Mondiali, stress positivo per il cervello


La tensione e le emozioni forti non sono necessariamente negative

Sarà per la voglia di evadere dalla realtà quotidiana, sarà per la sensazione di assistere a un evento per via della sua scadenza temporale – ogni 4 anni – relativamente lunga, ma di sicuro i mondiali di calcio riescono a catalizzare la concentrazione di tutti o quasi.
Il neurologo Piero Barbanti, Responsabile del Centro per la diagnosi e la cura delle cefalee e del dolore dell’IRCCS San Raffaele Pisana, analizza passo dopo passo tutte le sfaccettature del più grande evento sportivo insieme alle Olimpiadi: «il primo aspetto è l’attesa dell’evento che vuol dire motivazione ed energia. Il sistema vegetativo, il nostro ministro degli interni, indirizza progressivamente la vita viscerale dal tran tran quotidiano verso l’inquietudine, tramite una attivazione simpatica adrenergica. Il risultato è una sensazione di maggiore di vitalità. Poi c’è la partita, e dunque il senso del rischio – …  (Continua) leggi la 2° pagina cervello, mondiali, stress,

La sindrome di Ondine


Quando il cervello dimentica di respirare

Sindrome da ipoventilazione centrale congenita o più semplicemente sindrome di Ondine. Si tratta di una malattia genetica rara descritta per la prima volta nel 1970. Il nome di sindrome di Ondine viene da una antica leggenda germanica sulla storia di questa ninfa e della sua maledizione al marito traditore: “Finché sarai sveglio, potrai avere il tuo respiro, ma dovessi mai cadere addormentato, allora esso ti sarà tolto e tu morirai!”.
I pazienti con questo disturbo presentano infatti una ipoventilazione, cioè non respirano adeguatamente durante il sonno, tanto che i valori di ossigeno nel sangue si abbassano e quelli dell’anidride carbonica si alzano. Il problema non è a carico del polmone, ma dipende dal cervello che “dimentica” di mandare il comando di respirare ed è per questo che la sindrome viene chiamata centrale.
Al Bambino Gesù a prendersi cura dei bambini e dei ragazzi …  (Continua) leggi la 2° pagina Ondine, sindrome, respirare,

Il vaccino dei genitori protegge anche i figli


Probabilità di contagio ridotte per i più piccoli

I benefici del vaccino anti-Covid sembrano anche indiretti, dal momento che la vaccinazione degli adulti ha l’effetto di proteggere anche i bambini. Ad affermarlo è uno studio dell’Ospedale universitario Necker-Enfants Malades di Parigi pubblicato su Jama Network Open.
I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti dal Covid-19 Pediatric Observatory, programma francese di sorveglianza sulle ospedalizzazioni da Sars-Cov-2 in età pediatrica.
Sono stati presi in considerazione 599 ricoveri avvenuti fra il 12 maggio 2021 e il 14 febbraio 2022 in diversi ospedali di Parigi. È emerso che la maggior parte dei bambini sotto i 5 anni con sintomi gravi era figlio di genitori non vaccinati. Nel primo periodo del 2021 il rapporto era di 8 su 10, mentre con l’ondata successiva è sceso al 29% perché “Omicron è una variante maggiormente trasmissibile e l’efficacia del vaccino contro l’infezione si …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, bambini, vaccino,

Ridurre la pressione allontana la demenza


Il trattamento antipertensivo diminuisce il rischio della malattia

Agire sui livelli pressori riducendoli con un trattamento antipertensivo ha anche l’effetto di allontanare l’eventualità dell’insorgenza della demenza nelle persone di mezza età. A dirlo è un nuovo studio pubblicato su European Heart Journal da Ruth Peters del Neuroscience Research Australia, che spiega: «Anche una piccola riduzione potrebbe avere un impatto globale notevole, visto l’invecchiamento della popolazione e il costo delle cure delle persone con demenza».
I ricercatori hanno analizzato i dati di partecipanti a 5 studi seminali randomizzati in doppio cieco e controllati con placebo. Sono state così incluse oltre 28.000 persone di età media di circa 69 anni provenienti da 20 diversi paesi.
I dati mostrano l’effetto positivo del trattamento antipertensivo fra i più anziani, che vedono abbassarsi le loro probabilità di soffrire di demenza senile. Una riduzione media della …  (Continua) leggi la 2° pagina demenza, ipertensione, pressione,

Mielodisplasia, l’importanza di una terapia personalizzata


Una nuova terapia riduce la necessità delle trasfusioni

Le mielodisplasie colpiscono circa 3.000 italiani ogni anno, con un’età media di 75 anni. In quasi la metà dei casi, i pazienti con sindromi mielodisplastiche che presentano sideroblasti ad anello, trattati con la nuova terapia luspatercept, sono liberi dalle trasfusioni di sangue per almeno 8 settimane.
Si tratta di un grande vantaggio in termini di qualità della vita e nel quadro di una riduzione del danno d’organo associato all’accumulo di ferro introdotto con le trasfusioni.
I sintomi più frequenti causati dalla carenza di emoglobina sono stanchezza, perdita di peso, difficoltà respiratorie e battito cardiaco accelerato. L’impatto sulla qualità di vita è enorme, soprattutto per le persone con anemia grave. Le sindromi mielodisplastiche sono ancora poco conosciute ed è sottovalutato il loro impatto sulla quotidianità dei pazienti.
“L’Agenzia Italiana del Farmaco, nel dicembre …  (Continua) leggi la 2° pagina talassemia, sangue, trasfusioni,

Herpes Zoster, vaccino efficace per almeno 10 anni


Sopra i 50 anni la protezione sembra durare per anni

È altamente consigliabile per le persone con oltre 50 anni la somministrazione del vaccino ricombinante contro l’Herpes Zoster, causa come noto del cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio.
Secondo i risultati intermedi dello studio di estensione Zoster-049, il vaccino ricombinante mostra un’efficacia di lunga durata, pari ad almeno 10 anni. Nel periodo intermedio di 6-10 anni l’efficacia complessiva è risultata infatti superiore all’80%.
I dati sono stati presentati nel corso della settimana delle malattie infettive (Idweek-Infectious diseases Week) e pubblicati su Open Forum Infectious Diseases (Ofid), rivista dell’Associazione americana delle malattie infettive (Idsa).
Lo Zoster-049 (Zoe-Ltfu) – spiega una nota diffusa nel corso dell’evento – è un’estensione di due studi clinici di fase 3 (Zoe-50 e Zoe-70) che hanno evidenziato un’efficacia del vaccino del 97% negli adulti di età pari o …  (Continua) leggi la 2° pagina vaccino, herpes, zoster,

Il dolore cronico annuncia una vecchiaia con poca salute


Chi ne soffre a quaranta anni invecchierà male

Soffrire di dolore cronico nella mezza età fa aumentare le probabilità di una vecchiaia non proprio serena in termini di salute. Lo dice un nuovo studio pubblicato su Plos One secondo cui chi soffre di dolore cronico a 44 anni andrà incontro probabilmente a peggiori condizioni di salute nella terza età, con problemi di salute mentale e disoccupazione fra i 50 e i 60 anni.
«Il dolore cronico, ovvero un dolore che dura per almeno tre mesi, è un problema serio che colpisce un gran numero di persone: secondo le National Academies of Science, Engineering and Medicine, più di 100 milioni di americani ne soffrono», spiegano David Blanchflower del Dartmouth College, e Alex Bryson dello University College di Londra, autori del lavoro.
Gli scienziati hanno analizzato le persone iscritte al National Child Development Survey, uno studio che segue longitudinalmente tutti i nati in una settimana di …  (Continua) leggi la 2° pagina dolore, cronico, vecchiaia,

Il vaccino antinfluenzale protegge dall’ictus


Incidenza inferiore nei mesi successivi alla somministrazione

Il vaccino antinfluenzale è un’ottima scelta per proteggersi dagli effetti peggiori dell’influenza stagionale. Uno studio pubblicato su The Lancet Public Health, però, sottolinea anche la capacità del vaccino di proteggere il soggetto dal rischio di un ictus.
Stando ai dati ricavati da oltre 4 milioni di persone per un periodo di 10 stagioni influenzali, il rischio di ictus diminuirebbe del 22% nei 6 mesi successivi alla somministrazione dell’antinfluenzale. Nel corso del follow up sono stati registrati 38.126 eventi di ictus.
Dall’analisi è emerso che nei 6 mesi successivi alla vaccinazione antinfluenzale il rischio di ictus si riduceva e la protezione riguardava tutti i tipi di ictus. I vantaggi erano maggiori nei maschi (-28%) rispetto alle femmine (-17%), “forse perché gli uomini non vaccinati avevano un rischio basale di ictus significativamente più alto rispetto alle donne non …  (Continua) leggi la 2° pagina influenza, vaccino, virus,

Tasso di positività in calo, ricoveri in salita


Con l’arrivo dell’autunno il virus rialza la testa

Sono 13.439 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. I decessi contabilizzati sono 93, per un totale che raggiunge 178.081 vittime dall’inizio della pandemia. Sono stati effettuati 84.220 tamponi, per un tasso di positività del 16%, in calo rispetto al 17,2% di ieri.
I ricoveri ordinari sono ora 6.928, 213 in più rispetto a ieri, mentre le terapie intensive sono 254, 2 in più di ieri, con 23 nuovi ingressi. Il tasso di incidenza di casi Covid-19 nel nostro Paese raggiunge i 441 casi per 100 mila abitanti. In crescita anche l’Rt, che si attesta a 1,18, valore che non si vedeva da luglio.
I vaccinati sono 48.663.615, il 90,1% dei cittadini sopra i 12 anni, mentre il 91,5% ha avuto almeno la prima dose. Oltre 39 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose.
I bambini immunizzati con la prima dose sono al momento 1.398.989, il 38,3% della fascia 5-11 anni.
In totale, sono …  (Continua) leggi la 2° pagina coronavirus, infezione, sintomi,