Sincope, meno analisi necessarie dopo lo svenimento

Obiettivo ridurre le indagini invasive

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La sincope, definita come una perdita transitoria di coscienza e comunemente chiamata svenimento, è una condizione molto frequente, si stima che una persona ogni tre ne sia affetta nel corso della propria vita.

Tra le sue cause ve ne sono alcune benigne e altre molto gravi come l’embolia polmonare, cioè la presenza di trombi nei vasi polmonari. Questa, se non riconosciuta e trattata, può portare a insufficienza respiratoria e a morte improvvisa in un terzo dei pazienti.

Uno studio coordinato da Giovanni Casazza e Nicola Montano dell’Università degli Studi di Milano, e da Giorgio Costantino della Fondazione Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, ha cercato di valutare l’entità del fenomeno di embolia polmonare nei pazienti con sincope. La ricerca è stata pubblicata su JAMA Internal Medicine, una delle più prestigiose riviste di medicina interna.

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