Coronavirus, c’è anche la variante italiana

Potrebbe essere il precursore di quella inglese

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Ci sarebbe anche una variante italiana del nuovo coronavirus in circolazione da questa estate, quindi precedente all’ormai famosa variante inglese, di cui peraltro potrebbe essere precursore.

A sostenerlo è Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università degli Studi di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili.

La variante individuata – spiega Caruso ad Adnkronos – ha diversi punti di mutazione nella proteina Spike, l’uncino’ che il virus usa per attaccare il recettore presente sulle cellule bersaglio nel nostro organismo.

Come quella inglese, anche la variante italiana ha una mutazione in un punto nevralgico dell’interazione Spike/recettore cellulare, più precisamente in posizione 501. La variante italiana, però, ha anche una seconda mutazione in posizione 493.

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