Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva, la cura

Studio internazionale dimostra l’efficacia di imatinib

Leucemia_5179.jpg

Una particolare forma di leucemia può essere curata efficacemente con imatinib. Lo dimostra uno studio clinico internazionale coordinato dal Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM) che ha coinvolto 78 centri
La ricerca ha dimostrato che la somministrazione dell’inibitore di crescita tumorale imatinib sin dalle prime fasi di trattamento con chemioterapia permette la remissione della malattia nella totalità dei pazienti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva (LLA Ph+), una particolare forma di leucemia legata a una mutazione del cromosoma 22, detto Philadelphia.

Lo studio, sostenuto da finanziamenti pubblici e da enti non profit, è pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Haematology.

Colangiocarcinoma, derazantinib farmaco di precisione

Nuova strategia di cura alternativa alla chemioterapia

Tumori_5969.jpg

Possibile una nuova strategia terapeutica per la cura del colangiocarcinoma grazie all’uso di derazantinib. Si tratta di un inibitore selettivo di FGFR2 indicato per la cura della neoplasia non operabile e non più responsiva alla chemioterapia.

A evidenziare l’efficacia della molecola è uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano pubblicato sul British Journal of Cancer.

I dati indicano che derazantinib riesce a stabilizzare la malattia in oltre l’80% dei casi, provocando una regressione nel 20% dei pazienti.

Vincenzo Mazzaferro, uno dei responsabili del progetto, spiega: “Alcuni studi di genetica molecolare su campioni prelevati da pazienti con colangiocarcinoma hanno dimostrato che in circa il 20% di questi tumori è presente una ‘traslocazione’ nel gene di un recettore cellulare
denominato FGFR2.

Ricetta torta in padella all’ananas con avena e latte di mandorla

Non è esattamente una ricetta torta in padella all’ananas di quelle fit, ma senz’altro una variante light che soddisfa la tua voglia di dolce, senza senso di colpa. Ideale per la colazione.

Ingredienti ricetta torta in padella all’ananas con avena e latte di mandorla

  • 270gr di avena
  • 70gr di stevia
  • 100 ml di latte di mandorla non zuccherato
  • 50 ml extravergine oliva
  • 50ml succo di ananas ( se hai tempo di farlo fresco anche meglio)
  • 3 uova
  • Ananas 365 gr
  • 3/4bustina di lievito
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaio di stevia
  • 1 noce di burro

Come procedere

  • Metti le fette di ananas tagliatele se preferite sul fondo della padella dopo averla leggermente imburrata
  • Prepara l’impasto mescolando uova, stevia, estratto di vaniglia e buccia di limone
  • Aggiungi olio, latte, la farina e il lievito
  • Unisci le parti restanti dell ananas.
  • Versa il composto nella padella, coprila e mettila sul fuoco tenendo una fiamma bassa
  • Muovi di continuo la padella durante la cottura (circa 20 minuti).

Odi il Natale? È la sindrome del Grinch

Un’area del cervello conserva le brutte esperienze pregresse

Varie_14273.jpg

Non è ancora iniziato il “girone” delle feste e c’è già chi si sta organizzando per snobbare gli inviti e rimanere lontano dalle luci di Natale, proprio come il “Grinch”.

Ma una spiegazione scientifica viene dal British Medical Journal e il commento di Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta a Milano, ci aiuta a capire perché succede e come sopravvive fino al 6 gennaio.

Dottor Formoso, quindi è provato anche scientificamente che ci sono persone che amano e altre che odiano il Natale?

Sicuramente sì e questo rafforza i risultati di altri ricercatori in scienze neurologiche dell’Università di Copenaghen che spiegano che nel cervello c’è una zona in cui è relegato il piacere e che l’atmosfera tipica delle feste la attiva proprio nel periodo natalizio.

Cancro al seno, trastuzumab emtansine lo cura

Il rischio di recidiva si riduce del 50 per cento

Tumore mammario_906.jpg

Il farmaco trastuzumab emtansine si è rivelato efficace nel trattamento del cancro del seno. Lo ha annunciato la casa farmaceutica Roche, presentando i dati dello studio di fase III KATHERINE.

Lo studio ha soddisfatto il suo endpoint primario dimostrando che trastuzumab emtansine, usato come agente singolo, ha ridotto in modo significativo (riduzione del 50%; HR = 0,50, IC 95% 0,39-0,64, p <0,0001) il rischio di recidiva o morte (sopravvivenza libera da malattia invasiva o iDFS, invasive disease-free survival) rispetto a trastuzumab, in trattamento adiuvante (dopo intervento chirurgico) nelle pazienti con carcinoma mammario HER2+ in fase precoce (eBC, early breast cancer) che avevano patologia residua (residuo patologico invasivo mammario e/o nei linfonodi ascellari) dopo il trattamento neoadiuvante (effettuato prima dell’intervento chirurgico).

Celiachia, grano antico o moderno?

Studio prende in esame le differenze

Intolleranze_14275.jpg

È proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso?

Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International.

Supercolazione

La colazione è il pasto più importante della giornata, quante volte ce l’hanno ripetuto? Ma alla lunga fette biscottate e biscotti possono stancare… ecco un’idea alternativa che unisce i benefici di avena, kefir (un superfood ancora poco popolare) e lamponi per iniziare la giornata con la giusta energia, e sicuramente con un sorriso.

Muesli di avena: l’avena è un ottimo ricostituente, è ricca di proteine, lisina, fibre, minerali (fosforo, ferro, potassio, calcio) e vitamine del gruppo B. Grazie al potere diuretico, è un cereale indicato per eliminare la cellulite.

Kefir: è considerato un alimento amico dell’intestino, perché oltre a contenere fermenti lattici (che garantiscono il corretto funzionamento dell’intestino, e favoriscono l’assorbimento delle vitamine) il kefir è ricco di sali minerali (calcio, magnesio, fosforo, zinco) e amminoacidi, ad esempio il triptofano che produce effetti benefici sul sistema nervoso. Inoltre, è ricco di vitamine del gruppo B e vitamina K, potenti antiossidanti che regolano il sistema renale.

Lamponi: ricchi di antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cellulare. Inoltre, hanno proprietà antinfiammatorie e diuretiche.

Cosa serveCosa serve (per 1 persona)

 

60 g di fiocchi d’avena

Kefir q.b.

5-6 lamponi

Miele

Come si preparaCome si prepara

 

Versare in una ciotola i fiocchi d’avena, aggiungere il kefir (quanto basta per ottenere un composto omogeneo e della consistenza preferita). Lasciare riposare in frigorifero per una decina di minuti, aggiungere i lamponi freschi e il miele.

5 esercizi per gli addominali che tengono alla larga il mal di schiena

Eseguire esercizi per gli addominali ha una doppia valenza: non solo scolpisce e rinforza l’addome, ma ti permette di metterti al riparo da mal di schiena principalmente in zona lombare.

La routine di allenamento consiste in 5 esercizi di stabilizzazione della parte centrale del corpo: bird dog, hollow body, front plank, side plank e back plank. Eseguendo questo workout riuscirai ad allenare la parte centrale del corpo da diverse angolazioni, a 360°.

Trattandosi inoltre di esercizi di stabilizzazione dell’addome, allenerai la parte centrare del corpo a sostenere la spina dorsale evitando movimenti che potenzialmente possono essere stressanti per la colonna vertebrale come le rotazione, flessione ed estensione.

Come eseguire l’allenamento:

Esegui ogni esercizio per 60 secondi facendo 15 secondi di pausa tra gli esercizi. Completa la routine per portare a casa il primo round. Ripeti il tutto per 3o 5 volte in totale.

5 esercizi per gli addominali che tengono alla larga il mal di schiena

1. Bird dog

2. Hollow-body hold

3. Front plank

4. Side plank

5. Back plank

 

Cancro al seno, funziona un farmaco a basse dosi

Tamoxifene dimostra la stessa efficacia con minori effetti collaterali

Tamoxifene, farmaco utilizzato per i tumori del seno intraepiteliali, funziona anche a basse dosi. Lo rivela uno studio italiano presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante congresso internazionale sul carcinoma alla mammella.

Il team, guidato da Andrea De Censi – direttore di Oncologia medica presso gli Ospedali Galliera di Genova – ha dimostrato che un dosaggio di soli 5 mg al giorno dimezza il rischio di recidive e di nuovi tumori al seno, diminuendo al contempo gli effetti avversi.

Finora, il dosaggio utilizzato era di 20 mg al giorno, e il trattamento durava 5 anni.

Purtroppo il tamoxifene è associato a un aumentato rischio di tumore dell’endometrio, la parte interna dell’utero, e a tromboembolia venosa oltre che alla comparsa di sintomi della menopausa che possono portare all’interruzione del trattamento – spiega De Censi.

Artrite reumatoide, l’inquinamento è un fattore di rischio

In soggetti predisposti aumenta le possibilità della malattia

Artrosi e artriti_5719.jpg

L’inquinamento costituisce un fattore di rischio per molte malattie, non ultima l’artrite reumatoide. Lo ha scoperto un team dell’Università La Sapienza di Roma diretto da Guido Valesini, che spiega: «Sulla base di questa nostra nuova osservazione si può ipotizzare che l’inquinamento atmosferico possa avere un ruolo non secondario, in soggetti predisposti e attraverso meccanismi complessi, nella patogenesi di alcune malattie immuno-mediate, come l’artrite reumatoide».

In particolare, il responsabile sarebbe il particolato emesso dai motori diesel Euro 4 ed Euro 5, come si legge sulle pagine di Cell Death & Disease.

I ricercatori hanno indagato il ruolo del particolato proveniente dallo scarico dei motori diesel nella modifica dell’attività biologica delle cellule epiteliali bronchiali normali (NHBE).