Coronavirus, l’immunità sembra durare poco


Intanto Desametasone ha ridotto in maniera significativa le vittime del virus

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Diversi casi registrati in giro per il mondo di ripositivizzazione – ultimo una donna di Pozzuoli – e uno studio del King’s College di Londra non promettono nulla di buono per quanto riguarda la diffusione del nuovo coronavirus e della malattia che ne può conseguire, Covid-19.
Secondo lo studio inglese, l’immunità acquisita durante l’infezione da nuovo coronavirus sembra protrarsi solo per qualche mese. I ricercatori hanno analizzato 90 ex pazienti, osservando il calo progressivo del loro livello di anticorpi, che raggiungono invece il picco dopo circa 3 settimane dalla comparsa dei sintomi. A distanza di 3 mesi, soltanto il 17% dei pazienti mostra la stessa potenza nella risposta immunitaria. Anche un’altra ricerca, pubblicata su Nature, mostra che i livelli di anticorpi protettivi si riducono di oltre il 70% durante la convalescenza e in alcuni soggetti non sono più rilevabili.
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Keywords | coronavirus, influenza, pandemia,

13 morti, lieve aumento dei contagi


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 13 per un totale di 34.997 morti.
I casi totali sono ora 243.506, con un aumento di 162 positivi nell’ultima giornata.
I pazienti in terapia intensiva sono scesi a 60.
Intanto, è confermata la notizia di una reinfezione ai danni di una donna di Pozzuoli: “Una nostra concittadina è risultata positiva al test Covid-19. Me ne ha dato notizia l’ASL Napoli 2 Nord, informandomi che si tratta di una persona ripositivizzata: aveva già contratto il virus mesi fa, poi guarita, è ora nuovamente positiva”. Lo ha scritto il sindaco Vincenzo Figliolia, confermando il dato dell’unità di crisi della Regione Campania.
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

17 morti, 60 pazienti in terapia intensiva


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 17 per un totale di 34.984 morti.
I casi totali sono ora 243.344, con un aumento di 114 positivi nell’ultima giornata.
I pazienti in terapia intensiva sono scesi a 60.
Intanto, è confermata la notizia di una reinfezione ai danni di una donna di Pozzuoli: “Una nostra concittadina è risultata positiva al test Covid-19. Me ne ha dato notizia l’ASL Napoli 2 Nord, informandomi che si tratta di una persona ripositivizzata: aveva già contratto il virus mesi fa, poi guarita, è ora nuovamente positiva”. Lo ha scritto il sindaco Vincenzo Figliolia, confermando il dato dell’unità di crisi della Regione Campania.
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

13 morti, una donna si infetta per la seconda volta


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 13 per un totale di 34.967 morti.
I casi totali sono ora 243.230, con un aumento di 169 positivi nell’ultima giornata.
Intanto, è confermata la notizia di una reinfezione ai danni di una donna di Pozzuoli: “Una nostra concittadina è risultata positiva al test Covid-19. Me ne ha dato notizia l’ASL Napoli 2 Nord, informandomi che si tratta di una persona ripositivizzata: aveva già contratto il virus mesi fa, poi guarita, è ora nuovamente positiva”. Lo ha scritto il sindaco Vincenzo Figliolia, confermando il dato dell’unità di crisi della Regione Campania.
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

La liquirizia per sconfiggere il coronavirus

Blocca l’ingresso del virus nell’organismo

La liquirizia avrebbe la capacità di impedire l’ingresso del nuovo coronavirus nell’organismo umano.

Ad affermarlo è il past president della Società italiana di rinologia Desiderio Passali, che spiega:

L’urgenza di trovare molecole che possano contrastare l’insorgenza di Covid-19, nell’attesa che sia pronto un vaccino efficace, ha fatto sì che l’attenzione della scienza si sia rivolta anche a tutte quelle molecole che hanno un potenziale farmacologico contro il Sars-Cov-2, che sono sicure in termini di effetti avversi e che possono quindi rappresentare validi presidi di profilassi.

Ebbene, un recente studio condotto dall’Università di Napoli ha confermato quanto già diversi studi internazionali avevano evidenziato, e cioè che la glicirizzina, il principale costituente della liquirizia, ha la capacità di ostacolare l’ingresso dei virus all’interno delle cellule umane.

Coronavirus, Oms: Il peggio deve ancora arrivare

Ma l’affermazione non convince alcuni esperti

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“Il peggio deve ancora arrivare. Mi dispiace dirlo ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il coronavirus a diffondersi”.

A dichiararlo è il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La pandemia è ancora lontana dalla fine. La nuova normalità sarà convivere con il virus. Nei prossimi mesi avremo bisogno di ancora più resilienza, pazienza e generosità”.

Nel corso della prossima settimana, l’Oms invierà un team di esperti per indagare l’origine del nuovo coronavirus: «Conoscere l’origine del virus è molto, molto importante – ha sottolineato Ghebreyesus – Potremo rintracciare meglio il virus quando sapremo tutto su di lui, incluso come è iniziato. Manderemo un team la prossima settimana per prepararci per questo.

Covid-19, mortalità più alta per chi ha un cancro al polmone

Accesso alle terapie intensive inferiore alla media

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Durante la pandemia, i pazienti colpiti da tumore al polmone hanno avuto meno accesso alle terapie intensive (8,3%) rispetto agli altri pazienti oncologici (26%) e la mortalità è stata molto più elevata (35% rispetto al 13%). A rivelarlo sono i risultati preliminari del primo studio internazionale sugli effetti del coronavirus nei pazienti con tumore toracico, pubblicato in questi giorni su Lancet Oncology.

Lo studio è stato coordinato da Marina Chiara Garassino, Responsabile dell’Oncologia Toracica presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e presidente di Women For Oncology Italy insieme a Leora Horn del Vanderbilt-Ingram Cancer Center di Nashville, USA.

Arresto cardiaco e Covid, linee guida per il primo soccorso

Conciliare soccorso e necessità di limitare il contagio

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Soccorrere le persone colpite da arresto cardiaco e allo stesso tempo garantire una protezione adeguata dal contagio per i soccorritori.

È questo l’obiettivo delle linee guida su primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare durante la pandemia di Covid-19 pubblicate da Italian Resuscitation Council (IRC), società scientifica accreditata presso il Ministero della Salute e associazione senza scopo di lucro che riunisce medici e infermieri esperti in rianimazione cardiopolmonare.

Le linee guida, che riprendono e adattano alla realtà italiana il vademecum diffuso a livello internazionale dallo European Resuscitation Council (ERC), al quale anche IRC ha collaborato direttamente con i suoi rappresentanti, toccano alcuni aspetti essenziali, come la necessità che anche e soprattutto le persone comuni intervengano, chiamino il 112 o il 118.

Coronavirus nel nord Italia già a dicembre

Studio sulle acque reflue svela la presenza precoce del virus

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Nelle acque di scarico di Milano e Torino c’erano già tracce del virus SARS-CoV-2 a dicembre 2019.

Lo ha scoperto uno studio in via di pubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità realizzato attraverso l’analisi di acque di scarico raccolte in tempi antecedenti al manifestarsi della COVID-19 in Italia.

I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del nord Italia sono stati utilizzati come ‘spia’ della circolazione del virus nella popolazione.

“Dal 2007 con il mio gruppo portiamo avanti attività di ricerca in virologia ambientale e raccogliamo e analizziamo campioni di acque reflue prelevati all’ingresso di impianti di depurazione”, spiega Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute del Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Coronavirus, utile anche raloxifene

Altro farmaco potenzialmente utile nella lotta a Covid-19

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Un farmaco utilizzato per la cura dell’osteoporosi sembra efficace nel contrasto al virus Sars-CoV-2. Si chiama raloxifene e fa parte dei farmaci definiti “modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni” (SERMs, selective estrogen-receptor modulators).

Il consorzio europeo “Exscalate4CoV” ne sta valutando la potenzialità terapeutica contro Sars-CoV-2 e ha ribrevettato il farmaco per la nuova indicazione (uso universalistico).

Le potenzialità del farmaco sono state individuate grazie allo screening virtuale realizzato su oltre 400mila molecole. Delle 7mila molecole promettenti, 100 si sono dimostrate attive in vitro, mentre solo 40 hanno dimostrato di poter contrastare il virus su cellule animali. Di queste, raloxifene è apparsa la più promettente grazie alla sua capacità di ostacolo alla replicazione delle cellule infette.