Il Dna svela il suo mistero


Individuato un codice tridimensionale protetto dall’allarmina

Il DNA è noto a tutti per la sua forma ormai iconica a doppia elica, descritta oltre 60 anni fa da James Watson e Francis Crick. Nelle cellule quella lunghissima sequenza a doppia elica è compattata e avvolta in un complesso di DNA, RNA e proteine che chiamiamo cromatina.
La sua struttura, ovvero il modo in cui il DNA si attorciglia e contorce, non è indifferente alla comprensione della sua natura e del suo linguaggio. Capire la cromatina significa anche poter individuare eventuali modalità di intervento a livello molecolare per prevenire o curare varie patologie e in particolare il cancro. La salute delle cellule del nostro organismo è infatti legata al corretto funzionamento di una serie di meccanismi preposti alla regolazione del ciclo di riproduzione cellulare, durante il quale la cellula si divide per originare due nuove cellule. Al momento della replicazione, il DNA della cellula …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Dna, allarmina, proteina,

Voglia di dolce: Cheesecake fit alla nocciola

Cheesecake fit alla nocciola una delizia che migliora la giornata! La Cheesecake fit alla nocciola non necessità di cottura, perciò è molto veloce da preparare.

Questa è la versione fit della classica, più leggera e sana, realizzata con ingredienti genuini per evitare sensi di colpa. Rientra anche questa tra le torte che amo particolarmente oltre al tiramisù ma ovviamente devo optare per le versioni fit e light.

Il risultato è decisamente particolare visto che oltre l’avena contiene mandorle, semi e cioccolato fondente. Questa cheesecake vi farà ricredere del fatto che mangiare sano non vuol dire necessariamente rinunciare al gusto.

Preparazione: 20 minuti

Ingredienti Cheesecake fit alla nocciola

Per la base

  • 40 gr di olio di cocco
  • 3 cucchiai di biscotti weetabix
Farcitura
  • 2 cucchiaini di ricotta
  • 3 cucchiaini di yogurt di Greco alla nocciola
  • 5 nocciole tostate
  • dolcificante tipo Stevia a piacere
Come Procedere 
  • Come prima cosa sciogliete l’olio di cocco all’interno di un pentolino ;
  • In una ciotola unite l’olio di cocco ed i weetabix ;
  • Mescolate il composto e stendetelo all’interno di un coppa pasta ;
  • Fate riposare e solidificare la base nel freezer per 20 minuti ;
  • Nel frattempo preparate la crema unendo la ricotta con lo yogurt mescolando per amalgamarli ;
  • Potete scegliere di dolcificarli a piacere con la stevia ;
  • Estraete ora la base dal freezer, stendete la farcia di ricotta e yogurt e rimettete in freezer per almeno un paio d’ore ;
  • Passato il tempo di riposo, estraete la cheesecake dal freezer e guarnite con qualche nocciola tostata.

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Gli anni passano, i chili aumentano

Con l’età adulta diventa più difficile restare in forma

Due studi dell’Università di Cambridge pubblicati su Obesity Reviews certificano quello che in maniera empirica molti di noi già sapevano. Con il passare degli anni, infatti, aumenta il peso corporeo e si riduce l’attività fisica.

Grazie alle revisioni effettuate, i ricercatori hanno osservato come nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta si compia una trasformazione fisica cui è difficile porre un freno.

L’aumento del grasso corporeo è legato a cambiamenti strutturali nell’alimentazione e nei livelli di attività fisica, dovuti all’inizio della vita professionale, alla contrazione del tempo libero a disposizione, all’arrivo di relazioni stabili e di figli.

La prima revisione si è basata su 19 studi, dai quali è emerso che la fine della scuola superiore si associava a una diminuzione dell’attività fisica in media di 7 minuti al giorno.

Ipertensione in gravidanza, i rischi sottovalutati

La preeclampsia può essere fatale per mamma e feto

L’ipertensione arteriosa in gravidanza rappresenta un rilevante problema di salute pubblica per donne e neonati, sia per la frequenza (interessa circa il 10% delle donne gravide) sia per la gravità, in quanto – se non correttamente diagnosticata e trattata – può determinare gravi conseguenze per la donna (es. ictus, mortalità materna e aumento del rischio cardiovascolare) e per il neonato (es. basso peso alla nascita, necessità di cure intensive neonatali).

«Di questa patologia si parla relativamente poco – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – spesso affrontando solo la punta dell’iceberg, ovvero la preeclampsia, già nota come gestosi, che complica circa il 5% delle gravidanze».

Per massimizzare l’efficacia delle strategie preventive, invece, bisogna prendere in considerazione sia l’ipertensione cronica.

Cosa mangiare al posto della carne: alla ricerca di proteine vegetali

Che sia per scelta o per esigenza, diverse persone adottano regimi alimentari privi del tutto o quasi di carne, alimento ricco in primis di proteine. Sulle diete vegetariane e vegane, infatti, uno dei punti maggiormente dibattuti è proprio l’effetto della mancanza di proteine animali sull’organismo, se ciò può avere o meno conseguenze sulla salute.

Eliminare la carne non è per tutti e non ci si improvvisa vegani da un giorno all’altro; è un percorso da intraprendere con molta serietà e consapevolezza, magari approfondendone gli aspetti con un nutrizionista. Bisogna osservare delle accortezze, nel passaggio da un’alimentazione onnivora a una vegetariana/vegana, proprio per non subire carenze nutritive dannose.

E chiaramente una delle principali riguarda appunto la carne e il suo apporto di proteine, che viene meno escludendola dall’alimentazione. Esistono però dei modi per bilanciare, in quale modo, l’alimentazione, ossia arricchire la dieta di proteine vegetali. Ecco dunque cosa mangiare al posto della carne.

Cosa mangiare al posto della carne: consigli

Esistono diversi alimenti con cui sopperire alla mancanza di proteine di origine animale. Ovviamente prima di procedere con eliminazione di alimenti fai da te, consulta uno specialista. Le proteine di origine vegetale sono contenute soprattutto in:

  • legumi, soprattutto lenticchie, soia, ceci, fave e lupini;
  • cereali integrali, soprattutto farro e quinoa. Abbinati ai legumi, aumenta l’assimilazione di aminoacidi;
  • semi, soprattutto semi di chia, di zucca, di canapa e di girasole, presenti sia negli snack che da aggiungere a tantissime preparazioni culinarie;
  • frutta secca, da consumare come snack o in aggiunta a insalate e sughi;
  • alga spirulina, in commercio sia essiccata in foglie che in polvere, da aggiungere a primi e secondi piatti;
  • germogli, per arricchire insalate e primi piatti;
  • tofu, derivato della cagliatura del latte di soia e successiva pressatura, che ha anche il vantaggio di essere poco calorico;
  • seitan, derivato dalla lavorazione del glutine del frumento e dunque non indicato ai celiaci;
  • tempeh, la “carne di soia” che si ottiene dal processo di fermentazione dei fagioli di soia gialli;
  • ortaggi, soprattutto spinaci, cavoli, carciofi, peperoni.

Caviglia ricostruita in 3D

A Bologna il primo caso al mondo

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Una tecnica innovativa di personalizzazione dell’intera procedura di sostituzione protesica di caviglia che, partendo dall’anatomia di ogni singolo paziente permette di costruire un impianto su misura in stampa 3D, è stata messa a punto grazie alla collaborazione tra chirurghi ortopedici e ingegneri dell’Istituto Ortopedico Rizzoli e dell’Università di Bologna.

Il professor Cesare Faldini, direttore della Clinica Ortopedica I, ha coordinato l’equipe che ha eseguito l’impianto su un paziente di 57 anni, che aveva perso la funzionalità articolare in seguito a un incidente stradale. Era finora considerato non operabile a causa della severa alterazione anatomica della sua caviglia; oggi cammina, grazie all’intervento eseguito al Rizzoli il 9 ottobre scorso.

Gli antibiotici in combinazione aumentano le resistenze

I batteri si rafforzano anche per questa scelta terapeutica

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L’adozione di due o più antibiotici allo scopo di debellare un’infezione con maggiore efficacia si rivela un pericoloso boomerang.

Uno studio dell’Università di Gerusalemme pubblicato su Science e firmato da Nathalie Balaban svela che la combinazione di antibiotici potrebbe di fatto accelerare lo sviluppo di resistenze batteriche.

Spesso i medici di famiglia adottano questa scelta terapeutica, prescrivendo due diversi antibiotici contemporaneamente o in rapida successione. Alla base vi è l’idea che nel caso il primo antibiotico non funzioni, il secondo sarà letale per i batteri coinvolti.

Tuttavia, lo studio effettuato su pazienti affetti da Stafilococco aureus meticillina-resistente dimostra che se uno dei due farmaci agisce lentamente, allora la resistenza all’altro farmaco diventa più probabile.

Infarto, batterio intestinale ne favorisce l’insorgenza

Possibile lo sviluppo di un vaccino

Le malattie cardiovascolari, che includono infarto del miocardio e ictus, sono le principali cause di morbilità e mortalità nel nostro Paese. Ogni anno più di 100.000 italiani sono colpiti da queste due malattie con un aggravio economico e sociale per le famiglie e lo Stato.

La maggior parte degli infarti si verifica a causa della formazione di un coagulo di sangue (trombo) che va a ostruire una o più arterie coronarie (le arterie che portano sangue ossigenato e sostanze nutritive al muscolo cardiaco), ma i meccanismi che ne sono alla base non sono stati completamente chiariti.

Uno studio tutto italiano ha dimostrato per la prima volta che un batterio di origine prevalentemente intestinale, Escherichia Coli, circola nel sangue dei pazienti con infarto e si concentra nel trombo coronarico favorendone l’insorgenza.

Lo sport fa bene al raffreddore

Ci si può allenare con l’influenza, non con la febbre

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Quando abbiamo il raffreddore accompagnato magari da tosse, lo sport non è di certo il nostro primo pensiero. Eppure, secondo il dott. Jayson Loeffert, medico sportivo alla Penn State University, fare attività fisica non solo è possibile in quelle condizioni, ma addirittura auspicabile.

L’esercizio fisico, infatti, ha l’effetto di favorire un flusso sanguigno sano, di aprire i polmoni e rilasciare endorfine, tutti meccanismi utili a superare i disagi del raffreddore.

Ovviamente, l’allenamento va disegnato in base all’energia che sentiamo di avere in quel momento.

“Se si è davvero congestionati o con un respiro sibilante – spiega Loeffert – il consiglio è ridurre l’intensità”.

Da evitare il nuoto per via delle difficoltà respiratorie, potenzialmente amplificate dalla presenza del cloro.

Il gene HOPS regola p53 in caso di cancro

Scoperto nuovo meccanismo molecolare

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Importanti risultati nella ricerca scientifica condotta nell’ambito dello studio dei tumori.

Il team di ricercatori coordinato dal Prof. Giuseppe Servillo e dalla Dr.ssa Maria Agnese Della Fazia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia con la preziosa collaborazione di ricercatori dello stesso Dipartimento e dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, ha scoperto un nuovo meccanismo molecolare, controllato dalla proteina HOPS, molto rilevante nella regolazione della proteina p53.

I risultati della ricerca –spiega il Prof. Servillo – ottenuti grazie alla pluriennale collaborazione con il team del Prof. Paolo Puccetti e della Dr.ssa Silvia Soddu, sono fondamentali per l’ampliamento della conoscenza dei processi molecolari che si verificano durante lo sviluppo dei tumori.