Il vaccino riduce la mortalità anche in caso di Covid grave


Studio mostra l’efficacia nei pazienti fragili in terapia intensiva

Uno studio condotto dal gruppo GiViTI (Gruppo italiano per la Valutazione degli interventi in Terapia Intensiva), coordinato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, pubblicato sulla rivista Intensive Care Medicine, organo ufficiale dell’European Society of Intensive Care, mostra come, a confronto con la popolazione non vaccinata che sviluppa Covid-19 grave, il vaccino è in grado di ridurre significativamente il rischio di morte anche nelle persone che sviluppano infezioni break-through, ovvero le infezioni che colpiscono le persone già vaccinate.
Lo studio, coordinato dal Laboratorio di Clinical Data Science del Mario Negri, ha arruolato nell’arco di un anno (dal 1 giugno 2021 al 31 giugno 2022) circa 1.000 pazienti provenienti da 27 terapie intensive. Dei 916 pazienti ricoverati in terapia intensiva, 262 erano vaccinati (28,6%). I pazienti vaccinati erano più …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, vaccino, terapia,

Covid, emorragie cerebrali in feti di donne incinte positive


Le donne possono trasmettere la malattia causando danni ai tessuti cerebrali

Vaccinarsi contro Sars-CoV-2 è sempre più imperativo per le donne incinte. Secondo un nuovo studio del King’s College di Londra, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste e dell’Università di Edimburgo, le donne incinte positive a Covid-19 possono trasmettere la malattia ai feti causando loro emorragie cerebrali con relativi danni al tessuto cerebrale in via di sviluppo.
Lo studio pubblicato su Brain non chiarisce se i danni siano dovuti direttamente al virus o alla reazione del sistema immunitario della donna, ma la conclusione è la stessa, cioè vaccinarsi il prima possibile.
Gli scienziati hanno analizzato 661 campioni di tessuto fetale raccolti fra il luglio del 2020 e l’aprile del 2022, osservando emorragie cerebrali in 26 di questi. Il virus era presente in tutti i campioni di tessuto con emorragia.
Nella maggior parte dei casi, i feti che …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, feti, cerebrale,

Le co-infezioni mettono a rischio gli under 5


Sintomi gravi più probabili in presenza di più infezioni

I bambini con meno di 5 anni colpiti da Covid e contemporaneamente da un’altra infezione corrono un rischio doppio di soffrire di sintomi gravi rispetto ai bambini più grandi.
A dirlo è un nuovo studio pubblicato su Pediatrics da un team dei Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti, dove proprio in queste settimane si assiste al proliferare di infezioni respiratorie multiple fra i bambini. Lo studio ha preso in considerazione 4.372 bambini ricoverati con Covid-19, il 21% dei quali è risultato positivo anche a un altro virus respiratorio.
Mentre nel primo anno della pandemia le coinfezioni sono state molto rare, virus sinciziale, rhinovirus ed enterovirus sono esplosi durante il periodo di predominanza della variante Delta e poi con Omicron.
In particolare per i bambini con meno di 2 anni, la compresenza di virus sinciziale e Sars-CoV-2 era associata a maggiori …  (Continua) leggi la 2° pagina infezione, Covid, sinciziale,

Gravidanza, Covid aumenta i rischi per mamme e bambini


Probabilità di decesso 8 volte più alta per la madre

L’infezione da Sars-CoV-2 e lo sviluppo di Covid-19 durante la gravidanza hanno l’effetto di aumentare i rischi sia per la madre che per il neonato. Stando ai dati ricavati da 12 studi internazionali, una donna incinta contagiata dal virus mostra una probabilità di decesso 8 volte superiore rispetto a quella di una donna della stessa età senza Covid.
La metanalisi è stata coordinata da Emily R. Smith della George Wasghinton University e pubblicata su Bmj Global Health.
“I risultati rafforzano la necessità di sforzi globali per ridurre al minimo il rischio di infezione Sars-CoV-2 durante la gravidanza attraverso campagne di vaccinazione mirate e altre misure protettive”, spiegano gli autori che evidenziano come finora “le linee guida globali sono state equivoche sui potenziali pericoli di un’infezione Covid in gravidanza e sui benefici e la sicurezza della vaccinazione, tanto che oggi …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, gravidanza, rischi,

Covid, il cuore dei vaccinati non rischia


Per i vaccinati non sono emersi maggiori rischi di patologie gravi

I vaccini anti COVID-19 non hanno causato un aumento del rischio di eventi avversi come infarto, ictus, arresto cardiaco, miocarditi, pericarditi e trombosi venose profonde. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Vaccines e coordinato da Lamberto Manzoli, medico epidemiologo e professore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna.
La ricerca – che ha coinvolto anche studiosi dell’Università di Ferrara e dell’ASL di Pescara – ha seguito per diciotto mesi, da gennaio 2021 a luglio 2022, l’intera popolazione della provincia di Pescara. Sono stati raccolti i dati sanitari dei residenti ed è stata analizzata la frequenza di alcune malattie gravi come malattie cardiovascolari, embolie polmonari e trombosi. Al termine dell’indagine, nessuna delle patologie esaminate è risultata più frequente tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati.
“I risultati che …  (Continua) leggi la 2° pagina miocardite, cuore, vaccino,

Curva epidemica in calo, 80 decessi al giorno in media


Diffuso il nuovo bollettino settimanale

È stato reso noto il nuovo bollettino settimanale su Covid-19 dopo la decisione del governo di dilatare la diffusione dei dati sulla pandemia.
Negli ultimi 7 giorni sono 84.076 i nuovi casi registrati. I decessi contabilizzati sono 576, per un totale che raggiunge 185.417 vittime dall’inizio della pandemia. Sono stati effettuati 767.718 tamponi, e il tasso di positività è dell’11%, in calo rispetto al 15,9% di 7 giorni fa.
I ricoveri ordinari sono ora 7.716, mentre le terapie intensive sono 319, 9 in meno.
Nel periodo 6-12 gennaio il tasso di incidenza di casi Covid-19 nel nostro Paese scende a 143 casi per 100 mila abitanti. In lieve aumento l’Rt, che si attesta a 0,91.
I vaccinati sono 48.709.648, il 90,2% dei cittadini sopra i 12 anni, mentre il 91,6% ha avuto almeno la prima dose. Oltre 40 milioni di persone hanno ricevuto la terza dose, mentre quelli con quarta dose sono …  (Continua) leggi la 2° pagina coronavirus, infezione, sintomi,

Il futuro della sanità digitale


Come cambierà la sanità nel nuovo anno

Se negli scorsi anni l’avvento del Covid-19 ha posto il mondo davanti a nuove sfide, nel 2022 si sono delineati gli effetti a lungo termine della pandemia: allargando lo sguardo oltre la contingenza emergenziale, la digitalizzazione emerge come il fenomeno che più sta rivoluzionando la quotidianità di cittadini, imprese e Stati. L’healthcare non sfugge a queste dinamiche e la spinta verso l’adozione tecnologica ha sia mostrato un insufficiente grado di maturità digitale del settore, sia reso palese come l’innovazione possa offrire ai Sistemi Sanitari una diretta e rapida applicazione, offrendo benefici significativi per l’erogazione delle prestazioni mediche e per il miglioramento dello stato di salute della popolazione, allo stesso tempo riducendo i costi e contenendo gli investimenti richiesti all’ecosistema sanitario nel suo complesso.
“Il Sistema Sanitario italiano è sotto pressione: …  (Continua) leggi la 2° pagina sanit, digitale, assistenza,

La miopericardite fra i giovani dopo il vaccino anti-Covid


Tasso di incidenza basso, in lieve aumento dopo la seconda dose

Una revisione apparsa su Jama Pediatrics mostra un’incidenza bassa di miopericardite associata a vaccino anti-Covid a mRna.
«I dati pubblicati sulla miopericardite associata al vaccino COVID-19 a mRNA negli adolescenti e nei giovani adulti sono stati ricavati da piccoli case series, studi basati sulla popolazione nazionali o sistemi di segnalazione passiva. Le prove aggregate derivanti da una coorte internazionale più ampia sono limitate», spiegano i ricercatori.
Sono stati identificati 23 studi osservazionali su giovani fra i 12 e i 20 anni. In totale il campione era formato da 854 ragazzi con età media di 15,9 anni con miopericardite associata a vaccino, nella maggioranza dei casi di sesso maschile (il 90,3%).
È emerso che il tasso di incidenza era più alto dopo la seconda dose che dopo la prima (il 74,4% degli eventi si era verificato dopo la seconda dose). La maggior parte dei …  (Continua) leggi la 2° pagina miocardite, vaccino, sintomi,

Covid, cos’è l’acido ursodesossicolico


Il vecchio farmaco sembra offrire protezione

L’Udca va a ruba in Cina. L’acido ursodesossicolico sembra mostrare una certa efficacia nei confronti della malattia da Covid-19. Il farmaco – testato su miniorgani cresciuti in laboratorio – ha mostrato la capacità di ostacolare l’ingresso del virus nell’organismo.
Il farmaco agisce bloccando una proteina sensibile agli acidi biliari chiamata recettore X farnesoide o FXR, che si trova in grandi quantità nel fegato. L’effetto indiretto è la riduzione della proteina ACE2, quella utilizzata dal virus per entrare nell’organismo.
Gli organoidi trattati con il farmaco hanno mostrato una netta riduzione di ACE2 e dei livelli infetti di Sars-CoV-2. Si tratta di una strategia protettiva da affiancare ai vaccini, e si mostra particolarmente importante per chi ha un sistema immunitario debole o per chi, per vari motivi, non può accedere alla vaccinazione.
“Ove possibile – ha precisato Fotios …  (Continua) leggi la 2° pagina coronavirus, sintomi, saturimetro,

Covid-19: massima protezione da immunità ibrida


Vaccino recente riduce sistematicamente il rischio

La massima protezione contro l’infezione da SARS-CoV-2 e la malattia COVID-19 severa, nella nostra popolazione, si osserva in presenza di una immunità ibrida, ovvero dovuta all’effetto combinato della vaccinazione e della pregressa infezione. In ogni caso, a parità di fascia di età e di pregressa infezione, la vaccinazione riduce ulteriormente il rischio di malattia COVID-19 severa. La conferma viene da un rapporto appena pubblicato dall’Iss, in cui si calcola il rischio di infezione e di malattia severa tenendo appunto conto di fattori come le vaccinazioni e diagnosi precedenti e il tempo trascorso dall’infezione o dall’ultima dose di vaccino.
Nell’analisi sono stati utilizzati i dati della sorveglianza integrata Covid dell’Iss, dell’anagrafe vaccinale e della popolazione Istat relativi a ottobre 2022, un periodo in cui era predominante la variante Omicron BA.5, che sono stati elaborati …  (Continua) leggi la 2° pagina Covid, immunit, vaccinazione,