Covid, due molecole ne predicono la gravità

Il loro dosaggio consente di prevedere il decorso della malattia

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Due studi italiani hanno scoperto la capacità predittiva di altrettante molecole rispetto alla gravità di Covid-19. Il primo studio è stato pubblicato su Nature Immunology da un team dell’Istituto Humanitas di Rozzano in collaborazione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Gli scienziati hanno scoperto che nel sangue dei pazienti Covid la molecola PTX3 è presente ad alti livelli nel sangue, oltre che nei polmoni, nelle cellule della prima linea di difesa e nelle cellule che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni.

C’è dunque un nesso diretto fra i livelli di PTX3 e la gravità della malattia.
La seconda molecola da tenere d’occhio è la sfingosina-1-fosfato, su cui si sono concentrati i ricercatori dell’Università di Milano e dell’Istituto di Medicina Aerospaziale di Milano, che hanno pubblicato uno studio su EMBO Molecular Medicine.