Epilessia, la dieta chetogenica riduce le crisi

Oltre la metà dei pazienti liberi da attacchi

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Una riduzione delle crisi epilettiche fino all’85% dei casi e una remissione totale degli attacchi nel 55% dei pazienti. È quanto osservato nelle persone con epilessia farmaco-resistente chiamati a seguire una dieta chetogenica, un particolare regime alimentare condotto sotto stretto controllo medico che ha come obiettivo quello di indurre e mantenere uno stato cronico di chetosi.

Sono i dati presentati in occasione del Convegno “Dieta Chetogenica. Stato dell’Arte Esperienza Italiana” organizzato recentemente dal Gruppo di Studio “Dietoterapie in Epilessia” della Lega Italiana contro l’Epilessia presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma.

A consentire un adeguato livello di chetosi, cioè una condizione metabolica in cui vengono utilizzati corpi chetonici come fonte energetica, sono un basso apporto di carboidrati e un alto apporto di grassi in rapporto controllato.

Come sostituire il pane durante i pasti? Alternative ipocaloriche

Spesso e volentieri, quando ci si ritrova a dieta o si prova a seguire un regime alimentare più sano, una delle prime cose che vengono sostituite è il pane. La ragione? Le farine bianche con cui è fatto sono ricche di zuccheri. Con cosa sostituirlo però? Sfatiamo il mito, per esempio, che crackers e grissini facciano meglio, per esempio. Se sono fatti di farina bianca l’apporto calorico è il medesimo. Vediamo allora quali sono i sostituti validi del pane.

Come sostituire il pane: alternative low carb

Vediamo come sostituire il pane con questi alimenti e perché sceglierli.

Sostituire il pane con le gallette

Esistono vari tipi di gallette in commercio: di riso, di mais, di farro, di kamut. L’ideale è variarle spesso, così da non annoiarsi. Ogni tipologia di gallette apporta una quota di carboidrati e di fibre buone. Proprio come il pane, non devono mai essere affiancate a pasta o riso ma a alimenti ricchi di proteine. Il vantaggio in più? Essendo prodotte con cereali soffiati le gallette riducono il gonfiore tipico del pane.

Crackers al posto del pane

Altra alternativa valida sono i crackers, che devono però essere integrali o comunque fatti con una farina che non sia quella bianca raffinata. I crackers vanno scelti privilegiando quelli prodotti utilizzando l’olio extra vergine di oliva. I migliori crackers che possiate mangiare come sostituto del pane sono quelli fatti con farina di segale. La ragione è che sono davvero poveri di grassi e ricchi proteine e fibre. Due fette si pane di segale apportano pochissime calorie ma hanno un potere saziante maggiore, per esempio, rispetto alle gallette. Ideali per sentirsi sazi quando si sta a dieta, insomma.

Riso e cereali integrali

Anche il riso e i cereali integrali possono essere dei sostituti validi al pane se si ha voglia di cucinarli e di accompagnarli agli altri alimenti proteici. Bisogna solo prestare attenzione alle quantità facendo la sostituzione poiché a 50 gr di pane corrispondono circa 40 gr di riso o cereali integrali in generale.

Farro o kamut

Farro e kamut, in particolare, sono ideali per sostituire il pane anche perché contengono moltissime proteine, sali minerali e vitamine. Tutti i prodotti da forno realizzati utilizzando questi ingredienti, oltre che la segale, sono la variante perfetta al pane bianco classico che troviamo tutti i giorni sulle nostre tavole.

Alimentazione e corsa: come bruciare calorie e perdere peso

La prima cosa che ti viene in mente dopo le abbuffate natalizie è subito quella di aver messo su qualche chiletto, e la soluzione più “rapida” per rimediare al “problema” sembra essere la corsa. Tuttavia spesso capita che l’allenamento con la corsa viene erroneamente interpretato, soprattutto in relazione all’alimentazione. Inevitabilmente si finisce per ottenere un vero e proprio effetto boomerang: invece di perdere qualche chilo, si finisce con il metterne su.

Se sei un avventore dell’ultima ora della disciplina, devi sapere che i veri corridori sanno che il loro sport preferito richiede adeguato rifornimento. L’allenamento senza cibo a sufficienza (o troppo cibo) non solo è tortuoso, ma diminuisce le prestazioni, fa bruciare meno calorie

Ecco cosa dovresti prendere in considerazione se vuoi ottenere il massimo dal binomio alimentazione e corsa dopo i bagordi natalizi

1. La durata della corsa

Se hai mangiato nelle ultime due o tre ore e hai intenzione di correre per 20/30 minuti, in realtà non hai bisogno di carburante in più. Ma se ti senti assolutamente affamato e hai solo bisogno di spinta in più per uscire dalla porta, mangia un pezzo di frutta. Per corse più lunghe, cerca sempre di indossare un fitness tracker per capire effettivamente quante calorie bruci.

2. Sapere quando hai bisogno d’integrare con bevande specifiche

Le bevande zuccherate sono la rovina di una corretta alimentazione. Mentre sono necessari per i corridori di lunga distanza, devi sapere che le bevande sportive sono inutili per qualsiasi periodo di durata inferiore a 60 minuti. Dopo un’ora, bevine una diluita con acqua, o provare l’opzione a più basso contenuto calorico.

3. Mangia integrale

Optare per i cereali integrali come combustibile pre-run: sono a più alto contenuto di fibre e proteine che ti fanno sentire pieno ed eccitato durante la corsa. 

4. Pianifica in anticipo.

Una battuta d’arresto all’alimentazione sana, non è avere un piano, soprattutto per i corridori. Se non pensi ai pasti prima del tempo, è molto facile che mangerai quello che trovi in giro prima di andare a correre. Avere un piano, ti impedisce di raccogliere cibo spazzatura.

5. Recupera in modo corretto

Dopo una corsa, si dovrebbe mangiare un pasto metà carboidrati e metà proteine per reintegrare i carboidrati perduti e la proteina per riparare e costruire i muscoli.

Cosa mangiare al posto del pane: cracker, grissini e non solo

Quando si segue un’alimentazione a basso contenuto di carboidrati, uno dei primi alimenti a cui bisogna rinunciare, o che bisogna comunque limitare, è il pane. Ed è una rinuncia che può costare davvero molto cara, visto che è un alimento amatissimo e presente sulle nostre tavole a ogni pasto. Che sia per accompagnare un secondo piatto o un contorno, per fare uno spuntino veloce o anche per la colazione, è uno dei cibi che maggiormente identificano il nostro Paese, dove è largamente consumato.

I nutrizionisti consigliano di non tagliare mai del tutto i carboidrati, da cui prendiamo le energie per affrontare la giornata. Ma certamente quando si è a dieta il consumo del pane va ridimensionato. Quindi cosa mangiare al posto del pane, quando si sta cercando di rimettersi in forma e perdere qualche chilo di troppo? Ci sono delle alternative comunque gustose, ma le quantità vanno tenute ugualmente sotto controllo.

Cosa mangiare al posto del pane

Se proprio non si sa rinunciare a una fetta di pane a pranzo, si può prendere in considerazione l’idea di portare in tavola del pane integrale, che ha un sapore molto simile, ma è più dietetico. Ne esistono diverse varianti, anche arricchite con i cereali: kamut, farro. Ci sono poi il pane azzimo (che oltre a non essere lievitato è anche senza salw), il pane di segale, quello di grano duro. No al pane all’olio, che è quello con il maggior numero di calorie per etto.

Gli scaffali dei supermercati ci aiutano a capire cosa mangiare al posto del pane, sono pieni di varianti. Crackers e grissini hanno un alto potere saziante, però in questo caso a fare la differenza non è tanto il numero di calorie, tendenzialmente più basso, quanto il contenuto di grassi. Questo può essere anche più alto di quello del pane, quindi attenzione alla scelta del prodotto. E ovviamente, occhio alla tipologia di farina impiegata.

Se sostituiamo il pane bianco con dei grissini o dei cracker realizzati anch’essi con farina bianca di frumento, avremo lo stesso aumento di peso, perché rimane invariato l’indice glicemico, che è ciò che attiva l’effetto ingrassante. Meglio optare per prodotti da forno integrali. E attenzione a non esagerare con le quantità, perché un grissino tira l’altro.

Altre opzioni sono le gallette di mais o di riso, che come il pane azzimo non hanno lieviti dunque aiutano a sgonfiare la pancia e si possono consumare anche come spuntino leggero. Esistono anche gallette di farro e di grano khorasan. Rappresentando l’equivalente del bane, e dunque una quota di carboidrati, l’ideale sarebbe affiancarle a una quota proteica, dunque un pezzetto di grana o una fetta di bresaola.

Come sostituire il mascarpone: ecco le alternative valide e dietetiche

Come sostituire il mascarpone? Spesso e volentieri non si vuole rinunciare al gusto di un delizioso dolce ma la dieta è chiara: il mascarpone non è contemplabile. Questo non significa, però, dover rinunciare al piacere di un buon dolce. Esistono moltissimi sostituti del mascarpone che rendono i dolci altrettanto deliziosi ma molto, molto meno calorici. Vediamo allora come sostituire mascarpone ovvero quali sono tutte le alternative valide e dietetiche per rimpiazzare questo delizioso formaggio del Nord Italia.

Mascarpone: perché è tanto calorico?

Cerchiamo di capire esattamente cosa sia il mascarpone e le ragioni per cui risulta essere così calorico. Rispetto agli altri formaggi ha una differenza fondamentale: non si ricava direttamente dal latte. Per ottenere il mascarpone si parte dalla crema del latte. Il mascarpone ha un colore che può andare dal bianco neve al giallo paglierino e un sapore molto delicato che tende al dolce (ragion per cui viene utilizzato nella preparazione di tantissimi dessert). Vediamo le alternative al mascarpone che garantiranno comunque la preparazione di piatti gustosi ma con molti meno grassi.

Come sostituire mascarpone: le alternative dietetiche

Il mascarpone può essere tranquillamente sostituito con gli ingredienti seguenti ottenendo risultati comunque gustosi ma con un contenuto di grassi molto minore.

Sostituire il mascarpone con yogurt greco

Partiamo subito con l’ingrediente sostituto del mascarpone che contiene meno grassi in assoluto: lo yogurt greco. I valori nutrizionali di questo alimento sono perfetti per chi è a dieta ma non vuole rinunciare al dolce. Con il suo alto contenuto di proteine e la dose giusta di carboidrati, il tocco finale è il bassissimo contenuto di grassi.

Formaggio spalmabile al posto del mascarpone

Un’altra alternativa al mascarpone è sicuramente il formaggio spalmabile, ideale per sostituire il mascarpone nei dolci – primo fra tutti il tiramisù – per la sua gran cremosità. Per evitare un alto contenuto di grassi è necessario preferire i formaggi magri tenendo comunque presente che, a prescindere dalla tipologia, il formaggio spalmabile risulterà sempre e comunque meno calorico del mascarpone.

Sostituire il mascarpone con la ricotta dolce

La ricotta dolce è il sostituto per eccellenza del mascarpone nel tiramisù. Come si ottiene? Lavorando della ricotta gentile sarda con i tuorli d’uovo, lo zucchero vanigliato e un po’ di liquore.

Crema chantilly per sostituire il mascarpone

La crema chantilly risulta deliziosa ma meno calorica del mascarpone perché fatta con la panna liquida e lo zucchero a velo. Semplice e veloce da preparare, è necessaria solamente una frusta e occorre prestare attenzione a non esagerare quando si monta. Il volume della panna deve raggiungere il doppio di quello che era all’inizio ma non bisogna esagerare, considerato che si rischia di far diventare la panna burro.

Idee pranzo fit: le alternative low carb alla pasta

Come sostituire la pasta a pranzo? Questa domanda se la fanno spesso in moltissimi, soprattutto quelli che ci tengono a rimanere in forma e a perdere chili. C’è una buona notizia: le alternative gustose per sostituire la pasta sono moltissime e oggi ne vediamo cinque. La pasta non va rimpiazzata ogni giorno, ovviamente, però è importante sapere che proviene da un processo di lavorazione del grano duro che fa sì che perda quasi tutti i suoi effetti benefici. Cosa possiamo fare oltre a mangiare pasta integrale per ottenere maggiori benefici? Vediamo quattro alternative ideali per sostituire la pasta.

Come sostituire la pasta a pranzo: 4 piatti alternativi

Vediamo quattro alimenti alternativi alla pasta a pranzo ma mangiare comunque un gustoso piatto ricco di carboidrati e nutrienti buoni.

Spaghetti di zucca per sostituire la pasta

Questa tipologia di spaghetti è molto diffusa negli Stati Uniti e prende il nome di squash. In Italia ancora non hanno preso particolarmente piede ma sono un sostituto perfetto per la pasta. Come si ottengono? Dall’interno di una zucca particolare fatto a filamenti. La tipologia di zucca con cui si fanno gli spaghetti prende il nome di zucca spaghetti ed è facilmente coltivabile in giardino. Cosa la rende un sostituto ideale alla pasta a pranzo? Il fatto che abbia un sapore neutro che ricorda più quello delle patate che quello della zucca. L’apporto calorico è bassissimo: appena 31 kcal per 100 grammi.

Noodles di grano saraceno

I noodles di grano saraceno, altrimenti detti noodles soba, sono molto utilizzati nella cucina giapponese. Si tratta di spaghetti senza glutine, ideali per i celiaci. L’apporto di nutrienti è molto alto e le calorie veramente poche, se li si paragona alla pasta. I vantaggi dei noodles di grano saraceno? L’alto contenuto di magnesio e di rutina (utile per proteggere i capillari e mantenerli elastici). Anche le fibre abbondano in questa tipologia di spaghetti.

Spaghetti di riso per sostituire la pasta a pranzo

Anche in questo caso l’alimento di cui stiamo parlando proviene dall’Oriente. Si tratta di spaghetti fatti con la farina di riso, ideali anche per i celiaci e per chi vuole perdere peso. Questi spaghetti sono ricchi di vitamine del gruppo B, fibre e hanno una consistenza davvero simile a quella della nostra pasta. Tra i vari vantaggi questi spaghetti risultano anche più digeribili. Come condirli? Esattamente come si farebbe con la pasta!

Lasagne di zucchine o parmigiana di melanzane

Cercate il piatto perfetto per evitare di mangiare pasta la domenica a pranzo ma volete qualcosa che vi lasci la sensazione di averlo fatto? Ecco che allora la risposta giusta è utilizzare gustose verdure come melanzane e zucchine in sostituzione alla pasta quando si preparano i bei pranzi della domenica. La chicca? Utilizzare queste verdure per sostituire la sfoglia di pasta nelle lasagne e nei timballi avendo anche cura di mettere del formaggio vegetale al posto della classica mozzarella. La digestione sarò molto più semplice e le calorie assunte molte meno, garantito!

A cosa serve la dieta iperproteica? Tutto quello che c’è da sapere

Le diete iperproteiche solitamente vengono consigliate in due situazioni specifiche: in caso di denutrizione, magari dopo un periodo di malattia che ha destabilizzato il corpo, e in caso di attività fisica intensiva, come ad esempio il sollevamento pesi o il body building. Non è un regime che può essere seguito a oltranza. Le proteine, infatti, per loro natura vengono filtrate ed espulse dal corpo attraverso l’azione dei reni. Una dieta iperproteica inevitabilmente affatica queste ghiandole e ciò potrebbe avere delle ripercussioni anche serie sulla salute. Per questo, l’affiancamento di un medico e di un nutrizionista sono fondamentali. Ma a cosa serve la dieta iperproteica nello specifico? Quali sono i suoi vantaggi e svantaggi? Entriamo nel dettaglio per capire qualcosa di più.

A cosa serve la dieta iperproteica: benefici e controindicazioni

Una dieta iperproteica serve sia se si vuole aumentare la massa muscolare che perdere peso in breve tempo. Oltre a mantenere costanti i livelli di insulina, aumenta il metabolismo basale e stimola la lipolisi (dunque il dimagrimento). Visti gli effetti collaterali su reni e fegato, per eliminare l’azoto contenuto nelle proteine, è necessario associare sempre ad una dieta iperproteica un adeguato apporto di acqua. Proprio per il grande sforzo a cui sono sottoposti questi due organi, è un regime sconsigliato in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc).

Non mangiando grassi e zuccheri l’organismo usa i grassi di riserva per il fabbisogno calorico. Trarre i grassi dalle zone di scorta è parte integrante del processo di dimagrimento: l’organismo diventa un bruciatore di grassi. I prodotti del grasso metabolizzato sono i chetoni, prodotti di scarto (espulsi tramite le urine) che tra l’altro frenano l’appetito, aiutando ulteriormente nel dimagrimento.

A cosa serve la dieta iperproteica: alcuni esempi famosi

Sono molte le diete iperproteiche diventate famose e molto diffuse al mondo. Di base, tutte propongono un’alimentazione a base di frutta, legumi, pesce, carne, salumi: cibi altamente proteici, insomma. Tra queste ci sono le diete:

  • Atkins, forse la più famosa dieta iperproteica, che in breve punta a ridurre la quota di carboidrati costringendo il corpo ad utilizzare i grassi e le proteine per ottenere energia;
  • Scarsdale, caratterizzata per essere una dieta lampo che promette risultati in brevissimo tempo;
  • Plank, anche questa altamente proteica, che consente di perdere peso già in due settimane, mantenendo il peso raggiunto per almeno 3 anni, senza ulteriore dieta, grazie al sovvertimento del metabolismo;
  • Dukan, che abbina a un’alimentazione molto rigorosa anche l’attività fisica, in particolar modo l’obbligo di camminata quotidiana.

Carne rossa: come sostituirla definitivamente nella dieta

Cosa mangiare al posto della carne rossa? Sono molte le ragioni per cui le persone decidono di sostituire questo alimento e tanti i vantaggi che ne conseguono. Vegetariani e vegani scelgono di non mangiarla per ragioni etiche, c’è chi decide di farlo per questioni di salute e altri ancora che preferiscono alternative con meno grassi. Vediamo allora quali sono le alternative valide per chi sceglie, per una ragione o per l’altra, di non mangiare più carne.

Perché sostituire la carne rossa?

Quali sono le ragioni valide per sostituire la carne rossa con altri alimenti a tavola? Partiamo dal presupposto che, nonostante la tradizionale cucina italiana sia molto legata alla carne, ci sono tantissime alternative più sane vegetali che possono essere proposte. Perché scegliere un’alimentazione vegetale e che, oltre alla carne rossa, elimina anche la bianca e il pesce? Le ragioni vanno ricercate prima di tutto nell’impatto ambientale che il consumo della carne ha sul nostro pianeta. Dal punto di vista etico si evita, inoltre, l’uccisione di miliardi di animali a scopo alimentare. Vediamo allora cosa mangiare al posto della carne rossa dando comunque al nostro corpo tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

Cosa mangiare al posto della carne rossa: 5 alimenti sostitutivi

Vediamo una lista di cinque alimenti sostitutivi che possono tranquillamente essere mangiati al posto della carne. In alcuni casi si tratta di cibi fatti apposta per sembrare carne, ideali per coloro che non optano per un’alimentazione 100% vegetale perché l’occhio vuole la sua parte.

Burger di carne finta

Sempre più diffusi nei supermercati, sono tantissime le aziende che creano prodotti che hanno l’aspetto di carne ma che carne non sono. Esistono veri e propri burger finti che imitano la carne in tutto e per tutto, dall’aspetto al sapore. Di cosa sono fatti? Proteine vegetali, solitamente derivanti dai legumi, abbinate al grano e ai grassi vegetali come l’olio di cocco. Cosa dà il colore della carne? Spesso e volentieri vengono usate le barbabietole a questo scopo.

Seitan

Il seitan deriva dalla lavorazione del glutine del frumento e, proprio per questo, non è adatto alle persone celiache. Utilizzabile per moltissime ricette e con un aspetto simile alla carne, il seitan contiene moltissime proteine e copre il fabbisogno quotidiano di questo nutriente senza alcun problema se abbinato a legumi come fagioli, ceci o piselli nella stessa giornata. L’aspetto del seitan lo rende perfetto per chi ama la carne!

Legumi

In termini di nutrimento i legumi sono il sostituto più adatto per la carne. Ceci, fagioli, piselli e chi più ne ha più ne metta sono anche molto comuni nella nostra tradizione culinaria. I legumi sono ideali per la nostra alimentazione poiché contengono un gran quantitativo di proteine vegetali. Ci sono moltissimi modi per cucinarli, dai burger alle polpette, così da poterli abbinare facilmente a una bella porzione di verdure e avere l’impressione di mangiare carne.

Tempeh

Chiamato anche carne di soia, il tempeh di ottiene facendo fermentare i fagioli di soia gialli. Ricco di fibre, vitamine e proteine, risulta molto più digeribile dei fagioli di soia stessi per via della fermentazione. Come si può utilizzare? Per preparare uno spezzatino vegetale, il ragù o gli spiedini. Questo alimento è super versatile e può entrare a far parte di moltissimi piatti.

Tofu

Si tratta di un formaggio vegetale prodotto dalla cagliatura del latte di soia pressato in blocchi. Spesso utilizzato nelle diete perché poco calorico, il tofu è ricco di proteine vegetali, povero di carboidrati e assolutamente privo di colesterolo. A differenza del seitan, il tofu può essere mangiato anche da chi è celiaco poiché totalmente privo di glutine. Anche in questo caso si tratta di un cibo facilmente consumabile in modi diversi visto anche il suo sapore neutro.

Differenza low fat low carb: quale dieta scegliere?

Differenza low fat low carb: facciamo chiarezza tra queste due tipologie di alimentazione molto diverse l’una dall’altra. Sicuramente tagliare un macronutriente piuttosto che un altro fa la differenza ed è una scelta che va ponderata sulla base dell’individuo che decide di intraprendere la dieta, sulle sue condizioni fisiche, sulle sue necessità, sul suo stile di vita e sugli obiettivi prefissati.

Per questo, più che improvvisarsi esperti nutrizionisti, sarebbe opportuno affidarsi alle mani di competenti in materia che possano indirizzare e guidare al meglio nel percorso. Quindi meglio tagliare i carboidrati (low carb) o i grassi (low fat)?

Differenza low carb low fat

Differenza low fat low carb: entriamo nel dettaglio. La corrente di pensiero low fat nasce verso la fine degli anni 70, quando i problemi della sovralimentazione E del sovrappeso cominciano a diffondersi massicciamente in Occidente. La colpa viene attribuita ai grassi e si comincia a diffondere il messaggio che una dieta povera di grassi migliora i valori del colesterolo, favorisce il dimagrimento e purifica l’organismo. A quel punto è tutto un fiorire, in commercio, di prodotti light. Alcuni decenni dopo, quelle teorie (comunque con fondamento scientifico) vengono ribaltate da altri test clinici e altri studi ugualmente validi. Si dimostra che abbassare i grassi nella dieta non è la scelta adatta a tutti, perché in alcuni casi può addirittura rivelarsi controproducente. Sono, dunque, i carboidrati e gli zuccheri quelli da ridurre/azzerare.

Low fat

La dieta low fat è un tipo di approccio alimentare brucia grassi, una strategia che punta a massimizzare la perdita di grasso abbassando, appunto, l’apporto di grassi. Innalza anche il metabolismo basale, che tradotto vuol dire un maggiore consumo di calorie a riposo. È consigliata solo a chi ha basse percentuali di grasso, intorno all’8%-10% e per un periodo di tempo limitato, 9-12 settimane. Importante è anche avere un quadro metabolico ottimale per prevenire gli spiacevoli effetti negativi causati dalla quasi totale assenza dei grassi. Il regime low fat prevede l’eliminazione di cibi grassi e alimenti saturi. Tutti gli altri alimenti possono essere mangiati, ma in dosi e orari ben precisi. Purtroppo questa dieta causa un costante senso di fame, perché  il fabbisogno calorico rimane alto e la leptina (l’ormone che provoca senso di sazietà) viene eliminata velocemente.

Low carb

Una dieta povera di carboidrati abbassa la serotonina e aumenta la produzione di adrenalina. Questo rende più attivo l’individuo e il corpo si mobilita per bruciare più in fretta le proprie riserve. Questo significa bruciare più calorie e più grassi in eccesso. La restrizione dei carboidrati abbassa anche la produzione di insulina. Inizialmente si perde peso facilmente, ma si tratta soprattutto di perdita di acqua: non ci sono più carboidrati a trattenerla. Ma al calo di peso dovuto all’eliminazione di acqua, corrispondono anche un calo di energie, di forza e di resistenza e una diminuzione della massa muscolare. Può anche portare problemi di riposo notturno.

Dieta del digiuno intermittente: dimagrire e aumentare la massa muscolare

Nel percorso di dimagrimento è sempre bene affidarsi a medici e nutrizionisti che sappiano consigliare la scelta più adatta, a seconda del proprio stile di vita, delle proprie necessità, delle proprie condizioni di salute. Le diete disponibili sono tante, si differenziano proprio in base a questi aspetti. Alcune sono alquanto estreme e dalla efficacia dubbia, in alcuni casi viene addirittura proposto il digiuno. Nella dieta del digiuno intermittente, infatti, si propone un piano alimentare di questo tipo, basato su periodi in cui si mangia e altri in cui non si ingerisce alcun alimento. La dieta del digiuno intermittente è molto rigorosa e va seguita in modo strettamente rigido, anche se gli schemi possibili sono diversi.

Dieta del digiuno intermittente: i piani alimentari

La dieta del digiuno intermittente non lascia molto spazio a flessibilità e spontaneità. Ci sono tre diversi schemi che si possono seguire:

  1. Si suddivide la giornata in due parti, 8 ore in cui si mangia e 16 ore in cui si digiuna.
  2. Due giorni a settimana (non consecutivi) si riduce l’apporto calorico a un massimo di 500/600 calorie e nei restanti giorni si può mangiare quello che si vuole.
  3. Si mangia un giorno sì e uno no.

Dieta del digiuno intermittente: come funziona

La dieta del digiuno intermittente prevede un consumo limitato di zuccheri, alcolici, carboidrati e grassi. Sì a proteine magre, cereali integrali, frutta e verdura. Importante è capire che la restrizione calorica non deve arrecare carenze nutrizionali, dunque bisogna bilanciare ciò che si assume senza arrecare danni alla salute e all’organismo, magari aggravando patologie preesistenti o incentivando comportamenti scorretti.

Non è per tutti, ma è un buon metodo per ridurre il grasso corporeo e orientarsi verso un’alimentazione sana ed equilibrata, con l’inserimento di attività fisica. In questo modo:

  • cambia l’equilibrio ormonale e il corpo impara a fare un buon uso delle riserve di grassi;
  • migliora la sensibilità insulinica così da bruciare più grassi;
  • aumenta la secrezione dell’ormone della crescita (GH) così da accelerare la sintesi proteica, rendere i grassi disponibili come risorsa energetica e mettere sù muscoli;
  • si attiva l’autofagia, che rimuove le cellule danneggiate, contribuisce al rinnovo cellulare e supporta i processi rigenerativi;
  • il corpo impara a processare in modo più efficiente il cibo consumato.

Efficacia della dieta del digiuno intermittente

Questa dieta è molto efficace se combinata con lo sport, perché si brucia molto più  grasso corporeo, ma è bene tenere a mente alcune cose. L’ideale è includere nella routine sessioni di allenamento della forza e assumere tante proteine; inoltre sarebbe meglio pianificare gli allenamenti prima del pasto più abbondante del giorno, evitandoli nelle fasi di digiuno. È sconsigliato a chi soffre di diabete o pressione alta o alle donne in attesa o in allattamento.