Scoperte nell’ipotalamo le tracce della memoria

I ricordi non sono un’esclusiva dell’ippocampo

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Rappresentazioni di memoria emotiva, o engrammi (cioè tracce di memoria immagazzinate nel cervello) come la paura, sono fondamentali per la sopravvivenza.

Consentono infatti sia agli animali che all’uomo di percepire, valutare e rispondere alle situazioni pericolose in modo appropriato.

È opinione corrente che queste tracce di memoria si formino e si preservino in nuclei cerebrali superiori, mentre oggi prende forma l’ipotesi che nella formazione della memoria siano coinvolte anche strutture ‘antiche’ e altamente conservate nell’evoluzione del cervello, come l’ipotalamo.

Allenamento cardio: 7 strategie per renderlo efficace

Se sei una fan accanita della sala pesi, le giornate in cui devi fare un allenamento cardio, ti  piacciono come il pasto libero senza carboidrati.

Tuttavia come spesso abbiamo detto mescolare un po’ le carte del tuo allenamento è utile al fine di raggiungere un corpo tonico, atletico e in forma. Per cui se anche l’allenamento cardio non è tra i tuoi preferiti, sono innegabili i tuoi benefici.

Farti l’elenco di quanto sia salutare, sappiamo non sarebbe utile per farti cambiare idea, ma queste 9 strategie per renderlo efficace per il raggiungimento dei tuoi obiettivi, possono darti la giusta motivazione per farti una bella sudata!

Allenamento cardio: 9 strategie per renderlo efficace

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Impara a saltare la corda oppure se già sei esperta prova con i double under. ” Tieni in considerazione che eseguire i double under ti permette di bruciare circa 26 calorie al minuto. Non è così immediato eseguire i double under, ti ci vorrà pazienza per arrivare ad eseguire l’allenamento. Ma una volta imparato sarà un grande alleato per le tue sessioni cardio.

Le sessioni di cardio non devono durare ore infinite. E non ci stancheremo mai di dirlo: l’allenamento HIIT o Tabata sono il modo migliore (certo non il più tranquillo) per  bruciare un po’ di calorie senza passare ore in palestra.

Lo sprint è la tipologia di corsa che realmente dovresti provare.  “Così come per le altre tipologie di allenamento cardio, anche la corsa di distanza non è sattamente l’allenamento che vuoi fare. Prova piuttosto sprint brevi e ripetute.

Fai il test della “chiacchiera” Se proprio non riesci a spiaccicare mezza parola mentre ti alleni, sti stai allenando oltre quelle che sono le tue possibilità a meno che non stai eseguendo un allenamento HIIT

Inserisci l’allenamento pliometrico.  ISalti sul box, ti aiutano a migliorare il tuo sistema cardiovascolare e la forza nelle gambe (femorali, quadricipiti e anche glutei).

Aggiungi un paio di esercizi isometrici alla corsa.  Aggiungere i wall sit alla fine di ogni corsa può rinforzare quadricipiti, glutei e femorali.

 

Edema maculare diabetico, le cure sono sempre meno invasive

In fase di sperimentazione anche nuove molecole

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Un convegno sull’edema maculare diabetico (Emd) organizzato a Napoli porta la notizia di nuove cure sempre meno invasive per questa malattia. L’Emd è legato alla retinopatia diabetica, la più grave complicanza del diabete, che può condurre anche alla perdita della vista.

“Un abbassamento della vista spesso è il primo passo di un’infiammazione della retina dovuta proprio al diabete. La retinopatia diabetica può degenerare con un malfunzionamento fino alla perdita della vista”, sottolinea la professoressa Francesca Simonelli Presidente della Società Italiana Oftalmologia Genetica.

L’Emd rappresenta la causa principale di invalidità visiva nei pazienti con diabete. Si calcola che circa il 20% dei pazienti diabetici finisca per sviluppare una retinopatia diabetica, con conseguente rischio di Emd e perdita o compromissione della vista.

Ricetta pizza fit della nutrizionista a base di yogurt greco

La pizza è una piacere per il palato e per l’umore, tuttavia soprattutto in determinati regimi alimentari non è sempre possibile mangiala. Detto questo pensando a coloro che proprio non riescono a rinunciare alla pizza, ecco una ricetta pizza fit che a differenza dei video che circolano online, non prevede l’utilizzo di cavolfiori ma è a base di yogurt greco.

La ricetta è semplicissima da preparare non richiede l’utilizzo di impastatrici e non richiede l’utilizzo del forno. L’impasto è lo stesso del pane naan e questa volta come farina ho utilizzato quella di avena.

Ricetta pizza fit della nutrizionista a base di yogurt greco

  • 200 gr di farina d’avena
  • 150 gr di yogurt greco 0%
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

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Pizzetta alternativa 🍕 L’impasto è lo stesso del pane naan e questa volta come farina ho utilizzato quella di avena: 200 gr di farina 150 gr di yogurt greco 0% 1/2 cucchiaino di sale 1/2 cucchiaino di bicarbonato Impastare e formare delle palline da stendere con il matterello. Cuocere in padella con il coperchio. #nutrizione #ricettadelgiorno #nutrizionista #alimentazione #drvalentinapalladino #fitinhub #ricetta #ricettafacile #ricettafit #cucina #lunch #dinner #alimentazionesana #alimentazionesportiva #nutrizionista #lericettedellanutrizionista #ricette #foodporn

Un post condiviso da Valentina Palladino (@dr_valentina_palladino) in data:

Come procedere 

  • Unire tutti gli ingredienti in una ciotola
  • Impastare e Formare delle piccole palline
  • Stendere con il mattarello
  • Cuocere in padella con il coperchio
  • Guarnire con pomodoro

Sma, l’efficacia di nusinersen

I dati confermano la sicurezza e la durata d’azione del farmaco

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Nuovi dati presentati da Biogen confermano la sicurezza e la durata d’azione mantenuta nel tempo di nusinersen, evidenziando i benefici della terapia, clinicamente significativi, per le persone affette da atrofia muscolare spinale (SMA).

In particolare, in occasione del 71° congresso annuale della American Academy of Neurology (AAN) a Philadelphia, Biogen ha presentato i dati dello studio di estensione SHINE – in cui i pazienti sono stati seguiti in follow-up per un massimo di quattro anni -, insieme ai dati dello studio NURTURE sui neonati pre-sintomatici e a una valutazione dei neurofilamenti fosforilati a catena pesante (pNF-H) come biomarcatori.

Gli obiettivi raggiunti in questi studi segnano una nuova pagina per la comprensione di cosa significa vivere con la SMA.

Nuovi farmaci contro il cancro

Riescono a bloccare la diffusione delle metastasi

La capacità delle cellule di modificare il proprio comportamento in maniera dinamica, ad esempio acquisendo la capacità di muoversi e migrare a distanza, è fondamentale per il corretto sviluppo embrionale e per la riparazione dei tessuti danneggiati, ma anche per la progressione di malattie come i tumori metastatici.

I meccanismi che consentono alle cellule di muoversi – e alle cellule tumorali di diffondere metastasi – sono ancora in parte sconosciuti. Utilizzando tecnologie robotiche, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica ‘A. Buzzati-Traverso’ del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), coordinati da Gabriella Minchiotti e Eduardo Jorge Patriarca, ha analizzato migliaia di farmaci comunemente in uso con diverse indicazioni terapeutiche e identificato alcuni in grado di bloccare il movimento e la migrazione delle cellule all’interno del corpo.

Ansia da iniezioni? Niente paura, arriva la realtà virtuale

La tecnica distrae e rilassa i bambini alle prese con interventi medici

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Quando un bambino deve affrontare un prelievo di sangue o un’iniezione non è mai semplice. In molti casi, il livello di ansia è talmente alto da compromettere la buona riuscita della procedura medica.

Uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics da ricercatori di due ospedali pediatrici di Melbourne rivela l’efficacia della realtà virtuale per superare la naturale fobia dei bambini nei confronti degli aghi.

250 bambini fra i 4 e gli 11 anni hanno così assistito, attraverso dei visori, alla riproduzione di onde del mare che si infrangevano e di pesci che nuotavano, mentre i medici eseguivano le loro procedure.

L’uso della realtà virtuale ha ridotto il dolore del 41-60%, l’ansia del 35-45% e il livello di angoscia dei genitori del 75%.

Se ti informi mangi meglio

Chi si interessa alla prevenzione segue meglio la dieta mediterranea

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Nonostante sia il modello alimentare più famoso al mondo per via delle sue proprietà benefiche per la salute, la dieta mediterranea sta lentamente scomparendo dalle nostre abitudini alimentari. I candidati alla successione non promettono nulla di buono: cibo spazzatura e alimenti supercalorici stanno rapidamente erodendo un’autentica roccaforte contro le malattie più diffuse del nostro tempo.

Ecco perché negli ultimi anni la ricerca si sta impegnando molto a capire le cause dell’abbandono della dieta mediterranea, soprattutto da parte delle popolazioni che di fatto l’hanno custodita quasi intatta almeno fino all’immediato dopoguerra.

Ora uno studio italiano rivela che mangiare secondo la regola mediterranea è anche il prodotto di buone conoscenze su temi di prevenzione e salute.

Scoperto come si sviluppa il sistema nervoso periferico

Merito di un gene che attiva il meccanismo

Nel giro di poche settimane, durante lo sviluppo embrionale, miliardi di neuroni del sistema nervoso periferico si allungano in tutto l’organismo – come le radici di un albero alla ricerca di acqua nel terreno – per raggiungere cervello, muscoli e apparato sensoriale, con una precisione di oltre un millesimo di millimetro. Come ciò avvenga è uno dei grandi misteri delle neuroscienze.

Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, sotto la guida di Dario Bonanomi, ha appena svelato uno dei meccanismi chiave che permette ai motoneuroni che risiedono nel midollo spinale di estendere lunghe proiezioni per mettere in collegamento con successo il cervello alle estremità del corpo.

Nefropatia diabetica, scoperte nuove cause

Imputate dei danni ai reni le proteine KRIS

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Si chiamano KRIS (Kidney Risk Inflammatory Signature), sono 17 e sono le proteine prodotte da cellule del sistema immunitario che, dislocate in diverse parti dell’organismo e trasportate dal circolo sanguigno, raggiungerebbero il rene rilasciando in loco i fattori responsabili della precoce perdita della funzione renale nei pazienti con il diabete. L’identificazione di questi nuovi fattori infiammatori circolanti è stata pubblicata su Nature Medicine.