Leucemia infantile, i bambini poveri muoiono più spesso

Quelli a reddito medio-alto hanno più possibilità di sopravvivere

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La povertà può fare la differenza in caso di leucemia mieloide acuta, la forma leucemica che colpisce i bambini. Secondo uno studio presentato al Congresso dell’American Society of Hematology di Orlando, i bambini che vivono nei quartieri poveri mostrano una probabilità 2,4 volte maggiore di morire rispetto a quelli che vivono in zone a reddito medio-alto.

L’analisi riguarda gli Stati Uniti, dove il sistema sanitario è basato sulle assicurazioni private, ma secondo Fabrizio Pane, direttore Uoc Ematologia e Trapianto di midollo del Policlinico universitario Federico II di Napoli, anche in Italia vi sarebbe questo problema: “Anche in Italia basta vivere in una famiglia non abbiente, che non può contare su un caregiver o che magari risiede in un’area poco collegata come una piccola isola, per avere un minore accesso alle cure e una prognosi peggiore”.

Sport per scaricare lo stress: quando l’attività fisica fa bene all’umore

L’attività fisica non è consigliata solo per i suoi noti e inconfutabili benefici sul fisico, soprattutto quando viene combinata a un’equilibrata e sana alimentazione. Lo sport è parte integrante di un percorso di dimagrimento, ma dovrebbe in realtà far parte della quotidianità di tutti, perché estremamente importante, in particolar modo quando si ha una vita piuttosto sedentaria. E ritagliarsi qualche momento da destinare all’attività fisica fa bene anche sull’umore. Quando ci si allena infatti, si rilasciano ormoni che generano un senso di benessere. E i benefici interessano anche la sfera dell’umore e dell’autostima. Dunque ecco una carrellata di sport per scaricare lo stress.

Sport per scaricare lo stress

La vita quotidiana, il lavoro, la famiglia, i problemi che ogni giorno incombono, mettono inevitabilmente a repentaglio l’umore. Capita di sentirsi tristi, abbattuti, demoralizzati e in ritmi frenetici di oggi non aiutano, anzi, fanno sì che si accumuli sempre più stress. Un modo sano per sfogare queste tensioni e scaricare le negatività è certamente lo sport. Ci sono diverse alternative, tutta valide, per migliorare il proprio umore. In particolare alcune sono state ritenute ideali per agire su questo fronte e, ovviamente, in parallelo migliorare anche la forma fisica.

Ecco dunque alcuni sport per scaricare lo stress.

Boxe

Nell’immaginario collettivo la boxe è senza dubbio l’attività scarica-tensione per eccellenza. Quale metodo migliore per sfogare stress e frustrazione se non un pugno o un calcio ben assestati? Meglio non improvvisarsi campioni olimpionici, ma preferire un’adeguata visita medica prima di intraprendere il percorso.

Yoga

Tranquillità, certo, ma non crediate che lo Yoga sia una passeggiata! Anche se gli esercizi, prevalentemente di postura e respirazione, puntano al raggiungimento di uno stato mentale più rilassato, è un’attività comunque difficile e da prendere molto sul serio.

Pilates

Il Pilates è un metodo di allenamento pensato per favorire l’elasticità delle articolazioni e la fluidità dei movimenti. Il Pilates incoraggia l’uso della mente per controllare i muscoli e anche per questo è molto indicato per chi è molto sotto stress.

Corsa

In spiaggia o al parco, correre è uno dei modi migliori per rilasciare endorfine (le molecole del benessere) e alleviare le tensioni accumulate. Inoltre, la corsa tiene sotto controllo gli zuccheri nel sangue migliorando la circolazione sanguigna. Come ogni attività fisica che si rispetti ha le sue regole e le sue tempistiche, quindi mai improvvisarsi maratoneti se non si ha un’adeguata formazione e non si è abituati. Meglio cominciare gradualmente e muniti del giusto abbigliamento, dopo aver chiesto il parere del medico.

Nuoto

L’acqua è un elemento che per molti ha un effetto calmante: in acqua ci sentiamo liberi, riusciamo a svuotare la mente e a sentirci leggeri, in pace col mondo. Il nuoto è un’attività che ci consigliano sin da bambini perché completa e molto benefica: protegge la salute del cuore, migliora l’attività dei polmoni, sviluppa la resistenza e la forza muscolare. E oltre a tutto questo, migliora anche l’umore.

In quale ospedale partorire?

I parametri per scegliere il punto nascita migliore

L’esperienza conta anche nei reparti di maternità. Un alto numero di parti eseguiti in un anno, infatti, si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini. È bene tenerne conto al momento di scegliere l’ospedale.
Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che eseguono almeno 10 parti all’anno sono 445. Ma in quali di questi hanno visto la luce più bambini?

Le 15 maternità al top per volume di nascite…

Gli Ospedali italiani più performanti si concentrano in 6 regioni, tutte al centro-nord. Quello che vanta il più alto numero di nati è il Sant’Anna – A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio che da anni conduce questa classifica. Ad aggiudicarsi il 2° posto, invece, come nell’edizione precedente, è l’Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano.

GNA01, una nuova malattia neurologica

Le caratteristiche della patologia che colpisce i bambini

Scoperta da un gruppo di ricerca giapponese appena sei anni fa, è causata da mutazioni di uno specifico gene, denominato appunto GNAO1, che causa epilessia, una forte ipotonia che nella maggior parte dei casi impedisce ai bambini anche la posizione seduta autonoma, ritardo cognitivo spesso associato ad assenza di linguaggio verbale, disturbi del movimento.

I pochi dati a disposizione lasciano presupporre che non si tratti di una malattia degenerativa ma di una condizione stabile nel tempo, sebbene con una grave disabilità. La grande variabilità clinica riportata dai casi esaminati fino ad oggi rende difficile l’inquadramento clinico e lascia molte incertezze circa l’evoluzione della patologia.

L’acronimo GNAO1 sta per “G Protein Subunit Alpha O1”, il gene codifica per la subunità Alpha O1 della proteina G.

La tecnologia modifica il cervello dei bambini

Alterazioni della sostanza bianca, legata alla sfera cognitiva

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Non è una buona idea piazzare i bambini piccoli davanti a schermi e display. Lo conferma un nuovo studio apparso su Jama Pediatrics e condotto dai ricercatori del Cincinnati Children’s Hospital.

Stando alle conclusioni dello studio, gli schermi di tv, smartphone o tablet inducono modifiche alla sostanza bianca del cervello dei bambini, con conseguenze dirette sulle loro capacità cognitive.

I ricercatori hanno analizzato 47 bambini fra i 3 e i 5 anni, sottoponendoli sia a un test che valutasse le capacità cognitive, sia a una risonanza magnetica per stabilire le condizioni della sostanza bianca, la parte del cervello che assicura il corretto passaggio delle informazioni fra le varie aree dell’organo.

I genitori hanno invece compilato un questionario sulle ore passate dai figli davanti allo schermo e sui contenuti guardati, aspetti entrambi associati a un punteggio.

Come tonificare gambe e glutei grazie al pattinaggio sul ghiaccio

Il pattinaggio sul ghiaccio è senza dubbio un’attività divertentissima; si può pattinare sin da bambini o, in alternativa, cominciare anche da adulti per ottenere numerosi benefici. Oltre a tonificare in maniera notevole gli arti inferiori e i glutei, il pattinaggio sul ghiaccio è uno tra gli sport più divertenti da praticare sia soli che in compagnia. Approfittando della stagione invernale alle porte potete provare a noleggiare i pattini e, se vi piace, cominciare ad allenarvi con regolarità per godere di tutti i benefici pattinaggio sul ghiaccio.

Pattinaggio su ghiaccio: perché sceglierlo per stare in forma

Il pattinaggio sul ghiaccio coinvolge moltissimi muscoli che in altri sport non vengono utilizzati. Un esempio? I fianchi. Sia i fianchi nello specifico che, più in generale, il busto devono compiere delle torsioni. Per chi comincia ed è alle prime armi il consiglio è quello di fare particolare attenzione e non essere eccessivamente spericolati, soprattutto se non ci si allena in altro modo da un po’ di tempo. Praticare pattinaggio sul ghiaccio migliora tantissimo anche il senso dell’equilibrio andando ad operare positivamente anche sul sistema cardiovascolare. Scivolare sul ghiaccio fa si che le articolazioni non siano soggette a traumi.

Benefici pattinaggio sul ghiaccio: perché praticare questa attività

Tra i benefici pattinaggio sul ghiaccio troviamo:

  • alto dispendio energetico: pattinare sul ghiaccio permette di consumare moltissime calorie, dalle 250 alle 350 kcal a seconda del ritmo che si tiene;
  • tonificazione di glutei e gambe: oltre a migliorare la tonicità di glutei e gambe in particolare pattinare sul ghiaccio aiuta anche i muscoli addominali e della schiena, coinvolti per il mantenimento dell’equilibrio;
  • diminuzione della cellulite: migliorando la circolazione sanguigna il pattinaggio sul ghiaccio risulta utile in questo senso;
  • miglioramento dell’equilibrio e dell’elasticità;
  • benefici sia per corpo che per mente: si tratta di un’attività adatta a tutti che favorisce lo sfogo dello stress.

Le uniche tipologie di persone per le quali fare pattinaggio sul ghiaccio può essere sconsigliato sono le donne incinte, i cardiopatici e chi ha problemi con l’equilibrio.

Diarrea da antibiotici nei bambini, utili i probiotici

Il rimedio per un evento comune dell’età pediatrica

È una condizione molto comune in età pediatrica: si stima che 1 bambino ogni 3-5 trattato con terapie antibiotiche, prescritte per la cura di infezioni acute delle alte e basse vie respiratorie o delle vie urinarie, ne soffra.

Si tratta della diarrea da antibiotici, causata da un’alterazione del microbiota intestinale – l’insieme dei batteri che colonizzano l’intestino – indotta da questa categoria di farmaci. Per prevenirla, un valido aiuto arriva da un’innovativa formulazione probiotica, che unisce il Lactobacillus reuteri LRE02 e il Lactobacillus rhamnosus LR04 (Abiflor Baby): i risultati preliminari di una recente survey nazionale – “Surveyflor” – hanno, infatti, dimostrato che il numero di eventi diarroici si riduce quasi del 50% quando l’associazione dei 2 ceppi probiotici è assunta contemporaneamente all’antibiotico.

Autismo, la nausea in gravidanza può essere un segnale

In caso di nausee intense il rischio per il feto aumenta

Episodi di nausea intensa durante la gravidanza potrebbero essere correlati a un maggior rischio di insorgenza dell’autismo. Lo rivela uno studio pubblicato sull’American Journal of Perinatology da un team del Kaiser Permanente coordinato da Darios Getahun.

Stando alle conclusioni, l’iperemesi gravidica – questo il nome tecnico della condizione – aumenta del 53% il rischio per il feto di sviluppare l’autismo.

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di quasi 500mila donne in gravidanza e le condizioni dei loro bambini nati fra il 1991 e il 2014. Poi hanno confrontato i bambini le cui madri avevano sofferto di nausee mattutine con quelli di madri senza il disturbo.

Incidenti ai bambini, come prevenirli

Studiare la dinamica degli incidenti per migliorare la prevenzione

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Rappresentano la seconda causa di morte fra i bambini dopo i tumori. Parliamo di temibili malattie genetiche o cardiovascolari? No, di “semplici” incidenti, la metà dei quali si verifica in automobile e l’altra metà in casa.

Paolo Petrella, presidente della Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani e direttore generale dell’Istituto Gaslini di Genova, spiega: «per prevenire queste morti evitabili e la morbosità indotta è necessario rafforzare la sorveglianza, e il contributo che la rete degli ospedali pediatrici italiani (A.O.P.I.) intende fornire, integrandola nella rete di sorveglianza Injury database della Commissione Europea, potrà essere certamente significativo». Proprio dal Gaslini è partita la realizzazione di una rete pediatrica dei Pronto Soccorso (Ps) degli ospedali pediatrici italiani finalizzata alla sorveglianza degli incidenti.