Covid-19 è anche un’epidemia di disturbi psicologici

Aumento significativo della richiesta di assistenza psicologica

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L’onda lunga della pandemia da COVID ha prodotto notevoli ricadute sulla salute mentale. In questi lunghi mesi, centinaia di indagini sono state condotte a livello internazionale per quantificare gli effetti negativi che il COVID-19 sta avendo sul benessere psicologico. Numerosi sono i sintomi comportamentali descritti, sia in chi è stato contagiato dal virus, sia in chi, invece, è stato vittima di fattori indiretti come: lunghi periodi di quarantena, perdita del sostegno sociale e sovraesposizione a fenomeni di infodemia. Tutte le ricerche scientifiche svolte nell’ultimo anno sono concordi nell’indicare che la pandemia e le misure di quarantena stanno seriamente impattando la salute mentale. Questo ha sopraffatto i sistemi sanitari di molti paesi e, naturalmente, ha colpito gli operatori sanitari che combattono in prima linea.
“Quando COVID-19 ha colpito per la prima volta, i …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, psicologico, telemedicina,

Per dormire bene spegnete la Tv

Addormentarsi davanti al televisore acceso pregiudica il riposo

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Malgrado molti si diranno non d’accordo con le conclusioni di questo studio, pare proprio che addormentarsi davanti alla Tv accesa non faccia riposare bene. A dirlo è una ricerca dell’Università di Salisburgo pubblicata sul Journal of Neuroscience.
Molte persone hanno l’abitudine di utilizzare la Tv come “sonnifero”, addormentandosi pian piano davanti a un vecchio film. Un approccio divenuto più comune negli ultimi tempi di pandemia, nei lunghi periodi di isolamento e quarantena che molti hanno vissuto a causa di Covid-19.
I ricercatori austriaci hanno misurato l’attività cerebrale di 17 adulti addormentati in risposta a voci familiari e sconosciute. Queste ultime hanno suscitato più complessi K, cioè tipi di onde cerebrali legate a disturbi sensoriali durante il sonno, rispetto alle voci familiari.
Le stesse onde possono essere attivate anche dalle voci familiari, ma la differenza …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | dormire, onde, Tv,

Covid, rischio di contagio trascurabile con le Ffp2

È difficile però stabilire una distanza di sicurezza univoca

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Si può quantificare il rischio di contagio da Sars-CoV-2 in funzione della distanza interpersonale temperatura, umidità e tipo di evento respiratorio considerato.
A sostenerlo è uno studio del prof. Francesco Picano dell’Università di Padova a cui hanno collaborato Federico Dalla Barba e Jietuo Wang e il prof. Alfredo Soldati dello stesso ateneo, il dottor Alessio Roccon della Technische Universität Wien e Università di Udine e il prof. Gaetano Sardina della svedese Chalmers University of Technology. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the Royal Society Interface.
Le strategie per combattere Covid-19, oltre al fondamentale utilizzo del vaccino, si basano su lockdown più o meno totali, distanziamento interpersonale (1-2 metri, three/six-feet rule), sanificazione di superfici e mani o areazione degli ambienti. La puntuale revisione di queste modalità di profilassi è fondamentale …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | mascherine, Ffp2, distanza,

A caccia di Zitromax, ma non serve a niente contro Covid-19

Antibiotico ormai introvabile in tutte le farmacie

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Ormai esaurite le scorte di Zitromax, l’antibiotico a base di azitromicina utilizzato da molte persone per trattare l’infezione da Sars-CoV-2. Anche il generico risulta non più disponibile, dopo che negli ultimi 2 mesi, con l’aumentare dei contagi, le farmacie sono state letteralmente prese d’assalto dai cittadini impauriti.
Il problema è che l’azitromicina è completamente inutile in caso di Covid, anzi ci sono diversi studi che ne indicano la pericolosità quando assunta in combinazione con l’idrossiclorochina, altra sostanza molto in voga nelle cure fai da te.
“L’azitromicina è un antibiotico antibatterico che serve nella terapia di alcune infezioni batteriche, ma non serve a niente nella cura del Covid”, spiega Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova.
“La domanda è: serve la azitromicina nella cura del Covid? C’è un dato o uno studio che dica che serve a qualcosa? …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Zitromax, azitromicina, Covid,

Omicron, funziona il richiamo di Johnson

Protezione all’85 per cento contro l’ospedalizzazione

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Il richiamo con una seconda dose di vaccino Johnson & Johnson funziona nel ridurre le probabilità di ospedalizzazione in caso di infezione da variante Omicron di Covid-19.
Lo dimostra lo studio sudafricano di fase 3b Sisonke 2, come spiega Mathai Mammen, Responsabile globale Ricerca e Sviluppo di J&J: “I dati dello studio Sisonke 2 confermano che il richiamo del vaccino di Johnson & Johnson contro Covid-19 garantisce l’85% di efficacia contro l’ospedalizzazione nelle regioni in cui Omicron è dominante. Questo si aggiunge al nostro crescente corpo di evidenze che dimostra che l’efficacia del vaccino di Johnson & Johnson contro il Covid-19 rimane forte e stabile nel tempo, anche contro le varianti in circolazione come Omicron e Delta”.
“Crediamo – prosegue – che la protezione possa essere dovuta alle solide risposte delle cellule T indotte dal vaccino contro il Covid-19 di Johnson & …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, vaccino, dose,

Omicron, il vaccino protegge grazie alle cellule T

Anche se riesce a evadere gli anticorpi, i linfociti ci proteggono

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Le cellule T del sistema immunitario addestrate dal vaccino continuano a proteggerci anche a distanza di mesi dalla scomparsa degli anticorpi e anche contro Omicron. È ormai provata l’efficacia persistente del vaccino riguardo allo sviluppo delle forme gravi di Covid-19, ma uno studio del Santa Lucia di Roma svela che le cellule T riescono a proteggerci anche contro Omicron.
I ricercatori hanno condotto analisi immunologiche su campioni di sangue proveniente da 61 donatori che erano stati sottoposti a diverse tipologie di vaccinazione.
I linfociti T sono stati esposti alla proteina Spike della versione originaria di Sars-CoV-2, quella per la quale erano stati preparati i vaccini. Il 100% dei donatori ha risposto con l’attivazione dei linfociti T specifici per il coronavirus. I linfociti sono stati poi esposti ai frammenti mutati della proteina Spike della variante Omicron, mostrando …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Omicron, vaccino, linfociti,

Covid, vitamina D utile o no?

Studio cinese smentisce le ipotesi sull’efficacia della sostanza

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Il deficit di vitamina D non sembra correlato a una maggiore predisposizione allo sviluppo di forme gravi di Covid-19. Lo rivela uno studio pubblicato su Nutrition Journal e coordinato dal Primo ospedale di Nanchang e dall’Università Sun Yat-Sen di Guangzhou.
Il lavoro ha preso in esame 536.105 pazienti che hanno partecipato a diversi studi già sottoposti a revisione. Per ogni aumento di 10 nanogrammi per millilitro di vitamina D nel sangue non è stato verificata alcuna riduzione del rischio di Covid-19.
Gli integratori di vitamina D non hanno avuto alcuna rilevanza sul numero dei decessi e su quello dei ricoveri in terapia intensiva. Gli scienziati hanno anche appurato che l’eventuale carenza di vitamina D – meno di 20 nanogrammi per millilitro – o la sua insufficienza – meno di 30 nanogrammi – non era associata neanche a un aumento del rischio di infezione.
A conclusioni opposte è …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, vitamina, deficit,

Gli antigenici perdono efficacia contro Omicron

I tamponi rapidi mostrano un calo di sensibilità e specificità

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La variante Omicron non li rende del tutto inutili, ma ne ridimensiona la sensibilità e la specificità. È l’allarme lanciato dalla Fda sui tamponi antigenici utilizzati per scovare la nuova variante.
Secondo i dati analizzati dalla Fda, i test antigenici hanno maggiori probabilità di mostrare un risultato negativo nonostante l’infezione in corso se il soggetto è stato contagiato da Omicron.
“I dati preliminari suggeriscono che i test antigenici rilevano la variante Omicron, ma con una sensibilità ridotta”, ha comunicato l’autorità sanitaria americana, che tuttavia continuerà a permetterli, seguendo le indicazioni specifiche per l’uso. “Se una persona risulta negativa con un test antigenico, ma si sospetta che abbia il Covid-19, per esempio avendo dei sintomi o un’alta probabilità d’infezione dovuta all’esposizione – si legge nella nota diffusa dagli esperti della Fda – il follow-up con …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Omicron, antigenico, sensibilità,

Covid, i consigli per i medici di famiglia e i loro pazienti

Suggerimenti utili per contrastare la nuova ondata

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Sempre in prima linea: sono i medici di famiglia, le nostre sentinelle della salute. Ma lo scenario non è lo stesso di un anno fa. L’elevata contagiosità della variante omicron e l’alta aggressività della variante delta stanno accrescendo di molto la preoccupazione dei sanitari per l’aumento vertiginoso dei nuovi casi di Covid-19, a cui seguono ricoveri ospedalieri e decessi. A fronte dei dati in aumento, vi è una corsa al tampone in tutte le regioni, senza che vi sia sempre un’offerta corrispondente; il tracciamento è saltato; chi ha avuto l’immunità grazie all’infezione da variante delta può essere reinfettato da omicron, i cui tempi di incubazione sono ancora incerti, forse inferiori alle varianti precedenti. I vaccini restano la migliore arma di difesa, purché con tre dosi, indispensabili per proteggere dalla malattia severa in caso di variante omicron, che sta modificando sia le …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | medici, pazienti, Covid,

Covid, rischio di reinfezione più alto per le forme gravi

L’immunità dei guariti con forme lievi è più alta

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Sembra un controsenso, ma chi ha sviluppato Covid-19 in forma lieve beneficia di un’immunità più consistente e di un rischio di reinfezione più basso rispetto a chi ha subito una forma grave.
A sostenerlo è uno studio condotto dallo University of Texas Health Science Center di San Antonio e pubblicato su Plos One. I ricercatori hanno messo a confronto campioni di sangue di 2 gruppi di pazienti guariti da Covid-19 dopo 1 mese e ancora dopo 5 mesi dall’infezione. Un gruppo aveva subito una forma grave della malattia, con necessità di ossigenazione e terapia intensiva. È così emerso che a un mese dall’infezione esistono differenze nella memoria immunitaria fra i guariti da Covid grave e chi non si è ammalato gravemente. Questi ultimi mostrano una maggiore concentrazione di cellule immunitarie specifiche contro la proteina Spike, i linfociti B di memoria.
A 5 mesi c’è un calo generalizzato …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, immunità, reinfezione,