Epilessia, il possibile ruolo degli astrociti

Scoperti meccanismi modulatori nelle trasmissioni sinaptiche

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Diversi studi dimostrano che gli astrociti, le cellule gliali più diffuse nel sistema nervoso centrale, svolgono un ruolo fondamentale nel cervello mediante il rilascio di gliotrasmettitori, che contribuiscono alla modulazione della trasmissione sinaptica. Nella corteccia cerebrale, la popolazione neuronale è rappresentata da neuroni eccitatori e interneuroni inibitori. Le disfunzioni interneuronali sono implicate in alcune malattie del cervello, come epilessia, schizofrenia ed autismo, nelle quali è presente uno squilibrio nell’eccitazione-inibizione: chiarire i ruoli dei neuroni inibitori nel circuito neuronale-astrocitario può aiutare a comprendere il contributo degli stessi nei disturbi cerebrali.
Uno studio dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In), recentemente pubblicato dalla rivista Cells, descrive un meccanismo che modula la trasmissione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | meccanismi, sinapsi, epilessia,

I cibi che cancellano la stanchezza

Alimenti su cui puntare per contrastare il senso di fatica

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Il cambio di stagione è stato improvviso, con l’arrivo di temperature molto elevate che hanno fiaccato le nostre energie. Per contrastare questa tendenza, possiamo però operare scelte intelligenti a tavola.
“Barbabietola, zafferano e mele annurche sono alcuni ingredienti su cui puntare, vanno invece evitati cibi che affaticano perché difficili da digerire, come formaggi fermentati, insaccati, bistecche alla griglia, grassi animali”, spiega all’Adnkronos Salute Ciro Vestita, medico nutrizionista e fitoterapeuta.
Un aiuto può venire anche dal ginseng, da assumere in capsule al mattino. “Non ci sono cibi miracolosi ma sicuramente in questa fase vanno necessariamente evitati cibi che aggravano la stanchezza, come le preparazioni troppo ricche di grassi ed elaborate”.
Fra gli alimenti amici c’è sicuramente la mela annurca, ricca di sali minerali quali silicio, zinco e magnesio, tutti …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | energia, cibi, mela,

Gli esercizi per ridurre i dolori mestruali

Combattere i dolori e contrastare il grasso addominale

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La sindrome premestruale può avere diversi sintomi, che variano da donna a donna. Ma spesso uno dei più comuni è il dolore pelvico che può essere alleviato con appositi esercizi fisici. Il “gatto”, i rolli laterali e la “farfalla” sono i tre esercizi che non possono mancare e a cui se ne possono aggiungere anche altri se – oltre al dolore pelvico – vogliamo contrastare i chili di troppo (soprattutto se concentrati nella parte addominale). Ma in cosa consistono questi esercizi?
E quali sono, nello specifico, quelli che ci aiutano a combattere i chili di troppo (oltre il tanto fastidioso dolore pelvico)?
Ce li spiega la dott.ssa Missori, autrice di “Il reset ormonale: dal ciclo alla menopausa senza stress” (Edizioni Lswr). Il libro è il testo di riferimento essenziale per chi soffre di sindrome premestruale, endometriosi, ovaio policistico, dominanza estrogenica e menopausa, offrendo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | esercizi, dolore, mestruale,

Covid, nuovo anticorpo abbatte il rischio

Una singola dose offre una protezione duratura

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I pazienti fragili devono essere protetti contro il Covid-19, anche grazie alla prima opzione farmacologica che consente di prevenire i sintomi del virus diversa dai vaccini: una combinazione di anticorpi monoclonali.
Si fa riferimento a persone, in particolare quelle con sistema immunitario compromesso, che potrebbero non sviluppare una risposta adeguata ai vaccini contro il virus. Inoltre, in caso di infezione, sono a maggior rischio di esiti negativi da Covid-19, perché la loro capacità naturale di combattere gli agenti patogeni è più bassa. In Italia, dallo scorso febbraio, è disponibile una combinazione di anticorpi monoclonali a lunga emivita che ha dimostrato di ridurre dell’83% il rischio di sviluppare la malattia in forma sintomatica, con una protezione che continua per almeno sei mesi dopo una sola dose. Si riscontrano però differenze regionali nell’accesso dei pazienti a …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, anticorpo, rischi,

Psoriasi, efficace deucravacitinib

Mantenimento dell’efficacia nei due anni di trattamento

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Bristol Myers Squibb annuncia i risultati a due anni dello studio di estensione a lungo termine POETYK PSO LTE (Long-term extension) che dimostrano l’efficacia duratura e la consistenza del profilo di sicurezza di deucravacitinib per il trattamento di pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a severa.
L’efficacia clinica è stata mantenuta per due anni di terapia con deucravacitinib, con tassi di risposta alla settimana 60 del 77,7% e 58,7% per l’Indice di Estensione e Gravità della Psoriasi (PASI: Psoriasis Area and Severity Index) 75 e per la Valutazione Globale del Medico statica (sPGA: static Physicians Global Assessment) 0/1 (chiaro/quasi chiaro), rispettivamente.
Questi dati sono stati appena presentati nel corso dello European Academy of Dermatology (EADV) Spring Symposium.
“La psoriasi a placche è una malattia cronica sistemica immuno-mediata associata con …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | psoriasi, deucravacitinib, placche,

Come ti ridefinisco il sopracciglio

Un kit per giovani chirurghi che trattano il sopracciglio

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Il cosiddetto terzo superiore del viso è uno dei più ‘attenzionati’ dalla medicina estetica, visti i tanti inestetismi che possono svilupparsi in un’area così esposta. Tra le problematiche della zona degli occhi sono ben note le borse, le occhiaie, le palpebre cadenti e tutte quelle riguardanti la regione periorbitale.
“I pazienti che si lamentano di queste condizioni – ricorda il professor Luca Piovano – spesso ne disconoscono le cause. Tra queste, una cattiva ‘postura’ del sopracciglio nell’espressione facciale. Noi chirurghi stiamo puntando alla correzione di questo problema, che può essere sia medica che chirurgica”.
Per la correzione medica, come medici estetici proponiamo i filler o i trattamenti con botulino. Ma si può arrivare a trattamenti chirurgici di pertinenza del chirurgo plastico. “Quest’ultimo – puntualizza Piovano – lavorerà sul rimodellamento della forma del …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | sopracciglia, ridefinire, volto,

Covid, Paxlovid si prescrive troppo poco

Poco più di 12.000 pazienti lo hanno ricevuto

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Troppo strette le maglie per la prescrizione di Paxlovid in caso di Covid. L’antivirale specifico per Covid-19 va somministrato agli adulti entro 5-7 giorni dall’esordio dei sintomi, ma le autorità hanno individuato precise categorie di soggetti ai quali va indirizzato il farmaco: pazienti oncologici, con diabete non compensato, con Bpco, obesi.
In teoria si tratta di circa 600.000 persone, ma in sostanza sono molti di meno. Fino al 5 maggio solo 12.000 pazienti hanno assunto il farmaco. Alla luce di questi dati l’ex presidente Aifa ed Ema Guido Rasi ha chiesto che la platea si allarghi a tutti gli over 70 senza patologie in quanto il rischio di aggravamento è età-dipendente.
In questo senso, però, non aiutano le conclusioni di uno studio Pfizer che intendeva valutare l’efficacia di Paxlovid nel prevenire i contagi. Il campione, formato da 3.000 pazienti, è stato diviso in tre gruppi, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, Paxlovid, pazienti,

Epatiti infantili, forse un mix di Covid e adenovirus

Studio ipotizza la compresenza dei due virus

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Una combinazione di Adenovirus e Sars-CoV-2. Potrebbe essere questa la causa alla base delle epatiti acute di origine sconosciuta segnalate nei bambini di mezzo mondo. L’ipotesi è stata avanzata dagli immunologi Petter Brodin e Moshe Arditi in un articolo pubblicato su ‘The Lancet’ dal titolo ‘Epatite acuta grave nei bambini: indagare sui superantigeni Sars-CoV-2’.
“Ipotizziamo che i casi di epatite acuta grave segnalati di recente nei bambini potrebbero essere una conseguenza dell’infezione da Adenovirus con trofismo intestinale nei bambini in precedenza infettati da Sars-CoV-2 e portatori di serbatoi virali”, scrivono i ricercatori.
Nello specifico gli autori dell’articolo spiegano che “l’infezione da Sars-CoV-2 può provocare la formazione di un serbatoio virale e la persistenza del virus nel tratto gastrointestinale può portare al rilascio ripetuto di proteine virali attraverso …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | epatite, Covid, transaminasi,

Kangaroo care, benefici fino a 20 anni dalla nascita

Le indicazioni nazionali della Società Italiana di Neonatologia

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Un importante strumento per il neonato per superare il distacco dalla madre e per i genitori, che acquisiscono più fiducia ed autostima, consapevoli che stanno facendo qualcosa di positivo per il loro bambino: consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Kangaroo Care (KC), il contatto pelle a pelle tra mamma o papà e neonato, apporta numerosi vantaggi a breve e lungo termine, al neonato e alla sua famiglia.
In occasione della Giornata Mondiale della Kangaroo Care la Società Italiana di Neonatologia (SIN) mette in risalto l’estrema importanza di protocolli condivisi per la KC all’interno dei punti nascita, elementi strutturali che consentano di svolgere al meglio questa attività e la necessità di corsi di aggiornamento regolarmente ripetuti nel tempo per tutti gli operatori sanitari.
Il Gruppo di Studio sulla Care neonatale della SIN, che da diversi anni, svolge una …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | neonato, Kangaroo, mamme,

Covid, un antinfiammatorio dimezza il rischio di morte

Efficace nei pazienti con malattia grave nell’anno successivo alla guarigione

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I pazienti che hanno sofferto una forma grave di Covid-19 mostrano un rischio di morte per ogni causa più alto del doppio nell’anno successivo alla guarigione. Per abbattere questo rischio, però, possono assumere un farmaco ad azione antinfiammatoria, ad esempio un cortisonico.
Lo afferma uno studio pubblicato su Frontiers in Medicine da un team dell’Università della Florida.
Nello studio i ricercatori hanno dimostrato che in un gruppo di 1.207 pazienti ricoverati per Covid, quelli con i livelli più alti di proteina C reattiva durante il ricovero mostravano un rischio di morire del 61% maggiore rispetto a pazienti con valori bassi dello stesso parametro.
L’ipotesi degli scienziati è che il livello elevato di infiammazione raggiunto durante il ricovero continui a produrre i suoi effetti sull’organismo anche a distanza di tempo dalla guarigione, aumentando così il rischio di morte …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, morte, infiammazione,