Arriva la neve, un colpo al cuore

Temperature basse e fatica fisica mettono a dura prova le coronarie

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Uno sforzo fisico intenso con il freddo potrebbe essere fatale. Già di per sé il freddo non è amico del cuore perché causa vasocostrizione, cioè il restringimento dei vasi sanguigni che portano il sangue a cuore e cervello, con conseguente aumento della pressione arteriosa.
Se poi svolgiamo un’attività intensa come spalare la neve, allora il rischio sale. A ricordarlo sono gli esperti dell’American Heart Association coordinati da Barry Franklin dell’Università di Oakland, che hanno realizzato un documento sui possibili rischi legati all’attività fisica invernale.
Lo sforzo fisico, unito al freddo, può provocare una carenza improvvisa di sangue e ossigeno, con conseguente rischio di infarto. Quando si spala la neve, i battiti cardiaci e la pressione aumentano pericolosamente, arrivando a livelli riscontrabili durante una prova da sforzo sul tapis roulant. Situazione pericolosa …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Autismo, i problemi di linguaggio dipendono dalla corteccia

La corteccia temporale superiore è meno reattiva

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Uno studio americano pubblicato su Nature Human Behavior da ricercatori dell’Università della California di San Diego ha evidenziato le peculiarità del cervello dei bambini autistici, scoprendo il motivo per cui non rispondono al baby talk, il linguaggio affettuoso che usano i genitori con i neonati.
La causa risiederebbe nella ridotta reattività della corteccia temporale superiore, l’area del cervello che elabora suoni e linguaggio. Nei soggetti autistici, la corteccia temporale superiore reagisce con minor reattività alle emozioni espresse dal genitore rispetto a quanto avviene con i bambini sani.
Lo studio ha combinato sistemi di imaging cerebrale, monitoraggio oculare e test clinici, valutando un totale di 71 bambini e 14 adulti. “I risultati ci hanno indotto a ritenere che la bassa capacità dei bambini con disturbo dello spettro autistico di prestare attenzione agli stimoli del …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | autismo, linguaggio, cervello,

Cosa c’è dietro il ricambio neuronale

Decifrato il software che regola il rinnovamento del sistema nervoso

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Il ricambio neuronale è fondamentale per lo sviluppo, la conservazione e il rinnovamento del nostro sistema nervoso. È finemente regolato da stimoli contrapposti, che possono sostenere la sopravvivenza dei neuroni o indurne l’apoptosi, un suicidio cellulare geneticamente programmato. La disfunzione dei meccanismi molecolari coinvolti nel ricambio neuronale è alla base di condizioni patologiche e può causare difetti dello sviluppo, tumori o malattie neurodegenerative.
“È da tempo che siamo sulle tracce dei meccanismi che governano la vita e la morte dei neuroni”, afferma Sebastiano Cavallaro, dirigente di ricerca dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Cnr-Irib), responsabile del laboratorio di genomica a Catania e coordinatore della ricerca pubblicata sulla rivista Cells, “Abbiamo per la prima volta decifrato l’insieme delle istruzioni che controllano questi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Idratarsi aiuta il buon umore

Stato d’animo migliore grazie a un adeguato apporto d’acqua

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L’acqua rappresenta una vera e propria alleata delle persone nella vita di tutti i giorni, non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico. È stata, infatti, dimostrata la correlazione fra una corretta idratazione e lo stato del proprio umore, dovuta, in primis, al fatto che il nostro tessuto cerebrale è costituito per circa l’85% da acqua.
“Una buona idratazione, oltre a essere fondamento del benessere del nostro organismo in generale, rappresenta un importante indice di un corretto equilibrio dell’umore” – spiega il professor Umberto Solimene dell’Università degli Studi di Milano ed esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino – “L’acqua facilita il trasporto di triptofano – l’aminoacido che viene convertito nel cervello in serotonina – aumentando quindi il livello di questa sostanza nel nostro corpo e limitando di conseguenza anche il cattivo umore. Inoltre, come sostenuto da F. …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | acqua, idratazione,

Lo sport all’aperto fa bene, ma se c’è smog di meno

L’inquinamento atmosferico incide in maniera negativa sui benefici

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Fare jogging o altre attività fisiche all’aperto fa bene, ma se l’inquinamento atmosferico è elevato i benefici si riducono. È quanto sostenuto da una ricerca dell’Università dell’Arizona di Tucson pubblicato su Neurology.
“L’esercizio fisico fatto energicamente può aumentare l’esposizione all’inquinamento atmosferico e studi precedenti hanno già mostrato effetti negativi dell’inquinamento sul cervello”, ha detto l’autrice dello studio, Melissa Furlong, ricercatrice presso l’ateneo americano.
“Abbiamo dimostrato che l’attività fisica è associata a migliori marcatori della salute del cervello nelle aree con un minor inquinamento atmosferico”, ha aggiunto Furlong. “Tuttavia, alcuni effetti benefici sono essenzialmente scomparsi nei casi delle attività fisiche nelle aree con i più alti livelli di inquinamento atmosferico.
Questo non vuol dire che le persone dovrebbero evitarlo. Nel …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | sport, smog, cervello,

La chirurgia della cataratta protegge il cervello

Rischio di demenza e Alzheimer inferiore del 30 per cento

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Intervenire rimuovendo la cataratta ha un effetto protettivo sul cervello, riducendo il rischio di insorgenza della demenza o del morbo di Alzheimer. È quanto suggeriscono i risultati di un nuovo studio pubblicato su Jama Internal Medicine da un team della University of Washington School of Medicine secondo cui il rischio di malattie neurologiche dopo la chirurgia della cataratta diminuisce del 30%.
La ricerca, firmata da Cecilia Lee, ha coinvolto un campione di oltre 5.000 over-65 di cui oltre 3.000 seguiti per un tempo medio di 8 anni e controllati ogni 2 anni con test cognitivi.
Durante il follow up il 45% del campione si è sottoposto a cataratta. 853 soggetti hanno sviluppato demenza, 706 dei quali Alzheimer. “Questo risultato è veramente entusiasmante perché nessun altro intervento medico finora ha mostrato un’associazione così forte con la riduzione del rischio di demenza”, ha …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | cataratta, Alzheimer, demenza,

Neuroni artificiali contro le demenze

Microchip per riparare i buchi della rete cerebrale

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Cento miliardi di neuroni costituiscono il nostro patrimonio cerebrale. A volte questa ricchezza viene minacciata da malattie neurodegenerative che finiscono per mettere a repentaglio le connessioni presenti fra i neuroni. Per ovviare ai “buchi” prodotti da malattie come l’Alzheimer i ricercatori lavorano a neuroni artificiali su microchip, che funzionerebbero come ponti in grado di ripristinare le comunicazioni fra le cellule.
Questi dispositivi hanno già un nome – solid state neuron – e gli esperimenti condotti mostrano che possono comportarsi come i neuroni biologici. Sono quadratini di 5 mm2 e hanno bisogno di pochissima potenza per funzionare, appena 140 nanoWatt, circa un miliardesimo del fabbisogno energetico di un microprocessore standard.
Claudio Mariani, presidente ARD Onlus e già professore di neurologia all’Ospedale Sacco di Milano, spiega al Corriere della Sera: «Significa …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | neuroni, cervello, Alzheimer,

Forma di autismo causata da troppe sinapsi

La scoperta può aiutare a trovare nuovi trattamenti

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Lo spettro autistico è caratterizzato da una forte eterogeneità, con sintomi e disfunzioni a livello neurologico di diversa gravità e impatto. Ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’Università di Pisa, hanno individuato una forma di autismo causata da una specifica alterazione neuronale: la presenza di un eccessivo numero di sinapsi nella corteccia cerebrale. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, potrà guidare lo sviluppo di futuri trattamenti farmacologici mirati a ripristinare queste alterazioni.
Il gruppo di ricerca vede coinvolti Alessandro Gozzi, Coordinatore del Centro di Neuroscienze e Sistemi Cognitivi (CNCS) di IIT a Rovereto, Michael Lombardo, ricercatore senior di IIT, e il Prof. Massimo Pasqualetti dell’Università di Pisa. Gozzi e Lombardo conducono le proprie ricerche sul cervello anche grazie a finanziamenti da parte …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Una cura per la sindrome di Crigler-Najjar

Sicura ed efficace la nuova terapia genica sperimentata

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I risultati preliminari, riferiti alle prime tre pazienti trattate con successo, di una terapia genica per la cura della sindrome di Crigler-Najjar, sono stati presentati al Congresso della European Society of Gene & Cell Therapy (ESGCT).
Eseguita per la prima volta con successo nell’uomo all’Ospedale di Bergamo, la sperimentazione si è rivelata sicura ed è stato individuato il livello di dosaggio che ne garantisce l’efficacia. A soli dieci giorni dall’inizio della terapia, le pazienti hanno mostrato una decisa riduzione del livello di bilirubina nel sangue. Entro un mese il livello di bilirubina si assesta a un livello pressoché normale, non più tossico e quindi non più pericoloso per il cervello.
È una ragazza di 29 anni la prima paziente al mondo con sindrome di Crigler-Najjar trattata in modo efficace con la terapia genica. Il 18 novembre 2020 all’Ospedale di Bergamo i medici …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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