Covid-19, forse il farmaco della svolta

Desametasone ha ridotto in maniera significativa le vittime del virus

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Arriva una possibile svolta nella ricerca di una cura per Covid-19. Dal Regno Unito, infatti, scienziati della piattaforma Recovery – sperimentazione sulle possibili cure alla malattia cui partecipa anche l’Università di Oxford – segnalano gli effetti positivi del farmaco desametasone, un comune antinfiammatorio steroideo.

“È il solo farmaco che a oggi ha ridotto sensibilmente le vittime per coronavirus. Potrebbe essere davvero una svolta”, ha dichiarato il prof. Peter Horby, a capo della sperimentazione.

Il farmaco è stato sperimentato su 2mila pazienti, e i risultati verificati su un campione di altri 4mila soggetti che non hanno assunto il medicinale. Gli esiti dello studio sono sorprendenti, dal momento che il desametasone sembra aver salvato la vita a un terzo delle persone costrette a sottoporsi a respirazione artificiale.

Covid-19, la colchicina funziona

Studio evidenzia l’efficacia in chi è a rischio elevato di progressione clinica

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L’efficacia dei trattamenti nei pazienti Covid-19 dipende anche, e soprattutto, dalla precocità della loro somministrazione. Ecco perché i medici dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, per intercettare e spegnere la risposta infiammatoria scatenata dal nuovo coronavirus nelle primissime fasi della malattia, hanno deciso di intervenire sul territorio somministrando a domicilio la colchicina, una molecola con effetti antinfiammatori nota fin dall’antichità.

Lo studio, condotto da Emanuel Della Torre, ricercatore dell’Università Vita-Salute San Raffaele e immunologo presso l’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare dell’IRCCS San Raffaele, e coordinato da Moreno Tresoldi, primario dell’Unità di Medicina Generale e delle Cure Avanzate, descrive per la prima volta l’efficacia e la sicurezza del farmaco antinfiammatorio in pazienti COVID positivi.

Proprietà del cavolfiore…e trucchetti per contrastarne l’odore in cottura

Poche calorie, alto potere saziante, ideale per le diete e ricco di principi nutritivi: certo, c’è da sopportarne l’odore forte al momento della cottura! Ma vale la pena! Il cavolfiore, infatti, è consigliato anche 2-3 volte a settimana, proprio perché tra le verdure invernali è tra quelle più benefiche sulla salute, con molteplici proprietà molto positive.

Il consiglio è di cuocerla già suddivisa in cimette. In questo modo non solo si dimezzano i tempi di cottura (da 20 a 10 minuti), ma si riduce anche il cattivo odore. Un altro “trucchetto” per contrastare l’odore sgradevole è mettere sul coperchio un pezzo di pane raffermo bagnato nell’aceto.

Cavolfiore: proprietà

Il cavolfiore contiene potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico, vitamina C, componenti che lo rendono antibatterico, antinfiammatorio, antiossidante, depurativo. Il suo consumo è indicato nelle diete anche dei diabetici, perché le sue proprietà contribuiscono a controllare i livelli di zuccheri nel sangue.

Secondo uno studio condotto dal National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland, e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, chi mangia cavolfiore e i suoi fratelli (cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavoli) presenta il 49% di possibilità in meno di ammalarsi. Questo grazie alla presenza di antiossidanti, importanti nel contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi.

Ma non è da sottovalutare la sua positiva azione sui malanni di stagione. Un toccasana è in questo senso il succo di cavolfiore, ottenuto centrifugandone alcuni ciuffetti e diluendo il tutto con acqua e miele. Si ottiene un concentrato molto potente contro le tipiche malattie da raffreddamento.

Come cucinare il cavolfiore

Bolliti, al vapore, gratinati, come contorno o come condimento per la pasta, ma anche conservati sottaceto: questa verdura è molto versatile in cucina.

Dettagli nutrizionali

Il 100 g di prodotto sono contenute 25 calorie. E nello specifico:

  • Grassi 0,3 g
  • Acidi grassi saturi 0,1 g
  • Sodio 30 mg
  • Potassio 299 mg
  • Carboidrati 5 g
  • Fibra alimentare 2 g
  • Zucchero 1,9 g
  • Proteine 1,9 g
  • Vitamina C 48,2 mg
  • Calcio 22 mg
  • Ferro 0,4 mg
  • Vitamina B6 0,2 mg
  • Magnesio 15 mg

Alcuni antinfiammatori hanno anche un’azione antidepressiva

Aspirina e paracetamolo fra i più efficaci

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La terapia antidepressiva potrebbe avvalersi anche dell’impiego di farmaci antinfiammatori come l’aspirina e il paracetamolo. Lo dice una ricerca pubblicata sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry da un team della University of Sydney Medical School coordinato da Matthew Kiernan.

Diversi studi, in precedenza, avevano associato l’infiammazione cronica a una probabilità maggiore di sviluppare disturbi depressivi. Uno stato infiammatorio pregiudica l’efficacia della terapia antidepressiva, di conseguenza l’assunzione di un antinfiammatorio pone le basi per un corretto funzionamento dei farmaci antidepressivi. In un caso su tre, questi ultimi non sortiscono benefici, e i pazienti ne interrompono presto l’assunzione anche perché afflitti da effetti collaterali anche pesanti.

Mango: benefici e proprietà del frutto anticancro che fa dimagrire

Quali sono i benefici e le proprietà del mango? Da dove arriva questo frutto? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere del frutto che aiuta a rallentare la diffusione del tumore e contribuisce al dimagrimento. Da dove arriva il mango? Si tratta di un frutto di origine indiana che produce grandi frutti ovoidali. Viene coltivato abitualmente in tutti i paesi tropicali come Brasile, Perù, Venezuela, Costa d’Avorio, Sud Africa e altri paesi dell’Africa Occidentale, Israele e Puerto Rico. Il frutto si può trovare tutto l’anno perché le stagioni di raccolta si susseguono nei diversi paesi. Il mango ha un sapore molto dolce, risulta succoso ed è ricco di proprietà confermate dalla scienza. Vediamo subito, quindi, quali sono i benefici mango.

Mango: le proprietà del frutto esotico secondo la ricerca

Il mango è un frutto esotico le cui proprietà sono state confermate dalla scienza. In primo luogo si tratta di un alimento che aiuta nel dimagrimento; a confermarlo sono stati i ricercatori della University of Queensland, in Australia.  In particolare è la buccia del mango ad avere la capacità di bruciare grassi. La conclusione dello studio è stata che l’esterno del frutto può prevenire la formazione di cellule di grasso andando a contrastare l’adipogenesi, il processo che permette alle cellule adipose del corpo di svilupparsi.

Un’ulteriore ricerca in merito al mango è stata presentata a San Diego. Il risultato? Il frutto si è dimostrato capace, grazie alle sue proprietà, di rallentare l’avanzata del tumore al seno nelle donne. Servono però ulteriori conferme poiché lo studio è stato condotto su animali. Questo studio non fa altro che confermare quanto era già stato scoperto in passato dagli scienziati del Texas AgriLife Researchnel; i ricercatori hanno verificato come il mango prevenisse non solo la crescita del tumore al seno ma anche di quello al colon grazie alla sua ricchezza in termini di antiossidanti.

Benefici mango: perché fa bene

Quali sono i benefici associati al consumo del mango? Vediamo la lista:

  • ricco di vitamine e sali minerali: questo frutto esotico è pieno di vitamine del gruppo A, B e C. Oltre alle vitamine il mango contiene anche sali minerali come calcio, magnesio e potassio. Tutti questi nutrienti garantiscono benefici come integratore antistanchezza naturale;
  • ricco di fibre: la ricchezza in termini di fibre e di acqua rendono il mango un toccasana per la regolarità intestinale;
  • antiossidante: come già accennato il frutto esotico è ricco di antiossidanti tra i quali troviamo il lupeol, antinfiammatorio e antitumorale;
  • ricco di betacarotene: visto il colore giallo arancione del mango esso è ricco del precursore della vitamina A che favorisce la produzione di melanina e, di conseguenza, una buona abbronzatura;
  • facilita la digestione: grazie agli enzimi che presenta il mango aiuta a digerire e può favorire perdita di peso.

Come cucinare il mango

Come si può mangiare il mango? Prima di tutto parliamo della conservazione: deve stare fuori frigo. Una volta tagliato il mango risulta gustoso aggiunto a molte ricette. Perfetto per le insalate, il mango può essere aggiunto anche alla macedonia di frutta ovviamente. Dato il suo sapore il frutto si può anche abbinare ai gamberi e, in generale, ai frutti di mare. Una ricetta tipica dell’Asia che contiene mango è il Chutney di mango; si tratta di un insieme di uvetta, zucchero, scalogno, aceto e spezie come lo zenzero, la cannella, il peperoncino, la curcuma e il cardamomo.

Retinopatia, nuovo collirio ricavato da un batterio

Studio italiano ricava un farmaco da una proteina batterica

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Sfruttare l’Escherichia Coli per mettere a punto un nuovo collirio in grado di ridurre i sintomi della retinopatia. È la conclusione di una ricerca realizzata da scienziati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Università di Bologna.

«La somministrazione locale di un collirio contenente una soluzione con il fattore citotossico necrotizzante 1 (CNF1) di Escherichia Coli ha migliorato le prestazioni visive in un modello animale di retinopatia ipertensiva», afferma Andrea Matteucci, primo autore del lavoro pubblicato su Neuroscience.

CNF1 agisce come antinfiammatorio, modulando l’attività della proteina Rac1 nella retina e migliorando quindi la funzionalità visiva. La proteina Rac1 fa parte delle Rho GTPasi, piccole proteine regolatorie coinvolte in processi infiammatori e nella risposta allo stress ossidativo a livello vascolare.

I Fans nella medicina dello sport

Risposta terapeutica a dolore, edema ed ematoma

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Un controllo del dolore più rapido ed efficace nel trattamento di traumi minori, quali contusioni muscolari e distorsioni di lieve entità (I e II grado), un più rapido riassorbimento degli ematomi, un contributo nell’accelerare il recupero nel corso dei trattamenti fisiatrici, ma anche la capacità di ridurre la sensibilità al dolore.

Questi i risultati che possono essere ottenuti grazie all’applicazione di un cerotto che sfrutta i vantaggi della combinazione di un antinfiammatorio “storico” quale diclofenac con una dose fissa di eparina. Se ne è discusso con importanti esperti a margine dell’evento “Patologie Osteoarticolari, approcci a confronto” tenutosi a Roma.

Per trauma lieve si intende quello con un recupero in 3 giorni, mentre per quello moderato occorrono 7-10 giorni – spiega Agostino Tucciarone, Primario Ortopedico ICOT di Latina.

Tumore al seno e obesità, legame pericoloso

La condizione di obesità aumenta il rischio di recidive

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La somministrazione di un farmaco antinfiammatorio durante la rimozione del carcinoma mammario è associata alla riduzione del rischio di recidiva nelle pazienti sovrappeso e obese. Lo ha dimostrato uno studio nato da una collaborazione internazionale tra ricercatori italiani e belgi che apre prospettive alla ricerca di potenziali nuove cure.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the National Cancer Institute a firma dei gruppi di ricerca dell’Institut Jules Bordet di Bruxelles e dell’Istituto Nazionale dei Tumori e Università degli Studi di Milano, con un contributo di AIRC, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, e dell’Organizzazione non-profit belga Amis de l’Institut Bordet.

BROCCOLO ROMANO CON TOFU E LATTE DI COCCO

Broccolo romano: ricchissimo di acqua e sali minerali (potassio, calcio, magnesio, fosforo) oltre che di vitamine C, A e del gruppo B. Ottimo antiossidante ed eccellente alleato per contrastare l’osteoporosi.

Tofu: prodotto derivato dalla soia, è privo di colesterolo e grassi saturi. È una fonte ideale di proteine, specialmente per chi segue una dieta vegetariana.

Cocco: contiene tantissimi sali minerali, come potassio, ferro, zinco, rame, fosforo e magnesio. È anche ricco di vitamine B, C, E, K, J.

Curcuma: è una spezia dall’alto potere antinfiammatorio e antiossidante.

Cosa serveCOSA SERVE (per 2 persone)

 

½ broccolo romano

100 g di tofu

125 ml di latte di cocco

Paprika in polvere

Curcuma in polvere

Peperoncino in polvere

Aglio

Sale

Olio e.v.o

Come si preparaCOME SI PREPARA

 

In una padella capiente, rosolare l’aglio assieme alla paprika e alla curcuma con un filo d’olio. Aggiungere il tofu tagliato a cubetti e saltare per qualche minuto. Versare il latte di cocco e dell’acqua (circa 65 ml), unire il broccolo romano tagliato a cubetti, coprire e cucinare per circa 10 minuti a fuoco moderato. Mescolare e aggiungere il peperoncino, aggiustare di sale. Versare in un piatto fondo, condire con l’olio di oliva e gustare sia caldo che freddo.

Un tocco in più: questo piatto è ottimo per accompagnare il riso basmati.

DOMS: 8 trucchi per evitare i dolori muscolari dopo l’allenamento

Sei sei un’assidua frequentatrice di palestra allora probabilmente hai sperimentato i dolori muscolari dopo l’allenamento anche noti come DOMS (Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata). Vale la pena notare che non tutti hanno DOMS e alcune persone lo soffrono più di altri (tipo non sono in grado di sedersi in bagno dopo una pesante sessione di squat il giorno prima). Quindi non preoccuparti troppo se il giorno dopo sei ancora “capace di camminare”, non vuol dire che tu non abbia lavorato abbastanza e bene!


Ma se soffri dopo gli allenamenti, ecco 8 trucchi per evitare i Dolori muscolari dopo l’allenamento

1. Mangia le ciliegie

Le ciliegie contengono antocianine che combatteranno i radicali liberi prodotti nel corpo dopo l’esercizio e che fungono da agente antinfiammatorio per il corpo. Le ciliegie aumenteranno il flusso di ossigeno ai tuoi muscoli, annullando i potenziali DOMS. Prendine una piccola manciata al giorno prima dell’allenamento.

2. Cerca di dormire come un bambino

Una singola notte di privazione del sonno può portare ad un aumento del cortisolo, ormone dello stress che può ritardare il recupero dopo un allenamento. L’esercizio fisico favorisce un buon sonno, mentre smartphone e tablet con la loro “luce blu” che sopprimono la melatonina (l’ormone del sonno), quindi per migliorarne la qualità del sonno, un’ulteriore buona abitudine da prendere è l’abbandono di tutte le tecnologie due ore prima di andare a letto. Leggi anche sei pigra e vuoi curare la bellezza durante il sonno?

3. Assicurati di assumere micronutrienti.

Frullati proteici o barrette proteiche dopo la palestra? Bene, ma assicurati di assumere proteine ​​anche da altre fonti. I prodotti proteici trasformati, in particolare gli integratori proteici isolati, mancano di tutta una serie di nutrienti vitali che si trovano negli alimenti che contengono naturalmente proteine. Le fonti di proteine ​​naturali come le arachidi, ad esempio, contengono vitamina B3, B6 e B7, mentre il salmone contiene omega-3, lo yogurt contiene il calcio. Sì, gli integratori proteici sono più comodi, ma prenderti un po’ di tempo per scegliere fonti proteiche naturali aumenterà il recupero a causa del profilo nutrizionale generale del pasto e delle proprietà salutari aggiuntive.


4. Mangiare cibi ricchi di magnesio

Il corpo utilizza il magnesio per le contrazioni muscolari. L’inclusione di cibi nella tua dieta, come verdure a foglia verde scure, arachidi, yogurt e banane contribuirà a ridurre l’accumulo di acido lattico, che è prodotto da un intenso esercizio fisico e da allenamenti intensi. Il vantaggio di ridurre l’accumulo di acido lattico è che il tuo corpo si riprenderà molto più velocemente, senza sentire dolori pazzeschi dopo l’allenamento!