Scoperta una nuova causa di aritmia

Nei pazienti con cardiomiopatia da mutazioni della lamina

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Le mutazioni del gene della Lamina A/C, una proteina fondamentale dell’involucro nucleare della cellula, sono causa di cardiomiopatia, malattia del muscolo cardiaco associata a dilatazione del cuore e alterata funzionalità, e sono associate a disturbi della conduzione, aritmia e morte improvvisa.

“Nel nostro studio abbiamo utilizzato modelli cardiaci ‘in vitro’, generati mediante un processo di ‘riprogrammazione’ di cellule della pelle di pazienti portatori della mutazione K219T in cellule iPSC (dall’inglese Induced Pluripotent Stem Cells – cellule staminali pluripotenti indotte), e il loro successivo differenziamento in cardiomiociti, le cellule del cuore alla base della proprietà contrattile del muscolo cardiaco”, spiega Elisa Di Pasquale, ricercatrice dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) e Humanitas.

Il cuore dei bambini. 5 regole per salvaguardarlo

La prevenzione inizia nell’infanzia, ecco le regole salvacuore

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Le malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nelle società avanzate, si manifestano in età adulta, ma affondano le radici nell’infanzia.

“I processi di alterazione vascolare, che sono la premessa delle patologie cardiovascolari fino a infarto e ictus, iniziano nei primi 10 anni di vita. In qualche modo il decadimento delle arterie comincia dal primo giorno di vita e interessa tutti: quello che cambia è la velocità con cui questi processi avvengono nelle diverse persone”, spiega Gianni Bona, esperto SIP già ordinario di Pediatria, Università del Piemonte Orientale.

Diversi fattori di rischio che favoriscono la comparsa delle malattie cardiovascolari possono essere già presenti e attivi in età pediatrica.

La glucosamina fa bene al cuore

Gli integratori riducono il rischio di malattie cardiovascolari

Per ridurre il rischio di insorgenza di una malattia cardiovascolare è auspicabile l’assunzione di integratori a base di glucosamina.

A dirlo è un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della Tulane University di New Orleans.

«La glucosamina è un integratore alimentare piuttosto popolare usato per alleviare l’artrosi e il dolore alle articolazioni. Nonostante la sua efficacia sul dolore articolare continui a essere dibattuta, stanno emergendo prove su un suo possibile ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nella riduzione della mortalità», spiega Lu Qi, che ha guidato il gruppo di studio.
Gli scienziati hanno esaminato 466.039 soggetti privi di malattia cardiovascolare che avevano completato un questionario sull’uso di integratori, inclusa la glucosamina.

Infarto, il cuore può essere rigenerato

Team italiano cancella la cicatrice provocata dall’infarto

Un team di ricercatori italiani ha ottenuto la rigenerazione di un cuore infartuato su cavie da laboratorio. Gli scienziati dell’Icgeb (Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia) si sono ispirati alla capacità di salamandre e pesci di rigenerare gli organi perduti. Una caratteristica quasi del tutto persa dall’uomo nel corso dell’evoluzione e di cui rimane testimonianza nella capacità del fegato umano di rigenerarsi parzialmente dopo una lesione.

Per ora gli esperimenti sono solo su roditori e maiali. Questi ultimi hanno un cuore quasi identico all’uomo.

Esercizi di riscaldamento: 4 benefici e 3 esercizi da fare

Gli esercizi di riscaldamento sono quelli che più probabilmente eviti di fare. Appena arrivi in palestra tra una chiacchiera e l’altra pensi che passare direttamente all’allenamento vero e proprio sia la cosa migliore da fare per non perdere tempo. Nulla di più sbagliato: se sono previsti degli esercizi di riscaldamento prima di avere a che fare con pesi e allenamento c’è una buona ragione.

4 benefici del riscaldamento prima dell’allenamento

Riduce il rischio di infortuni: Alcune ricerche dimostrano come sia più difficile danneggiare un corpo dopo il riscaldamento. Eseguire esercizi di riscaldamento prima di un allenamento intenso, permette di allungare i muscoli, aumentando la capacità di sopportare maggiore forza senza farsi male. Inoltre aumenta la capacità elastica dei muscoli e tendini. Un riscaldamento dinamico inoltre è più efficace, in questo senso, di un riscaldamento statico.

Ha dei risvolti psicologici positivi: Allenarsi a freddo non è il massimo. Il riscaldamento supporta la circolazione in maniera tale che i muscoli e le articolazioni siano pronte allo sforzo. Inoltre il tempo che impieghi a riscaldarti ti permette di concentrarti e prepararti mentalmente a dare il meglio.

Aumenta la capacità di compiere movimenti ampi. Questo permette alle articolazioni ad esempio quelle delle spalle e delle ginocchia di raggiungere il loro massimo livello di estensione.

Prepara il sistema cardiovascolare e nervoso per l’allenamento. Per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, il riscaldamento permette al sangue di arrivare al cuore gradualmente e adattarsi allo sforzo fisico. Per quanto riguarda il sistema nervoso. Eseguire un riscaldamento dinamico il corpo viene stimolato a 360° velocizzando anche la risposta nervosa e stimolando le fibre a contrarsi. Questo migliora la comunicazione tra i nervi e le fibre muscolari, preparando i muscoli per lo sforzo intenso.

Esercizi di riscaldamento

Eseguire ogni esercizio per 60 secondi prestando attenzione alla forma ed eseguendoli con i tempi dovuti.

Esercizio di riscaldamento: Global

Esercizio di riscaldamento: Cobra

Esercizio di riscaldamento: Skip

 

 

Il calcio nelle arterie rivela il rischio di infarto

Maggiori possibilità di crisi cardiaca in chi ha livelli elevati

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Uno studio di ricercatori dell’Intermountain Healthcare Heart Institute di Salt Lake City segnala che la presenza di calcio nell’arteria coronaria può determinare il rischio di infarto in un soggetto.

Non tutte le persone che si recano al pronto soccorso accusando dolori al petto hanno un infarto o sono a rischio di averne uno. L’identificazione di un parametro efficace per verificare il rischio reale può ridurre il numero di visite al pronto soccorso e agevolare il lavoro dei medici.

La presenza di calcio dell’arteria coronaria può aiutarci a prevedere chi ha maggiori probabilità di avere un evento cardiaco, non solo nel prossimo futuro, ma anche quando arrivano i primi sintomi, assicura Viet Le, autore principale della ricerca.

Trapianti, dove operarsi in Italia

Le strutture migliori e più attrezzate per questa delicata operazione

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Dove operarsi se c’è la necessità di un trapianto d’organo?
Su www.doveecomemicuro.it le classifiche dei 5 centri che effettuano un numero maggiore di interventi.

In cima, per volume di trapianti di rene e pancreas, c’è l’Azienda Ospedaliera di Padova. Il Presidio Ospedaliero Molinette – A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino e il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano risultano primi rispettivamente per il trapianto di polmone e quello di cuore.

L’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento di Cisanello – di Pisa è al primo posto per il trapianto di fegato.

Tavi superiore a chirurgia anche in pazienti a basso rischio

Rischio di ictus e morte inferiore

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L’impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI) con valvola cardiaca SAPIEN 3 ha dimostrato la sua superiorità rispetto alla chirurgia tradizionale anche per le persone con stenosi aortica grave ritenute a basso rischio per l’intervento di sostituzione valvolare tradizionale a torace aperto. Sono i risultati ad un anno dello studio PARTNER 3, un importante trial clinico condotto sulla TAVI in pazienti a basso rischio, pubblicato online sul prestigioso New England Journal of Medicine.

Lo studio PARTNER 3 ha assegnato in maniera randomizzata 1.000 pazienti di 71 centri tra marzo 2016 e ottobre 2017, affetti da stenosi aortica severa sintomatica con basso rischio chirurgico, a sottoporsi a TAVI con la valvola SAPIEN 3 o a intervento chirurgico tradizionale con qualsiasi valvola chirurgica disponibile in commercio.

Cuore, la TAVI va bene anche per i giovani

Svolta storica nella cura della stenosi aortica

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Un passaggio epocale per la cardiologia interventistica e per milioni di persone in tutto il mondo che, in caso di stenosi aortica, grazie alla TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation), non dovranno più sottoporsi a un intervento a cuore aperto.

L’annuncio al Congresso dell’American College of Cardiology in corso a New Orleans, dove sono stati presentati i risultati di due importanti studi clinici.

Si tratta di una notizia che cambierà la storia della nostra disciplina – annuncia Giuseppe Tarantini, Presidente GISE (Società Italiana di Cardiologia Interventistica), Professore Associato e Direttore dell’UOSD Cardiologia interventistica del Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari del Policlinico Universitario di Padova.

Insufficienza renale, responsabile una mutazione genetica

Possibile lo sviluppo di nuove terapie personalizzate

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L’insufficienza renale è tra le condizioni patologiche più diffuse e colpisce solo in Italia oltre 4 milioni di persone. Una ricerca pubblicata sull’American Journal of Kidney Diseases (AJKD) riporta la scoperta di una mutazione genetica che predispone sia alla forma acuta che cronica della malattia.

A firmare il lavoro è il gruppo di ricerca del Paolo Manunta, direttore dell’area di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale San Raffaele di Milano e professore associato all’Università Vita-Salute San Raffaele. La scoperta potrebbe consentire in futuro di riconoscere i pazienti a rischio in entrambi i casi e di agire preventivamente, oltre ad aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie personalizzate.