Demenza frontotemporale, nuova tecnica di diagnosi

Una risonanza magnetica diversa individua la firma genetica

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Uno studio italiano pubblicato su Alzheimer Research and Therapy dimostra che l’utilizzo di scale visive morfometriche in risonanza magnetica consente di identificare le diverse mutazioni genetiche che causano la demenza frontotemporale.

La ricerca è firmata dall’Unità Malattie Neurodegenerative, Centro Dino Ferrari, Università di Milano, IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, diretta dal professor Elio Scarpini.

La demenza frontotemporale è la seconda causa (dopo la malattia di Alzheimer) di decadimento cognitivo prima dei 65 anni, è caratterizzata da disturbi psico-comportamentali, quali disinibizione, alterazioni della condotta sociale, aggressività, e in circa il 20% dei casi dipende da una mutazione genetica.

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