Atassia di Friedreich, forse efficace un farmaco anti-Aids

L’antivirale verrà testato su 30 soggetti

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È cominciato in questi giorni, presso il Polo veneto dell’IRCCS Medea, uno studio clinico per testare sicurezza ed efficacia del trattamento con Etravirina in pazienti con Atassia di Friedreich, una malattia genetica rara nella cui patogenesi è implicata la deficienza di una proteina, la fratassina.

Il farmaco antivirale – approvato per il trattamento dell’infezione da HIV – ha dimostrato di essere in grado di aumentare la concentrazione di fratassina in modelli animali e cellulari di atassia di Friedreich.

Questo studio randomizzato in aperto, il primo sull’uomo con questa patologia e questo farmaco, testerà due concentrazioni, registrando la sicurezza e la capacità di modificare parametri funzionali oggettivi (consumo massimale di ossigeno in prova da sforzo), clinici (punteggi a scale funzionali) e di laboratorio (livelli di RNA della fratassina).

I probiotici aiutano a dimagrire i bambini obesi

Efficaci in particolare i bifidobatteri

Per aiutare i bambini e gli adolescenti obesi a dimagrire potrebbe essere utile l’assunzione di probiotici, in particolare di bifidobatteri.

A dirlo è uno studio dell’Università del Piemonte Orientale coordinato da prof.ssa Flavia Prodam, docente di Scienze tecniche dietetiche applicate, che spiega:

“I bifidobatteri sono la tipologia di batteri più presenti nell’intestino del neonato, perché aiutano a digerire gli oligosaccaridi contenuti nel latte materno. Crescendo diminuiscono, ma non devono ridursi troppo perché durante la digestione rilasciano sostanze chimiche chiamate acidi grassi a catena corta, che svolgono un ruolo importante nella salute dell’intestino e nel controllo della fame”.

Nei bambini obesi i ricercatori hanno osservato una bassa concentrazione di questi microrganismi.

Covid, efficace un cocktail di anticorpi

Messo a punto da un’azienda biotech americana

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I ricercatori dell’azienda biotech Regeneron, negli Stati Uniti, hanno sintetizzato un cocktail di anticorpi monoclonali in grado di condizionare in maniera positiva l’evoluzione dell’infezione da Sars-CoV-2.

Il cocktail avrebbe l’effetto di migliorare i sintomi e ridurre la concentrazione del virus in gola e nelle mucose. Questi effetti sono stati osservati su un gruppo di 275 pazienti che facevano parte di un trial più ampio ancora in corso.

I dati sono particolarmente interessanti per quei pazienti nei quali la risposta immunitaria era debole o del tutto assente. In questi soggetti, il cocktail è stato invece in grado di stimolare una buona risposta immunitaria.

Dei pazienti analizzati, nessuno era ricoverato, ma quelli sottoposti a terapia hanno comunque avuto bisogno di meno visite mediche degli altri.

Coronavirus, dai cachi un aiuto per combatterlo

I tannini del frutto indeboliscono la capacità infettiva del virus

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I cachi avrebbero un effetto positivo di contrasto all’infezione da nuovo coronavirus. Per la precisione, i tannini – i composti che danno il tipico sapore astringente – sarebbero in grado di ostacolare la replicabilità di Sars-CoV-2, secondo quanto è emerso da una ricerca della Nara Medical University di Kashihara, in Giappone.

I ricercatori, guidati dall’immunologo Toshihiro Ito e dall’infettivologo Yano Hisakazu, hanno esposto saliva umana contenente il nuovo coronavirus a un’alta concentrazione di tannini di cachi. Dopo 10 minuti, l’infettività del virus si era ridotta a un decimillesimo rispetto all’inizio.

Spiega il prof. Ito: “Non è assolutamente detto che i tannini siano efficaci come cura o che mangiando cachi si possa guarire. Al momento abbiamo solo risultati in condizioni di laboratorio, ed è necessaria una sperimentazione clinica.

I polifenoli riducono gli effetti dannosi delle e-cig

L’aggiunta al liquido riduce la concentrazione di molecole tossiche

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L’utilizzo di sigarette elettroniche (e-cig) costituisce un dibattuto problema di salute pubblica perché, a oggi, manca una completa valutazione del rischio.

Nonostante contengano sostanze tossiche e cancerogene in minor quantità e concentrazione rispetto al fumo di tabacco, i dati disponibili nel breve intervallo temporale dalla recente introduzione di questi dispositivi dimostrano come il fumo da e-cig contenga molecole tossiche derivanti dalla degradazione termica degli additivi presenti nei liquidi di alimentazione, il glicole propilenico e il glicerolo, benché in quantità minori rispetto alle sigarette convenzionali.

La possibilità di modificare la composizione di tale liquido per ridurne la tossicità è una via finora poco esplorata.

Lo smog fa male al cuore

Sotto accusa il particolato fine PM2.5

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Lo smog fa male al cuore. Lo conferma uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health da esperti della Oregon State University.

Lo studio ha coinvolto 157.436 adulti fra 35 e 70 anni in 21 paesi, monitorandone lo stato di salute dal 2003 al 2018. Nel corso del follow up sono stati registrati 3.219 decessi attribuibili a malattie cardiovascolari, e 9.152 soggetti in tutto hanno accusato un evento cardiovascolare.

I dati indicano un aumento del 5% per ogni 10 microgrammi per metro cubo in più nella concentrazione di particolato fine (PM2.5), uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. Il PM2.5 viene rilasciato ad esempio dai tubi di scarico delle auto. Ciò si traduce in un 14% di eventi cardiovascolari associati all’esposizione al particolato PM2.5.

Scoperta una molecola che causa il cancro al seno

Una concentrazione elevata di IGF-1 aumenta il rischio della malattia

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Un’alta concentrazione del fattore di crescita IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile 1) può aumentare il rischio di insorgenza del tumore al seno. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Annals of Oncology da un team della International Agency for Research on Cancer di Lione e della University of Oxford.

I ricercatori hanno analizzato le concentrazioni della molecola nel sangue di 206.263 donne, seguite per 7 anni. In questo lasso di tempo sono stati registrati 4.360 casi di cancro al seno.

I dati indicano che fra le donne malate era più probabile una maggiore concentrazione di IGF-1. Fra chi aveva alti livelli ematici della molecola, 26 donne su 1000 finivano per ammalarsi, mentre fra chi aveva bassi livelli solo 20 su 1000 si ammalavano.

Gravidanza, lo smog aumenta il rischio di diabete

Controllo glicemico dei nascituri in pericolo

L’inquinamento atmosferico potrebbe aumentare il rischio di diabete nei bambini esposti in gravidanza.

A sostenerlo è uno studio pubblicato su Jama Network Open da un team della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston guidato da Emily Oken.

In particolare, sarebbero le polveri sottili a creare problemi. Lo studio ha analizzato 365 bambini nati a Città del Messico ed esposti durante la gestazione a una concentrazione media giornaliera di PM 2.5, ovvero le particelle molto piccole e inalabili composte da fuliggine, polvere e residui vari. Il valore era pari a 22,4 microgrammi per metro cubo di aria, molto al di sopra del limite fissato dalle autorità.

Come sostituire il caffè? Alternative e perché sceglierle prima dell’allenamento

Come sostituire il caffè? Sono moltissime le ragioni per cui le persone scelgono di non berlo, dal sapore all’effetto che può avere sull’organismo. Come si fa ad evitare di rinunciare all’effetto energizzante di questa bevanda (utile, tra le altre cose, anche prima dell’allenamento per migliorare le prestazioni). Non è difficile! Ci sono molte bevande naturali sostitutive al caffè che ne mantengono i pregi e le qualità annullandone gli effetti negativi. Vediamo quali sono i migliori sostituti del caffè.

Come sostituire il caffè?

Le ragioni possono essere tante ma, sin dal mattino, è difficile sostituire il caffè. Come fare? Partiamo dal presupposto che le alternative sono tantissime, per tutti i gusti, e che tutte non prevedono gli effetti cattivi del caffè. Quali? L’insonnia, intanto. La caffeina contiene una sostanza, la metilxantina, che agisce come stimolatore della concentrazione, diminuisce il senso di fatica e aumento di attenzione; utile quando si deve star svegli, un  po’ meno se causa insonnia. Cosa fare per evitarlo? Ecco come sostituire il caffè.

Bevande alternative al caffè

Vediamo insieme le migliori bevande alternative al caffè e tutti i benefici che comportano.

Chai

Si tratta di tè chai, una bevanda che arriva dall’India. Facilmente reperibile nei negozi specializzati e nelle erboristerie, si tratta di un mix di tè nero e spezie (zenzero, anice, cannella, semi di finocchio, pepe). La caffeina si trova nel chai in livelli contenuti che ne garantiscono i benefici ma non gli effetti negativi. Quali sono le proprietà benefiche chai? Ha un’azione depurante, antinfiammatoria e energizzante. Contiene ferro, calcio e vitamina C.

Caffè d’orzo e altri surrogati

Si tratta di alternative al caffè che arrivano dal periodo della Grande Guerra, quando questo bene scarseggiava. Oltre all’orzo si possono utilizzare altre alternative come ghiande, barbabietole, segale e tarassaco. L’orzo è perfetto anche per i bambini ed è ideale per salutisti e vegetariani. I benefici orzo? Aiuta il corretto funzionamento dell’intestino e dei reni.

Tè matcha

Si tratta di una delle alternative più salutari al caffè ed è il comune tè verde giapponese. Le elevate quantità di antiossidanti contenute al suo interno rallentano l’invecchiamento cellulare. Oltre a questo la bevanda in questione risulta anche depurativa e un valido aiuto per la corretta digestione. Non manca l’effetto energizzante per via delle vitamine, dei sali minerali e dei polifenoli che contiene. Il beneficio plus per tutti coloro che si allenano? Aiuta ad aumentare il metabolismo. Contiene anche caffeina in quantità limitate.

Caffè ginseng

Originario della Cina, della Corea e delle regioni orientali della Russia, il ginseng ha molti effetti positivi. Ricca di vitamine del gruppo B e di oligoelementi, questa bevanda migliora la risposta del sistema nervoso centrale e l’attenzione, alleviando il senso di affaticamento. Oltre alla componente energizzante risulta essere notevole anche quella stimolante del sistema immunitario.

Memoria e concentrazione, come stimolarle in modo naturale

Rimedi naturali e sport per migliorare le performance cerebrali

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Cali di concentrazione e memoria che perde colpi non sono necessariamente segni patologici, ma possono essere anche semplici eventi legati a situazioni di stress o a temporanei momenti di debolezza. Per evitare situazioni di questo tipo, è possibile fare ricorso a rimedi naturali e a tecniche di allenamento in grado di stimolare la nostra mente e aiutarci a essere sempre concentrati. Ecco alcuni consigli utili per migliorare le prestazioni del nostro cervello.

Perché perdiamo la memoria?

Quante volte capita di dimenticare qualcosa solo pochi secondi dopo averla pensata o di non riuscire a mantenere l’attenzione per più di qualche minuto? Sono situazioni che tutti hanno provato almeno una volta nella vita, che non vanno considerate necessariamente come un campanello d’allarme, a meno che non si verifichino costantemente.