8 consigli per la palestra che dovresti seguire

Se andare in palestra è il più delle volte divertente, può capitare di non vivere la migliore delle esperienze come ad esempio quando non raggiungi i risultati sperati oppure rimani bloccata nella stessa routine di allenamento per mesi e mesi.

In maniera tale da spingerti ad iniziare un programma di allenamento che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi, e farti uscire dall’ottica di idee che la palestra è solo un posto per esaltati, ecco 8 consigli per la palestra che dovresti seguire.

8 consigli per la palestra che dovresti seguire

Cerca di andare presto. Allenarsi di mattina, ha una serie di benefici: ad esempio eseguire un allenamento prima di pranzo ti permette di avere praticamente la palestra a tua disposizione e i tuoi livelli di energia sono al massimo.

Vai in palestra con un’amica, ma cerca di non perdere tempo in chiacchiere. Già sai che allenarti con un’amica può darti la giusta motivazione. Ma perdere tempo in chiacchiere può avere l’effetto di farti perdere la voglia di allenarti.

Cerca di concentrarti nell’esecuzioni degli esercizi con una postura appropriata. Quando esegui uno squat ad esempio evita di abbassare la testa. Eseguire gli esercizi con una forma non corretta può inficiare il tuo percorso verso l’obiettivo oltre a procurarti danni.

Non temere i pesi. Esaurire tutte le tue energie in allenamenti a corpo libero o nel cardio, non è l’ideale. Può andare bene se ad esempio sei in fase di recupero da infortunio, ma non per supportare la salute generale del tuo corpo.

Varia l’intensità. Sempre che tu abbia verificato la possibilità di farlo, variare l’intensità durante i tuoi allenamenti e aggiungere degli esercizi quando possibile, ripaga sempre. Ad esempio quando alleni la parte bassa del corpo, cerca di aggiungere qualche esercizio che coinvolga anche le braccia.

Abbandona il bilanciere dritto. Ogni volta che devi utilizzare il bilanciere dritto per allenare i tricipiti, prova la battle rope. In questa maniera aumenterai anche la capacità di compiere movimenti molto ampi.

Cerca di utilizzare le macchine e gli attrezzi in palestra in maniera non canonica. Ad esempio il vogatore, non deve essere solo ed esclusivamente utilizzato per allenare la parte alta del corpo: puoi allenare l’addome, utilizzando il sellino scorrevole della macchina.

Cerca soprattutto di avere rispetto e di utilizzare le buone maniere. Anche mettere in ordine l’attrezzatura utilizzata, piuttosto che utilizzare un asciugamano quando ti alleni, o anche non impegnare gli attrezzi a tempo indeterminato, sono segno di rispetto e ”amicizia” nei confronti dei tuoi compagni di palestra. La tua reputazione ne avrà senz’altro benefici.

 

Il dolore da neuropatia si cura mangiando meno

La riduzione calorica allevia il dolore

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Un periodo limitato di dieta a ridotto apporto calorico è in grado di attivare meccanismi anti-infiammatori, riducendo e prevenendo la cronicizzazione del dolore neuropatico.

Ad arrivare a questa conclusione, pubblicata sulla rivista Plos One, un team di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) e della Fondazione Santa Lucia (Irccs), in collaborazione con le Università di Chieti e Milano.

Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito dei progetti ‘Giovani Ricercatori’ presso la Fondazione Santa Lucia, apre la strada a nuove strategie terapeutiche non farmacologiche, in alternativa o in supporto alle cure convenzionali.

Ricetta senza farina: calzoncelli proteici al burro di arachidi

Una domenica pomeriggio, quando non hai granchè da fare, e fuori piove, e ti viene un’improvvisa voglia di dolce, cosa fai? Provi una nuova ricetta senza farina (perchè banalmente non ce l’hai in dispensa) che impieghi poco tempo per essere pronta e mangiata anche perchè è difficile resistere a lungo alla voglia di dolce.

Ricetta senza farina: calzoncelli proteici al burro di arachidi

  • 120gr di burro di arachidi al naturale
  • 80 gr di zucchero di cocco o 40 gr di zucchero di canna
  • 100 ml di bianco d’uovo
  • 2 scoop di proteine in polvere al gusto wafer
  • Gocce di cioccolato

Come procedere

  • Preriscalda il forno a 180° e posiziona la carta forno
  • Aggiungi tutti gli ingredienti  in una bowl media, e mescola finchè la consistenza non è nè troppo liquida nè troppo densa. A seconda della consistenza del burro di arachidi potresti dover aggiungere più scoop di proteine in polvere per raggiungere la consistenza giusta.
  • Con un cucchiaino, prendi  l’impasto e posizionalo sulla carta forma
  • Cuoci per circa 12 minuto in forno, vedrai i calzoncelli gonfiarsi.

La raccomandazione è quella di metterli in un contenitore che si chiude ermeticamente, in quanto tendono ad indurirsi. Le dosi indicate sono per due persone. Per quanto riguarda la dimensione dei calzoncelli vai ad occhio e gusto.

 

Ricetta fit biscotti proteici albumi e cioccolato

Com’era il detto: un biscotto al giorno toglie il medico di torno? Forse, non era esattamente così, ma sicuramente un biscottino al giorno soprattutto se la ricetta è fit possiamo permettercelo. Ecco la ricetta fit biscotti proteici albumi e cioccolato. PS: mangiare con moderazione, creano dipendenza.

Ricetta fit biscotti proteici albumi e cioccolato

  • 100gr albumi
  • 80gr cacao amaro
  • 80gr o stevia o zucchero di cocco
  • Un pizzico sale
  • Una punta di bicarbonato
  • 80gr gocce di cioccolato

Come procedere

  • Unire le polveri, successivamente aggiungere gli albumi e le gocce di cioccolato.
  • Mescolare finchè tutti gli ingredienti sono ben amalgamati tra loro
  • Nel frattempo preparare una teglia e adagiare la carta forno
  • Con un cucchiaio formare delle palline e schiacciarle leggermente
  • Cuocere in forno a 150gradi max 15minuti
  • Sarebbe preferibile se il cuore restasse un po’ morbido

Nel melograno una molecola per le malattie intestinali

Possibile effetto positivo assicurato dall’urolitina

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Nel melograno c’è una molecola potenzialmente utile in caso di malattie intestinali come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

Lo afferma una ricerca dell’Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine di Bangalore, in India, e dell’Università di Louisville, negli Usa.

La molecola in questione, l’urolitina, aumenterebbe le proteine che rafforzano le giunzioni delle cellule epiteliali nell’intestino, riducendo in tal modo l’infiammazione.

In sostanza rafforzano la barriera intestinale, la cui maggiore permeabilità è proprio alla base di queste malattie.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, mostra il meccanismo con cui il metabolita microbico e il suo analogo non solo riducono l’infiammazione e ripristinano l’integrità della barriera intestinale, ma proteggono anche contro la colite.

Il cancro non è più invisibile

Ricerca svela il meccanismo con cui le cellule malate si nascondono

Il cancro sta perdendo i superpoteri. Può essere sintetizzata così la ricerca apparsa su Nature Medicine a firma di scienziati dell’Università della California di San Francisco guidati dall’italiano Davide Ruggero.

Per la prima volta, lo studio è riuscito a bloccare il meccanismo che consente alle cellule tumorali di nascondersi e sfuggire così al sistema immunitario.

«Abbiamo trovato un nuovo punto debole del cancro, per distruggere le sue cellule», ha detto Ruggero. «Abbiamo capito come le cellule dei tumori producono specifiche proteine importanti per la loro crescita. Una di queste è la proteina PD-L1 che rende le cellule cancerogene invisibili dall’attacco del sistema immunitario».

Lo studio punta dunque all’immunoterapia come trattamento decisivo per eliminare il cancro.

Come rispettare i buoni propositi che ti sei prefissata per il 2019

Come ogni anno, fai una lista di tutti gli obiettivi che vuoi raggiungere. Ma sei sicura quest’anno di riuscire ad attenerti alla lista di buoni propositi da mettere in atto?

Se anche tu come noi, hai difficoltà in questo senso, ecco 6 consigli utili per rispettare i tuoi buoni propositi.

Cerca di rendere il tuo obiettivo quanto più specifico possibile. Se il tuo obiettivo è quello di perdere peso, ad esempio, potresti andare un po’ più nel dettaglio, potresti porti come obiettivo entrare nei tuoi vecchi jeans in 3-4 mesi. Oppure in quel bikini che tanto ti piace e che hai visto sul nostro shop, giusto in tempo per l’estate.

Delinea un piano da seguire e attieniti strettamente ad esso. È la cosa migliore da fare quando devi raggiungere un obiettivo, nonché la più efficace. Un esempio potrebbe essere la pianificazione dei pasti: invece di mangerei il sabato fuori, prepara la cena a casa, in questa maniera avrai il pieno controllo di cosa esattamente c’è nel tuo piatto.

Festeggia ogni volta che raggiungi un piccolo obiettivo durante il tuo percorso. Questa fase e’ molto importante perché spesso è volentieri possiamo essere molto severi con noi stesse. Quindi dai rilievo anche ai micro obiettivi che raggiungi magari festeggiando un trattamento di bellezza o con una manicure e pedicure.

Prenditi la piena responsabilità di quello che fai. Non è il caso di mettere i manifesti o di spiattellarlo su tutti i social media, ma cerca almeno di coinvolgere le persone a te vicine ad esempio i parenti o le amiche, che possono darti tutto il supporto necessario per far si che tu raggiunga il tuo obiettivo.

Ricorda a te stessa di avere degli obiettivi. Ogni singolo giorno, per darti la carica e la giusta motivazioni, ripeti ad alta voce a cosa stai lavorando.

Crea delle visual board (anche su Pinterest se preferisci) che ti permettono di visualizzare i tuoi obiettivi.

Un software diagnostica le malattie psichiatriche

Lavora sulla combinazione di dati clinici e neuroimaging

La depressione è la prima causa mondiale di problemi di salute mentale. I disturbi incipienti di disabilità si manifestano principalmente nella fase di giovinezza e nella “emerging adulthood”, e circa il 75% di questi prima dei 25 anni.

Episodi di psicosi come schizofrenia e disordini bipolari sono i primi sintomi del rischio di disabilità che si traduce in difficoltà e deterioramento nelle relazioni sociali e occupazionali (social and occupational impairments).

Uno dei problemi principali, all’interno della ricerca e della cura della salute mentale, consiste nella scarsità di strumenti computazionali di previsione dei deficit comportanti un impatto importante nelle relazioni sociali e nella possibilità di realizzazione professionale.

Questi strumenti prognostici potrebbero essere in grado di prevenire l’insorgere di disabilità e di sviluppare nuove terapie.

La cannabis contrasta le malattie del motoneurone

Farmaco cannabinoide riduce i sintomi di spasticità

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Uno studio multicentrico pubblicato su Lancet Neurology mostra per la prima volta l’efficacia di un farmaco cannabinoide nel ridurre la spasticità e altri sintomi correlati nei pazienti con malattie del motoneurone (MND).

La terapia utilizzata per lo studio – a base di derivati dalla Cannabis Sativa – è stata recentemente approvata per il trattamento sintomatico della spasticità nella sclerosi multipla. A condurre la ricerca è un gruppo di medici e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, guidati dal Professor Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) e coordinatore dell’area neurologica. La ricerca è stata possibile grazie al sostegno della Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (AriSLA).

Succhiare il ciuccio del bambino per evitare allergie

La saliva materna svolge un ruolo protettivo

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La prospettiva non è delle più invitanti, ma tenete conto dei possibili effetti positivi. Uno studio di ricercatori dell’Henry Ford Health System di Detroit dimostra che la mamma che pulisce il ciuccio del neonati con la propria saliva sta proteggendo il figlio da possibili allergie future.

Lo studio è stato presentato nel corso dell’ultimo congresso dell’American College of Allergy, Asthma & Immunology che si è svolto a Seattle.

Gli scienziati hanno analizzato le abitudini di 128 mamme nel corso di 18 mesi, chiedendo loro come pulissero il ciuccio del figlio. “Abbiamo scoperto che i bambini di madri che avevano succhiato il ciuccio del piccolo mostravano livelli di IgE inferiori rispetto alla media”, spiega Eliane Abou-Jaoude, primo autore dello studio.