Kiwi, frutto autunnale con più vitamina C di un’arancia: tutti i benefici

Il frutto autunnale per eccellenza è il kiwi, ottimo non solo perché fa bene alla salute, ma anche all’umore, visto che rappresenta un valido aiuto contro gli stati depressivi. Dunque è bene farne una scorta: nel frigo non dovrebbe mai mancare, visto che può essere un’idea per la merenda, ma anche per preparare una centrifuga o uno smoothie da bere a metà mattinata. In più, così come le banane e il melograno è indicato dopo l’attività sportiva. Aiuta a reintegrare i sali minerali, il potassio e il magnesio persi con la sudorazione del workout.

Kiwi: proprietà della vitamina C

La maggior parte dei benefici del kiwi sono dovuti all’alto tasso di vitamina C (acido ascorbico), addirittura più degli agrumi, che ha proprietà molteplici:

  • ha azione antiossidante;
  • aiuta la formazione di anticorpi utili per il potenziamento del sistema immunitario e per proteggere da infezioni, malattie e malanni di stagione;
  • migliora le funzionalità del sistema nervoso;
  • favorisce l’assorbimento del ferro, utilissimo soprattutto in caso di anemia.

Kiwi: i benefici

Il kiwi è molto ricco di acqua e carboidrati, ha poche calorie (60 calorie per 100 grammi) e un basso indice glicemico, che lo rende adatto ad essere inserito anche nell’alimentazione dei diabetici. Contiene inoltre carotenoidi, pigmenti vegetali, vitamine E e K, folati e minerali. Abbondano soprattutto potassio, calcio e fosforo e calcio. Quest’ultimo previene l’osteoporosi e protegge le ossa, in particolare.

Il frutto è anche un buon lassativo naturale, utile a contrastare la stitichezza regolarizzando l’intestino, ammorbidendo le feci e favorendo l’evacuazione. Dunque un vero e proprio toccasana per l’apparato digerente, ma anche per il colon, visto che va a migliorare i  sintomi della sindrome del colon irritabile (dolori, gonfiore addominale, costipazione).

Ma i benefici interessano anche il sistema cardiovascolare, poiché abbassa la pressione sanguigna, fluidifica il sangue, riduce il rischio di coaguli e anche il numero dei trigliceridi, aumentando così il colesterolo buono (HDL). Tutto ciò porta benefici su disturbi (frequenti in gravidanza soprattutto) come pesantezza alle gambe, vene varicose e emorroidi.

Infine, grazie alla serotonina il kiwi risulta ottimo in caso di disturbi del sonno.

View this post on Instagram

Il passo è brevissimo.. #fitinhub #fitfam #palestra #gym #quote #citazione #smoothie #pandoro #natalenuntetemo #natale #natale2018 #miallenopermangiare #mangiaresano #cucina #cucinaitaliana #ricette #benemanonbenissimo #salerno #roma #milano #torino #pranzo #cena #colazione #colazionefit #pandoro #panettone

A post shared by Fit In Hub (@fitinhub) on

 

 

Chi mangia carote vive più a lungo, lo dice la scienza: tutti i benefici

Se nell’ormai noto brano di Nuela, le carote diventano banconote, più “banalmente” le carote sulle nostre tavole ci permetterebbero di vivere più a lungo. Questo ortaggio, è infatti molto prezioso anche per la nostra di alimentazione: ha poche calorie, una composizione ricca di nutrienti e può essere consumata in tantissimi modi diversi, sia cruda che cotta. E non solo come contorno! Infatti è anche l’ingrediente base di preparazioni dolci, come la torta fit carote e mandorle. Ma anche di succhi freschi e centrifughe.

Carote: proprietà e benefici

Le carote contengono molti caroteni, sostanze ricche di vitamina A importantissime soprattutto sugli occhi, perché aguzzano la vista e le facoltà visive notturne. La maggior parte del carotene si trova nella fibra, quindi con una breve cottura si libera ancora di più il betacarotene contenuto nelle cellule fibrose. Ma essendo i caroteni resistenti al calore, un consumo a crudo non ne pregiudica l’assunzione. Diversamente, la vitamina C è sensibile al calore e si deteriora con la cottura. Per questo, è preferibile alternare le preparazioni cotte e quelle crude, così da sfruttare al meglio le proprietà. Il betacarotene è l’elemento che stimola anche la produzione di melanina, sostanza che dà colore alla pelle e la protegge dai raggi ultravioletti. Dunque la sua assunzione favorisce l’abbronzatura.

I flavonoidi agiscono positivamente sul sistema cardiovascolare e sono ottimi antiossidanti: contrastano i radicali liberi e l’invecchiamento. La pectina, invece, è utile per il funzionamento dell’intestino

Carote: calorie e valori nutrizionali

100 g di carote contengono 84 kcal / 351 kj. Inoltre troviamo:

  • Acqua 79,7 g
  • Carboidrati 18,3 g
  • Zuccheri 18,3 g
  • Proteine 2,6 g
  • Grassi 0,5 g
  • Fibre 3,1 g
  • Vitamina C 2 mg

Carote, la ricerca scientifica

I ricercatori del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (guidati da Chaoyang Li) hanno realizzato uno studio pubblicato anche su Archives of Internal Medicine. L’esperimento ha coinvolto un gruppo di 15.000 volontari, che sono stati monitorati per circa 20 anni nell’ambito del Third National Health and Nutrition Examination Survey Follow-up Study. Gli scienziati hanno scoperto che i livelli di carotene presenti nel sangue sono inversamente associati al rischio di morte, con particolare riferimento a tumori e malattie cardiovascolari.

Dunque, mangiare frutta e verdure è di grande aiuto per prevenire la morte prematura e vivere più a lungo. In questo senso le carote sono un vero toccasana, visto che il carotene è presente in abbondanza. Basti pensare che 200-300 grammi di carote apportano una quantità di beta-carotene pari a circa 5-10 volte il fabbisogno giornaliero raccomandato. Bugs Bunny ci aveva visto lungo!

View this post on Instagram

Insomma i soliti problemi da iron addicted! 😆😆😆😆 #fitinhub #tonificazione #allenamento #dimagrire #fit #mypersonaltrainer #fitness #citazionedelgiorno #allenamentofunzionale #allenamentofemminile #allenamentoacasa #workout #fitnessmotivation #fitnessgirl #cardio #gym #palestra #fitnessaddict #fitstagram

A post shared by Fit In Hub (@fitinhub) on

 

 

Perché il riposo tra un allenamento e l’altro è fondamentale?

Spesso e volentieri non diamo importanza al riposo tra un allenamento e l’altro. Perché non andare in palestra sette giorni su sette, se se ne ha la possibilità? perché è un errore! Le fasi di riposo sono importanti tanto quanto quelle di allenamento. I veri amanti del fitness e gli sportivi lo sanno bene. Perché è importante riposare tra un allenamento e l’altro? Scopriamo tutto sul riposo fitness.

Riposo fitness e palestra: perché è importante

Quando ci si allena è importante non sottovalutare l’importanza del riposo. Dopo ogni sessione di allenamento i muscoli devono avere tempo per riposarsi e ricostruirsi, crescendo così nel modo corretto. Il riposo risulta fondamentale anche per evitare incidenti di percorso e per dare sempre il massimo in ogni sessione. Se non si presta attenzione a concedersi la giusta dose di allenamento il rischio è di andare in sovrallenamento; si tratta di una situazione in cui l’organismo va in catabolismo, compromettendo i muscoli invece di farli crescere. La ragione sta nel fatto che, dopo ogni allenamento, si avvertano sia dolore che tensione muscolare. Questi dolori non sono un male, anzi. Il tessuto muscolare, però, ha bisogno di riposo per rigenerarsi e fortificarsi.

Come va gestito il riposo fitness?

Quanti giorni è bene riposare? Dipende dall’intensità dell’allenamento. Per chi si allena in palestra il consiglio è sempre chiedere aiuto al personal trainer; conoscendo la vostra scheda e i tipi di allenamento che fate sarà capace di indicarvi la giusta gestione del riposo senza problemi. Per evitare la fase di catabolismo è bene riposarsi almeno una volta a settimana o, quando si tratta di allenamenti intensivi, circa una decina di giorni ogni mese. Nel percorso individuale per capire qual è la giusta dose di riposo in base al proprio allenamento c’è una costante valida per tutti: il sonno.

Dormire il giusto numero di ore è fondamentale per ricostruire i muscoli. Durante le fasi di sonno profondo, infatti, i muscoli si riparano e crescono, diventando sempre più forti e resistenti. Un altra regola valida per tutti è quella dell’alternare il riposo dei vari gruppi muscolari per evitare di finire in una fase di catabolismo. Oltre al riposo totale, quindi, allenare i gruppi muscolari in maniera alternata; occorre allenarli quindi in giorni diversi e non utilizzare nuovamente quelli già allenati per almeno un paio di giorni.

Finocchio, il prezioso ortaggio composto per il 90% da acqua

Si può mangiare crudo o cotto, lo si può impiegare per zuppe, minestroni, vellutate, insalate, ma anche come contorno o per aromatizzare pietanze diverse. Benché abbia un sapore dolciastro e a tratti legnoso che non a tutti può piacere, il finocchio è invece molto versatile in cucina e se ne può esaltare il gusto in tanti modi.

La sua composizione lo rende estremamente leggero e infatti si presta benissimo a essere introdotto nelle diete. Benché sia tipicamente autunnale (ottobre-marzo), è facile reperirlo in qualsiasi stagione dell’anno, rendendolo una componente irrinunciabile di chi segue un’alimentazione sana o ipocalorica.

Finocchio: composizione

Il finocchio contiene solo 31 kcal ogni 100 grammi di prodotto. La sua composizione vede l’acqua al primo posto, quasi per la totalità: ben 90%! A seguire, contiene circa il 14% di fibre, l’1,3% di proteine, pochissimi zuccheri e grassi e molti minerali, tra cui potassio, calcio, fosforo, sodio, magnesio, ferro, zinco. Non manca un buon apporto di vitamine (A, B1, B2, B3, B5, B6 e C) e una considerevole quantità di flavonoidi e antiossidanti.

Finocchio: proprietà

Il finocchio contiene molta acqua, fibre e oli essenziali che lo rendono altamente diuretico. Ma non è tutto: grazie al mix di minerali e vitamine rinforza il sistema immunitario, quello cardiocircolatorio e quello nervoso. Non da meno sono le sue proprietà digestive: previene la formazione dei gas intestinali e contiene anetolo, una sostanza in grado di agire sulle contrazioni addominali. Inoltre ha proprietà antinfiammatorie e depurative.

Finocchio amico delle donne

I finocchi contengono fitoestrogeni, importanti per equilibrare in modo naturale i livelli degli ormoni femminili. Per questo, sono molto consigliati per le donne in allattamento, per quelle che soffrono di dolori mestruali molto forti e per quelle che si avvicinano alla menopausa.

Finocchio…da bere!

La tisana al finocchio è un vero e proprio toccasana per stomaco e intestino. Agisce su tutti i disturbi digestivi. Il merito è delle proprietà carminative della pianta, che favoriscono la fisiologica eliminazione dei gas intestinali e aiutano la digestione, contribuendo anche ad attenuare il fastidioso senso di gonfiore addominale. La tisana al finocchio possono berla anche i neonati e in questo caso è fortemente calmante in caso di coliche gassose, tipiche dei primi mesi di vita.

Una tisana calda al finocchio è d’aiuto anche per fluidificare le secrezioni catarrali, così da dare sollievo in caso di sintomi influenzali o da raffreddamento.

Per prepararla si utilizzano i frutti del finocchio (comunemente ma impropriamente chiamati semi). Si lasciano prima macerare in acqua per circa 15 minuti, poi si porta ad ebollizione il tutto ed infine si lascia riposare. La tisana si beve dopo averla filtrata. Per rendere ancora più aromatica la bevanda, si possono aggiungere chiodi di garofano, coriandolo, anice, rosmarino o menta piperita in foglie, a seconda delle proprie preferenze.

View this post on Instagram

Benvenuto weekend! 🤪🤪🤪 #fitinhub #motivazione #fitnessblogger #foodie #alimentazionesana #pizza #pizzatime #buongiorno #venerdi #fitfood #fitfoodquote #fitfoodshare #pizzamania #mangiaresano #mangiarebene #alimentazione #allenamento #eserciziofisico #palestra #gym

A post shared by Fit In Hub (@fitinhub) on

 

La parodontite aumenta il rischio di ipertensione

Le cure odontoiatriche possono migliorare i valori pressori

La pressione arteriosa ha un legame con la salute dei denti. Secondo una metanalisi pubblicata su Cardiovascular Research, infatti, la parodontite sarebbe associata a un maggior rischio di soffrire di pressione alta, mentre le cure odontoiatriche potrebbero migliorare i valori pressori del sangue.
Lo studio è una revisione di 80 analisi cliniche condotte in 26 paesi ed è stato coordinato dal prof. Francesco D’Aiuto dell’Eastman Dental Institute all’University College di Londra.

Abbiamo osservato un’“associazione lineare” tra indici di malattia gengivale e pressione alta – dichiara D’Aiuto – ovvero più era grave la parodontite, maggiore risultava il rischio di ipertensione per il paziente. Questi risultati suggeriscono che i pazienti con parodontite dovrebbero ricevere informazioni riguardo il rischio.

Circuito Total body per aumentare la massa magra

Migliorare il rapporto massa grassa/massa magra è quello che a cui dovresti realmente pensare nel momento in cui decidi di affrontare un programma di allenamento. L’allenamento a circuito, in questo senso è senz’altro una tipologia di allenamento che dovresti inserire nella tua settimana in palestra.

Il circuito si compone di 5 esercizi da eseguire in base alle proprie capacità e abilità, con bilanciere, kettlebell o manubri. Puoi eseguire il circuito utilizzando il protocollo Tabata che prevede 20 secondi di allenamento alla massima intensità e 10 secondi di pausa. Puoi completare dai 3 ai 5 giri.

Ti ricordiamo sempre di verificare di essere nelle condizioni di salute e fisiche per poter eseguire un allenamento. Se è la prima volta che ti approcci a questa tipologia di allenamento, non esitare a chiedere aiuto al trainer di sala.

Circuito Total body per aumentare la massa magra

Shoulder press

Nell’eseguire l’esercizio, la precauzione da prendere è quella di non spingere indietro la schiena, forzando la zona lombare. Onde evitare che ciò accada, ricordati di

Front squat o Goblet Squat

 

Arm row Alternato

Nell’esecuzione dell’esercizio è importante attivare i muscoli della parte centrale del corpo, e verificare che la schiena sia ben allineata. Piega leggermente le gambe, e ti raccomandiamo di non esagerare con il peso. Attieniti sempre ad un peso che ti permetta di eseguire l’esercizio in forma corretta, e nello stesso tempo faccia lavorare i tuoi muscoli.

Russian twist

Burpees

 

Le 4 regole d’oro di chi vuole mettere peso in modo sano

Tornare in forma non vuol dire solamente bruciare calorie e perdere grasso in eccesso. Tornare in forma è il risultato di uno stile di vita. Così come ci sono donne che devono buttare giù qualche chilo in eccesso, tanto ci sono donne che invece per raggiungere uno stile di vita sano e tornare in forma, devono mettere su qualche chilo.

Molte di voi, staranno già pensando “beate loro!” facendo la considerazione sbagliata che per mettere su peso si possa mangiare quello che si vuole. Ragionamento giusto se l’obietto è rovinarsi la salute. Tornare in forma aumentando dovendo mettere su peso, non vuol dire, infatti mangiare pizza, patatine e hamburger tutti i giorni. Piuttosto, come per chi deve dimagrire, cambiare il proprio stile di vita e il proprio modo di approcciare l’alimentazione.

Con questo articolo vogliamo semplicemente mettere in evidenza, alcune strategie che possono essere d’aiuto per il raggiungimento dell’obiettivo.

La varietà è la chiave. Questa ce l’hanno proposta in tutte le salse e a proposito di vari argomenti. Ma, a differenza della maggior parte delle credenze popolari, questa è vera. Eliminare completamente alcuni gruppi alimentari così come eccedere, non permette di fare il pieno di tutti i nutrienti necessari affinchè il  corpo funzioni correttamente e abbia tutte le energie per svolgere la vita di tutti i giorni o esercizi molto intensi come i burpees.

Mangia spesso. Anche questo sembra essere un consiglio piuttosto comune e banale, tuttavia è di fondamentale importanza per mantenere attivo il metabolismo, evitare abbuffate nei pasti principali e preservare la massa muscolare. L’ideale? Fare pasti nutrienti ogni 3-4 ore.

Fai scelte sane, badando alle porzioni. La tendenza nella stragrande maggioranza dei casi, è quella di scegliere alimenti carichi di carboidrati, grassi e proteine per un singolo pasto, per raggiungere la quota di nutrienti giornaliera. Mangiare frutta secca a volontà, per quanto possa essere considerata una scelta sicuramente sana, non ti aiuta nel tuo obiettivo di mettere su peso in maniera sana. Evita quindi le esagerazioni, al pari degli zuccheri e dei cibi confezionati.

Fai uno snack prima di andare a dormire. Non stiamo chiaramente parlando di gelati o dolci. L’idea è quella di far si che il tuo corpo, durante la fase di recupero che avviene di notte, possa beneficiare di alcuni dei nutrienti di cui ha bisogno. Puoi optare per uno yogurt greco, ad esempio. Se invece mangiare lo spuntino un’oretta prima di andare a dormire non fa per te, allora cerca di prestare attenzione a ciò che mangi per cena.

Cancro al colon, le diete sono un fattore di rischio

Un regime alimentare sbagliato aumenta le probabilità

Colon_494.jpg

Parlando di tumore e, nello specifico, di tumore del colon, la dieta rappresenta un’arma a doppio taglio, un Giano bifronte.

Se è infatti vero che una dieta sbagliata può favorire l’insorgenza del cancro del colon, è altrettanto vero che un adeguato stile alimentare può fare molto per prevenire questo tipo di tumore.

È dunque importante imparare a riconoscere gli epic fail della dieta, le ‘bucce di banana’ che possono far levitare il rischio di tumore; ma altrettanto importante è familiarizzare con gli alimenti amici della salute, scudo e difesa contro il tumore. A questo riguardo, possono venire in aiuto alcuni importanti lavori scientifici di recente pubblicazione che hanno permesso di calcolare la percentuale di nuovi casi di tumore attribuibile a un’assunzione inadeguata di alcuni alimenti.

Smartphone e adolescenti, quando esiste una dipendenza

Campanelli d’allarme e consigli dei pediatri italiani

Dipendenze_4530.jpg

Da abitudine a dipendenza, il passo è breve. Anzi brevissimo. Questo è il rischio principale a cui vanno incontro adolescenti e preadolescenti, ormai sempre più precoci nell’uso di smartphone e tablet e sempre più connessi. Il principale rischio, ma non l’unico.

Troppe ore chini sullo schermo possono far perdere ore preziose di sonno, irritare gli occhi, provocare dolori al collo e alle spalle, rendere distratti e disattenti. Non che internet e i social network siano del tutto negativi, anzi in alcuni casi possono rappresentare un aiuto per favorire le relazioni sociali con i coetanei, ma un’iperattività concentrata sugli smartphone può diventare dannosa per la salute psicofisica.

Dolore alle ginocchia: 4 cose che peggiorano la situazione

Che si tratti di CrossFit o di yoga, per le ginocchia di chi si allena non si prospettano tempi facili. Soprattutto se alla base c’è tanta inesperienza e una sbagliata esecuzione del movimento.

Il dolore alle ginocchia quindi può peggiorare se fai una di queste 4 cose

Esegui squat e affondi in maniera sbagliata. Quante volte ti hanno detto che se scendi al di sotto del parallelo nell’eseguire uno squat, ti giochi le ginocchia? Questa affermazione in se e per se non è vera. Ciò che veramente danneggia le tue ginocchia è la scorretta esecuzione del movimento. Stessa cosa vale per gli affondi. Per prevenire qualsiasi tipo di infortunio è necessario rinforzare i quadricipiti i femorali e al parte centrale del corpo con particolare attenzione ai fianchi, seguendo questa strategia solleverai dal peso le articolazioni.

Allenamenti ad alta intensità troppe volte a settimana e troppo diversi gli uni dagli altri. Dovresti cercare di uscire dall’ottica per cui quanto più ti alleni intensamente tanto prima raggiungi gli obiettivi che ti sei prefissata. Salti di vario genere mettono sotto estremo sforzo le articolazioni, all’incirca 12 volte in più rispetto ad una camminata normale sulla strada.La tecnica nel caso di attività intense è quanto mai fondamentale. Ricordati sempre che l’addome deve essere attivo, i glutei ben stretti, ginocchia all’infuori e spalle abbassate. Alleggerisci il carico in maniera tale da poter eseguire i movimenti con tecnica perfetta e cerca di non stressare sempre lo stesso gruppo muscolare.

Come eseguire affondi perfetti e le varianti più popolari

Alcuni movimenti che fai a lezione di Yoga. Come per gli allenamenti ad alta intensità, anche nel caso dello yoga è necessario rinforzare i muscoli della parte centrale del corpo.Se sei una principiante chiedi aiuto all’insegnate per imparare la tecnica di ogni singolo movimento.

Salire le scale.  Chiaro, salire le scale soprattutto se passi tutto il giorno seduta è quasi un dovere, ma se i tuoi quadricipiti non sono forti, probabile tu possa sentire dolore alle ginocchia. Allenamento dei quadricipiti, femorali e altri muscoli che possono sollevare le articolazioni da un peso eccessivo. Fanno al tuo caso quindi stacchi, wall sit e altri esercizi di stabilizzazione.