Il punto debole del coronavirus


Scoperto grazie al sangue di un sopravvissuto alla Sars

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L’epidemia di Sars che colpì la Cina all’inizio del secolo potrebbe ora aiutare i ricercatori a capire come fermare il virus “gemello”, Sars-Cov-2. Uno studio realizzato dagli scienziati dello Scripps Research Institute di La Jolla in collaborazione con i colleghi dell’Università di Hong Kong ha analizzato un anticorpo ricavato dal sangue di un sopravvissuto all’epidemia di Sars, servendosene per individuare un possibile punto debole del nuovo coronavirus.
Lo studio è stato pubblicato su Science ed è il primo a mappare l’interazione di un anticorpo umano con il nuovo coronavirus a risoluzione quasi atomica. La mappatura ha rilevato un sito quasi identico su entrambi i coronavirus ai quali si lega l’anticorpo: “La conoscenza di siti conservati come questo può aiutare nella progettazione di vaccini e terapie contro Sars-CoV-2, e questi proteggerebbero anche da altri coronavirus, compresi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Sars, coronavirus, anticorpo,

Coronavirus, 16.523 morti. State a casa


Ma la curva rallenta

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132.547 contagi. Il numero di malati è aumentato di 3.599 unità rispetto a ieri e altri 636 morti.
Primi segnali di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
Il paese intero è zona rossa.
Numerose le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

L’ozonoterapia contro il coronavirus


Rallentamento dell’infezione e riduzione dei danni polmonari

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Ossigeno per il trattamento del coronavirus. Non in senso figurato, ma letterale. Amato De Monte, direttore del Dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Azienda sanitaria universitaria “Friuli centrale”, propone l’utilizzo dell’ozonoterapia come coadiuvante nella lotta al nuovo coronavirus.
De Monte è noto alle cronache per essere stato nel 2009 il medico che accompagnò Eluana Englaro nel percorso di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione. Ora, insieme all’infettivologo Carlo Tascini, ha messo a punto un protocollo che potrebbe rivoluzionare le cure attuali per la Covid-19. La terapia verrà testata su 200 pazienti.
In fase pre-clinica ha già dimostrato di poter rallentare l’infiammazione e ridurre i danni ai polmoni. I medici prelevano 200 millilitri di sangue al paziente, messi a interagire con l’ozono per una decina di minuti, passati i quali vengono reiniettati. La …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ozonoterapia, coronavirus, polmoni,

Coronavirus, 15.887 morti. State a casa


Ma la curva rallenta

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128.948 contagi. Il numero di malati è aumentato di 4.316 unità rispetto a ieri e altri 525 morti.
Primi segnali di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
Il paese intero è zona rossa.
Numerose le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Coronavirus, 15.362 morti. State a casa


Ma la curva rallenta

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124.632 contagi. Il numero di malati è aumentato di 4.805 unità rispetto a ieri e altri 681 morti.
Primi segnali di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
Il paese intero è zona rossa.
Numerose le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Siamo tutti malati


Articolo a cura di Omar Sabry Science Communication @Tiss’You

Illustrazioni a cura di Tommaso Scandola

Sono stato contagiato e mi sono ammalato. Credevo di essere immune, poiché la razionalità è un vaccino ad ampio spettro, ma a quanto pare la paura è mutevole e trova nell’iper-informazione nuove forme di trasmissione. Altro che aerosol e droplets nell’aria. Mi è bastato sbloccare lo schermo del telefono. Prima il bombardamento mediatico dei giornalisti. Poi gli influencer, quelli che di solito parlano di make-up e cose frivole, con le loro storie Instagram sugli scaffali vuoti dell’Esselunga. Poi ho visto un video, dove un ragazzo tira fuori dalla tasca un oggetto misterioso causando il panico nelle persone attorno a lui, che scappano via urlando. Non era l’Iran e quell’oggetto non era una granata; il ragazzo semplicemente estraeva un fazzoletto nei pressi della fermata Romolo di Milano. È seguito un periodo di incubazione, in cui ero convinto di essere sano. Poi, è arrivato il primo sintomo. Un riflesso del trigemino, semplice allergia alla polvere, non saprei. Era uno di quei classici starnuti che sono abituato a fare in qualsiasi stagione dell’anno. Il sintomo non è stato lo starnuto, ma il terrore che ho provato nell’esecuzione di un gesto involontario che non potevo fermare. In quei tre secondi di solletico nasale ed espulsione forzata di aria sono arrivato a provare perfino senso di colpa. È stato lì che ho capito: il virus della paura aveva contagiato anche me.

IL VIRUS EGOISTA

Il virus egoistaIl virus è un microrganismo essenziale. Potremmo quasi dire che si tratta solamente di un mucchietto di informazioni genetiche ben impacchettate. Il suo scopo è quello di sopravvivere e replicare e lo fa diventando il parassita di una cellula, infettandola. Non è che abbia un progetto a lungo termine – se evolve lo fa solamente per errore – semplicemente ha un destino egoista, per usare le parole di Richard Dawkins. Sopravvive e replica, fino a che non entra in competizione con qualcosa di più forte di lui (come ad esempio un organismo multicellulare evoluto fino al punto da sviluppare un sistema immunitario adattativo, vi pare?). La volontà, se possiamo parlare in questi termini, di sopravvivere e replicare non è però esclusiva dei geni, di cui i virus sono dotati, ma anche delle idee che oggi possono diffondersi alla velocità di una connessione internet a banda larga e albergare, parassitarie, nelle nostre menti. Il tutto, in una misura di amplificazione così allargata che ci vede quotidianamente connessi, pronti a cedere parte della nostra coscienza individuale ad una coscienza universale sociale. La paura non è altro che un’idea e, se mi permettete l’uso di metafore e similitudini, si comporta come un virus. Si muore più frequentemente in macchina, che in aereo, eppure la quasi totalità delle persone ha un maggiore terrore del volo piuttosto che della guida, in preda ad una paura parassitaria che fugge qualsiasi regola razionale. Nel caso di una pandemia universale in grado di sterminarci, la paura ha raggiunto chiunque con un’efficienza e una rapidità tali che un virus ha solo da imparare. Alcuni sono portatori sani, ma ogni condivisione è un contagio e, in men che non si dica, esplode una pandemia di fobia senza precedenti.

LAVATEVI LE MANI

Così come un virus può essere più infettivo di un altro, allo stesso modo alcune paure possono essere più contagiose. Non si tratta sempre di un fatto negativo: c’è quella istintiva che porta le persone a sopravvivere. Se oggi facciamo i salti perché un innocente insettino si appoggia sul nostro naso, lo dobbiamo ai nostri antenati in preda ad una fifa che forse ai tempi era ritenuta ridicola, ma ha permesso loro di sopravvivere ai morsi di insetto. L’eccesso, però, può essere dannoso ed è la ragione per cui esistono parole per definire la paura con un’accezione negativa come: isteria, psicosi, paranoia. Se la razionalità non è sufficiente a renderci immuni agli attacchi di panico, per difenderci dobbiamo ricorrere a qualcosa di altrettanto irrazionale: la speranza. Lavatevi le mani, perché andrà tutto bene. Non dovete lavarvi le mani come arma di difesa. Lavatevi le mani perché è un buon comportamento. Un po’ come: seduti composti, così non vi viene la schiena storta. Lavatevi le mani perché potrebbe aumentare la vostra fortuna di non contrarre questo virus, ma se dovesse succedere non preoccupatevi. Nel caso, i farmaci vi faranno sentire meglio e, alla comparsa di sintomi più gravi, i medici faranno di tutto per aiutarvi. Qualcuno è morto, ma non lo scopriamo adesso che la morte fa parte della nostra vita. Magari leggere Heidegger vi può far bene, non lo so. In ogni caso supereremo tutto questo, ne sono sicuro. Non perché io sia un virologo, ma perché preferisco la speranza al terrore. E credo ce ne sia bisogno, quando la reazione della gente spaventa di più di un’infezione virale. Non sono solito dare consigli, ma questa volta mi sento di invitare tutti a dosare la propria capacità di fare informazione con post e condivisioni. Forse ci siamo già tutti ammalati, ma con un po’ di speranza possiamo guarire. E forse ne usciamo pure vaccinati.

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Il coronavirus è nell’aria?


Alcuni sostengono che il contatto con gli altri non è l’unica via di contagio

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Circola molto la notizia secondo cui il nuovo coronavirus avrebbe la capacità di circolare nell’aria. Come si è arrivati a sostenere tale tesi? I virus che colpiscono l’apparato respiratorio si diffondono nell’ambiente tramite saliva e muco della persona infetta.
Le secrezioni circolano sotto forma di “droplet”, goccioline emesse con un colpo di tosse o uno starnuto. Se l’infetto non si ripara la bocca e il naso con le mani, allora i droplet si depositano su ciò che trovano nel giro di 1-2 metri. Se invece lo fa e poi non si lava immediatamente le mani, le goccioline infetteranno tutto ciò che la persona toccherà di lì in poi. Sulla superficie in cui è “atterrato”, il coronavirus – e gli altri virus che causano sindromi influenzali – sopravvive per qualche ora, non si sa con precisione quante. Se in questo arco temporale un’altra persona tocca la superficie e poi porta le mani in faccia, …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirua, aria, aerosol,

Il primo vaccino per il coronavirus è un cerotto


Mappa interattiva per seguire contagi e decessi

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Un cerotto da applicare sul braccio o sulla spalla e nel giro di 2 settimane l’immunità al virus Sars-Cov-2 è garantita. Così almeno affermano i ricercatori della School of Medicine dell’Università di Pittsburgh, fra cui l’italiano Andrea Gambotto.
Il cerotto è costituito da 400 microaghi che coprono una superficie di 1,5 centimetri. Il team americano è lo stesso che nel 2003 aveva realizzato il primo vaccino in assoluto contro un coronavirus, in quel caso il virus della Sars. Tuttavia, la Sars venne contenuta grazie a un livello di contagiosità molto meno rilevante del nuovo coronavirus e il vaccino non venne mai sperimentato sull’uomo. Nel 2014, poi, lo stesso gruppo studiò anche un vaccino per il virus della Mers, altro parente di Sars-Cov-2.
“Con la SARS già nel 2003 avevamo identificato la proteina chiave che dobbiamo usare come target anche per il nuovo SARS-Cov-2: la proteina …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, influenza, pandemia,

Coronavirus, 14.681 morti. State a casa


Ma la curva rallenta

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119.827 contagi. Il numero di malati è aumentato di 4.585 unità rispetto a ieri e altri 766 morti.
Primi segnali di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
Il paese intero è zona rossa.
Numerose le misure adottate:
a) evitare ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori individuati e negli stessi territori, anche se la mobilità è consentita «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute», anche se «è consentito il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza»;
b) in caso di infezioni respiratorie e e febbre (superiore a 37.5°) è «fortemente raccomandato» di restare a casa e stare in quarantena;
c) divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena;
d) sono sospesi eventi e competizioni sportive;
e) si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di permettere ai …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Ma la primavera non lo sapeva

In questi giorni il web sta offrendo, tra le varie cose, tante belle riflessioni, iniziative, pensieri. Eccone un esempio davvero speciale: grazie Irene Vella per le tue parole incredibilmente toccanti.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

photo: Unsplash

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