Sex & The City senza Samantha Jones: il revival sembra realtà 

Sex & the city sembra ritornare sugli schermi per la gioia di noi piccole grandi donne che con quella serie televisiva abbiamo imparato una dura verità: ovvero che il principe azzurro non esiste. 

Abbiamo anche imparato ad osare con l’abbigliamento e a sognare di essere indipendenti lavorativamente e sessualmente parlando. 

Eppure l’emblema di tutto questo, Samantha Jones (interpretata da Kim Cattral) sembra non fare parte del cast del revival

Samantha Jones vera musa ispiratrice della serie 

Per quanto  Carrie sia senz’altro la colonna portante della serie, Samantha è la nostra musa ispiratrice, e senza di lei la serie che tanto ci ha insegnato sui rapporti uomo/donna ed equilibrio lavoro/vita privata, non sarà più la stessa cosa. 

Dai suoi outfit supersexy e disinibiti, abbiamo appreso che si può sempre essere belle e sentirsi supersexy a prescindere dall’età; che chiunque può mantenersi in forma, basta avere se stesse come priorità e che l’amore non è solo figli, fiori e matrimonio, ma anche tanta passione e complicità, anche con un tot boy. 

10 delle migliori citazioni di Samantha Jones

Dall’amore, al lavoro, passando per l’amicizia e il sesso, Samantha Jones è un vero è proprio pozzo di saggezza. Ecco le 10 frasi di Samantha Jones che dovresti sempre tenere a mente. 

Se dovessi preoccuparmi di quello che ogni stronza a New York dice di me, non dovrei mai lasciare casa. 

Come di certo saprete, ho sempre amato il mio corpo per com’è 

Ti amo, ma amo me stessa di più 

Dì ad un uomo “ti odio” e avrai in cambio il miglior sesso della tua vita. Dì ad un uomo “ti amo” e probabilmente non lo vedrai mai più in vita tua. 

Si, sono dura. E sono anche esigente, testarda, autosufficiente e ho sempre ragione. 

I buoni ti fottono, i cattivi ti fottono….. e il resto non sa come fotterti 

Se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è 

Tesoro, non puoi ascoltare ogni singola voce che ti passa per la testa. Uscirai pazza. 

Gli uomini tradiscono per lo stesso motivo per cui i cani si leccano le palle: perché ci riescono.

Ho 52 fottutissimi anni e starò una favola in questo vestito 

5 chili in più durante le feste

Eccesso di calorie, serve un decalogo

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Panettoni, dolci tipici, arrosti e primi super conditi. Che abbiano scelto la soluzione casalinga o abbiano optato per i ristoranti, una cosa in comune per tutti gli italiani sono sicuramente stati gli stravizi alimentari.
Gli esperti calcolano che in media l’ago della bilancia può arrivare a segnare fino a 5 chili in più rispetto all’inizio del periodo festivo. I colpevoli? Sicuramente pranzi e cenoni ma solo in piccola parte: a influire soprattutto la cattiva abitudine di mangiucchiare durante l’intero arco della giornata (66%). Senza considerare che a Natale sembra che la maggior parte degli italiani trascuri ogni principio di sana alimentazione e corretta idratazione (42%). La molla scatenante di questa debacle calorica? Un mix tra il tentativo di combattere la noia (55%), cosa che sicuramente è molto sentita durante le festività, ma anche le lunghe ore passate davanti al piccolo …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | alimentazione, natale, grassi,

Libri per scelta

Che siano cartacei o elettronici, i libri hanno sempre un grande potere. Dalla sua pagina Instagram @lestoriedibea, Beatrice ci consiglia alcune tra le sue letture preferite. Lasciamoci trasportare da tante storie diverse, sogniamo, viaggiamo, riflettiamo. Magari, osiamo scegliere quel genere che non sempre ci ispira, chissà, magari ci aspettano delle sorprese straordinarie.


Cronache del mondo emerso - Le storie di Bea

1 TRILOGIA CRONACHE DEL MONDO EMERSO – Licia Troisi
Genere: Fantasy

A Nihal piaceva starsene là sopra da sola, con la brezza a scompigliarle i lunghissimi capelli […] Quando stava lassù era come pacificata. Poteva concentrarsi solo su se stessa, sui suoi pensieri più nascosti, su quella vaga malinconia che certe volte l’abbracciava, sul mormorio lento che ogni tanto sentiva levarsi dal fondo della sua anima”

Il Mondo Emerso si trova a dover affrontare una battaglia: i popoli devono unirsi per combattere un nemico comune.


Dentro l'acqua - Le storie di Bea

2 DENTRO L’ACQUA – Paula Hauwkins
Genere: Thriller

Alcune cose devi lasciarle andare
Altre non puoi
Difficile stabilire quali
-Emily Berry, The Numbers Game-

Storie di donne “scomode”. Un fiume e la sua acqua che inghiotte nel profondo.
Inghilterra Nord-est.
Uomini che odiano le donne.
Donne che sanno ottenere.
Una vecchia che “sente” i morti e parla con loro.
Un braccialetto perduto e un accendino ritrovato.


Rock and resilienza - Le storie di Bea

3 ROCK AND RESILIENZA – Paola Maugeri
Genere: Biografico/Saggistica

Paola racconta il suo viaggio nella vita attraverso le interviste fatte ai grandi della musica rock.
Capitolo dopo capitolo, ci si mette in discussione, si riflette al ritmo di un album e si comprende come la musica insegna a stare al mondo.


L'eleganza del riccio - Le storie di Bea

4 L’ELEGANZA DEL RICCIO – Muriel Barbery
Genere: romanzo filosofico

Colombe crede che è possibile “affrettarsi a dimenticare”. In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente e, quando non sappiamo costruire il presente, ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani e rimaniamo fregati, perché domani finisce sempre per diventare oggi. Quindi non bisogna affatto dimenticare. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le forze. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.

Barbery è eccezionale. Semplicità è uguale a profondità.
Un libro intenso di vita, a tratti molto riflessivo, consigliato a chi vuole capirne di più della propria vita, delle apparenze, di semplicità e di profondità.


Pomodori verdi fritti - Le storie di Bea

5 POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFÈ DI WHISTLE STOP – Fanny Flagg
Genere: romanzo umor

La storia di Ruth e Idgie, l’amicizia tra Evelyn e la logorroica e stramba ma dolcissima signora Threadgoode trasportano in un mondo ad oggi quasi sconosciuto. Alabama nella Depressione e Alabama negli anni ’80. Quando per le notizie si ascoltava la radio, quando c’era il bollettino settimanale e, qualche decennio dopo, una Evelyn che si interroga sul perché si dica “ne ho le palle piene”, invece di ovaie, anche se si è donne.
Il giudizio della gente, il razzismo, l’ipocrisia umana, la cattiveria umana, la bontà umana. La ricchezza e la povertà, il lavorare sodo, le gioie, l’essere ciò che si è a prescindere dal resto.

FANNIE FLAGG ha la bacchetta magica, ti fa ridere e riflettere su temi delicati e vorresti che il libro non avesse una fine.
Da leggere con molta calma, quando si è di corsa e si necessita di leggerezza ma non banalità.
Possibilmente accompagnati da una tazza di caffè o di thè.


L'abbazia di Northanger - Le storie di Bea

6 L’ABBAZIA DI NORTHANGER – Jane Austen
Genere: classico letteratura inglese

“Nessuno, vedendo Catherine Morland da bambina, avrebbe mai immaginato che fosse destinata a diventare un’eroina.”
[…] prima o poi deve pur succedere qualcosa che metta un eroe sulla sua strada e qualcosa succederà.”

Ironico, a tratti cupo nel rispetto dello stile gotico, descrittivo, incalzante, romantico. Ovviamente a lieto e soddisfacente fine.

Catherine è una ragazza semplice, non chissà che bella o intelligente ma con una fervida immaginazione che le porterà non pochi guai.
Tramite benestanti amici di famiglia, le si presenta l’occasione di entrare nella società del tempo e conoscere i Thorpe, fratello e sorella e i Tilney, fratello e sorella. Si muove tra balli, teatro, passeggiate, letture e un corteggiatore respinto, finché riceve l’invito di passare alcuni giorni all’abbazia di Northanger, apparentemente avvolta da un terribile segreto…


Il giardino segreto - Le storie di Bea

7 IL GIARDINO SEGRETO – Frances Hodgson Burnett
Genere: narrativa classica per ragazzi

“Sullo stelo dove coltivi una rosa, non potrà mai sbocciare un cardo”

“Come può diventare più bella una persona se sorride!”

Vi verrebbe mai in mente, sapendo che una persona ha una malattia molto grave e contagiosa, di andare a rovistare fra le sue cose, non per offrire aiuto, ma per curiosità o leggerezza, sapendo che correte il rischio di ammalarvi e forse morire per quel contagio? Penso di no, che non vi verrebbe mai in mente di farlo. Ebbene, spesso si corre un rischio ancora più subdolo, forse ancora più grave, quando si permette a un pensiero cattivo o anche semplicemente triste, di insinuarsi nella nostra mente e di restarci. Come si può combattere il microbo della malattia se subito si provvede a disinfettarci, così si può fare con il germe del pensiero che può nuocerci molto di più. Si riesce a cacciarlo, se non ci si compiace di tenerlo e farlo crescere.

Frances Hodgson Burnett è una certezza nella letteratura per ragazzi.
Che poi, questo Libro lo si apprezza davvero moltissimo da adulti perché affronta il tema della rinascita personale con la profondità, l’ingenuità e la purezza che solo il cuore dei bambini possiede.
Quel pezzo di cuore che ogni adulto dovrebbe impegnarsi a mantenere vivo, per sé stesso e per gli altri.


Il mio lungo viaggio - Piero Angela - Le storie di Bea

8 IL MIO LUNGO VIAGGIO – Piero Angela
Genere: Biografico

“Il consiglio che posso dare ai giovani è: nel vostro lavoro, qualunque esso sia, puntate all’eccellenza. Si può fare meglio: farsi venire un’idea nuova, leggere un libro in più, scoprire un nuovo dato, migliorare una presentazione, accelerare i tempi. Non accontentatevi…”

Una storia che parte dalla sua infanzia a Torino, con il padre psichiatra, ai suoi viaggi, fino ai nostri giorni.

Fa capire quanto piccola sia la nostra realtà, quanto c’è da scoprire fuori delle nostre mura di casa e della routine quotidiana. Quanto bisogna essere sempre critici e curiosi, laboriosi e insaziabili, onesti e gentili.
Piero è sicuramente un personaggio di forte impatto e dovrebbero esserci più persone “in mostra” con la sua mentalità.


Billy Elliot - Le storie di Bea

9 BILLY ELLIOT – Melvin Burgess
Genere: narrativa

“Era in gamba, questa Mrs Wilkinson. “Bella gamba dritta” ha detto. Bè, è più facile se hai le scarpe giuste, non puoi avere una posizione decente con gli scarponi ai piedi. “Bella linea” ha detto, qualunque cosa fosse una linea. Era faticosissimo. Provateci voi, a star lì in equilibrio su una gamba, con l’altra gamba tesa all’indietro e le braccia in avanti e tu lì fermo per un minuto, e non devi tremare. È faticoso. Bisogna essere maledettamente forti.”

Ambientato nel 1984, durante un durissimo sciopero dei minatori inglesi per la chiusura delle miniere indotta dalla Thatcher, tra i provvedimenti alla profonda crisi che aggrava il Paese.

Billy ha dodici anni, sua madre è morta, suo padre e suo fratello sono entrambi minatori. Il papà vorrebbe che Billy facesse pugilato, che imparasse a badare a se stesso, perché è quello che devono fare gli uomini della loro famiglia: tenere duro e combattere. Ma Billy ha un altro sogno: vuole diventare ballerino, perché quando balla è davvero se stesso. Per lui, è come avere un fuoco dentro.

Si toccano tante di quelle tematiche, che non può non prendere il lettore: la mancanza e il vuoto che lasciano una persona cara, il rapporto conflittuale ma comunque di sostegno in famiglia, il combattere per essere sé stessi, l’accettazione di ciò che si è, l’importanza della comunità, del lavoro, il riscatto personale in tutte le sue forme.
E la danza.
Non ci sono “attività da femmine e attività da maschi”. Se vuoi fare il ballerino non vuol dire che tu sia omosessuale e anche se lo fossi, non è importante e soprattutto non è un problema.

È vero che la danza non é per tutti ma tutti possono ballare, soprattutto quando l’insegnante è un punto di riferimento che tiene alla tua salute e benessere generale; che non ti vede come mero profitto ma come persona da guidare.


Qualcosa di grandioso. Le storie di Bea

10 QUALCOSA DI GRANDIOSO – Boncinelli. Corbellini. Giorello. Pievani. Rovelli. Zellini
Genere: saggistica scientifica

C’è qualcosa di grandioso in questa idea della vita, con le sue infinite potenzialità, originariamente infuse dal Creatore in pochissime o in una sola forma; e, mentre questo pianeta ha continuato a roteare seguendo le immutabili leggi di gravità, da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolgono”.

Così Darwin concludeva la sua “Origine della specie”, l’opera che nell’ultimo secolo e mezzo ha cambiato radicalmente la visione scientifica del mondo e la stessa concezione della vita.

Un viaggio nella scienza con sei studiosi italiani, passando per il perno di tutto, che è la nostra mente e i suoi strumenti: ossia la logica, che arriva a costruire l’ordine matematico del mondo; e la filosofia, il cui atteggiamento critico ci aiuta a convivere con l’incertezza.


Il caffè dei piccoli miracoli le storie di Bea

11 IL CAFFÈ DEI PICCOLI MIRACOLI – Nicolas Barreau
Genere: romanzo rosa

Eleonore Delacourt è francese e ha venticinque anni. Invece di agire d’impulso, riflette.

Accade tutto a Venezia e dato che l’autore è francese e vive in Francia, bisogna riconoscerne l’eccellente lavoro di minuziosa ricerca, nello descrivere Venezia. L’attenzione verso la lingua, come i dialoghi in dialetto veneto, merita la lettura del libro.


Beatrice Moretto - Le storie di Bea

Recensioni a cura di: Beatrice Moretto, @lestoriedibea

photo: Unsplash

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Mio buon Natale, te lo ricordi com’eri prima?

Quest’anno, l’abbiamo capito, il Natale sarà diverso per tutti. Se da un lato qualcuno ha già iniziato da settimane a decorare la casa per infondersi di atmosfera natalizia e rallegrare un po’ gli animi, dall’altro ci sono persone che saranno costrette a passare le feste lontane dai propri cari, a causa delle restrizioni sugli spostamenti o gli arrivi dall’estero. 

A cura di Valeria Baruzzo

In ogni caso, che si faccia parte del primo o del secondo gruppo, siamo tutti stimolati a riflettere su cosa significhi il Natale per noi. Nella maggior parte dei casi, le festività natalizie corrispondono esattamente a quello che siamo invitati a evitare quest’anno: assembramenti, abbracci, baci, carezze, rimpatriate, viaggi. Insomma, calore umano che nella vita di tutti i giorni non abbiamo tempo di alimentare perchè, correndo in modo frenetico, ci dimentichiamo di dedicare parole e pensieri a chi vogliamo più bene. Invece, a Natale ci riscattiamo un po’ tutti, che sia con un regalo ben pensato o con un semplice biglietto di auguri, una telefonata o una cena insieme a persone che non rivediamo da tanto (una mangiata più o una meno non fa differenza e lo sappiamo benissimo). Poi, ci sono anche i Grinch della situazione, che invece saranno ben contenti di evitare inutili rimpatriate familiari in cui si parla sempre delle stesse cose, si sente il solito “ma i figli, a quando?”, “la laurea quando arriva?”, “la fidanzata quest’anno l’hai trovata?”, “uh, come sei ingrassata!”, il tutto sfoderando il più falso dei sorrisi mentre si ringrazia per regali imbarazzanti che verranno rivenduti su internet il giorno dopo. Natale è un po’ entrambe le cose, forse. Un po’ magico e un po’ stressante. Ma in nessun caso dovrebbe essere solitudine.

© Sani per Scelta

Photo by Annie Spratton Unsplash

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Cancro al seno HER2 positivo, efficace trastuzumab

Nuovi dati dimostrano l’efficacia della molecola

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I nuovi dati relativi a trastuzumab deruxtecan per il trattamento del cancro al seno metastatico HER2 positivo confermano i benefici assicurati dalla terapia.

Lo studio DESTINY-Breast01 di fase II ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’anticorpo monoclonale coniugato in pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo non resecabile e/o metastatico precedentemente trattato con T- DM1, un anticorpo monoclonale coniugato di prima generazione.

Trastuzumab deruxtecan è un anticorpo monoclonale coniugato di nuova generazione costituito da tre elementi, un anticorpo monoclonale anti-HER2IgG1 umanizzato, cosa che consente di minimizzare le possibili reazioni immuni verso l’anticorpo stesso, un linker clivabile e il carico farmacologico costituito da deruxtecan, – spiega uno dei ricercatori del DESTINY-Breast01 trial, il francese Fabrice André.

TRECCIA DI NATALE: PAN BRIOCHE MELE, CANNELLA E CIOCCOLATO FONDENTE

Buonissimo pan brioche farcito, ottimo a colazione e come merenda, strepitoso riscaldato in forno nei giorni successivi (se avanza). Puoi variare la farcia a tuo piacere, ma evita frutti troppo acquosi (pere, frutti di bosco, ananas, ecc). Con una treccia riesci a fare circa 12 porzioni.

Cosa serve

Ingredienti per la prima ciotola:

250g di farina 00 e 250 g di farina di manitoba

1 bustina di lievito di birra secco (aggiungere 2 cucchiai di zucchero) oppure il lievito per pan brioche. Mescolare le farine e il lievito con un cucchiaio.

Ingredienti per la ciotola dell’impasto:

200g di latte tiepido (noi abbiamo usato il latte di mandorla non zuccherato)

80 ml di olio di semi (girasole, arachidi o di vinaccioli)

un uovo

100g di zucchero

la buccia grattugiata di un limone

un pizzico di sale

una bustina di vanillina

Ingredienti per la farcia:

due mele golden grosse

un cucchiaio di olio di semi

due cucchiai di zucchero

il succo del limone da cui è stata grattugiata la buccia

cannella q.b (se piace)

cioccolato fondente a tocchetti

Come si prepara

Preparare due ciotole, in una mettere la farina e il lievito, nell’altra mettere gli ingredienti liquidi per l’impasto. Mescolare tutti gli ingredienti con un cucchiaio. Dalla prima ciotola con la farina, iniziare a versare poco alla volta la farina nella ciotola dei liquidi e quando si vede che si forma un impasto lavorabile con le mani, iniziare a lavorarlo sul tavolo un po’ infarinato. Quando l’impasto è liscio, rimetterlo nella prima ciotola, fare una croce sull’impasto con un coltello e lasciare lievitare coperto da un panno per 2 ore.

Sbucciare le mele, tagliarle a tocchetti e cuocile in padella con l’olio per circa 10 minuti a fuoco medio aggiungendo il succo del limone, cannella q.b., due cucchiai di zucchero. Una volta cotte ma non ridotte a “marmellata”, spegnere e far raffreddare.

Passate le due ore, reimpastare velocemente e poi iniziare a stendere l’impasto con un mattarello fino a farne una sfoglia quadrata (più o meno) da tagliare poi in strisce della stessa lunghezza e larghe circa 10 cm ciascuna, come se fossero i nastri con cui poi fare la treccia. Mettere un pochino di mele nel centro dei nastri facendo attenzione a non mettere l’eventuale parte liquida e a non mettere troppa farcia, e aggiungere i tocchetti di cioccolato. Poi chiudere il nastro come pinziandolo con le dita come se si dovesse fare un grosso tortello ripieno. Prendere la teglia da forno, mettere carta forno, con delicatezza mettere i nastri ripieni sulla teglia e iniziare a fare la treccia sempre con delicatezza. Una volta fatta, spennellare con un po’ di latte e tuorlo d’uovo, e con il pennello sigillare eventuali “buchi”. Cospargere la treccia con zucchero di canna o granellini di zucchero e lasciare riposare per 20 minuti. Intanto scaldare il forno ventilato a 170 gradi (190 gradi se statico), mettere la treccia in forno caldo per circa 30-35 minuti. Lasciare raffreddare e buon appetito!!!

Acne del tronco, disponibile nuovo farmaco

Retinoide topico di nuova generazione

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Galderma ha annunciato la disponibilità in Italia di trifarotene 50 µg/g crema, il primo retinoide topico studiato specificamente per l’acne moderata sia del tronco (spalle, torace e dorso) che del volto, in pazienti a partire dai 12 anni di età.

L’acne è una malattia cronica della pelle che colpisce in Europa circa 70 milioni di persone. L’acne non è assolutamente una cosa da ragazzi. Anzi, spesso e volentieri persiste anche oltre l’età adolescenziale, tanto che oltre 19 milioni di adulti, esattamente la metà degli italiani di età compresa tra i 15 e i 64 anni, sono potenzialmente a rischio; inoltre, il 50% dei pazienti con acne del volto presenta anche lesioni al tronco. I più comuni effetti a lungo termine dell’acne sono la pigmentazione post-infiammatoria e le cicatrici, presenti in oltre il 40% dei pazienti.

Natale, dimmi come fai gli auguri e ti dirò chi sei. Profilo semiserio del Natale ai tempi dei social

Whatsapp per tutti o auguri a rete unificate su Facebook? Quest’anno, causa anche le restrizioni che impediranno a molte persone di festeggiare il Natale insieme, la maggior parte degli auguri sarà davvero solo virtuale. Anche per riderci un po’ su, abbiamo pensato ti proporvi il profilo semiserio del Natale ai tempi dei social (e, purtroppo, del Covid-19). Buon divertimento e… buone feste! Leggi sotto e scopri che tipo sei.

Sei il tipo Whatsapp?

Pratico, poco tempo da perdere, un messaggio unico va bene per tutti, magari invio un video o messaggio vocale che ci metto 4 secondi e me la cavo in fretta. Il tipo Whatsapp si divide in due categorie: la categoria “Io faccio gli auguri a tutti i miei contatti del telefono” e partono auguri indistinti anche a “ma questo chi è che non me lo ricordo più?”. Selezionare gli auguri evita brutte figure del tipo: “Grazie, ma chi sei?”, e ti permette di fare auguri a persone che davvero ami, e con cui sei in contatto o hai qualcosa da condividere. Poi ci sono quelli che dicono: “Io rispondo solo a chi me li fa (gli auguri)”. In questo caso non serve la psicologia per dirti che il “mondo non gira intorno a te”. Attenzione perché potresti avere amare delusioni.

Sei il tipo Facebook?

C’è lei più romantica, curiosa ed esibizionista, poi c’è lui polemico, intollerante ed esibizionista, l’amante degli auguri su Facebook sta già cercando l’immagine giusta per augurare a tutti Buon Natale, Buona Vigilia, Buon Santo Stefano, Buon lunedì dopo Natale, e così via fino alla Befana e a lunedì 9 gennaio quando compariranno i post: “Oggi rotolo al lavoro!”. Il tipo Facebook ci sta male se non riceve piogge di consensi e I like per gli auguri, ma non sarebbe male cercare di usare i social anche per inviare un messaggio su cui far riflettere gli amici. Per esempio, anche se è Natale, non mandare in vacanza il cervello: ci sono stelle di Natale che non brillano in zone devastate dalla guerra, nelle case dei malati, in quelle dei milioni di poveri anche in Italia che non mangeranno il panettone a meno che qualcuno non glielo compri. Insomma, non mandiamo la coscienza in vacanza, usiamo i social per dire qualcosa.

Sei il tipo Instagram?

Sognatore, esibizionista, viaggiatore, curioso, esibizionista, amante del bello, del buono e anche dell’eccentrico, qui tutto si gioca sull’immagine e la ricerca di qualcosa che personalizzi il proprio Natale. Le immagini comunicano più di mille parole, lo sappiamo, ma per favore cerca qualcosa di originale ed evita gli auguri con cappellino da Babbo Natale e boccuccia a cuore. Se davvero vuoi lasciare una “storia” su Instagram scegli con cura cosa rappresenta il tuo Natale.

Sei il tipo da telefonata?

Eccentrico, certamente fuori dal coro e tradizionale, ama differenziarsi dalla massa e dalle mode, ama stupire ma soprattutto ama il calore del “Pronto? Ma che bella sorpresa! Buon Natale a te.” È selettivo, forse ha pochi amici ma tutti importanti nella sua vita. Pochi ma buoni è il suo motto. Attenzione però ad evitare la telefonata negli orari del pranzo di Natale, negli orari della messa o alla mattina presto, evita di chiamare durante i preparativi del pranzo di Natale (nessuno  risponde al cellulare o al telefono mentre prepara le lasagne), non chiamare dopo il pranzo di Natale perché potresti interrompere la tombola… insomma scegli con cura quando chiamare. Oppure manda un messaggio (vedi sotto).

Sei il tipo da messaggio?

Da non confondere con il tipo da Whatsapp il tipo da messaggio è colui che, indipendentemente dalla tecnologia che utilizza (Whasapp, Facebook, SMS – ebbene sì c’è ancora chi li invia), invia un messaggio personalizzato a ciascuno dei suoi contatti concentrandosi su ogni singola parola e disegnino. Inutile dire quanto rimane male alla vista di catene e messaggi preconfezionati quando li riceve. Se ti riconosci in questo profilo hai la nostra ammirazione, cerca però di non prendertela troppo, il solo fatto di ricevere l’augurio di Natale da qualcuno, anche se preconfezionato significa che ha avuto un pensiero per te.

Coronavirus, meglio l’aspirina per i primi sintomi

Documento del Mario Negri suggerisce di evitare il paracetamolo

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C’è un ampio dibattito attorno ai nuovi vaccini in arrivo e ai farmaci specifici che si stanno studiando per abbattere definitivamente la resistenza di Sars-CoV-2, ma chi avverte i primi sintomi riconducibili all’infezione cosa deve fare?

Nei mesi e nelle settimane scorse Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, ha ricevuto decine di richieste di aiuto da medici di tutto il mondo, persone con le quali era entrato in contatto e confidenza durante il suo mandato di presidente della Società Internazionale di Nefrologia.

I medici che gli scrivevano dall’Africa e dall’Asia chiedevano un protocollo da seguire per i pazienti infetti ma non in condizioni tali da dover essere ricoverati. Consigli preziosi proprio per evitare una degenerazione dell’infezione.