Cancro del colon, l’eccesso di peso è un fattore di rischio


Indipendente dal punteggio del rischio genetico

Le persone in sovrappeso mostrano un rischio più elevato di cancro al colon-retto rispetto alla media. Il rischio appare indipendente dal punteggio di rischio poligenico, stando ai dati pubblicati su Jama Network Open da un team del German Cancer Research Center diretto da Xuechen Chen, che spiega: «Le evidenze accumulate hanno dimostrato che un indice di massa corporea elevato, come indicatore di un eccesso di peso corporeo, è associato a un aumento del rischio di cancro del colon-retto. I punteggi di rischio poligenico, ossia la combinazione di più variazioni a singolo nucleotide identificate negli studi di associazione genome-wide, sono sempre più utilizzati per la stratificazione del rischio di questa neoplasia e sono anche utili per migliorare il potere statistico limitato negli studi genetici-ambientali, che spesso sono penalizzati dagli effetti deboli di singoli loci di rischio e sono …  (Continua) leggi la 2° pagina colon, peso, obesit,

Steatosi epatica, ridurre l’emoglobina glicata aiuta


Nei pazienti con diabete di tipo 2 è elemento imprescindibile

Le persone con diabete di tipo 2 possono migliorare la percentuale di grasso epatico e lo stadio di fibrosi epatica intervenendo sui livelli di emoglobina glicata.
A dirlo è uno studio pubblicato su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases da un team dell’Università di Oxford.
La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è un disturbo comune che colpisce il 25% della popolazione mondiale. È spesso considerata la manifestazione epatica della sindrome metabolica ed è strettamente associata all’obesità e al diabete di tipo 2. Ha una morbilità e mortalità associate attraverso cause epatiche specifiche, ma soprattutto attraverso esiti cardiovascolari avversi. Al momento non ci sono terapie specifiche, si punta infatti a una perdita di peso e alla riduzione del rischio cardiovascolare.
In un’analisi dei dati di adulti con diabete di tipo 2 che utilizzavano un inibitore SGLT2, un …  (Continua) leggi la 2° pagina steatosi, epatica, emoglobina,

Covid, emorragie cerebrali in feti di donne incinte positive


Le donne possono trasmettere la malattia causando danni ai tessuti cerebrali

Vaccinarsi contro Sars-CoV-2 è sempre più imperativo per le donne incinte. Secondo un nuovo studio del King’s College di Londra, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste e dell’Università di Edimburgo, le donne incinte positive a Covid-19 possono trasmettere la malattia ai feti causando loro emorragie cerebrali con relativi danni al tessuto cerebrale in via di sviluppo.
Lo studio pubblicato su Brain non chiarisce se i danni siano dovuti direttamente al virus o alla reazione del sistema immunitario della donna, ma la conclusione è la stessa, cioè vaccinarsi il prima possibile.
Gli scienziati hanno analizzato 661 campioni di tessuto fetale raccolti fra il luglio del 2020 e l’aprile del 2022, osservando emorragie cerebrali in 26 di questi. Il virus era presente in tutti i campioni di tessuto con emorragia.
Nella maggior parte dei casi, i feti che …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, feti, cerebrale,

Iperossaluria primitiva, pubblicate le nuove linee guida


Raccomandazioni elaborate da un gruppo di esperti

Dopo oltre dieci anni, per l’iperossaluria primitiva sono disponibili delle nuove linee guida, pubblicate pochi giorni fa sulla rivista Nature Reviews Nephrology. Un lavoro durato un anno, che ha coinvolto un gruppo di esperti provenienti da otto nazioni, membri del consorzio OxalEurope e della rete di riferimento europea per le malattie renali rare ERKNet.
L’iperossaluria primitiva (PH) è una malattia genetica rara dovuta al deficit di enzimi del fegato responsabili della detossificazione del gliossilato, una molecola che quando si accumula genera ossalato. È proprio questa aumentata produzione di ossalato che porta alla formazione di calcoli renali e al progressivo deterioramento di tutto l’apparato urinario, come spiega la prof.ssa Barbara Cellini, ricercatrice dell’Università degli Studi di Perugia e membro dello Steering Committee di OxalEurope.
“Negli ultimi anni numerosi gruppi …  (Continua) leggi la 2° pagina iperossaluria, enzimi, ossalato,

Trapianto di capelli, il rimedio definitivo all’alopecia


Tutto quello che c’è da sapere sul trapianto di capelli

Il trapianto di capelli rappresenta lo strumento più efficace nel trattamento della calvizie nonché l’unico rimedio definitivo alla perdita di capelli. Come sottolinea la Dott.ssa Nadia Misino – Direttrice Sanitaria del Centro Insparya di Milano – “i pazienti che hanno scelto di sottoporsi al trapianto non andranno incontro a una nuova perdita dei capelli trapiantati poiché quelli prelevati dall’area donatrice sono geneticamente diversi e non hanno tendenza all’alopecia. D’altra parte, è però vero che i capelli originali, se non vengono curati correttamente, potrebbero comunque cadere con il tempo”.
Per questo motivo è importante che i pazienti soggetti a calvizie prestino un’attenzione costante ai propri capelli e, in particolare, a quelli naturali, essendo geneticamente predisposti alla caduta.
Per sottoporsi a un trapianto è fondamentale affidarsi a professionisti che, con …  (Continua) leggi la 2° pagina capelli, calvizie, trapianto,

Una terapia a mRna per il tumore al seno triplo negativo


La somministrazione di microRNA inibisce l’oncoproteina TRF2 e blocca il tumore

Una promettente strategia terapeutica è stata messa a punto all’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) contro il tumore al seno triplo negativo, il sottotipo più aggressivo di tumore alla mammella che colpisce spesso pazienti ancora giovani.
I risultati dello studio condotto da un gruppo diretto da Annamaria Biroccio, dell’Unità di Oncogenomica Traslazionale, sono stati appena pubblicati sulla rivista EMBO Molecular Medicine. I ricercatori hanno dimostrato che la somministrazione nei topi di uno specifico microRNA (il miR-182-3p) inibisce la proteina telomerica TRF2, responsabile della progressione tumorale, e blocca così l’avanzare della malattia. Il microRNA era veicolato da nanoparticelle lipidiche, con composizione simile a quelle utilizzate per i vaccini a mRNA contro SARS-CoV-2.
“In un futuro prossimo – precisa Gennaro Ciliberto, Direttore scientifico IRE – questa …  (Continua) leggi la 2° pagina tumore, seno, mRna,

Olaparib e abiraterone per il cancro della prostata


Nei soggetti in cui la chemio non è indicata

Una nuova terapia per il cancro della prostata è stata autorizzata dall’Unione Europea. Si tratta dell’associazione fra olaparib e abiraterone, indicata per il trattamento del carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) negli uomini adulti per i quali la chemioterapia non è clinicamente indicata.
L’approvazione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio di Fase III PROpele sulla raccomandazione positiva nella Unione Europea di novembre 2022 da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use).
Nello studio, olaparib, in combinazione con abiraterone e prednisone o prednisolone, ha ridotto il rischio di progressione di malattia o morte del 34% rispetto ad abiraterone e prednisone o prednisolone (rapporto di rischio [HR] 0,66; 95% intervallo di confidenza [CI] 0,54-0,81; p(Continua) leggi la 2° pagina prostata, tumore, olaparib,

Le spugne sono un covo di batteri


Meglio cambiarle una volta a settimana

Le spugne per lavare i piatti sono piene di germi e andrebbero cambiate molto spesso, almeno una volta alla settimana. È la conclusione di uno studio della Duke University pubblicato su Nature Chemical Biology.
Lingchong You, l’ingegnere che ha coordinato lo studio, spiega: «I batteri sono come noi umani, c’è chi ama vivere in compagnia e chi preferisce stare da solo: per far prosperare tutti ognuno deve trovare la sua “nicchia”. Questo accade nel suolo, dove i germi trovano tanti microhabitat differenti, e pure nelle spugne perché grazie alla loro struttura lo spazio viene suddiviso in “porzioni” che possono essere colonizzate da specie diverse: forse proprio per questo sono così sporche, sono la casa perfetta per i batteri».
Per questo è fondamentale cambiarle ogni settimana. Anche lavandole non si supera il problema della contaminazione da batteri, come spiega un altro studio …  (Continua) leggi la 2° pagina spugne, germi, batteri,

Pancreas artificiale utile anche per il diabete di tipo 2


Il sistema consente di mantenere la glicemia nei parametri standard

Il pancreas artificiale può essere utile anche ai pazienti con diabete di tipo 2. La somministrazione di insulina automatizzata consente infatti ai pazienti di restare nell’intervallo glicemico target il doppio del tempo rispetto alla terapia normale.
A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine da un team della University of Cambridge guidato da Aideen Daly.
Charlotte Boughton, coautrice dello studio, commenta: «Molte persone affette da diabete di tipo 2 lottano per gestire i livelli di zucchero nel sangue utilizzando i trattamenti attualmente disponibili, come le iniezioni di insulina. Il pancreas artificiale può fornire un approccio sicuro ed efficace per aiutarli, è una tecnologia semplice da usare e può essere implementata in sicurezza a casa».
Nello studio che ha coinvolto 28 adulti affetti da diabete di tipo 2 è stato utilizzato il sistema CamAPS HX, che si è …  (Continua) leggi la 2° pagina diabete, glicemia, zuccheri,

Il dimagrimento localizzato esiste?


I ricercatori si domandano se è possibile dimagrire in alcune zone specifiche

Uno dei principali obiettivi di chi vuole rimettersi in forma è perseguire il cosiddetto dimagrimento localizzato, ma è davvero possibile ottenerlo? Il dimagrimento localizzato è in realtà una teoria non confermata scientificamente, ma soltanto ipotizzata.
La base di ogni dimagrimento è il consumo di energia in misura maggiore rispetto alla sua acquisizione attraverso ciò che mangiamo e beviamo. Il dispendio energetico è costituito da 3 pilastri: il metabolismo basale, ovvero la quantità di energia necessaria per mantenere il corpo in funzione a riposo, quindi la respirazione, il mantenimento della temperatura corporea, il funzionamento degli organi; la termogenesi del cibo, cioè l’energia necessaria a digerire gli alimenti ingeriti; e infine l’attività fisica.
Se consumiamo più calorie di quante ne introduciamo nell’organismo, allora si avrà un dimagrimento. Ma come indirizzarlo dove …  (Continua) leggi la 2° pagina dimagrimento, localizzato, addome,