Il trapianto fecale per il Clostridium difficile

Studio analizza i meccanismi che rendono efficace l’intervento

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In caso di infezioni intestinali resistenti, causate ad esempio da Clostridium difficile, una delle opzioni più efficaci è la modulazione del microbioma attraverso trapianto fecale (FMT).

La tecnica produce alterazioni nei microRna circolanti e del tessuto intestinale, base di partenza per la gestione di infezioni resistenti ai trattamenti standard.

Uno studio apparso su Gastroenterology si è concentrato sui meccanismi di funzionamento del trapianto fecale.

La procedura ha come scopo di ripopolare di batteri “buoni” l’intestino del paziente, nel caso in cui quest’ultimo non trovi giovamento dai trattamenti tradizionali e soffra di attacchi ricorrenti.

I dati indicano un’efficacia dell’FMT pari all’80%. La ragione di questa efficacia non è però così evidente. «Non è del tutto chiaro come funzioni un FMT a livello molecolare.

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