trattamento radioterapico, dovrebbe essere offerta la possibilità di essere vaccinati contro SARS-CoV-2, a meno che non esistano controindicazioni vincolanti, come per la popolazione generale.

Tromboembolismo venoso, rivaroxaban anche per i bambini

Approvato l’uso del farmaco per la popolazione pediatrica

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L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha approvato la nuova indicazione di rivaroxaban, inibitore orale del fattore Xa per il trattamento e per la prevenzione di recidive del tromboembolismo venoso (TEV) nei bambini da 0 a 17 anni con TEV, comprese trombosi correlate a catetere e trombosi del seno venoso cerebrale.

Ad oggi non esistono soluzioni terapeutiche orali approvate per bambini con TEV. Rivaroxaban, fino ad ora utilizzato nella pratica clinica quotidiana in pazienti adulti affetti da tromboembolismo venoso, è il primo inibitore orale del fattore Xa approvato per uso pediatrico nel trattamento e prevenzione del TEV.

Sebbene i progressi della medicina hanno fatto sì che bambini con malattie molto gravi, possano condurre una vita migliore e più lunga, quelli a rischio TEV hanno ancora opzioni di trattamento limitate – ha affermato il Dottor Joerg Moeller.

6 Esercizi Interno Coscia da fare senza pesi

Se sei alla ricerca di esercizi per interno coscia da fare a casa senza pesi, sei nel posto giusto. L’interno coscia è una delle zone più critiche e frustranti da allenare, e questo perchè i risultati spesso non ci sono così immediatamente evidenti.

Tuttavia importante è non perdersi mai d’animo, e anche se i risultati stentano a venire, non smettere mai di provare a raggiungere il tuo obiettivo.

6 Esercizi Interno Coscia da fare senza pesi

Come sempre ti ricordiamo di verificare di essere nella condizione di salute e fitness per poter eseguire gli allenamenti. 

Di seguito troverai una serie di esercizi interno coscia, da inserire all’interno del tuo abituale workout per gambe e glutei. Se sei in cerca di ispirazione ti invitiamo a dare un’occhiata qui. Puoi anche eseguire gli esercizi in una sequenza a circuito.

Donkey Kick 

  •  Sul materassino, mettiti in posizione quadrupedica
  • Posiziona i palmi delle mani perpendicolarmente alle spalle, e le ginocchia sotto i fianchi
  • Inizia il movimento sollevando la gamba destra, piegata a 90° e il piede flesso.
  • La posizione di arrivo prevede la distensione della gamba.
  • Mentre esegui l’esercizio presta moltissima attenzione a non esasperare il movimento, sforzando o inarcando la schiena. Inoltre evita di girare i fianchi.
  • Ritorna verso il basso, quasi come se volessi raggiungere nuovamente la posizione quadrupedica, ma questa volta senza permettere al ginocchio di toccare terra.
  • Continua ad eseguire questo movimento in maniera fluida per il numero di ripetizioni consigliato e una volta terminato cambia gamba.

Sumo squat

  • Con i piedi a distanza spalle, punta i piedi a 45° verso l’esterno
  • Inspira mentre porti indietro i fianchi in uno squat, portando le braccia in avanti e tenendo le mani davanti al petto
  • Attiva l’addome e mantieni la spina dorsale neutrale
  • Fai una pausa quando arrivi nella posizione più bassa del movimento e fai attenzione perchè è proprio nel momento in cui i fianchi raggiungono l’altezza delle ginocchia che la forma inizia a venire meno
  • Gli stinchi dovrebbero trovarsi in posizione verticale, e le ginocchia leggermente o in avanti rispetto agli alluci.
  • Butta fuori l’aria quando ritorni verso l’alto, facendo partire la spinta dai talloni.
  • La respirazione è parte fondamentale dell’esercizio soprattutto quando inizi ad eseguire l’esercizio con i carichi elevati.
  • Esegui l’esercizio da 3 a 5 set per un massimo cercando di eseguire 12-15 ripetizioni.

Alzate laterali in piedi 

  • In piedi fai in modo che le piante dei piedi siano ben poggiate a terra
  • Porta le mani sui fianchi oppure prova la versione facilitata appoggiandoti ad una sedia
  • Solleva la gamba destra cercando di tenere fermo il bacino
  • Riabbassala senza toccare con il piede per terra
  • Esegui il movimento in maniera fluida e continuata
  • Una volta terminato il numero di ripetizioni procedi ad eseguire il movimento dal lato opposto

Affondi laterali 

  • Con i piedi uniti e le mani davanti al petto, esegui un passo in direzione laterale con la gamba destra
  • Contemporaneamente abbassati in squat facendo attenzione a portare indietro i fianchi e a non permettere al ginocchio di superare la punta dei piedi.
  • La gamba destra rimane dritta con il piede che punta in avanti.
  • Cerca di non far collassare il petto in avanti.
  • Fai partire una spinta dal tallone per ritornare in posizione di partenza.

Fire Hydrant 

  • Inizia a quattro zampe tenendo le mani alla stessa altezza delle spalle e le ginocchia direttamente sotto i fianchi.
  • Mantieni il ginocchio destro ad un angolo di 90 gradi e solleva lentamente la stessa gamba verso destra finché non è parallela al terreno. Attento a non sollevare l’anca destra: è fondamentale tenere entrambi i fianchi paralleli al pavimento.
  • Con molto controllo, abbassa la gamba a terra.
  • Completa 15 ripetizioni per ogni gamba.

Alzate laterali sdraiate

  • Sdraiati sul fianco sinistro e solleva la testa poggiandola sulla mano, facendo ben attenzione a piantare il gomito per terra
  • Solleva la gamba destra cercando di tenere fermo il bacino
  • Riabbassala senza toccare con il piede per terra
  • Esegui il movimento in maniera fluida e continuata
  • Una volta terminato il numero di ripetizioni procedi ad eseguire il movimento dal lato opposto

Dalla voce un indizio di malattia neurologica

L’impronta della malattia scovata dall’intelligenza artificiale

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L’analisi della voce, eseguita con una specifica tecnica di Intelligenza artificiale chiamata machine learning, potrebbe diventare uno strumento cruciale per la diagnosi e la valutazione clinica del Tremore Essenziale.

Questa è la prospettiva aperta da uno studio scientifico pubblicato sulla rivista scientifica Movement Disorders e frutto della collaborazione tra l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), il Dipartimento di Neuroscienze Umane di Sapienza Università di Roma e il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Il Tremore Essenziale è il più frequente disordine del movimento, colpisce il 4% delle persone al di sopra dei 65 anni ed è circa venti volte più frequente della Malattia di Parkinson – con cui viene frequentemente confuso.