Epatite B, biomarcatori possono far sospendere i farmaci

Possibile distinguere i pazienti che non corrono rischi di recidive

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L’analisi di biomarcatori specifici potrebbe favorire la sospensione dei farmaci in caso di epatite B cronica. È ciò che emerge dai dettagli di un caso clinico che ha per protagonista una donna curata a Pisa e affetta da epatite B cronica HBeAg negativa, che dopo anni di terapia antivirale ha potuto interrompere senza rischi il trattamento.

Trent’anni fa, la dott.ssa Maurizia Brunetto dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana aveva scoperto il HBV HbeAg difettivo, causa della forma più diffusa di epatite cronica B che conta nel mondo 20 milioni di casi.

Ora rivela anche il ruolo dei nuovi biomarcatori per la gestione della cura dell’infezione cronica da virus dell’epatite B. La malattia può essere efficacemente controllata grazie agli analoghi nucleotidici che bloccano la replicazione del virus. In tal modo, il paziente diventa un portatore sano e inattivo.

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