20 decessi, i nuovi casi sono nella media

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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I nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 1.640. Il totale è ora di 302.537 casi. I tamponi odierni sono 103.696.
I decessi giornalieri sono 20, per un totale di 35.758.
Sale ancora il numero delle terapie intensive, ora 244.
Intanto, il ministro della Salute Speranza ha disposto l’obbligo del tampone per le persone provenienti dalla Francia.
Il governo ha deciso la chiusura di discoteche e locali da ballo allo scopo di contenere il progressivo aumento dei contagi fra i più giovani.
Decisa anche l’obbligatorietà della mascherina anche all’aperto fra le 18 e le 6 del mattino in prossimità di locali aperti al pubblico e in tutte le situazioni che non consentono il corretto distanziamento fra le persone.
Dal 3 giugno è consentita la libera …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Siamo tutti malati


Articolo a cura di Omar Sabry Science Communication @Tiss’You

Illustrazioni a cura di Tommaso Scandola

Sono stato contagiato e mi sono ammalato. Credevo di essere immune, poiché la razionalità è un vaccino ad ampio spettro, ma a quanto pare la paura è mutevole e trova nell’iper-informazione nuove forme di trasmissione. Altro che aerosol e droplets nell’aria. Mi è bastato sbloccare lo schermo del telefono. Prima il bombardamento mediatico dei giornalisti. Poi gli influencer, quelli che di solito parlano di make-up e cose frivole, con le loro storie Instagram sugli scaffali vuoti dell’Esselunga. Poi ho visto un video, dove un ragazzo tira fuori dalla tasca un oggetto misterioso causando il panico nelle persone attorno a lui, che scappano via urlando. Non era l’Iran e quell’oggetto non era una granata; il ragazzo semplicemente estraeva un fazzoletto nei pressi della fermata Romolo di Milano. È seguito un periodo di incubazione, in cui ero convinto di essere sano. Poi, è arrivato il primo sintomo. Un riflesso del trigemino, semplice allergia alla polvere, non saprei. Era uno di quei classici starnuti che sono abituato a fare in qualsiasi stagione dell’anno. Il sintomo non è stato lo starnuto, ma il terrore che ho provato nell’esecuzione di un gesto involontario che non potevo fermare. In quei tre secondi di solletico nasale ed espulsione forzata di aria sono arrivato a provare perfino senso di colpa. È stato lì che ho capito: il virus della paura aveva contagiato anche me.

IL VIRUS EGOISTA

Il virus egoistaIl virus è un microrganismo essenziale. Potremmo quasi dire che si tratta solamente di un mucchietto di informazioni genetiche ben impacchettate. Il suo scopo è quello di sopravvivere e replicare e lo fa diventando il parassita di una cellula, infettandola. Non è che abbia un progetto a lungo termine – se evolve lo fa solamente per errore – semplicemente ha un destino egoista, per usare le parole di Richard Dawkins. Sopravvive e replica, fino a che non entra in competizione con qualcosa di più forte di lui (come ad esempio un organismo multicellulare evoluto fino al punto da sviluppare un sistema immunitario adattativo, vi pare?). La volontà, se possiamo parlare in questi termini, di sopravvivere e replicare non è però esclusiva dei geni, di cui i virus sono dotati, ma anche delle idee che oggi possono diffondersi alla velocità di una connessione internet a banda larga e albergare, parassitarie, nelle nostre menti. Il tutto, in una misura di amplificazione così allargata che ci vede quotidianamente connessi, pronti a cedere parte della nostra coscienza individuale ad una coscienza universale sociale. La paura non è altro che un’idea e, se mi permettete l’uso di metafore e similitudini, si comporta come un virus. Si muore più frequentemente in macchina, che in aereo, eppure la quasi totalità delle persone ha un maggiore terrore del volo piuttosto che della guida, in preda ad una paura parassitaria che fugge qualsiasi regola razionale. Nel caso di una pandemia universale in grado di sterminarci, la paura ha raggiunto chiunque con un’efficienza e una rapidità tali che un virus ha solo da imparare. Alcuni sono portatori sani, ma ogni condivisione è un contagio e, in men che non si dica, esplode una pandemia di fobia senza precedenti.

LAVATEVI LE MANI

Così come un virus può essere più infettivo di un altro, allo stesso modo alcune paure possono essere più contagiose. Non si tratta sempre di un fatto negativo: c’è quella istintiva che porta le persone a sopravvivere. Se oggi facciamo i salti perché un innocente insettino si appoggia sul nostro naso, lo dobbiamo ai nostri antenati in preda ad una fifa che forse ai tempi era ritenuta ridicola, ma ha permesso loro di sopravvivere ai morsi di insetto. L’eccesso, però, può essere dannoso ed è la ragione per cui esistono parole per definire la paura con un’accezione negativa come: isteria, psicosi, paranoia. Se la razionalità non è sufficiente a renderci immuni agli attacchi di panico, per difenderci dobbiamo ricorrere a qualcosa di altrettanto irrazionale: la speranza. Lavatevi le mani, perché andrà tutto bene. Non dovete lavarvi le mani come arma di difesa. Lavatevi le mani perché è un buon comportamento. Un po’ come: seduti composti, così non vi viene la schiena storta. Lavatevi le mani perché potrebbe aumentare la vostra fortuna di non contrarre questo virus, ma se dovesse succedere non preoccupatevi. Nel caso, i farmaci vi faranno sentire meglio e, alla comparsa di sintomi più gravi, i medici faranno di tutto per aiutarvi. Qualcuno è morto, ma non lo scopriamo adesso che la morte fa parte della nostra vita. Magari leggere Heidegger vi può far bene, non lo so. In ogni caso supereremo tutto questo, ne sono sicuro. Non perché io sia un virologo, ma perché preferisco la speranza al terrore. E credo ce ne sia bisogno, quando la reazione della gente spaventa di più di un’infezione virale. Non sono solito dare consigli, ma questa volta mi sento di invitare tutti a dosare la propria capacità di fare informazione con post e condivisioni. Forse ci siamo già tutti ammalati, ma con un po’ di speranza possiamo guarire. E forse ne usciamo pure vaccinati.

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Ma la primavera non lo sapeva

In questi giorni il web sta offrendo, tra le varie cose, tante belle riflessioni, iniziative, pensieri. Eccone un esempio davvero speciale: grazie Irene Vella per le tue parole incredibilmente toccanti.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

photo: Unsplash

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Coronavirus in Italia, oltre 300.000 casi

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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I nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 1.392. L’Italia sfonda così quota 300mila, per un totale di 300.897 casi. I tamponi odierni sono 87.303.
I decessi giornalieri sono 14, per un totale di 35.738.
Sale ancora il numero delle terapie intensive, ora 239.
Intanto, il ministro della Salute Speranza ha disposto l’obbligo del tampone per le persone provenienti dalla Francia.
Il governo ha deciso la chiusura di discoteche e locali da ballo allo scopo di contenere il progressivo aumento dei contagi fra i più giovani.
Decisa anche l’obbligatorietà della mascherina anche all’aperto fra le 18 e le 6 del mattino in prossimità di locali aperti al pubblico e in tutte le situazioni che non consentono il corretto distanziamento fra le persone.
Dal 3 giugno …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Contagi stabili, ma le terapie intensive salgono

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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Stabile il numero dei nuovi positivi nelle ultime 24 ore, 1.587 per un totale di 298.156 casi. I decessi giornalieri sono 15, per un totale di 35.707.

Sale ancora il numero delle terapie intensive, ora 222. Il numero dei tamponi realizzati è di 83.428.

Intanto, arriva la notizia della messa in commercio di un tampone ultraveloce in grado di rilevare l’eventuale positività di un soggetto nel giro di 3 minuti. Il tampone, ideato dalla Allum di Merate (Lecco) in collaborazione con l’Università del Sannio, tuttavia non ha ancora ricevuto l’approvazione del ministero della Salute, come invece viene affermato da diverse fonti.

Coronavirus, dai cachi un aiuto per combatterlo

I tannini del frutto indeboliscono la capacità infettiva del virus

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I cachi avrebbero un effetto positivo di contrasto all’infezione da nuovo coronavirus. Per la precisione, i tannini – i composti che danno il tipico sapore astringente – sarebbero in grado di ostacolare la replicabilità di Sars-CoV-2, secondo quanto è emerso da una ricerca della Nara Medical University di Kashihara, in Giappone.

I ricercatori, guidati dall’immunologo Toshihiro Ito e dall’infettivologo Yano Hisakazu, hanno esposto saliva umana contenente il nuovo coronavirus a un’alta concentrazione di tannini di cachi. Dopo 10 minuti, l’infettività del virus si era ridotta a un decimillesimo rispetto all’inizio.

Spiega il prof. Ito: “Non è assolutamente detto che i tannini siano efficaci come cura o che mangiando cachi si possa guarire. Al momento abbiamo solo risultati in condizioni di laboratorio, ed è necessaria una sperimentazione clinica.

Calano i contagi, ma risalgono i decessi

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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In calo il numero dei nuovi positivi nelle ultime 24 ore, 1.638 per un totale di 296.569 casi. I decessi giornalieri sono 24, per un totale di 35.692.

In risalita il numero delle terapie intensive, ora 215. Il numero dei tamponi realizzati è di 103.223.

Intanto, arriva la notizia della messa in commercio di un tampone ultraveloce in grado di rilevare l’eventuale positività di un soggetto nel giro di 3 minuti.

Il tampone, ideato dalla Allum di Merate (Lecco) in collaborazione con l’Università del Sannio, tuttavia non ha ancora ricevuto l’approvazione del ministero della Salute, come invece viene affermato da diverse fonti.

Quasi 2000 contagi, ma calano le terapie intensive

Segnali di ripresa nella circolazione del virus

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Nuovo aumento dei positivi nelle ultime 24 ore, 1.907 per un totale di 294.932 casi. I decessi giornalieri sono 10, per un totale di 35.668.

Finalmente in calo il numero dei pazienti in terapia intensiva. Sono 4 in meno rispetto a ieri per un totale di 208.

Il numero dei tamponi realizzati sfiora i 100.000.

Intanto, arriva la notizia della messa in commercio di un tampone ultraveloce in grado di rilevare l’eventuale positività di un soggetto nel giro di 3 minuti.

Il coronavirus nei bambini

Incidenza, sintomi e modalità di trasmissione fra i più piccoli

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Come noto, sono relativamente pochi nel mondo i casi di Covid-19 nella fascia d’età 0-17 anni in rapporto a ciò che si verifica fra gli adulti. Bambini e ragazzi rappresentano ad esempio il 22% della popolazione statunitense, ma soltanto il 7,3% di tutti i casi di Covid-19 riguarda questa fascia d’età.

Peraltro, l’incidenza di infezioni da Sars-CoV-2 nei bambini è molto incerta, dal momento che la priorità nell’effettuare i test è stata data agli adulti e a chi in genere mostrava sintomi, mentre spesso i bambini risultano asintomatici o quasi. A confermarlo sono i tassi di ospedalizzazione dei bambini, significativamente più bassi di quelli degli adulti.

Sintomi e gravità di Covid-19 fra i bambini

Il periodo di incubazione di Sars-CoV-2 sembra lo stesso per bambini e adulti, fra i 2 e i 14 giorni con una media di 6 giorni.