La superfrutta che fa bene alla salute

Ricercatori italiani creano alimenti ricchi di antiossidanti

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Dalle ricerche condotte all’Università di Pisa nasce la “superfrutta”, un alimento ricco di antiossidanti e di composti benefici per la nostra salute.

Nei laboratori del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali la professoressa Annamaria Ranieri e il suo gruppo studiano da anni gli effetti benefici delle radiazioni ultraviolette sulla frutta allo scopo di mettere a punto prodotti salutari dall’elevato valore nutraceutico.

L’ultimo progetto in questo ambito ha riguardato le pesche ed è stato condotto in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, l’University of Natural Resources and Life Sciences di Vienna e il Leibniz Institute of Vegetable and Ornamental Crops tedesco con articoli pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali.

La carne rossa fa male anche al cuore

Aumenta i livelli della sostanza TMAO

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Consumare carne rossa fa storcere il naso a medici e nutrizionisti, questo si sa da tempo. Ora un nuovo studio pubblicato sullo European Heart Journal segnala il rischio per il cuore connesso con il consumo dell’alimento.

Lo studio, realizzato da scienziati della Cleveland Clinic, si è ispirato ai risultati delle ricerche di Stanley Hazen, il ricercatore che ha scoperto il meccanismo di produzione di TMAO (ossido di trimetilammina), sostanza che scaturisce dalla digestione di tre nutrienti presenti nella carne rossa, ovvero colina, lecitina e carnitina. Inoltre, Hazen aveva già supposto un coinvolgimento di TMAO nell’insorgenza di infarto e ictus.

Il nuovo studio ha esaminato 113 persone che hanno seguito una dieta ricca di carne rossa per un mese, oppure una dieta ricca di carne bianca e un’altra povera di proteine di origine animale.

Come aiutare chi soffre di attacchi di panico

I consigli dello psicoterapeuta

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Gli attacchi di panico sono uno dei sintomi più spaventosi che un persona possa provare, in quanto si ha l’ingestibile sensazione di perdere il controllo del proprio corpo e della propria mente.

Il respiro diviene così corto che sembra di soffocare, il cuore batte velocissimo, si sente un peso sul petto, negli arti appare uno strano formicolio, si ha paura di morire, di impazzire, che la strana sensazione di distacco dalla realtà che si sta provando non passi mai, si teme di non potere mai più tornare “normali”.

È molto difficile aiutare una persona che sta vivendo un attacco di panico, tanto che – spesso – si finisce per andare al pronto soccorso a cercare un aiuto medico-farmacologico che allevi i sintomi.

Dove operare il cuore di un bambino?

La classifica degli ospedali più performanti

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Il cuore si forma nei primi cinquantacinque giorni di vita embrio-fetale. È in questa fase che, circa otto volte su mille, si generano difetti di varia entità, da piccole anomalie a forme incompatibili con la vita.

Le cardiopatie congenite sono malformazioni che coinvolgono il cuore e i grossi vasi. Si dividono in semplici, quando si limitano a un difetto dei setti cardiaci (difetto interatriale, difetto intraventricolare, dotto di Botallo), o complesse, se i difetti sono multipli e associati tra loro. Quarant’anni fa, i bambini che nascevano con una cardiopatia complessa avevano ovunque poche speranze di sopravvivenza.

In Italia, negli anni ’70, la mortalità superava il 70-80%; oggi, invece, grazie ai progressi della medicina, risulta inferiore al 5%. Il quadro cambia, però, nei Paesi in via di sviluppo, dove mancano medici e strutture ospedaliere.

Sindrome di Brugada, scoperta sui fattori di rischio

3 casi su 4 legati a un’anomalia del muscolo cardiaco

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Grazie a uno studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma si è scoperto che nel 75% dei casi di sindrome di Brugada, alla base delle aritmie cardiache tipiche della patologia, c’è un’anomalia del muscolo cardiaco stesso e uno stato infiammatorio anomalo.

La scoperta permetterà di predire quali dei pazienti con la sindrome sono a rischio di aritmie e di morte cardiaca improvvisa, soprattutto in soggetti giovani altrimenti considerati completamente sani.

La ricerca è stata pubblicata sulla più importante rivista cardiologica mondiale, il Journal of the American College of Cardiology, e coordinata dal professor Antonio Oliva, dell’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica, UOC Medicina Legale, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Diabete, linagliptin sicuro per il cuore

Sicurezza cardiovascolare garantita a lungo termine

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Sono disponibili i risultati dello studio CARMELINA sugli effetti di linagliptin in ambito cardiovascolare nei pazienti affetti da diabete di tipo 2.

Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario dimostrando un profilo di sicurezza cardiovascolare simile rispetto a placebo quando aggiunto a standard terapeutico. CARMELINA ha anche avuto un endpoint secondario principale composito, per cui ha dimostrato un profilo di sicurezza renale simile rispetto a placebo.

Il profilo complessivo di sicurezza di linagliptin in CARMELINA è stato coerente con i dati precedenti e non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza. CARMELINA ha anche dimostrato un tasso simile di ospedalizzazione per scompenso cardiaco con linagliptin rispetto a placebo.

La frutta protegge il cuore

Rischio cardiovascolare sensibile al consumo di frutta

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Gli antiossidanti della frutta fanno bene al cuore. In particolare, il consumo di frutti ricchi di antocianine ha l’effetto di ridurre in maniera significativa il rischio cardiovascolare.

A dirlo è una revisione di studi pubblicata su Critical Reviews in Food Science and Nutrition da un team della Northumbria University che ha esaminato un campione di oltre 600mila soggetti.

I dati indicano che i volontari che consumavano maggiori quantità di antocianine – contenute soprattutto in alcuni tipi di ciliegie – mostravano una riduzione del rischio cardiovascolare del 9% rispetto alla media, e un rischio di morire per infarto inferiore dell’8%.

Anche un altro studio dell’Università di Oxford conferma l’efficacia della frutta come arma preventiva.

La ricerca degli scienziati britannici è durata sette anni e ha coinvolto quasi mezzo milione di cittadini cinesi.

Più sesso per un cuore più sano

Decisiva anche la rinuncia alle sigarette

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L’Italia rischia di detenere un triste primato, ovvero quello del più alto indice di malattie cardiovascolari che rappresentano la principale causa di morte di tutti i decessi.

Le raccomandazioni più frequenti riguardano un’attenzione particolare da porre al regime alimentare e allo stile di vita, che deve essere improntato a una maggiore attività fisica e all’eliminazione di pratiche poco salutari come l’alcol e il fumo. Di questo si è parlato all’incontro “Bacco, Tabacco ed Eros: un cocktail letale o un elisir di lunga vita?” tenuto all’interno della XV edizione di Romacuore, importante manifestazione dedicata ai progressi della medicina cardiologica.

Diabete e pressione alta, pochi controlli

Scarsa percezione dei rischi fra i diabetici

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Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta.

Normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è un’appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta. Questo è l’allarme che viene lanciato dalla SIIA, Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa.

Un diabetico di tipo 2 – dichiara Claudio Ferri, Presidente della SIIA – deve controllare non solo la glicemia, ma anche la pressione arteriosa.

MitraClip efficace per l’insufficienza mitralica secondaria

Ridotti i tassi di ricovero e di morte

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Il dispositivo transcatetere MitraClip è risultato efficace nei pazienti con insufficienza cardiaca e con insufficienza mitralica secondaria (MR).

La sua applicazione ha migliorato i tassi di ricovero e morte, oltre a migliorare la qualità della vita e della capacità funzionale.

«La prognosi per i pazienti con insufficienza cardiaca che sviluppano grave rigurgito mitralico secondario è scarsa, con opzioni di trattamento limitate. C’è un grande bisogno di aiuto per migliorare i risultati di questi pazienti molto gravi», spiega Gregg Stone, del Columbia University Irving Medical Center di New York, primo autore dello studio apparso sul New England Journal of Medicine.

Gli scienziati hanno valutato la riparazione della valvola mitralica transcatetere con MitraClip in 614 soggetti provenienti da 78 centri negli Stati Uniti e dal Canada affetti da insufficienza cardiaca sintomatica.