Coronavirus, come affrontare la malattia a casa

Indicazioni del ministero sulla gestione domiciliare dei pazienti

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L’infezione da SARS-CoV-2 è una condizione estremamente complessa per i meccanismi fisiopatogenetici connessi, per la molteplicità delle manifestazioni cliniche e per il ruolo giocato dalla risposta immunitaria dei soggetti.

Va, inoltre, ricordato che SARS-CoV-2 ha rappresentato, a tutti gli effetti, un patogeno sconosciuto alla comunità scientifica internazionale fino alla fine del mese di dicembre 2019 e la gestione clinica dei pazienti affetti da sintomi attribuibili al nuovo coronavirus (malati con COVID-19) è progressivamente evoluta nel tempo, riflettendo il progressivo accumularsi di informazioni relative al determinismo patogenetico della condizione morbosa, ai sintomi presentati dai pazienti e alle conoscenze che si sono andate via via accumulando nell’ambito dell’efficacia e delle tossicità correlate alle differenti terapie.

Le e-cig non sono innocue

Non producono vapore ma aerosol potenzialmente nocivo

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È improprio affermare che le sigarette elettroniche siano innocue perché produrrebbero soltanto vapore. In realtà, il fumo sprigionato dalle e-cig è aerosol contenente sostanze anche potenzialmente nocive.

Lo ribadisce uno studio pubblicato sul Journal of American College Health da scienziati della George Mason University di Fairfax, in Virginia. I ricercatori hanno somministrato un questionario a 800 studenti di college dal quale emerge il collegamento fra la parola vapore e una più bassa percezione del rischio per il fumo passivo.

Una ricerca dell’Università di Stanford, peraltro, ha dimostrato che i ragazzi che usano le e-cig hanno 5 volte più probabilità di sviluppare l’infezione da Sars-CoV-2, un dato che sale a 7 volte di più se i giovani svapano in contemporanea.

Parkinson, diagnosi precoce con un prelievo di sangue

L’innovativa prospettiva da uno studio dell’Irccs “Don Gnocchi”

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Diagnosticare il Parkinson con un semplice prelievo di sangue: è questa l’innovativa prospettiva aperta da uno studio dei ricercatori dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi, pubblicato dalla rivista Neurobiology of Disease.

Oggi la diagnosi precoce di Parkinson – una delle patologie neurodegenerative più diffuse, che si stima colpisca oggi in Italia quasi mezzo milione di persone – è possibile solo con un complesso prelievo di liquor o con una costosa analisi di risonanza nucleare.

Il gruppo di ricerca della “Don Gnocchi” – coordinato da Cristina Agliardi – ha isolato e analizzato nel sangue gli esosomi neurali, piccole vescicole rilasciate dalle cellule, di un gruppo di pazienti affetti da Malattia di Parkinson arruolati presso il Centro Parkinson dell’IRCCS “Don Gnocchi” di Milano.

Ricetta Gluten Free: pancake bianco di Fitmood

La ricetta gluten free del pancake bianco realizzata da Fitmood, il nostro store di integratori preferito, è pensata appositamente per la colazione delle persone intoleranti al glutine.

Rispetto alla questione del gluten free, il nostro parere è quello di evitare il fai da te, quindi procedere con il medico nella verifica di una reale intolleranza al glutine prima di procedere con un’alimentazione totalmente priva.

In ogni caso questa ricetta è ideale per la prima colazione di chi vuole iniziare la giornata con qualcosa di gustoso e dolce, senza rinunciare ad un certo apporto proteico. Inoltre, nonostante sia una ricetta gluten free, anche coloro che non hanno particolare esigenze in questo senso la troveranno eccezionale.

Ricetta Gluten Free: pancake bianco

Questa ricetta del pancake bianco gluten free è molto semplice da fare e tutti i prodotti possono essere tranquillamente acquistati all’interno dello shop di Fitmood

Per il pancake sono stati utilizzati i seguenti ingredienti

  • 50 gr con farina di riso BPR
  • dolcificante e aromatizzante gusto cheesecake biotech usa
  • Un cucchiaio di pudding a vaniglia 20gr
  • 100gr di albume
  • 2gr bicarbonato e limone
  • Spalmabile Go Nuts Fondente

Come Procedere 

  • Mescolare in una ciotola gli ingredienti
  • Far scaldare leggermente la padella antiaderente prima di versare il composto
  • Versare il composto con un mestolo
  • Far cuocere i pancake un minuto per lato
  • Farcire con pudding
  • Gustare ancora caldi e aggiungere una coccola dolce come guarnizione.

 

Covid, cordone ombelicale come cura?

Trattamento allo studio già utilizzato per il diabete

Il famoso diabetologo italiano Camillo Ricordi ha suggerito l’utilizzo di cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale di un neonato per il trattamento delle forme gravi di Covid-19.

La terapia è al centro di uno studio del team di Ricordi ed è già stata utilizzata in passato per il trattamento del diabete di tipo 1.

“Quando c’è stata la crisi del coronavirus Sars-Cov-2 e sono iniziati i primi casi in Cina noi avevamo già l’approvazione della Fda per fare dei protocolli per curare il diabete di tipo 1 con queste infusioni. Da un singolo cordone si possono estrarre ed espandere queste cellule e si riescono a produrre addirittura oltre 10mila dosi terapeutiche”, spiega Ricordi.

Secondo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute e del Cell Transplant Center di Miami, “la terapia costa molto poco, parliamo di poche centinaia di euro per trattamento”.

Calano i decessi e rallentano anche i ricoveri

Ormai nel pieno della seconda ondata. Rimanete a casa, è ora di capirlo

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L’ultimo bollettino della Protezione Civile mostra un aumento di nuovi contagi pari a 36.176, per un totale di 1.308.528 casi. Il numero dei tamponi sfiora il record, attestandosi a 250.186, per un tasso di positività che cala ancora leggermente, fermandosi al 14,4%.

Per fortuna, sembra rallentare anche la curva dei decessi, oggi se ne contano esattamente 100 in meno, ovvero 653 per un totale di 47.870 dall’inizio dell’epidemia.

Buone notizie anche dal computo dei ricoverati: i pazienti ospedalizzati in tutto sono 33.610, con un aumento di sole 106 unità rispetto a ieri, mentre quelli in terapia intensiva sono in tutto 3.710, con un aumento di 42 nella giornata di ieri.

Covid, un morto su 6 era affetto da demenza

La malattia ostacola una diagnosi tempestiva dell’infezione

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Il 15,8% dei decessi legati alla pandemia da SARS-CoV-2 negli ospedali italiani ha riguardato persone affette da demenza.

Pazienti che presentavano al pari di altri la febbre come sintomo di esordio, ma che, a differenza di chi non aveva demenza, mostravano meno frequentemente, probabilmente proprio a causa dei problemi cognitivi, i sintomi tipici dell’infezione, quali dispnea (68,8% vs. 74,3%) e tosse (30,9% vs. 40,3%).

Avevano inoltre minori possibilità di ricevere terapie di supporto e di avere accesso alla terapia intensiva, e mostravano un peggioramento clinico più rapido e aggressivo rispetto agli individui con cognizione piena.

Una speranza per la cura della paraplegia

Neurotossina botulinica di tipo A efficace nelle lesioni midollari

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Le lesioni traumatiche complete e incomplete del midollo spinale rappresentano una vera e propria sfida della medicina poiché, nonostante gli enormi progressi della scienza, a oggi non esiste una cura in grado di ripristinare le abilità motorie perse. Tali lesioni provocano perdita permanente, totale o parziale, della trasmissione di impulsi nervosi sensoriali e motori nell’area sottostante la lesione, provocando paraplegia o tetraplegia.

Si è calcolata un’incidenza globale di 10,5 casi per 100.000 persone, ovvero 768.473 nuovi casi all’anno nel mondo, dovuti principalmente a incidenti stradali, cadute accidentali, sport, armi e incidenti sul lavoro. Solamente in Italia, nei cosiddetti “incidenti del sabato sera”, il 20% degli infortunati subisce lesioni spinali con invalidità permanente e l’80% degli interessati ha un’età tra i 29 e i 42 anni.