Bene la dieta senza glutine ma con molte fibre vegetali

In concomitanza con un consumo differente di fibre

Intolleranze_10021.jpg

Mangiare alimenti senza glutine può far bene al nostro intestino, a patto che si mantenga allo stesso tempo il consumo di fibre, ricavandole però da alimenti diversi. Lo rivela uno studio dell’Università di Copenhagen pubblicato su Nature Communications.

I ricercatori hanno coinvolto due gruppi di persone non affette da celiachia. Al primo hanno chiesto di seguire una dieta a basso contenuto di glutine, al secondo un’altra ad alto contenuto di glutine.

Le diete sono state bilanciate dagli esperti con la stessa quantità di fibre, ma distribuite in composizioni differenti.

I dati emersi dimostrano che una dieta povera di glutine induce cambiamenti nella struttura e nella funzionalità dell’intestino, con una generale riduzione del peso corporeo grazie all’aumento della combustione calorica innescata dalle funzioni alterate dei batteri intestinali.

Gli alimenti senza glutine sono solo business

L’assenza di glutine non è di per sé un fattore positivo

Intolleranze_8857.jpg

Saranno anche senza glutine, ma sono ricchi di zuccheri e privi di caratteristiche di per sé salutari. Si tratta degli alimenti gluten-free, ormai di gran moda anche nel nostro paese e spesso utilizzati per l’alimentazione dei bambini. In seguito a una massiccia campagna di convincimento da parte dell’industria alimentare, molte persone sono arrivate alla conclusione che il glutine sia da evitare come la peste. Peccato che spesso questi alimenti compensino con una concentrazione di zuccheri anche maggiore della già alta media dei prodotti normali.

«È importante sfatare l’idea che dire cibo senza glutine equivalga a dire cibo salutare, idea che ha funzionato come un eccellente strumento di vendita per l’industria alimentare, ma fa poco per sostenere la salute pubblica», scrive Charlene Elliott, della University of Calgary in Alberta, Canada, prima autrice del lavoro.

Celiachia: il mito del senza glutine e gli alimenti naturalmente privi

Una corposa parte della popolazione mondiale ormai si scopre celiaca, o sensibile al glutine. Ricordiamo che la malattia celiaca è una vera è propria malattia genetica e l’unico modo per effettuare una diagnosi corretta sono i test genetici appositi e non un semplice test delle intolleranze. Detto questo, la Celiachia o la sensibilità al glutine è una condizione spesso fastidiosa quando non si sa di averla in quanto causa gas, gonfiori costipazione ma anche stati di apatia ed affaticamento e per chi presenta davvero questa condizione, tagliare questa proteina dalla loro dieta andrà a ridurre significativamente gli effetti collaterali. Ciò significa eliminare dalla propria dieta una buona fetta di alimenti e spesso per alcuni risulta difficile sapere cosa mangiare o addirittura imbarazzante uscire a cena.

Prima di tutto ciò che bisogna fare è assolutamente EVITARE i prodotti senza glutine industriali e questo perché per ottenere prodotti senza glutine ma comunque appetibili l’industria alimentare utilizza farine raffinate e povere di nutrienti oltre ad aggiungere additivi e dolcificanti che non apportano alcun beneficio all’organismo, anzi.

Di seguito vi indico gli ingredienti di due delle categorie più famose del senza glutine:

PANE CASERECCIO Ingredienti: acqua , amido di mais , pasta madre , farina di grano saraceno 8,5% , farina di riso , fibra di mela , sciroppo di riso , amido di riso , olio di girasole , proteine di soia , sale , zucchero , lievito , addensante: ; acidificante: . Contiene derivati della soja. Senza glutine. SENZA LATTOSIO (Lattosio < 0,007g/100g) .

PASTA SENZA GLUTINE Ingredienti: Acqua, Farina di mais bianco (65%), Farina di mais giallo (29,5%), Farina di Riso (5%), Emulsionante: Mono e Digliceridi degli Acidi Grassi

Clicca per acquistare mal di pancia rimedi farmaci

In generale i prodotti industriali di questo tipo danno scarsissimo apporto nutrizionale, basti pensare che non solo l’apporto delle proteine è dimezzato, ma che il contenuto di fibre è pressoché nullo, per cui non apportano alcun beneficio al microbiota (la flora batterica intestinale) perché vengono completamente assimilate. Inoltre le farine di mais o di riso che vengono utilizzate producono un picco glicemico immediato con grande secrezione di insulina essendo prodotti generalmente molto raffinati con indici glicemici maggiori delle farine di grano, per non parlare del fatto che, come nel primo caso, vengano aggiunti sciroppi di mais o di riso o addirittura zucchero o miele (nel pane?!?!) e tutti gli altri additivi seguire.

I celiaci quindi come si devono orientare?

Esistono alcuni prodotti glucidici commerciali biologici fatti con farine di legumi, che sono qualitativamente migliori ed apportano micronutrienti e proteine (guardate sempre gli ingredienti, e se è una lista più lunga di 3/4 voci, evitateli). Meglio ancora però utilizzare prodotti naturalmente privi di glutine come i cereali a chicco come il riso (integrale, basmati, nero, rosso ecc), grano saraceno, quinoa o il miglio, che oltre ad essere molto buoni, sono cereali non raffinati e che quindi mantengono tutte le loro proprietà nutritive (maggiori rispetto anche alla semplice pasta di grano).

Anche preparare prodotti fatti in casa utilizzando farine di grano saraceno o utilizzare le patate come primo ad esempio, può essere utile nell’abituarsi al senza glutine.

Non è quindi poi così difficile nutrirsi per un celiaco, che invece di ossessionarsi per ciò che non può mangiare, può imparare ad utilizzare prodotti migliori ed abituarsi a farlo, soprattutto se poi impara a pianificare i pasti, rendendo il tutto anche meno stressante.

I prodotti naturalmente privi di glutine infatti hanno il vantaggio di poter essere cotti e conservati in frigo per poi utilizzarli per varie preparazioni durante la settimana. Inoltre i benefici sul corpo saranno maggiori delle rinunce, infatti il celiaco eliminando il glutine, noterà immediatamente cambiamenti sul proprio corpo e nel proprio organismo: energia per tutto il giorno, pelle più luminosa ed una maggiore regolarità intestinale.