Una linea guida per l’ipercalcemia maligna


La complicanza metabolica più comune fra i pazienti oncologici

È disponibile la prima linea guida per l’ipercalcemia maligna (HCM), la complicanza metabolica più frequente fra i pazienti colpiti da cancro e spesso associata a un elevato grado di morbilità e mortalità.
«Abbiamo seguito un processo rigoroso per esaminare gli sudi finora svolti, descrivendo in questo documento un flusso di informazioni cliniche basato sulla gravità e sulla fisiopatologia dell’ipercalcemia maligna», afferma Ghada El-Hajj Fuleihan, professore di medicina all’Università americana di Beirut in Libano nonché prima autrice e coordinatrice del gruppo di esperti che ha firmato l’articolo di presentazione del documento sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism  (JCEM).
L’ipercalcemia si verifica fra il 2 e il 30% dei malati di cancro e la sua forma maligna è più frequente in caso di carcinoma mammario, polmonare e renale, e nel mieloma …  (Continua) leggi la 2° pagina denosumab, ipercalcemia, maligna,

Come si cura l’esofago di Barrett


Condizione reversibile ma che a volte anticipa il cancro

L’esofago di Barrett è una malattia dell’esofago che comporta l’alterazione della mucosa esofagea, correlato il più delle volte al reflusso di succo acido gastrico (Malattia da reflusso gastroesofageo – MRGE). Questa alterazione, detta anche metaplasia intestinale (meta dal greco trasformazione), è uno stato reversibile, ma, se non trattato, può diventare in una parte di pazienti, per fortuna modesta, una condizione precancerosa (displasia prima di basso e poi di alto grado) e negli anni trasformarsi in neoplasia maligna.
A parlarcene il Prof. Riccardo Rosati, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Gastroenterologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e il Dottor Elio Treppiedi, aiuto chirurgo presso la stessa Unità.
L’esofago di Barrett ha una prevalenza compresa tra lo 0.5% ed il 2% della popolazione mondiale adulta. In particolar modo si riscontra frequentemente …  (Continua) leggi la 2° pagina esofago, tumore, Barrett,

Cancro al seno, interrompere la terapia per una gravidanza


È possibile farlo senza correre rischi

Una buona notizia per tutte le donne colpite da tumore al seno che vogliono cercare un figlio. Secondo i dati dello studio Positive presentato all’ultimo incontro del San Antonio Breast Cancer Symposium, le donne con cancro al seno e recettori ormonali positivi con una diagnosi in stadio iniziale possono interrompere la terapia – dopo aver completato almeno 18 mesi – se vogliono cercare una gravidanza. Possono poi completare i 5-10 anni di terapia indicati di solito per questa specifica forma tumorale.
Matteo Lambertini, professore associato all’Università di Genova, oncologo all’ospedale Policlinico San Martino di Genova e membro scientifico dell’associazione aBRCAdabra, commenta questi risultati come una “novità grande, è stato uno studio coraggioso e difficile da condurre, ma i cui risultati al momento sembrano dirci che questa interruzione può essere considerata sicura. Altri studi …  (Continua) leggi la 2° pagina seno, tumore, gravidanza,

Sonno e performance sportiva negli adolescenti


Studio sulla mancanza di sonno cronica e sul Social Jetlag

Bravi in campo il lunedì e poi sempre meno sino al venerdì. Una nuova dimostrazione dell’importanza del sonno in termini di prestazioni fisiche e cognitive arriva da una ricerca dell’Università di Pisa pubblicata sul Journal of Biological Rhythms.
I ricercatori del Sonnolab del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia hanno studiato un campione di 93 studenti tra i 13 e i 17 anni, atleti di società sportive di pallacanestro della provincia di Pisa (ASD Polisportiva Nicosia, GMV Ghezzano, Dream Basket). L’obiettivo era di valutare gli effetti della mancanza di sonno cronica e del Social Jetlag (cioè il disallineamento tra gli orari preferiti di sonno, definiti su base biologica, e quelli effettivi dovuti ad impegni sociali come il dover andare a scuola) sull’apprendimento motorio e le prestazioni fisiche e cognitive degli …  (Continua) leggi la 2° pagina sonno, studenti, performance,

Per dimagrire meglio ridurre le calorie invece del digiuno


Una riduzione costante dell’introito calorico ha effetti migliori

Non serve sottoporsi al digiuno intermittente se si vuole dimagrire. Avrà più effetto la riduzione costante delle calorie introdotte giornalmente.
Lo afferma uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association che ha preso in esame quasi 550 adulti del Maryland e della Pennsylvania per un periodo di 6 anni.
L’età media dei soggetti presi in esame era 51 anni e l’indice di massa corporea medio era 30,8, un parametro sufficiente per definire una persona “obesa”. Grazie a un’app creata per i volontari, i ricercatori hanno misurato le ore trascorse fra il primo pasto e l’ultimo della giornata, tra il risveglio e il primo pasto e l’intervallo tra l’ultimo pasto e il sonno. Il tempo medio dal primo all’ultimo pasto è stato di 11,5 ore; il tempo medio dal risveglio al primo pasto 1,6 ore; il tempo dall’ultimo pasto al sonno è stato di 4 ore; e la durata media del sonno è …  (Continua) leggi la 2° pagina dimagrire, digiuno, calorie,

Gli antibiotici aumentano il rischio di Mici


Malattie infiammatorie croniche intestinali più probabili

L’insorgenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale è più probabile con l’esposizione agli antibiotici negli adulti con più di 40 anni. A dirlo è un nuovo studio pubblicato su Gut da un team della NYU Grossman School of Medicine guidato da Adam S. Faye, che spiega: “Dai dati precedenti, sembra che l’ambiente possa svolgere un ruolo crescente nella patogenesi dell’IBD con l’avanzare dell’età. Infatti, gli adulti più anziani con IBD di nuova insorgenza hanno meno probabilità di avere una storia familiare positiva di malattia infiammatoria cronica intestinale rispetto ai giovani adulti con IBD di nuova insorgenza. Inoltre, i dati precedenti hanno mostrato un’associazione tra l’uso di antibiotici e lo sviluppo di IBD nei pazienti più giovani, ma ci sono pochi dati che esplorano il ruolo degli antibiotici nello sviluppo di IBD tra gli anziani”.
I ricercatori hanno utilizzato i dati …  (Continua) leggi la 2° pagina Mici, antibiotici, intestinale,

Fegato grasso, 1 caso su 6 è colpa dei fast food


Sale il rischio di steatosi epatica non alcolica in chi mangia male

Consumare il 20% delle calorie giornaliere da cibi da fast food è legato a un aumento del rischio di steatosi epatica non alcolica. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology.
“Il consumo di fast food è stato collegato al diabete e all’obesità, ma ci sono pochissimi dati clinici o basati sulla popolazione su come il consumo di fast food influisca sul rischio di sviluppare il fegato grasso, che è una malattia del fegato sensibile alla dieta e che può portare a cirrosi e cancro”, ha sottolineato Ani Kardashian, assistente professore di malattie gastrointestinali ed epatiche presso la Keck School of Medicine della University of Southern California.
I ricercatori hanno utilizzato i dati di 3.954 adulti che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey dal 2017 al 2018.
I ricercatori hanno quantificato il grasso epatico, …  (Continua) leggi la 2° pagina obesit, steatosi, fegato,

Quando il dolore del ciclo nasconde una patologia


Dismenorrea ed endometriosi possono esserne le cause

Dolore cronico accompagnato da ansia, depressione, disturbi dell’attenzione, insonnia, diminuzione dell’appetito e affaticamento, un quadro che viene definito sickness behaviour e che influisce negativamente sulla qualità di vita delle donne affette dalla Sindrome da Dolore Pelvico Cronico.
La dismenorrea, dolore pelvico che insorge nei giorni che precedono il ciclo mestruale e durante le mestruazioni, è nella maggior parte dei casi primaria, tuttavia forme severe possono arrivare a trasformarsi nella Sindrome da Dolore Pelvico Cronico. “La Sindrome da Dolore Pelvico Cronico rappresenta una invalidante forma di dolore cronico viscerale, per la quale le donne si rivolgono ai Centri di Terapia del Dolore”, spiega all’agenzia Dire Flaminia Coluzzi, professoressa associata di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore Dipartimento SBMC Sapienza Università di Roma. “Le cause possono essere …  (Continua) leggi la 2° pagina dolore, dismenorrea, ciclo,