Mieloma multiplo, disponibile ixazomib

Primo e unico inibitore orale del proteasoma

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È disponibile anche in Italia ixazomib, il primo inibitore del proteasoma orale di seconda generazione per il trattamento del mieloma multiplo.

Ixazomib – prodotto da Takeda – si presenta come capsula da assumere a domicilio una volta a settimana e apre una nuova prospettiva per i pazienti colpiti da mieloma multiplo, che potranno avere a disposizione una tripletta completamente orale.

La combinazione di tre farmaci ha dimostrato di essere più efficace rispetto ai regimi a due farmaci per trattare il mieloma multiplo recidivato e refrattario, ma finora almeno uno dei prodotti doveva essere somministrato in ospedale, costringendo il paziente ad accessi almeno settimanali alle strutture sanitarie, spesso con considerevoli disagi per spostamenti e tempi di attesa.

Quanto caffè assumere in gravidanza

Rischi di nascite sottopeso

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Meglio evitare la caffeina in gravidanza. Almeno è quanto emerge da uno studio su 1000 gestanti pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition.

Lo studio, condotto da Ling-Wei Chen, della University College di Dublino, rivela che anche per consumi inferiori a quelli attualmente raccomandati dall’Organizzazione Mondiale per la Salute vi possono essere potenziali rischi per il bambino.

Il rischio ovviamente viene anche dal tè, sebbene molte persone non associno il suo consumo a quello della caffeina, che invece è presente anche in questa bevanda.

Le raccomandazioni fissano la dose giornaliera massima in 200 mg.

Diabete, due farmaci aumentano il rischio di infarto

Pericolo per il cuore da sulfoniluree e insulina

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Due fra i farmaci più prescritti in caso di diabete – sulfoniluree e insulina – aumentano il rischio di eventi cardiovascolari come infarto, ictus e insufficienza cardiaca.

A dirlo è uno studio della Northwestern University di Chicago pubblicato su Jama Network Open. Allo studio hanno partecipato 132.737 pazienti che avevano da poco iniziato ad assumere una seconda terapia dopo il primo farmaco.

Matthew O’Brien che ha condotto il lavoro, spiega: “I risultati richiedono un cambio di paradigma nel trattamento del diabete”. La prescrizione di sulfoniluree e insulina è infatti molto frequente come terapia di seconda linea in pazienti che assumono metformina. Le sulfoniluree servono a stimolare la produzione di insulina da parte dell’organismo.

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento? Le ragioni scientifiche e psicologiche

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento? Esistono davvero motivi fisiologici dietro la fame eccessiva nel giorno seguente ad un intenso esercizio fisico? Ebbene non è la tua immaginazione, ma esistono davvero fattori fisiologici e psicologici che entrano in gioco in questo comportamento.

La sensazione di fame, in un soggetto sano, può essere variamente influenzata da diversi fattori, come il livello di attività fisica, gli stati emotivi, l’assunzione di determinate sostanze, le modificazioni della temperatura ambientale (il freddo, per esempio, stimola la necessità di assumere cibo, mentre il caldo tende a inibirla), lo stato di pienezza del tubo gastroenterico (viene avvertita dall’attività di recettori viscerali) ecc.

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento: le ragioni scientifiche

Il meccanismo che regola la fame è localizzato nell’ipotalamo, in particolare il NUCLEO ARCUATO (ARC) è il nucleo deputato alla regolazione del bilancio energetico. I segnali di fame (o segnali oressigeni) e quelli di sazietà (segnali anoressigeni) sono legati all’azione di numerosi mediatori; quelli principali sono leptina, insulina e grelina.

I primi due informano l’organismo inviando segnali di sazietà, mentre la grelina agisce in modo opposto, inoltre nel nucleo arcuato ci sono 2 popolazioni di neuroni che esprimono neuropeptidi coinvolti nel in questi segnali, ma ci soffermeremo principalmente sugli ormoni che regolano il metabolismo che sono leptina, insulina, grelina, adiponectina.

  • Leptina – La leptina è un ormone proteico prodotto dal tessuto adiposo e la sua concentrazione plasmatica è correlata alla quantità di adipociti ed ai livelli di insulina. La leptina agisce sui vari recettori localizzati nell’ipotalamo inviando segnali di sazietà. La sua concetrazione varia esponenzialmente in funzione della massa grassa. Le concentrazioni crescono di notte e prima dell’alba e di giorno in funzione dell’assunzione di cibo La leptina svolge un ruolo critico nella risposta adattativa alla fame. La concentrazione di leptina inoltre diminuisce dopo breve periodo di digiuno (24-72 ore), in corso di un aumento dei livelli di testosterone e di estrogeni, ed è cronicamente ridotta durante l’esercizio fisico.
  • Insulina – L’insulina, come noto, è un ormone proteico secreto da cellule appartenenti a strutture endocrine del pancreas. La sua secrezione in circolo è, in sostanza, una risposta all’assunzione di carboidrati; essa praticamente gestisce il carico glucidico dopo un pasto. L’insulina, analogamente a quanto fa la leptina nei confronti dei lipidi, fornisce un segnale di abbondanza relativo ai glucidi.
  • Grelina – Alla grelina, un ormone scoperto nel 1999, è affidato il compito di segnalare la carenza di cibo. I livelli di grelina aumentano prima dei pasti e diminuiscono dopo l’ingestione di cibo, stimola quindi l’appetito e la secrezione di GH. La stimolazione dei recettori per la grelina porta alla stimolazione del rilascio dell’ ormone della crescita, ad un aumento della fame ed alla modulazione del metabolismo glucidico e lipidico. Lavora in maniera complementare alla leptina, nei soggetti obesi si riscontrano alti livelli di leptina e bassi di grelina.
  • Adiponectina – È un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati; sembra sia in grado di incrementare il consumo dei lipidi (per le funzioni vitali) e modulare l’effetto dell’insulina.

L’esercizio fisico incide sul metabolismo e sulla composizione corporea quindi sulla ridistrubuzione delle masse magra e grassa oltre che sul profilo lipidico. Uno studio in cui sono stati presi in esame soggetti sedentari, ha voluto dimostrare come l’esercizio aerobico possa modificare i valori di leptina, grelina e obestatina (quest’ultima è un peptide di 23 amminoacidi proveniente dallo stesso gene della grelina, anche se ha un effetto opposto).

I ricercatori suddivisero un gruppo di 24 soggetti sedentari in 2 gruppi: un gruppo sperimentale (sottoposto al protocollo di allenamento) ed un gruppo di controllo. Il gruppo sperimentale era sottoposto a 3 sedute settimanali di allenamento aerobico della durata di 30 minuti, per un periodo di 16 settimane. Come previsto, già dopo 8 settimane, i risultati del gruppo sperimentale mostravano un significativo calo del peso corporeo, della percentuale di massa grassa e dei livelli di leptina. Inoltre ci furono importanti variazioni dei livelli di grelina e obestatina.

Tricomoniasi, servono più dosi per eradicarla

La terapia con una sola dose non dà sufficienti garanzie

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È necessario un approccio terapeutico più aggressivo per sconfiggere la tricomoniasi. Lo dice uno studio apparso su Lancet Infectious Diseases che si è concentrato sulla terapia standard utilizzata per contrastare la malattia, basata su una singola dose di metronidazolo o tinidazolo.

Patricia Kissinger, coordinatrice della ricerca realizzata da medici della Tulane University School of Public Health, commenta: «La tricomoniasi, una comune malattia sessualmente trasmessa e curabile, può causare gravi complicazioni alla nascita e rendere le persone più sensibili all’HIV. La maggior parte delle donne affette non ha sintomi, ma nonostante questo l’infezione causa problemi nascosti».

Gli scienziati hanno reclutato oltre 600 donne a New Orleans, Jackson e Birmingham, randomizzandole ad assumere una singola dose di metronidazolo o un trattamento di 7 giorni.

Incontinenza, poche donne cercano una cura

Fanno ricorso a palliativi che non risolvono il problema

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Soffrire di incontinenza urinaria è senza dubbio motivo di imbarazzo. Tuttavia, il disturbo è comune e relativamente di facile soluzione. A ricordarlo sono i medici dello University of Michigan Institute for Healthcare Policy and Innovation, che hanno commissionato un sondaggio sul fenomeno su un campione di 1000 donne fra i 50 e gli 80 anni.

I risultati indicano che soltanto un terzo delle intervistate si è rivolto a un medico e il 38% ha eseguito gli esercizi di Kegel per il rafforzamento dei muscoli pelvici.

Nella maggior parte dei casi, invece, le donne continuano a convivere con il problema limitandosi a usare assorbenti o biancheria intima speciale, riducendo la quantità di liquidi da assumere e indossando indumenti scuri che possano mascherare eventuali perdite.

Un gene predispone alla dipendenza da alcol

ADH1B regola la velocità di assorbimento dell’alcol

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Un team di ricercatori americani ha scoperto l’esistenza di un gene che potrebbe predisporre alla dipendenza dall’alcol. Il suo nome è ADH1B e avrebbe la funzione di regolare l’assorbimento dell’alcol da parte dell’organismo.

In chi soffre di alcolismo, però, il gene è modificato e consente di assumere grandi quantità di alcol.

Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, è firmato dagli scienziati del consorzio Psychiatric Genomics Consortium diretto da Arpana Agrawal della Washington University School of Medicine a St. Louis.

Allo studio hanno partecipato quasi 15mila alcolisti e quasi 38mila soggetti privi di dipendenza che hanno formato il gruppo di controllo. Il gene ADH1B trasforma l’alcol in acetaldeide, sostanza che produce nel corpo effetti sgradevoli allo scopo di dissuaderci dall’assumere ancora alcol.

Come sconfiggere la cellulite

Una guida per vincere l’inestetismo più odiato

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La cellulite è una vera maledizione che colpisce milioni di donne e le induce a imprese disperate pur di ottenere qualche piccola rivincita contro quella che appare come una condanna ineluttabile.

Innanzitutto qualche consiglio: abituarsi ad una dieta che privilegi la frutta, verdure, cereali e legumi per apportare quella dose di vitamine e fibre in grado di ostacolare la ritenzione di liquidi e favorire l’eliminazione delle scorie; bere due litri di acqua al giorno in modo da eliminare i liquidi in eccesso; fare movimento, dedicandosi allo sport o semplicemente camminando di più; non indossare abiti troppo stretti né scarpe dai tacchi troppo alti; se seduti assumere una posizione eretta per mantenere il tono degli addominali e ricordarsi di cambiare spesso posizione. Cercare comunque di stare seduti il meno possibile.

Allenamento a circuito per perdere massa grassa in eccesso

Il weekend è alle porte e molte di voi stanno già organizzando la serata con amici e fidanzati. Tuttavia non è un buon motivo per saltare la tua sessione in palestra. L’ideale sarebbe eseguire un allenamento a circuito che metta alla prova tutto il corpo, ti faccia lavorare ad alta intensità, permettendoti allo stesso tempo di bruciare molte calorie e aumentare la forza muscolare.
Se poi ti regalasse anche quel fantastico effetto brucia calorie post workout, sarebbe la classica manna dal cielo.

Ecco l’allenamento a circuito per perdere massa grassa da eseguire in 5 round nel minor tempo possibile. Ogni volta che termini un round, inizia il successivo sempre dai 400 mt di corsa.
Ideale se hai poco tempo da dedicare all’allenamento.

NB: ricorda sempre di verificare di essere nella condizione fisica di poter eseguire l’allenamento consultando un esperto.

400 metri di corsa

Wall ball

  • Nel determinare la posizione da assumere davanti al muro, la regola generale è quella di tenere la palla davanti al petto, e la giusta distanza dal muro deve essere misurata tenendo le braccia distese finche la palla non tocca il muro. Questa è la posizione di partenza.
  • Per iniziare ad eseguire il movimento è necessario mettere le mani al lato della palla leggermente spostate verso il basso, come se stessi per eseguire un goblet squat con il kettlebell.
  • Il movimento è esplosivo e deve partire dai talloni per poter lanciare la palla medica verso l’alto.

Box jump

  • Il consiglio è di iniziare con un’altezza della box tale da permetterti di eseguire il salto in forma corretta e a prova di atleta: distanza tra i piedi pari alla larghezza delle spalle, schiena neutrale e petto sopra i piedi.
  • Una volta la posizione di atterraggio è quella per cui le ginocchia sono posizionate leggermente al di sopra della vita, non stai più mettendoti alla prova sulla capacità di saltare in alto ma semplicemente quanto in alto riesci a portare le gambe.
  • Rimani concentrata sul mantenimento di un atterraggio soffice e delle ginocchia in linea con l’alluce.
  • Inoltre se vuoi cogliere tutti i benefici di questo esercizio cerca di non esagerare.

    • POWRX - Wall Ball 2 kg, 3 kg, 4 kg, 5 kg, 6 kg, 7 kg, 8 kg, 9 kg, 10 kg - Ideale per esercizi di allenamento funzionale e potenziamento muscolare (6 kg/Verde)

    • Gravity Fitness, scatola pliometrica 3 in 1 da 76,2 x 50,8 x 61 cm, per crossfit

Colazione in giallo

Gli esperti di nutrizione consigliano di non assumere frutta, specialmente se sotto forma di marmellata, e cereali durante lo stesso pasto, perché l’abbinamento può creare dei conflitti digestivi. Se però è difficile rinunciare alla più classica delle colazioni, ecco un’idea alternativa per trovare il giusto compromesso e iniziare la giornata nel migliore dei modi.

Banana: possiede vari tipi di vitamine come la pro-vitamina A, le vitamine del gruppo B (B1, B2 e PP), la vitamina C, vitamina E e vitamina B6.Sono presenti potassio, calcio, fosforo, rame e ferro(utile in caso di anemia)

Cosa serveCosa serve

 

Gallette di farro (o altri tipi)

Banana

Miele

Come si preparaCome si prepara

 

Tagliare la banana a rondelle; spalmare le gallette con il miele preferito (noi abbiamo utilizzato il particolarissimo miele di Barena, dal retrogusto leggermente salato) e adagiare 3 o 4 rondelle di banana sulla galletta. La carica giusta per iniziare la giornata è pronta!