Natale e Capodanno, essere allegri non è obbligatorio

Per coloro che non amano le feste natalizie il periodo che precede il Natale è una vera sofferenza e sopravvivere al Natale e al Capodanno è impresa ardua. Bambini in trepidante attesa di Babbo Natale, preparativi per i giochi di Capodanno, buoni sentimenti fino alla melassa, abbuffate, frenesia nella ricerca dell’ultimo regalo, ennesima replica del solito film natalizio o, peggio, cinepanettone.

Come dice il protagonista de La grande bellezza: “Io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire”. Per chi ama lamentarsi, il Natale offre l’occasione giusta: dal traffico, ai sensi di colpa per le persone che lasciamo sole, ai parenti indesiderati che vengono, inattesi, a trovarci (almeno in questo senso siamo contenti delle restrizioni sugli spostamenti).

Tuttavia, dimentichiamo che il Natale è un’opportunità per stare in famiglia, con chi amiamo o, soprattutto quest’anno, per dedicare a noi stessi. Per chi invece sa già che le feste di Natale porteranno depressione, malinconia e solitudine ecco due consigli:

  1. Prova a non idealizzare il Natale, mitizzandolo, solo perché vengono associati i bei ricordi passati dell’infanzia
  2. Sentiti libero/a di cambiare l’atteggiamento verso il Natale: la felicità dal 24 dicembre al 6 gennaio non è un obbligo

Se la tristezza sale, invece di rinchiudertici fino alla fine delle feste, prova a pensare ai momenti felici durante l’anno, magari sfogliando le fotografie oppure i post sui social. Anche se questo 2020 è stato un po’ particolare e per certi versi, terribile, siamo sicuri che almeno una piccola gioia ci sia stata 😉

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