Zuppe invernali: ricetta a base di legumi e cereali

La voglia di pasti caldi aumenta con l’avvicinarsi dei primi freddi. E le zuppe invernali sono una vera coccola, perché sono un pasto ricco, saporito ma soprattutto sano. Costituiscono un’ottima idea per un pasto unico che vada ad esaltare il sapore delle verdure, donando loro un gusto ancora più aromatico.

Ovviamente di zuppe invernali ne esistono di moltissimi tipi, per ogni gusto e ogni esigenza, ad esempio quella a base di broccoli e spinaci. Ma si possono usare davvero tutti i tipi di ortaggi nelle zuppe invernali, insaporendo il tutto con erbe e aromi a proprio piacimento.

Quella riportata di seguito è un’idea che vede protagonisti legumi e cereali, che hanno un costo basso e sono davvero molto facili da reperire in ogni supermercato. Ne esistono anche di già pronti, oltre che quelli secchi. La ricetta con legumi e cereali può essere consumata sia calda, durante i freddi giorni d’inverno, che più tiepida nel resto dell’anno. Contiene diversi tipi di fagioli (cannellini, borlotti, buni, con occhio, neri e adzuki) e in più piselli, lenticchie (verdi e rosse), farro e orzo perlato. Insomma, un mix davvero sostanzioso di legumi e cereali, che ovviamente possono essere anche sostituiti come più si desidera, magari eliminandone qualcuno che non si ha a disposizione o che non si gradisce. Una porzione contiene 351  calorie.

Zuppe invernali: ingredienti della zuppa con legumi e cereali

  • Legumi e cereali misti 500 g
  • 2 carote
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cipolla
  • 2 patate
  • Pomodori 200 g
  • 1 spicchio di aglio
  • 1l brodo vegetale
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Aromi (salvia, alloro, timo, rosmarino)

Istruzioni

  • Prepara un trito con cipolla, aglio, sedano e carote da far soffriggere per pochi secondi.
  • Aggiungi cereali e legumi. Attenzione: ricorda di metterli in ammollo la sera prima, sia quelli secchi che quelli pronti, così da averli già morbidi e pronti alla cottura.
  • Copri tutto con brodo vegetale. Attenzione: per una versione davvero light della ricetta, si può omettere il soffritto e aggiungere direttamente il brodo al trito e al mix di legumi e cereali.
  • Unisci anche i pomodori spellati e tagliati a cubetti e le erbe aromatiche.
  • Quando arriva al bollore copri con un coperchio e continua la cottura a fuoco molto lento, per almeno un’ora, aggiungendo altro brodo se necessario, qualora si asciugasse troppo.
  • Mezz’ora prima della fine della cottura aggiungi le patate tagliate a cubetti piccoli.
  • A fine cottura aggiusta con sale e pepe.
  • Servi la zuppa calda o tiepida, semplicemente con un filo d’olio a crudo.

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Scaldati con il cavolfiore e quinoa al gratin

Con il freddo viene sempre più voglia di piatti caldi, io in particolare amo di questa ricetta la base cremosa della besciamella leggera in coppia con il sapore unico del cavolfiore arrosto. Questo piatto di cavolfiore e quinoa al gratin  con l’aggiunta di cereali è una cena in versione light perfetta.

INGREDIENTI cavolfiore al gratin

  • 1 testa di cavolfiore media
  • 1 scalogno medio
  • 2 cucchiaini di olio d’oliva

 

Per la salsa

  • 2 cucchiai di burro non salato
  • 2 cucchiai di farina integrale
  • 1 1/2 tazza di latte intero
  • 1 1/2 tazza di formaggio light tritato
  • sale 1/4 cucchiaino
  • 1 tazza di quinoa
  • 1/2 tazza di parmigiano grattugiato (vedi nota)
ISTRUZIONI
  1. Scalda il forno a 200. Taglia il cavolfiore a pezzi e trita lo scalogno. Metti in teglia. Cospargi con l’olio d’oliva e mescola fino a quando il cavolfiore e lo scalogno sono ben rivestiti.
  2. Arrostisci per 25 minuti fino a quando il cavolfiore inizia a essere dorato.
  3. Intanto, sciogli il burro in una casseruola a fuoco medio-basso. Poi aggiungi la farina. Cuoci per un minuto, fino a quando la farina è ben amalgamata con il burro. Sbatti con il latte e cuoci finché la salsa è addensata sufficientemente (deve rivestire il dorso di un cucchiaio di legno). Togliere dal fuoco e mantecare con il formaggio grattuggiato e il sale.
  4. Quando il cavolfiore è fatto, aggiungi il  miglio cotto. Poi versa la salsa sopra il composto. Mescola fino a quando il gratin è combinato. Cospargi con il parmigiano e posiziona il gratin di nuovo in forno. Cuoci in forno per 25 minuti o fino a quando il formaggio è sciolto e appunto gratinato e la parte superiore è leggermente dorata.

La dieta mediterranea scioglie il grasso del fegato

Come superare la steatosi epatica grazie all’alimentazione

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Una ricerca condotta presso l’Università Federico II di Napoli dimostra che ad essere vincente contro la steatosi epatica è una dieta multifattoriale, ricca in carboidrati a basso indice glicemico (cereali integrali e legumi), acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva), acidi grassi omega 3 e omega 6 (presenti nel pesce e nella frutta secca a guscio), vitamine e polifenoli (presenti in frutta, verdura, tè, caffè).

Questo approccio dietetico, tipico della dieta mediterranea, può portare a una riduzione del 40 per cento del grasso accumulato nel fegato. Un risultato importante, visto che per questa condizione non esiste ancora una terapia farmacologica.

La dieta è un alleato contro il cancro al colon

Se sbagliata diventa però un fattore di rischio

Ciò che mangiamo ha un’influenza diretta sul rischio di insorgenza del cancro del colon. Secondo alcune stime realizzate negli Stati Uniti, almeno il 5% dei tumori del colon sarebbe riconducibile a un regime alimentare sbagliato.

Lo studio dei ricercatori della Tufts University di Boston, pubblicato su JNCI Cancer Spectrum, ha preso in esame i tumori al colon registrati negli Usa nel 2015.

Il 5,2% (80.110) era attribuibile a una dieta sbagliata. I fattori di rischio alimentare più importanti sono lo scarso consumo di cereali integrali e di latticini, e al contrario l’eccessivo consumo di carni lavorate.

Cancro al colon, le diete sono un fattore di rischio

Un regime alimentare sbagliato aumenta le probabilità

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Parlando di tumore e, nello specifico, di tumore del colon, la dieta rappresenta un’arma a doppio taglio, un Giano bifronte.

Se è infatti vero che una dieta sbagliata può favorire l’insorgenza del cancro del colon, è altrettanto vero che un adeguato stile alimentare può fare molto per prevenire questo tipo di tumore.

È dunque importante imparare a riconoscere gli epic fail della dieta, le ‘bucce di banana’ che possono far levitare il rischio di tumore; ma altrettanto importante è familiarizzare con gli alimenti amici della salute, scudo e difesa contro il tumore. A questo riguardo, possono venire in aiuto alcuni importanti lavori scientifici di recente pubblicazione che hanno permesso di calcolare la percentuale di nuovi casi di tumore attribuibile a un’assunzione inadeguata di alcuni alimenti.

Cosa aggiungere ai fiocchi d’avena per rendere la colazione proteica?

I fiocchi d’avena sono una costante nel programma alimentare di molte persone a dieta o che curano in maniera particolare l’alimentazione per raggiungere determinati obiettivi di fitness.

Informazioni nutrizionali sui fiocchi di avena

I fiocchi d’avena sono utilizzati principalmente per la colazione o per le preparazioni dolci. 100 grammi di fiocchi d’avena portano circa 68 calorie. Contengono circa 2,4 grammi di proteine, 12 gr di carboidrati e solo 1,4 gr di grassi. Tra le altre proprietà troviamo anche che sono

  • ricchi di antiossidanti
  • fonte preziosa di fibre
  • utili nella perdita di peso in eccesso

Come sappiamo tutti una colazione proteica ci permette di rimanere sazi più a lungo, allora cosa aggiungere ai fiocchi d’avena per rendere la colazione proteica?

Yogurt greco o Kefir. Per le colazioni veloci e on the go, nonchè per gli spuntini, lo yogurt greco rappresenta la più rapida aggiunta proteica che puoi fare ai fiocchi d’avena. Un vasetto di yogurt greco (Fage 0% ad esempio) contiene in 170 grammi di prodotto circa 10 grammi di proteine. In alternativa puoi utilizzare anche il kefir che di certo apporta meno proteine e più grassi rispetto allo yogurt greco allo 0%.

Shake proteico. Anche se non sei un’appassionata delle proteine in polvere, di certo sono la fonte più proteica in assoluto che puoi aggiungere ai fiocchi d’avena. I classici 3 scoop di prodotto apportano circa 30 grammi di proteine. Puoi anche frullare i fiocchi d’avena, polverizzandoli quasi, e aggiungerli allo shake. Se invece preferisci mangiare i fiocchi d’avena come cereale, puoi aggiungerli ad un composto a base di latte di mandorle e proteiene in polvere (meglio se alla vaniglia) e farli riposare in un vasetto di vetro per tutta la notte. Il giorno dopo puoi gustarli a colazione con un tiopping di mandorle per un ulteriore aggiunta di fibre e proteine.

Uova. Le uova, si sa, sono un jolly in cucina. In questo caso puoi abbinarle ai fiocchi d’avena cucinando semplicemente dei pancakes. Anche in questo caso, puoi aggiungerli dopo averli frullati al composto per i pancakes oppure semplicemente aggiungerli come cereali per dare una diversa consistenza al pancake.

10 modi in cui gli zuccheri fanno male alla tua salute e alla tua bellezza

Chi non ha indugiato in dolci, gelati, merendine e zuccheri vari ed eventuali alzi la mano. Siamo certe che pur potendo, riusciremmo a vedere appena due o tre mani alzate. Volendo essere ottimiste. Non è facile, ma il momento è sempre quello giusto per mettere da parte quella che è stata definita una delle dipendenze più difficili da combattere del secolo in cui viviamo.

Se ancora non sei convinta ecco 10 modi in cui gli zuccheri fanno male alla tua salute e alla tua bellezza

Possono provocare malattie cardiache. Secondo diverse fonti autorevoli lo zucchero può portare ad un accumulo di grasso in eccesso, che si traduce in malattie del fegato, contribuendo al diabete e all’insorgenza di malattie cardiache.

Causano carie dentali. Beh di certo questa è la problematica che anche da bambine, da brave mangiatrici di zucchero, ci siamo abituate ad affrontare. Troppi gelati e merendine, ci hanno spesso portate dal dentista. Ormai sei adulta, cerca di abbandonare un certo tipo di abitudini!

Provocano mal di testa comprese le emicranie. Mangiare alimenti troppo carichi di zuccheri, e nutrirsi solo ed esclusivamente di quelli, può causare mal di testa. Questo a causa dei cosiddetti picchi glicemici.

Possono causare depressione. Secondo la rivista Psycology Today, una dieta troppo carica di zuccheri può avere effetti negativi sulla tua salute mentale. Gli alti e bassi causati dai picchi glicemici potrebbero provare oscillazioni dell’umore. Alcune ricerche collegano il consumo di zucchero alla depressione.

 

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Possono causare problemi alla vista. Come succede nei diabetici, possono essere delle problematiche legate alla capacità di vedere in maniera nitida.

Causano obesità. Una dieta ricca di zuccheri, come quelli presenti in bevande, caramelle, dolci, gelati, cereali, può aumentare i livelli di insulina nel sangue aumentando la probabilità di trasformare l’energia derivata dal cibo in cellule di grasso.

Possono comportare disidratazione. Soprattutto quando raggiunge livelli elevati nel sangue. I reni iniziano a produrre più urina per eliminare gli zuccheri e fluidi, con il risultato di rimanere disidratata.

Ti faranno sembrare più vecchia di quello che sei. Le molecole di zucchero si attaccano al collagene e all’elastina presente nella pelle tramite un processo tale per cui ti ritroverai con più rughe.

Possono causare squilibri ormonali. Una dieta ricca di zuccheri può avere degli effetti significativi sugli estrogeni ad esempio, responsabili di numerosi processi all’interno del corpo.

Possono provocare effetti negativi sulla memoria. Come riporta la rivista Forbes, secondo uno studio di un’Università Americana, gli zuccheri possono non solo avere effetti sulla memoria, ma provocare danni al cervello a 360°

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Ferro negli alimenti: le cose che devi sapere

Il ferro è un micronutriente essenziale per la produzione dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi oltre che della mioglobina, proteina che si lega all’ossigeno presente nelle fibre muscolari.

Il ferro che viene introdotto con la dieta viene poi trasportato da una proteina chiamata trasferrina ed è accumulato nel fegato sotto forma di ferritina, una proteina di deposito dal quale il corpo attinge quando vi è una mancanza di ferro per mantenere i livelli di ferro nel sangue ottimali.

Perciò per valutare una mancanza di ferro oltre che sul numero dei globuli rossi, bisogna valutare anche i livelli di ferritina.

 

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I legumi si prestano a tante ricette e preparazioni, quando inizia a fare caldo però spesso vengono eliminati dalla nostra alimentazione ed invece possono essere utilizzati per preparare delle ottime insalate. Insalata di riso integrale, grano saraceno, tonno e pomodorini condita con un filo di olio extravergine. #nutrizione #ricettadelgiorno #nutrizionista #alimentazione #drvalentinapalladino #fitinhub #ricetta #ricettafacile #cucina #lunch #alimentazionesana #alimentazionesportiva #nutrizionista #lericettedellanutrizionista #ricette #foodporn

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Abbiamo perdite regolari di questo minerale che possono essere riequilibrate con un’adeguata alimentazione e negli alimenti il ferro è presente in due forme diverse:

  • Ferro eme, di più facile assimilazione presente in carni e pesci.
  • Ferro non-eme che si trova invece in alimenti di origine vegetale, il cui assorbimento però può essere influenzato dalla presenza di inibitori sulla parete intestinale, ed è per questo che si consiglia l’assunzione di vegetali che contengono buone quantità di ferro in associazione ad alcuni alimenti contenenti ad esempio vitamina C come i pomodori o alcuni agrumi o acido citrico come il limone che ne aumentano l’assorbimento.

Ci sono inoltre sostanze che ne riducono l’assorbimento come ad esempio i tannini presenti in tè e caffè per cui sarebbe preferibile berli lontano dai pasti (o ad esempio aggiungere al tè del succo di limone) ed i fitati, queste sostanze presenti nei legumi e cereali integrali ostacolano l’assorbimento di alcuni nutrienti e del ferro stesso, per ridurne l’effetto basta lasciare questi alimenti a bagno in acqua tiepida per alcune ore prima di cuocerli.

 

Macronutrienti e micronutrienti: 6 modi per assicurarsi di assorbirli

In generale, la maggior parte della popolazione ha un concetto di mangiare molto lontano da quello che è il nutrirsi, nutrire il proprio corpo con tutti i macronutrienti e micronutrienti di cui la natura ci fornisce. 

Come sappiamo, la prima digestione inizia in bocca, ed è un complesso processo innescato da enzimi che si trovano nella saliva e che per primi iniziano a “smantellare” gli amidi, gli acidi contenuti nello stomaco digeriscono le proteine, mentre i grassi vengono digeriti nell’intestino ed è qui che avviene il maggior assorbimento dei nutrienti.

Spesso però capita che ad interferire con questo processo ci sono una serie di abitudini sbagliate, stress o problemi di varia natura e così ci si sente stanchi, affaticati, gonfi ecc. 

Macronutrienti e micronutrienti: 6 modi per assicurarsi di assorbirli

1.Prima di tutto RALLENTA. Se sei il primo a svuotare il piatto, c’è una buona probabilità che tu non mastichi accuratamente i tuoi pasti. La masticazione è un processo fondamentale della digestione perché è tramite questa che vengono attivati i primi enzimi digestivi soprattutto per quanto riguarda i carboidrati, ma non solo. Cerchiamo quindi di masticare almeno 20/30 volte un boccone finché questo non assuma una consistenza giusta per poterlo mandare giù. Non solo ci sentiremo meno gonfi, ma avremo assorbito maggiormente i nutrienti in esso contenuti. 

2. CALMATI E GODITI IL PASTO. Il pasto dovrebbe essere sempre affrontato con calma, sedendosi ed assaporando ogni boccone. Questo perché quando si è in uno stato di stress o si fanno più cose contemporaneamente il cervello rilascia “ormoni dello stress” e questo è determinante, seppur indirettamente, all’insorgenza di disturbi digestivi ed irregolarità nello svuotamento gastrico. 

3.COMBINA GLI ALIMENTI Alcuni micronutrienti vengono assorbiti dal nostro corpo più lentamente quando mangiati da soli. Questo è il caso del ferro contenuto negli spinaci, ad esempio, che viene assorbito molto più rapidamente se consumati con una fonte di vitamina C come il limone. O ancora le vitamine liposolubili A, D, K ed E hanno bisogno di acidi grassi per l’assorbimento, quindi abbina alimenti ricchi di questi nutrienti, come le verdure, con una fonte di grassi sani, come noci o olio extravergine d’oliva. 

 

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Riso integrale, Ceci, Feta e Cavolo Romano @fitinfood_it #ricettadelgiorno #nutrizione #alimentazionesana #prevenzione #piattounico #nutrizionista #healthyfood

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4.FAI UN BILANCIO POST-PASTO Potresti avere un’intolleranza (reale e cronica non momentanea) e non saperlo. Circa il 65% delle persone in tutto il mondo sono intolleranti al lattosio ad esempio. L’infiammazione che si crea a livello intestinale quando si assumono alimenti ai quali si è intolleranti può inibire l’assorbimento dei nutrienti a livello intestinale. Può aiutare a scoprirlo in un primo momento la valutazione personale post pasto contenete quel particolare alimento, se si avvertono dolori intestinali o eccessivo gonfiore si può pensare ad una intolleranza che deve essere però accertata con gli specifici test, in questo caso l’unico test valido per l’intolleranza al lattosio è il Breath test o Test del Respiro. Chiedi comunque sempre prima consiglio al tuo medico. 

5.“BEVI” I NUTRIENTI Di base non bisogna “bere” calorie liquide, ma ciò vale per le bevande zuccherate e gassate. Ok invece per gli estratti di frutta e verdura che sono un vero e proprio concertato di vitamine. 

6.PRENDITI CURA DEL TUO MICROBIOTA Il nostro intestino è popolato da miliardi di batteri che svolgono attività metaboliche e nutrizionali, hanno funzioni protettive e stimolano la risposta immunitaria di fronte all’attacco di agenti patogeni residenti o arrivati dall’esterno. Tutti i microrganismi dell’intestino, in parte autoctoni e in parte di origine ambientale, fanno parte del cosiddetto microbiota. Una dieta ricca ricca di zuccheri e grassi (animali prevalentemente) possono andare a modificare la composizione del microbiota rendendo il nostro intestino più esposto a malattie autoimmuni, mentre una dieta ricca di fibre provenienti da legumi, cereali integrali, verdure e frutta, assicura una varietà microbica essenziale per la protezione del nostro intestino dagli attacchi esterni.

Ricetta salata: Nugget proteici di pollo al forno

Sembra uno sgarro ma in realtà non lo è, perchè i nugget proteici di pollo sono cotti  al forno e l’impanatura è fatta di cereali a basso contenuto di carboidrati. Sono una valida alternativa se ormai pollo alla piastra o al forno non ti soddisfano più. Facilissimi da fare, sono l’ideale anche come assaggini da proporre per serate casual con amici.

Nugget di pollo al forno

Ingredienti Nuggets di pollo  proteici

  • petto di pollo
  • latte scremato
  • cereali a basso contenuto di carboidrati
  • albumi
  • paprica
  • curcuma
  • sale e pepe

    • Imetec Cukò Robot da Cucina Multifunzione con Cottura, Multicooker con 3 Programmi Automatici per Risotti, Pasta e Vellutate, 10 Funzioni, 570 W, 4 Porzioni, con Ricettario

    • Moulinex HF802AA1 Cuisine Companion Robot da Cucina Multifunzione con 6 Programmi Automatici

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Come procedere

  • tagliare il petto di pollo a quadrotti per renderlo più morbido
  • lasciarlo una notte a marinate nel nel latte scremato.
  • tritare i cereali e mescolarli con con paprika curcuma sale e pepe
  • passare il pollo negli albumi, impanare e infornare
  • versare a filo l’olio e infornare a 180gradi