Cancro alla prostata, solo 1 su 10 ha una protesi

Accesso alla protesi per una vita sessuale normale molto limitato

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Ogni anno circa 12.000 italiani colpiti da cancro alla prostata sono sottoposti a rimozione radicale dell’organo. La metà ha poi grosse difficoltà ad avere erezioni normali e avrebbe bisogno dell’impianto di protesi peniene.
Tuttavia, la maggior parte dei candidati non ha accesso alle cure perché la protesi non è prevista dai Lea e quindi la maggior parte delle Regioni non eroga la prestazione.
Su 3.000 richieste ogni anno, le protesi impiantate sono circa 400, concentrate soprattutto nel Nord e nel Centro. Per questo motivo, gli esperti della Società Italiana di Andrologia lanciano un appello alle istituzioni affinché l’intervento di protesi peniena venga inserito il prima possibile nei Lea.
“Solo il 10% degli italiani che hanno bisogno di una protesi peniena riesce a farsi operare in una struttura pubblica, con liste di attesa che possono superare i 2 anni. Il restante 90% per …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | prostata, cancro, protesi,

Nuovo test per la diagnosi del cancro della prostata

Non indica solo la presenza della malattia ma anche la sua gravità

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Un nuovo test per la diagnosi del cancro alla prostata non si limita a diagnosticare la malattia, ma ne indica la gravità.

È quanto emerge da uno studio pubblicato su Cancers da un team della Norwich Medical School della University of East Anglia guidato da Dan Brewer, che spiega:

«I test più comunemente usati per il cancro alla prostata includono esami del sangue, l’esame rettale digitale, la risonanza magnetica o la biopsia invasiva. Tuttavia, i medici faticano a prevedere quali tumori diventeranno aggressivi, rendendo difficile decidere il trattamento per molti uomini».

Il nuovo test – chiamato ExoGrail – è stato sviluppato combinando due fonti di biomarcatori: la misurazione di un marcatore proteico chiamato EN2 e i livelli di espressione genica di 10 geni correlati al rischio di cancro della prostata.

Tumore alla prostata, utili due farmaci generici

Antiepilettico e anticolesterolo efficaci per il trattamento

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Una nuova combinazione arricchita da un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo può rivelarsi efficace nel trattamento dei tumori della prostata. Lo rivela uno studio dell’Istituto dei tumori di Napoli pubblicato sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research.

L’antitumorale docetaxel può essere affiancato dall’acido valproico – un antiepilettico – e dalla simvastatina – un farmaco per il colesterolo – per trattare i pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC).

«Nonostante l’introduzione di diversi nuovi approcci terapeutici che hanno migliorato la sopravvivenza, il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione rimane una malattia incurabile», spiega Federica Iannelli, prima autrice del documento.

Cancro alla prostata, Cyberknife per terapie più efficaci

Ottimi i risultati con il sistema robotizzato

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In sole 4 sedute radiochirurgiche il trattamento del tumore alla prostata è concluso. Grazie alla potenza del Cybeknife ciascuna seduta dura pochi minuti, e la terapia si svolge a giorni alterni per cui in una settimana si conclude il ciclo.

Inoltre, la possibilità di tracciare in real time, durante l’irradiazione, la posizione della prostata attraverso una sequenza ravvicinata di radiografie, offre livelli di precisione millimetrici, che salvaguardano i tessuti sani circostanti. In Italia sono 37.000 sono i nuovi casi di tumore della prostata nel 2019. Negli uomini in fascia d’età tra i 50 e i 69 anni e negli ultrasettantenni è la neoplasia più frequente e rappresenta il 20% di tutti i tumori.

Presso la Radioterapia del Regina Elena di Roma è in piena attività il Cyberknife di ultima generazione.

Anche se il Psa è basso può esserci un cancro

I farmaci per l’ipertrofia prostatica benigna possono trarre in inganno

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Un recente studio pubblicato su Jama Internal Medicine evidenzia la possibilità che un uomo possa avere un cancro alla prostata anche in presenza di un test del Psa negativo.

Il motivo andrebbe ricercato nell’eventuale assunzione di farmaci per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, condizione molto frequente a una certa età.

Livelli alti di Psa non sempre sono indicativi di un tumore e si corre il rischio in questo caso di peccare per eccesso di zelo esagerando con trattamenti non necessari – spiega Giuseppe Procopio, responsabile della Struttura semplice di Oncologia medica genitourinaria all’Istituto nazionale dei tumori di Milano -. Di questo aspetto si è parlato a lungo. Meno noto è il pericolo opposto. Ci sono anche casi in cui bassi livelli di Psa non sono necessariamente rassicuranti e non possono escludere la presenza di un carcinoma.

Cancro alla prostata, nuovo metodo diagnostico

Potrebbe sostituire il test del PSA

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Un nuovo test ideato nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità potrebbe essere in grado di diagnosticare il tumore alla prostata senza ricorrere alla biopsia.

Il metodo, i cui risultati sono stati pubblicati su Cancers, è stato messo a punto grazie a uno studio clinico prospettico frutto di una collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia e con il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I di Roma. Il nuovo test è stato applicato su 240 campioni, dimostrandone la precisione diagnostica pari al 100% di specificità (nessun falso positivo) e al 96% di sensibilità.

La vitamina E aumenta il rischio di cancro alla prostata

In determinate condizioni può favorire meccanismi cancerogeni

In determinate condizioni, l’effetto antiossidante della vitamina E può ribaltarsi fino ad arrivare a favorire meccanismi cancerogeni che portano al tumore alla prostata. Un paradosso fino ad oggi senza spiegazione che un nuovo studio, guidato da ricercatori dell’Università di Bologna, è riuscito finalmente a chiarire.

Con una serie di esperimenti sia in vitro che in vivo su ratti, gli studiosi hanno infatti mostrato come la vitamina E sia in grado di indurre enzimi che facilitano la formazione di sostanze cancerogene e portano all’aumento dei radicali liberi, danneggiando così il DNA cellulare.

A partire da questi risultati – pubblicati su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature – i ricercatori suggeriscono quindi di prestare attenzione all’utilizzo eccessivo di integratori con funzione antiossidante.

I funghi riducono il rischio di cancro alla prostata

Studio giapponese svela il possibile effetto positivo

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Mangiare funghi più volte alla settimana riduce di un sesto il rischio di insorgenza di cancro alla prostata. Lo rivela uno studio giapponese pubblicato sull’International Journal of Cancer da scienziati della Tohoku University School of Public Health.

I medici hanno scoperto un rapporto inversamente proporzionale fra il consumo di funghi e l’insorgenza di tumori prostatici in uomini di mezza età o anziani, anche se resta da chiarire il motivo dell’effetto protettivo.

Il campione era formato da 36.499 uomini di età compresa fra 40 e 79 anni coinvolti nel Miyagi Cohort Study nel 1990 e nell’Ohsaki Cohort Study nel 1994.

Cancro alla prostata, efficace finasteride

Risultati positivi soprattutto su uomini con più di 55 anni

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Il trattamento a base di finasteride si è rivelato utile per la prevenzione del cancro alla prostata.

L’inibitore della 5-alfa-reduttasi riesce a prevenire il tumore prostatico nonostante precedenti ricerche avessero sottolineato il rischio di malattie di alto grado.

A dirlo è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team del CHRISTUS Santa Rosa Hospital Medical Center di San Antonio, in Texas.

Ian Thompson Jr., coordinatore della ricerca, spiega:

Gli uomini con maggiori probabilità di trarre beneficio sono quelli che hanno 55 anni o più e si sottopongono a test del PSA. L’entità del beneficio può essere maggiore negli uomini a più alto rischio di cancro alla prostata, uomini con una storia familiare o afro-americani…

Finasteride si vende sotto le nome Propecia e Finpecia. Di solito si usa per il trattamento della caduta di capelli e la calvizie maschile.