Dai riflettori del piccolo schermo all’Ironman, la fitspo che non ti aspetti: Brooke di Beautiful

Dai riflettori del piccolo schermo ai percorsi durissimi e faticosissimi dell’Ironman il passo non è brevissimo, ma nemmeno impossibile.

Come riportato da Sportdonna.it Katherine Kelly Lang, meglio conosciuta come “Brooke di Beautiful”, è sempre stata una sportiva, e in barba a chi dice che lo sport è solo per giovani, a 57 anni ha scoperto una passione per il triatlon.

Se ancora non siete follower, sappiate che vi state perdendo una grande dose di #motivation: il suo profilo Instagram ci racconta come l’attrice si alleni ogni giorno per partecipare a gare molto impegnative come l’Ironman delle Hawaii (insieme a Sean Astin, interprete del «Signore degli Anelli»), a settembre in Sudafrica al mezzo Ironman.

L’attrice è solita allenarsi con il fidanzato Dominique Zoida, 16 anni in meno di lei, con il quale affronta in bicicletta anche le ripide salide dei circuiti ciclistici di casa nostra (Le salite del giro d’Italia per intenderci) essendo tra l’altro anche appassionati del Bel Paese.

«Servono preparazione di base, sangue freddo, concentrazione, prontezza di riflessi e capacità di reazione agli imprevisti. E tanta determinazione». Dichiara l’attrice. A corredare tutta la sua passione per lo sport, l’attrice ha anche lanciato, di recente, una linea sportiva per appassionate di palestra, bicicletta e triathlon.

Che dire, avresti mai pensato che la tua prossima fitspo sarebbe stata proprio lei, Brooke di Beautiful?

 

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento? Le ragioni scientifiche e psicologiche

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento? Esistono davvero motivi fisiologici dietro la fame eccessiva nel giorno seguente ad un intenso esercizio fisico? Ebbene non è la tua immaginazione, ma esistono davvero fattori fisiologici e psicologici che entrano in gioco in questo comportamento.

La sensazione di fame, in un soggetto sano, può essere variamente influenzata da diversi fattori, come il livello di attività fisica, gli stati emotivi, l’assunzione di determinate sostanze, le modificazioni della temperatura ambientale (il freddo, per esempio, stimola la necessità di assumere cibo, mentre il caldo tende a inibirla), lo stato di pienezza del tubo gastroenterico (viene avvertita dall’attività di recettori viscerali) ecc.

Perchè ho sempre fame il giorno dopo l’allenamento: le ragioni scientifiche

Il meccanismo che regola la fame è localizzato nell’ipotalamo, in particolare il NUCLEO ARCUATO (ARC) è il nucleo deputato alla regolazione del bilancio energetico. I segnali di fame (o segnali oressigeni) e quelli di sazietà (segnali anoressigeni) sono legati all’azione di numerosi mediatori; quelli principali sono leptina, insulina e grelina.

I primi due informano l’organismo inviando segnali di sazietà, mentre la grelina agisce in modo opposto, inoltre nel nucleo arcuato ci sono 2 popolazioni di neuroni che esprimono neuropeptidi coinvolti nel in questi segnali, ma ci soffermeremo principalmente sugli ormoni che regolano il metabolismo che sono leptina, insulina, grelina, adiponectina.

  • Leptina – La leptina è un ormone proteico prodotto dal tessuto adiposo e la sua concentrazione plasmatica è correlata alla quantità di adipociti ed ai livelli di insulina. La leptina agisce sui vari recettori localizzati nell’ipotalamo inviando segnali di sazietà. La sua concetrazione varia esponenzialmente in funzione della massa grassa. Le concentrazioni crescono di notte e prima dell’alba e di giorno in funzione dell’assunzione di cibo La leptina svolge un ruolo critico nella risposta adattativa alla fame. La concentrazione di leptina inoltre diminuisce dopo breve periodo di digiuno (24-72 ore), in corso di un aumento dei livelli di testosterone e di estrogeni, ed è cronicamente ridotta durante l’esercizio fisico.
  • Insulina – L’insulina, come noto, è un ormone proteico secreto da cellule appartenenti a strutture endocrine del pancreas. La sua secrezione in circolo è, in sostanza, una risposta all’assunzione di carboidrati; essa praticamente gestisce il carico glucidico dopo un pasto. L’insulina, analogamente a quanto fa la leptina nei confronti dei lipidi, fornisce un segnale di abbondanza relativo ai glucidi.
  • Grelina – Alla grelina, un ormone scoperto nel 1999, è affidato il compito di segnalare la carenza di cibo. I livelli di grelina aumentano prima dei pasti e diminuiscono dopo l’ingestione di cibo, stimola quindi l’appetito e la secrezione di GH. La stimolazione dei recettori per la grelina porta alla stimolazione del rilascio dell’ ormone della crescita, ad un aumento della fame ed alla modulazione del metabolismo glucidico e lipidico. Lavora in maniera complementare alla leptina, nei soggetti obesi si riscontrano alti livelli di leptina e bassi di grelina.
  • Adiponectina – È un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati; sembra sia in grado di incrementare il consumo dei lipidi (per le funzioni vitali) e modulare l’effetto dell’insulina.

L’esercizio fisico incide sul metabolismo e sulla composizione corporea quindi sulla ridistrubuzione delle masse magra e grassa oltre che sul profilo lipidico. Uno studio in cui sono stati presi in esame soggetti sedentari, ha voluto dimostrare come l’esercizio aerobico possa modificare i valori di leptina, grelina e obestatina (quest’ultima è un peptide di 23 amminoacidi proveniente dallo stesso gene della grelina, anche se ha un effetto opposto).

I ricercatori suddivisero un gruppo di 24 soggetti sedentari in 2 gruppi: un gruppo sperimentale (sottoposto al protocollo di allenamento) ed un gruppo di controllo. Il gruppo sperimentale era sottoposto a 3 sedute settimanali di allenamento aerobico della durata di 30 minuti, per un periodo di 16 settimane. Come previsto, già dopo 8 settimane, i risultati del gruppo sperimentale mostravano un significativo calo del peso corporeo, della percentuale di massa grassa e dei livelli di leptina. Inoltre ci furono importanti variazioni dei livelli di grelina e obestatina.

5 cose da fare in palestra e ottenere il massimo dal tuo abbonamento annuale

5 cose da fare in palestra e ottenere il massimo dal tuo abbonamento annuale. Quanti di voi hanno pagato l’abbonamento annuale in palestra e poi non ne hanno mai di fatto usufruito? Non vogliamo nomi e cognomi, però riusciamo a darvi ben 10 motivi per cui se sei tra queste persone potresti sfruttare al massimo i soldi spesi.

5 cose da fare in palestra e ottenere il massimo dal tuo abbonamento annuale

Potresti utilizzare pesi più pesanti. Rispetto all’allenamento a casa, dove di certo difficilmente potrai usufruire di una gamma completa di pesi, la palestra può senz’altro venirti incontro. Inoltre ti ricordiamo che utilizzare carichi pesanti ti permette di sfruttare le fibre veloci che sono fondamentali per muoversi velocemente, sollevare oggetti pesanti, rinforzare al colonna vertebrale e la sua stabilità. E se la tua paura è quella di diventare Hulk, chiaramente è del tutto infondata: le donne non avendo molta concentrazione di testosterone, difficilmente si trasformeranno nel gigante verde.

Potresti allenare meglio la parte superiore del corpo durante le sessioni di cardio. Se sei una fan di tapis roulant, bike o step, sappi che utilizzando questi attrezzi non stai bruciando tutte le calorie che potresti. Aggiungere dei movimenti che coinvolgono anche la parte superiore del corpo, ti permette di bruciare più calorie ed essere più allenata a 360°. L’ellittica senz’altro ti permette di raggiungere l’obiettivo. Oppure sfruttando l’allenamento ad intervalli, potresti alternare allenamento della parte superiore del corpo con quello della parte inferiore.

    • Diadora DE3 Bicicletta Ellittica, Nero

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Riusciresti ad avere un piano coerente, per raggiungere i tuoi obiettivi. A seconda di quali siano i motivi per cui ti iscrivi in palestra, sappi che c’è un percorso di fitness per ognuno di essi. E non sono intercambiabili.

Ti sentirai più motivata durante l’esecuzione del workout. Ti capita mai di passare due ore in palestra e alla fine dell’allenamento sentirti come se non avessi fatto nulla? In maniera tale da raggiungere i tuoi obiettivi dovresti provare ad aggiungere intensità al tuo allenamento. Questo ovviamente va fatto sotto gli occhi vigili di una persona esperta, che sappia guidarti attraverso le fasi del tuo programma di allenamento.

Potresti sicuramente avvantaggiarti della conoscenza del trainer di sala. Sono specializzati nel comprendere ciò di cui hai bisogno per raggiungere i tuoi obiettivi piuttosto che aiutarti nell’esecuzione dell’allenamento, o far si che tu non ti faccia male.

Una guida per riconoscere la tosse

Cosa c’è da sapere sul riflesso protettivo che ripulisce le vie aeree

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Una guida per riconoscere i diversi tipi di tosse, da quella acuta a quella cronica, con le eventuali patologie ad essa collegate, i farmaci e le pratiche più utili per curarle.

È quella messa a punto dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e contenuta nel nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di Salute’, realizzato dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente e diretto dal prof. Alberto Ugazio.

La tosse non è una malattia, ma un riflesso protettivo che serve a ripulire le vie aeree dalle secrezioni o da materiale inalato in modo involontario. Il suo ripetersi comporta ansia, disturbi del sonno, stanchezza e scarsa capacità di concentrazione durante il giorno. Può essere acuta o cronica. La prima si risolve entro tre settimane ed è causata da una continua esposizione ai microbi, in particolare nei bambini tra i 2 e i 4 anni.

Torna l’ora solare, pro e contro per il nostro organismo

Piccoli disagi ma anche vantaggi per la salute

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Insonnia, inappetenza, spossatezza, fatica nella concentrazione e flessione del tono dell’umore. Invece di permettere un maggior riposo, grazie allo spostamento delle lancette un’ora indietro alle 3 del mattino, il cambio dell’ora in programma durante la notte fra sabato 27 e domenica 28 ottobre porterà oltre 12 milioni di italiani a soffrire notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo.

I sessanta minuti di sonno in più saranno quindi deleteri per la salute degli italiani e gli effetti negativi colpiranno i “gufi”, le persone che prediligono coricarsi alle ore piccole, e soprattutto le “allodole”, che amano godersi le prime ore di luce del giorno.

La dieta che fa bene al cuore

Riduce i grassi del sangue e il rischio cardiovascolare

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C’è una dieta che il cuore predilige. La cosiddetta “lipemia postprandiale”, cioè l’insieme delle modifiche della concentrazione e della composizione delle lipoproteine (HDL, LDL, VLDL) che si verificano dopo l’assunzione di un pasto, è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente, largamente influenzato dalle abitudini alimentari.

Negli ultimi anni, diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che il consumo di alimenti ricchi in polifenoli, un gruppo molto ampio ed eterogeneo di composti bioattivi naturali presenti in alimenti e bevande (frutta, verdura, olio, vino, tè, caffè, prodotti a base di cacao) si associa a una riduzione dei fattori di rischio legati alle malattie cardiovascolari e delle stesse malattie cardiovascolari.

Gli alimenti senza glutine sono solo business

L’assenza di glutine non è di per sé un fattore positivo

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Saranno anche senza glutine, ma sono ricchi di zuccheri e privi di caratteristiche di per sé salutari. Si tratta degli alimenti gluten-free, ormai di gran moda anche nel nostro paese e spesso utilizzati per l’alimentazione dei bambini. In seguito a una massiccia campagna di convincimento da parte dell’industria alimentare, molte persone sono arrivate alla conclusione che il glutine sia da evitare come la peste. Peccato che spesso questi alimenti compensino con una concentrazione di zuccheri anche maggiore della già alta media dei prodotti normali.

«È importante sfatare l’idea che dire cibo senza glutine equivalga a dire cibo salutare, idea che ha funzionato come un eccellente strumento di vendita per l’industria alimentare, ma fa poco per sostenere la salute pubblica», scrive Charlene Elliott, della University of Calgary in Alberta, Canada, prima autrice del lavoro.

Le pratiche da evitare in andrologia

Lista di procedure a rischio di inappropriatezza

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Anche la Società italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (Siams) ha aderito al progetto Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy per una medicina più sobria e un approccio meno medicalizzato alla salute.

Gli esperti della Siams hanno stilato una lista di a rischio di inappropriatezza. Eccole:

1) In caso di sospetto ipogonadismo maschile meglio non richiedere il dosaggio del testosterone libero. Le metodiche immunometriche sottostimano i livelli di testosterone, mentre metodiche più accurate sono molto costose. È preferibile utilizzare algoritmi come l’equazione di Vermeulen, che analizzano la concentrazione di testosterone totale, l’Shbg e l’albumina per il calcolo del testosterone libero.

2) Non prescrivere i nutraceutici a tutti gli uomini con alterazioni dei parametri seminali.

Neuroni riprodotti in vitro, un passo per la cura dell’ictus

Utilizzati gli stessi segnali chimici di cui si serve l’embrione

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La cura dell’ictus potrebbe ricevere un nuovo impulso grazie a uno studio italo-francese.

Un team di ricerca coordinato da Federico Cremisi del Laboratorio di Biologia della Scuola Normale Superiore ([email protected]) e da Michèle Studer dell’Università francese di Nizza è riuscito infatti a “pilotare” in laboratorio la trasformazione di cellule staminali embrionali di topo in cellule nervose tipiche di aree della corteccia cerebrale più anteriori, con funzione motoria, o più posteriori, a funzione sensoriale.

Questa trasformazione, che in natura si svolge spontaneamente, ma di cui si ignoravano i meccanismi, adesso invece può essere “guidata” in laboratorio modulando la concentrazione del Fattore di Crescita dei Fibroblasti (FGF) all’interno della capsula Petri di coltura delle cellule.

L’olio di cocco elimina la cellulite

Ricco di acidi grassi, stimola il microcircolo e la rigenerazione della pelle

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Le avete tentate proprio tutte contro la cellulite? Forse no, provate con l’olio di cocco. Non è molto utilizzato, ma le sue qualità sono certificate, grazie alla ricca concentrazione di acidi grassi, in particolare l’acido laurico, che svolgono un’azione idratante ed emolliente sulla pelle.

Per ridurre la cellulite, si possono mettere in atto diversi trattamenti a base di olio di cocco, primo fra tutti il massaggio. Dopo averlo riscaldato fra le mani per qualche secondo, l’olio va applicato alle parti interessate con movimenti circolari e regolari. Si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale di arancia amara o di lavanda.

Il secondo step è rappresentato dallo scrub. In questo caso, bisogna preparare un mix di olio di cocco, due cucchiaini di zucchero di canna e due di fondi di caffè. Il risultato va applicato dolcemente prima di fare la doccia con acqua tiepida.