Come si conservano i farmaci


Una guida per salvaguardare l’efficacia dei medicinali con il caldo

Conservare e trasportare i medicinali in modo corretto è fondamentale per garantirne l’integrità e quindi l’efficacia e la sicurezza. Questa buona prassi vale in special modo nella stagione estiva, quando le alte temperature, l’umidità, l’escursione termica possono deteriorare il principio attivo, alterarne le proprietà o favorire la crescita microbica nei contenitori in caso di esposizione prolungata a fonti di calore e irradiazione solare diretta (es. gli antibiotici, i farmaci adrenergici, l’insulina, gli analgesici, i sedativi).
Alcuni farmaci inoltre, per via del loro meccanismo d’azione, possono interferire con la termoregolazione o alterare lo stato di idratazione dell’organismo, amplificando gli effetti del caldo (anticolinergici, antipsicotici, antistaminici, antidepressivi, ansiolitici, antiadrenergici e beta-bloccanti, antipertensivi e diuretici, antiepilettici ecc.).
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La febbre tifoide è sempre più resistente

I batteri che la causano aggirano gli antibiotici in uso

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Il tifo è di nuovo una malattia che desta preoccupazione. I batteri che causano la febbre tifoide, infatti, mostrano sempre più spesso segnali di resistenza agli antibiotici in uso.
A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato su The Lancet Microbe da un team dell’Università di Stanford guidato da Jason Andrews. I ricercatori hanno realizzato un grande studio di sequenziamento del genoma del batterio Salmonella Typhi, responsabile della malattia, che si trasmette attraverso l’acqua potabile o alimenti (crostacei, gelati, prodotti di pasticceria, salse).
Grazie all’analisi di oltre 7.500 genomi – provenienti in larga parte dall’Asia meridionale – la ricerca mostra che i ceppi resistenti si sono diffusi in altri paesi almeno 197 volte negli ultimi 30 anni.
La febbre tifoide causa 11 milioni di infezioni e oltre 100.000 decessi ogni anno nel mondo, anche se la diffusione maggiore si ha …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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10 regole per gestire il Covid nei bambini

I consigli dei pediatri per evitare rischi inutili

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Nonostante tutte le precauzioni nostro figlio si è contagiato e ha sviluppato Covid-19, che fare adesso? Per venire incontro ai dubbi e alle preoccupazioni di tanti genitori, gli esperti della Società italiana di pediatria hanno stilato una lista di 10 raccomandazioni. Lo scopo è di “aiutare i genitori a tenere lontane le ansie inutili, ma anche evitare i rischi del ‘fai da te’ e la somministrazione impropria di antibiotici antinfiammatori, ricordando sempre per ogni dubbio di far riferimento al proprio pediatra/medico di fiducia”.
Ecco i 10 suggerimenti dei pediatri:

1. Nei casi asintomatici di infezione da Sars-CoV-2 non è indicata alcuna terapia e nella maggioranza dei casi in età pediatrica e adolescenziale è raccomandata la sola terapia sintomatica con paracetamolo o, se il bambino non è disidratato, con ibuprofene.
2. In caso di sintomi respiratori che richiedono terapia …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, bambini, regole,

Osteomielite pediatrica, come curarla

Nuove indicazioni per trattare l’infezione delle ossa

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È un’infezione batterica che si insinua nelle ossa dei bambini, 4 ogni 100.000. Se non ben curata, può avere esiti anche molto gravi. È l’osteomielite ematogena acuta non complicata, per la cui cura, fino ad oggi, erano disponibili solo indicazioni frammentarie e molto eterogenee. Da uno studio coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù arriva un nuovo strumento per i pediatri. I maggiori esperti italiani, analizzando la letteratura scientifica esistente, hanno individuato le terapie più efficaci per evitare ricoveri inutili, prolungati e soprattutto la degenerazione della malattia. Lo studio, pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, è open access e contiene una serie di tabelle con la classificazione dei batteri che causano l’infezione, gli antibiotici più adatti al caso, dosaggi, tempi e modalità di somministrazione.
L’osteomielite ematogena è un’infezione causata da un gran …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | osteomielite, infezione, ossa,

Un nuovo antibiotico per i batteri resistenti

Disponibile Cefiderocol, cefalosporina di nuova generazione

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Finalmente c’è una nuova arma per combattere le infezioni multiresistenti, un antibiotico di nuova generazione che può sconfiggere i superbatteri. L’Agenzia italiana del Farmaco ha approvato nel giugno scorso Cefiderocol, nuova cefalosporina che utilizza un meccanismo di ingresso cellulare unico che bypassa le principali barriere di resistenza.
“Ogni anno in Europa – ricorda Pierluigi Viale, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche dell’Università di Bologna – si registrano 25mila decessi correlati alle infezioni da batteri multiresistenti e anche in Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per i patogeni sotto sorveglianza si mantengono elevate”.
“Poter disporre di un antibiotico di nuova generazione, da utilizzare in modo specifico e mirato su particolari ceppi resistenti ed efficace nel ridurre decessi e complicanze, può …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | batteri, antibiotici, resistenza,

Forse un batterio all’origine dell’artrite reumatoide

Possibile prevenire la malattia con antibiotici o un vaccino

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La Glaesserella parasuis fino a ieri era considerata un anonimo batterio, annidato nelle gengive dei ragazzi. Ma uno studio, condotto da ricercatori della Patologia Generale, della Microbiologia e della Reumatologia della Fondazione Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica, in collaborazione con l’Università di Pittsburg (Usa) e Barcellona (Spagna), suggerisce che questo batterio potrebbe essere il ‘grilletto’ scatenante la catena di eventi che porta all’artrite reumatoide.
Questo studio (nato diversi anni fa da un’idea dell’allora Professore Ordinario di Reumatologia Gianfranco Ferraccioli) ora pubblicato su Frontiers in Medicine, dimostra infatti che la Glaesserella è ‘riconosciuta’ dalle stesse cellule T, che aggrediscono il collagene di tipo 2 delle articolazioni dei pazienti con artrite reumatoide. Se questi risultati fossero confermati si potrebbe ipotizzare una prevenzione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Gli antibiotici aumentano il rischio di malattie intestinali

L’abuso dei farmaci altera le funzioni del sistema immunitario intestinale

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L’abuso di terapie antibiotiche ad ampio spettro ha l’effetto di alterare il buon funzionamento del sistema immunitario intestinale, predisponendo l’organo all’insorgenza di malattie croniche come il morbo di Crohn.

È la conclusione di un lavoro del dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di Oncologia pubblicato su Microbiome.

La nostra scoperta – dice Federica Facciotti, coordinatrice del progetto insieme a Francesco Strati – ha un grande valore clinico per la prevenzione e la cura di malattie importanti come le malattie infiammatorie croniche intestinali quali la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, che, oltre ad avere di per sé un impatto negativo sulla qualità di vita, sono collegati a un aumentato rischio individuale di sviluppare tumori del colon.

Polmonite nei bambini, bastano 5 giorni di antibiotici

Sufficiente un trattamento breve a base di amoxicillina ad alte dosi

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Sono sufficienti 5 giorni di antibiotici a base di amoxicillina ad alte dosi per debellare una polmonite in piccoli pazienti dai 6 mesi ai 10 anni. Lo dice uno studio pubblicato su Jama Pediatrics da ricercatori della McMaster University.

Jeffrey Pernica, principale autore dello studio e docente di Pediatria presso l’ateneo canadese, spiega: «Diverse ricerche precedenti hanno concluso che la polmonite negli adulti si risolve in gran parte dei casi con brevi cicli di antibiotici, e ora abbiamo dimostrato lo stesso anche nei bambini».

La ricerca ha coinvolto 281 bambini, verificando la guarigione della polmonite nell’85,7% dei soggetti che avevano ricevuto il ciclo breve di antibiotici contro l’84,1% di quelli che hanno assunto il farmaco per un totale di 10 giorni.

I rischi dell’abuso di farmaci per chi gioca a calcio

I risultati di uno studio su calciatori della serie B

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L’uso di farmaci fra gli atleti è un argomento molto dibattuto negli ultimi anni, soprattutto per le implicazioni legate al doping. Tuttavia, poco si sa sull’uso di medicinali consentiti e meno ancora sono gli studi che hanno investigato la relazione fra reazioni avverse ai farmaci e sport.

Un team di ricercatori italiani guidati da Francesca Wanda Rossi dell’Università Federico II di Napoli ha realizzato uno studio osservazionale su un gruppo di calciatori di serie B.

Il campione era formato da 378 calciatori, sottoposti a test fisici e anamnestici, oltre che a un questionario validato.

La grande maggioranza degli atleti – il 91,8% – ha riferito l’uso di Fans – farmaci antinfiammatori non steroidei – nel corso dell’anno precedente, e un terzo di loro si è dichiarato consumatore abituale. Il 64% dei giocatori ha utilizzato analgesici, mentre il 52,1% ha assunto antibiotici.

Appendicite, meglio antibiotici endovenosi e orali

Il trattamento è più efficace rispetto ai soli antibiotici orali

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Il trattamento con antibiotici endovenosi seguiti da antibiotici orali si è rivelato più efficace di quello con soli antibiotici orali.

Lo dimostra uno studio pubblicato su Jama da un team della Turku University, in Finlandia, diretto da Suvi Sippola, che spiega:

«Gli antibiotici sono un’alternativa efficace e sicura all’appendicectomia per la gestione dell’appendicite acuta non complicata, ma non sappiamo bene quale sia il regime antibiotico ottimale».

Il trattamento a base di antibiotici endovenosi seguiti da antibiotici orali (ertapenem + levofloxacina-metronidazolo) è risultato superiore a quello con soli antibiotici orali (moxifloxacina). Entrambi hanno comunque un tasso di efficacia superiore al 65%.