Squat Challenge. Ripartiamo con l’allenamento!

La squat challenge. Quale modo migliore per riprendere gli allenamenti? Personalmente trovo una forte motivazione nell’allenamento della parte bassa del corpo. In primis perchè, in quanto donna, lo trovo più semplice e in secondo luogo, lo trovo anche più divertente.

Visto e considerato che per quanto adori allenarmi, la ripresa è davvero difficile (soprattutto quando il caldo ancora impazza) preferisco partire da qualcosa di semplice che mi faccia divertire!

Squat Challenge. Ripartiamo con l’allenamento!

La squat challenge è un allenamento di media intensità. Ricordiamo sempre che la cosa importante è muoversi, ascoltando il proprio corpo. L’allenamento non prevede pause, per cui quando ne senti il bisogno prenditi il tuo tempo.

Come sempre ti serviranno:

  • un timer
  • un tappetino 
  • una bottiglietta d’acqua

Esegui l’allenamento per 5 round consecutivi per il numero di ripetizioni indicate per esercizio.

10 Sumo squat

  • Divarica le gambe con le punte dei piedi rivolte all’esterno ed in maniera tale che le ginocchia non superino la punta dei piedi
  • Porta il busto verso il basso, mentre strizzi i glutei.
  • Ritorna in posizione di partenza ed esegui l’esercizio in maniera fluida per il numero di ripetizioni indicato.
Sumo Squat - Squat Challenge
Sumo Squat – Squat Challenge

10 Jumping Jacks

  • In piedi con un saltello divarica le gambe e contemporaneamente porta in alto le braccia
  • Ritorna in posizione di partenza con un saltello chiudendo le gambe e contemporaneamente portando in passo le braccia
  • Ripeti l’esercizio eseguendolo quanto più possibile in maniera fluida

Leggi anche Jumping Jack l’esercizio cardio per tutti

Jumping Jack - Squat Challenge
Jumping Jack – Squat Challenge

Prisoner Squats

  • Inizia in posizione squat, mantieni il peso sui talloni.
  • Porta i fianchi indietro e successivamente riportali in avanti fino a rimanere in piedi.
  • Porta in avanti la gamba destra e performa un affondo.
  • Ritorna al centro, e porta la stessa gamba indietro in un affondo inverso.
  • Attiva gli addominali, ritorna al centro e performa uno squat, poi ripeti la stessa sequenza di affondi.
  • Esegui il tutto per 10 volte, poi cambia gamba


20 Butt Kickers 

  • In piedi, scalciando indietro, portare in maniera alternata i piedi all’altezza dei glutei.
  • Eseguire le ripetizioni indicate in maniera fluida e continua

10 Split Squat (per gamba)

  • Inizia in posizione squat, mantieni il peso sui talloni.
  • Porta i fianchi indietro e successivamente riportali in avanti fino a rimanere in piedi.
  • Porta in avanti la gamba destra e performa un affondo.
  • Ritorna al centro, e porta la stessa gamba indietro in un affondo inverso.
  • Attiva gli addominali, ritorna al centro e performa uno squat, poi ripeti la stessa sequenza di affondi.
  • Esegui il tutto per 10 volte, poi cambia gamba

20 Mountain Climbers 

  • Inizia in posizione plank con braccia tese ed entrambe i piedi sugli slider
  • porta il ginocchio destro verso il petto
  • porta il ginocchio indietro e torna in posizione di partenza
  • ripeti il movimento con il ginocchio sinistro

Leggi anche 6 esercizi per allenare gli addominali

Covid, il test sierologico va approfondito

Il test va letto da uno specialista perchè solo di primo livello

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Mentre la scienza e le istituzioni si interrogano sulla somministrazione della terza dose di vaccino e sul prolungamento della validità del green pass, gli italiani si interrogano sulle loro difese immunitarie e vogliono sapere se la vaccinazione ha prodotto lo sviluppo degli anticorpi che proteggono dal virus e dalle sue conseguenze più gravi. In molti pensano quindi di effettuare un test sierologico.
Ma cosa rileva questo esame e come bisogna leggerlo? “Se il test sierologico risulta negativo non bisogna allarmarsi e pensare subito che non ci sia stata risposta al vaccino perché, invece, potrebbe essersi sviluppata una linea di difesa diversa, quella dei linfociti T”. La rassicurazione arriva da Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.
“Il test sierologico – spiega l’infettivologo – è uno strumento utile ma non necessario. Si …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, influenza, pandemia,

Mio buon Natale, te lo ricordi com’eri prima?

Quest’anno, l’abbiamo capito, il Natale sarà diverso per tutti. Se da un lato qualcuno ha già iniziato da settimane a decorare la casa per infondersi di atmosfera natalizia e rallegrare un po’ gli animi, dall’altro ci sono persone che saranno costrette a passare le feste lontane dai propri cari, a causa delle restrizioni sugli spostamenti o gli arrivi dall’estero. 

A cura di Valeria Baruzzo

In ogni caso, che si faccia parte del primo o del secondo gruppo, siamo tutti stimolati a riflettere su cosa significhi il Natale per noi. Nella maggior parte dei casi, le festività natalizie corrispondono esattamente a quello che siamo invitati a evitare quest’anno: assembramenti, abbracci, baci, carezze, rimpatriate, viaggi. Insomma, calore umano che nella vita di tutti i giorni non abbiamo tempo di alimentare perchè, correndo in modo frenetico, ci dimentichiamo di dedicare parole e pensieri a chi vogliamo più bene. Invece, a Natale ci riscattiamo un po’ tutti, che sia con un regalo ben pensato o con un semplice biglietto di auguri, una telefonata o una cena insieme a persone che non rivediamo da tanto (una mangiata più o una meno non fa differenza e lo sappiamo benissimo). Poi, ci sono anche i Grinch della situazione, che invece saranno ben contenti di evitare inutili rimpatriate familiari in cui si parla sempre delle stesse cose, si sente il solito “ma i figli, a quando?”, “la laurea quando arriva?”, “la fidanzata quest’anno l’hai trovata?”, “uh, come sei ingrassata!”, il tutto sfoderando il più falso dei sorrisi mentre si ringrazia per regali imbarazzanti che verranno rivenduti su internet il giorno dopo. Natale è un po’ entrambe le cose, forse. Un po’ magico e un po’ stressante. Ma in nessun caso dovrebbe essere solitudine.

© Sani per Scelta

Photo by Annie Spratton Unsplash

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Covid, il test sierologico dopo il vaccino non serve

Ma la protezione dalle forme gravi rimane alta

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Mentre la scienza e le istituzioni si interrogano sulla somministrazione della terza dose di vaccino e sul prolungamento della validità del green pass, gli italiani si interrogano sulle loro difese immunitarie e vogliono sapere se la vaccinazione ha prodotto lo sviluppo degli anticorpi che proteggono dal virus e dalle sue conseguenze più gravi. In molti pensano quindi di effettuare un test sierologico.

Ma cosa rileva questo esame e come bisogna leggerlo? “Se il test sierologico risulta negativo non bisogna allarmarsi e pensare subito che non ci sia stata risposta al vaccino perché, invece, potrebbe essersi sviluppata una linea di difesa diversa, quella dei linfociti T”. La rassicurazione arriva da Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

Psoriasi, controllare il peso è fondamentale

Legame tra i chili in eccesso e psoriasi e artrite psoriasica

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C’è un legame diretto fra il peso eccessivo e l’insorgenza e il peggioramento di psoriasi e artrite psoriasica.

Maria Concetta Fargnoli, direttore dell’unità di Dermatologia generale e oncologica dell’ospedale dell’Aquila, commenta al Corriere della Sera:

«Sovrappeso e obesità aumentano il rischio di comparsa di psoriasi e artrite e riducono l’efficacia delle terapie. Molte ricerche sono ancora in corso per meglio comprendere il legame che intercorre fra le due cose, ma il quadro è già oggi molto più chiaro rispetto anche solo a un decennio fa e una cosa è certa: un’alimentazione equilibrata, una costante attività fisica e il normopeso contribuiscono a migliorare la vita dei pazienti».

Il primo tratto in comune fra le condizioni è lo stato infiammatorio. All’aumentare dell’infiammazione si registra un aggravamento delle manifestazioni cutanee.

Nuova tecnica non invasiva svela tumori e Alzheimer

Basata su nanosonde che valutano organi e tessuti

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Una nuova tecnica di diagnosi non invasiva per la scoperta di tumori e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. È il risultato di uno studio pubblicato su Nature Communications da ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La tecnica, non invasiva, si basa su nanosonde che ottengono informazioni dall’interno di organi e tessuti. È indicata in quei casi in cui l’obiettivo diagnostico è molto difficile da raggiungere, e tecniche come i raggi X o la risonanza magnetica hanno un alto rischio di fallibilità.

Il team guidato da Giancarlo Ruocco dell’Iit e da Marco Leonetti del Cnr ha simulato in laboratorio la diffusione della luce in un sistema complesso come il corpo umano, misurandone poi la deformazione grazie a una nanosonda 10.000 volte più piccola di un capello.

Nuove linee guida per tornare a fare sport

Tengono conto dell’evoluzione della pandemia

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In tempi di Covid è necessario calibrare ogni attività per cercare di contrastare la diffusione del virus. Per questo, gli esperti dell’American Academy of Pediatrics hanno pensato a un aggiornamento delle linee guida sullo sport.

«Per prima cosa l’AAP invita tutti gli idonei a vaccinarsi contro Covid-19 appena possibile», esordisce Susannah Briskin, professore associato di pediatria alla Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, nonché autrice principale della guida AAP, spiegando che il documento si applica a bambini e adolescenti che partecipano e/o ritornano all’attività fisica.

«Milioni di ragazzi dai 12 anni in su sono stati vaccinati, con un’efficacia duratura e quasi completa a fronte di un rischio incredibilmente basso, al punto che il rapporto rischio-beneficio in tutto lo spettro di età favorisce fortemente il vaccino».

Covid, perché la variante inglese è diventata dominante

Nel sistema immunitario la chiave per capire il successo della variante Alpha

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In pochi mesi, la variante inglese – catalogata qualche giorno fa “Alpha” dall’Oms – ha conquistato la scena diventando dominante sia negli Stati Uniti che in Europa. Ma cosa ha determinato questo rapido successo?

Un team di ricercatori inglesi se lo è domandato in una ricerca che ha indagato i meccanismi biologici alla base della diffusione del virus. Secondo i ricercatori, la variante Alpha ha la capacità di aggirare la prima linea di difesa del sistema immunitario, guadagnando tempo per diffondersi nell’organismo.

“Siamo rimasti molto colpiti da quanto emerso dallo studio – ha spiegato commentando la ricerca al ‘New York Times’, Maudry Laurent-Rolle, fisico e virologo della Yale School of Medicine – Per ‘funzionare’ i virus devono riuscire a superare la barriera del sistema immunitario. Se riescono a farlo diventano più forti e quindi più pericolosi”.

Aumento di peso in gravidanza, come gestirlo

Fra gli 11 e i 16 kg il giusto incremento di peso in media

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Quando si scopre di aspettare un bambino sono tante le domande a cui si cerca di dare risposta e non solo relative a come sarà il neonato o a come prepararsi ad accoglierlo. Uno dei dubbi più diffusi fra le donne in gravidanza è: quanto è giusto che aumenti il mio peso nei prossimi 9 mesi? Cosa devo o non devo mangiare per gestirlo al meglio?

Al fine di inquadrare delle linee guida utili a tutte le future mamme, Gemma Fabozzi, embriologa clinica e nutrizionista del centro B-Woman di Roma, condivide i suoi consigli per un aumento di peso graduale ed equilibrato.

Durante la gravidanza, i bisogni fisiologici e i fabbisogni nutritivi della donna cambiano molto rispetto alla vita di tutti i giorni, al fine di permettere al feto di crescere sano e forte e preparare la mamma al parto e all’allattamento. L’alimentazione diventa quindi un fattore di primaria importanza in questo delicato periodo.