Semaglutide per l’obesità

Aiuta a controllare il peso e riduce il senso di fame

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Semaglutide sembra efficace nei pazienti obesi. I dati clinici confermano la sua efficacia nel favorire la perdita di peso fino a 2 anni e ha ridotto il desiderio di alcuni cibi, oltre a dimostrarsi più efficace di liraglutide, già approvato per ridurre il peso corporeo. Sono i risultati di un’analisi dei trial clinici STEP 5 e STEP 8, presentata al congresso ObesityWeek 2021.
Secondo i ricercatori c’è tuttavia ancora molto da imparare su questa classe di farmaci, in quanto il follow-up è ancora relativamente breve per una malattia cronica e molti pazienti manifestano effetti collaterali gastrointestinali.

I risultati principali sono stati:
– In STEP 5, in combinazione con un intervento sullo stile di vita (dieta a ridotto contenuto calorico e consigli sull’attività fisica), l’iniezione settimanale di 2,4 mg di semaglutide ha comportato:
– il 15,2% di perdita di peso contro …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | diabete, semaglutide, peso,

Gazzetta Marathone: il 4 e 5 luglio, milioni di passi un unico cuore

Il 4 e il 5 luglio si tiene la Gazzetta Marathone, il primo evento sportivo di massa senza aggregazione. Non si tratta di una gara, ma è un grande evento collettivo fatto di attività fisica, solidarietà e spettacolo. 

La Gazzetta Marathone si svolge sabato 4 e domenica 5 luglio in una 24 ore non stop: corri o cammina ovunque ti trovi, nelle strade, nelle piste, nei parchi, e sarai virtualmente connesso a tutti gli altri partecipanti in una grande sfida benefica da vincere insieme, ognuno secondo le proprie forze e capacità.

COME ISCRIVERSI E PARTECIPARE

  1. Per partecipare basta iscriversi su www.gazzettamarathone.it e scegliere a quale associazione devolvere la quota di iscrizione tra le associazioni che partecipano al programma:

RUNFOREMMA & FRIENDS ONLUS

AIL ONLUS

AISM MILANO

AMICI DEL TRIVULZIO

ASSOCIAZIONE CAF ONLUS

ASSOCIAZIONE GOGREEN

ASSOCIAZIONE UNITÀ SPINALE

AZIONE CONTRO LA FAME

BISTARI BISTARI ONLUS

CBM ITALIA ONLUS

CIAOLAPO

COMITATO MARIA LETIZIA VERGA ONLUS

COMPAGNIA DEL PERÙ

DIANOVA

DYNAMO CAMP

FONDAZIONE AIRC

FONDAZIONE CLS

FONDAZIONE G. E D. DE MARCHI ONLUS

FONDAZIONE LAUREUS ITALIA ONLUS

FONDAZIONE SACRA FAMIGLIA ONLUS

FONDAZIONE VERONESI

GRUPPO L’IMPRONTA

HOPE

LIFC

LILT-LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI DI MILANO

SPORT SENZA FRONTIERE ONLUS

UNA MANO PER…

VIDAS

Ogni tuo passo sarà dedicato alla causa che hai scelto di sostenere.

  1. Riceverai una mail con il tuo pettorale e le istruzioni per tracciare il tuo percorso il week end dell’evento
  2. Il 4 e il 5 luglio scegli tu quando, dove e quanto correre o camminare
  3. Condividi la tua partecipazione sui tuoi social preferiti: più siamo meglio è!

PARTECIPA ovunque ti trovi, il tuo percorso si somma a quello di tutti per unire virtualmente l’Italia e gli italiani.

DONA e contribuisci alla raccolta benefica a favore di una delle charity coinvolte.

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GUARDA i 3 appuntamenti live su Gazzetta.it per seguire l’evento in diretta con i grandi i campioni dello sport e non solo:

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Psoriasi, controllare il peso è fondamentale

Legame tra i chili in eccesso e psoriasi e artrite psoriasica

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C’è un legame diretto fra il peso eccessivo e l’insorgenza e il peggioramento di psoriasi e artrite psoriasica.

Maria Concetta Fargnoli, direttore dell’unità di Dermatologia generale e oncologica dell’ospedale dell’Aquila, commenta al Corriere della Sera:

«Sovrappeso e obesità aumentano il rischio di comparsa di psoriasi e artrite e riducono l’efficacia delle terapie. Molte ricerche sono ancora in corso per meglio comprendere il legame che intercorre fra le due cose, ma il quadro è già oggi molto più chiaro rispetto anche solo a un decennio fa e una cosa è certa: un’alimentazione equilibrata, una costante attività fisica e il normopeso contribuiscono a migliorare la vita dei pazienti».

Il primo tratto in comune fra le condizioni è lo stato infiammatorio. All’aumentare dell’infiammazione si registra un aggravamento delle manifestazioni cutanee.

Attività fisica dopo l’impianto di un defibrillatore

Riduce il rischio di ricovero e di morte

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Dopo essersi sottoposti all’impianto di un defibrillatore (ICD), le persone dovrebbero aumentare anche di poco i livelli di attività fisica quotidiana. Ne trarrebbero un beneficio in termini di rischio di ricovero e di decesso, secondo i risultati di una ricerca pubblicata su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes.

«I programmi di riabilitazione cardiaca offrono ai pazienti un ambiente sicuro per aumentare l’attività fisica dopo l’impianto di ICD, oltre a ridurre il rischio di ulteriori ricoveri e morte, ma sono sottoutilizzati, specialmente tra le donne, gli anziani, le persone di diversi gruppi razziali ed etnici e coloro che vivono nelle aree rurali», afferma Brett Atwater, dell’Inova Heart and Vascular Institute di Fairfax, in Virginia, primo autore dello studio.

Nuove linee guida per tornare a fare sport

Tengono conto dell’evoluzione della pandemia

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In tempi di Covid è necessario calibrare ogni attività per cercare di contrastare la diffusione del virus. Per questo, gli esperti dell’American Academy of Pediatrics hanno pensato a un aggiornamento delle linee guida sullo sport.

«Per prima cosa l’AAP invita tutti gli idonei a vaccinarsi contro Covid-19 appena possibile», esordisce Susannah Briskin, professore associato di pediatria alla Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, nonché autrice principale della guida AAP, spiegando che il documento si applica a bambini e adolescenti che partecipano e/o ritornano all’attività fisica.

«Milioni di ragazzi dai 12 anni in su sono stati vaccinati, con un’efficacia duratura e quasi completa a fronte di un rischio incredibilmente basso, al punto che il rapporto rischio-beneficio in tutto lo spettro di età favorisce fortemente il vaccino».

Guida alla frutta secca: tutti i benefici che dovresti conoscere

La frutta secca è tra gli alimenti che spesso vengono inseriti all’interno di diete e programmi alimentari come spuntino. Qualità e benefici, dovrebbero a questo punto essere note a tutte le nostre lettrici, ma è sempre bene fare un recap generale.

Frutta secca: tutti i benefici che dovresti conoscere

Mandorle

Chi di noi non ha mai inserito nella propria giornata alimentare un “pugno di mandorle” alzi la mano. Siamo certe che potendo vedere oltre lo schermo, probabilmente, fatta eccezione di qualcuna di voi con allergia, non troveremmo molte mani alzate. Le mandorle sono ricche di Magnesio, Vitamina E, Zinco, calcio, fibre, proteine. Tra i benefici più popolari c’è senz’altro quello di dare un supporto all’organismo nella gestione dei livelli di zucchero nel sangue. Essendo ricchissime di fibre supportano la buona digestione e la regolarità intestinale. La parte esterna delle mandorle è ricchissima di flavoinoidi, il che è una manna dal cielo quando si tratta di combattere le infiammazioni.

Anacardi

Siamo delle fan accanite degli anacardi! Per il loro sapore un po’ dolciastro spesso le utilizziamo come valida alternativa al quadratino di cioccolato fondente. Per noi funziona. Sono ricchi di magnesio, manganese, zinco, selenio, ferro, vitamina E, K e B6.  Tra i benefici degli anacardi abbiamo senz’altro capacità di supportare il sistema digestivo, aiutando il tuo organismo a sbarazzarsi del colesterolo cattivo. Il loro potere benefico è riconosciuto anche sulla salute di capelli e pelle.

Noci di Macadamia

Le noci di macadamia, sono probabilmente le meno utilizzate e conosciute, ma nascondono degli enormi benefici. Sono fonte di Riboflavina, Vitamina “, Ferro, Tiamina Niacina e Folati. Tra i maggiori benefici troviamo la capacità di abbassare i livelli di colesterolo cattivo e di essere un valido supporto per il corretto funzionamento del metabolismo. Tra i nutrienti presenti nelle noci di macadamia, ne troviamo alcuni che supportano la salute della pelle, proteggendola dai radicali liberi.

Pistacchi

Fortuna che almeno questi qualche volta li ritroviamo sui tavolini dei bar al posto delle solite patatine! Probabilmente nella versione super salata e meno healthy possibile, ma è comunque una cosa positiva. I pistacchi sono ricchi di potassio, vitamina K, rame, manganese e vitamina B6. Come molta della frutta secca elencata nell’articolo, anche i pistacchi aiutano ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue e avrebbero un effetto protettivo contro l’ipertensione.

Noci Brasiliane

Le noci brasiliane di recente sembrano essere sotto la scena dei riflettori nell’alimentazione delle fitness lover. Rappresentano un’ottima fonte di selenio e tra i loro principali benefici, ritroviamo senz’altro la capacità di aiutare a proteggerti dalle infezioni. Inoltre contengono amminoacidi in grado di supportare la buona salute del fegato, riparare i tessuti e aumentare la forza.

Nocciole

Quando parliamo di nocciole il pensiero va alla regina di tutte le creme spalmabili: la Nutella! Tuttavia le nocciole, a prescindere dal gusto e dalle declinazioni culinarie, sono una fonte di Vitamina B, Selenio, Rame e Biotina. Sono la tipologia di frutta secca che contiene la maggior quantità di folati, supportano la salute del sistema cardiovascolare e promuovono la crescita e la buona salute delle unghie.

Noci Pecan

Le noci pecan sono il must dell’alimentazione fit, e a ben vedere. Seppure non siano facilmente rintracciabili nei supermercati tradizionali, sono un alimento nell’ambito della loro categoria davvero strabiliante, Ricche di Vitamina A, B, E, Acido Folico, Riboflavina, Niacina, Potassio e Zinco, tra i loro principali benefici ritroviamo la capacità di ridurre i livelli di colesterolo cattivo, di promuovere un sistema cardiovascolare sano e di combattere le infezioni. Sono un grande alleato della pelle e supportano anche la salute di denti e ossa.

Noci

Le noci sono un alimento spesso utilizzato nelle insalatone che ci propongono a ristorante. In quantità limitate le noci sono un valido alimento da inserire nella propria alimentazione. Le noci sono ricche di Omega 3 e 6, Selenio, Vitamina B6, fosforo. Si dice che gli alimenti abbiano dei benefici su quelle parti del corpo che, nella loro forma, ricordano: le noci infatti sembrano avere effetti positivi sulla memoria e in generale sul funzionamento del cervello, ottime per mantenere sano il cuore e prevenire complicazioni. Sembra sia stato, inoltre, riscontrato un effetto positivo anche per quanto riguarda la prevenzione della depressione.

Frutta secca: quanta mangiarne

Come sempre, ogni corpo è diverso ed ognuno di noi avrà possibilità di mangiarne determinate quantità a seconda di innumerevoli fattori tra cui: peso, attività fisica e stile di vita. Per tanto ti consigliamo sempre di rivolgerti ad un nutrizionista per delle indicazioni specifiche per il tuo caso.

Un personal trainer molto speciale

Il cane, inseparabile e fedele compagno, ha dimostrato di avere anche un ruolo nella salute del suo padrone.

Per Fido, gli scienziati hanno trovato un nuovo lavoro: da oggi diventa un vero e proprio personal trainer.

Secondo uno studio dell’Institute of Infection and Global Health dell’Università di Liverpool condotto sulle donne in gravidanza, chi possiede un cane ha il 50% di possibilità in più di fare almeno 30 minuti di esercizio fisico al giorno. Secondo gli esperti, quello che è stato chiamato ‘dog walking’ è un’attività che incoraggia a camminare a ritmo sostenuto e su base regolare, aiutando a raggiungere una buona quantità di attività fisica giornaliera.

Portare fuori il cane è un valido alleato dunque per quanti vorrebbero dimagrire o perdere qualche chilo.

Secondo quanto pubblicato dalla rivista “Preventive Medicine”, gli studi confermerebbero i benefici del “dog walking”. Lo studio condotto dall’Università di San Diego rivela che in media in una settimana si impegnano 186 minuti per portare il proprio cane a fare i bisogni fisiologici svolgendo inconsapevolmente la quantità di movimento fisico minimo consigliato dai medici.

Inoltre a causa della mancanza di movimento anche i cani sono sempre più colpiti da obesità e danni all’apparato osteo-muscolare.

Per un cane infatti stare in casa fermo a dormire o legato a fare la guardia non solo è logorante, ma danneggia fortemente i muscoli e le articolazioni.

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Tenere sotto controllo l’alimentazione durante il coronavirus, in questi giorni di quarantena è difficile. Partendo dal presupposto che limitare le uscite è fondamentale, fare la spesa è una necessità, e dunque cerchiamo di farla in maniera tale che possa durare almeno dai 5 ai 7 giorni prima di dover andare di nuovo al supermercato.

Fare una lista è fondamentale, ma anche organizzare la settimana per non comprare grandi quantità di cibo deteriorabili ed evitare soprattutto di mangiare troppo, perché tanto cibo in casa equivale a voler mangiare di più.

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Le linee guida (considerando circa 1500/2000 kcal) ci dicono che è importante variare l’alimentazione nella settimana quindi consideriamo gli alimenti così ripartiti:

  • 3 volte a settimana i legumi,
  • 2/3 volte il pesce,
  • 2/3 volte la carne (2 bianca, 1 rossa),
  • 3 volte latte e derivati
  • 3/4 volte le uova.
  • Verdure/frutta e cereali/pane ad ogni pasto principale.

Queste sono indicazioni generali per poter impostare una lista di facile utilizzo ma alcuni alimenti possono esser mangiati anche ogni giorno, molto dipende dalle vostre abitudini alimentari e dal grado di attività giornaliera (quindi il dispendio energetico totale).

Frutta e verdura

Iniziamo quindi dagli alimenti base come frutta e verdura, scegliamo di comprare una quantità maggiore di banane, arance, mele e kiwi ad esempio che si conservano più a lungo.
Le verdure a lunga conservazione sono ad esempio carote, finocchi, zucchine, cavolfiori, mentre quelle più facilmente deteriorabili sono le verdure a foglia verde che possiamo consumare all’inizio della settimana (lattuga, rucola, spinacino ecc).

Pesce e carne

Il pesce fresco dovrà essere consumato nell’immediato perciò utilizziamo anche i surgelati, o gli inscatolati. Si conservano a lungo e permettono una varietà alimentare durante la settimana. La carne va consumata subito (1/2 giorni) dopo esser stata acquistata quindi non esageriamo e scegliamo carne bianca, mentre la carne rossa la limitiamo ad una volta a settimana.

Cereali, pasta e prodotti da forno.

Cereali (riso, orzo, farro) e pasta sono a lunga conservazione mentre il pane si deteriora in poco tempo, un’alternativa potrebbe essere quella di congelarlo a fette così da avere delle porzioni già pronte.

Uova

Importanti poi sono le uova, in genere a media/lunga conservazione, così come l’albume pastorizzato per preparazioni da colazione, sono ottime fonti proteiche e consumabili anche tutti i giorni (in associazione ad una dieta varia).

Latte e derivati

Compriamo il latte fresco più ricco di nutrienti e consumiamolo nella prima parte della settimana a colazione, mentre lo yogurt che si può conservare un po’ più a lungo possiamo consumarlo alla fine o per gli spuntini in associazione alla frutta e frutta secca (noci, mandorle, nocciole). Anche la ricotta va consumata prima rispetto ai formaggi più stagionati come il parmigiano o i formaggi cremosi.

Dolci

Si perché lo so che l’occhio cade sempre lì su quello scaffale del supermercato pieno di biscotti e dolciumi. Allora compriamo il necessario per fare un dolce fatto in casa a base di frutta così limitiamo il contenuto di zucchero aggiunto, che può essere un’alternativa per la colazione un paio di volte a settimana. Oppure del cioccolato fondente o burri di frutta secca da mangiare a colazione in associazione a yogurt e pane.

Insomma stiliamo una lista delle cose da mangiare durante la settimana e quindi evitiamo di comprare cose inutili, inoltre variamo la nostra alimentazione, un’alimentazione sana e varia, ricca di frutta e verdura copre il nostro fabbisogno vitaminico!

Inoltre cerchiamo di non stare sul divano tutto il giorno ma muoviamoci anche in casa, facciamo attività fisica e lavori domestici che non abbiamo mai il tempo di fare.

La dieta proteica danneggia i reni

Anche in soggetti con funzionalità renale normale

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Le diete proteiche hanno sempre molto successo fra chi vuole perdere i chili di troppo. Sono facili da seguire, assicurano un livello di sazietà adeguato e una veloce perdita di grasso. Inoltre, abbinate a un’attività fisica specifica, stimolano la crescita della massa muscolare.

Tuttavia, le diete proteiche hanno anche dei limiti, uno dei quali viene riaffermato da uno studio olandese e uno coreano, entrambi pubblicati su Nephrology Dialysis Transplantation, ovvero i potenziali danni ai reni.

I ricercatori del Leiden University Medical Center, guidati da Kevin Esmeijer, hanno raccolto i dati alimentari di 4.837 pazienti di età compresa fra 60 e 80 anni con una storia di infarto miocardico.

Gli anni passano, i chili aumentano

Con l’età adulta diventa più difficile restare in forma

Due studi dell’Università di Cambridge pubblicati su Obesity Reviews certificano quello che in maniera empirica molti di noi già sapevano. Con il passare degli anni, infatti, aumenta il peso corporeo e si riduce l’attività fisica.

Grazie alle revisioni effettuate, i ricercatori hanno osservato come nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta si compia una trasformazione fisica cui è difficile porre un freno.

L’aumento del grasso corporeo è legato a cambiamenti strutturali nell’alimentazione e nei livelli di attività fisica, dovuti all’inizio della vita professionale, alla contrazione del tempo libero a disposizione, all’arrivo di relazioni stabili e di figli.

La prima revisione si è basata su 19 studi, dai quali è emerso che la fine della scuola superiore si associava a una diminuzione dell’attività fisica in media di 7 minuti al giorno.