Il cibo che protegge il cuore e quello che lo danneggia

Attenzione ai nemici nascosti della salute

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L’alimentazione che per tanti anni è stata un po’ snobbata dalla medicina, intesa come terapia farmacologica, è stata ormai pienamente riscoperta dalla scienza come il miglior mezzo per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e oncologiche. L’alimentazione corretta da sola infatti riesce a limitare l’insorgenza di un gran numero di patologie e questo soprattutto se si sposa con l’altro pilastro della prevenzione, l’attività fisica. Conoscere gli alimenti amici e i nemici della salute è solo il primo passo perché spesso, nella trafelata vita quotidiana, si ricorre a prodotti confezionati che possono nascondere delle insidie occulte (troppo sale e zuccheri semplici, grassi saturi e trans). Per questo è buona abitudine imparare a leggere con attenzione le etichette alimentari.
“Il cibo – spiega la dottoressa Anna Villarini, biologa nutrizionista, professoressa a contratto …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cuore, cibo, salute,

I cibi ad alto indice glicemico causano l’obesità

Più del numero delle calorie conta la velocità di assorbimento degli zuccheri

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Non è necessario essere ossessionati dal bilancio energetico giornaliero. In altre parole, non è tanto importante il numero delle calorie ingerite durante il giorno, ma le caratteristiche nutrizionali di ciò che mangiamo.
Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition sostiene che il modello carboidrati-insulina spiega meglio l’insorgenza dell’obesità e l’aumento di peso.
David Ludwig, endocrinologo del Boston Children’s Hospital e professore della Harvard Medical School, commenta: “Ridurre il consumo dei carboidrati rapidamente digeribili riduce la spinta a immagazzinare il grasso corporeo. Di conseguenza, le persone possono perdere peso con meno fame e fatica”.
La chiave è quindi cercare di contenere il consumo degli alimenti ricchi di carboidrati con alto indice glicemico. Meglio prediligere quindi le versioni integrali di pane e pasta. La maggiore …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | carboidrati, indice, obesità,

I 7 cibi per rimettersi in forma a settembre

Fondamentale anche ricominciare gradualmente l’attività fisica

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Al rientro dalle vacanze e con la ripresa della quotidianità, spesso nasce anche il desiderio di rimettersi in forma, seguire un’alimentazione più equilibrata rispetto a quella che ci si è concessi in ferie e impostare attività sportive salutari.

Può capitare però che l’entusiasmo si esaurisca presto oppure che al contrario si tenda a esagerare optando per soluzioni drastiche. Come trovare dunque un giusto equilibrio per iniziare il nuovo anno accademico conciliando menu sani e attività fitness adeguate?

La Dottoressa Lucia Costucci, nutrizionista, e il Dottor Riccardo Gambugini, fisioterapista, forniscono utili suggerimenti per ripartire in maniera armonica e senza stress.

Psoriasi, controllare il peso è fondamentale

Legame tra i chili in eccesso e psoriasi e artrite psoriasica

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C’è un legame diretto fra il peso eccessivo e l’insorgenza e il peggioramento di psoriasi e artrite psoriasica.

Maria Concetta Fargnoli, direttore dell’unità di Dermatologia generale e oncologica dell’ospedale dell’Aquila, commenta al Corriere della Sera:

«Sovrappeso e obesità aumentano il rischio di comparsa di psoriasi e artrite e riducono l’efficacia delle terapie. Molte ricerche sono ancora in corso per meglio comprendere il legame che intercorre fra le due cose, ma il quadro è già oggi molto più chiaro rispetto anche solo a un decennio fa e una cosa è certa: un’alimentazione equilibrata, una costante attività fisica e il normopeso contribuiscono a migliorare la vita dei pazienti».

Il primo tratto in comune fra le condizioni è lo stato infiammatorio. All’aumentare dell’infiammazione si registra un aggravamento delle manifestazioni cutanee.

Covid, arriva il mix di anticorpi per prevenirlo

Efficaci i risultati della profilassi pre-esposizione di AstraZeneca

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La casa farmaceutica AstraZeneca ha comunicato i primi risultati positivi di un mix di anticorpi per la profilassi da Covid-19. Lo studio di fase III Provent ha indagato gli effetti della “prima combinazione di due anticorpi a lunga durata d’azione (Laab) per prevenire Covid-19”.

“AZD7442 ha ridotto del 77% il rischio di sviluppare Covid-19 in forma sintomatica, rispetto al placebo”, fa sapere la società. AZD7442 è una combinazione di anticorpi (non vaccini) modificata per fornire potenzialmente una protezione di lunga durata ed è, puntualizza l’azienda, “la prima che ha dimostrato la prevenzione di Covid in un trial clinico, ottenendo una riduzione statisticamente significativa dell’incidenza di Covid sintomatico”.

Cibi processati e malattia infiammatoria intestinale

Cibi processati e malattia infiammatoria intestinale

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L’assunzione di cibi ultralavorati è associata a un rischio più alto di insorgenza della malattia infiammatoria intestinale (IBD). Lo dice uno studio pubblicato sul British Medical Journal da Neeraj Narula della McMaster University, che spiega:

«La malattia infiammatoria intestinale (IBD) è più comune nelle nazioni industrializzate e si pensa che i fattori dietetici possano avere un ruolo importante, ma i dati che collegano l’assunzione di cibo ultralavorato all’IBD sono limitati».

Gli scienziati hanno esaminato le abitudini di 116.087 adulti di età compresa fra 35 e 70 anni di 21 paesi a basso, medio e alto reddito. Nel corso del follow up, durato 9,7 anni, 467 partecipanti hanno sviluppato una IBD, nella maggior parte dei casi una colite ulcerosa.

L’olio extravergine d’oliva ci fa rimanere giovani

Il condimento rallenta l’invecchiamento cognitivo

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Un aiuto al cervello nel contrastare il declino cognitivo. È l’azione che svolge l’olio extravergine di oliva, documentata da una ricerca del Cnr firmata da Giorgio D’Andrea, a cui hanno collaborato scienziati della Lumsa di Roma e dell’Università della Tuscia.

La chiave per spiegare l’effetto dell’olio sarebbe l’idrossitirosolo, un fenolo dalle evidenti proprietà antiossidanti presente nell’olio extravergine di oliva insieme ad altre sostanze polifenoliche come l’oleocantale e ad altre sostanze salutari come l’acido oleico, i grassi polinsaturi essenziali, la vitamina A e la vitamina E.

Gli antichi greci – commenta Giorgio D’Andrea – erano ben consapevoli delle molteplici proprietà benefiche dell’olio di oliva.

Fonte Essenziale, il benessere delle buone abitudini

I benefici legati al consumo di un’acqua benefica

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Bere fa bene al corpo, gli esperti ce lo ripetono da sempre. Ora che si avvicina la bella stagione, il concetto acquista ancora maggiore validità. Ci sono tuttavia acque che hanno qualcosa in più da offrire a chi decide di consumarle.

Fra queste, va annoverata senz’altro Fonte Essenziale, l’acqua che sgorga dalle terme di Boario, in Val Camonica. Prima di raggiungere la fonte, l’acqua compie un lunghissimo percorso attraverso le rocce del Monte Altissimo, arricchendosi di minerali e oligoelementi preziosi.

Il suo consumo è ottimale poiché, grazie alle sue peculiarità, consente di migliorare i processi digestivi, facilita la digeribilità di grassi e proteine, depura fegato e intestino regolandone la motilità e favorendo una corretta evacuazione.

Il grasso influenza la longevità

Se va oltre un terzo del peso corporeo il rischio di morte si impenna

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A influenzare negativamente la longevità umana non è tanto il peso corporeo in sé, quanto la percentuale di grasso. Un nuovo studio ha esaminato oltre 54mila adulti con età media di 60 anni, concludendo che in termini di mortalità è più importante stabilire la percentuale di grasso corporeo che non altri parametri come il Bmi, l’indice di massa corporea.

Lo studio, pubblicato su Annals of Internal Medicine, ha evidenziato come gli uomini con oltre il 36 per cento di grasso corporeo mostrassero un rischio di morte precoce più alto del 59 per cento rispetto ai coetanei con una percentuale di grassi che non superava un terzo del peso totale. Nelle donne il dato è meno rilevante: in condizioni simili, infatti, il rischio di morte sale del 19 per cento rispetto alla media.

Un gene associa dieta e longevità

Meccanismo legato ai livelli di Pha-4

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È più che noto che nutrirsi in modo sano ed equilibrato allunghi la vita, ma è stato scoperto da alcuni ricercatori che esiste un gene che collega la restrizione calorica alla longevità.

Sulla rivista scientifica Nature è stato pubblicato lo studio condotto da un gruppo di esperti del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, in California.

Analizzando un piccolo verme, il Caenorhabditis elegans (C. elegans), un organismo “modello” molto usato per lo studio della biologia, gli scienziati hanno scoperto che il “bonus” di vita è legato a un gene che codifica la proteina Pha-4.

È stato evidenziato che nei vermi in cui venivano abbassati i livelli di Pha-4 i benefici portati da un regime ipocalorico non erano apprezzabili, al contrario, nei vermi dove si stimolava una sovrapproduzione la dieta aumenta la durata della vita di oltre il 60 per cento.