Più abbracci, meno influenza


Secondo il Ministero della Salute Il picco influenzale arriverà a fine gennaio. Bisogna fare attenzione alle complicanze tra le quali polmonite e bronchite.

Se vuoi evitare di ammalarti proprio in quei giorni, e rischiare di non essere in forma a San Valentino, la Carnegie Mellon Univerisity della Pennsylvania ha trovato il rimedio giusto: più abbracci, meno influenza.
Infatti, contro raffreddore e influenza, gli abbracci sembrano essere la nuova soluzione, secondo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science. La ricerca ha coinvolto 404 individui a cui è stato chiesto di contare il numero di abbracci ricevuti quotidianamente; in seguito, i soggetti sono stati esposti al virus del raffreddore. Il risultato è stato che chi riceveva meno abbracci era più predisposto ad ammalarsi, mentre chi ne riceveva di più presentava meno rischi di contrarre l’infezione o comunque manifestava sintomi più lievi e meno duraturi.
La ricercatrice Sheldon Cohen, responsabile dello studio, spiega che “è possibile che il contatto fisico e le manifestazioni di affetto siano in grado di stimolare la produzione di molecole che riescono a rafforzare le difese immunitarie e proteggere l’organismo dalle infezioni”. Non ci resta che abbracciarci.

A cura della Redazione Sani per Scelta

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Aggiornato il 18 gennaio 2020

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Bronchiolite, cos’è e come si cura


Un’infezione molto frequente che colpisce il sistema respiratorio

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La bronchiolite è un’infezione virale acuta che colpisce il sistema respiratorio dei bambini di età inferiore a un anno con maggiore prevalenza nei primi 6 mesi di vita e maggiore incidenza tra novembre e marzo.
L’agente infettivo più coinvolto (nel 75% circa dei casi) è il virus respiratorio sinciziale (VRS) ma anche altri virus possono esserne la causa (metapneumovirus, coronavirus, rinovirus, adenovirus, virus influenzali e parainfluenzali). L’infezione è secondaria a una trasmissione che avviene primariamente per contatto diretto con le secrezioni infette. La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni. L’infezione interessa bronchi e bronchioli innescando un processo infiammatorio, aumento della produzione di muco e ostruzione delle vie aeree con possibile comparsa di difficoltà respiratoria. Fattori che aumentano il rischio di maggiore gravità sono la prematurità, l’età del …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Sindrome post-traumatica da stress, trovata una cura


Scoperto il primo marcatore per individuare il disturbo

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Un team del Center for Addiction and Mental Health di Toronto ha scoperto il primo marcatore utile a individuare la presenza della sindrome post-traumatica da stress.
Nel contempo, i ricercatori hanno anche creato un peptide che, in fase pre-clinica, si è mostrato in grado di prevenire e trattare il disturbo. Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, si basa sull’analisi di un complesso proteico – il glucorticoide recettore-Fkbp51 – che in reazione allo stress incrementa la sua presenza per poi tornare a livelli ordinari.
Nei soggetti che soffrono di sindrome post-traumatica da stress, invece, i livelli rimangono costantemente elevati. Fang Liu, coordinatore dello studio e condirettore della divisione di neuroscienze del dipartimento di psichiatria dell’Università di Toronto, spiega: “Potrebbe essere un biomarcatore per la sindrome, oltre a essere un bersaglio per il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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C’è un’ipertensione da ufficio

Pressione alta durante il lavoro ma normale ai controlli

Una strana forma di ipertensione mette a rischio la nostra salute. Una ricerca della Laval University, in Québec, ha scoperto che molte persone soffrono di ipertensione durante le ore passate in ufficio, mentre ai normali controlli dal medico i loro valori pressori risultano nella norma.

L’analisi, pubblicata su Hypertension, ha riguardato 3.547 impiegati dei quali è stata misurata la pressione durante il primo, il terzo e il quinto anno di lavoro.
I medici canadesi hanno esaminato la pressione di ogni volontario tre volte ogni mattina, mentre per il resto della giornata i soggetti hanno indossato un dispositivo per il monitoraggio automatico della pressione.

Il 18,7% dei partecipanti soffriva di ipertensione ed era in cura, mentre il 13,5% accusava un’ipertensione nascosta e di conseguenza non riceveva trattamenti adeguati.

Cosa bere al posto del latte a colazione? Le alternative ipocaloriche

Cosa bere al posto del latte a colazione? Chi è abituato a cominciare la giornata bevendo sempre la candida bevanda può dover rinunciare dal momento in cui debba seguire un’alimentazione ipocalorica o una dieta. In cima alla lista degli alimenti tipici della colazione all’italiana troviamo sicuramente anche il latte. Cosa bere al posto del latte la mattina lo vediamo insieme dando una serie di bevande ipocaloriche che sono comunque perfette per la mattina.

Perché sostituire il latte?

Quali sono le ragioni che stanno dietro la scelta di sostituire il latte a colazione? Ce ne possono essere tante, in primi quella di assumere meno calorie e rimanere in forma. I vantaggi dei prodotti alternativi al latte, a partire dalle varie versioni vegetali della bevanda, sono la bassa presenza di colesterolo e l’alto contenuto di nutrienti buoni. Per assicurarsi tutti i vantaggi bisogna vere cura di scegliere i prodotti biologici e non eccessivamente arricchiti con zuccheri (in questo caso verrebbe a mancare la componente dietetica). L’altro vantaggio  nell’eliminare il latte vaccino dalla propria tavola o anche solo del limitarne il consumo è sicuramente il minor impatto ambientale (sfruttamento animali, deforestazione).

Cosa bere al posto del latte a colazione: le migliori alternative

Quali sono le alternative più valide da scegliere in sostituzione del latte la mattina? Vediamo cosa bere in sostituzione del latte vaccino tenendo presente; non necessariamente si tratta di opzioni ipocaloriche ma sicuramente con queste si possono soddisfare i gusti di tutti quanti.

  • Bevande vegetali: a partire dal latte di soia arrivando a quello di mandorla e passando per quello di riso le alternative sono molteplici. Tutti questi prodotti rappresentano il sostituto più valido per il latte vaccino.
  • Caffè, cappuccino, latte macchiato: non occorre rinunciare, però provate a considerate di macchiare le bevande con latte vegetale o di godere del caffè puro.
  • Smoothie: perfetti per chi è a dieta, gli smoothie sono concentrati di frutta ricchi di ottime proprietà che idratano il corpo e aggiungono alla colazione quella golosità che il latte non garantisce.
  • Succhi di frutta o spremute: nel primo caso gli zuccheri abbondano a prescindere, nel secondo solo se aggiunti ma entrambe le alternative sono valide in sostituzione al latte.
  • Tè caldo: per chi non riesce a rinunciare alla tazza di bevanda calda la mattina l’opzione adeguata è senza dubbio una fumante tazza di te della tipologia preferita.

Sostituire le uova nei dolci: ecco tutte le possibili alternative

Come sostituire le uova nei dolci? Vediamo oggi come fare a preparare un dolce senza uova e farlo venire comunque soffice e gustoso. Ci sono molti ingredienti e molti modi per preparare dolci senza uova. Il primo motivo per cui viene in mente di sostituire le uova nei dolci è preparare pietanze adatte anche a chi segue un regime alimentare vegano, ma non è solo questo: ci possono anche essere persone intolleranti o allergiche alle uova. Vediamo allora come sostituire le uova nei dolci partendo dal presupposto che la funzione principale di questo ingrediente è quella di amalgamare il composto; in parole povere le uova servono da collante.

Come sostituire le uova nei dolci: le 3 migliori alternative

Vediamo 3 modi per sostituire le uova nei dolci andando a creare ingredienti che abbiano la stessa, formidabile azione collante che è propria dei prodotti delle galline.

Sostituire le uova con la fecola di patate o l’amido di mais

Le uova possono essere sostituire da due cucchiai di fecola di patate o, in alternativa, di amido di mais. Entrambi questi ingredienti hanno una funzione addensante e legante che li rende perfetti in sostituzione delle uova negli impasti dei dolci. Ogni uovo corrisponde a due cucchiai di questi ingredienti che vanno aggiunti avendo cura di aumentare leggermente la parte liquida della ricetta. come fare per non sbagliare? Aumentare il liquido poco a poco creando il giusto equilibrio tra i vari ingredienti.

Sostituire le uova con lo yogurt

Ovviamente questa opzione non è valida se il dolce che si vuole fare deve essere vegano. Lo yogurt, per sua natura, sostituisce egregiamente le uova e rende l’impasto morbido e umido al punto giusto. I dolci migliori nei quali sostituire le uova con lo yogurt sono senza dubbio muffins, ciambelloni e pasta frolla. Per rendere l’impasto vegano si può optare per l’utilizzo di yogurt vegetale di qualsiasi tipo tra quelli disponibili in commercio.

Sostituire le uova con la banana

Sembra strano a dirsi ma un uovo può tranquillamente essere sostituito con…mezza banana. Questo frutto, infatti, ha proprietà leganti uniche e rende anche l’impasto morbido e umido. Quanta banana serve? Per sostituire un uovo ne basta mezza. Va schiacciata e aggiunta successivamente all’impasto, proprio all’inizio della preparazione.

Mai dormire con le lenti a contatto

C’è il rischio di ipossia corneale

Mai appisolarsi mentre si indossano le lenti a contatto. Lo ricorda il prof. Pasquale Troiano, primario di Oculistica dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como) che presiede il comitato tecnico-scientifico della Società Oftalmologica Italiana:

«Pericolosissimo il pisolino con le lenti a contatto applicate. Prima di dormire, anche se per poco tempo, è assolutamente necessario rimuovere le lenti a contatto. Inoltre, una norma che può sembrare di buon senso, ma che viene spesso disattesa: quando si avverte un qualsiasi disturbo agli occhi, bisogna evitare d’indossare le lenti. È esperienza comune per gli oculisti visitare pazienti che si presentano in ambulatorio con gli occhi in pessimo stato, ma con le lenti indossate».

Idee pranzo fit: le alternative low carb alla pasta

Come sostituire la pasta a pranzo? Questa domanda se la fanno spesso in moltissimi, soprattutto quelli che ci tengono a rimanere in forma e a perdere chili. C’è una buona notizia: le alternative gustose per sostituire la pasta sono moltissime e oggi ne vediamo cinque. La pasta non va rimpiazzata ogni giorno, ovviamente, però è importante sapere che proviene da un processo di lavorazione del grano duro che fa sì che perda quasi tutti i suoi effetti benefici. Cosa possiamo fare oltre a mangiare pasta integrale per ottenere maggiori benefici? Vediamo quattro alternative ideali per sostituire la pasta.

Come sostituire la pasta a pranzo: 4 piatti alternativi

Vediamo quattro alimenti alternativi alla pasta a pranzo ma mangiare comunque un gustoso piatto ricco di carboidrati e nutrienti buoni.

Spaghetti di zucca per sostituire la pasta

Questa tipologia di spaghetti è molto diffusa negli Stati Uniti e prende il nome di squash. In Italia ancora non hanno preso particolarmente piede ma sono un sostituto perfetto per la pasta. Come si ottengono? Dall’interno di una zucca particolare fatto a filamenti. La tipologia di zucca con cui si fanno gli spaghetti prende il nome di zucca spaghetti ed è facilmente coltivabile in giardino. Cosa la rende un sostituto ideale alla pasta a pranzo? Il fatto che abbia un sapore neutro che ricorda più quello delle patate che quello della zucca. L’apporto calorico è bassissimo: appena 31 kcal per 100 grammi.

Noodles di grano saraceno

I noodles di grano saraceno, altrimenti detti noodles soba, sono molto utilizzati nella cucina giapponese. Si tratta di spaghetti senza glutine, ideali per i celiaci. L’apporto di nutrienti è molto alto e le calorie veramente poche, se li si paragona alla pasta. I vantaggi dei noodles di grano saraceno? L’alto contenuto di magnesio e di rutina (utile per proteggere i capillari e mantenerli elastici). Anche le fibre abbondano in questa tipologia di spaghetti.

Spaghetti di riso per sostituire la pasta a pranzo

Anche in questo caso l’alimento di cui stiamo parlando proviene dall’Oriente. Si tratta di spaghetti fatti con la farina di riso, ideali anche per i celiaci e per chi vuole perdere peso. Questi spaghetti sono ricchi di vitamine del gruppo B, fibre e hanno una consistenza davvero simile a quella della nostra pasta. Tra i vari vantaggi questi spaghetti risultano anche più digeribili. Come condirli? Esattamente come si farebbe con la pasta!

Lasagne di zucchine o parmigiana di melanzane

Cercate il piatto perfetto per evitare di mangiare pasta la domenica a pranzo ma volete qualcosa che vi lasci la sensazione di averlo fatto? Ecco che allora la risposta giusta è utilizzare gustose verdure come melanzane e zucchine in sostituzione alla pasta quando si preparano i bei pranzi della domenica. La chicca? Utilizzare queste verdure per sostituire la sfoglia di pasta nelle lasagne e nei timballi avendo anche cura di mettere del formaggio vegetale al posto della classica mozzarella. La digestione sarò molto più semplice e le calorie assunte molte meno, garantito!

Artrite e diabete, arriva la doppia cura

Le due malattie si possono curare insieme con lo stesso farmaco

Una piccola grande rivoluzione quella che riguarda circa 55mila pazienti italiani affetti sia da artrite reumatoide che da diabete. Uno studio italiano dimostra la possibilità di utilizzare un solo farmaco per trattare le due condizioni.

Lo studio, pubblicato su Plos Medicine, è stato condotto da Roberto Giacomelli, direttore della Divisione di Reumatologia del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Cliniche Applicate dell’Università de L’Aquila.

Il farmaco disattiva la molecola interleuchina-1, migliorando allo stesso tempo i sintomi dell’artrite e i livelli di glicemia.

Le due malattie condividono infatti alcuni meccanismi molecolari, facilitando così la cura di entrambe.

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica autoimmune che si associa spesso ad altre malattie come problemi cardiovascolari, infezioni, tumori, disturbi polmonari e neuropsichiatrici.

Un nuovo gene della calvizie

Scoperto da ricercatori cinesi

Un team di ricercatori cinesi ha pubblicato su Faseb Journal la scoperta di un nuovo gene collegato alla comparsa della calvizie. Lo studio, condotto sui maiali, dimostra che una mutazione nel gene che codifica per una proteina chiamata Map2 può essere un componente essenziale del fenotipo glabro.

Gli scienziati della China Agricultural University hanno scoperto che una particolare mutazione del gene Map2 ha causato la riduzione della densità del follicolo pilifero nello stadio embrionale.

“Per quanto ne sappiamo, riteniamo che questa sia la prima volta che Map2 viene associato alla morfogenesi del follicolo pilifero”, ha affermato Xiangdong Ding, ricercatore del Dipartimento di Allevamento e genetica degli animali della Cau a Pechino.